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  • Torna il Festival dell’economia di Trento che vede Confcooperative tra i top partner. Una XVIII edizione che rinnova l’attenzione di tutte le istituzioni verso l’economia e i grandi temi dell’attualità nazionale e internazionale.

    Un grande lavoro nel campo della divulgazione per attivare l’intera città di Trento, grazie ad una rete che intercetta bisogni e crea opportunità per tutti gli stakeholder, le istituzioni, giovani e famiglie.

    il Presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha dichiarato: “Confcooperative ha deciso di essere anche quest’anno top partner del Festival dell’economia di Trento, perché vogliamo rappresentare nel festival delle economie un modello di economia che è quella sociale, che è quella più partecipativa, è la più tipica della cooperazione, che prende in carico processi di welfare, processi delle comunità, riflette sui temi del lavoro e, in qualche misura, si pone il problema di ricucire un paese con tante fratture tra ceti sociali e territori. Saranno giornate in cui dibatteremo, in cui approfondiremo i temi del lavoro, che non incontra la domanda all’offerta, parleremo dei nuovi processi di welfare, in particolare con gli ultimi sviluppi legislativi e ci confronteremo sull’economia e sul tema più complessivo della partecipazione”


  • Bocciato il piano di azione per la pesca. Alleanza delle cooperative: ci auguriamo che altri gruppi si allineino all’iniziativa

    Le commissioni Compech e Comagri del Parlamento UE hanno votato contro la proposta di Piano di Azione per la pesca

    Le commissioni Compech e Comagri del Parlamento UE hanno votato contro la proposta di Piano di Azione per la pesca presentata dalla Commissione europea. La proposta, che dietro il titolo accattivante di buone intenzioni, nasconde un mostro fatto di obiettivi e tempi per ripristinare ambienti marini degradati, individuati e decisi direttamente da Bruxelles, sarebbe stata vista come un ennesimo attacco al settore primario.

    Un provvedimento che si aggiungerebbe agli oltre 20 Regolamenti europei già esistenti per la conservazione della natura, e alle direttive e strategie e che già penalizzano fortemente il settore primario. “Ci auguriamo che altri gruppi politici che hanno votato a favore ci ripensino prima del voto a Giugno in Commissione Ambiente”, ha dichiarato L’Alleanza Cooperative della pesca, “dando un segnale di considerazione e sensibilità nei confronti delle categorie già eccessivamente colpite dalle politiche verdi della attuale Commissione, spesso lontane dalla realtà ed incuranti della sostenibilità economica e sociale delle misure”.

    La proposta della Commissione europea ha suscitato forte dissenso tra i pescatori europei, soprattutto per la tentata eliminazione della detassazione dei carburanti per la pesca e la lotta per bandire gli strumenti di cattura mobili sul fondo. Questa azione è stata vista come uno spregiudicato tentativo del Commissario europeo  Sinkevicius di fare campagne elettorale a spese del settore. Un forte segnale di dissenso è arrivato anche dalle Commissioni Agricoltura e Pesca del Parlamento Europeo, dove un fronte unitario di tutto il centrodestra ha bocciato a maggioranza la proposta.


  • Alluvione Romagna, Gardini: «Due miliardi sono prima importante risposta per emergenza. Ripristino infrastrutturale è la priorità»

    Per l’emergenza alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche sono stati stanziati i primi due miliardi di euro, di cui 900 milioni dedicati al lavoro.

    Al termine dell’incontro a Palazzo Chigi sull’emergenza alluvione in Emila Romagna e Marche, il presidente di Alleanza Cooperative Maurizio Gardini, anche a nome dei copresidenti Gamberini e Schiavone ha dichiarato: «Due miliardi di euro, di cui 900 milioni dedicati al lavoro sono una prima riposta importante per affrontare l’emergenza. Non è ancora il tempo della conta dei danni, che sono notevoli, ma l’agroalimentare è in grande sofferenza. In un raggio di dieci, venti chilometri sono concertate le locomotive dello sviluppo e dell’agroalimentare italiano che dobbiamo preservare e mantenere».

    «La cooperazione in Romagna- ha continuato il presidente Gardini– innerva molti territori e ha grande presenza. Ha pagato un pesante tributo, molte nostre cooperative sociali sono in difficoltà e continuano ad assistere in silenzio le persone fragili e disabili. Il settore della pesca e quello del turismo stanno anch’essi pagando un prezzo pesante a causa dell’alluvione. Cosi come le cooperative di consumo e di dettaglianti si stanno adoperando per assicurare il non facile rifornimento dei supermercati. E dopo le misure per tamponare le prime necessità, c’è bisogno di guardare oltre con azioni strutturali mirate. È necessario intervenire sull’assetto idrogeologico, ma occorrono risorse economiche adeguate. C’è bisogno di unire le forze in un grande rapporto istituzionale tra governo, regioni sindaci e organizzazioni di rappresentanza. Il lavoro da fare è un lavoro molto importante come quello che fu fatto dieci anni fa con il terremoto»


  • Alluvione Emilia Romagna, Confcooperative: sostenere la filiera Agroalimentare

    L’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna ha causato ingenti danni in tutti i settori.

