• Pesca: Le marinerie italiane unite contro il Piano d’azione Ue

    Venerdì 23 giugno, le marinerie italiane si mobilitano per ribadire il proprio no al Piano d’azione Ue che impone una serie di misure dirompenti per l’assetto del settore.

    Nuove proteste contro le politiche europee che stanno mettendo a rischio il futuro del settore ittico. Già lo scorso 9 maggio, erano state fatte suonare in contemporanea le sirene delle imbarcazioni per dire no al piano d’azione di Bruxelles che prevede il divieto della pesca a strascico e la riduzione delle aree di pesca fino al 30% delle attuali.

    Venerdì 23 giugno, le marinerie italiane si mobilitano per ribadire il proprio no al Piano d’azione Ue che impone una serie di misure dirompenti per l’assetto del settore. Si terranno una serie di iniziative promosse dal mondo della rappresentanza di cooperative, imprese e lavoratori con, tra le altre, la Fedagripesca-Confcooperative.

    Il Piano promosso dal Commissario alla Pesca ed all’Ambiente Virginijus Sinkevicius prevede una forte limitazione della pesca a strascico in tutta Europa entro il 2030 e propone la creazione di ulteriori aree marine protette, senza considerare l’impatto sociale ed economico su imprese, lavoratori, territori e basandosi su dati scientifici non aggiornati e accurati. Un Piano che – denunciano associazioni e sindacali di settore – ci porterà alla totale dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti ittici.

    L’obiettivo è la salvaguardia di un settore che garantisce sicurezza alimentare e un approvvigionamento equo, salutare e sostenibile di prodotti ittici freschi e con alti standard di qualità, che rispettano le regole di tracciabilità e certificazione europea. Ma con la mobilitazione si punta anche ad assicurare un futuro a migliaia di lavoratori, cooperative, imprese, famiglie e territori.

    Lo smantellamento della pesca a strascico causerebbe peraltro – sottolineano le varie sigle – un aumento delle importazioni da Paesi in cui la pesca non rispetta la nostra legislazione in materia di ambiente, sicurezza e lavoro.

    In Italia la pesca a strascico rappresenta il 20% della flotta totale peschereccia – concludono le associazioni e i sindacati di settore- con 2088 unità, circa 7000 lavoratori, il 30% degli sbarchi ed il 50% dei ricavi.

    Un settore che in Europa rappresenta il 25% degli sbarchi totali di prodotti ittici ed il 38% dei ricavi, con oltre 7.000 imbarcazioni.


  • gardini virus

    Alluvione, Gardini: «Rivedere misure di intervento»

    Da risorse stanziate a moratoria mutui e ammortizzatori sociali, assicurare liquidità a imprese colpite. Queste le richieste in audizione in Commissione Ambiente e territorio della Camera dei Deputati

     Maurizio Gardini, presidente di Alleanza Cooperative intervenendo, anche a nome dei copresidenti Simone Gamberini e Giovanni Schiavone, in audizione in Commissione Ambiente e territorio della Camera dei Deputati ha dichiarato: «Le risorse allocate ad oggi appaiono ancora inferiori al fabbisogno. Parliamo, infatti, di circa 1,6 mld di euro rispetto agli oltre 2 mld annunciati che sarebbero, comunque, insufficienti rispetto ai danni che hanno interessato famiglie, imprese e infrastrutture dell’area colpita.  Dalla definizione dell’area colpita, alla moratoria mutui, dalla liquidità da assicurare dalla filiera agroalimentare a quella del welfare, passando per la rivisitazione degli ammortizzatori sociali evidenziamo sei misure di intervento immediato».

    «Definire con esattezza il perimetro dell’area danneggiata, accertandosi che non siano state escluse parti di territorio o di costa. Da evitare anche l’ampliamento indiscriminato che andrebbe a ripercuotersi su efficacia e giustizia delle misure Va riservata un’attenzione particolare alle aree interne: è urgente intervenire, con risorse adeguate, per sostenere l’economia di quei territori ora difficilmente raggiungibili per le oltre mille frane che si sono prodotte e per le strade distrutte».

    «Intervenire sulla moratoria mutui: il periodo di sospensione fissato al 30 giugno è troppo breve. Bisogna anche chiarire che il costo degli interessi non sia a carico del solo sistema bancario e, soprattutto, evitare il rischio che le imprese che accedono alla moratoria vengano riclassificate in una situazione di merito creditizio peggiorativa».

