Categoria: Cooperative

  • Lusetti coopstartup

    Mercoledì 2 Marzo 2016, si è svolta a Roma la cerimonia di premiazione di Coopstartup Unicoop Tirreno, il bando per la nascita di nuove imprese cooperative, lanciato in occasione dei 70 anni di Unicoop Tirreno. 

    Sono state premiate otto startup (5 vincitori e 3 premi speciali), ciascuna delle quali riceverà un finanziamento da 10.000 a 15.000 euro per iniziare la propria attività d’impresa e potrà ottenere, inoltre, l’assistenza e la Lusetti coopstartupconsulenza di Legacoop e Coopfond nella fase post-startup.
    Tra i premiati troviamo cooperative operanti in diversi ambiti, dall’alta tecnologia al turismo, passando per la moda, la cucina e l’ambiente. Cooperative Italia ha seguito l’evento, realizzando anche alcuni contributi video.

    Vi proponiamo di seguito le interviste realizzate a Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, Aldo Soldi, direttore generale di Coopfond e Alfredo Morabito, responsabile della promozione attiva di Coopfond, che effettuano un bilancio del bando Coopstartup ed illustrano lo stato dell’arte del mondo della cooperazione, con un focus particolare sulla comunicazione cooperativa.
    Di seguito trovate anche gli interventi di Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno, del presidente Lusetti e del direttore Soldi dal palco della cerimonia di premiazione.


  • donne-cooperative

    Alla vigilia della festa delle donne, il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, esprime la propria preoccupazione sulla parità di genere nel mercato del lavoro italiano, sottolineando, di converso, gli importanti risultati raggiunti in tal senso dal mondo della cooperazione. 

    «Negli ultimi 10 anni – ha dichiarato Gardini – l’occupazione femminile In Italia é salita dello 0,9%, nella UE solo Malta fa peggio di noi. Una donna su quattro, vale a dire 2 milioni di potenziali lavoratrici non cercano lavoro per motivi familiari, quali assistenza ai figli o agli anziani. Il tasso di occupazione delle mamme italiane è pari al 54%, mentre la media OCSE è del 66%. È evidente che vadano valorizzate le politiche di conciliazione vita – lavoro»
    donne-cooperativeRecentemente il Rapporto “Gender Equality Index 2013” ha messo in luce quali sono gli aspetti da migliorare in materia di parità di genere e quali, invece, garantiscono all’Italia dei buoni risultati a livello europeo.
    Il nostro Paese presenta dei livelli retributivi tutto sommato omogenei tra uomo e donna, con differenze di salario che si attestano tra il 5% ed il 6%. Bene anche la rappresentanza femminile nel parlamento italiano, dove con il 31% l’Italia si trova sopra la media europea.
    Male, invece, in relazione alla presenza di donne nei ruoli apicali delle aziende e delle istituzioni: il 18,6% di accesso delle donne agli incarichi di potere rappresenta uno degli score più bassi a livello europeo.

    La cooperazione, da questo punto di vista, può essere considerata un’eccezione, garantendo alle donne posizioni di vertice nelle compagini societarie: «La cooperativa è tra le forme societarie – sottolinea con orgoglio Gardini – quella che registra il maggior numero di donne nelle posizioni apicali: il 23,6% contro il 16% delle società di capitali e di persone. La percentuale sale al 26% se si considerano, oltre alle posizioni apicali, i ruoli ricoperti negli organi di gestione e controllo delle cooperative. Dal 2005 al 2014 i soci in rosa, nelle imprese di Confcooperative, – conclude Gardini –  sono salite dal 37 al 41%, ancora più significativa la presenza tra gli occupati dove, nello stesso periodo, le donne sono passate dal 57 al 61%»


  • vincitori coopstartup

    Unicoop Tirreno ha deciso di festeggiare il settantesimo anniversario dalla sua nascita premiando le migliori startup cooperative. 
    Per una coop che è cresciuta e si è sviluppata, fino a diventare una delle nove grandi cooperative di consumo in Italia, ce ne sono altre otto che oggi muovono i primi passi.

