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  • Vinitaly, Gardini concorda con la Premier Meloni: respingere la demonizzazione del Made in Italy agroalimentare proveniente dall’Europa

    Maurizio Gardini concorda con la Premier Meloni riguardo alla necessità di respingere la demonizzazione del Made in Italy agroalimentare proveniente dall’Europa

    L’agricoltura italiana e il settore vitivinicolo cooperativo stanno riscontrando molto successo grazie alla loro attenzione alla sostenibilità e alla loro importante posizione nel mercato globale. Nonostante tutto è fondamentale mantenere l’attenzione sulla protezione dell’agroalimentare Made in Italy, per garantire che i prodotti italiani siano riconosciuti per la loro qualità e la loro autenticità in tutto il mondo.

    Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, concordando con quanto detto dalla Premier Meloni in visita al Vinitaly, ha dichiarato: «Siamo pienamente d’accordo con la premier Giorgia Meloni. Respingiamo con forza ogni forma di demonizzazione del nostro agroalimentare Made in Italy che arriva dall’Europa. La filiera vitivinicola cooperativa è tre volte italiana: per prodotto, produttori e territorio. Le eccellenze dei vini delle nostre regioni sono un volano di economia e di sviluppo, di cura e manutenzione dei paesaggi e del suolo, ma non solo. Esprimono un valore culturale, identitario ricercato nel mondo che fa del nostro vino uno degli alfieri dei prodotti di punta dell’agroalimentari del Belpaese. Non è un caso che assieme ai formaggi sia tra i principali prodotti vittime dell’Italian Sounding».

    Il presidente Gardini sostiene che gli investimenti nel settore vitivinicolo hanno raggiunto grandi traguardi, che hanno portato ad un aumento del fatturato e dell’occupazione, generando un indotto che supera le 400 mila persone. 

    Inoltre, Gardini ha affermato che in tema di sostenibilità, le cantine cooperative sono impegnate verso un’economia sempre più sostenibile e green, con investimenti che superano i 700 milioni di euro negli ultimi 10 anni e di cui 110 milioni sono stati investiti nell’ultimo anno, consolidando sempre di più quello che è un passaggio effettivo verso una necessaria transizione ecologica. Inoltre, le cantine si stanno impegnando sempre di più nell’intraprendere iniziative riconducibili alle principali tematiche dello sviluppo sostenibile.

    Infine, il presidente di Confcooperative ha criticato le normative comunitarie in materia di sostenibilità per le imprese, affermando che l’Europa continua ad importare prodotti agricoli provenienti da paesi in cui si utilizzano prodotti chimici vietati in Italia e in Europa da decenni. 



  • Giappone chiama Italia. Buone notizie per la vendita di vini italiani nel Sol Levante, dove hanno registrato una crescita in volume del 28,6% nel 2022, attestandosi a 200 milioni di euro (dato Ismea). Un successo trainato in particolare da una crescente richiesta da parte del mercato nipponico di vini “sostenibili”, siano essi biologici oppure con packaging leggeri e facilmente riciclabili.

    Lo rende noto l’Alleanza Cooperative Agroalimentare a seguito di una rilevazione interna con le sue associate particolarmente impegnate nella vendita sui mercati esteri. L’incremento a due cifre delle vendite di vino è dovuto in particolar modo alla fine delle chiusure dovute alla pandemia. Finalmente le persone hanno iniziato a consumare di più, uscire di casa e riscoprire la socialità. Sono state riaperte le frontiere: prima il Giappone era chiuso all’ingresso degli stranieri, oggi invece c’è un forte aumento di visitatori in un paese dalla grande vocazione turistica.

    Ma la novità più importante che emerge dalle rilevazioni fatte dalle cantine di Alleanza è la grande richiesta di vini biologici e di vini sostenibili con un packaging leggero. I giapponesi apprezzano il vino in lattina e in particolare il vino in tetrapak in confezioni da mezzo litro, materiale al quale guardano molto positivamente perché si tratta di un materiale facilmente riciclabile. Nel Paese dei crisantemi è molto importante un concetto di sostenibilità piena

    La preferenza per il packaging da mezzo litro è anche dovuta al fatto che scegliere vino nelle classiche bottiglie di vetro sia assai più costoso, perché in Giappone le procedure di smaltimento dei rifiuti sono molto rigorose e il cittadino deve corrispondere un contributo a seconda del peso dei propri sacchetti di rifiuti. Dal momento che il tetrapak è compostabile e occupa pochissimo spazio, il problema si risolve con tre “e”: in modo ecologico, economico ed elegante, offrendo prodotti di qualità in confezioni dall’aspetto degno della loro storia.

