Categoria: Cooperative

  • latte granarolo

    Il gruppo Granarolo ha comunicato l’acquisizione di due società di distribuzione operanti in Svezia e Svizzera. 

    La coop italiana ha fatto sapere, infatti, di avere acquisito il 50% di Matric Italgross, una società di distribuzione svedese di prodotti  italiani tra i leader nel latte granarolomercato scandinavo, ed il 60% di Comarsa, società di distribuzione svizzera di prodotti agroalimentari italiani.
    L’obiettivo dell’acquisizione di Matric Italgross è attivare sinergie con gli operatori economici del mercato dell’Europa del Nord, provando ad aumentare la propria quota di mercato in un’area, quella scandinava, dove Granarolo è leader per vendite di prodotti lattiero caseari.
    La società di distribuzione svedese presenta un fatturato di 185 milioni di euro e grazie a tre piattaforme logistiche riesce a coprire tutto il territorio nazionale.
    Comarsa, invece, fattura 27 milioni di euro e consentirà all’azienda emiliana di incrementare le esportazioni di latte, derivati e prosciutti.
    Negli ultimi mesi Granarolo è stata protagonista di diversi investimenti all’estero, che il più delle volte hanno coinvolto proprio delle società di distribuzione per rendere la presenza della coop ancora più capillare in tutto il mondo.
    Nel mese di ottobre 2015, ad esempio, l’azienda aveva annunciato l’acquisizione del 25% di European Foods, ovvero uno dei principali importatori di prodotti alimentari italiani in Nuova Zelanda. L’intento, come dichiarato dal presidente del gruppo cooperativo, Gianpiero Calzolari, è portare il fatturato nei prossimi tre anni a quota 1,5 miliardi di euro e far sì che il 35% dei ricavi derivi proprio dalle vendite all’estero.


  • vino martina

    Il gruppo cooperativo Caviro, tra i leader in Italia nel settore del vino, festeggia oggi i suoi 50 anni e lo fa con un concerto gratuito in piazza, a Faenza, del celebre gruppo Elio e le Storie Tese. 

    La coop agricola emiliana nasceva nel 1966 con una base associativa di nove persone. Oggi l’azienda coinvolge 12mila viticoltori, 34 soci e 31 cantine cooperative che lavorano su una superficie di oltre 33mila ettari e producono circa 6 milioni di quintali di uva.
    vino martinaI prodotti di Caviro viaggiano in tutto il mondo, tant’è che uno dei marchi principali della coop, il famoso Tavernello, è il primo vino al mondo.
    Nella classifica delle 110 maggiori case vitivinicole, pubblicata dal Corriere Economia, Caviro si colloca al secondo posto dietro a Cantine Riunite e davanti a Mezzacorona. Nel 2015 ha fatto registrare un fatturato di 300 milioni di euro per effetto dell’attività di 500 dipendenti che lavorano in quattro stabilimenti, di cui due dediti al comparto vino (Forlì e Savignano sul Panaro), uno alla distilleria ed energia (Faenza) e uno per la produzione di acido tartarico (Treviso).
    Se ci limitiamo al contesto italiano, Caviro si trova al primo posto per quote di mercato nel brik e al terzo posto nel vetro (la produzione di Tavernello in vetro è relativamente recente, perché la sua introduzione sul mercato risale al 2010).
    Caviro, infine, si distingue anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Ogni anno, infatti, recupera il 98,3% degli scarti lavorati e produce attraverso gli scarti di altre aziende agroalimentari prodotti per il settore alimentare, farmaceutico e agricolo.


  • cooperative-gran-bretagna

    L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea porterà inevitabilmente a dei profondi cambiamenti dello scenario economico internazionale. 