    «Le Banche locali e di territorio, come le 10 Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna che dispongono di ben 394 sportelli, il 40% dei quali nelle aree alluvionate, sono imprese danneggiate al pari delle altre. È quindi opportuno che ricevano l’attenzione e la cura che si riserva alle imprese di tutti gli altri settori».

    «La filiera agroalimentare ha bisogno di liquidità. Per questo motivo chiediamo un esonero contributivo e previdenziale a favore dei datori agricoli che operano nelle sedi del “cratere”, delle imprese della pesca e dell’acquacoltura attive nelle acque interne, marittime e lagunari che sono fuori dal cratere, ma comunque ricadenti nelle aree per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza».

    «Quanto agli ammortizzatori sociali per i lavoratori subordinati del settore privato occorre evitare applicazioni paradossali che escludono l’applicazione della misura alle imprese che hanno subito una riduzione dell’attività o ai lavoratori di aziende non colpite dall’alluvione residenti al di fuori dei comuni dell’area alluvionata, ma che non hanno potuto raggiungere il luogo di lavoro per l’interruzione delle strade».

    «Sui servizi educativi, socio assistenziali, socio sanitari e sanitari le Pa devono prevedere una remunerazione automatica e non rimessa alla discrezionalità della PA perlomeno con riferimento alle spese incomprimibili».



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  • La Cei: In campo agricolo lo stile cooperativo è un volano di inclusione e di sviluppo

    Nel messaggio per la prossima 73ª Giornata del ringraziamento, del 12 novembre prossimo , i vescovi italiani sottolineano l’importanza dello stile cooperativo in agricoltura.

    Nel messaggio per la prossima 73ª Giornata del ringraziamento, del 12 novembre prossimo , i vescovi italiani sottolineano l’importanza dello stile cooperativo in agricoltura. Secondo l’insegnamento biblico, il principio della fraternità può illuminare ogni attività umana, inclusa l’agricoltura. L’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco ricorda l’invito alla fraternità e alla creazione di una cultura diversa che orienti a superare le inimicizie e a prendersi cura gli uni degli altri.

    Lo stile cooperativo propone un modello d’impresa nel quale la comunità è un bene per tutti, così come suggerisce la Dottrina sociale della Chiesa. Favorisce la crescita dei soci e dei membri della comunità in cui opera, ed educa a lavorare insieme per raggiungere il bene comune.

    In agricoltura, tale stile può essere un volano di inclusione di chi è più debole e combattere lo sfruttamento lavorativo. Inoltre, le imprese cooperative possono promuovere nuovi processi produttivi, collaborando con centri di ricerca pubblici e privati e avendo cura di certificare sempre di più i loro prodotti e immetterli sul mercato

    Il principio della fraternità in agricoltura può prevenire disastri idrogeologici e può facilitare un uso condiviso di beni come le risorse idriche, soprattutto nei periodi sempre più frequenti di siccità. 

    La Commissione Episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace invita a riflettere sullo stile con cui si vive il lavoro in agricoltura e a educarsi a gestire l’acqua, la terra e l’energia in modo fraterno, accogliendo il lavoro come una chiamata a sfamare i popoli della terra.


  • “Pesca Sostenibile”: Pescatori di Bagnara Calabra e Patti puliscono il mare e utilizzano attrezzi da pesca sostenibili

    I pescatori di Bagnara Calabra e Patti, all’interno del progetto “Pesca Sostenibile”, da circa un anno stanno trasformando il mare e i fondali dei dintorni dello Stretto di Messina con l’intento di recuperare e portare i rifiuti alle isole ecologiche.

    I pescatori di Bagnara Calabra e Patti, all’interno del progetto “Pesca Sostenibile”, da circa un anno stanno trasformando il mare e i fondali dei dintorni dello Stretto di Messina con l’intento di recuperare e portare i rifiuti alle isole ecologiche. Bidoni di olio esausto, attrezzi da pesca dismessi, bottiglie di plastica e vecchie batterie, sono queste solo alcune delle tipologie di rifiuti che i pescatori hanno trovato in mare.

    I pescatori sono i primi attori più interessati alla salvaguardia del mare – spiega Antonio Lombardo dell’organizzazione produttori della pesca La Perla del Tirreno – lo sfruttamento delle risorse arreca danni anche all’economia. I primi custodi del mare sono proprio i pescatori, ci tengono alla salvaguardia e alla conservazione delle specie”.