    Cooperative campione di export

    Da una recente indagine sul grado di internazionalizzazione delle cooperative vitivinicole realizzata da Ismea per Alleanza delle cooperative, il fatturato generato dall’export delle cantine aderenti ad Alleanza cooperative tra il 2010 e il 2022 ha registrato una crescita del 130%, con un trend superiore all’andamento delle esportazioni nazionali di vino che nello stesso periodo sono cresciute del 101%.

    La cooperazione vitivinicola di Alleanza

    Alle tre centrali di Alleanza cooperative aderiscono 379 cantine con oltre 110mila soci, una produzione pari al 58% del vino italiano, un giro d’affari di 4,8 miliardi di euro, il 40% del totale del fatturato del vino nazionale. Il fatturato aggregato derivante dall’export delle cantine cooperative è pari a 2 miliardi di euro, pari a circa un terzo di tutto il vino italiano commercializzato all’estero.

    La valorizzazione dei soci è garantita da un livello medio di prevalenza mutualistica che si attesta ben oltre l’82%. In termini occupazionali, la cooperazione vitivinicola associata dà lavoro a oltre 9.000 persone, di cui il 67% è impiegato a tempo indeterminato.


  • Nola (Confcooperative Calabria): Cirino Scatà punto di riferimento della frutticoltura meridionale

    Il messaggio di cordoglio del presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, per la scomparsa del ragioniere Cirino Scatà.

    Confcooperative Calabria partecipa con sincero cordoglio alla scomparsa del rag. Cirino Scatà, un importante punto di riferimento della frutticoltura meridionale, che ha dedicato gran parte della sua vita professionale al servizio della cooperazione agricola in Sicilia e Calabria.

    Di origini siciliane, ha lavorato fin dagli anni ‘80 come responsabile commerciale della Cooperativa agricola Osas, contribuendo con competenza, passione, serietà e grande dedizione personale, alla valorizzazione commerciale delle pesche e degli agrumi nella piana di Sibari.

    Il messaggio di cordoglio del Presidente Nola

    Il presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, ha voluto esprimere tutto il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia di Scatà:

    “Il rag. Scatà è stato indiscutibilmente un uomo ed un professionista di grande spessore che ha consentito alle produzioni frutticole calabresi di essere conosciute ed apprezzate nei mercati europei che contano. A livello personale, poi, dopo 35 anni di rapporto restano indelebili innumerevoli ricordi densi di stima e di sincero affetto.”


  • cooperative vino

    Vinitaly, Luca Rigotti: no al terrorismo psicologico sul vino, serve maggiore educazione ad un consumo moderato.

    Rigotti ha espresso il suo parere in merito a quanto possa essere controproducente attuare un terrorismo psicologico sul vino, piuttosto bisognerebbe fare una giusta informazione ed educare la popolazione giovane ad un consumo moderato.

    Il Vinitaly l’evento di riferimento per il settore viticolo in Italia, per questa edizione del 2023 si veste di sobrietà per dimostrare che bere uno o due bicchieri di vino è meno dannoso che fumare un intero pacchetto di sigarette al giorno. Il mondo vitivinicolo minacciato dall’Irlanda, che spinge per convincere la Commissione Europea a imporre scritte informative e terrorizzanti sulle bottiglie, rinnova la propria immagine.

    All’evento era presente Luca Rigotti, coordinatore vino di Alleanza Cooperative Agroalimentare, intervenuto alla tavola rotonda “Vino fare impresa”. Rigotti ha espresso il suo parere in merito a quanto possa essere controproducente attuare un terrorismo psicologico sul vino, come nel caso dell’Irlanda, piuttosto bisognerebbe fare una giusta informazione ed educare la popolazione giovane ad un consumo moderato.

    Il coordinatore vino di Alleanza Cooperative Agroalimentari ha osservato: “Sull’indicazione in etichetta di calorie ed ingredienti e sull’inserimento di messaggi di avvertenze, ribadiamo la necessità che per i prodotti vitivinicoli si segua un approccio consapevole ed educativo, mai allarmistico”. Ha inoltre sottolineato che: “Mentre le indicazioni nutrizionali e la lista degli ingredienti possono avere, se impostate nel modo corretto, un significato di trasparenza e di supporto alle scelte consapevoli dei consumatori, ciò non può avvenire in alcun modo attraverso l’imposizione, come nel caso dell’Irlanda, di messaggi intimidatori da trasmettere al consumatore che non tengano in alcun conto la differenza tra consumo e abuso”.


