Categoria: Cooperative


  • È online il nuovo sito Legacoop Agroalimentare, uno strumento sempre più immediato e funzionale per tenere aggiornati gli utenti sulle iniziative ed i traguardi raggiunti dal mondo della cooperazione agricola italiana.
    Il nuovo vestito del portale è rappresentato da una grafica dinamica e da una divisione schematica e puntuale di ogni settore della filiera agroalimentare.

    All’interno del nuovo sito, infatti, è possibile trovare le sezioni dedicate a settori come lo zootecnico, l’ortofrutticolo, il vitivinicolo ed il lattiero caseario, veri e propri pilastri dell’agroalimentare cooperativo.
    nuovo sito legacoopNon mancano, inoltre, le notizie sui progetti portati avanti da Legacoop come quello sull’efficienza energetica nelle Pmi dell’agroalimentare (Progetto Tesla) e quello sulla nascita di nuove imprese cooperative (Coop startup).
    Particolarmente importante è la sezione “Ultime Notizie” dove l’utente può scoprire, ad esempio, le recenti novità normative, con particolare attenzione a quelle portate avanti in sede europea.
    Mentre, infatti, è più facile ricavare notizie sulla legislazione interna, risulta più complesso conoscere i provvedimenti approvati a livello continentale e che spesso condizionano in maniera imperante la politica agricola italiana.
    Un esempio a tal proposito è la raccomandazione della Commissione europea che intima all’Italia di abolire il divieto di produzione di formaggi con il latte in polvere.
    Il cambiamento di una norma di questo tipo rivoluzionerebbe l’intero comparto lattiero – caseario, per cui diventa fondamentale essere a conoscenza di tutte le evoluzioni normative, anche in sede europea.
    Il nuovo sito di Legacoop Agroalimentare fornisce questo e tanto altro, nella speranza di essere uno strumento prezioso per i propri associati e non.



  • Uno dei temi più discussi del momento è la possibile introduzione nella prossima legge di Stabilità del cosiddetto prepensionamento. Si tratta di un meccanismo di flessibilità che consentirebbe ai lavoratori di terminare il proprio rapporto di lavoro prima dell’arrivo dell’età pensionabile.

    Nel corso dell’evento di presentazione di Coop4Jobs, il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha esposto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, una proposta sull’argomento: “All’esecutivo chiediamo di creare le condizioni affinché a ogni nuovo prepensionamento corrisponda un nuovo contratto stabile per un giovane dove l’impresa concorre a incentivare il prepensionamento”.
    Un sistema di questo tipo renderebbe il nostro mercato del lavoro non solo flessibile, ma realmente dinamico e con un effettivo ricambio generazionale.
    confcooperativeIl Ministro dell’Economia Padoan ha aperto in queste ore alla possibilità di introdurre meccanismi di flessibilità sui pensionamenti. Il tutto, però, dovrà essere bilanciato con il rispetto degli equilibri di bilancio.
    Una delle ipotesi al vaglio del Governo è quella di permettere ai lavoratori di andare in pensione a 62 anni (anziché a 66 anni) con delle penalizzazioni sull’assegno pensionistico che possono arrivare fino al 15%.
    Non sarà facile, però, trovare un meccanismo che soddisfi al contempo le esigenze di bilancio e quelle di un mercato del lavoro, quello italiano, con un tasso di disoccupazione giovanile ancora molto elevato, con picchi da record specie nel Mezzogiorno.
    L’apertura di Padoan ed il solo fatto che si discuta di questa tematica è da valutare come un aspetto positivo. La proposta del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini è ambiziosa e coraggiosa, ma solo attraverso scelte di questo tipo è possibile affrontare le sfide imposte dalla recessione.

     



  • È stato presentato oggi presso il Palazzo della Cooperazione, a Roma, Coop4Job il portale di Confcooperative che effettua il matching tra domanda e offerta di lavoro.
    Il progetto rientra all’interno di Garanzia Giovani, il programma nazionale di politiche attive che intende combattere la disoccupazione giovanile fornendo ai giovani opportunità di tirocini, apprendistato e forme di autoimpiego.

