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  • Venerdì, presso il Resort Uliveto Principessa a Cittanova (RC), si è tenuto il convegno “PAC 2023-2027. Obiettivi, prospettive e opportunità”.

    L’iniziativa, promossa da Confcooperative Fedagripesca Calabria in sinergia con Natura Società Cooperativa Agricola e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Reggio Calabria, ha guardato al futuro dell’agroalimentare calabrese con un focus sul tema centrale della programmazione europea.

    In questa fase storica all’insegna della transizione ecologica e di una sempre più forte globalizzazione dei mercati sarà fondamentale individuare gli strumenti, finanziari e non solo, messi a disposizione dall’Unione Europea per consentire alle nostre aziende agricole di crescere e competere su scala globale e assicurare al nostro territorio uno sviluppo sano, sostenibile e capace di valorizzare tradizioni e produzioni locali.

    Abbiamo davanti a noi, dunque, sfide di carattere epocale che possiamo vincere puntando sullo spirito cooperativo. “Con questo incontro – ha sottolineato Vincenzo Filardo, presidente di Natura Società Cooperativa Agricola e di Confcooperative Fedagripesca Calabria – vogliamo avviare un confronto costruttivo con le istituzioni e tutte le realtà virtuose del territorio calabrese. L’aggregazione, il bene comune e la condivisione sono i valori aggiunti che ci permetteranno di vincere le nuove sfide e di dimostrare che, anche in Calabria, si può fare cooperazione in modo serio e sano”.

    Oltre a Vincenzo Filardo, hanno partecipato all’evento: il direttore nazionale di Confcooperative Fedagripesca, Vito Domenico Sciancalepore; l’assessore regionale alle Politiche agricole e allo Sviluppo agroalimentare, Gianluca Gallo; il direttore generale del Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari e Forestazione, Giacomo Giovinazzo; il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti; il presidente EPAP, Stefano Poeta; il presidente della Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria, Antonino Sgrò; il direttore di Confagricoltura Calabria, Angelo Politi; e la direttrice di Confcooperative Calabria, Angela Scigliano

    La Calabria – evidenzia l’assessore Gallo – può vantare rispetto ad altre regioni italiane una grande fertilità della propria terra, una biodiversità riconosciuta da tutti a livello scientifico, un clima temperato che ci assicura ancora oggi, nonostante il cambiamento climatico, delle produzioni ordinate che rispettano le stagioni e il ciclo naturale delle colture. Ci sono quindi tante opportunità per gli agricoltori calabresi, ma saremo in grado di sfruttarle solo se investiremo in cooperazione, innovazione e qualità delle produzioni.”

    Anche il direttore generale del Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari e Forestazione, Giacomo Giovinazzo, crede nel ruolo da protagonista che potrà svolgere la Calabria da qui ai prossimi anni: “Con il nuovo Psr e la nuova PAC ci sarà una competizione forte tra territori. La Calabria dovrà essere in prima linea. Per questo abbiamo deciso di effettuare bandi piccoli, semplici e rapidi consentendo alle aziende agricole di avere un ritorno economico immediato, avviare nuovi investimenti da portare a termine entro la fine della Programmazione 2023-207 ed essere così maggiormente competitive a livello nazionale ed europeo”.


  • Cooperazione salute: Servono accordi pubblico-privato per garantire cure

    Si è tenuto nella giornata di ieri il seminario Sanità Integrativa e Mutualismo, promosso da Cooperazione Salute.

    Si è tenuto il 29 giugno il seminario Sanità Integrativa e Mutualismo, promosso da Cooperazione Salute, la mutua nazionale di Confcooperative, per approfondire il ruolo e le prospettive della sanità integrativa e del mutualismo in Italia.

    Cooperare alla promozione della salute delle persone nella comunità è stato il tema al centro dell’evento.

    Un incontro di riflessioni per ripensare la sanità integrativa in relazione alla sanità pubblica a privata, quale strumento che promuove l’accesso alle cure sanitarie di base. L’occasione per confrontare i bisogni delle persone con le politiche pubbliche nazionali e locali e le norme che regolano l’iniziativa dei soggetti privati mutualistici nonché la possibilità di autorganizzazione dei cittadini.

    Molti gli interventi che si sono susseguiti durante l’incontro da cui è emerso che sempre più persone rinunciano a visite ed esami per motivi economici.