  • Nuovo Codice degli Appalti: tutte le preoccupazioni delle cooperative su prezzi e offerta più vantaggiosa

    il nuovo codice degli appalti, ha sollevato alcune preoccupazioni tra le cooperative. Il presidente Gamberini crede che alcune proposte non siano state del tutto acquisite nel testo.

    Le prospettive indicate dal nuovo Codice degli Appalti rappresentano, secondo il Governo, un importante passo avanti per l’efficienza e la trasparenza del sistema di approvvigionamento pubblico in Italia. Le piccole e medie imprese (PMI) potrebbero avere maggiori opportunità di partecipare alle gare d’appalto e i processi di gara saranno semplificati, favorendo un migliore utilizzo del denaro pubblico. Inoltre, nelle intenzioni dell’esecutivo le nuove norme dovrebbero essere più efficaci nella lotta alla corruzione e nella promozione dell’innovazione tecnologica. Avere una maggiore efficienza e trasparenza nel sistema di approvvigionamento pubblico sarebbe sicuramente un grande vantaggio per il Paese.

    Le critiche di Legacoop e Confcooperative

    Nonostante i buoni propositi che il nuovo codice degli appalti sembra possedere, ha sollevato alcune preoccupazioni tra le cooperative, come espresso dal presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini. Sebbene veda il testo come un passo avanti verso la semplificazione, la digitalizzazione e il miglioramento del processo di affidamento dei contratti pubblici, Gamberini crede che alcune proposte avanzate dal movimento cooperativo non siano state del tutto acquisite nel testo.

    Si chiede in particolare una maggiore chiarezza riguardo alla revisione dei prezzi, all’offerta economicamente più vantaggiosa e agli strumenti consortili. Gamberini sottolinea l’importanza di preservare il ruolo delle piccole e medie imprese, comprese le cooperative, nel mercato degli appalti pubblici. Inoltre, lamenta che i tempi necessari per qualificare e formare le stazioni appaltanti potrebbero bloccare il mercato degli appalti pubblici, come già accaduto con il codice precedente. 

    Gamberini auspica una maggiore qualità dei servizi e una corretta concorrenza nel mercato, anche attraverso un modello di “partenariato solidale” tra il pubblico e il privato e ad un confronto continuo per affrontare tali criticità entro la data di piena attuazione del codice.

    Gamberini ha dichiarato: “Il nuovo codice degli appalti rappresenta un passo avanti sulla strada della semplificazione, della digitalizzazione e del miglioramento del processo di affidamento dei contratti pubblici, ma presenta anche delle criticità sui temi rispetto ai quali avevamo avanzato proposte specifiche. Gli aspetti positivi potrebbero però essere vanificati dall’entrata in vigore in anticipo rispetto ai tempi necessari a qualificare e formare le stazioni appaltanti, con il rischio di bloccare il mercato degli appalti pubblici come già avvenuto con l’entrata in vigore del precedente codice”.

    Sull’argomento è intervenuto anche il presidente Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi.  Sebbene Il presidente accolga con favore l’approvazione del nuovo codice degli appalti pubblici soprattutto in merito al riconoscimento dell’importanza della qualificazione delle stazioni appaltanti, Stronati si dimostra preoccupato per la liberalizzazione degli appalti sotto-soglia e richiama l’attenzione sul tema dei consorzi artigiani e dei consorzi tra cooperative, due realtà che da sempre svolgono un ruolo di accompagnamento all’accesso al mercato delle PMI e che sembra siano prese poco in considerazione nel nuovo codice degli  appalti.

    «Esprimiamo qualche preoccupazione – spiega il presidente – per la liberalizzazione degli appalti sottosoglia fino a 5,3 milioni di euro perché le stazioni appaltanti potranno decidere di attivare procedure negoziate o affidamenti diretti e allo stesso modo per gli appalti fino a 500 mila euro, le piccole stazioni appaltanti potranno procedere direttamente senza passare per le stazioni appaltanti qualificate. Questo significherà, in concreto, che con le nuove norme il 98% dei lavori pubblici sarà senza gara e altrettanto si verificherà per gli appalti dei servizi e forniture».

