Categoria: News

  • Costruire e-commerce condominiali per vendere prodotti locali, artigianali ed etici è possibile grazie a Cooperazione Digitale

    Grazie al supporto di Cooperazione Digitale sarà possibile costruire e-commerce condominiali per vendere prodotti locali, artigianali ed etici.

    Grazie al supporto di Cooperazione Digitale sarà possibile costruire e-commerce condominiali per vendere prodotti locali, artigianali ed etici. Un progetto che intende creare una nuova rete di distribuzione basata sulla tecnologia, sulla sharing economy e sui prodotti solidali.

    Ad esempio, grazie all’installazione di vetrine IoT in condomini delle città di Milano, Torino e Bologna sarà possibile vendere direttamente i prodotti ad alto contenuto etico e artigianale tramite un servizio premium di “supermercati condominiali solidali”. 

    L’obiettivo è realizzare un nuovo modello di disseminazione e vendita dei prodotti ad alto valore etico, che esuli dai tradizionali canali di vendita come la grande distribuzione organizzata. Gli acquirenti avranno la possibilità di acquistare i prodotti attraverso un’app mobile, e prima di procedere all’acquisto sarà possibile visualizzare un video che racconta la storia delle cooperative. Il progetto permetterà dunque alle piccole cooperative sociali di entrare in mercati geograficamente importanti a costi contenuti e di creare un effetto a cascata positivo su lavoro, persone e comunità. 

    Si tratta di un’iniziativa realizzata in rete da Medtraining cooperativa sociale, frequenze Società Cooperativa e Cooperativa Sociale Altereco, ed è tra i progetti ammessi a finanziamento con la prima manifestazione di Cooperazione Digitale.

    Le cooperative e le imprese sociali che hanno voglia di realizzare progetti innovativi, potranno partecipare entro le ore 12:00 del 31 marzo 2023 – alla seconda call da 500mila euro di Cooperazione Digitale.


  • Cirfood District, organizza un convegno sul valore della ristorazione scolastica

    Cirfood District organizza l’evento “Nutrire il futuro. dare valore al cibo nella nuova scuola”.

    “Nutrire il futuro. Dare valore al cibo nella nuova scuola” è l’evento organizzato da Cirfood District, che si terrà il 31 marzo a Reggio Emilia dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

    L’evento nasce con l’obiettivo di ridare valore alla ristorazione scolastica come fattore strategico per le politiche pubbliche. 

    Si parlerà della fase di ripensamento e riprogettazione che la scuola sta vivendo anche grazie al fondi dedicati al PNRR e dell’importanza del pasto a scuola che oltre ad aiutare i più piccoli a conoscere nuovi sapori e sani stili di vita, spesso si rivela un momento di socializzazione e di confronto sui temi cruciali dell’educazione alimentare, della sostenibilità, del benessere, dell’inclusività e dell’accoglienza.

    Durante la giornata interverranno Paola Cavazzoni, pedagogista della Fondazione Reggio Children; Luca Brambilla, national key account director Ristorazione Scolastica di Cirfood; Raffaella Curioni, assessore all’Educazione del Comune di Reggio Emilia; Paola Frassinetti, sottosegretario al ministero dell’Istruzione; Chiara Nasi, presidente Cirfood.

    Educare al futuro, stimolando il dibattito, è la giusta strada per concepire la ristorazione scolastica non solo su base puramente economica ma come uno spazio-tempo fondamentale nella formazione di una cittadinanza attiva nel contesto di una comunità educante. 


  • Pubblicato il bando europeo Sustainable Blu Economy Partnership

    Il ministero delle imprese e del Made in Italy ha pubblicato il bando europeo Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP).

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso pubblico, tramite un comunicato pubblicato sul sito, il bando europeo Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP).

    Le imprese e i soggetti interessati che intendono aderire all’iniziativa potranno presentare domanda entro le ore 15:00 del giorno 14 aprile 2023 per la fase pre proposal ed entro le ore 15:00 del 13 settembre per la fase full proposal. Per facilitare la partecipazione delle imprese italiane il 24 marzo è in programma un webinar informativo durante il quale verrà presentato il bando e saranno illustrate le modalità operative della misura.

