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    Steccato di Cutro: Il comune di Crotone premia la solidarietà delle cooperative

    Il comune di Crotone ha premiato 3 Cooperative che si sono contraddistinte nella gara di solidarietà scattata dopo il naufragio del 26 febbraio.

    Il comune di Crotone ha premiato, con una menzione speciale, 3 Cooperative che si sono contraddistinte nella gara di solidarietà scattata con il drammatico naufragio dello scorso 26 febbraio, in cui hanno perso la vita ben 94 migranti e altri 20 risultano dispersi.

    Noemi Cooperativa Sociale

    Francesca Perziano, Presidente di Noemi Cooperativa Sociale, che insieme agli altri enti del Terzo Settore ha svolto un ruolo molto importante per i reduci del naufragio ha dichiarato: “Per la tragedia del 26 febbraio ho visto un’intera comunità che si è aperta in tutti i sensi. È uscita fuori l’umanità, a partire non solo dagli enti del Terzo Settore, dai servizi sociali del comune di Crotone, ma anche dai cittadini stessi, dai bambini dalle scuole. Inizialmente- ha continuato la Presidente– hanno preso in carico i servizi sociali del comune, successivamente si sono attivati anche gli enti del Terzo Settore. Nel nostro caso, la cooperativa si è messa a disposizione per accogliere i familiari delle vittime, per poter dar loro una collocazione, un piccolo appartamento e ci siamo attivati per portare bevande e alimenti. In quei giorni erano presenti sul posto molte figure professionali, come psicologi e mediatori culturali, presenti all’interno del nostro organigramma”.

    Cooperativa Sociale Kroton Community

    Tra i protagonisti della catena di solidarietà attivata dopo il naufragio e premiata dal Comune di Crotone, c’è anche la cooperativa Kroton Community, che si contraddistingue per il suo radicamento nel territorio, ma anche per la sensibilità e la disponibilità verso le persone fragili come scelta di vita.

    Kroton Community nasce 13 anni fa con l’idea di utilizzare lo strumento della cooperazione come mezzo per inserirsi nel mercato del lavoro, per opera di 3 amiche che erano colleghe e che successivamente hanno deciso di investire nel proprio territorio per mettere a disposizione le proprie professionalità.

    Si è contraddistinta inizialmente per l’assistenza agli immigrati, attraverso la gestione di un Camper On The Road, che ancora percorre le strade della città, un mezzo con cui vengono distribuiti generi alimentari alle persone che vivono per strada e che erano principalmente immigrati.

    Successivamente sono entrati a far parte del circuito SAI, per conto del comune e della provincia di Crotone e insieme ad altre cooperative si interessano principalmente dell’accoglienza diffusa in piccoli appartamenti.

    Col tempo, hanno ampliato quelli che erano i loro interessi, rivolgendosi alle persone in stato di bisogno materiale, allestendo un emporio solidale. Nell’ultimo periodo la loro attenzione è rivolta all’area penale, ponendo particolare attenzione ai minori.

    La presidente, Lidia Bauckneht, ha dichiarato: “Sicuramente questa esperienza ha rafforzato quella che è la nostra scelta, una scelta di dedicare il proprio tempo a chi si trova in una posizione di marginalità. Una scelta che è quasi potremmo dire una vocazione. I nostri operatori, hanno dedicato il tempo a chi era vittima di questa tragedia al di là dell’aspetto lavorativo. Noi abbiamo scelto quale umanità essere e quale umanità continuare a perseguire”.

    Cooperativa sociale Baobab

    Premiata anche la Cooperativa Sociale Baobab, che nell’ambito del SAI, è impegnata in un progetto caratterizzato da una forma di accoglienza di tipo diffuso, che supera la modalità che vedeva il confinamento di queste persone in centri collettivi, il più delle volte in zone periferiche, e successivamente vengono attivati una serie di progetti individualizzati e di iniziative in modo da favorire l’inclusione lavorativa e sociale.

    La Coordinatrice del progetto SAI nel capoluogo calabro, Noemi Bossi ha dichiarato: “è stato un lavoro incessante, soprattutto i mediatori in campo che sono intervenuti, sono rimasti sul posto per tanti giorni. Un carico di lavoro non indifferente soprattutto da un punto di vista psicologico. Inoltre, ci sono stati casi di minori ricoverati in ospedale, che in quel momento non potevano ricevere le cure del familiare più prossimo sopravvissuto, perché magari anch’egli ricoverato. Abbiamo fornito disponibilità di turni per accudire i bambini in difficoltà”.

    Per quanto riguarda l’inserimento dei superstiti della tragedia di Cutro, la Coordinatrice Bossi ha evidenziato: “In queste ultime settimane sono stati attivati dei corridoi straordinari per la ricollocazione dei superstiti, in particolar modo per chi avesse intenzione di raggiungere altri paesi come la Francia e la Germania. Chi invece ha deciso di rimanere qui, è stato accolto nel SAI, che ovviamente per le caratteristiche del caso, hanno avuto immediato bisogno del supporto psicologico e anche di ricontattare i loro cari nel paese di origine, oltre al supporto legale, vedendoli appunti interessati da processi contro gli scafisti. Nel contempo li stiamo seguendo per quanto riguarda l’iter di riconoscimento della protezione internazionale per cui hanno fatto richiesta”.