    L’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche ha causato danni inimmaginabili in tutti i settori, dal sociale, all’agricolo, al culturale. Ha spazzato via i raccolti, i vigneti, i frutteti, ha distrutto i prodotti di stagione, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende, come affermato da Davide Vernocchi, coordinatore settore ortofrutta Alleanza cooperativa Agroalimetare.

    Il territorio ha subito devastanti cambiamenti, al punto che è quasi impensabile un futuro con la stessa conformazione territoriale. Raffaele Drei, Presidente di Confcooperative Emilia Romagna, ha dichiarato che ci sono danni sull’intera filiera Agroalimentare. “Il problema più grande e preoccupante è la sussistenza delle aziende agricole, che hanno perso tutta la produzione. Senza frutta manca la base di una filiera”.

    Per Confcooperative la priorità ora è quella di ripristinare la rete stradale e dei trasporti, per sostenere la ripresa della filiera Agroalimentare. La circolazione delle merci e delle persone è fondamentale per evitare il black out, per il rifornimento degli allevamenti e la lavorazione dei prodotti.

    Confagricoltura Emilia Romagna calcola che dovranno essere sostituite 10 milioni di piante e sarà necessario liberare le fabbriche da acqua e fango per capire cosa si riuscirà a salvare dei prodotti nei magazzini e dei macchinari.

    I posti di lavoro a rischio nell’agricoltura sono oltre 50.000 e la produzione di frutta in Italia potrebbe calare del 20%. Secondo Coldiretti, Il raccolto della frutta sarà compromesso per i prossimi quattro o cinque anni perché l’acqua rimasta nei frutteti ha soffocato le radici degli alberi fino a farle marcire con la necessità di espiantare e poi reimpiantare intere piantagioni. I prezzi all’ingrosso, che erano già saliti del 7% prima dell’alluvione, potrebbero subire maggiori aumenti.


  • Alluvione in Emilia Romagna e Marche, Alleanza delle cooperative: priorità salvare vite e aiutare il sistema produttivo

    Alleanza delle cooperative esprime massima solidarietà all’Emilia Romagna e alle Marche colpite dall’alluvione.

    L’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche ha causato gravi danni alle popolazioni, alle cooperative e alle attività imprenditoriali. Maurizio Gardini, presidente di Alleanza Cooperative, anche a nome dei copresidenti Gamberini e Schiavone, in una nota esprime massima solidarietà.

    «Esprimiamo solidarietà e sostegno alle popolazioni, alle cooperative e a tutte le attività imprenditoriali colpite dalla furia dell’alluvione in Emilia Romagna e nelle Marche. La priorità è mettere in salvo le persone ed evitare nuove vittime. E ringraziamo la Protezione civile, i Vigili del fuoco e i volontari per quanto stanno facendo. Subito dopo occorrerà pensare alle attività produttive ora in ginocchio. Coltivazioni devastate, capannoni, attrezzature e macchinari danneggiati o distrutti. Numerosi territori irraggiungibili per la compromissione di alcune delle principali infrastrutture viarie. Bisognerà permettere al sistema produttivo di rialzarsi il prima possibile per consentire questi territori di tornare a essere una delle locomotive della nostra economia. Chiediamo, pertanto, al governo, che già si è reso disponibile, di nominare un commissario con pieni poteri che possa affrontare il drammatico quadro di urgenze, come fatto in passato per le devastazioni dovute ai terremoti. Questa alluvione ha provocato devastazioni pari a un sisma. Positivo il primo intervento del governo sulla sospensione delle scadenze fiscali. Andrà poi previsto un graduale piano di rientro solo quando le attività economiche torneranno a regime».

    Bisognerà operare concretamente per offrire ai cittadini un futuro sereno, destinando tutte le risorse possibili per poter ricominciare.

    Mauro Neri, presidente di Confcooperative Romagna, ha affermato la necessità di utilizzare i fondi per PNRR per ricostruire il territorio.

    “I soci delle cooperative agricole sono disastrati, in quanto hanno tutti i terreni allagati, di conseguenza il raccolto di quest’anno è impensabile che ci possa essere. Per quanto riguarda il discorso sociale, non siamo ancora stati in grado di fare una ricognizione, perché le città sono allagate. In una situazione come questa, i danni sono trasversali in tutti i settori, è chiaro che nell’agricolo è più evidente per via dei terreni completamente allagati.  Per via della situazione apocalittica, sarebbe necessario che i fondi del PNRR fossero utilizzati per rimettere a posto il territorio, per poi investirli successivamente”.