    Il progetto “Pesca Sostenibile”, promosso da Federcoopesca e Fedagripesca- Confcooperative, ha come obiettivo la sensibilizzazione dei pescatori verso una gestione responsabile dei rifiuti, sia quelli prodotti che quelli catturati con le reti. Inoltre, il progetto si concentra sulla pesca sostenibile e sulla salvaguardia degli ecosistemi marini nella zona dello Stretto di Messina.

    Il nome completo del progetto “Pesca sostenibile” è “Coinvolgimento dei pescatori nella protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini” ed è realizzato grazie al finanziamento del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (all’epoca della presentazione era Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) a valere sulla misura 1.40 del Programma Operativo FEAMP 2014-2020.

    Ad aver portato avanti le operazioni di pesca e pulizia sono state 12 imbarcazioni, sei in Calabria e sei in Sicilia, che hanno collaborato con i servizi comunali di raccolta e smaltimento dei rifiuti marini. Nelle imbarcazioni sono stati posti i mastelli per la raccolta differenziata, mentre si è allestita un’area per lo stoccaggio e il riciclaggio dei rifiuti marini nei porti di Bagnara Calabra e Patti.

    È necessario che si sviluppi una cultura ambientale – racconta Nino Accetta presidente di Fedagripesca Confcooperative Sicilia –   Abbiamo avuto un grande aiuto a maggio 2022 con l’approvazione della Legge Salvamare: fino a poco tempo fa i rifiuti di mare erano equiparati a rifiuti speciali oggi possono essere smaltiti come rifiuti urbani, ovvero alle isole ecologiche o in porto nelle aree adibite”. 

    Accanto alla pulizia del mare sono diverse le azioni messe in campo per la pesca sostenibile. Il progetto, infatti, prevede anche la sperimentazione degli ami circolari per la salvaguardia delle Caretta Caretta, la formazione di pescatori, il monitoraggio dell’impatto dei piani di gestione delle aree Natura 2000 sulle attività di pesca e la verifica del loro stato di attuazione, l’analisi e la valutazione della presenza e distribuzione della Posidonia oceanica, la mappatura delle specie aliene da parte dei pescatori, la realizzazione di una app per registrare le specie aliene.

    Il progetto “Pesca Sostenibile” vuole sensibilizzare tutti sulla salute del nostro mare e promuovere una pesca responsabile che sia in grado di salvaguardare l’ambiente e le specie ittiche. “Grazie alla nostra formazione abbiamo immaginato dei pescatori 4.0,  pescatori che partano dalla difesa dell’ambiente e arrivino al risultato economico.  Attraverso la nostra formazione abbiamo potuto quindi rilanciare questa professione a 360 gradi”, afferma Paolo Tiozzo, vicepresidente Fedagripesca Confcooperative.

    Tutelare l’ambiente e salvaguardare la biodiversità nei mari è un compito che spetta a tutti. Iniziative come questa promossa dai pescatori di Bagnara Calabra e Patti dimostrano che con piccoli gesti concreti e la collaborazione tra tutti gli attori sociali, si può promuovere una corretta cultura ambientale e assicurare un futuro sostenibile per l’attività di pesca e per la salute del mare.

     


  • Assemblea nazionale di Confcooperative: Sale il PIL, ma aumentano le fratture

    Assemblea nazionale di Confcooperative. Una cooperativa su due non trova personale. In povertà assoluta 1,9 milioni di famiglie: il 12% degli italiani rinuncia alle cure sanitarie

    Le cooperative rappresentano una parte importante dell’economia sociale italiana, creano lavoro nel paese, pagano le tasse, distribuiscono la ricchezza e non la delocalizzano. Sono in grado di rispondere ai bisogni delle comunità e di portare servizi di welfare a milioni di italiani.

    Rispondono ai bisogni delle comunità. Realizzano il 25% dell’agroalimentare Made in Italy. Rappresentano il 30% della distribuzione al consumo e al dettaglio, il 19,6% degli sportelli bancari e portano servizi di welfare a 7 milioni di italiani.

    Le cooperative sono protagoniste dello sviluppo del Paese e sono l’ossatura di quella parte di economia sociale che si fa carico di aiutare l’Italia a crescere in modo sostenibile.