    Il presidente ringrazia ed esprime la sua vicinanza al governo per il «gran lavoro sulle nuove norme che danno ampio spazio alla digitalizzazione degli appalti che attraverso il fascicolo virtuale dell’operatore economico, le piattaforme di approvvigionamento digitale, l’utilizzo di procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici consentirà alle imprese di risparmiare tempi e costi. Ma questo processo andrà sostenuto con la formazione del personale pubblico e con la qualificazione delle infrastrutture». 

    Per garantire un mercato degli appalti pubblici trasparente e corretto per tutti gli stakeholder coinvolti è importante che queste preoccupazioni siano affrontate e discusse in modo costruttivo.


  • Accordo tra Federazione Sanità e l'Ordine dei Medici

    Accordo tra cooperative sanitarie e medici e infermieri per salvare il SSN

    Le Federazioni dei medici ,degli infermieri e delle cooperative sanitarie e sociosanitarie rappresentate da Confcooperative Sanità hanno costituto un gruppo di lavoro congiunto per affrontare la carenza di professionisti sanitari in Italia.

    Il sistema sanitario è in crisi ormai da diversi anni. Una situazione preoccupante causata dalla carenza di personale sanitario specializzato, problemi di finanziamenti, accesso limitato alle cure e difficoltà a gestire l’aumento della domanda di servizi sanitari. 

    La pandemia da COVID-19 ha aggravato questi problemi e messo a dura prova i sistemi sanitari e il personale medico, già precari di per sé, creando carenze di attrezzature e di personale, causando ritardi e problemi di accesso alle cure in aree remote e una diminuzione della qualità delle prestazioni.

    Il gruppo di lavoro di medici, infermieri e coop sanitarie

    Le Federazioni dei medici (FNOMCeO), degli infermieri (FNOPI) e delle cooperative sanitarie e sociosanitarie rappresentate da Confcooperative Sanità hanno costituto un gruppo di lavoro congiunto per affrontare la carenza di professionisti sanitari in Italia. Una problematica che rischia di far saltare la riforma della sanità territoriale messa in campo con il PNRR e il decreto 77/2022 e crea seri problemi anche all’assistenza ospedaliera. 

    L’accordo, formalizzato ufficialmente a Roma, mira a sviluppare nuove strategie per affrontare il problema e a creare modelli di assistenza sanitaria innovativi e sostenibili che diano priorità all’accesso e alla qualità delle cure. Ciò include maggiore attenzione alle norme sul lavoro equo e la prevenzione contro metodi di assunzione fraudolenti e speculativi.

    A tal proposito Giuseppe Milanese, Presidente di Confcooperative Sanità, ha dichiarato: “Una netta presa di distanza da forme improprie di ingaggio del personale medico ed infermieristico nel SSN, la valorizzazione in chiave integrata del lavoro dei medici, degli infermieri e degli altri professionisti sanitari attraverso il modello cooperativo e una riflessione condivisa sul fronte della carenza di personale. Con l’alleanza siglata oggi su questi tre punti, intendiamo dare un contributo concreto in un momento di affanno, ma anche di profonda innovazione, del nostro sistema di welfare sociosanitario. Sono convinto che tre Organizzazioni come le nostre che decidono di lavorare insieme per proporre soluzioni concertate non può che essere una buona notizia per i professionisti che rappresentiamo, per il SSN e , soprattutto, per le persone che assistiamo”.

    Nuove leggi e investimenti in formazione

    Inoltre, l’Alleanza proporrà nuove regolamentazioni e iniziative per contribuire alla soluzione di questo problema, con un’attenzione alla continuità delle cure e all’importanza di approcci collaborativi e interdisciplinari. Durante l’incontro è emersa anche la necessità di sostenere la formazione e lo sviluppo professionale per garantire che l’Italia attiri e mantenga i migliori talenti.

    «L’accordo siglato oggi – afferma Filippo Anelli, presidente Fnomceo – si propone di far fronte alla carenza di professionisti, in ospedale e sul territorio, mediante la messa a punto di modelli organizzativi innovativi, flessibili, non lucrativi, sostenibili e sussidiari al sistema pubblico a beneficio dei cittadini. Modelli che rifuggano dalle distorsioni quali, ad esempio, le gare di appalto al massimo ribasso o i metodi che favoriscono pratiche speculative. Lo strumento è percorribile ma dobbiamo stabilire delle regole».

    La crisi attuale del settore sanitario sembrerebbe richiede l’attuazione di un approccio innovativo e collaborativo tra stato e organizzazioni no-profit, al fine di garantire una copertura sanitaria adeguata e che sia sostenibile per tutti.