    Confcooperative Romagna ha aperto una raccolta fondi per aiutare i cooperatori e le cooperatrici delle imprese associate che hanno subito danni dall’alluvione che ha colpito la Romagna e in particolare i comuni della Romagna faentina e della Bassa Romagna.

    Per contribuire alla raccolta fondi è possibile donare tramite bonifico al conto corrente bancario “Confcooperative Romagna per le cooperatrici e i cooperatori alluvionati” IBAN IT25 G 08542 23700 000000731028. Il conto è aperto presso la Bcc ravennate, forlivese e imolese che ha azzerato ogni costo di commissione per tutti i correntisti. Per chi non ha il conto presso l’istituto di credito cooperativo valgono le commissioni previste dalla propria banca.



  • Dal 25 al 28 maggio torna il Festival dell’Economia di Trento a cura del Gruppo 24 ORE e Trentino Marketing. Una XVIII Edizione che rinnova l’attenzione di tutte le istituzioni trentine verso l’economia e i grandi temi dell’attualità nazionale e internazionale. Un grande lavoro nel campo della divulgazione che si declina in un evento diffuso, pensato per attivare l’intera città di Trento, grazie a una rete che intercetta bisogni e crea opportunità per tutti gli stakeholder e gli appassionati dalle imprese alle istituzioni , dai giovani alle famiglie.

    Confcooperative per questa XVIII edizione punta su Export e Italian sounding, sostenibilità ed energia, lavoro, giovani e donne.

    Programma Festival di Trento

    – 25 Maggio ore 09.30 PANEL FESTIVAL:

    Un nuovo modello di capitalismo tra sostenibilità e diseguaglianze, presso la FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA, Aula Kessler, dalle 9.30 alle 10.30. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Sostenibilità I protagonisti: Aldo Bonomi, fondatore e coordinatore di ricerca Consorzio AASTER, Luigino Bruni, ordinario Lumsa e caposcuola dell’economia civile, Rita D’Ecclesia, Università La Sapienza di Roma, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, Marcello Signorelli, Università di Perugia. Modera Alberto Orioli, vicedirettore Il Sole 24 Ore

    – 25 maggio ore 12.00 (Economia dei territori – Sede CR Trento Palazzo Benvenuti

    La cooperazione agroalimentare tra tutela e valorizzazione del cibo italiano. L’export alla prova dei mercati e dell’Italian sounding

    Introduzione di Carlo Piccinini, presidente Confcooperative Fedagripesca; Intervengono Marco Grazioli, The European House Ambrosetti illustra il rapporto Italia Sounding e Pina Costa, direttore relazioni esterne Assocamerestero: quali strumenti di sistema a sostegno delle imprese. Cooperative alla prova dei mercati l’esperienza di Latteria Soresina con Michele Falzetta, general manager. Conclusioni: proposte e scenari, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e Marco Grazioli, presidente The European House Ambrosetti. Modera Fabiola Di Loreto, direttore generale Confcooperative

    – 25 Maggio: ore 15.00 – PANEL (Economia dei territori – Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    L’economia della bellezza: le cooperative di comunità Massimiliano Monetti: la cooperazione di comunità per Confcooperative; Giovanni Teneggi la promozione sui territori; Giuseppe Daconto Fondosviluppo l’impegno e i risultati del Fondo mutualistico; Laura Cantarella, vicepresidente Cooperativa di comunità Viso a Viso (Ostana – CN), Barbara Rampelotto, Cooperativa di comunità Green Land (Lavarone – TN). Interviene e modera Emilio Casalini

    – 25 Maggio: ore 16.30 – Economia dei territori (Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    Il lavoro che rinasce, da dipendenti a imprenditori, in cooperativa si può: i workers buy out  Silvia Rossi, direttore Fondosviluppo, Confcooperative e gli strumenti di sistema; Pierfrancesco Palù, presidente Cooperativa Spotlight (Como), Raffaella Lorenzato, presidente della Cooperativa Italian Fashion Design e Pierpaolo Baroni, referente nazionale per i WBO.