    Non ci sono, però, pareri concordi sugli effetti della Brexit sull’export italiano e sulla cooperazione, specie nel campo dell’agroalimentare.
    La certezza, come riportato da Italia Cooperativa, agenzia di stampa di Confcooperative, è che con l’addio del Regno Unito l’Ue perde oltre 7.000 cooperative con cooperative-gran-bretagna17,5 milioni di soci ed un valore complessivo di 34 miliardi di sterline.
    Proprio in Gran Bretagna, a Rochdale per la precisione, nel 1844, veniva formata la prima cooperativa di consumo; in seguito i principi di Rochdale (mutualità, indivisibilità delle risorse, rapporto con il territorio) sono diventati la base identitaria dell’intero movimento cooperativo. Oggi, ad oltre 150 anni di distanza, il Regno Unito agisce di nuovo da pioniere, ma gli esiti, questa volta, rischiano di essere tutt’altro che cooperativi.
    Secondo Confcooperative la Brexit potrebbe portare ad una perdita di export per le piccole e medie imprese italiane stimabile attorno ai 727 milioni di euro. Il calo più significativo dovrebbe riguardare l’agroalimentare. La Gran Bretagna rappresenta per le coop il secondo mercato europeo dietro alla Germania grazie a prodotti come l’ortofrutta, il vino ed il latte. Le stime dell’organizzazione di rappresentanza parlano di una perdita di export per le coop di 600 milioni di euro.

    È dello stesso avviso il presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, che già nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme circa un possibile cambiamento della normativa sulle denominazioni di qualità. Secondo Mercuri, inoltre, la Brexit farà diminuire in misura notevole il potere d’acquisto dei consumatori inglesi per effetto soprattutto del crollo della sterlina. La crisi della domanda estera, che riguarda un paese centrale per le cooperative come il Regno Unito, rischia di penalizzare pesantemente migliaia di imprese sociali.
    Meno pessimista, invece, Giampiero Calzolari, presidente di Granarolo e coordinatore del comparto latte dell’Alleanza delle Cooperative italiane. Di recente Granarolo ha aperto una sede in Gran Bretagna e, a detta di Calzolari, la coop emiliana non è intenzionata a ridimensionare gli investimenti in terra britannica.
    Pur valutando in maniera negativa la Brexit, il presidente di Granarolo ritiene che la svalutazione della sterlina potrebbe offrire nel medio periodo delle opportunità alle aziende italiane.


  • bcc mediocrati

    La Banca di Credito Cooperativo Mediocrati festeggerà dal 24 al 26 giugno i suoi 110 anni di storia. 

    L’istituto finanziario, operante nella provincia di Cosenza, nasce, infatti, il 24 giugno 1906 con il nome di Bcc di Bisignano. La banca assume la fisionomia odierna nel 1999 a seguito della fusione di tre banche cooperative: le BCC di Luzzi, Rota Greca e Bisignano.
    bcc mediocratiLe sette filiali di partenza sono a Bisignano, Acri, Luzzi, Rose, Taverna di Montalto, Rota Greca e Lattarico. Nel 2001 si apre la filiale di Rende a cui nel 2006 si aggiunge quella di Cosenza, nel 2007 il Centro Direzionale, dove sono collocati tutti gli uffici principali della banca; nel 2008 viene aperta la seconda filiale a Rende e la sede distaccata di San Giovanni in Fiore, nel 2009 la filiale di Paola.
    La Bcc Mediocrati rappresenta ormai da anni un punto di riferimento per l’economia locale, soprattutto per le piccole imprese e le famiglie che agiscono nell’area del Crati. L’istituto finanziario adempie al meglio alle funzioni tipiche delle Bcc, in quanto banca che fornisce servizi finanziari a territori, come le comunità rurali, dove sono assenti i grandi istituti bancari.