  • Alleanza delle Cooperative: Proposta di regolamento Ue penalizza Italia, serve collaborare per trovare una soluzione proporzionata

    Alleanza delle cooperative nel corso dell’audizione davanti ai membri della Commissione Politiche Unione Europea, ha evidenziato le maggiori preoccupazioni in merito alla proposta di Regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

    Alleanza delle cooperative nel corso dell’audizione davanti ai membri della Commissione Politiche Unione Europea, ha evidenziato le maggiori preoccupazioni in merito alla proposta di Regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

    In particolare preoccupano gli effetti che potrebbe avere sulla filiera dell’imballaggio e sui Paesi virtuosi come l’Italia che hanno già fatto grandi sforzi per migliorare la gestione dei rifiuti di imballaggio, per tale ragione Alleanza delle cooperative ritiene sia necessario correggere il tiro.

    Obiettivi della proposta

    L’obiettivo della proposta è quello di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio, promuoverne il riuso e il riciclaggio e prevenire l’utilizzo di materiali difficili da riciclare promuovendo l’utilizzo di materiali più sostenibili e innovativi. La proposta,dunque, vuole essere un importante strumento per ridurre l’impatto ambientali degli imballaggi sull’ambiente e sulla salute pubblica e inoltre vuole farsi promotrice di un’economia sempre più circolare.

    Nell’ambito degli impegni del Green Deal, la risoluzione sul Piano d’azione per l’economia circolare, approvata il 10 febbraio 2021, sollecita, tra l’altro, l’impegno della Commissione nel rafforzare i requisiti essenziali obbligatori per gli imballaggi, prendendo in considerazione misure di prevenzione, per ridurre i rifiuti di imballaggi ed orientare la progettazione in modo da promuovere il riutilizzo e la riciclabilità degli imballaggi, la riduzione della complessità dei materiali ed introdurre requisiti per il contenuto riciclato negli imballaggi di plastica.

    Secondo la Commissione europea, le misure proposte dovrebbero ridurre entro il 2030 le emissioni di gas a effetto serra derivanti dagli imballaggi a 43 milioni di tonnellate rispetto a 66 milioni di tonnellate di emissioni che verrebbero liberate a legislazione invariata. Dalle nuove misure la Commissione si attende, altresì, creazione di nuova occupazione (in particolare, oltre 600mila posti di lavoro nelle attività legate al riutilizzo degli imballaggi), oltre a risparmi per imprese e consumatori stimabili in circa 100 euro l’anno pro capite

    Collaborare per trovare e garantire un giusto equilibrio

    E’ importante che lo Stato italiano, inclusi gli Stati membri, collabori per trovare una soluzione più equilibrata e proporzionata che promuova l’economia circolare, senza penalizzare eccessivamente le imprese, sarebbe corretto tenere in considerazione gli impatti sui diversi settori e sul mercato del lavoro e che si adoperi tempestivamente per garantire:

    – una verifica a livello nazionale ed europeo dell’impatto del Regolamento, con particolare riferimento ai settori produttivi, distributivi, agroalimentare, della ristorazione e del mercato del lavoro e delle eventuali necessità di modifica;

    – una revisione degli aspetti più problematici, tra cui l’eliminazione dei divieti, la modifica delle previsioni relative agli obblighi di riutilizzo, ecc;

    – una revisione di alcune previsioni della direttiva SUP che, oltre a sovrapporsi alla nuovi disciplina, rischiano di penalizzare in maniera significativa alcune filiere, tra cui il settore agroalimentare e del settore lattiero caseario (ad esempio, nozione di tappo, riconoscimento chiaro della differenza tra il prodotto interamente in plastica e parzialmente in plastica; riconoscimento della possibilità di immissione sul mercato dei prodotti in plastica biodegradabili e compostabili, ecc);

    – un immediato chiarimento interpretativo o, se necessario, una revisione del regolamento comunitario di esecuzione (UE) 2020/2151 del 17 dicembre 2020, che reca disposizioni relative alle specifiche di marcatura armonizzate per i prodotti di plastica monouso;

    – definizione della possibilità di attivazione di strumenti di sostegno economico per le filiere maggiormente penalizzate dall’impatto della proposta.