    – 26 Maggio: ore 10.00 – Economia dei territori (Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    Cooperative e innovazione tra genere e generazioni. Intervengono Dennis Maseri, presidente Giovani Imprenditori Confcooperative; Anna Manca, presidente dirigenti Donne Confcooperative e vicepresidente nazionale; Ilaria Miniutti, Cooperativa Futura (PN), Giuliana Baldini, presidente Cooperativa Betania. Modera Luca De Biase (Il Sole 24 Ore)

    – 26 maggio PANEL FESTIVAL ore 16.00

    Pnrr: ostacoli, protagonisti e opportunità, presso la FACOLTÀ DI ECONOMIA, Sala Conferenze dalle 16.00 alle 17.00. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Osservatorio Pnrr I protagonisti: Federica Brancaccio, presidente ANCE, Marco Leonardi, Università di Milano “La Statale”, Dario Scannapieco, amministratore delegato CDP, Marco Venturelli, segretario generale, Confcooperative. Modera Manuela Perrone, giornalista Il Sole 24 Ore

    – 26 maggio ore 18.00 – Economia dei territori (Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    L’energia dei territori: il modello delle comunità energetiche. Introduzione di Roberto Savini, presidente Confcooperative Consumo e Utenza. Intervengono Laura Borsieri (Cedis – Consorzio Elettrico di Storo), Maria Adele Prosperoni, capo servizio ambiente ed energia Confcooperative e Stefano Pizzuti, direttore Smart Energy ENEA. Sergio Gatti, direttore generale Federcasse Modera Filippo Solibello 

    – 26 maggio ore 19.00 – Economia dei territori (Luogo stand Confcooperative piazza Duomo) Filippo Solibello presenta il libro SPAM

    – 27 maggio ore 10.00 – Economia dei territori (Luogo stand Confcooperative piazza Duomo) 

    Il ruolo anticiclico delle imprese cooperative elettriche e di utenza. Esperienze mutualistiche a difesa dei soci per il contrasto al caro energia Intervengono: Elisa Brunner, referente per le cooperative energetiche e acqua della Federazione Cooperative Raiffeisen; Alberto Cazzulani, presidente di Power Energia; Daniele Domanin,  consigliere di presidenza di Confcooperative Consumo e Utenza e coordinatore delle cooperative elettriche storiche italiane dell’arco alpino. Conclude: Roberto Savini, presidente Confcooperative Consumo e Utenza con Janina Landau

    – 27 maggio PANEL FESTIVAL: ore 11.45

    Economia sociale e politiche dell’Unione europea. Evento in collaborazione con Euricse LUOGO: ITAS FORUM , dalle 11.45 alle 12.45. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Terzo settore I protagonisti: Giuseppe Consoli, presidente Itas Mutua, Sarah de Heusch, direttrice social economy Europe, Antonella Noya, OECD LEED Programme, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, Antonio Parenti, Direttore della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Gianluca Salvatori, segretario generale, EURICSE e Fondazione Italia Sociale

    – 27 maggio PANEL FESTIVAL: ore 14.00

    La nuova era della medicina, dalla prevenzione alla terapia. Introduce Alberto Mantovani, presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca in dialogo con Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice Radio 24. Segue tavola rotonda con Jacopo Andreose, CEO Angelini Pharma, Maria Grazia Mediati, vicepresidente Confcooperative sanità, Maria Rescigno, capo del laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota Humanitas, pro-rettore alla ricerca di Humanitas University, Paola Rossi, Università di Pavia, Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice Radio 24, presso la Facoltà di sociologia, Aula Kessler dalle ore 14.00 alle 15.30. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Medicina e ricerca. I protagonisti: Jacopo Andreose, CEO Angelini Pharma, Maria Grazia Mediati, vicepresidente Confcooperative Sanità, Maria Rescigno, capo del laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota Humanitas, pro-rettore alla ricerca di Humanitas University, Paola Rossi, Università di Pavia. Modera Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice Radio 24

    – 27 maggio ore 14.30 – Economia dei territori (Luogo stand Confcooperative piazza Duomo) 

    Economia Collaborativa e Neomutualismo: Il futuro è già qui Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager CGM; Daniela Rader, manager di Rete Italian Building System; Franco Contu, Co-founder SardexPay; Francesco Stocco, co-founder Myrestartup. Modera Alessandro Pontara, presidente Dal Barba Cooperativa Sociale

    – 27 maggio PANEL FESTIVAL ore 17.30

    Economia civile e sostenibilità sociale. presso la SALA FALCONETTO dalle 17.30 alle 18.30. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Sostenibilità. I protagonisti: Carla Barbanti, presidente Confcooperative Habitat Sicilia, Stefano Zamagni, Università di Bologna, Elena Beccalli, Università Cattolica del S. Cuore, Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata, Nunzio Galantino, presidente Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Alessia Maccaferri, giornalista Il Sole 24 Ore.


  • impresa-sociale

    Salario minimo, Alleanza delle cooperative: garanzie sulla rappresentanza e maggiori controlli

    Alleanza delle cooperative ha espresso la sua posizione sulla questione sempre più accesa del salario minimo.