    Il bando Coopstartup Unicoop Tirreno, lanciato da Unicoop Tirreno in collaborazione con Coopfond, intende per l’appunto promuovere la nascita di nuove imprese cooperative dall’alto contenuto innovativo di tipo tecnologico, organizzativo e sociale.
    Tra i vincitori del concorso, troviamo realtà diverse, ma accomunate dal desiderio di innovare e di farlo dando un solido contributo per il proprio territorio.

    Si è svolta ieri, presso la sede di Legacoop, a Roma, la cerimonia di premiazione, che ha visto come protagonisti Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno; Aldo Soldi, direttore generale Coopfond; Vincenzo Lipardi, consigliere delegato Fondazione Idis Città della Scienza; Massimo Favilli, direttore soci e vincitori coopstartupcomunicazione Unicoop Tirreno e Mauro Lusetti, presidente nazionale Legacoop.
    Sono otto i vincitori del bando. I primi cinque riceveranno un contributo a fondo perduto di 10.000 euro, finanziato da Unicoop Tirreno, ed un contributo di 5.000 erogato da Coopfond.

    Ci sarà, inoltre, la possibilità di accedere ad un finanziamento fino al 50% degli investimenti e fino a un massimo di 150.000 euro. Coopstartup fornisce anche servizi di accompagnato post-startup nei 36 mesi successivi all’avviamento dell’attività d’impresa.
    Sono stati assegnati, però, anche tre premi speciali a tre coop, che riceveranno un contributo a fondo perduto di 10.000 euro.
    Il bando contribuisce, in via definitiva, alla creazione di nuove imprese cooperative mettendole in rete tra di loro. L’aspetto più importante di Coopstartup è proprio questo: la costruzione di legami e relazioni tra le startup ed organizzazioni come Coopfond, Unicoop, Legacoop e le università.
    Più volte abbiamo sottolineato l’urgenza di creare nel nostro Paese una rete di conoscenze e competenze in materia di innovazione. L’intento dell’iniziativa è attivare questo tipo di processo, provando ad inserire le migliori esperienze cooperative in un quadro di accesso al credito e di accompagnamento sviluppato.

    Le startup di tipo cooperativo, però, sono ancora troppo poche. Lo ha sottolineato il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, nel suo discorso di chiusura dell’evento e lo si percepisce analizzando le principali imprese innovative.
    Lusetti coopstartupÈ necessaria da questo punto di vista una comunicazione efficace e pervasiva su cosa sia realmente il modello cooperativo e cosa può dire all’economia italiana.
    La recente indagine Eurisce ha mostrato come la forma giuridica cooperativa sia stata quella più resiliente alla crisi, mantenendo inalterati i livelli occupazionali e riuscendo a pagare al meglio i propri soci.
    La cooperazione possiede, dunque, enormi potenzialità.

    Potenzialità che proveranno a mettere a frutto le startup vincitrici del bando Coopstartup Unicoop Tirreno.
    Conosciamole nel dettaglio:

    • Gruppo Erse: nascono come startup che vuole offrire servizi ambientali e si trasformano, grazie anche al bando Coopstartup, in azienda specializzata in progettazione ambientale per la valorizzazione e la tutela del territorio.
    • Virginia: è una cooperativa che potremmo definire anti-conformista come la scrittrice che dà il nome all’azienda, ovvero Virginia Wolf.
      Hanno creato una linea di abbigliamento maschile per donna, in particolare per le business women.
    • tobilì coopstartupMulticoopter: il mondo dei droni è in continua evoluzione e loro, nati come piloti di droni, effettuano un utilizzo civile di questa nuova tecnologia, sperimentando anche alcune strumenti di monitoraggio altamente innovativi.
    • Tobilì: è un progetto di cucina in movimento, promosso da giovani ragazzi rifugiati e migranti. Si tratta di un esperimento di cucina multietnica, portato avanti, tra gli altri, da un ragazzo egiziano, una armena, uno turco-curdo ed un maliano.
    • Trip talent: saranno i viaggiatori a costruire il proprio itinerario attraverso un vero e proprio contest tra i tour operator che permetterà loro di scegliere il viaggio migliore.