    Michele Odorizzi, presidente della mutua Cooperazione Salute, ha dichiarato: “Le modalità che ci sono per sostenere le famiglie, in questo momento delicato, che riguarda la decisione di accedere o di rinunciare ad una cura, ad una prestazione di salute, non sono infinite, ci sono o coperture assicurative o coperture attraverso fondi oppure coperture mutualistiche. Sostanzialmente forme differenti per natura che, in generale, intermediano la spesa sanitaria privata”.

    Scopo della mutua Cooperazione Salute- ha sottolineato Michele Odorizzi– è evidenziare come la sanità integrativa rappresenti un supporto indispensabile al Servizio sanitario nazionale. A dimostrarlo i dati sugli oltre 335 mila assistiti di Cooperazione Salute che hanno usufruito nel 2022 di oltre 168 mila prestazioni”.

    Ad intervenire anche il presidente Maurizio Gardini che ha sottolineato l’importanza di fare una maggiore rete con i sindacati.

    In 10 anni oltre 335.000 iscritti a Cooperazione Salute sono un grande risultato, ma per noi è solo un punto di partenza. La mutua sanitaria – dice il presidente Maurizio Gardini– è un prezioso strumento di welfare contrattuale soprattutto in un momento di forte inflazione e di aumento delle povertà tra cui anche quella sanitaria con il 7% degli italiani che rinuncia alle cure. L’auspicio è fare sempre maggiore rete con i sindacati per stabilizzare lo strumento nei contratti“.

    Cooperazione Salute non rappresenta solo un’opportunità per affrontare il problema dell’accesso alle cure, ma costituisce anche uno strumento privilegiato per una trasformazione del lavoro sociale. “Cooperazione Salute – dice Stefano Granata Confcooperative Federsolidarietà – è potenzialmente uno strumento privilegiato per una trasformazione ed un urgente riconoscimento del lavoro sociale: dare vita ad una grande piattaforma capace di includere i lavoratori e i cittadini. Lo spirito cooperativo che la permea ci fa sperare che il benessere delle persone abbia precedenza rispetto ai modelli di business orientati unicamente al profitto“.

    Il Presidente di Confcooperative Sanità Federazionesanità, Giuseppe Milanese, ha sottolineato che i sistemi mutualistici non possono e non devono sostituire il Servizio sanitario nazionale, ma devono agire in modo integrativo e sussidiario.

    Questo richiede uno sforzo doppio: capire per chi si producono servizi, concentrandosi sulle aree di bisogno dei più deboli spesso trascurate dal settore pubblico, e integrare l’offerta delle cooperative in modo da creare filiere in grado di coprire anche i territori più svantaggiati. “Un duplice sforzo- ha aggiunto il presidente– da parte nostra: capire bene per chi produciamo, concentrandoci in particolare sulle aree di bisogno dei più deboli, spesso trascurate dal pubblico; integrare in poli di offerta no profit la ricchezza di offerta delle nostre cooperative, creando filiere in grado di presidiare anche i territori più svantaggiati”



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  • Cooperative a confronto con l’Europa a Bruxelles

    Il movimento cooperativo italiano esprime soddisfazione per l’impegno delle istituzioni comunitarie per valorizzare la specificità del modello imprenditoriale cooperativo all’interno del più ampio ecosistema dell’economia sociale.

    Si avvia a conclusione con un bilancio positivo la legislatura europea per il movimento cooperativo italiano. A ribadirlo i vertici dell’Alleanza delle Cooperative che hanno incontrato nei giorni scorsi a Bruxelles una delegazione di europarlamentari italiani.

    A poco meno di un anno dalla fine della legislatura – ha sottolineato il presidente dell’Alleanza Maurizio Gardini, intervenendo anche a nome dei copresidenti Simone Gamberini e Giovanni Schiavone – il movimento cooperativo italiano esprime soddisfazione per l’impegno delle istituzioni comunitarie per valorizzare la specificità del modello imprenditoriale cooperativo all’interno del più ampio ecosistema dell’economia sociale. Siamo passati da segnali di attenzione pur significativi ma episodici a un approccio sistemico volto a attribuire pieno riconoscimento a un modello imprenditoriale alternativo e complementare a quello dell’impresa di capitali”.