    Il dibattito sul salario minimo è sempre più acceso, soprattutto alla luce della recente direttiva europea. l’Alleanza delle cooperative ha espresso la sua posizione sulla questione, sostenendo che l’obiettivo di garantire livelli minimi di retribuzione dignitosi per i lavoratori debba essere raggiunto mettendo al centro i contratti collettivi nazionali “leader”.

    Secondo Sabina Valentini, Capo servizio sindacale e giuslavoristico di Confcooperative, è importante sostenere e praticare il principio della centralità del ccnl leader, che definisce il trattamento economico minimo. Valentini ricorda che nel 2008, insieme al governo e ai sindacati CGIL, CISL e UIL, l’Alleanza delle cooperative ha imposto l’applicazione solo per i suoi soci lavoratori dei trattamenti minimi contrattuali previsti dalla contrattazione leader. Questo fu un embrione di una misura su un minimo di una misura salariale previsto da contratto che potrebbe essere applicata erga omnes. Valentini auspica che l’obbligo di imporre minimi salariali tramite la contrattazione collettiva venga esteso anche ai lavoratori dipendenti, e esteso il più possibile.

    La contrattazione collettiva è l’autorità salariale, lo è stata fino ad oggi, per tale ragione Valentini auspica che continui ad esserlo.

    Tuttavia, aggiunge Valentini: “Bisogna incentivare i controlli e la vigilanza, altrimenti nessun minimo ha senso: non è affatto detto che se introducessimo una soglia per legge otterremmo dei risultati, perché gli stessi soggetti che oggi sfruttano il lavoro non applicando la contrattazione collettiva leader, non applicherebbero il salario minimo per legge. Abbiamo l’impressione che un salario minimo per legge potrebbe diventare illusorio”.

    Secondo Valentini, il tema di fondo è la misurazione della rappresentanza sindacale. Se non si mette concretamente mano al concetto di misurare la rappresentanza che determina gli attori negoziali, che stipulano contrattazione leader, non si potrà uscire dalla situazione attuale. Inoltre, Valentini esprime la preoccupazione che un salario minimo per legge potrebbe determinare anche qualche fuga dai collettivi nazionali applicati, che garantiscono un trattamento economico minimo costituito da varie voci.

    “Ci preoccupa infine che un salario minimo per legge potrebbe determinare anche qualche fuga dai contratti collettivi nazionali applicati, i quali garantiscono un trattamento economico minimo che è formato da tante voci, non solo dal minimo orario, e che lo rendono non solo più sostanziale ma anche più equo: permessi retribuiti, ferie, mensilità aggiuntive, tutto questo fa parte del trattamento economico minimo. Tutte garanzie per i lavoratori da cui un salario minimo per legge potrebbe indurre alcune imprese a scappare. È chiaro dunque che il tema è far applicare il contratto collettivo, e su questo invochiamo una maggiore vigilanza, nel nostro preciso interesse”


  • servizio-civile-universale

    Il welfare dei servizi sociali in Calabria rischia di implodere. Il Forum Regionale del Terzo Settore, Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà, lanciano un grido d’allarme a tutta la regione

    Come Forum Regionale del Terzo Settore, Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà,
    organismi di rappresentanza della quasi totalità degli enti gestori dei servizi e delle strutture socioassistenziali calabresi, ci troviamo, nostro malgrado, ad evidenziare il serissimo rischio di implosione dell’intero sistema di welfare dei servizi sociali in Calabria.

    Siamo stati costretti, infatti, a rimarcare con una nota inviata ieri alle massime istituzioni ed ai Dirigenti regionali e che si allega al presente comunicato, le gravissime problematiche riscontrate nell’applicazione del Regolamento 22, nonché delle modifiche introdotte dalle Deliberazioni della Giunta Regionale (DGR) 669 e 735 nel dicembre 2022. Incombe ormai la scadenza del 30 settembre, ultimo giorno utile per l’adeguamento delle strutture socio-assistenziali ai requisiti richiesti dal Regolamento, ma vi è il rischio imminente di una paralisi di servizi essenziali per i cittadini calabresi.

    Attraverso le nostre organizzazioni, il Terzo Settore calabrese gestisce la stragrande maggioranza delle strutture e dei servizi socio-assistenziali oggetto della riforma originata dall’applicazione, peraltro enormemente in ritardo, anche in questa regione della L.328 del 2020.
    Dopo un iter lungo e faticoso, questo doveva essere l’anno della definitiva applicazione del nuovo Regolamento, attraverso un processo di modifica dello stesso teso a renderlo sostenibile per gli ambiti e per gli enti gestori.
    A dicembre dello scorso anno, infatti, attraverso due delibere di Giunta, sono stati prorogati i termini di adeguamento al 30 settembre 2023, proprio per consentire di porre in essere le necessarie modifiche.