    I tre premi speciali sono andati a:

    • Vascitour ha vinto il premio Dario Liguori. La cooperativa offre un viaggio a Napoli dai contenuti e dalle modalità “speciali”: viene data la possibilità ai turisti di dormire nei bassi di Napoli, pranzando e cenando all’interno delle stesse abitazioni e di effettuare un tour nei luoghi meno conosciuti del capoluogo campano.
    • vascitour coopstartupUrban Trees Management è una startup cooperativa che punta al recupero di zone degradate per la creazione di boschi urbani.
    • Snack Amiata offre, invece, un succo di frutta ed uno snack alla castagna, sfruttando l’enorme disponibilità del prodotto nelle campagne toscane.

     

     

     

     



  • Il mondo della cooperazione ha spinto fortemente per un cambiamento del Codice degli Appalti Pubblici, con il recepimento delle direttive europee sul tema. 
    Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice, inserendo alcuni elementi di novità che vanno nella direzione della semplificazione e della trasparenza, con un investimento sulla qualità degli operatori e dei progetti. 

    Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha commentato la novità normativa , esprimendo soddisfazione per i passi in avanti effettuati: “Maurizio_GardiniSemplificazione e trasparenza come principi cardine se ben tradotti sono leve di sviluppo per le imprese. La riforma è importante perché l’inserimento di risorse pubbliche nel sistema, se avviene in maniera corrente semplice e chiara, può essere una delle leve principali per il rilancio del paese, fungendo anche come stimolo alla qualificazione e maggior competitività delle  imprese”.
    Uno degli aspetti più importanti della riforma riguarda il superamento del criterio del massimo ribasso nell’assegnazione degli appalti, un principio che ha portato numerosi problemi, specie in settori critici come quello dei servizi sociali, provocando in via indiretta anche diversi fenomeni di corruzione. “Bene il superamento del massimo ribasso, ma è necessario – aggiunge Gardini – che l’offerta economicamente più vantaggiosa sia comunque collegata a principi oggettivi. Fondamentale che ci sia sempre una razionale suddivisione dell’appalto in più lotti. Interessante l’inserimento di principi di soft law che è fondamentale siano comunque ben coordinati”. 


  • sharing-economy

    Si è svolta oggi, a Bologna, l’ultima tappa di Co?Tour, il progetto di Confcooperative Emilia Romagna, organizzato in collaborazione con Irecoop Emilia Romagna e la società cooperativa Kilowatt per la promozione e la diffusione dell’impresa cooperativa.

    Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria esplosione dell’economia della collaborazione, esemplificata dai fenomeni di sharing economy e, in generale, rappresentata da un’esigenza sempre più forte di comunità.
    sharing-economyPer trasformare queste idee in fenomeni dal forte impatto sociale, è fondamentale connettere gli esperimenti di mutualità innovativa messi in atto nei territori. L’obiettivo di Co?Tour è proprio questo: mettere insieme le realtà mutualistiche della regione Emilia Romagna, costruendo relazioni e conoscenze.
    Dopo una prima fase di analisi e monitoraggio dei principali progetti di economia condivisa presenti in Emilia Romagna, è iniziato un vero e proprio tour con nove incontri in nove capoluoghi di provincia, dove i protagonisti sono stati gli innovatori stessi, raccontando le proprie esperienze e le difficoltà trovate.
    L’ultimo incontro, svoltosi oggi a Bologna, ha permesso di fare il punto della situazione e di trarre un bilancio dell’iniziativa. Sono intervenuti Gianluca Mingozzi (Confcooperative Emilia Romagna), Paolo Venturi (AICCON), Gaspare Caliri (Kilowatt Bologna).
    I relatori hanno effettuato un’analisi generale sulle nuove forme di mutualità e sull’importanza del concetto di relazione nel campo dell’innovazione di stampo mutualistico.
    Nicoletta Tranquillo di Kilowatt Bologna ha parlato, invece, di alcune esperienze collaborative, suddividendole nelle categorie Aggregatori, Multidriver e altre forme giuridiche.
    Matteo Bettoli, infine, di Confcooperative ha spiegato gli obiettivi e lo stato di avanzamento di CoopUp, il progetto di Confcooperative per creare incubatori di impresa, nuove startup cooperative ed aree di co-working nelle realtà urbane.