    Hanno partecipato alla presentazione anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ed il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.
    coopup«Dalla sua attivazione – ha dichiarato Poletti – sono oltre 721 mila i giovani entrati in contatto con Garanzia Giovani, 15mila solo nell’ultima settimana. Di questi più della metà, 400mila, sono stati presi in carico dai centri per l’impiego. Grazie a questi risultati stiamo lavorando per stabilizzare Garanzia Giovani facendone il principale strumento di politiche attive del lavoro giovanile».
    Confcooperative collabora in maniera attiva alla buona riuscita del programma Garanzia Giovani. Il portale Coop4Job sfrutta la rete di servizi delle oltre 60 sedi accreditate di Confcooperative sparse su tutto il territorio nazionale.
    Tali centri svolgono, limitatamente a Garanzia Giovani, la medesima funzione dei Centri per l’impiego prendendo in carico le domande dei giovani in cerca di lavoro, effettuando loro il colloquio orientativo ed infine mettendoli il contatto con l’azienda più adatta al loro profilo professionale.
    Grazie al servizio di Coop4Job sono circa 8.000 i giovani entrati in contatto con la rete di Confcooperative, di questi 5.000 hanno già avuto una politica attiva tra tirocinio, formazione, inserimento lavorativo, apprendistato e servizio civile.

    Ma Coop4Job non è l’unico strumento promosso da Confcooperative per combattere la disoccupazione giovanile. Più volte in questa sede abbiamo descritto le opportunità fornite dal progetto CoopUp attraverso i quali la centrale di rappresentanza delle cooperative ha aperto dei veri e propri incubatori per start up di tipo cooperativo formate da giovani under 35 o da donne.
    CoopUp fornisce credito e garanzie fino all’80% della spesa sostenuta dalle imprese nascenti e offre loro il sostegno tecnico necessario per avviare una start up.
    L’intento di Confcooperative è diffondere i valori mutualistici e solidali tipici dell’economia cooperativa e creare un tessuto imprenditoriale giovane e realmente innovativo. Solo promuovendo questo tipo di iniziative è possibile diminuire il tasso di disoccupazione giovanile, che nel nostro Paese e soprattutto nel Mezzogiorno, è ancora tra i più alti d’Europa.



  • Sono 138 i progetti che hanno rispettato tutti i requisiti richiesti ed affronteranno la fase di valutazione finale di Coopstartup Unicoop Tirreno, il concorso per start up di tipo cooperativo lanciato da Coop Unicoop Tirreno in occasione del suo settantesimo anniversario.
    Questa iniziativa rientra all’interno dei tanti progetti intrapresi in questi mesi dal mondo della cooperazione per aumentare l’occupazione giovanile attraverso forme di autoimpiego.

    Il bando lanciato da Unicoop Tirreno ha avuto un grandissimo successo. Sono stati oltre 700 i soggetti iscritti che hanno potuto partecipare alla prima fase che prevede un corso di formazione in materia di start up ed innovazione.
    coop unicoop tirrenoLa partecipazione a tale percorso formativo, svoltosi nel mese di agosto, ha consentito agli iscritti di migliorare i propri progetti e di vivere una bellissima esperienza di cooperazione.
    La Commissione di valutazione ha esaminato tutte le proposte e ha stabilito che saranno 138 quelle che accederanno alla valutazione finale.
    I trenta vincitori, scelta da una commissione composta da esperti della Fondazione Città della Scienza di Napoli, dell’Università degli Studi Roma Tre, dell’Università degli Studi della Tuscia, della Scuola Superiore di studi Universitari Sant’Anna di Pisa, di Unicoop Tirreno e del Centro Studi Legacoop, potranno effettuare un percorso di incubazione di 36 mesi.

    In questo periodo di tempo i creatori del progetto avranno l’opportunità di sviluppare la propria idea d’impresa ed elaborare il proprio business plan avvalendosi delle competenze e delle esperienze messe a disposizione da Unicoop Tirreno.
    Saranno, però, solo cinque i vincitori che riceveranno il premio dedicato a Dario Liguori, un cooperatore di Unicoop Tirreno scomparso prematuramente. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 26 febbraio 2016, giorno dell’anniversario della cooperativa.
    Il progetto fornisce ai vincitori la possibilità di ricevere un contributo a fondo perduto di 15.000 e credito senza garanzie fino ad un massimo di 150.000.
    Vi proponiamo il video con il quale Unicoop Tirreno spiega in maniera semplice e diretta l’intento dell’iniziativa e quali sono i requisiti che i partecipanti devono possedere.