    È stato istituito un tavolo tecnico partecipato a livello regionale, con le rappresentanze del Terzo Settore e degli ambiti, e tutto sembrava poter procedere speditamente e nella giusta direzione.
    Purtroppo, però, ancora una volta siamo costretti a ricrederci.
    Al momento solo alcuni ambiti hanno sottoscritto le convenzioni con gli enti del terzo settore e non sono stati effettuati pagamenti per le prestazioni del 2023, né addirittura è possibile fatturare e quindi ricorrere perlomeno ad anticipazioni bancarie. Le strutture peraltro sono già in difficoltà perché non hanno ancora ricevuto i saldi degli anni 2021 e 2022. La situazione è paradossale ed insostenibile.
    Gli ambiti territoriali, inoltre, hanno affrontato notevoli difficoltà interpretative riguardo alle norme regolamentari, in particolare per gli aspetti amministrativi, rendicontativi e di compartecipazione degli utenti.

    Da ultimo si è comunicato agli ambiti, per i Centri diurni per minori con disabilità, che gli stessi dovranno compartecipare alla retta attraverso il versamento anche dell’indennità di frequenza, che notoriamente invece costituisce un sostegno alle famiglie per consentire l’inserimento scolastico e presso strutture riabilitative e/o sociali. Si tratta di una disposizione illegittima ed assolutamente non condivisibile che, ci auguriamo, sia frutto solo un mero errore e che va immediatamente corretta.
    Inoltre, nonostante da noi espressamente richiesto, non sono state specificate le tempistiche per l’esenzione dalla compartecipazione dei minori, delle donne in difficoltà e delle vittime di violenza, lasciando spazio a interpretazioni soggettive da parte degli ambiti.

    Da ultimo segnaliamo, per l’ennesima volta, che la riforma di un welfare come quello calabrese, ingessato su un sistema antico di strutture più che di servizi e prossimità, non si può fare a costo zero.

    Lo stesso Dipartimento Regionale sa molto bene, avendo richiesto più volte un intervento della Giunta e del Consiglio Regionale, che sono necessari almeno altri 10 milioni di euro annui per garantire a regime il sistema integrato di interventi e servizi sociali, senza i quali non ci sono i presupposti per consentire neanche la continuità degli interventi già in atto.

    Queste sono solo alcune delle questioni poste nella nota inviata ieri agli interlocutori politici ed ai
    dirigenti regionali, della quale si chiede di prendere visione.

    Il Forum del Terzo Settore e le centrali cooperative Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà, rappresentano come detto la quasi totalità degli enti che gestiscono sul territorio i servizi per le diverse fragilità (minori, anziani, persone con disabilità, donne in difficoltà e vittime di violenza, ecc.) e sino ad ora hanno dimostrato grande disponibilità al confronto ed alla collaborazione istituzionale.

    Ora però il rischio di implosione dell’intero settore è davvero imminente.
    Per tale motivo, pur mantenendo responsabilmente la nostra disponibilità alla collaborazione per la soluzione tecnica dei problemi, anticipiamo sin da ora che in assenza di immediati interventi risolutori porremmo in essere tutte le necessarie azioni di tutela dei diritti dei cittadini più fragili e degli stessi Enti del Terzo Settore, sia in termini giudiziali, ove necessario, sia di sensibilizzazione e protesta non violenta.


  • I 25 anni del Festival internazionale delle abilità differenti

    Il Festival internazionale delle abilità differenti si svolgerà a maggio tra Capri, Correggio, Pavullo, Mirandola e Bologna

    Dopo tre anni di edizioni autunnali, la XXV edizione del Festival internazionale delle abilità differenti, dal titolo La casa, la strada, il villaggio, organizzato dalla Nazareno cooperative sociali di Capri, ritorna a maggio tra Carpi, Correggio, Pavullo, Mirandola e Bologna fino al 28 maggio.

    La manifestazione è nata con l’obiettivo di valorizzare la persona e di dimostrare concretamente che anche per i “diversamente abili” esistono grandi e sorprendenti possibilità di esprimere i loro talenti al di là degli handicap psichici o fisici di cui sono portatori.

    Il festival offre ai partecipanti la possibilità di prendere parte a eventi culturali, spettacoli, convegni, seminari, film, libri, testimonianze e workshop, mostrando chiaramente il loro talento e dimostrando che le disabilità non sono un ostacolo all’arte e alla cultura.

    L’vento pone l’enfasi sulla necessità di un mondo inclusivo e libero dai pregiudizi e dalle discriminazioni. Il festival è aperto a tutti, e questo dà la possibilità di coinvolgere la comunità locale e creare un ambiente di empatia tra tutti.

    Un occasione unica per confrontarsi, imparare a conoscere l’altro e celebrare le differenze. L’inclusione diventa un elemento fondamentale per la costruzione di una società davvero equa e giusta.