    Tuttavia, c’è un problema che tende a metterle in difficoltà: il mismatch.

    Il lavoro c’è mancano i lavoratori

    C’è una disconnessione tra il lavoro disponibile e le competenze dei lavoratori. Molte imprese non riescono a trovare le figure professionali di cui hanno bisogno, anche se vorrebbero assumere nuove persone. Una situazione che potrebbe minare la competitività del paese, causando un costo pari all’1,2% del Pil e 21 miliardi di euro.

    Il problema del mismatch è stato evidenziato anche dal Centro Studi Confcooperative, che ha affermato come una cooperativa su due non riesce a trovare le competenze di cui necessita: «Le nostre imprese occupano 540.000 persone, ne potrebbero assumere altre 30.000, ma non trovano professionalità, dal socio sanitario all’area tecnico scientifica, dall’agroalimentare al trasporto e ai servizi turisti e culturali». (Fonte Centro Studi Confcooperative)

    Una possibile soluzione al mismatch potrebbe essere la formazione professionale, che permette ai lavoratori di acquisire le competenze necessarie per trovare lavoro. Ma questo non basta.

    Ci sono ancora molti italiani che non riescono ad uscire dalla povertà, nonostante abbiano un lavoro.

    Cresce il PIL più delle aspettative, ma aumentano le diseguaglianze

    Secondo i dati dell’ISTAT ed Eustat, ci sono 3,8 milioni di lavoratori poveri che ricevono una retribuzione annuale uguale o inferiore ai 6.000 euro.

    Inoltre, ci sono 1,9 milioni di famiglie in povertà assoluta e 2,9 milioni di famiglie in povertà relativa, che coinvolgono 8,8 milioni di persone.

    La povertà riguarda anche l’istruzione con 500.000 giovani, più di 11 giovani su 100, nella fascia 18-24 anni, che abbandonano i percorsi di formazione senza aver conseguito un titolo di studio.

    C’è poi la povertà sanitaria, che coinvolge il 12% degli italiani che nel 2022 hanno scelto di non curarsi per mancanza di disponibilità economica pur avendone bisogno per risorse economiche scarse.

    Infine, c’è la povertà abitativa, circa 3 milioni di famiglie vivono nel sovraffollamento e lo indicano come il principale fattore di tensione e di criticità per la propria condizione personale. Il fenomeno riguarda 1,8 milioni di famiglie che vivono in affitto, il 35,6% del totale e 1 milione di famiglie proprietarie.


  • Confcooperative: Un’assemblea di confronto e prospettive per il futuro della cooperazione

    Si è svolta ieri a Roma, all’Auditorium della Musica, la quarantunesima assemblea di Confcooperative dal titolo Abbiamo cura del Paese.

    Abbiamo cura del Paese” è il titolo della quarantunesima assemblea di Confcooperative che si è svolta ieri a Roma, all’Auditorium della Musica.

    Durante l’evento, sono stati affrontati temi di grande rilevanza per il mondo della cooperazione, incluse le sfide legate alla ricerca di profili professionali adeguati e il cosiddetto “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro, che mina la competitività delle imprese cooperative e comporta un costo di ventuno miliardi di euro, pari all’1,2% del prodotto interno lordo, un impatto significativo che richiede un’azione congiunta per ridurre al minimo questo divario.

    L’assemblea ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del governo, tra cui i ministri Emanuele Fitto, Adolfo Urso, Francesco Lollobrigida, Matteo Salvini e Daniela Santanchè.

    Durante l’assemblea, è emerso un forte impegno da parte del governo nei confronti della cooperazione. I ministri presenti hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la rete energetica attraverso interventi infrastrutturali strategici, coinvolgendo i principali attori italiani. Inoltre, è stata discussa la necessità di fornire incentivi sia alle famiglie che alle imprese, creando un ambiente favorevole alla crescita economica sostenibile.

    Confcooperative ha sottolineato che il ministero è sempre più vicino alle persone, poiché mette al centro delle sue attività il benessere e l’interesse delle comunità. Questo approccio umanistico è fondamentale per promuovere un’economia che sia al servizio dell’individuo, rispettando i valori fondamentali della vita e della centralità della persona. Questo ministero, inoltre, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per trovare soluzioni e armonizzare le politiche europee con le esigenze del settore agricolo e della pesca.