  • Ucraina: Incontro tra Legacoop e l’ambasciatore in Italia Yaroslav Melnyk

    Ucraina, incontro tra Legacoop e l’Ambasciatore in Italia: costruire collaborazione tra imprese ucraine e cooperative italiane per la ricostruzione.

    L’Ucraina si prepara alla fase di ricostruzione post-conflitto e, in questo contesto, sta cercando di costruire una collaborazione con partner internazionali al fine di accelerare il processo di sviluppo sostenibile.

    Per raggiungere tale obiettivo, l’Ambasciatore d’Ucraina in Italia, Yaroslav Melnyk, ha incontrato i rappresentanti  dell’associazione italiana Legacoop per discutere di una possibile collaborazione tra le imprese ucraine e le cooperative italiane.

    La riunione ha anche visto la partecipazione del Consigliere dell’ambasciata d’Ucraina in Italia, Oleksandr Kapustin, del Presidente dell’associazione Malve d’Ucraina, Volodymyr Bekysh , il Direttore di Legacoop Produzione e Servizi, Andrea Laguardia e la Responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali, Francesca Ottolenghi.

    Tra i settori chiave per la collaborazione tra le imprese ucraine e le cooperative italiane si trovano l’agroalimentare, l’energia, le infrastrutture e l’edilizia pubblica oltre ai servizi socio-sanitari.

    Secondo l’ambasciatore Melnyk, le cooperative possono svolgere un ruolo essenziale nella ricostruzione dell’Ucraina e ancor di più nella sua crescita economica e sociale. La collaborazione tra le imprese ucraine e le cooperative italiane può essere fondamentale per affrontare al meglio le sfide e rispondere alle necessità del Paese.

    A tal proposito, il presidente di Legacoop Simone Gamberini ha chiarito che: “L’incontro, ci ha offerto un quadro generale di conoscenza sulle esigenze prioritarie dell’Ucraina, che potremo precisare meglio con ulteriori occasioni di approfondimento, ad iniziare dalla Conferenza bilaterale sulla ricostruzione dell’Ucraina promossa dal MAECI, alla quale siamo stati invitati a partecipare. In questo modo saremo in grado di individuare le cooperative che possano rispondere al meglio alle necessità della ricostruzione e contribuire, così, alla rinascita economica e sociale del Paese”. 

    Questa collaborazione, tra le imprese ucraine e le cooperative italiane, potrebbe rappresentare un esempio di Partenariato tra nazioni in un mondo sempre più interconnesso e globalizzato.


  • Innovazione sociale e sanitaria: le cooperative investono nella formazione per supportarla

    Le cooperative stanno investendo sempre di più nella formazione per diffondere innovazione nel settore sociale e sanitario

    Le cooperative stanno investendo sempre di più nella formazione per diffondere innovazione nel settore sociale e sanitario. É quanto emerge dal nuovo numero Studi & Ricerche del Centro Studi Confcooperative Fondosviluppo. I dati rilevano che nel 2022 in media il 60% delle cooperative aderenti ha realizzato attività formative in questo ambito.

    Le percentuali

    Nel 25% si è trattato di iniziative pianificate, nel 35% di percorsi occasionali. Con la sola eccezione del consumo, dove il 70% delle cooperative non ha avviato alcuna iniziativa, in tutti gli altri settori almeno la metà delle imprese aderenti ha intrapreso attività formative per promuovere innovazione.

    La cooperazione sociale si è rivelato come l’ambito più dinamico con il 64% delle imprese che ha realizzato iniziative formative. Per il 30% si è trattato di percorsi pianificati, nel 34% dei casi invece le iniziative sono state occasionali.

    In ambito sanitario sono state invece 6 su 10 le cooperative che hanno completato percorsi formativi, ma solo nel 10% si è trattato di progetti pianificati mentre la metà sono stati occasionali. Dietro il settore sociosanitario si colloca l’agroalimentare dove il 55% ha investito sulla formazione a supporto dell’innovazione.

    Le cooperative, in quanto organizzazioni democratiche, hanno una forte sensibilità alla promozione di innovazioni socialmente responsabili e sostenibili, che non solo migliorano l’efficacia dei servizi sociali e sanitari, ma che hanno anche un impatto positivo sulla comunità in cui operano.



  • L’Alleanza delle Cooperative continua a fare pressione sul Governo affinché venga promossa l’autoproduzione di energia e venga completata la normativa sulle comunità energetiche.

    Il copresidente di Alleanza Cooperative, Simone Gamberini, intervenuto, anche a nome del presidente Maurizio Gardini e del copresidente Giovanni Schiavone, a Palazzo Chigi alla cabina di regia sul Pnrr e su RePowerEu, ha dichiarato: “Per metterci al riparo dagli shock energetici occorre promuovere la costituzione e la diffusione di tutte le possibili forme di produzione di autoconsumo, completare la norma sulle comunità energetiche, puntare sulla formazione del capitale umano, sulla premialità del risparmio, sulla riduzione degli sprechi e sul recupero degli scarti. Valorizzare il ruolo della cooperazione di utenza e delle cooperative elettriche storiche“.