    Stefano Malagoni, direttore del festival, ha dichiarato: “L’arte e la cultura come canali privilegiati, perchè innanzitutto i nostri ospiti potessero esprimere, trovare e mettere in luce, attraverso l’aiuto di esperti, maestri, professionisti ed educatori, quello che inconsapevolmente hanno dentro. Anche laddove questi talenti sono più nascosti alla vista rispetto alla normalità”.

    Il programma completo è scaricabile dal sito www.festivalinternazionaleabilitadifferenti.it.


  • Economia circolare: indagine Legacoop-Ipsos sulle scelte dei consumatori

    Presentata la prima indagine sul tema in Italia, realizzata da Legacoop in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile e Ipsos.

    Durante la Quinta Conferenza Nazionale sull’Economia circolare, promossa dal CEN, Circular Economy Network, che si è svolta a Roma il 16 maggio, è stata presentata la prima indagine sul tema in Italia, realizzata da Legacoop in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile e Ipsos.

    Tra i risultati emersi si evidenzia la crescente propensione degli italiani al riuso, al riciclo e al riutilizzo degli imballaggi. Tuttavia, molti sono preoccupati per la sicurezza degli imballaggi a contatto con gli alimenti. Inoltre si è riscontrato che gli italiani sono molto orientati alla proprietà dei beni e considerano che vivono in una società poco abituata al riuso.

    Simone Gamberini, presidente di Legacoop, afferma che sia necessario modificare la proposta di Regolamento europeo sugli imballaggi ed i rifiuti da imballaggi che, nonostante sia in linea con la gerarchia dei rifiuti, non tiene conto delle differenze tra i vari paesi europei. Inoltre, il Presidente Legacoop, ha invitato a rafforzare la comunicazione e l’educazione alla sostenibilità.

    Di seguito i principali punti chiavi emersi dall’indagine.

    Le sfide

    Per il 32% delle persone viviamo in una società poco abituata al riuso, per il 28% le persone preferiscono avere sempre l’ultimo modello uscito sul mercato. Questi i due principali limiti alla diffusione dei prodotti usati ricondizionati o rigenerati.

    L’acquisto di beni, prodotti e servizi è ritenuto più costoso ma anche quello più semplice da utilizzare, mentre lo sharing è considerato dal 34% delle persone intervistate quello che porta più vantaggi ambientali.

    Rispetto al nuovo, il prodotto usato rigenerato o ricondizionato è considerato meno duraturo dal 46% del campione, meno affidabile dal 36%, meno facile da trovare dal 31% delle persone coinvolte nel sondaggio.

    Nelle decisioni di acquisto, gli italiani sono attenti a considerare la durata del prodotto (87%), il fatto che sia riparabile (83%), riciclabile (81%) e sono influenzati dalle recensioni di altri consumatori (il 79%). Tendono a fidarsi delle comunicazioni pubblicitarie sulla sostenibilità.

    Tra le iniziative per incentivare un approccio più circolare: riduzione dei prezzi (86%); incentivi economici sui prodotti usati/ricondizionati/rigenerati (84%); più informazioni sulla loro affidabilità (85%).

    Le scelte dei giovani

    Leasing, noleggio e sharing sono utilizzati più della media (+ 10-11%) dalla fascia di popolazione di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Gli under 30, però, sono i più scettici circa le proposte per incentivare un approccio più circolare alle scelte d’acquisto. Hanno poca fiducia nella capacità di migliorare la governance del settore. 

    Il packaging: per 8 italiano su 10 è importante ridurre gli imballaggi

    Oltre 80% delle persone intervistate ritiene che ridurre il packaging sia importante. Inoltre, per l’84% degli italiani, è molto o abbastanza importante che l’imballaggio sia realizzato con materiale riciclabile. L’83% reputa molto o abbastanza importante che sia riutilizzabile più volte e realizzato con materiali riutilizzabili in maniera ecologica, consentendo una riduzione dei consumi di acqua, energia e altre risorse.

    La dicitura più credibile sugli imballaggi, per l’85% delle persone, è “realizzato con materiale riciclato”, quella meno credibile (75% del campione) “riutilizzabile più volte, indipendentemente dal materiale con cui è realizzato”. La dicitura “realizzato con materiale riciclato, che garantisce la sicurezza del contatto con alimenti e bevande” è molto o abbastanza credibile per 4 italiani su 5.

    Stili di vita e di consumo

    Per 8 italiani su 10 (più precisamente per l’81% degli intervistati) “nella società di oggi siamo troppo abituati a collegare il benessere alla quantità di nuovi beni acquisiti, invece che alla maggiore cura dei beni che utilizziamo”.