    Cos’è SBEP e a chi si rivolge

    Sustainable Blue Economy Partnership è una partnership europea co-finanziata del programma Horizon Europe che ha lo scopo di sostenere progetti di ricerca e innovazione volti a guidare e supportare la transizione verso un’economia blu resiliente e sostenibile, con particolare riguardo alla tutela dei mari, degli oceani, della biodiversità e dello sfruttamento delle risorse ambientali marine.

    L’iniziativa si rivolge in particolar modo alle imprese che esercitano attività di trasporto o industriali; alle imprese agroindustriali e ai centri di ricerca. I soggetti in questione hanno la possibilità di presentare progetti anche in collaborazione tra di loro, da realizzare tramite il contratto di rete, il consorzio o l’accordo partenariato

    Per il 2023 stanziati 10 milioni di euro.

    La novità riguardante il 2023 è che il Ministero delle Imprese ha stanziato 10 milioni di euro di risorse PNRR da destinare al cofinanziamento delle imprese italiane che verranno selezionate dal bando transizionale. Inoltre il 40% della dotazionesarà riversata al Mezzogiorno.


  • Le cooperative svolgono un ruolo attivo sul territorio e contrastano le disuguaglianze sociali

    Area studi Legacoop e Ipsos hanno condotto il Report FragilItalia ” le cooperative e il loro valore per la società”

    Dal Report FragilItalia “Le cooperative e il loro valore per la società” condotto dall’ Area studi Legacoop e Ipsos, è emerso che le cooperative con il loro modo di operare, danno molte più possibilità alla comunità di realizzarsi rispetto alle imprese di capitale e svolgono un ruolo positivo sul territorio in quanto tutelano le fasce più deboli, contrastano le disuguaglianze sociali e creano opportunità lavorative per i giovani.

    Di questi tempi, in una situazione caratterizzata dalla crisi e dalla pandemia, le disuguaglianze sociali prendono sempre di più il sopravvento, dando il via ad una società in cui si è sempre di più concentrati su se stessi e con poco tempo da dedicare agli altri.

    Il Report analizza e integra i dati di una precedente analisi, realizzata lo scorso autunno, ed evidenzia il bisogno di realizzare nuove forme di mutualismo e di collaborazione tra le persone, principi da sempre alla base dell’ esperienza cooperative. 

    Un dato che trova conferma nell’analisi più recente, secondo cui il 71% degli intervistati (con punte di oltre l’80% tra gli over 65, del 75% al Sud e nel ceto medio basso) ritiene che le cooperative siano più importanti delle imprese di capitali per un efficace contrasto alle disuguaglianze sociali. 

    Indicative, in questo senso, le caratteristiche identitarie che vengono attribuite in maniera preponderante alle cooperative rispetto alle imprese di capitali: onestà, equità, giustizia, armonia si collocano al 70% per le cooperative, rispetto a valori che oscillano tra il 30% e il 35% per le imprese di capitali. Inoltre, la percentuale complessiva di chi ritiene che le imprese cooperative rappresentino un modello di economia giusta, pari al 47% (con punte del 55% al Sud e del 53% nella fascia 18-30 anni) è superiore a quella di chi esprime un giudizio totalmente (13%) o parzialmente (31%) opposto, mentre il 10% non si pronuncia.

    Quali sono gli aspetti che caratterizzano le imprese cooperative?

    Le cooperative nascono con l’obiettivo di ridurre i divari  e promuovere un’innovazione che sia inclusiva; di soddisfare i bisogni delle comunità in cui operano e perseguire degli obiettivi sociali creando un valore aggiunto al territorio. Nelle cooperative vige il principio della partecipazione attiva dei soci che assicura che le scelte siano fatte in modo democratico, rappresentando bisogni ed esigenze di chi fa parte della compagine sociale. Sono autonome e per tale ragione possono prendere decisioni in base ai loro obiettivi e alle esigenze dei soci. Altro punto cardine è quello della solidarietà tra i soci, che aiutandosi a vicenda e lavorando insieme creano un’impresa di successo. Inoltre le cooperative investono nella  formazione e nello sviluppo dei propri soci.  Tutti punti che si rivelano vantaggiosi soprattutto per i giovani con un grande spirito imprenditoriale e che si ritrovano molto spesso con scarse possibilità di investire e realizzare i propri sogni.