    Completare la normativa sulle CER, premiando quelle senza scopo di lucro

    Secondo Gamberini, l’autoproduzione di energia è una valida alternativa per tutti, in quanto consentirebbe di risparmiare sui costi energetici e ridurre la dipendenza dalle tradizionali fonti di energia.

    “Occorre introdurre un sistema che premi l’autoproduzione da fonte rinnovabile e l’autoconsumo. È possibile farlo attraverso le comunità energetiche assicurando la realizzazione di un modello sostenibile, democratico, partecipato in forma cooperativa, premiando quindi le comunità energetiche non speculative. Va  approvata, tempestivamente, la disciplina di attuazione del decreto legislativo n.199/202. È necessario ampliare le risorse e la platea dei soggetti beneficiari delle misure PNRR dedicate alla costituzione delle comunità energetiche superando il limite dei 5000 abitanti ed estendendo l’applicazione della misura a tutti i comuni delle aree interne e delle aree degradate urbane”.

    “Irrimandabile la necessità di ridurre gli sprechi impiegando i residui di produzione per impianti a biomasse e biogas-biometano. Assicurare un quadro normativo certo, rimuovendo gli ostacoli normativi. Riorganizzare con procedure semplici e univoche e rendere strutturali i bonus edilizi e gli incentivi finalizzati all’efficienza energetica degli edifici e degli impianti“.

    Investire sulla formazione per accompagnare la transizione energetica

    “Per accompagnare la transizione energetica dobbiamo investire sul capitale umano, promuovere politiche attive del lavoro. Tra i meccanismi fiscali vanno previste adeguate misure di compensazione: riequilibrio dei contratti pubblici e sostegno diretto per clienti vulnerabili e per le imprese energivore; azioni strutturali per la riduzione dei costi delle bollette e degli oneri di sistema definendo una nuova struttura tariffaria; riduzione delle aliquote fiscali sui prodotti energetici e accessibilità dei finanziamenti, evitando la polverizzazione delle risorse, adeguamento delle disposizioni in materia di extraprofitti alle specificità delle cooperative elettriche storiche”.

    Per il copresidente di Alleanza Cooperativa è necessario, infine, “assicurare la partecipazione delle piccole e medie imprese cooperative produttrici e distributrici di energia e le cooperative elettriche storiche dell’arco alpino ai bandi PNRR per il raggiungimento degli obiettivi del piano RepowerEu e istituire un tavolo di confronto permanente sui temi dell’energia“.


  • Festival Nazionale dell’Economia Civile 2023 a Firenze dal 28 settembre al 1 ottobre

    “Oltre i limiti. L’impegno che (ci) trasforma” è il titolo della quinta edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si terrà presso la sede di Palazzo Vecchio a Firenze, dal 29 settembre al 1 ottobre 2023.

    L’economia civile sta guadagnando sempre più spazio nel dibattito pubblico, spingendo le aziende e le organizzazioni a considerare non solo gli aspetti economici, ma anche quelli sociali e ambientali. In questo contesto, il Festival Nazionale dell’Economia Civile rappresenta un evento unico per promuovere un approccio sostenibile e solidale all’economia.

    “Oltre i limiti. L’impegno che (ci) trasforma” è il titolo della quinta edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si terrà presso la sede di Palazzo Vecchio a Firenze, dal 28 settembre al 1 ottobre 2023.

    Promosso da Federcasse e da Confcooperative, organizzato e progettato con Next con la collaborazione di Sec e il contributo di Fondosviluppo, il Festival ha l’obiettivo di cercare una risposta di “economia civile” agli shock e dalle sfide globali nell’era dell’intelligenza artificiale e delle grandi trasformazioni sociali.

    Dall’inizio della storia la ricchezza e la sopravvivenza delle civiltà si misura sulla sua intelligenza relazionale e sulle virtù civiche dei propri cittadini. Qualità della vita di relazioni, la “quinta operazione” della cooperazione dove uno con uno fa sempre più di due, e l’impegno civico sono non solo la chiave della soddisfazione e ricchezza di senso di vita ma anche del benessere sociale ed economico.

    Il fattore chiave di ogni organizzazione economica non sono il capitale e il lavoro ma la partecipazione delle persone e la qualità delle loro relazioni.

    I temi dell’edizione 2023

    Il tema pensato per quest’anno riguarda un modo nuovo di concepire le relazioni e la nostra capacità di intervenire come Comunità, per aumentare il ben-vivere, la generatività e la sostenibilità dei nostri territori, superando i nostri limiti individuali oltre a evitare anomia, disperazione e povertà di senso.

    “Oltre i limiti. L’impegno che (ci) trasforma” vuole porre le basi per ragionare insieme al pubblico e al privato, al profit e al non profit, sulle grandi sfide dei nostri tempi: la transizione ecologica come risposta al riscaldamento globale, la formazione permanente e la comunità educante, la cura di prossimità, il fisco buono e le soluzioni possibili ai temi di diseguaglianze, povertà e collaborazione tra stati e banche centrali.

    Ripartiremo dai punto di vista di oggi delle giovani generazioni e dalle buone pratiche che stanno già creando valore sociale condiviso nei nostri territori e rispondo dalle grandi sfide macroeconomiche dei nostri tempi.