  • Il Presidente della Repubblica riceve una delegazione dell’Associazione Libera contro le mafie

    Il Presidente della Repubblica, ha ricevuto presso il Quirinale una delegazione dell’Associazione Libera.

    il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto presso il Quirinale una delegazione dell’associazione Libera guidata dal presidente Don Luigi Ciotti e i presidenti di alcune Associazioni nazionali aderenti a Libera.

    Don Luigi Ciotti durante la presentazione delle associazioni della rete di Libera, ha sottolineato l’importanza del lavoro concreto svolto dalle associazioni e della dimensione culturale, educativa e sociale nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata.

    “Libera compie 28 anni della sua storia, del suo percorso. Oggi- ha detto Luigi Ciotti durante l’incontro presentando le associazioni della rete di Libera– si sono varcati i confini e Libera la trovi in tutta l’Europa, in America Latina e in Africa. C’è bisogno di fatti, di concretezza, il nostro impegno e soprattutto di dimensione culturale perché è la cultura che sveglia le coscienze, la dimensione educativa e sociale. Le associazioni rappresentano questo percorso, questo impegno, questa responsabilità. Per noi il punto di riferimento è la Costituzione italiana, come etica del cittadino, che si fonda sulla coscienza e responsabilità sulla perché la responsabilità è la spina dorsale della democrazia”

    Il Presidente della Repubblica, durante l’incontro, ha lodato il lavoro svolto da Libera in questi 28 anni di attività per la lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. Ha sottolineando l’importanza della Costituzione italiana come etica del cittadino e ha elogiato il libero associarsi dei cittadini come un valore fondamentale per la creazione di una società forte e resistente alla corruzione.

    Mattarella ha anche menzionato l’importanza della cultura e della formazione nella lotta alla mafia, poiché la cultura può risvegliare le coscienze e la formazione può fornire le prospettive di crescita di lavoro e personale necessarie per resistere alle “lusinghe” della criminalità organizzata. 

    Altro aspetto fondamentale che il Presidente ha tenuto a sottolineare, è l’importanza della stretta collaborazione che c’è tra Libera, la magistratura e le forze dell’ordine per la repressione, le inchieste e le indagini sull’attività criminale, enfatizzando l’importanza della trasparenza e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni per rendere impermeabile la società ai condizionamenti mafiosi.

    Il capo dello Stato ha concluso il suo discorso facendo riferimento ai giovani, di quanto sia rilevante offrirgli delle opportunità , di dar loro la possibilità di esprimersi liberamente e di sentirsi protagonisti nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. Ha enfatizzato il ruolo delle scuole e delle università nel promuovere una cultura dell’antimafia e nella creazione di una società forte e resistente. 

    “La Costituzione – ha ricordato il capo dello Stato – è come un quadro che valorizza il libero associarsi dei cittadini, che esprime la sua potenzialità non solo con le pubbliche istituzioni ma anche attraverso i corpi intermedi. Vi sono realtà che esprimono il valore di una libera e spontanea partecipazione dei cittadini. La cultura e l’istruzione e la certezza di prospettive di crescita personale e di lavoro, sono tra gli strumenti di lotta alla mafia efficaci e particolarmente decisivi”. Ha proseguito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante incontro con la delegazione di Libera. “Ve ne sono altri due altrettanto importanti con cui Libera collabora, e sono la magistratura e le forze dell’ordine. La repressione, le inchieste e le indagini sono indagini fondamentali e l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni che le rendono impermeabili ai condizionamenti. Ma a questi si affiancano la cultura, le scuole, le universita’ e la consapevolezza della dignita’ personale dei cittadini contro la prepotenza e l’aggressione mafiosa. E dall’altra quella di una societa’ forte che resiste alle lusinghe della corruzione, e questa c’e’ solo se c’e’ lavoro adeguatamente diffuso da cui nessuno sia escluso. Incontrarvi è stata un’occasione anche emblematica per lanciare un messaggio ulteriore di quanto sia indispensabile non soltanto non indebolire l’impegno su questo fronte, ma di come bisogna accompagnarlo costantemente avendo fiducia nei giovani che sono di una straordinaria capacità di sentirsi protagonisti, se coinvolti, se si offre loro l’occasione, se si consente loro di potersi esprimere”.


  • Venerdì 31 marzo torna l’appuntamento con i LIVE LAB di Io Riparto

    Tornano i LIVE LAB di Io Riparto. Il primo incontro online si terrà venerdì 31 marzo.