  • bcc riforma

    La discussione in aula sulla conversione in legge del decreto di riforma delle Bcc inizerà il 21 marzo. 
    A dichiararlo è Maurizio Bernando, presidente della Commissione Finanze della Camera, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano l’Avvenire. 

    Viene, dunque, rinviato di una settimana l’inizio dei lavori in aula, un momento che il mondo della cooperazione si augura possa portare ad una modifica del decreto.
    In questi giorni è cresciuto il fronte che richiede un sostanziale cambiamento della norma sul way-out, il provvedimento che consente alle Bcc con un patrimonio netto superiore ai 200 milioni di euro di trasformarsi in Spa, limitandosi a pagare un’imposta del 20%.
    bcc riformaCome più volte sottolineato in questa sede, la norma in questione va ad attaccare le risorse indivisibili delle cooperative, portando, tra le cose, l’Italia ad incorrere in probabili sanzioni da parte dell’Unione Europea.
    L’Ue potrebbe, infatti, catalogare il way-out come un vero e proprio aiuto di stato alle banche che vogliono uscire dal sistema del credito cooperativo.
    Una delle idee che emerse a tal proposito in queste ore è di alzare l’imposta rispetto al 20% attualmente previsto dal decreto.
    La Banca d’Italia ha, però, posto un ulteriore problema, quello del limite temporale a partire dal quale calcolare il patrimonio netto delle Bcc che vogliono trasformarsi in società per azioni.
    La norma sulla via d’uscita potrebbe portare, infatti, numerosi istituti di credito ad effettuare aggregazioni opportunistiche per aumentare le proprie risorse e così fuoriuscire dal sistema.
    Sul punto ha risposto Maurizio Bernando, sempre sulle pagine di Avvenire: “L’ideale sarebbe trovare un’intesa anche su questo aspetto. Magari giungendo a un compromesso tra una scadenza retroattiva ed un orizzonte obiettivamente troppo ampio come quello dei 18 mesi dal patto di coesione. 
    Forse un punto d’incontro potrebbe essere quello di fissare il termine a 90 giorni dalla conversione del decreto”. 


  • cooperative energia

    Sono 421 le cooperative e i gruppi cooperativi censiti nell’anagrafe degli operatori presso l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico. 

    L’Ufficio Studi dell’Alleanza delle Cooperative italiane ha effettuato un’analisi sulle coop iscritte all’organismo indipendente, valutando numero, dimensioni, occupati e settore di riferimento.
    cooperative energiaSono 16.237 le organizzazioni facenti parte dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico; di queste solo il 2,6% sono cooperative. Il 48,5% degli operatori iscritti, invece, è rappresentato da S.r.L., il 13,8% da S.p.A., il 10,7% da Enti pubblici e il restante 24,5% è costituto da altre forme, in prevalenza ditte individuali e società semplici.
    Le coop rappresentano, dunque, una parte piuttosto esigua del totale, mentre, come vedremo più avanti, non possiamo dire la stessa cosa per il numero di lavoratori impiegati.
    Il 63% delle cooperative dell’energia, del gas e del sistema idrico fanno parte del settore agroalimentare, il che vuol dire che la produzione di energia è una parte complementare della loro attività principale.
    Il 21,6% fa parte del settore delle utilities, 5,5% degli operatori fa riferimento al settore dell’industria e delle costruzioni, il 4,3% è attivo nella moderna distribuzione (in prevalenza cooperative tra consumatori), il 2,9% è rappresentato da cooperative sociali, il 2,6% rientra nei servizi e il restante 0,5% nel settore del credito.