    Il Confronto per costruire un presente etico e responsabile

    L’evento rappresenta un’occasione per tutti i professionisti, gli esperti, gli imprenditori, gli accademici e i funzionari pubblici di approfondire questioni legate all’economia sostenibile. Il Festival, durante le sue tre giornate, offrirà l’opportunità di partecipare a discussioni e dibattiti su come rafforzare l’economia civile e promuovere l’innovazione sociale. Come sottolineato dagli organizzatori: “sarà un’occasione di confronto per cittadini, lavoratori, imprenditori, professionisti, studenti, insegnanti, giovani e associazioni che si incontreranno e dialogheranno con istituzioni, esperti e accademici per costruire il presente in modo sempre più etico e responsabile“



  • Confcooperative ha indetto la terza edizione del concorso “La sostenibilità in cooperativa” con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle cooperative ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Il concorso è aperto a tutte le cooperative aderenti a Confcooperative e prevede una selezione territoriale prima della classificazione nazionale dei vincitori, la cui premiazione avverrà il 25 ottobre a Roma, al Palazzo della Cooperazione, sede nazionale di Confcooperative in Via Torino, 146 durante la Giornata della Sostenibilità Cooperativa.

    Per partecipare, le cooperative dovranno inviare all’Unione territoriale di riferimento, entro il 5 luglio, un’opera che testimoni le loro attività sostenibili, riconducibili a uno dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 oppure in generale alla sostenibilità.

    Saranno premiate 27 opere vincitrici e alle cooperative che le avranno inviate saranno attribuiti dei premi economici.

    Le opere ammesse al concorso dovranno rispettare le caratteristiche tecniche descritte nel regolamento e mostrare in modo creativo e sensibile il percorso verso la sostenibilità nei sui aspetti sociali, ambientali ed economici. Il concorso è organizzato in collaborazione con Fondosviluppo.

    Requisiti tecnici

    Le opere dovranno rispettare i seguenti requisiti:

    Essere riferite ad attività svolte da una cooperativa e non essere state premiate in altri concorsi. Non saranno ammessi fotomontaggi, biografie, foto con scritte sovraimpresse o altri tipi di addizioni o alterazioni o melodie a rischio plagio.

    Per ogni opera dovrà essere indicato titolo e luogo di provenienza, nonché i riferimenti della cooperativa a cui l’opera si riferisce, secondo quanto indicato nel paragrafo “modalità di partecipazione”.

    Saranno ammesse soltanto foto a colori o in bianco e nero, (1200 x 630 per chi utilizza software grafici dedicati) in formato JPG e che non superino i 350 MB; video in alta definizione della durata massima di 3 minuti, canzoni della durata massima di 3 minuti con testi e musiche originali o racconti inediti, che non siano biografie, brochure istituzionali o articoli pubblicati dalla stampa, di 600 parole
    massimo.

    Per maggiori informazioni sul regolamento del concorso è per partecipare, le cooperative possono visitare il sito web di Confcooperative e scaricare il modulo di partecipazione.

    Inoltre, al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=8WOFKirYpDM è disponibile un tutorial per realizzare foto e video di qualità da inviare come opera.



  • L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 18 aprile 2023, ha approvato una risoluzione che invita gli stati membri a promuovere ed attuare strategie, politiche e programmi per il sostegno e il potenziamento dell’economia sociale e solidale sia sul piano normativo, attraverso la definizione di quadri giuridici specifici, della previsione di regimi fiscali di favore e corsie preferenziali negli appalti pubblici, facilitando, inoltre, l’accesso delle organizzazioni dell’economia sociale e solidale ai servizi finanziari e ai finanziamenti; sia su quello culturale inserendo l’economia sociale nei programmi di istruzione e nei progetti di ricerca e sviluppo.

    Cosa si intende con Economia Sociale?

    L’economia sociale è un modello di business basato sui valori cooperativi, solidali e partecipativi. Sostiene la partecipazione attiva delle persone nelle attività economiche, la proprietà collettiva, la distribuzione equa del reddito e della ricchezza. In altre parole, mette al centro il benessere delle persone e delle comunità e non il profitto a tutti i costi.

    Rappresenta un’alternativa alla cosiddetta “economia dell’io”, che mette al primo posto gli interessi individuali e la massimizzazione dei profitti e non tiene in considerazione l’impatto delle attività economiche sulle persone, sulle comunità e sull’ambiente, portando spesso a disuguaglianze e danni ambientali.

    Le cooperative: pilastri dell’economia sociale.

    Le cooperative che, da sempre, mettono al primo posto le persone e le comunità in cui operano, possono essere considerate un modello di business sostenibile e resiliente, che crea lavoro, vantaggi economici e sociali per tutti i membri. Per tale ragione, nella risoluzione dell’ONU c’è un esplicito riconoscimento della necessità di sostenere le cooperative e le loro attività, riconoscendo alle imprese mutualistiche, nelle loro varie forme, la capacità di promuovere la massima partecipazione possibile allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali.

    Gardini: Economia sociale e solidale una valida alternativa all’economia dell’io

    Il Presidente Gardini ha sottolineato l’importanza della risoluzione dell’ONU, sull’economia sociale e solidale, come una tappa storica nel confronto tra due modi di intendere il ruolo che l’economia deve avere nella società.