    La tre giorni di celebrazioni inizia oggi alle ore 17:00 con l’inaugurazione della scultura “Lady B” di Silvio Vigliaturo, ovvero una statua, in vetro e acciaio, posizionata dinanzi al Centro Direzionale della BCC Mediocrati. La giornata proseguirà alle 18:00 con raduno bandistico.
    La giornata clou dei festeggiamenti, però, sarà probabilmente sabato, quando alle 11:00 presso il teatro Rendano di Cosenza, si svolgerà un convegno dal titolo “110 anni di valore al tempo del’Unione Bancaria e della Riforma“.
    Saranno presenti all’evento diversi esponenti delle istituzioni politiche e religiose e dirigenti cooperativi. Nello specifico interverranno nel corso del convegno paldino mediocratiil presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, Mons. Francesco Rosso, assistente spirituale del Movimento Cooperativo; il Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto; il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. Per Banca d’Italia è previsto il saluto del direttore della sede calabrese, Sergio Magarelli, che leggerà anche una lettera del vice direttore generale, Valeria Sannucci.
    Le relazioni saranno tenute dal presidente regionale di Confcooperative, Camillo Nola, e dal direttore garanzie del FEI (Fondo Europeo degli Investimenti), Alessando Tappi.
    Concluderà i lavori Alessandro Azzi, presidente di Federcasse; il convegno sarà moderato da Claudia Benedetti, segretario generale di Federcasse.
    Nel pomeriggio, alle ore 18.00, presso il Teatro Morelli, il Club Giovani Soci organizza uno spettacolo teatrale sulla vita di Don Carlo De Cardona con la regia di William Gatto. Alle ore 20.30, inoltre, il teatro Morelli ospiterà un concerto-tributo a Fabrizio De Andrè del gruppo musicale I Maltesi.
    Le Celebrazioni si concluderanno domenica 26 giugno, infine, alle ore 18.00, presso la Cattedrale di Bisignano, con la Santa Messa officiata da Mons. Salvatore Nunnari.


  • vino cooperative

    L’ICA (International Co-operative Alliance), in occasione della Giornata Internazionale delle Cooperative, che si svolgerà sabato 2 luglio, lancerà una nuova piattaforma online per celebrare il contributo delle cooperative in materia di sostenibilità. 

    Fin dalla sua nascita il movimento cooperativo è impegnato per la promozione di una società più equa e solidale, con uno sguardo sempre rivolto ai territori di appartenenza.
    vino cooperativeÈ arrivato il momento, però, di intensificare gli sforzi. La crisi economica ha amplificato le diseguaglianze economiche e sociali, facendo aumentare il numero di poveri; al problema dell’inclusione sociale si aggiungono le questioni della parità di genere, quelle ambientali e quelle legate alla sicurezza alimentare, ambiti nei quali le coop sono sempre state all’avanguardia.
    Per questo motivo ICA ha deciso di aprire una nuova piattaforma (www.coopsday.coop) attraverso la quale ciascuna cooperativa potrà diffondere le proprie iniziative per combattere la fame, garantire la sicurezza alimentare, la parità di genere, la crescita inclusiva, la produzione ed il consumo sostenibile.
    Il mondo della cooperazione collabora in maniera attiva per il raggiungimento dei diciassette obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite, che per il 2030 hanno fissato un programma ambizioso per porre fine alla povertà, combattere il cambiamento climatico e garantire l’uguaglianza e l’inclusione per tutti.
    Attraverso la nuova piattaforma sarà possibile monitorare l’azione delle coop in materia di sostenibilità ed attivare una campagna forte, su scala europea, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi legati all’ambiente e all’inclusione sociale.
    Nello specifico sono quattro le aree di intervento delle coop:

    • Difesa dell’ambiente; 
    • Eliminazione della povertà; 
    • Costruzione di una filiera alimentare più sostenibile; 
    • Miglior accesso ai beni e servizi di base. 

    Le coop avranno tempo fino al 28 giugno per iscriversi alla piattaforma compilando l’apposito modulo.



  • È Giuseppe Guerini, attuale presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, il nuovo presidente di CECOP-CICOPA Europe. 