    La maggior parte di esse si trovano al Nord Italia. La prima regione è il Trentino Alto Adige con il 30% di coop iscritte all’Autorità, operanti prevalentemente nel comparto dell’utenza elettrica e dell’ortofrutticolo; il 18%, invece, ha sede in Emilia Romagna (in prevalenza cooperative agroalimentari, ma sono presenti anche cooperative dell’industria, dei servizi e del consumo).  Lombardia, Veneto e Piemonte rappresentano complessivamente quasi il 32% del totale delle cooperative iscritte nell’elenco degli operatori. Il restante 20% fa riferimento a cooperative ubicate nelle altre regioni.
    Una buona parte delle coop iscritte all’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico sono di grandi dimensioni (59 cooperative, rappresentative del 14% del totale), realizzando un fatturato maggiore a 50 milioni di euro.
    Quello che stupisce maggiormente dell’indagine effettuata dall’Ufficio Studi dell’Alleanza delle Cooperative italiane, è la percentuale di occupati delle coop dell’energia, del gas e del servizio idrico, se paragonato al numero piuttosto esiguo di cooperative impegnate in questo settore.
    L’11,9% degli occupati del comparto è impiegato all’interno di una cooperativa, mentre il 19% è occupato in una Srl, nonostante queste ultime rappresentino il 76% degli operatori attivi nel settore.


  • bcc barbagallo

    Il decreto legge sulle Banche di Credito Cooperativo ha ricevuto negli ultimi giorni diverse critiche. La stessa Banca d’Italia, per bocca del suo Capo Dipartimento della Vigilanza, Carmine Barbagallo, intervenuto in audizione alla commissione Finanze della Camera, ha espresso alcune perplessità. 

    “Occorre chiarire il carattere “eccezionale” della way-out – ha dichiarato Barbagallo – circoscrivere l’arco temporale e i requisiti patrimoniali delle Bcc che possono non aderire alla capogruppo, prevedere un bilancio consolidato conforme ai principi contabili internazionali e dotare la capogruppo di adeguati poteri di direzione e coordinamento“.
    bcc barbagalloIl mondo della cooperazione si è mobilitato con forza, esprimendosi, in particolare, contro la norma sull’opting out, che consente alle Bcc con un patrimonio netto superiore ai 200 milioni di euro di uscire dal sistema del credito cooperativo e di trasformarsi in Spa, portando con sé le risorse indivisibili accumulate in anni di attività e di sgravi fiscali.
    Una norma di questo tipo viola i principi cardine delle società cooperative, in particolare l’articolo 45 della Costituzione che “riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata”.
    In questi giorni è in corso in Parlamento la discussione sulla conversione in legge del decreto approvato il mese scorso, un confronto che dovrà portare necessariamente ad una revisione di alcuni meccanismi introdotti dall’esecutivo.
    L’istituzione di un’unica holding, sotto forma di società per azioni, a capo del sistema del Bcc è una novità da valutare in maniera positiva, perché consentirà una maggiore condivisione dei rischi in caso di crisi.
    Secondo Barbagallo, però, è necessario che “questa capogruppo venga dotata di adeguati poteri di direzione e coordinamento. La governance del gruppo deve favorire un miglior indirizzo delle attività e il controllo dei rischi delle singole Bcc, accompagnare il sostegno patrimoniale con corretti incentivi gestionali, prevenire l’azzardo morale”.


  • master impresa cooperativa

    L’Università degli studi di Roma Tre e l’Alleanza delle cooperative italiane organizzano il Master di secondo livello in “Impresa cooperativa: economia, diritto e management”. 
    L’obiettivo dell’iniziativa è formare nuovi imprenditori e manager cooperativi e diffondere la cultura imprenditoriale di stampo mutualistico. 