    L’intervento del Presidente Simone Gamberini

    Simone Gamberini, presidente Legacoop, ha commentato: “Crisi, pandemia, guerra e inflazione: non è sorprendente che oggi le persone chiedano stabilità e benessere. Monitoriamo sistematicamente la percezione che il Paese ha delle nostre organizzazioni, ma pure dei nostri princìpi e valori. Una volta questa nostra attenzione era dovuta, come molti, alla cura ‘reputazionale’, oggi indica ben altro: gli ultimi quindici anni, con l’ampliarsi di disuguaglianze e fratture sociali, hanno affermato l’esigenza di un’economia più giusta e attenta alle persone e alle comunità, non solo al lucro. La cooperazione, e il suo spirito mutualistico, è associata sempre più a un modello di sviluppo sostenibile e umano. Giovani, donne, lavoro, territorio: le nostre imprese operano ogni giorno per ridurre i divari e promuovere innovazione inclusiva. Per questo siamo certi di essere, a pieno titolo, in sintonia con un sempre più ampio bisogno di economia sociale.”

    Gli aspetti su cui le cooperative sono concretamente attivi secondo il Report

    Ma quali sono gli aspetti che qualificano il ruolo delle cooperative a livello di territorio, ovvero delle comunità in cui sono concretamente attive?

    Il 33% degli intervistati  ha indicato l’impegno a tutelare le fasce più deboli (il 43% nella fascia 18-30 anni), il 29% la creazione di opportunità per i giovani, il 27% la capacità di offrire lavoro regolare (il 33% nelle Isole), il 25% la spinta a rendere il mercato più giusto (29% nella fascia 18-30 anni). Specularmente, gli intervistati valutano che se non fossero presenti le cooperative il territorio sarebbe meno ricco (65%), meno dinamico e con meno opportunità di lavoro (58%) e con più disuguaglianze sociali (52%).

    Infine nel sondaggio è stato chiesto agli intervistati di individuare, su una scala da 1 a 10, quanto siano importanti una serie di comportamenti che le imprese dovrebbero adottare per far in modo che l’economia futura assuma delle connotazioni migliori rispetto a quelle attuali.
    Considerando i voti da 6 a 10, al primo posto risultano, ex aequo, il benessere lavorativo e l’attenzione alle personee non solo ai profitti (89%), seguiti dal rispetto e tutela dei valori etico-sociali e dal sostegno e alleanza tra imprese (entrambi all’87%). All’86% si collocano lo sviluppo economico con obiettivi collettivi, il coinvolgimento attivo dei lavoratori nella vita dell’impresa, le minori differenze di stipendio tra manager e lavoratori.


  • RESPIRA parteciperà alla prima edizione di K.E.Y-The Energy transition

    RESPIRA parteciperà alla prima edizione di K.E.Y. The Energy transition che si terrà a Rimini dal 22 al 24 marzo.

    La piattaforma RESPIRA.coop istituita da Coopfond, Legacoop Nazionale, Banca Etica ed Ecomill, per favorire la promozione di comunità energetiche (CER) parteciperà alla prima edizione di K.E.Y – The Energy transition, la fiera delle rinnovabili, che si terrà a Rimini dal 22 al 24 marzo. 

    L’appuntamento è dedicato alla principale sfida del futuro, ovvero far in modo che nel 2030 il 72% della generazione di energia elettrica provenga da fonti rinnovabile.

    Per l’occasione RESPIRA avrà a disposizione lo stand numero 005 all’interno del padiglione B3.

    Per la piattaforma finalizzata alla nascita di CER sarà un’occasione importante per farsi conoscere, attivare nuovi contatti e ricevere stimoli importanti. K.EY vuole essere, infatti, anche hub di riferimento culturale, scientifico e tecnico e community catalyst in grado di connettere e far comunicare fra loro stakeholders, player e protagonisti del mondo delle rinnovabili. 

    Nel corso della manifestazione, i quattro promotori che hanno dato vita alla piattaforma Respira hanno programmato una riunione con tutti i partner che si sono aggregati attorno al progetto. Inoltre l’incontro sarà occasione di confronto per fare il punto sui risultati raggiunti a sei mesi esatti dal lancio dell’iniziativa che ha già decine di richieste e proposte per attivare CER in forma cooperativa, con l’obiettivo di definire la strategia per i prossimi 12 mesi di attività.