    La nomina è arrivata al termine dell’assemblea generale dell’organizzazione svoltasi stamattina a Bruxelles.
    CECOP-CICOPA Europe è la confederazione europea delle cooperative di lavoro e di servizi e riunisce 26 organizzazioni di rappresentanza appartenenti a 15 diversi paesi europei, 35.000 cooperative di lavoro, 12.000 cooperative sociali, 2.000 imprese di proprietà dei lavoratori, 1.000 cooperative di lavoratori autonomi.
    In tutto le coop aderenti a CECOP-CICOPA Europe presentano 1,3 milioni di occupati.

    L’elezione di Guerini rappresenta certamente un motivo di orgoglio per le coop italiane ed arriva in un momento particolarmente delicato per la cooperazione sociale in Italia ed in giuseppe gueriniEuropa. I recenti e numerosi scandali giudiziari hanno portato il mondo delle imprese sociali ad avviare un processo di rinnovamento e riforma interna.
    L’Alleanza delle Cooperative italiane ha presentato alle Camere una legge di iniziativa popolare che disciplina l’espulsione immediata dalle centrali di rappresentanza di quelle coop che non si sottopongono ai controlli.
    Anche il Governo ed il Parlamento italiano hanno intrapreso la strada della riforma del Terzo Settore, offrendo un nuovo quadro legislativo in materia di appalti pubblici ed approvando un provvedimento che riforma in maniera organica tutto il mondo del non profit.
    Questa attività di rinnovamento dovrà essere estesa anche a livello europeo. “È necessario investire sul piano economico, culturale e sociale, per ricostruire un Europa più sociale a partire dal lavoro e dall’economia – ha dichiarato Guerini. – Ci sono grandi potenzialità che possono arrivare dalla transizione verso l’economia circolare, che deve accompagnarsi con importanti cambiamenti nelle mentalità dei produttori, dei lavoratori, dei consumatori e dei cittadini, nell’uso delle risorse e delle materie prime, nella progettazione dei prodotti, nei modelli di mercato e di impresa e nella ricerca di nuovi metodi di trasformazione dei rifiuti in risorse”.


  • cooperative-emilia-romagna

    L’Ufficio Studi AGCI, l’Area Studi Confcooperative ed il Centro Studi Legacoop hanno presentato l’ottavo rapporto congiunturale quadrimestrale sulle cooperative italiane. 

    L’indagine prende come campione di riferimento 590 coop aderenti alle tre centrali (Agci, Confcooperative e Legacoop) che formeranno l’Alleanza delle Cooperative. Le interviste, realizzate dalla società SWG, indagano sui principali risultati economici delle imprese sociali nei primi mesi del 2016 e sulle cooperative-emilia-romagnaaspettative future.
    In tal senso, nel primo quadrimestre dell’anno in corso, il mondo della cooperazione ha presentato un andamento abbastanza stabile, con delle buone prospettive di crescita per il futuro.

    Il dato più incoraggiante riguarda gli investimenti. Il 30,8% delle coop intervistate, infatti, conta di aumentare in maniera significativa i propri investimenti contro un 12,2% che invece ne ridurrà la portata.
    Per il resto, la maggior parte delle coop prevede per i prossimi mesi un andamento economico piuttosto stazionario. Il 29,7% attende una crescita del fatturato nei prossimi mesi, mentre il 57,8% degli operatori non prevede variazioni significative dei ricavi nel breve periodo.