    I termini per l’iscrizione, inizialmente previsti per il 20 febbraio, sono stati spostati al 4 marzo 2016 alle ore 13:00.
    Entro questa data dovranno essere presentate le domande di partecipazione.
    Per poter partecipare è necessario possedere una laurea magistrale o vecchio ordinamento, con particolare riferimento ai corsi di laurea in Economia, master impresa cooperativaGiurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Ingegneria, ovvero di lauree equipollenti, per i soggetti aventi titolo universitario di II livello con curriculum professionali e formativi coerenti con l’iniziativa.
    Sono previste in tutto 320 ore di didattica frontale, che si terranno presso l’Università Roma Tre il venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00 ed il sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:00.
    Alla fine del corso è previsto uno stage di 180 ore, con l’obiettivo di conoscere da vicino la realtà delle imprese cooperative e delle sue organizzazioni di rappresentanza.
    Il Master giunge quest’anno alla sua diciottesima edizione ed arriva in un momento particolarmente complesso per il mondo della cooperazione. Essere un manager cooperativo comporta diverse responsabilità ed obbliga i diritti interessati a possedere tutte le conoscenze necessarie per operare in un mercato in continuo mutamento.
    Il corso fornisce ai partecipanti competenze di carattere economico, manageriale e giuridico con ulteriori contributi sugli scenari cooperativi trans-nazionali e sulle opportunità costituite dagli strumenti di finanziamento della Commissione Europea.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il sito del Master.



  • Si svolgerà domani a Roma, nella sede di Legacoop, la premiazione di Coopstartup Unicoop Tirreno, il bando per le migliori startup cooperative lanciato da Unicoop Tirreno in collaborazione con Coopfond.

    Per celebrare il settantesimo anno di attività, Unicooop Tirreno ha deciso di lanciare un’iniziativa rivolta alle imprese cooperative dall’alto livello di innovazione organizzativa, tecnologica e sociale.
    unicoop tirrenoSono cinque le startup vincitrici che riceveranno un contributo a fondo perduto di 10.000 euro erogato da Unicoop Tirreno e un contributo forfettario a fondo perduto di 5.000 euro da parte di Coopfond per l’avvio dell’attività. È prevista, inoltre, la possibilità di accedere ad un finanziamento che copre fino al 50% delle spese sostenute e fino ad un massimo di 150.000 euro.
    Il bando è rivolto a gruppi composti da almeno 3 persone, in maggioranza con meno di 35 anni, che intendano costituire un’impresa cooperativa o che la abbiano costituita nel 2015 nelle aree di attività di Unicoop Tirreno (province di Massa Carrara, Lucca, Livorno, Grosseto, Terni, Viterbo, Roma, Frosinone, Latina, Napoli, Caserta, Avellino).
    Sono stati presentati in tutto 304 i progetti, di cui 138 hanno rispettato tutti i requisiti richiesti.

    La cerimonia di premiazione sarà aperta da Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno, e Aldo Soldi, presidente di Coopfond, che presenteranno il progetto ponendo particolare attenzione alle peculiarità delle imprese cooperative.
    Interverrà anche Vincenzo Lipardi, Consigliere Delegato Fondazione IDIS Città della Scienza, con una relazione sul rinnovato ruolo delle cooperative all’interno di Città della Scienza.
    Massimo Favilli, infine, Direttore Soci e Comunicazione Unicoop Tirreno, introdurrà i vincitori.
    Nel corso della cerimonia di premiazione verranno assegnati i seguenti premi:

    • Gruppo Erse – Monitoraggi ambientali
    • Linea di abbigliamento maschile per donne
    • Multicoopter
    • Tobilì: cucina in movimento
    • Trip Talent

    PREMI SPECIALI AGGIUNTIVI:

    • Premio Dario Liguori Campania a Vascitour
    • Premio Coopstartup Unicoop Tirreno Lazio a Urban Trees Management
    • Premio Coopstartup Unicoop Tirreno Toscana a Snack Amiata.

    Concluderà l’evento Mauro Lusetti, presidente di Legacoop.