    I partner di RESPIRA sono in grado di guidare cittadini ed imprese attraverso tutte le fasi del processo di costruzione ed avvio di una comunità energetica rinnovabile. Un team di esperti è, infatti, a disposizione nelle varie aree coinvolte:

    Legacoop supporta i proponenti nell’adempimento degli aspetti normativi e statutari necessari alla costituzione di una CER in forma cooperativa;

    Coopfond offre finanziamenti in forma di equity;

    Ecomill mette a disposizione la propria piattaforma di crowdinvesting per una raccolta di equity partecipato tra cittadini e soci di cooperative;

    Banca Etica mette a disposizione prestiti e altri strumenti finanziari e di bancassicurazione per la realizzazione dei progetti idonei;

    le ESCo (Energy Service Company) partner di RESPIRA si occupano degli aspetti tecnici, dallo studio di fattibilità alla definizione delle migliori scelte impiantistiche.

    Nella giornata del 22 marzo, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, con la partecipazione di Partner respira, si terrà un Focus group su CER in forma cooperativa, in cui tre gruppi di lavoro tematici si confronteranno separatamente su possibili modelli di realizzazione di CER in forma cooperativa (Enti Locali, cooperative di abitanti, cooperative sociali).


  • Incendio ai danni della cooperativa calabrese CPL Polistena: Legacoop Produzione e Servizi condanna l’accaduto

    Un rogo di matrice dolosa ha distrutto un bagno chimico e danneggiato una struttura adibita a box ufficio dell’impresa cooperativa CPL Polistena

    Nella serata di mercoledì 15 marzo è divampato un incendio all’interno del cantiere dei lavori per la realizzazione del progetto “Borgo dei Carafa Wedding & Conference Destination”, nel centro storico della cittadina di Roccella Jonica.  

    Il rogo, di matrice dolosa, ha distrutto un bagno chimico e danneggiato una struttura adibita a box ufficio di proprietà dell’impresa aggiudicataria dei lavori. 

    Sul caso stanno indagando i Carabinieri affinché vengano individuati i responsabili.

    I lavori per la realizzazione del progetto, finanziati con il Fondo di sviluppo e coesione 2000/2006 nell’ambito del bando “APQ Borghi ed Ospitalità – Progetti di valorizzazione dei Borghi della Calabria”, che mira a valorizzare e promuovere in un’ ottica di nuove strategie turistiche i borghi della Calabria, sono stati promossi dal Comune di Roccella Jonica al Consorzio Conscoop che li ha affidati alla cooperativa calabrese CPL Polistena di San Giorgio Morgeto e Cooper.Po.Ro. Edile di Rombiolo. 

    Legacoop Produzione e Servizi ha condannato il vile gesto e si è schierata al fianco di una realtà sana come quella rappresentata dalla cooperativa calabrese CPL Polistena e Cooper.Po.Ro, impegnate da anni ad arginare e ad opporsi alla criminalità organizzata e che rappresentano un baluardo di lavoro e legalità, in una terra molto spesso segnata da questi tristi accadimenti.

    Anche noi di Cooperative Italia intendiamo esprimere tutta la nostra vicinanza alla cooperativa CPL Polistena e siamo certi che non sarà tale intimidazione a fermare il loro lavoro.


  • Crisi settore ristorazione collettiva: Legacoop Produzione e Servizi chiede incontro con il Governo

    Legacoop Produzione e Servizi, denuncia la gravissima condizione dell’intero settore della ristorazione collettiva.

    Legacoop Produzione e Servizi, denuncia la gravissima condizione dell’intero settore della ristorazione collettiva, che ormai da tempo, segnato dalla pandemia e dall’aumento dei costi, si trova a dover fronteggiare da sole e a proprie spese la crisi che sta segnando il nostro Paese.

    Le imprese della ristorazione collettiva, pur di perseguire i loro obiettivi e di garantire un pasto a tutti i cittadini che ne hanno bisogno, continuano a garantire i propri servizi. 

    Operato che grava direttamente sulle casse delle imprese.

    Per far fronte a questa situazione le imprese cooperative di ristorazione aderenti a Legacoop, insieme alle altre sigle di rappresentanza del settore, parteciperanno alla mobilitazione straordinaria che si terrà giovedì 23 marzo a Roma. 