    Inoltre, è stata evidenziata l’importanza di ascoltare coloro che lavorano sul campo, coloro che sono direttamente coinvolti nelle attività cooperative. Le loro esperienze e le loro prospettive sono fondamentali per comprendere i problemi reali e identificare soluzioni efficaci. Confcooperative riconosce il ruolo essenziale di coloro che conoscono a fondo le sfide che si presentano e che possono indicare la strada da seguire per il successo.

    Durante l’assemblea, sono stati presenti anche tre viceministri: Francesco Paolo Sisto per la Giustizia, Maurizio Leo per l’Economia e Maria Teresa Bellucci per il Welfare. I viceministri hanno espresso il loro impegno a promuovere la cooperazione come un elemento centrale nella giustizia e nella costituzione. Ciò include l’obiettivo di semplificare il sistema fiscale, creando un quadro normativo coerente e stabile che favorisca la certezza delle regole.

    Confcooperative e il governo sono uniti nel perseguire una revisione integrale del sistema, con l’obiettivo di rendere la cooperazione un elemento fondamentale per l’economia e la società. Condividono la visione di un futuro in cui le cooperative siano riconosciute come strumenti essenziali per il progresso sociale ed economico, basate su valori solidi e una collaborazione fruttuosa.

    La centralità della persona, la difesa della vita e un’economia al servizio dell’uomo sono i pilastri su cui si fonda questa collaborazione. Insieme, possono lavorare per un futuro migliore basato sulla solidarietà, la partecipazione e la promozione di un’economia sostenibile.


  • Lavoro: nel primo trimestre mezzo milione di occupati in più. Aumentano i costi

    L’Istat, nella nota sul mercato del lavoro, riporta che gli occupati nel primo trimestre 2023 sono cresciuti di oltre mezzo milione.

    Il mercato del lavoro italiano sta mostrando segnali di ripresa, con l’aumento dell’occupazione e il calo dei disoccupati e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni. Nonostante ciò, l’aumento dei costi del lavoro per Unità di lavoro dipendente (Ula) e degli oneri sociali indica la necessità di ulteriori interventi per sostenere la crescita economica e l’occupazione nel paese.

    Nel primo trimestre 2023 gli occupati sono cresciuti di oltre mezzo milione ed è l’ottavo trimestre consecutivo che si osserva un aumento tendenziale dell’occupazione.

    È quanto riporta l’Istat nella nota sul mercato del lavoro nel primo trimestre dove indica un aumento di 513 mila occupati rispetto al primo trimestre 2022 (+ 2,3%) e una crescita rispetto al trimestre precedente di 104 mila unità (+0,4%).

    L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e del 3,3% rispetto al primo trimestre 2022.  Rispetto al primo trimestre 2022, prosegue il calo dei disoccupati (-76 mila in un anno, -3,5%) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-558 mila, -4,3%).

    LIstat segnala un rilevante aumento del costo del lavoro per Unità di lavoro dipendente (Ula) nel primo trimestre che raggiunge valori tra i più alti in serie storica.

    Rispetto al trimestre precedente, la crescita è dell’1,8% con un aumento sia delle retribuzioni (+1,2%) sia, in misura maggiore, degli oneri sociali (+3%). Su anno la crescita è ancora più intesa (+3,9%), con un +3,4% per la componente retributiva e un +5,4% e per gli oneri sociali.

    All’aumento delle retribuzioni concorrono gli importi una tantum, mentre l’aumento degli oneri sociali è legato al restringimento degli interventi di decontribuzione del 2021-2022.


  • Addio a Silvio Berlusconi, Gardini: «Con lui scompare una figura storica»

    Il presidente Gardini ricorda Silvio Berlusconi, L’ex premier si è spento a 86 anni all’ospedale San Raffaele.

    Silvio Berlusconi si è spento a 86 anni all’ospedale San Raffaele dove era ricoverato per essere sottoposto ad “accertamenti programmati” legati alla leucemia mielomonocitica cronica di cui soffriva da tempo.

    Il ricordo nelle parole del presidente Gardini sull’ex premier: «Con Silvio Berlusconi scompare una delle figure storiche di questa stagione politica e della storia repubblicana degli ultimi trent’anni. Il rapporto con Confcooperative non fu semplice, ma ci siamo incontrati, abbiamo avuto modo di far conoscere il valore e la funzione sociale della cooperazione tanto che nel 2008 Silvio Berlusconi definì il mondo di Confcooperative strategico nell’ambito dell’economia sociale del Paese e rispondente alla Dottrina sociale della Chiesa».



