Le organizzazioni di rappresentanza delle cooperative sociali e delle associazioni di volontariato hanno commentato in maniera positiva i contenuti della legge delega sul Terzo Settore, approvata ieri in Senato.
Anche il presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Giuseppe Guerini si è espresso in maniera positiva, augurandosi un completamento in tempi brevi dell’iter legislativo. “L’approvazione del disegno di legge per la riforma del terzo settore da parte del Senato – ha commentato Guerini – segna un altro passo in avanti. Auspichiamo ora che la Camera dei Deputati approvi al più presto la legge e soprattutto che il Governo proceda entro il 2016 alla stesura dei decreti legislativi delegati. E’ ora che scatti il conto alla rovescia”.
Secondo il vertice delle coop sociali aderenti a Confcooperative, la nuova legge presenta diversi aspetti positivi che porteranno allo sviluppo del settore:
“L’allargamento dei settori per le imprese sociali, – aggiunge Guerini – la possibilità di attrarre capitali e finanziamenti “pazienti” (con basso rendimento e a lungo termine) per nuovi servizi, la semplificazione e la chiarezza delle procedure per acquisire la qualifica sono novità importanti che devono trovare nei decreti legislativi gli strumenti più idonei per avviare una nuova fase”.
L’auspicio del presidente di Federsolidarietà è che la riforma possa essere un primo passo verso un protagonismo rinnovato dei cittadini. La crisi del welfare state impone un cambio di passo all’economia sociale: cooperative, organizzazioni di volontariato, associazioni, tutte quanti gli attori sono chiamati a recitare una parte attiva nell’erogazione di servizi alle comunità locali.
Sarà compito del Governo fornire a queste organizzazioni gli strumenti giuridici idonei per operare al meglio. “Sarà una riforma epocale – conclude Guerini – se i decreti legislativi porteranno a compimento il riconoscimento culturale e giuridico della dimensione economica e imprenditoriale del terzo settore, emersa negli ultimi trent’anni ma con un potenziale ancora oggi enorme”


Confcooperative.
Sono inseriti poi alcuni elementi che incentivano la flessibilità del rapporto di lavoro, aumentando dal 14% al 25% il limite massimo di utilizzo dei contratti a termine e portando da 72 a 88 ore annue la flessibilità oraria; la durata media settimanale della prestazione lavorativa, invece, verrà calcolata con riferimento ad un periodo di 6 mesi in luogo dei 4 precedenti.
economica.
2016, 15 dall’1 ottobre 2016, 20 dall’1 ottobre 2017, 25 dall’1 ottobre 2018, 25 dall’1 settembre 2019.
Confcooperative intende analizzare nel dettaglio il nuovo impianto legislativo e lo farà il 31 marzo in occasione del seminario dal titolo “Appalti: trasparenza, responsabilità e sviluppo“.
Il testo sul quale è stata posta la questione di fiducia si presenta molto diverso rispetto a quello approvata circa un mese fa in Consiglio dei Ministri.
Viene imputata a Federcasse una sostanziale debolezza sia dal punto di vista comunicativo che da quello delle competenze della classe dirigente.
L’orizzonte è la formazione dell’Alleanza delle cooperative giovani, sia su base nazionale e regionale.
L’evento si terrà martedì 22 marzo, a Roma, presso il Palazzo della Cooperazione, e vedrà tra i relatori una serie di dirigenti del mondo della cooperazione e di figure importanti della ricerca e dell’università.
E proprio Coop, la più grande catena di distribuzione italiana con 8 milioni di soci-consumatori e oltre 1.100 punti vendita in tutta Italia, prova a dare delle risposte con il progetto “Buoni e Giusti”.
quotidiano Avvenire.