    Il futuro, dunque, non dovrebbe vedere particolari scossoni nell’economia cooperativa. Ma qual è stato, invece, l’andamento delle coop nei primi quattro mesi del 2016?
    Il rapporto congiunturale dell’Alleanza prende in considerazione diverse variabili, come il fatturato, l’occupazione, la domanda, il livello di competitività ed i prezzi.
    Ciascuna di queste variabili presenta un andamento stabile rispetto al precedente quadrimestre. Il 50,7% delle imprese sociali, ad esempio, dichiara di avere mantenuto inalterato il proprio fatturato.
    Anche il numero degli occupati è rimasto grossomodo il medesimo come dichiarato dal 68,1% degli intervistati, con solo il 13,7% che dice di avere ridotto la propria base occupazionale.
    I settori che hanno incrementato maggiormente il numero di occupati sono la cooperazione sociale e l’attività manifatturiera. A livello territoriale, invece, il Mezzogiorno presenta ancora un andamento negativo.
    Il 53,9% delle cooperative che hanno trovato degli ostacoli in questo periodo di tempo ritiene, infine, che la problematica più rilevante sia la scarsità di domanda interna, mentre il 13,2% addebita le difficoltà alle false cooperative e al mancato rispetto del principio di libera concorrenza.


  • monitor-coop

    È la francese Agnès Mathis la nuova direttrice di Cooperatives Europe, l’organizzazione che aggrega 84 associazioni di rappresentanza delle coop appartenenti a 33 diversi paesi europei. 

    Mathis prende il posto di Klaus Niederländer, che ha guidato Cooperatives Europe dal 2010 ad oggi. Francese di nascita, Agnès Mathis lavora all’interno del monitor-coopmovimento cooperativo da oltre 20 anni. Dopo essere stata responsabile degli Affari Europei per Febecoop, la federazione delle cooperative belghe, nel 2006 è diventata Deputy Director di Cooperatives Europe, dove è stata responsabile dell’avvocatura e delle relazioni istituzionali.
    Dirk J. Lehnhoff, presidente di Cooperatives Europe, ha commentato così la nomina della nuova direttrice: “Ringraziamo Klaus Niederländer per il lavoro svolto a Cooperatives Europe. Ha gestito in maniera ottimale Cooperatives Europe per più di 5 anni guidando il movimento cooperativo europeo e mondiale verso una collaborazione con la Commissione Europea in materia di sviluppo internazionale. Agnès Mathis prenderà il suo posto con l’obiettivo di accrescere il profilo politico della nostra organizzazione e coordinando l’intero movimento cooperativo”.
    Lo staff di Cooperative Italia augura buon lavoro alla nuova direttrice, nella speranza che il mondo della cooperazione possa diventare una forza sempre più unita e coordinata a livello europeo, proponendosi come alternativa credibile e vincente agli altri modelli d’impresa.


  • pomodoro prezzo

    Il Consorzio Cooperativo Conserve Italia si trova tra i primi gruppi mondiali nel mercato delle conserve (fagioli, pomodoro, frutta e verdura). 

    A riportarlo è il report realizzato dall’Ufficio Studi e Ricerche di Fondosviluppo per Confcooperative. La coop di San Lazzaro di Savenna (Bologna) si trova nel dettaglio all’ottavo posto tra le pomodoro prezzoaziende mondiali nel campo delle conserve, occupando l’1,2% del mercato.
    Si tratta anche della prima impresa italiana di un comparto guidato a livello mondiale da Del Monte Pacific Ltd, Bonduelle Groupe SA e Kraft Heinz Co. Il primo detiene una quota di mercato del 6,6%, mentre il secondo e il terzo del 3,2%.
    In generale il settore delle conserve registra, nel periodo 2010/2015, delle variazioni negative in relazione al valore totale delle vendite, che diminuisce da 31.442 milioni di dollari nel 2010 a 31.399 milioni di dollari nel 2015 (-0,1%). Si rileva, d’altra parte, un aumento dei volumi totali di vendita da 15.894mila tonnellate a 16.082mila tonnellate (+1,2%).