    Dal punto di vista politico gli atti più emblematici sono stati l’adozione del Piano di azione per l’economia sociale e la recentissima Raccomandazione sulle condizioni quadro per lo sviluppo dell’economia sociale a cui si affiancano numerose politiche settoriali europee che hanno visto mettere al centro le imprese cooperative e quelle dell’economia sociale.

    Nell’aggiornamento della politica industriale dell’Unione Europea – aggiunge Gardini – per la prima volta viene individuato un ecosistema imprenditoriale ad hoc per le nostre imprese e si invitano gli Stati membri a realizzare azioni concrete per accompagnarlo. All’interno della transizione digitale – riprende il presidente dell’Alleanza – il data governance act ha introdotto le cooperative di dati, che potrebbero costituire una grande opportunità per il sistema imprenditoriale cooperativo mentre sulla normativa in fase di definizione sui lavoratori delle piattaforme digitali  sollecitiamo il Parlamento Europeo a difendere in sede di trilogo il riferimento al modello cooperativo che può costituire un primo segnale per la definizione di una cultura imprenditoriale mutualistica applicata al settore digitale”. 

    Particolarmente apprezzato l’impegno di tutte le famiglie politiche italiane a tutela della specificità del credito cooperativo con l’adozione di un emendamento che riconosce in materia di supervisione le caratteristiche delle BCC e dei gruppi bancari cooperativi ai quali sono affiliate. Indispensabile ora difendere questo risultato nel negoziato con il Consiglio e garantire supporto politico anche durante le fasi di implementazione successive demandate alle Autorità bancarie europee.

    Altrettanto importante, inoltre, il riconoscimento all’interno della European care strategy del ruolo strategico svolto dalle imprese cooperative nell’assistenza sociosanitaria durante la pandemia e l’indicazione di un maggiore coinvolgimento nella definizione delle misure nazionali.

    In un quadro in cui emergono valutazione sostanzialmente positive non mancano però elementi di preoccupazione.

    Sulla transizione verde continua Gardini – le cooperative italiane ed europee sono da anni impegnate con risultati significativi nell’affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e costituiscono in tal senso, come riconosciuto anche dalla Commissione Europea, un modello virtuoso.

    Esprimiamo tuttavia una profonda preoccupazione per l’approccio della Commissione Europea che sottende a molte delle iniziative legislative scaturite dal New Green Deal: dalla carenza di basi scientifiche alla grave sottovalutazione delle conseguenze in termini di produttività e approvvigionamento alimentare, dalla asserita esistenza di soluzioni alternative in realtà al momento non disponibili all’impossibilità di applicare le stesse restrizioni alle produzioni degli Stati terzi. Tutti elementi che rischiano di compromettere seriamente il futuro del comparto agroalimentare.

    Da ultimo – conclude il presidente dell’Alleanza – la proposta di regolamento sugli imballaggi, pur perseguendo ancora una volta obiettivi condivisibili, individua strumenti che non sembrano rispondere a principi di proporzionalità e riduzione dei costi per le imprese, andando paradossalmente a penalizzare Paesi virtuosi come l’Italia che hanno raggiunto eccellenti risultati in termini di ricerca e sviluppo della filiera del riciclaggio”.


  • Gli acquisti pubblici come leva di sviluppo

    A pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici si è tenuto l’incontro “Gli acquisti pubblici come leva di sviluppo”.

    “Gli acquisti pubblici come leva di sviluppo” è l’evento che si è tenuto il 26 giugno a Palazzo Pirelli a Milano, organizzato dal Consiglio Regionale della Lombardia in collaborazione con Confcooperative lavoro e servizi.

    A pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, è stata l’occasione per un confronto sul nuovo impianto normativo e per approfondire le sue principali novità.

    In particolare, l’attenzione è stata focalizzata su come gli acquisti pubblici possano rappresentare un volano di sviluppo economico importante e sulla necessità di promuovere e incentivare gli investimenti pubblici utilizzando al meglio le risorse disponibili.

    Gli appalti pubblici sono una leva fondamentale per l’economia del nostro Paese, muovono risorse pari al 15% del Pil, una spinta che può essere sostenuta solo investendo con determinazione sul principio di sussidiarietà e vincolando le imprese alla creazione di valore e lavorando con decisori pubblici capaci di superare la logica del mero risparmio, così come occorre evitare la tentazione di un ritorno all’internalizzazione dei servizi da parte della pubblica amministrazione.