    Le cooperative di LegaCoop hanno da sempre a cuore l’adozione di pratiche di produzione e consumo più responsabili e sostenibili. Proprio per questo promuove la sensibilizzazione e la formazione sulla transizione energetica a livello locale e nazionale attraverso eventi, seminari e progetti educativi, al fine di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della transizione energetica e sulle opportunità che essa offre..

    Per tale ragione e per il quarto anno consecutivo tornano i LIVE LAB di Io Riparto, che dopo aver affrontato i temi del digital divide e della digital transformation, dopo lo speciale MARATONA PNRR, Io Riparto unisce questi due filoni tematici e presenta TRAGUARDI LIVE LAB 2023, la nuova edizione di incontri sul mondo digitale.

    Il primo incontro online di Io Riparto – Traguardi Live Lab 2023 sul tema Transizione energetica LA NUOVA ENERGIA, si terrà venerdì 31 marzo, dalle 10 alle 12.

    Per Legacoop Nazionale parteciperà il responsabile Energia e Ambiente Giorgio Nanni. Si parlerà del PNRR come leva per mitigare la sudditanza energetica italiana e come attivatore per innescare il cambio di mentalità sul tipo, sulla produzione e sull’utilizzo delle “nuove” energie.

    I relatori affronteranno gli aspetti della transizione energetica ed in particolare i temi trattati verteranno su: efficientamento energetico, povertà energetica, comunità energetiche, decarbonizzazione, energie rinnovabili, idrogeno, tecnologie ed energia.

    Di seguito il link per partecipare all’evento:

    https://app.swapcard.com/login/event/io-riparto-lab-e-rinascimento/registration



  • L’attenzione al tema delle politiche di genere è da sempre alta in Legacoop. A dimostrarlo sono la consistente occupazione femminile, il tasso alla partecipazione alla direzione nazionale che ha raggiunto il 36%, le numerose campagne di sensibilizzazione ed i progetti volti a favorire l’occupazione e la creazione di nuova imprenditoria cooperativa al femminile.

    A tal proposito, lo scorso 1 marzo è stato pubblicato “Leila”, il bando sulla certificazione della parità di genere, un’iniziativa progettata da Coopfond che si pone l’obiettivo di favorire la diffusione nelle cooperative di una cultura della parità e si inserisce nelle finalità del Piano Strategico che vede come asse portante il contributo di Coopfond al riposizionamento della domanda proveniente dalle cooperative verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 ONU.

    ll bando, promosso in collaborazione con SCS Azioninnova, riguarda l’accompagnamento alla certificazione della parità di genere e si propone di sperimentare nuovi processi di supporto e di accompagnamento rivolti specificamente alle cooperative presenti nel portafoglio di Coopfond.

    Il bando sarà aperto dal 1 marzo al 15 aprile e sarà accessibile all’indirizzo https://www.bandoleila.it/. Possono partecipare al bando, oltre alle cooperative presenti nel portafoglio di Coopfond, le cooperative operanti in tutti i settori e che abbiano un valore della  produzione superiore a 1 milione di €.

    Saranno 10 le cooperative selezionate e che avranno la possibilità di accedere ad un percorso di formazione, tutoraggio e accompagnamento finalizzato al conseguimento della certificazione della parità di genere che dovrà, comunque, essere rilasciata, successivamente, da un ente di certificazione accreditato in questo ambito. 

    Per cambiare davvero le cose il semplice fare non basta più, serve certificare per migliorare ancora e promuovere un mutamento più ampio.


  • vino coop

    Cooperative del vino: in 12 anni il fatturato dell’export è cresciuto del 130%

    L’export delle cantine aderenti all’Alleanza cooperative ha avuto un incremento del 130% dal 2010 al 2022, superando l’andamento delle esportazioni nazionali di vino.

    L’export delle cantine aderenti all’Alleanza cooperative ha avuto un incremento del 130% dal 2010 al 2022, superando l’andamento delle esportazioni nazionali di vino. Il fatturato complessivo delle oltre 379 cooperative italiane, che producono il 58% del vino italiano, è aumentato dell’88% negli ultimi dieci anni.


    È quanto emerge da un’indagine sul grado di internazionalizzazione delle cooperative vitivinicole condotta da Ismea per l’Alleanza delle Cooperazione nel febbraio 2023, presentata al convegno “A tutto Esportazione, i vini cooperativi alla prova dell’esportazione”, tenutosi a Roma il 27 marzo.