    L’indagine effettua anche un focus su Stati Uniti, Cina, Giappone e Brasile, ovvero quattro mercati tra i più importanti nel mondo dell’agroalimentare e non solo.
    Particolarmente interessante nell’ottica italiana è il rendimento degli Stati Uniti, che rappresenta storicamente uno dei partner commerciali principali del nostro Paese. Dal 2010 al 2015 – evidenzia il report di Fondosviluppo – il volume totale delle vendite delle conserve negli Usa è diminuito, passando da 3.408mila a 3.238mila tonnellate (-5%) mentre i valori totali di vendita è calato da 7.995 a 7.811 milioni di dollari (-2,3%).
    In relazione alle vendite, la quota di mercato più ampia è occupata dalle verdure con il 37,4%, seguita da frutta e fagioli (26,4%) e dal pomodoro (13,3%).
    Quest’ultimo, in particolare, si conferma un prodotto particolarmente amato dagli americani, portando negli ultimi cinquant’anni le aziende nostrane attive nel comparto delle conserve di pomodoro a prosperare grazie ai rapporti commerciali negli Stati Uniti.
    Nell’ultimo anno, in particolare, rileva lo studio di Fondosviluppo, i volumi delle vendite di questo speciale comparto sono aumentate del 2% nonostante il settore delle conserve, nel suo complesso, abbia fatto registrare una flessione.


  • swg-cooperative

    Una ricerca di Swg, pubblicata sul quotidiano l’Unità, analizza le opinioni dei cittadini italiani sul mercato italiano e sul suo grado di liberalizzazione ed equità.

    Alla domanda, infatti, su quale tipo di azienda potrebbe rendere un mercato più equo, il 28% degli intervistati ritiene sia necessario avere più cooperative, in quanto imprese in grado di garantire una maggiore partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali.

    L’indagine offre alcuni risultati interessanti anche per il mondo cooperativo. Alla domanda, infatti, su quale tipo di azienda potrebbe rendere un mercato più equo, il 28% degli intervistati ritiene sia necessario avere più cooperative, in quanto imprese in grado di garantire una maggiore partecipazione dei lavoratori alle swg-cooperativedecisioni aziendali.
    Solo il 20% ed il 17% degli interpellati indica, invece, le Srl e le Spa come forme giuridiche adatte per rendere il mercato più equo; il 35% (la maggioranza degli intervistati), invece, non sa o non risponde.
    Non è scontato che oggi le coop vengano considerate come uno strumento di democrazia economica alla luce dei recenti scandali che hanno fatto precipitare il gradimento dell’opinione pubblica nei confronti delle imprese sociali. Esiste, però, ancora una parte dei cittadini che valuta positivamente i valori e le pratiche delle cooperative.
    C’è ancora spazio, dunque, per costruire un racconto ed un’economia cooperativa autentica, che mostri come i principi veicolati possano trovare riscontro nella realtà.
    La società contemporanea sente sempre più l’esigenza di un’economia comunitaria, un modello orizzontale che abbia come protagonisti i datori di lavoro, i lavoratori, le istituzioni e l’intera società civile.

    La stessa indagine di Swg mostra come il 55% dei cittadini italiani consideri il mercato capitalistico odierno come chiuso in corporazioni, mentre solo il 14% ritiene sia aperto e dinamico.
    Tra i settori maggiormente oligopolistici rientrano l’industria farmaceutica, i motori di ricerca, le banche e l’energia. Sono più aperti alla concorrenza, invece, l’agroalimentare, la manifattura, la moda ed il commercio.
    Esiste, infine, un sempre più evidente distacco tra i cittadini ed gli imprenditori. Il 76% degli intervistati vede questi ultimi come sempre più interessati al profitto, mentre il 65% pensa che cerchino sempre l’aiuto dello Stato.
    Il modello cooperativo, con le dovute e obbligate depurazioni, può garantire una maggiore integrazione a livello sociale, economico e aziendale. E questo una parte della società lo sa.


  • logo confindustria

    L’Alleanza delle Cooperative italiane, per bocca dei suoi presidente Rosario Altieri, Maurizio Gardini e Mauro Lusetti, augura buon lavoro al nuovo presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. 