    “Il sistema degli appalti pubblici – ha sottolineato Cristina Bazzini, vicepresidente di Confcooperative Lavoro Servizi – può essere utilizzato come leva di crescita anche per politiche di sviluppo delle imprese e del lavoro, di transizione ecologica e di inclusione sociale. La specializzazione del sistema è un elemento fondamentale. Va qualificata la domanda – delle stazioni appaltanti e dei centri di committenza – per qualificare l’offerta, combattere il massimo ribasso e lo sfruttamento del lavoro delle false imprese. Una domanda pubblica virtuosa, capace e competente è la prima garanzia per una progressiva qualificazione dell’offerta da parte delle imprese”.



  • Via libera a nuove misure vessatorie nei confronti dei pescatori, in un regolamento-mostro burocratico approvato 20 contro 8 in Commissione pesca PE dopo 5 anni di trattative. 

    Anche la piccola pesca dovrà usare sistemi elettronici per comunicare posizione delle barche e catture (logbook), telecamere a bordo dei pescherecci >18 m, monitoraggio continuo potenza motori >221 kW, necessità di avere autorizzazioni alla pesca anche per chi ha già licenza, tolleranze abbassate e complesse tra dichiarazioni di cattura e prodotto sbarcato.

    “Una scelta definitiva della UE a favore del sistema di comando e controllo, che rinuncia a puntare sulla responsabilizzazione e sensibilizzazione dei pescatori. Il pescatore è sempre più un sorvegliato speciale, soggetto a crescente burocrazia” dichiara Alleanza delle Cooperative Italiane Pesca “quando il Regolamento sarà pubblicato non ci rimarrà che lavorare alle possibili deroghe ed esenzioni e fare i conti con le diverse misure inapplicabili scritte da chi, evidentemente, non è mai salito su una barca da pesca. Ringraziamo gli otto europarlamentari che hanno votato contro, tra cui Conte, Tardino, Stancanelli.”


  • Il 1° luglio 2023 la Giornata internazionale delle cooperative

    Sabato 1° luglio 2023, il movimento cooperativo celebrerà la giornata internazionale delle cooperative 2023.

    Sabato 1° luglio 2023, il movimento cooperativo celebrerà la Giornata internazionale delle cooperative 2023. Slogan dell’evento è Cooperative per lo sviluppo sostenibile.

    Per onorare l’occasione, l’Alleanza cooperativa internazionale (ICA) ha organizzato la conferenza “Cooperative per lo sviluppo sostenibile”, che si terrà proprio presso il Municipio di Donostia-San Sebastián (Spagna), per dimostrare come il lavoro cooperativo, ispirato ai valori e ai principi cooperativi, abbia nel suo DNA la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). La conferenza sarà trasmessa online in spagnolo, inglese e basco.

    Saranno discusse le diverse tematiche relative ai 17 SDG, attraverso sei tavole rotonde in cui i rappresentanti di vari Paesi e organizzazioni discuteranno il rapporto tra il movimento cooperativo e ciascuno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

    Nel settembre 2023, la comunità internazionale sarà giunta a metà dell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e cercherà di capire come realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Si tratta quindi di un momento chiave per dimostrare il contributo delle cooperative al raggiungimento degli SDG.

    Essendo una delle reti imprenditoriali più antiche e più grandi del mondo, il movimento cooperativo è stato il primo gruppo di imprese in tutto il mondo ad approvare gli SDG e a essere riconosciuto come partner nel raggiungimento di tali obiettivi.

    In quanto veicoli naturali di partnership collaborativa e di prosperità per tutti, le cooperative contribuiscono alla sostenibilità economica, sociale e ambientale in tutte le regioni e in tutti i settori economici. È intrinseco in esse salvaguardare le relazioni con la comunità, valorizzare le risorse locali, sostenere la responsabilità sociale e adottare pratiche commerciali sostenibili e a lungo termine.

    A proposito della Giornata internazionale delle cooperative

    Celebrata in tutto il mondo da oltre un secolo e proclamata ufficialmente dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione del centenario dell’ACI nel 1995, la Giornata Internazionale delle Cooperative ricorre ogni anno il primo sabato di luglio.