  • Domani alle ore 11:00 presso il Palazzo della Cooperazione, a Roma, verrà presentato Coop4Job il portale di Confcooperative che avvicina la domanda e l’offerta di lavoro.
    Con questa iniziativa Confcooperative intende dare il proprio contributo al programma nazionale di politiche attive per il lavoro Garanzia Giovani, mettendo in contatto gli aspiranti lavoratori e le cooperative associate.

    Durante la presentazione interverranno Andrea Fora, presidente Fon.Coop e coordinatore delle Politiche del Lavoro per Federsolidarietà Confcooperative e Claudia Fiaschi, vicepresidente di Confcooperative, che parlerà di CoopUp, il progetto di start up giovanile e femminile in cooperativa.
    CoopUp è uno dei tanti programmi portati avanti da Confcooperative per creare posti di lavoro, anche attraverso forme di autoimpiego. Nello specifico con l’apertura di coop4jobdiversi centri CoopUp in tutta Italia, si vuole incentivare la creazione e lo sviluppo di start up di tipo cooperativo a composizione giovanile (under 35) e femminile.
    La cooperazione intende mettere al centro della propria attività il mondo giovanile e femminile e vuole farlo attraverso iniziative concrete di inserimento lavorativo e di promozione di nuove realtà imprenditoriali.

    Coop4Job rappresenta un’opportunità sia per i giovani che per le imprese. I primi possono essere inseriti nel circuito occupazionale attraverso attività di stage, tirocini, apprendistato oppure sviluppando una nuova idea d’impresa.
    Le cooperative aderenti al programma Garanzia Giovani, invece, possono rinnovare le proprie competenze all’interno dell’impresa ed implementare progetti innovativi.
    Coop4Job facilita il matching tra queste due realtà ed i risultati fin qui raggiunti parlano a suo favore: più di 13.000 giovani avviati al servizio civile, oltre 4.000 matching realizzati, più di 19.000 cooperative aderenti e 543.000 occupati dal sistema.
    Numeri, dunque, davvero importanti che dimostrano con quale impegno ed efficacia Confcooperative si stia attivando per dare un futuro migliore alle proprie associate e ai giovani lavoratori.

    L’evento di presentazione di Coop4Job sarà concluso da una tavola rotonda dal titolo “Il lavoro, i giovani e le imprese: quali opportunità in cooperativa”, alla quale parteciperanno il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ed il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.



  • Si chiama “Ready, Steady, Coop” ed è una guida offerta da Cooperatives Europe per le startup di tipo cooperativo, che fornisce loro una serie di servizi di mentoring e supporto tecnico per avviare una nuova impresa.
    L’iniziativa rientra all’interno di CoopStarter, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di far conoscere il modello di business cooperativo alle giovani generazioni.

    Per formare una startup non è solo importante avere l’idea giusta, ma ricevere anche i consigli migliori per raggiungere gli obiettivi proposti dal business plan. Per ready steady coopquesto motivo Cooperatives Europe ha deciso di fornire agli aspiranti imprenditori uno strumento di carattere tecnico che li possa aiutare nel momento in cui dovranno prendere delle scelte strategiche fondamentali per il futuro dell’azienda.
    La guida mostra ai giovani cooperatori una serie di best practices e di dati sui singoli paesi che aiutano a capire il contesto economico nel quale gli startupper faranno impresa.
    Ma gli aspetti centrali della guida di Coops Europe sono l’analisi della figura del mentor e l’enunciazione di alcuni consigli per redigere un ottimo business plan.
    Il mentor è un esperto in materia di startup che deve essere necessariamente consultato dall’azienda nascente per svolgere i primi passi. Aiuta i giovani imprenditori a sviluppare la propria idea d’impresa, a ricevere l’adeguato supporto finanziario e a superare tutti gli ostacoli di carattere burocratico.
    La guida di Cooperatives Europe risponde, infine, ai quesiti più diffusi tra gli startupper su come elaborare un business plan che possa portare nel lungo periodo al raggiungimento degli obiettivi prefissati, evitando che anche l’idea più originale possa scontrarsi con l’inadeguatezza della gestione aziendale.
    Per avere ulteriori informazioni potete consultare la guida a questo link.



  • Un altro scandalo colpisce il mondo delle cooperative e la gestione dell’accoglienza dei migranti. La Procura di Cosenza ha chiuso il Centro d’Accoglienza situato in contrada Spineto, nel comune di Aprigliano, e gestito dalla cooperativa Sant’Anna.
    Secondo le accuse della Procura i migranti ospitati nella struttura venivano trattati in condizioni disumane ed erano costretti a vivere in un edificio totalmente fatiscente ed inagibile.