  • confcooperative piemonte

    È stata presentata oggi ConfPiemonte Nord, la nuova organizzazione di rappresentanza delle coop piemontesi con oltre 600 associate, 15mila soci lavoratori e 1,25 miliardi di fatturato. 

    L’associazione riunisce in un unico ente Confcooperative Torino, Biella/Vercelli, Novara/Verbania, Cusio Ossola.
    L’obiettivo della fusione è, fa sapere la nuova centrale di rappresentanza, realizzare un miglioramento della qualità dei servizi offerti agli associati e una loro diffusione omogenea su tutto il territorio interessato, consentendo, con la nascita di un operatore di maggiori dimensioni, di realizzare notevoli economie di scala confcooperative piemontee conseguentemente una maggiore economicità ed efficienza dell’intera gestione.
    La presentazione si è svolta oggi e ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei presidenti delle federazioni provinciali di Confcooperative Piemonte, del sindaco di Torino Piero Fassino e del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.
    Il primo cittadino del capoluogo piemontese ha ribadito la centralità della cooperazione nell’economia della Regione, auspicando che la fusione appena effettuata contribuisca a rendere il sistema cooperativo ancora più forte.
    Tanti gli argomenti affrontati dagli ospiti presenti: housing sociale, servizio civile, appalti pubblici, legalità e welfare sono solo alcune delle tematiche emerse durante il dibattito e che saranno l’asse portante della nuova sfida intrapresa da ConfPiemonte Nord.
    L’operazione di fusione rientra, infine, all’interno di una strategia di razionalizzazione dei costi che sta portando avanti da un po’ di tempo a questa parte Confcooperative. In un momento di crisi dell’economia nazionale e di sentiment non positivo verso il mondo della cooperazione è fondamentale effettuare delle scelte consapevoli e responsabili, che tengano conto delle esigenze dei territori.
    La nascita di questa nuova organizzazione rappresenterà al contempo uno strumento di riduzione dei costi e di ampliamento dei servizi per le associate.


  • generazione campolibero

    Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, valuta positivamente il pacchetto Generazione Campolibero, ovvero l’insieme di misure a favore dei giovani imprenditori agricoli. 

    L’intervento prevede tra le altre cose l’istituzione di un Fondo di Private Equity per l’avvio di nuove startup nel campo dell’agricoltura e di mutui a tassi agevolati per i finanziamenti effettuati da giovani imprenditori agricoli.
    Viene inserito, inoltre, un credito d’imposta per l’implementazione di tecnologie relative al commercio elettronico di prodotti agroalimentari.
    generazione campoliberoAgrinsieme esprime la propria soddisfazione per le misure approvate: “E‘ un importante passo in avanti l’entrata in vigore delle misure a favore dell’imprenditorialità giovanile prevista dal cosiddetto “pacchetto generazione campolibero”.  L’Italia ed il nostro settore agricolo hanno un gap in merito che è fondamentale colmare se si vuole concretamente dare sviluppo e, quindi, prospettiva, all’agricoltura ed all’economia italiana. Le misure sostenute da un plafond di 160 milioni sono l’inizio di un percorso che andrà monitorato e sostenuto nel tempo nell’ambito di una politica economica che guarda con particolare interesse ai giovani. Sono loro il  terreno fertile per la necessaria innovazione strutturale ed infrastrutturale per ciò che il Paese produce e, dunque, per la carta d’identità della Nazione”.
    Si tratta, però, solo di un primo passo verso un effettivo ricambio generazionale nel settore agricolo. L’età media all’interno delle aziende agricole nostrane è ancora troppo elevata, soprattutto se confrontata con quella delle altre realtà europee. Un investimento complessivo di 160 milioni, commenta Agrinsieme, risulta ancora insufficiente.
    Resta, ad ogni modo, un’importante presa di coscienza dei mutamenti in atto nel comparto e delle opportunità che l’impiego dei giovani in agricoltura può fornire all’agroalimentare e all’economia italiana nel suo complesso.