    Dal 1995, l’ACI e le Nazioni Unite, attraverso il Comitato per la Promozione e l’Avanzamento delle Cooperative (COPAC), hanno stabilito insieme il tema per la celebrazione del #CoopsDay.

    L’obiettivo del #CoopsDay è quello di aumentare la consapevolezza delle cooperative. L’evento sottolinea come il movimento cooperativo contribuisce a risolvere i principali problemi affrontati dalle Nazioni Unite e a rafforzare ed estendere i partenariati tra il movimento cooperativo internazionale e altri attori.

    Il tema di quest’anno è “Cooperative: partner per uno sviluppo sostenibile accelerato“. Si tratterà della 29ª edizione della Giornata internazionale delle cooperative riconosciuta dalle Nazioni Unite e della 101ª Giornata internazionale delle cooperative.

    Attraverso il #CoopsDay, i responsabili politici locali, nazionali e internazionali, le organizzazioni della società civile e il pubblico in generale possono conoscere il contributo delle cooperative a un futuro giusto e sostenibile per tutti.


  • Alluvione, la solidarietà dei lavoratori delle cooperative

    Per esprimere solidarietà alle popolazioni, ai lavoratori ed al sistema produttivo dei territori dell’Emilia-Romagna, i lavoratori delle cooperative aderenti ad AGCI, CONFCOOPERATIVE e LEGACOOP potranno devolvere il corrispettivo di un’ora di lavoro.

    Per esprimere concretamente la loro solidarietà alle popolazioni, ai lavoratori ed al sistema produttivo dei territori dell’Emilia-Romagna duramente colpiti dalla recente alluvione, i lavoratori delle cooperative aderenti ad AGCI, CONFCOOPERATIVE e LEGACOOP potranno devolvere il corrispettivo di un’ora di lavoro, cui si aggiungerà un contributo di valore equivalente da parte dell’impresa. 

    Lo prevede un accordo siglato dalle Centrali Cooperative che fanno parte dell’Alleanza delle Cooperative Italiane -AGCI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP- e dai sindacati confederali CGIL, CISL, UIL. 

    Il contributo, pari ad un’ora di lavoro, potrà essere sottoscritto, in forma volontaria, dai lavoratori impiegati nelle imprese cooperative che decidano di aderire volontariamente all’accordo. L’impresa cooperativa aggiungerà un contributo di valore equivalente.  

    I contributi raccolti, che le parti firmatarie dell’intesa invitano ad indirizzare al sostegno delle opere di messa in sicurezza e ricostruzione delle zone colpite, saranno fatti confluire in un conto corrente dedicato. 

    La raccolta dei fondi avrà termine entro il mese di dicembre 2023. Entro il mese di luglio, le parti compiranno una prima valutazione sulle modalità di intervento e utilizzeranno le disponibilità raccolte per interventi di sostegno alle popolazioni ed al sistema produttivo colpiti, nei modi e con le forme che ne garantiscano la certezza della destinazione e la più rapida utilizzazione, considerata la gravità della situazione e la necessità di avviare la ricostruzione ed il ripristino di abitazioni ed imprese fortemente danneggiate. 


  • agricoltura campolibero

    Decreto parco agrisolare: via libero della Commissione Ue

    Alleanza delle Cooperative Agroalimentari esprime soddisfazione per il via libera della Commissione Ue al nuovo decreto per il bando Parco Agrisolare

    Alleanza Cooperative Agroalimentari, esprime soddisfazione per il via libera della Commissione Ue al nuovo decreto per il bando Parco Agrisolare, che sarà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Rispetto al precedente bando, quello 2023 raddoppierà la potenza massima installabile fino a 1.000 kWp, duplicando la spesa ammissibile per accumulatori, che quella per dispositivi di ricarica. Aumentata anche la spesa massima ammissibile per beneficiario che passa da euro 1.000.000,00 ad euro 2.330.000,00 incluse le spese accessorie (es. rimozione amianto).

    Il presidente Carlo Piccinini, spiega: “le nuove disposizioni superano di fatto alcune criticità che avevano caratterizzato il precedente bando, sia attraverso il superamento della soglia di autoconsumo per gli impianti finanziabili sia attraverso un aumento dell’intensità della percentuale di aiuto finanziabile”.