    L’indagine ha anche evidenziato che le imprese con un fatturato superiore a 50 milioni di euro sono quelle che hanno ottenuto le migliori performance sui mercati esteri. La Germania è il primo Paese di destinazione dell’export in ambito UE, seguita da Francia e Paesi Bassi, mentre gli Stati Uniti si collocano in prima posizione tra i Paesi extra-UE.

    Luca Rigotti, coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative, ha commentato che le ottime performance delle cooperative sui mercati esteri sono avvenute in gran parte grazie alla misura di sostegno europea circa la promozione nei paesi terzi, che ha contribuito certamente a portare il vino italiano nel mondo, ma ha auspicato maggiori flessibilità nelle modalità di rendicontazione delle spese e di presentazione delle varianti.

    Piccinini: l’inflazione mette a dura prova il settore vitivinicolo

    Tuttavia, Carlo Piccinini, presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, ha messo in guardia sulle difficoltà che il settore vitivinicolo sta vivendo a causa della grave impennata dei costi di produzione e dell’energia, la crisi generalizzata dei consumi dovuta alle spinte inflazionistiche e le difficoltà di approvvigionamento per alcuni materiali come il vetro. Una situazione che rischia di far perdere competitività alle imprese vitivinicole italiane rispetto ad altri paesi produttori europei.

    Come è stata fatta l’indagine

    L’indagine è stata realizzata coinvolgendo 71 cooperative su un totale di 379 aderenti al settore vitivinicolo di Alleanza delle cooperative, un campione significativo considerando che le cantine intervistate rappresentano la metà della produzione totale e del fatturato da export delle cantine cooperative, circa un quarto della superficie vitata nazionale e una quota pari a 1/5 del fatturato complessivo del settore vino. Il 29% del campione è costituito da imprese con fatturato tra 10 e 50 milioni di euro, seguito dalle piccole (da 2 a 10 milioni di euro, 28%) e dalle grandi aziende (fatturato superiore a 50 milioni di euro, 22%). La maggior parte delle cooperative che esportano sono medie imprese (10-50 milioni di euro di fatturato).


  • Ristorazione collettiva: Legacoop produzione e servizi alla manifestazione straordinaria del settore a Roma

    La cooperazione di ristorazione collettiva di Legacoop Produzione e Servizi ha aderito alla manifestazione straordinaria del settore che si è tenuta la mattina del 23 marzo in Piazza Santi Apostoli a Roma.

    Se le difficoltà e le chiusure dei grandi ristoranti stellati fanno più notizia e rumore, c’è anche un altro pezzo importante della ristorazione che rischia di rimanere paralizzato, a danno non solo delle imprese del settore, ma di milioni di italiani, a cui si rivolgono più per necessità che per diletto. Ovvero la ristorazione collettiva.

    Per tale ragione la cooperazione di ristorazione collettiva di Legacoop Produzione e Servizi ha aderito alla manifestazione straordinaria del settore che si è tenuta la mattina del 23 marzo in Piazza Santi Apostoli a Roma.

    La mobilitazione è nata con l’obiettivo di denunciare la gravissima condizione dell’intero settore della ristorazione collettiva, che rischia il collasso a causa delle enormi e non più sostenibili criticità determinate dagli incrementi dei prezzi dell’energia e a causa dell’aumento spropositato dell’inflazione dei prodotti alimentari, che negli ultimi due anni è aumentato del 30% rimasti a totale carico delle imprese. Una situazione, che nel totale disinteresse dei decisori pubblici, sta mettendo a rischio molti posti di lavoro e un intero settore, che distribuisce 1,3 milioni di pasti all’anno e impiega quasi 150.000 addetti e su cui ricade tutti i giorni la responsabilità di nutrire in modo sano e corretto studenti, pazienti degli ospedali e lavoratori.

    Per far fronte a questa situazione Legacoop Produzione e Servizi continua ad appellarsi al Governo chiedendo un incontro urgente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per l’apertura di un immediato tavolo di crisi del settore. 

    “Serve un intervento urgente e straordinario – sottolinea Laguardia – affinché per la ristorazione collettiva, così come per l’intero settore dei Servizi, venga consentito ciò che oggi è giustamente possibile per il settore dei Lavori, ovvero l’adeguamento agli indici Istat dei prezzi dei contratti, per scongiurare il collasso del settore e una inevitabile riduzione del servizio che potrebbe diventare permanente in futuro, ancor più laddove dovessero essere approvate le norme sulla revisione prezzi all’interno dell’attuale bozza del nuovo Codice Appalti”.