    In una dichiarazione su Avvenire, il Presidente di Confcooperative, ha sostenuto che “l’economia del noi” è uno degli elementi costituitivi del movimento cooperativo e che, senza di esso, le cooperative non sarebbero ciò che sono oggi: imprese che auto-organizzano la risposta a dei bisogni, mettendo insieme debolezze e generando utilità a favore di chi ne ha bisogno.

    Gardini ha ricordato l’impegno che l’Onu sta dimostrando nei confronti di questa giusta causa. Infatti, a partire dal 2015 le Nazioni Unite hanno assunto un ruolo via via più attivo nel sostenere politiche di sviluppo socialmente ed economicamente sostenibili. È proprio di quell’anno la risoluzione che contiene l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nel 2016 è stata la volta della risoluzione sulla New Urban Agenda, che contiene l’impegno a sostenere le micro, piccole e medie imprese e le cooperative in ogni parte del mondo e lungo tutta la catena del valore, in particolare le imprese e le aziende dell’economia sociale e solidale. Nel 2021, con la risoluzione 76/135 intitolata “Le cooperative nello sviluppo sociale”, l’Onu ha dichiarato la necessità di sostenere le cooperative e le loro attività, riconoscendo alle imprese mutualistiche, nelle varie forme che assumono, la capacità di promuovere la massima partecipazione possibile allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali.

    Inoltre, Gardini ha evidenziato come la risoluzione dell’ONU rappresenti una conferma che senza un’economia sociale non può esserci sviluppo sostenibile. Il Presidente ha rilevato che c’è tanta strada da fare, rafforzando il ruolo delle cooperative, che sono in prima linea nella promozione di un’economia equa e giusta per tutti.


  • Da Montpellier, la pesca ribadisce contrarietà al piano d’azione UE

    Da Montpellier, in Francia, dove si è svolta la riunione del MEDAC (Consiglio consultivo per il Mediterraneo), il mondo della pesca europeo ribadisce la propria netta contrarietà rispetto al piano d’azione lanciato dal Commissario Virginijus Sinkevičius e sul quale continua il dibattito in tutta Europa.

    Dibattito aperto nel settore ittico europeo in merito al piano proposto dalla Commissione Europea. Al centro della questione il divieto della pesca a strascico in alcune aree designate, come in quelle di NATURA 2000 e in quelle di nuova istituzione. Le misure indicate mirano a migliorare la sostenibilità e la resilienza dei settori della pesca e dell’acquacoltura nell’Unione Europea, ma l’industria collegata teme i risvolti negativi di queste restrizioni che potrebbero avere un impatto significativo sulla loro sussistenza.

    Da Montpellier, in Francia, dove si è tenuta la riunione del MEDAC (Consiglio consultivo per il Mediterraneo), il mondo della pesca europeo ribadisce la propria netta contrarietà rispetto al piano d’azione lanciato dal Commissario Virginijus Sinkevičius e sul quale continua il dibattito in tutta Europa.

     Ai lavori del MEDAC, che si sono svolti presso la sede della Regione dell’Occitania, hanno preso parte rappresentanti della Commissione europea (DGMARE e DGAMBIENTE), che hanno ribadito l’intendimento dell’Unione di proibire la pesca a strascico nelle varie aree di NATURA 2000 nonché in quelle che dovranno essere di nuova istituzione. 

    Lo rende noto l’Alleanza delle Cooperative pesca e acquacoltura. “Nonostante gli sforzi della Commissione Ue – sottolinea l’Alleanza– per far apparire il piano come una proposta per rafforzare il dialogo ed il confronto con gli stakeholder, non ci sono al momento le condizioni perché ciò possa avvenire, almeno fino a quando Bruxelles non avrà emendato quanto scritto lo scorso mese. Dopo anni di attenta gestione della pesca – prosegue la cooperazione– secondo criteri e condizioni definiti in ambito europeo ed internazionale all’insegna della tutela degli stock e della biodiversità, è disarmante sapere che per l’Unione europea il cammino per la pesca sembra essere appena all’inizio”.

    Per questi nuovi obiettivi Bruxelles si ventila un possibile phasing-out di tutti gli strumenti di cattura mobili di fondo entro il 2030 dalle Aree Marine Protette corrispondenti a tutte le aree Natura 2000 (Direttiva Habitat) che però dovranno essere maggiormente estese ma non si sa quanto.

    Gli indirizzi forniti dalla Commissione europea con il pacchetto di misure, presentato lo scorso 21 febbraio con lo scopo di migliorare la sostenibilità e la resilienza del settore della pesca e dell’acquacoltura dell’Ue, hanno fatto registrare da subito la forte opposizione del settore europeo della pesca.

    “Pensiamo che in Italia – sottolinea l’Alleanza – già circa il 68% delle aree sono precluse allo strascico, considerando anche i poligoni e le zone con strutture fisse, condotte e cavi; una superficie molto estesa già interdetta quindi alla pesca e perciò sottoposta a protezione. Senza considerare che è in vigore anche il divieto di pesca a strascico oltre i 1000 metri di profondità. Tali ulteriori limitazioni potrebbero mettere la parola fine – conclude la cooperazione- ad un sistema che oggi rappresenta circa il 50% del fatturato totale del settore ittico. Tutto questo senza contare il numero di imbarcazioni interessate e il conseguente indotto”.

