Il Consiglio della Regione Campania, su iniziativa della Giunta, ha approvato l’istituzione dell’Albo regionale delle cooperative sociali.
Si tratta di un atto fondamentale per lo sviluppo delle imprese sociali campane, che potranno così operare nel senso di una maggiore trasparenza e di una più accentuata libera concorrenza.
L’approvazione dell’Albo copre un vuoto normativo decennale per la regione Campania, che ha finito per penalizzare diverse cooperative.
Positivo il commento di Giovanpaolo Gaudino, Presidente di Federsolidarietà Confcooperative Campania, l’associazione di rappresentanza delle coop sociali campane: “Il regolamento per l’albo delle cooperative sociali in Campania – dichiara Gaudini – è un atto che attendavamo da tempo. La presenza di un albo per la cooperazione sociale è una garanzia e ci consentirà di lavorare con ordine e nel rispetto della chiarezza, regolando l’accesso alle gare. Le cooperative sociali campane vivevano da oltre due decenni una discriminazione rispetto a quello delle altre regioni. Il percorso per fornire alla cooperazione sociale i mezzi di cui necessita per lavorare è spesso tortuoso, ma stiamo facendo del nostro meglio per renderlo più agevole, cercando e trovando una buona interlocuzione con la Regione Campania. A tal proposito ringraziamo gli uffici che hanno lavorato per questo risultato”.
Si tratta di un altro passo in avanti per il mondo delle cooperative sociali dopo la recente approvazione del nuovo Codice degli appalti pubblici e le linee guida dell’Anac, che intendono riformare il sistema delle gare pubbliche nel senso della semplificazione e della promozione della qualità.


che lo ha portato anche ad essere eletto come vice-presidente nazionale di Confcooperative.
La nuova normativaridimensiona notevolmente il way-out e definisce in maniere rigida la data di verifica dei requisiti patrimoniali.
Granarolo ha scelto la strada dell’aggregazione e dell’internazionalizzazione. Nell’ultimo anno è stata rafforzata la società Granarolo International, con un aumento di capitale di 14 milioni che ha portato il capitale sociale ad attestarsi a quota 50 milioni di euro.
Nel corso di una riunione di maggioranza, alla quale hanno partecipato tra gli altri anche il vice ministro dell’economia Enrico Morando, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Luca Lotti ed il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, è stato trovato un accordo che salva le risorse indivisibili degli istituti di credito cooperato.


le strutture nazionali e nel corso del 2017 completeremo il percorso. È l’esito di un percorso di autonomia dalla politica. Non è un rifiuto, ma il rapporto sarà più maturo“.
Noi, però, abbiamo bisogno di banche del Paese e non di banche per il Paese: è una distinzione che sembra piccola, ma in realtà è abissale perché noi non siamo convinti che le banche debbano essere tutte grandi, devono rispondere tutte al requisito dell’Unione bancaria. Le banche devono essere solide ed efficienti, perché quando succedono problemi come quelli di Banca Etruria o Cassa dei Risparmi di Ferrara, è chiaro che c’è un problema su quei territori e vanno prevenuti questi casi e queste patologie.
Tra i sottoscrittori della missiva ci sono Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria di Palazzo Madama, Doris Lo Moro, Maurizio Migliavacca, Miguel Gotor; ci sono anche alcuni esponenti della sinistra dem tra cui Cecilia Guerra, Lucrezia Ricchiuti, Walter Tocci, Felice Casson, Sergio Lo Giudice.
Ci siamo strutturate ancora di più. Grazie alla nostra passione e al nostro impegno riusciamo ad avere un riscontro positivo ogni volta che abbiamo un evento, il passaparola ci sta aiutando a sentirci sempre più pronte a raccogliere nuove sfide e nuove opportunità come quella di oggi. È il momento del consolidamento, sempre restando con i piedi per terra! Abbiamo in cantiere delle altre cose.
pagando un’imposta del 20%.
“Non vogliamo più chiamarla agricoltura – afferma il presidente di Confcooperative – noi siamo l’agroalimentare del Paese, il futuro dello sviluppo. Dobbiamo, però, far capire meglio, comunicando, che il Made in Italy è un valore inestimabile, ma c’è bisogno di risorse. In tal senso sono orgoglioso del progetto sull’internazionalizzazione, inserito nella Legge di Stabilità: sono convinto che darà risposte. Deve finire il tempo dei finanziamenti a pioggia ed iniziare quello degli investimenti per creare un sistema funzionale e competitivo“.