    “Le nuove regole – continua Piccinini – rispondono alle esigenze che più volte abbiamo rappresentato al Ministero come sistema cooperativo. L’eliminazione del vincolo dell’autoconsumo potrà sicuramente consentire alle nostre imprese di contribuire in modo più marcato alla transizione energetica del nostro sistema paese. Interessante anche la previsione di condivisione dell’energia prodotta tra imprese agricole primarie: su tale principio tuttavia sarà necessario, in fase di redazione del bando, poter disporre di regole chiare e facilmente applicabili per gli operatori”.

    Secondo il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Carlo Piccinini è infine opportuno che si proceda a costituire un tavolo di concertazione sulle regole del nuovo bando che definisca anche le tempistiche di emanazione, per consentire la più ampia partecipazione possibile da parte delle imprese interessate.

    Le novità del bando

    Il nuovo Decreto Parco Agrisolare 2023 programma le risorse residue destinate dal PNRR per interventi di efficientamento e solarizzazione degli edifici agricoli, zootecnici e agroindustriali. Parliamo di un milione di euro sugli 1,5 totali inseriti nel Piano.

    Entrando nel dettaglio il DM assegna circa 775 milioni di euro a favore delle aziende agricole di produzione primaria su tutto il territorio nazionale suddividendo le risorse tra: 

    • contributi a fondo perduto pari all’80% della spesa, con vincolo di autoconsumo, anche nella nuova formula “condivisa” (700 milioni in tutto); 
    • contributi a fondo perduto pari al 30% senza vincolo di autoconsumo ma con possibilità di vendita al mercato energetico (i restanti 75 milioni). In quest’ultimo caso sono previste maggiorazioni per le PMI e le aree svantaggiate.

    Altri 150 milioni sono destinati alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli. Per queste realtà il Decreto Parco Agrisolare 2023 prevede fino all’80% di contributo a fondo perduto con la possibilità di valorizzare l’energia prodotta sul mercato. Le restanti risorse sono per le imprese della trasformazione da agricolo in non agricolo per le quali è previsto un contributo a fondo perduto pari al 30%, anche in questo caso senza vincolo dell’autoconsumo. E con premi maggiorativi per per piccole e medie imprese in aree svantaggiate.


  • Accordo tra Federazione Sanità e l'Ordine dei Medici

    Sanità integrativa e mutualismo, appuntamento a Milano il 29 giugno

    Cooperare alla promozione della salute delle persone nella comunità è il tema al centro del seminario promosso da Cooperazione Salute

    Cooperare alla promozione della salute delle persone nella comunità è il tema al centro del seminario promosso da Cooperazione Salute, la mutua nazionale di Confcooperative, per approfondire il ruolo e le prospettive della sanità integrativa e del mutualismo in Italia.

    L’appuntamento è fissato per il 29 giugno, dalle ore 10 alle 13, presso il grattacielo Pirelli di Milano. Un incontro di riflessioni per ripensare la sanità integrativa in relazione alla sanità pubblica a privata, quale strumento che promuove l’accesso alle cure sanitarie di base. L’occasione per confrontare i bisogni delle persone con le politiche pubbliche nazionali e locali e le norme che regolano l’iniziativa dei soggetti privati mutualistici nonché la possibilità di autorganizzazione dei cittadini.

    Temi e interventi

    Saluto di Benvenuto

    Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia

    L’esperienza mutualistica di Cooperazione Salute

    Michele Odorizzi, Presidente Cooperazione Salute

    Lo scenario attuale e prospettico della sanità integrativa in Italia

    Mario Del Vecchio, knowledge leader di OCPS presso l’Università Bocconi di Milano

    Il Mutualismo sanitario nell’esperienza della Regione Lombardia

    Guido Bertolaso, Assessore al Welfare Regione Lombardia

    Ne discutono insieme: Alessandro Azzi, Presidente Federazione lombarde delle Banche di Credito Cooperativo e Presidente della commissione regionale ABI della Lombardia; Antonio Fortino, Direttore del Dipartimento Area Sanitaria – AGENAS; Stefano Granata, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà; Giuseppe Maria Milanese, Presidente di Confcooperative Sanità

    Coordina: Valeria Negrini Presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia e Vice Presidente di Cooperazione Salute

    Conclusioni a cura di Maurizio Gardini, Presidente nazionale di Confcooperative