    In Europa, le 7.000 imbarcazioni che usano il metodo a strascico rappresentano il 25% della produzione ittica dell’UE.


  • CICOPA accoglie con favore la prima risoluzione delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale

    CICOPA accoglie con favore la prima risoluzione adottata dall’Assemblea delle Nazioni Unite sulla promozione dell’economia sociale e solidale.

    Il 18 aprile 2023, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato a New York la prima risoluzione delle Nazioni Unite sulla promozione dell’economia sociale e solidale per lo sviluppo sostenibile. Mentre l’ONU ha già riconosciuto l’importanza delle cooperative, anche attraverso le sue numerose risoluzioni sulle cooperative nello sviluppo sociale (l’ultima delle quali è stata adottata nel 2021), questa sarà la prima volta che l’economia sociale in senso lato sarà riconosciuta dall’ONU a un tale livello.

    L’economia sociale e solidale, secondo la definizione dell’ONU, comprende cooperative, associazioni, mutue, fondazioni, imprese sociali, gruppi di auto-aiuto e altre entità che operano secondo i valori e i principi dell’economia sociale e solidale.

    CICOPA accoglie con favore la nuova risoluzione, in quanto contribuisce ad aumentare ulteriormente la visibilità delle cooperative a livello di Nazioni Unite e integra le risoluzioni esistenti riguardanti specificamente le cooperative.

    Il presidente del CICOPA Iñigo Albizuri Landazabal ha affermato: “CICOPA considera la prima risoluzione delle Nazioni Unite sulla promozione dell’economia sociale e solidale per lo sviluppo sostenibile un risultato importante. In particolare, ci auguriamo che gli Stati membri dell’ONU adottino un approccio inclusivo e ne facciano uso per sviluppare misure di sostegno e quadri giuridici adeguati per tutte le cooperative, comprese le cooperative sociali e di lavoratori.  È essenziale riconoscere che le cooperative operano in tutti i settori dell’economia, compresa l’industria, e forniscono un enorme contributo al raggiungimento di molteplici Obiettivi di sviluppo sostenibile“.

    Punti importanti per le cooperative attive nell’industria

    Per le cooperative attive nell’industria, i seguenti punti della risoluzione sono particolarmente importanti:

    Un rinnovato impegno a sostenere le micro, piccole e medie imprese e le cooperative lungo tutta la catena del valore, sia nell’economia formale che in quella informale; 

    Il riconoscimento del contributo delle cooperative allo sviluppo sociale ed economico dei popoli indigeni, delle comunità locali e di tutte le persone, alla trasformazione sociale e all’innovazione sociale e tecnologica.

    Il contributo dell’economia sociale e solidale (quindi anche delle cooperative) alla transizione dall’economia informale a quella formale.

    Il riconoscimento del contributo dell’economia sociale e solidale al “raggiungimento e alla localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”, in particolare in termini di occupazione e lavoro dignitoso, fornitura di servizi sociali, come quelli relativi alla salute e all’assistenza, istruzione e formazione professionale, protezione dell’ambiente, anche attraverso la promozione di pratiche economiche sostenibili, promozione dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne, accesso a finanziamenti accessibili e sviluppo economico locale.

    Il rafforzamento delle capacità produttive delle persone in situazioni di vulnerabilità, la promozione del dialogo sociale, dei diritti del lavoro e della protezione sociale, nonché la crescita inclusiva e sostenibile, la creazione di partenariati e reti a livello locale, nazionale, regionale e internazionale e la promozione della governance e della politica partecipativa e di tutti i diritti umani.

    Il riconoscimento che l’economia sociale e solidale incoraggia una transizione digitale giusta e sostenibile.

    Inoltre, la risoluzione incoraggia gli Stati membri dell’ONU a promuovere, sostenere e potenziare l’economia sociale e solidale sviluppando e attuando quadri giuridici, strategie, politiche e programmi specifici; rendendo visibile l’economia sociale e solidale nelle statistiche nazionali; fornendo incentivi fiscali e negli appalti pubblici; riconoscendo l’economia sociale e solidale nei curricula educativi e nelle iniziative di ricerca e sviluppo delle capacità; rafforzando l’imprenditorialità e il sostegno alle imprese, anche facilitando l’accesso ai servizi finanziari e ai finanziamenti; coinvolgendo gli attori dell’economia sociale e solidale nel processo di elaborazione delle politiche.

    La risoluzione incoraggia anche il sostegno finanziario da parte delle istituzioni finanziarie multilaterali, internazionali e regionali e delle banche di sviluppo e invita le entità competenti del sistema di sviluppo delle Nazioni Unite, compresi i team nazionali delle Nazioni Unite, a tenere in debita considerazione l’economia sociale e solidale nell’ambito dei loro strumenti di pianificazione e programmazione.

    In questo modo, la nuova risoluzione delle Nazioni Unite risponde a molteplici esigenze delle cooperative, comprese quelle precedentemente identificate da CICOPA nella sua posizione. 