    “Ci ritroviamo nell’appello del neopresidente di Confindustria alla crescita dimensionale, all’apertura ai mercati, a un rinnovato rapporto tra banche e imprese. Condividiamo il tema della produttività dove va valorizzato il secondo livello e occorre proseguire su detassazione e riduzione del cuneo fiscale dopo logo confindustriala robusta riduzione dell’Irap portata avanti dal governo. Forte il richiamo a un’Europa meno fredda e meno astratta, consapevole delle proprie potenzialità per arrivare a un’Europa unita e competitiva nella diversità. Sulla necessità di aprire una rinnovata fase della rappresentanza siamo disponibili a lavorare insieme, per sostenere una stagione di riforme per la ripresa del Paese“.
    Nel suo discorso di insediamento Boccia aveva appoggiato la linea del Governo, in particolare sulle riforme istituzionali, perché per abbracciare un capitalismo moderno – ha sottolineato il vertice degli industriali – sono necessarie delle istituzioni moderne.

    Particolarmente interessante nell’ottica del mondo della cooperazione è l’insistenza del nuovo presidente di Confindustria sulla crescita dimensionale delle aziende, un aspetto che colloca l’Italia nelle retrovie tra i paesi europei: “‘L’industria del futuro richiede dimensioni adeguate” dichiara Boccia ”Crescere deve diventare la nostra ossessione. Piccolo non è bello in se, ma è solo una fase della vita dell’impresa, si nasce piccoli e poi di diventa grandi“.
    L’Alleanza delle Cooperative promuove da mesi la cultura della cooperazione e dell’aggregazione, una politica imprenditoriale che in tempo di crisi può aiutare anche i piccoli produttori ad accedere ai mercati esteri.
    Boccia ha invitato, inoltre, il mondo degli industriali ad essere meno “bancocentrici”, aprendo una riflessione sulla necessità di trovare metodi innovativi di accesso al credito.



  • La cooperazione agricola in Trentino Alto Adige può vantare 18 coop attive nel settore vitivinicolo, 32 nell’ortofrutticolo, 18 nel lattiero caseario, 2 nel comparto zootecnico, 16 operanti come cooperative di servizio. 

    Sono questi alcuni dati emersi nel corso del convegno “Evoluzione del settore agricolo nel corso della crisi: il contributo della cooperazione” , svoltosi a Trento venerdì 3 giugno 2016.
    Il Trentino rappresenta una delle regioni cardine dell’intero movimento cooperativo, specie per il comparto agroalimentare. Non a caso nel 2015 la cooperazione agricola trentina ha fatto registrare un fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) di 995 milioni di euro, con una variazione negative del 3,9% rispetto al 2014 ed investimenti netti di 722 milioni di euro.
    Sono due, in particolare, i prodotti di riferimento della regione: le mele ed il vino. Il comparto ortofrutticolo rappresenta circa un terzo dell’intero fatturato dell’agroalimentare cooperativo in Trentino (383 milioni di euro), grazie all’attività di 6.991 soci e 1.589 collaboratori.
    Il 2015, però, non è stato un anno particolarmente positivo per i soci conferitori di mele, ai quali è stato liquidato un prezzo medio di 0,295 al kg contro lo 0,390 euro al kg del 2014. Il ribasso del prezzo è da attribuire ad un’impennata della produzione che nell’ultimo anno ha raggiunto livelli record per la regione.

    Un altro settore particolarmente attivo in Trentino è quello vitivinicolo, che genera un fatturato consolidato di 467 milioni di euro (stabile rispetto al 2014). I soci viticoltori sono 6.765, mentre l’uva conferita ammonta ad un 1 milione e 30 mila quintali con una variazione negativa del 13% rispetto al 2014.
    Nel 2015 sono stati liquidati ai soci 95,33 euro a quintale di uva conferita (+10% rispetto agli 86,59 euro del 2014). Da segnalare, però, un peggioramento della resa a ettaro, che risulta essere diminuita del 13,4% pari a un valore medio di 11.111 euro rispetto ai 12.828 euro dell’anno precedente.