    Legacoop Produzione e Servizi ha dichiarato: “È doveroso informare l’opinione pubblica e  i tantissimi utenti/cittadini e le loro famiglie che, senza misure urgenti che riconoscano l’adeguamento dei costi nei contratti in essere e in quelli a venire con le committenze pubbliche, si potrebbe assistere a una generalizzata riduzione delle prestazioni a discapito di pazienti, studenti e lavoratori. Aderiamo, quindi, alla mobilitazione del settore per chiedere, come già fatto in tutte le sedi istituzionali, che anche per la ristorazione collettiva, così come per l’intero settore dei Servizi, venga consentito ciò che oggi è giustamente possibile per il settore dei Lavori, ovvero: l’adeguamento agli indici Istat dei prezzi dei contratti. Chiediamo pertanto un incontro urgente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Governo per l’apertura di un immediato tavolo di crisi del settore”.
    Una situazione, che nel totale disinteresse dei decisori pubblici, sta mettendo a rischio molti posti di lavoro e un intero settore, che distribuisce 1,3 milioni di pasti all’anno e impiega quasi 150.000 addetti e su cui ricade tutti i giorni la responsabilità di nutrire in modo sano e corretto studenti, pazienti degli ospedali e lavoratori.


  • Google al fianco delle imprese e delle cooperative nel supportare una trasformazione digitale a favore del paese

    Google supporta le organizzazioni cooperative nell’attuare una trasformazione digitale a favore del territorio italiano

    Unioncamere supportata da Google.org, dal 2014,offre una formazione gratuita a tutti i lavoratori che hanno voglia di accrescere le proprie competenze in campo digitale, affinché possano cogliere al meglio le opportunità che il web può offrire. Infatti, da molto tempo, uno degli obiettivi principali di Google è di impegnarsi nel supportare la trasformazione digitale di imprese e organizzazioni attive nel territorio Italiano.

    A tal proposito Google ha annunciato un finanziamento da 1,4 milioni di euro a Unioncamere per lanciare la nuova edizione del programma “Eccellenze in Digitale” e ha presentato i primi risultati ottenuti dal progetto Cooperazione Digitale avviato da Alleanza Cooperativa supportato da Google.org. 

    Il presidente di Alleanza Cooperativa italiana, Maurizio Gardini, commentando la prima edizione di Cooperazione Digitale, ha dichiarato «La sfida della digitalizzazione non va intesa solo come processo di modernizzazione, ma deve assumere il valore di un’innovazione responsabile orientata a un’economia delle persone, volta a far crescere il Bes oltre che il Pil su cui convergono le visioni di Google e Alleanza Cooperative. Lo scorso dicembre si è chiusa la prima manifestazione di interesse, con un budget di un milione di euro, e sono stati raggiunti risultati eccezionali in termini di coinvolgimento delle imprese e di progettualità presentate: 75 progetti di trasformazione digitale realizzati, di cui 57 in forma singola e 18 di rete, con 136 imprese coinvolte e oltre 20.000 beneficiari diretti tra soci e dipendenti».

    L’obiettivo che Google si è prefissato negli ultimi anni è quello di supportare le organizzazioni cooperative, convinti del fatto che queste possano giocare un ruolo di primaria importanza nel supportare una trasformazione, sostenibile ed inclusiva, a favore del Paese.

    Il progetto pluriennale “Cooperazione Digitale”, realizzato nel 2022 da Alleanze Cooperative italiane con il supporto di Google.org (la divisione filantropica di Google), mira a far cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale e usufruire dei servizi di innovazione digitale. 

    L’iniziativa da 3,5 milioni di euro si propone anche di rafforzare l’ecosistema dell’imprenditoria cooperativa e no profit ad alta tecnologia.

    I fondi, la selezione delle imprese e l’accompagnamento dei progetti sono gestiti dall’Associazione Economia Sociale Digitale, un apposito Hub costituito da Alleanza delle Cooperative Italiane e partecipato anche dalla Fondazione PICO, il Digital Innovation Hub di Legacoop Nazionale,  che promuove la crescita e lo sviluppo delle cooperative attraverso progetti, attività o servizi per la transizione e l’innovazione digitale 

    Ad oggi il progetto ha visto il coinvolgimento di 136 imprese cooperative, tra realtà fortementi radicate sul territorio e organizzazioni che si impegnano nella valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, che grazie alla messa in atto di questo modello hanno avuto modo di far evolvere il  proprio modello imprenditoriale e creare nuove opportunità di business.

    Per partecipare alla seconda manifestazione d’interesse che ha un budget di 500.000 euro è possibile presentare la propria idea entro le ore 12:00 del 31 marzo 2023.