    La struttura in questione è l’ex ristorante “Il Capriolo”, all’interno del quale oltre 60 migranti vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie. Nel registro degli 14112014indagati sono stati iscritti Santo Muraca, proprietario dell’edifico e Carmelo Rota,  presidente della cooperativa Sant’Anna e assessore del Pd nel Comune di Pedace. L’accusa è di concorso in abuso edilizio per aver modificato “abusivamente l’originaria destinazione d’uso dell’edificio, ospitando i migranti senza essersi previamente dotati di un nuovo ‘permesso di costruire’, così da porre in essere l’attività di accoglienza in luogo privo del necessario certificato di agibilità”.
    Purtroppo non è il primo episodio che colpisce le cooperative di tipo B. Lo scandalo Mafia Capitale, per fare un esempio, è solo la punta di un iceberg di un sistema che ha mostrato tutta la sua debolezza e ha consentito ad amministratori pubblici e dirigenti cooperativi di utilizzare la forma giuridica della cooperative per perseguire fini di carattere personale.
    Rinnoviamo ancora una volta l’invito a firmare la proposta di legge dell’Alleanza delle Cooperative contro le false cooperative che stabilisce un rafforzamento dei controlli interni e la cancellazione immediata dall’Albo delle cooperative per chi non si sottopone alle ispezioni delle centrali di rappresentanza e del Mise.
    Potete trovare i banchetti dell’Alleanza in tutta Italia fino al 4 ottobre, termine ultimo per raccogliere le firme e presentare la legge in Parlamento.
    Sul sito stopallefalsecooperative  troverete ulteriori informazioni sull’iniziativa.



  • Il 22 settembre si riunirà a Bologna la Rete europea dei giovani cooperatori, il movimento fondato lo scorso aprile a Parigi che riunisce tutti i giovani imprenditori di tipo cooperativo.
    Bologna rappresenta la seconda tappa di un percorso di contaminazione di idee e di modelli cooperativi, nato con l’intento di creare una visione comune europea su come fare cooperazione in un contesto economico certamente difficile, ma non privo di opportunità.

    La scelta dell’Emilia Romagna come sede dell’incontro non è casuale: le regione italiana è, infatti, la patria della cooperazione non solo su scala nazionale, ma anche a livello continentale.
    OOP! GiovaniNel capoluogo romagnolo si riuniranno 30 cooperatori provenienti da dodici Paesi dell’Unione Europea, ai quali si riuniranno i cooperatori italiani di Generazioni Legacoop, OOP! Giovani e AGCI giovani.
    L’evento inizierà il 22 settembre alle 14:30 presso il Castello di Bentivoglio, sede della Cooperativa Sociale Istituto Ramazzini. Nel corso del pomeriggio verranno affrontati vari temi inerenti al futuro della Rete, provando a definirne l’identità, il tipo di governance da adottare e quali sono gli obiettivi e i prossimi eventi da organizzare nel medio e lungo periodo.
    Condividere le proprie idee e i propri progetti con altri giovani cooperatori provenienti da realtà diverse è una straordinaria opportunità di arricchimento e di maturazione, soprattutto per una realtà come l’Italia che ha bisogno di sviluppare un tessuto imprenditoriale giovane che comporti un effettivo cambio generazionale anche all’interno dei vertici aziendali.
    Ma l’Italia possiede anche tante eccellenze invidiate ed apprezzate dagli altri paesi europei. Due di queste sono Granarolo e Coop Italia, realtà che potranno essere conosciute dai giovani cooperatori nel corso della visita ad Expo che verrà effettuata il 23 settembre e che concluderà la due giorni della Rete europea dei giovani cooperatori in Italia.



  • Un’iniziativa importante, quella organizzata per la giornata di ieri da Federsolidarietà e Confcooperative a Milano Expo 2015. Un workshop dal titolo “Sviluppo locale e legalità”, nel corso del quale si è dibattuto della necessità di un profondo cambiamento della normativa sugli appalti e di una maggiore vigilanza da parte delle coop nei confronti dei propri dirigenti e dei propri associati.