    Maggiore inclusione del movimento cooperativo

    CICOPA chiede in particolare ai governi di includere il “modo cooperativo di fare impresa” nei curricula educativi dell’istruzione secondaria e terziaria; di fornire quadri giuridici adeguati, che consentano alle cooperative sociali e di lavoro di partecipare pienamente alle attività imprenditoriali; di offrire un adeguato sostegno finanziario/accesso ai finanziamenti  e di includere il movimento cooperativo, attraverso le sue organizzazioni rappresentative, nei processi di dialogo sociale insieme ai sindacati, ai governi e alle organizzazioni imprenditoriali tradizionali.

    Tuttavia, il testo non riconosce il contributo dell’ESS (comprese le cooperative) all’innovazione tecnologica equa e inclusiva e il suo contributo nel fornire soluzioni innovative ai bisogni emergenti della società. Inoltre, non riconosce il ruolo importante che l’ESS, in particolare le cooperative, svolgono nel catalizzare le sfide causate dalle tendenze lavorative emergenti, nel fornire condizioni di lavoro dignitose, sicurezza e protezione ai lavoratori non standard e precari (freelance, lavoratori delle piattaforme, lavoratori autonomi, microimprenditori, ecc). Riteniamo che il lavoro futuro delle Nazioni Unite e degli Stati membri debba dedicare maggiore attenzione a questi temi.

    CICOPA auspica che la presente risoluzione abbia un seguito adeguato nelle future decisioni dell’ONU e degli Stati membri.


  • Decreto Aiuti: i ritardi nell’erogazione dei ristori stanno mettendo in ginocchio le imprese

    I ritardi nell’adeguamento dei costi degli appalti previsto dal Decreto Aiuti stanno mettendo in difficoltà il comparto dell’edilizia e dei trasporti.

    Il comparto dell’edilizia e dei trasporti è in gran difficoltà a causa dei ritardi nell’adeguamento dei costi degli appalti previsto dal Decreto Aiuti.

    Cosa Prevede il Decreto Aiuti?

    Il Decreto Aiuti ( D.L. 50/2022 ) è stato elaborato con l’obiettivo di dare un sostegno alle imprese durante la fase post pandemica e lo scoppio della guerra in Ucraina, quando i prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici erano aumentati in modo esorbitante. Ciò aveva messo a rischio la sopravvivenza delle aziende che lavorano con la pubblica amministrazione. L’obbligo di rispettare i contratti stipulati prima della guerra, ha portato a costi insostenibili per le aziende e con pesanti squilibri nei conti. La situazione, già precaria di per sé, si è aggravata maggiormente a causa dei ritardi nel riconoscimento dei ristori previsti dal Decreto Aiuti, che hanno oltrepassato i 10 mesi.

    L’appello delle cooperative

    L’appello delle Cooperative associate a Legacoop, arriva dopo che la maggioranza degli enti che appaltano i lavori non hanno ancora ricevuto le risorse necessarie dallo Stato centrale per erogare i ristori. Questa situazione di crisi colpisce tutte le zone del Paese, dal Nord al Sud, rischiando di mettere a repentaglio la prosecuzione delle gare attualmente in corso e la continuità delle ditte esecutrici.

    Le conseguenze di ulteriori ritardi sarebbero disastrose per i territori e le comunità interessate. Per tale ragione, le Cooperative associate a Legacoop hanno richiesto l’immediato intervento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Viceministro Galeazzo Bignami, per risolvere la problematica e garantire il sostegno alle imprese del settore edile e dei trasporti.


  • Tavolo Partenariato Pnrr, Piccinini: “Bene i target raggiunti, sul nuovo bando agrisolare positive le modifiche sul limite dell’autoconsumo”

    Piccinini ha espresso il suo apprezzamento per la prima riunione del Tavolo di Partenariato, sullo stato di attuazione delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

    Il Presidente di Alleanza cooperativa Agroalimentare, Carlo Piccinini, ha espresso il suo apprezzamento per la prima riunione del Tavolo di Partenariato, tenutasi a Roma il 13 aprile, sullo stato di attuazione delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In particolare, ha accolto con favore l’aumento dell’intensità di incrementi per le imprese agricole e la rimozione del limite dell’auto consumo per quelle operanti nella trasformazione di prodotti agricoli. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di reperire ulteriori risorse finanziarie per le imprese che hanno candidato progetti sulla Misura “Sviluppo logistica per il settore agroalimentare, pesca e acquacoltura”.

    Carlo Piccinini ha dichiarato: “Ha ragione il Ministro Lollobrigida, sarebbe stato importante che la riunione del Tavolo nazionale sul PNRR fosse stata convocata non oggi, bensì nella fase di ideazione e stesura del Piano. Ad ogni modo, non possiamo che ritenerci soddisfatti di quanto è emerso oggi in riunione, ovvero che tutti i target, come ha annunciato il Ministro, siano stati tutti raggiunti. Adesso è però fondamentale che gli interventi previsti vengano realizzati e che ci sia soprattutto una velocità di spesa che sostenga le imprese negli investimenti che si avviano a realizzare”.

