La criminalità organizzata cerca sempre più frequentemente di riciclare denaro sporco partecipando ad appalti pubblici.
Ovviamente non agisce in prima persona, ma utilizza imprese all’apparenza sane per eludere i controlli ed investire i proventi di attività come il traffico degli stupefacenti in gare ad evidenza pubblica.
In questi giorni la Direzione Investigativa Antimafia (Dia) ha lanciato un nuovo allarme, segnalando la presenza sempre più invasiva della mafia nei grandi appalti, soprattutto al Nord.
Un meccanismo di tipo affaristico che ha coinvolto anche tante cooperative.
Il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ha affrontato questo argomento nel corso del suo intervento a Radio Uno durante la trasmissione Voci del Mattino: “Gli appalti sono occasioni per le mafie per riciclare il denaro sporco attraverso anche il finanziamento delle imprese apparentemente pulite che concorrono agli appalti. Un’indagine della Dia di Napoli, ad esempio, sul settore delle cooperative e sugli appalti concessi alle cooperative ha dimostrato l’interesse della mafia nel riciclare il denaro sporco attraverso l’attività di appalto”.
Scandali come Mafia Capitale hanno reso le coop un facile bersaglio dell’opinione pubblica, quasi un simbolo dei rapporti illeciti tra mondo dell’impresa e la criminalità organizzata.
Come ribadito più volte in questa sede, la forma dell’impresa sociale rappresenta un semplice strumento giuridico e, in quanto tale, può essere utilizzato in maniera diversa in base agli intenti dei vari attori.
È compito delle istituzioni dotare il nostro ordinamento di regole chiare che garantiscano il rispetto della libera concorrenza, tutelando le imprese sane di fronte alle infiltrazioni della criminalità. Da questo punto di vista sarà fondamentale osservare l’esito del processo di riforma del Codice dei contratti pubblici, auspicando che questo possa avvenire in un’ottica di revisione del sistema dell’offerta più bassa e di una maggiore e migliore valutazione dell’impatto sociale dei progetti presentati.


Secondo Giuseppe Guerini, però, il modello assistenziale deve essere integrato con un welfare partecipato e collaborativo. «In Italia – spiega Guerini – per anni abbiamo attuato politiche di welfare incentrate sul trasferimento monetario. Abbiamo bisogno, invece, di migliorare l’accessibilità ai servizi e l’inclusione. Questo è possibile solo attraverso un maggiore protagonismo ed una maggiore partecipazione dei cittadini».
abitare cooperativo; il secondo, invece, prevede il sostegno economico alla fusione di due coop di abitanti, la cooperativa edificatrice Castello e il Consorzio servizi urbani, con un patrimonio complessivo di 700 alloggi.
Non è un caso che il 58% del vino prodotto in Italia arrivi direttamente dalle cantine cooperative e che ai primi tre posti della classifica stilata dal Corriere economia sulle imprese vitivinicole con il maggior fatturato ci siano proprio tre coop.
La cooperazione agricola mostra, dunque, una crescita quasi doppia rispetto a quella del comparto dell’industria agroalimentare. È l’ennesima dimostrazione di come il modello cooperativo possieda gli strumenti per resistere alle fluttuazioni dell’economia, mantenendo inalterati i livelli di occupazione e costante il valore della produzione.
emergere la specificità del modello cooperativo, anche e soprattutto nel campo dell’innovazione: “Esiste un’ampia letteratura che attribuisce alle cooperative sociali degli specifici vantaggi competitivi rispetto agli attori pubblici ed alle realtà for profit, dovuti alla capacità di costruire fiducia e legami sociali e di coordinare una pluralità di risorse in modo da dare risposte ai bisogni riconosciuti dalle persone che vivono nella comunità. Credo che futuro.coop possa servire anche a costruire un “pensiero collettivo” su questi temi”.
cooperativa.
Sono presenti alla conferenza stampa di premiazione dei progetti vincitori Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD, Marco Cammelli, Presidente Commissione per i Beni e le Attività Culturali Acri e Comitato di Gestione Funder35, Giuseppe Guzzetti, Presidente Acri e Fondazione Cariplo, Antonio Patuelli, Presidente ABI.


Cooperative, associazioni, fondazioni, organizzazioni non-profit rappresentano ormai una costola del sistema assistenziale italiano; con tanti aspetti negativi e degenerativi, ma anche con molte esperienze virtuose.
essendo il vescovo originario del luogo.
È particolarmente interessante, a tal proposito, la rubrica mensile inaugurata di recente dal portale inglese