    Melissa Ferretti Peretti, Vice President e Country Manager di Google in Italia, ha dichiarato: “L’impegno di Google per sostenere la trasformazione digitale in Italia continua da diversi anni e oggi siamo felici di compiere un ulteriore passo avanti in questa direzione. Con la nuova edizione del programma “Eccellenze in Digitale” con Unioncamere e con i primi risultati del progetto “Cooperazione Digitale” con Alleanza delle Cooperative Italiane vogliamo continuare a essere al fianco delle persone, delle imprese e delle organizzazioni cooperative del Paese, con l’obiettivo di favorire con il processo di digitalizzazione la crescita delle loro attività e, di conseguenza, dell’intera economia italiana.” 

    La trasformazione digitale di imprese e organizzazioni è sempre più tangibile e grazie a Google che fornisce loro gli strumenti giusti, potranno operare sempre di più in modo efficiente, creando rete e rendendo il web un posto accessibile a tutti e capace di sviluppare nuovi mercati e sostenere il cambiamento delle imprese.


  • Agroalimentare: patto tra governo e cooperazione per salvaguardare le eccellenze del Made in Italy

    il presidente Gardini incontra il ministro Francesco Lollobrigida per discutere sulla questione del Made in Italy

    Si è tenuto giovedì 16 marzo l’incontro tra Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative.

    Gardini durante l’incontro ha sottolineato la necessità di “Un patto tra governo e cooperazione agroalimentare per salvaguardare le eccellenze del Made in Italy di cui le cooperative rappresentano 1/4 del valore”. Le cooperative, in italia, realizzano il 60% della produzione vitivinicola, il 70% di quella lattiero casearia, oltre il 40% di quella ortofrutticola e il 60% dell’avicunicola.

    Secondo Gardini, “è impensabile competere nello stesso mercato con regole diverse”, citando i sei ‘tarli’ che erodono la competitività di un comparto che incide sul Pil per il 15%. A partire dal dumping e dal lavoro nero, alla spirale inflattiva dei costi dell’energia e delle materie prime. Si aggiungono poi il mismatch della mancanza di figure professionali e la Farm to Fork e le normative comunitarie in materia di sostenibilità. C’è poi il nutriscore che banalizza e penalizza la dieta mediterranea e per finire l’Italian sounding che pesa per oltre 100 miliardi di euro, vale a dire il doppio dell’ export.

    Altro tema emerso durante l’incontro riguarda la manodopera e secondo Gardini “il ripristino dei voucher è una misura adottata dal governo che va nella giusta direzione; le nostre cooperative danno lavoro a 530 mila persone e potrebbero assumerne altre 25 mila, ma mancano molte figure professionali adeguate. Solo nell’agricoltura – ha concluso – alle nostre cooperative, che danno lavoro a 74 mila persone, mancano oltre 2.500 lavoratori tra raccoglitori semplici e qualificati”.

    Altro tema emerso durante l’incontro riguarda la manodopera e secondo Gardini “il ripristino dei voucher è una misura adottata dal governo che va nella giusta direzione; le nostre cooperative danno lavoro a 530 mila persone e potrebbero assumerne altre 25 mila, ma mancano molte figure professionali adeguate. Solo nell’agricoltura – ha concluso – alle nostre cooperative, che danno lavoro a 74 mila persone, mancano oltre 2.500 lavoratori tra raccoglitori semplici e qualificati”.

    Piccinini: orientare le risorse pubbliche destinate al settore agroalimentare a quelle realtà che investono sull’Italia

    A prendere parte all’incontro anche il presidente di Confcooperative  FedAgriPesca Carlo Piccinini.  «Fino a poco tempo fa – ha sottolineato il presidente – la preoccupazione principale delle cooperative era valorizzare il prodotto dei propri soci e competere sul mercato: oggi invece si è aggiunto anche il problema di produrre e commercializzare facendo fronte a crescenti difficoltà derivanti da scelte politiche comunitarie sull’alimentare e sulla pesca a dir poco ideologizzate. Rischiamo di non riuscire più ad assolvere alla nostra mission di promozione dello sviluppo economico e sociale specie nelle aree più marginali del paese».