    Nel corso del suo intervento il Presidente Piccinini ha espresso apprezzamento per la decisione con cui è stato posto rimedio al limite dell’autoconsumo, che ha contraddistinto la prima selezione di progetti in materia di agrisolare. “Oggi non solo l’intensità di aiuto per le imprese è aumentata sino a toccare la soglia dell’80% di contribuzione a fondo perduto, ma soprattutto per quelle che operano nella trasformazione di prodotti agricoli non esiste più il tetto dell’auto consumo, in coerenza con le disposizioni previste dalla normativa europea”. Il Presidente ha valutato positivamente anche “la nuova idea di autoconsumo per chi fa produzione primaria, nella quale il limite è calcolato avendo riguardo a sistemi aggregati o a comunità energetiche di cui le cooperative sono forse l’espressione più autentica”.

    Il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari ha quindi sottolineato come sia “fondamentale intervenire anche per le risorse idriche, lì dove si registrano già segnali positivi” e ha ricordato come resti il nodo di reperire ulteriori risorse finanziarie, da  un lato per le imprese che hanno candidato progettualità sulla Misura “Sviluppo logistica per il settore agroalimentare, pesca e acquacoltura”, dove si è registrato un overbooking di 277 milioni di euro, dall’altro per i contratti di filiera, che avevano una dotazione finanziaria non sufficiente a coprire tutte le richieste pervenute: “quest’ultima questione – ha dichiarato il Presidente – non è stata oggetto del tavolo di oggi, ma abbiamo compreso l’intenzione da parte del Ministero di attivarsi per superare la difficoltà finanziaria”.


  • Viviamo Cultura, Irene Bongiovanni: Cultura, Turismo e sport leve importanti per la rigenerazione

    Si è tenuta al Palazzo della Cooperazione a Roma, la seconda edizione della call “Viviamo Cultura-Il patrimonio di tutti”, promossa da Alleanza delle Cooperative.

    Si è tenuta al Palazzo della Cooperazione a Roma, la seconda edizione della call “Viviamo Cultura-Il patrimonio di tutti”, promossa da Alleanza delle Cooperative, con la collaborazione di Anci, con partner tecnico Fondazione Fitzcarraldo e con il sostegno di General Fond, FondoSviluppo e CoopFond.

    La call, che si pone l’obiettivo di promuovere nuovi modelli di collaborazione pubblico-privato per la valorizzazione dei beni culturali italiani, ha registrato un buon successo sia di attenzioni che sotto il profilo dei risultati concreti. Rilanciare cultura, turismo e sport nelle aree interne e nei territori emarginati può diventare davvero un programma condiviso. Lo hanno ribadito sia i rappresentanti del governo che quelli dei comuni e questo vuol dire che si cambia direzione passando dall’affidamento dei beni archeologici paesaggistici-artistici alla loro progettualità.

    Irene Bongiovanni, presidente di Confcooperative Cultura, Turismo e Sport, ha sottolineato l’importanza di una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, con particolare attenzione alla cooperazione, presente in tutto il Paese con grandi competenze professionali. La proposta di un partenariato speciale pubblico-privato, potrebbe essere un possibile strumento per sviluppare progetti di base culturale, puntando sulla logica della collaborazione e non dell’affidamento di servizi o della creazione di opportunità con ribassi.

    La cultura, il turismo e lo sport sono stati individuati come leve importanti per raggiungere la rigenerazione. Sono elementi fondamentali del benessere delle persone e della coesione sociale, con la cooperazione capace di sostenere la generazione di lavoro e di sviluppo in questi settori. “Stiamo puntando su cultura, turismo e sport– ha dichiarato Irene Bongiovanni– che sono tutti elementi del benessere delle persone, del prendersi cura delle persone, che hanno bisogno di trovare una grande centralità nel nostro pensiero, di nuova società, di nuovi stimoli. Quindi sostanzialmente quello dei beni culturali è l’asse centrale proprio perché è un asse di generazione di benessere e di opportunità, di coesione sociale, però anche sullo sport va ha fatto una riflessione per rendere tutto molto sostenibile. La cooperazione può essere un’altra leva per dare sviluppo e lavoro nel settore turismo, quel turismo delle aree interne e dei borghi che ci dice che la cooperazione può essere la vera risposta per dare lavoro e sostenibilità”.

    L’ANCI si è mostrata molto interessata alla collaborazione con il sistema delle cooperative, in particolare attraverso il partenariato speciale pubblico-privato. La valorizzazione del patrimonio culturale, con progetti lungimiranti e strategici, rappresenta un obiettivo condiviso tra comuni, particolari soggetti pubblici e cooperative.

    Vincenzo Santoro, responsabile Dipartimento Cultura e Turismo ANCI, ha dichiarato: “L’Anci è molto interessata al partenariato pubblico – privato con il mondo delle cooperative, collaborazione che è oggetto di questa call. Una iniziativa che mette assieme comuni, altri soggetti pubblici e cooperazione per progetti strutturati, lungimiranti e strategici di valorizzazione del patrimonio culturale. Un modo per far usufruire il nostro patrimonio al meglio non solo dai turisti ma anche dai cittadini. Per questo già dalla prima edizione abbiamo dato il nostro partenariato e non vediamo l’ora che l’iniziativa entri nel vivo per poterla valutare come indicazione per politiche più ampie”.

    La call “Viviamo cultura- il Patrimonio di tutti”, sembra confermare la necessità di investire sempre di più nei beni culturali italiani e di valorizzarli attraverso una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, con l’obiettivo di generare benessere, lavoro e sviluppo sociale.