    Tra i contributi più significativi va registrato quello del presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone. Nel suo intervento non risparmia anche critiche al mondo delle cooperative, colpevoli a suo avviso di non avere effettuato una sana autocritica prima che esplodessero alcuni scandali giudiziari.
    «Il mondo della cooperazione è stato spesso utilizzato per fare affari o dalla politica per distribuire posti di lavoro. Non c’era un politico che non avesse la sua cooperativa. Su questo bisogna essere chiari e lo dobbiamo soprattutto per chi fa cooperazione vera. Noi dobbiamo vantarci delle nostro cooperative, ma per farlo dobbiamo avere il coraggio di fare piazza pulita».
    raffaele cantone cooperativePiù volte in questi mesi il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha ribadito la necessità di eliminare il finanziamento (legale) delle coop al mondo della politica. Questo rapporto di tipo lobbistico finisce col creare dei circoli viziosi che sfociano nell’illegalità.
    La cooperazione per ripulire la propria immagine deve effettuare un taglio netto con il passato, intensificando i controlli interni ed eliminando le cosiddette “mele marce”.
    Un altro punto chiave del discorso di Cantone riguarda la normativa sugli appalti e soprattutto l’articolo 5 della legge n.381 dell’8 novembre 1991 sulle cooperative sociali.
    L’articolo in questione stabilisce la possibilità per le amministrazioni di effettuare convenzioni dirette con le cooperative per la fornitura di beni e servizi purché “tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate”.
    In questi anni c’è, però, stato un chiaro abuso di questa deroga che permette di aggirare di fatto la normativa sugli appalti pubblici. La proposta di Cantone a tal proposito di effettuare almeno un confronto competitivo tra i fornitori prima della stipula della convenzione e di eliminare senza sé e senza ma il meccanismo del rinnovo automatico.
    Qui sotto vi proponiamo il video dell’intero intervento di Cantone ad Expo pubblicato sul canale ufficiale YouTube di Federsolidarietà.



  • La nuova legge sull’agricoltura sociale ha provocato reazioni negative da parte di molti esponenti del Terzo Settore. La normativa, oltre ad istituire il concetto di agricoltura sociale, limita di fatto l’attività di quelle cooperative sociali che portano avanti da anni progetti di inserimento lavorativo per soggetti svantaggiati attraverso il lavoro nei campi.

    L’agricoltura sociale nasce proprio all’interno del Terzo Settore per merito di educatori ed altri tipi di operatori sociali che hanno visto nell’agricoltura uno straordinario strumento di inclusione sociale.
    agricoltura socialeLa legge pubblicata in Gazzetta ufficiale l’8 settembre rischia, però, di estromettere molte cooperative, onlus, fondazioni e associazioni che operano da anni in questo settore. A lanciare l’allarme è Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative: «La legge ha il merito di porre attenzione sulla materia, ma occorre rimetterci le mani, perché l’effetto paradossale di questa legge è che, oggi, un agricoltore potrebbe improvvisarsi operatore sociale, insegnante, formatore, pur senza le professionalità ed i requisiti che deve rispettare una cooperativa sociale per aprire un centro diurno, un nido».
    Tra le novità inserite all’interno del decreto c’è, infatti, la possibilità per gli agricoltori di aprire fattorie didattiche, agri-nido e agri-asilo, ovvero attività di tipo formativo per persone svantaggiate.
    Il rischio, secondo Guerini, è di creare formatori ed educatori che non abbiano le dovute competenze.
    L’aspetto paradossale è che viene limitata la possibilità di fare agricoltura sociale per chi già opera in questo settore da parecchi anni.
    Il riferimento è soprattutto alle tantissime cooperative sociali: queste ultime per essere classificate come operatori di agricoltura sociale devono avere l’agricoltura come attività prevalente e se il fatturato agricolo è superiore al 30% sono considerate operatori dell’agricoltura sociale in proporzione corrispondente al  proprio fatturato agricolo.
    Ci sono, dunque, dei requisiti ben precisi che le imprese sociali devono rispettare e che potrebbero limitare fortemente la loro attività.



  • La cooperativa Conserve Italia ha siglato un accordo commerciale con l’azienda Colavita, leader per vendita di olio extravergine italiano negli Stati Uniti, con l’intento di rafforzare la propria presenza sui mercati extra-europei.
    Nello specifico l’alleanza prevede di sfruttare la rete distributiva dell’impresa olivicola per aumentare le esportazioni di pomodoro marchio Cirio negli Usa.