    Il presidente Piccinini ha inoltre rivolto un appello al Ministro :«si faccia promotore di una posizione fortemente critica nei confronti delle ultime proposte normative della Commissione Europea in materia di riduzione dei fitosanitari e di riduzione degli imballaggi in plastica, così come quelle che tendono a penalizzare le filiere del vino e della carne, senza fare distinzione tra l’uso moderato e l’abuso di prodotti considerati dannosi per la salute. Il ministero della Sovranità alimentare – ha aggiunto Piccinini – è chiamato a tutelare con forza e decisione il nostro sistema agroalimentare da tutte quelle iniziative che prescindono da approfonditi studi di impatto sul sistema produttivo e che, senza tener conto del quadro di crescente difficoltà in cui le nostre aziende si trovano ad operare, rischiano di avere conseguenze incalcolabili sulla sicurezza degli approvvigionamenti».

    Il presidente Piccinini ha quindi avanzato al Ministro Lollobrigida una proposta finalizzata ad orientare le risorse pubbliche destinate al settore agroalimentare a quelle specifiche realtà produttive che investono sull’Italia, generano indotto locale e vendono prodotti frutto di una filiera davvero tutta italiana. «A nostro avviso – ha spiegato il presidente – è auspicabile che almeno le risorse di competenza del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste vadano di fatto a premiare chi può fregiarsi del brand Made in Italy, sfruttando gli strumenti di tracciabilità ad oggi disponibili per ascrivere il made in Italy ai soli processi produttivi in cui l’origine italiana dei fattori della produzione sia garantita e certificata, a partire dalla materia prima fino ad arrivare alla trasformazione». Una rivendicazione, quella avanzata dalla cooperazione, che si fonda proprio «sulla rilevanza e sul ruolo che le cooperative rivestono nella costruzione e preservazione del patrimonio culturale ed economico del Paese».

    Per il presidente Piccinini «un concetto così rilevante per la nostra economia e così prezioso per il tessuto agroalimentare italiano deve necessariamente essere valorizzato e assistito da interventi di politica economica destinati a chi può realmente fregiarsi del brand Made in Italy».


  • Legacoop aderisce alla Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

    Legacoop nazionale aderisce alla ventottesima Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

    Simone Gamberini conferma, anche quest’anno, l’adesione di Legacoop nazionale alla Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebra ogni anno il 21 marzo. Il presidente di Legacoop lo ha reso noto in una lettera inviata a Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera.

    La Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, riconosciuta ufficialmente dallo stato attraverso la legge n.20 dell’8 marzo 2017, è giunta alla sua ventottesima edizione. Quest’anno la manifestazione si svolgerà a Milano nei giorni 20 e 21 marzo. Durante le due giornate si terranno seminari di approfondimento, proiezioni e iniziative culturali dedicati a scuole e gruppi.

    Legacoop ha avviato da tempo una collaborazione con Libera che si è tradotta, in particolare, in un forte sostegno alle attività di recupero e di gestione di beni confiscati alla mafia, anche attraverso la costituzione dell’Associazione “Cooperare con Libera Terra”. 

    “Condividiamo perciò con convinzione – sottolinea il Presidente di Legacoop – il significato di questa iniziativa che ogni anno richiama l’esigenza di un impegno partecipato e condiviso nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Un senso ben sintetizzato dallo slogan scelto per questa edizione, ‘È possibile’, pienamente coerente con lo spirito che anima l’esperienza cooperativa, dove la partecipazione attiva e la responsabilità condivisa delle persone sono la chiave per costruire risposte ad esigenze concrete di miglioramento delle condizioni di una comunità”.    “È importante ribadire, tutti insieme – conclude Gamberini – l’importanza che le persone continuino a far sentire la loro voce perché resti alta l’attenzione sulle mafie, rafforzando e migliorando gli strumenti legislativi di contrasto, e per far crescere sempre più la cultura della legalità e del rispetto dei diritti”.


  • Eleonora Vanni: prossimità, universalismo e inclusività valori su cui deve fondarsi il welfare e che devono tradursi in azioni concrete

    Eleonora Vanni interviene all’evento organizzato dal Forum Terzo Settore. Il welfare deve basarsi su alcuni valori fondamentali che devono trasformarsi in azione.

    Mercoledì 15 marzo si è tenuto presso la Sala Capitolare del Senato l’evento “Verso un nuovo sistema di welfare”, organizzato dal Forum Terzo Settore. All’evento ha partecipato anche Eleonora Vanni, presidente di Legacoopsociali e vicepresidente di Legacoop nazionale che ha dichiarato: “Il welfare che si sta costruendo deve basarsi su alcuni valori fondanti: la prossimità, l’universalismo, l’inclusività. Però non bastano le leggi e le dichiarazioni, il tema centrale è come questi valori diventano azioni, quali azioni sono in grado poi di renderli concreti“.