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  • Cassa Centrale Banca: approvato il bilancio 2022, in crescita risultati e sostenibilità

    L’assemblea dei soci di Cassa Centrale Banca ha approvato il bilancio separato e la presentazione del bilancio consolidato e della dichiarazione consolidata di carattere non finanziario, riferiti al 31 dicembre 2022.

    L’assemblea dei soci di Cassa Centrale Banca ha approvato il bilancio separato e la presentazione del bilancio consolidato e della dichiarazione consolidata di carattere non finanziario, riferiti al 31 dicembre 2022.

    Il Gruppo ha riportato un aumento dell’utile netto consolidato del 70% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 562 milioni di euro. Tale risultato è stato conseguito dopo avere aumentato all’81,8% (dal 73,6% di fine 2021) la copertura dei crediti deteriorati con un conseguente calo allo 0,9% dell’NPL ratio netto, che colloca il Gruppo tra i best performer del sistema bancario italiano in termini di qualità degli attivi.

    Lo sviluppo dell’attività si è realizzato innanzi tutto in termini di volumi intermediati: in particolare i crediti lordi alla clientela hanno superato i 50 miliardi di Euro (+3,6% annuo), la raccolta diretta ha raggiunto i 67 miliardi di Euro (+3,2%) e la raccolta indiretta i 36 miliardi di Euro (+2,2%).

    Di grande significato lo sviluppo del risparmio gestito sostenibile, sia nei comparti dei fondi comuni NEF che nelle Gestioni Patrimoniali, con masse gestite per quasi 9 miliardi di Euro.

    “Molto è stato fatto fino ad oggi –ha sottolineato l’amministratore delegato di Cassa Centrale Banca, Sandro Bolognes– ed è sui risultati in costante espansione e sulla solidità patrimoniale che si fondano le attese di conseguire gli importanti obiettivi strategici che ci siamo posti nel nostro sentiero di crescita. Crediamo che il lavoro intrapreso con le Banche affiliate e le Società Controllate ci consentirà di orientare il nostro percorso di sviluppo verso un maggiore impegno nella sostenibilità ambientale e sociale a vantaggio delle famiglie e delle imprese associate, valorizzando i principi cooperativi che distinguono il Gruppo.

    Presentata inoltre la Dichiarazione consolidata di carattere Non Finanziario che rendiconta la performance del Gruppo nell’esercizio 2022, verso i portatori di interesse (stakeholder) nelle tematiche ambientali, sociali e di governo (Environment, Social, Governance – ESG), dando particolare rilevanza all’attenzione verso le Comunità con il sostegno delle Banche del Gruppo di oltre 20.000 iniziative per 34,9 milioni di Euro in liberalitàsponsorizzazioni e attività di beneficenzal’inclusione e la valorizzazione delle persone che lavorano nel Gruppo, con l’ingresso nell’anno di 855 nuovi collaboratori, di cui il 45% con meno di 30 anni, anche grazie agli accordi stipulati con primarie Università italiane per l’ingresso dei giovani neolaureati nel mondo del lavoro; sono state oltre 600 mila le ore di formazione dei collaboratori

    Si è inoltre affermata tra tutti gli appartenenti al Gruppo la consapevolezza del rispetto per le risorse naturali con numeri in miglioramento nell’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili, che raggiunge quasi l’87% del totale. Le emissioni dirette CO2 del Gruppo sono diminuite per il quarto anno consecutivo, con un indice di intensità carbonica sceso a 0,98.

    La diffusione della firma digitale ha permesso di evitare la stampa di 6,75 milioni di documenti cartacei e sono oltre 1,1 milioni i clienti che, utilizzando i servizi di internet banking, ricevono la documentazione esclusivamente in formato elettronico.

    il presidente di Cassa Centrale Banca, Giorgio Fracalossi, ha sottolineato come la dimensione di Gruppo bancario cooperativo nazionale imponga una grande responsabilità verso i Soci e i quasi 2,5 milioni di clienti, affrontando la transizione ecologica come una straordinaria opportunità per dare valore alle comunità locali e impegnarsi concretamente verso i territori in cui operano anche da un punto di vista ambientale.