    L’internazionalizzazione è ormai un aspetto fondamentale per qualsiasi tipo di azienda agricola in un mercato sempre più globalizzato e dipendente da macrofattori internazionali. Gli Stati Uniti, in particolare, rappresentano uno sbocco naturale per le nostre imprese, considerata l’elevata domanda di prodotti nostrani.
    ConserveItalia«Attualmente il fatturato di Conserve Italia in Nord America è di circa 1 milione di euro, di cui 500 mila euro legati al brand Cirio, con una crescita del + 50% in due anni. In virtù dell’accordo siglato con Colavita – commenta Cesare Concilio, Direttore Commerciale Estero Conserve Italia – puntiamo a incrementare ulteriormente i nostri ricavi su un mercato come quello americano in cui la domanda di prodotti italiani è altissima, così come di contro è ancora molto forte la diffusione del fenomeno dell’italian sounding».

    Gli Usa sono tra i primi cinque paesi al mondo per importazione di di pomodoro. Le possibilità, dunque, di incrementare la quantità di esportazioni di un prodotto di qualità, come quello a marchio Cirio, sono elevate.
    Colavita possiede negli Stati Uniti due sedi operative, una in New Jersey e l’altra in California, e vende il proprio olio attraversa una fitta rete di broker. Conserve Italia conta di sfruttare la collaborazione commerciale con l’azienda molisana per diventare un punto di riferimento nel mercato del pomodoro.
    La cooperativa romagnola ha già iniziato ad operare in tal senso, invitando nei propri stabilimenti i broker di Colavita. Nel corso della visita all’azienda, sono stati effettuati dei controlli comparativi tra il prodotto Cirio e altri che concorrono sul mercato americano, controlli che hanno evidenziato la migliore qualità del pomodoro italiano rispetto ai concorrenti statunitensi.



  • Si è svolto questa mattina a Cascina Triulza, il padiglione della società civile a Milano Expo 2015, il workshop “Sviluppo locale e legalità” che ha visto intervenire il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, il presidente di Federsolidarietà Giuseppe Guerini ed il presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa Umberto Ranieri.
    Il tema centrale dell’incontro è stato ovviamente quello della legalità alla luce dei recenti scandali che hanno colpito il mondo della cooperazione.

    Cantone ha più volte ribadito in questi mesi la necessità di non confondere la cooperazione malsana con quella che per decenni è stata un esempio di trasparenza e legalità. Per questo motivo è necessario porre i giusti rimedi per evitare che fenomeni quali le cooperative spurie si riproducano sul nostro territorio, ma vengano al contrario estirpati con degli efficaci strumenti legali.
    gardini false cooperativeDa questo punto di vista sarà fondamentale modificare la normativa sugli appalti, limitando gli affidamenti diretti e creando uno strumento giuridico che bilanci le esigenze di discrezionalità e quelle di rispetto di criteri oggettivi.
    Ma non basta intervenire modificando il quadro legislativo, è necessario anche agire all’interno della coop aumentando i controlli. Cantone propone dei meccanismi di premialità per chi opera nel rispetto della legalità e delle sanzioni pesanti per chi esce fuori dai binari della legge.
    “Bisogna ragionare anche si abbasseranno i riflettori” ha rilanciato Cantone per evitare che queste tematiche cadano nell’oblio e si ripropongano di fronte all’ennesimo scandalo giudiziario.

    Un punto di vista condiviso anche dal presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. Il vertice della centrale di rappresentanza delle coop ha parlato di una stagione nuova per il mondo della cooperazione con lo stop dei finanziamenti alla politica e la tolleranza zero verso chi agisce nell’illegalità.
    Va proprio in questa direzione la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative che a breve potrà essere presentata in Parlamento.
    Gardini sente la responsabilità che grava sulle spalle delle coop: “Il clamore per noi è più elevato perché da noi ci si aspetta da più” dice il presidente di Confcooperative.
    La tradizione e la storia del mondo della cooperazione, infatti, parla chiaro, soprattutto in tema di welfare: «Il sistema cooperativo è stato un pezzo fondamentale del welfare – commenta Gardini – ed è stato determinante per la costruzione di un welfare moderno che ha dato risposte».
    La cooperazione deve, dunque, ripartire dal suo bagaglio storico, costituito da trasparenza, legalità ed attività al servizio dei territori: «La cooperazione vive e prospera nella legalità – prosegue Gardini – costruisce un successo ed una risposta ai bisogni dei territori».