    “Prendo ad esempio l’inclusività”, ha continuato Vanni: “C’è il tema della partecipazione, qualsiasi iniziativa per migliorare il welfare deve essere presa con il coinvolgimento diretto delle persone interessate, integrando le risorse a disposizione. E inclusività significa anche mettere a sistema tutti gli attori della filiera del welfare, per coprogrammare e coprogettare, mettendo da parte la logica secondo cui lo Stato può conoscere le esigenze dei cittadini e del tessuto sociale senza interpellarli“.

    Ad intervenire anche la portavoce del Forum per il Terzo settore, Vanessa Pallucchi,  “per realizzare un nuovo welfare che garantisca gli stessi diritti su ogni territorio, definire i Livelli essenziali delle prestazioni sociali è condizione necessaria, ma non sufficiente: occorre anche prevedere adeguati finanziamenti e mettere gli enti locali nella condizione di rendere i Leps esigibili in tutto il Paese. Ecco perché chiediamo che nei futuri provvedimenti, Governo e Parlamento si impegnino per un massiccio investimento nel sociale, rafforzando in particolare la rete socio-sanitaria e avvalendosi delle competenze e della visione del Terzo settore. Solo in questo modo si può invertire il processo di impoverimento del welfare cui stiamo assistendo da anni, anche a causa della pandemia, e contrastare il drammatico aumento di disuguaglianze e divari territoriali”.



  • «La riforma fiscale è indispensabile per il Paese e le imprese, ridurre la complessità e l’incertezza giuridica dell’ordinamento tributario è un passaggio obbligato per la modernizzazione del nostro paese e per creare un rapporto di fiducia tra erario e contribuenti». Così il presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Maurizio Gardini, intervenendo a palazzo Chigi, anche a nome dei copresidenti Gamberini e Schiavone, al tavolo di confronto con il governo sulla riforma fiscale.

    Tra le priorità indicate da Gardini vi è la riduzione del carico fiscale sul costo del lavoro, il contrasto all’evasione, il riconoscimento fiscale dell’economia sociale, una fiscalità dedicata per le cooperative di comunità e una disciplina della fiscalità agricola compatibile con le nuove sfide sul fronte della sostenibilità.

    «Condividiamo – ha sottolineato il presidente Gardini – il progetto di riforma che fissi in norme destinate a durare nel tempo e coordinate sistematicamente i principi generali di civiltà giuridica dell’imposizione e apprezziamo che la bozza di delega rinnovi l’impegno per contrastare l’evasione fiscale».

    L’Alleanza delle Cooperative è tornata a chiedere una più intensa e decisa riduzione della tassazione sul lavoro e del cuneo fiscale e un intervento sul trattamento tributario della cooperazione agricola che tenga conto delle sfide che il settore è chiamato ad affrontare sul tema della sostenibilità.

    La bozza di riforma propone anche una delega per il riordino degli incentivi fiscali alle imprese. Sotto questo profilo l’Alleanza propone che il riordino degli incentivi fiscali rilanci la centralità di quegli istituti per cui esiste – contestualmente – la giustificazione sistematica interna al sistema tributario, la promozione costituzionale e la compatibilità comunitaria.

    «L’attenzione dell’Alleanza è stata rivolta anche all’economia sociale “per tutti i soggetti di questo mondo (associazioni, fondazioni, cooperative, mutue) e non soltanto di quelli che si occupano di determinate attività, occorre riconoscere anche sul piano tributario la loro specialità, alla stregua di quanto promosso dal diritto UE e dall’evoluzione degli ordinamenti dei Paesi membri. È poi indispensabile che si introduca un sostegno agli investimenti nel patrimonio “indivisibile” di tutti i soggetti dell’economia sociale attraverso un incentivo generale all’investimento nel patrimonio degli enti in forma societaria strutturalmente “non lucrativi».

    Sulle cooperative di comunità – l’Alleanza propone l’applicazione integrale delle esenzioni sugli utili messi a riserva indivisibile e l’estensione delle agevolazioni agli investimenti nel capitale già previsti per le società start up innovative. No, infine, all’ennesima “riforma della riforma” della fiscalità degli enti del terzo settore non commerciali, come adombrano alcuni criteri direttivi contenuti nella proposta.