Si svolgerà l’1 Marzo, presso la Villa Doria a Napoli, l’Assemblea regionale di Confcooperative Campania.
Il Congresso prosegue la stagione di rinnovo delle cariche di Confcooperative, iniziata a gennaio con le federazioni provinciali per poi proseguire a marzo con gli organi regionali e in primavera con quelli nazionali.
L’iniziativa, fa sapere la centrale di rappresentanza delle coop campane, sarà anche l’occasione per fare il punto, insieme alle istituzioni, sulla crescita della cooperazione in Campania (cooperazione giovanile, workers buyout, educazione cooperativa, ecc.) e sui settori economici destinati, nei prossimi anni, a calamitare gli investimenti e la nascita di nuove imprese.
L’assemblea regionale vedrà la presenza di alcune importanti cariche istituzionali e dirigenti cooperativi.
La giornata sarà aperta, infatti, dalla la Tavola rotonda “Cooperazione ed economia in Campania: imprese e valore aggiunto”, alla quale interverranno: Lidia D’Alessio, Assessore al Bilancio Regione Campania, Don Antonio Palmese, Vicario episcopale Lavoro, Giustizia e Pace, Carità Arcidiocesi di Napoli, Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione Con il Sud, Andrea Prete, Presidente Unioncamere Campania, Maurizio Gardini, Presidente Confcooperative Nazionale e Maria Patrizia Stasi, Presidente Confcooperative Campania.
Sarà, dunque, un’occasione per discutere delle opportunità di sviluppo e di lavoro offerte dal mondo della cooperazione in Campania e per valutare le prospettive future di un settore che rappresenta un fondamentale antidoto contro la crisi.
Nel corso dell’assemblea i cooperatori delegati al voto avranno, inoltre, l’opportunità di esprimere il loro parere sul nuovo modello organizzativo di Confcooperative improntato ad un miglioramento dell’efficienza e ad un maggior coinvolgimento delle associate.


Apre e introduce i lavori Stefano Arduini, caporedattore di Vita Magazine.
europei dei Socialisti&Democratici, Gruppo Popolare PPE e M5S.
Ma i veri protagonisti dell’evento saranno le stesse cooperative. Ci saranno, infatti, gli interventi di alcune coop molto attive sul territorio che racconteranno la propria esperienza innovativa.
sul way-out, che consente agli istituti di credito cooperativo con patrimonio netto superiore ai 200 milioni di euro di trasformarsi in Spa rendendo disponibili le risorse accantonate in questi anni.


“L’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – ha spiegato Mercuri – è pronta a fare la propria parte per supportare le organizzazioni contadine nei Paesi in via di sviluppo, mettendo a disposizione il modello economicamente sostenibile delle cooperative italiane, che lo stesso presidente della Repubblica Mattarella ha definito ieri come fonte di conoscenza ed esempio”.
netto superiore ai 200 milioni di euro di trasformarsi in SpA pagando solamente un’imposta del 20% potrebbe essere oggetto di modifiche.
Non sarà più il singolo istituto di credito a gestire le criticità e le sofferenze bancarie, ma sarà al contrario tutto il sistema a condividere i rischi aiutando la banca in difficoltà.
La cooperativa è prima di tutto un’impresa che agisce partendo da e per la comunità. Non a caso l’articolo 45 della Costituzione disciplina la sua funzione sociale a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.
Questo vuol dire che durante la crisi il mondo della cooperazione è stato addirittura in grado di far crescere il numero degli occupati del 5,9%; per avere un’idea più chiara della rilevanza di questo dato basta sottolineare che nello stesso periodo il tasso di disoccupazione dell’Italia è cresciuto di circa 7 punti percentuali.
C’è, però, una norma che viola in maniera palese il principio della mutualità che ha contraddistinto in oltre 130 anni di storia il mondo della cooperazione.