    Quali sono altri limiti al riuso? Le riparazioni non vengono effettuate perché sono troppo costose. Inoltre, si ritiene che prodotti tech ed elettrodomestici non siano fatti per essere riparati, mentre arredamento e bici/monopattini non vengono riparati perché mancano le professionalità. Auto e moto perché i tempi sono troppo lunghi.

    Se un prodotto non funziona più, gli italiani cercano di ripararlo. Ciò accade nel 50% dei casi per quanto riguarda le auto. In alternativa, valutano se possono farne a meno: hanno risposto in questo modo il 20% degli intervistati per quanto riguarda l’abbigliamento e gli accessori. In merito ai prodotti tecnologici e ai grandi elettrodomestici non più funzionanti, il 14% delle persone cerca di sostituirli con un prodotto diverso ma che possa svolgere la stessa funzione.

    Quando un prodotto non è più funzionante né riparabile, viene smaltito come rifiuto differenziato da 7 italiani su 10 e un italiano su 2 cerca di riutilizzarlo.

    L’economia del dono

    Quando un prodotto ancora funzionante non serve più, 6 italiani su 10 lo smaltiscono differenziandolo e ben 1 su 2 lo regala a qualcuno a cui potrebbe servire. Nell’ultimo anno, infine, 9 italiani su 10 hanno contribuito a dare una seconda vita ai prodotti usati, in particolare donando a parenti o amici (38%) o vendendo online i propri prodotti (30%).

    Il rischio

    Il timore di essere truffati è però un elemento frenante sia nella vendita che nell’acquisto di beni usati: 29% e 49%, rispettivamente, degli intervistati ha espresso questa paura. Oltre a tale motivo, anche tempo e impegno richiesti sono considerati limiti alla vendita di prodotti usati (31%). La scarsa conoscenza del mercato e dei prezzi è un ulteriore disincentivo relativamente all’acquisto di prodotti usati per il 29% degli intervistati.


  • 35° Salone Internazionale del Libro di Torino, 18-22 maggio 2023

    Il 35° Salone del Libro di Torino si terrà dal 18 al 22 maggio 2023 e anche quest’anno c’è un ricco calendario di appuntamenti organizzati dalle case editrici cooperative, dall’Alleanza Cooperative di Settore e da alcune Federazioni.

    Il 35° Salone del Libro di Torino si terrà dal 18 al 22 maggio 2023 e anche quest’anno c’è un ricco calendario di appuntamenti organizzati dalle case editrici cooperative, dall’Alleanza Cooperative di Settore e da alcune Federazioni.

    Come negli anni scorsi, la presenza al Salone del Libro avverrà presso lo stand dell’Alleanza delle Cooperative Comunicazione all’interno del Padiglione Oval stand T78 e sarà animato da un ricco programma di iniziative: presentazioni di libri, incontri con gli autori e tavole rotonde su temi di attualità.

    In questa edizione è particolarmente evidente come la cultura sia un elemento unificante
    e trasversale, con molti settori impegnati a sviluppare una riflessione e fornire un contributo alla
    promozione della lettura.

    Le cooperative al Salone del libro: Gli appuntamenti del 18 maggio

    Si parte con l’evento “Parità di genere: elemento di crescita per le imprese”, dalle 14.00 alle 15.00, a cura di cooperativa Nodo. Il tema delle pari opportunità è affrontato oramai da diversi punti di vista. In questo evento lo sguardo è rivolto alle imprese. La parità è anche elemento di crescita per le realtà produttive.

    Dalle 15.00 alle 16.00, verrà presentata un’inedita raccolta intitolata “Amore senza lividi. Storie di guerriere senza paura. Raccolte e narrate”, a cura della cooperativa sociale Proodos.
    I racconti qui presentati sono vere e proprie testimonianze di donne che ce l’hanno fatta. Donne dal passato burrascoso che per anni hanno subito vessazioni psicologiche e fisiche ma che, a seguito di un percorso di fuoriuscita dalla violenza, hanno finalmente ripreso in mano la loro vita. Storie che non fanno perdere la speranza. Storie che lanciano un messaggio di positività e un grido di rinascita: dalla violenza si può uscire!

    Dalle 16.00 alle 17.00 si terrà la presentazione del progetto “TAM TAM. La cultura che ti muove, un progetto di cultura diffusa” che evidenzia come la proposta culturale può riattivare i legami e gli spazi. All’interno del progetto sarà sperimentato l’uso di un pulmino attrezzato per portare cultura e socialità direttamente sui territori.

    Alle 17.00 appuntamento con l’evento “Vent’anni di storie di (e dal) confine”. Venti brevi letture che raccontano il catalogo di Scritturapura Casa Editrice in collaborazione con Staff in Lettura Scuola O.D.S. cooperativa Operatori Doppiaggio e Spettacolo diretto da Stefania Giuliani.

    Tra le iniziative in programma, alle 17.00, si terrà un incontro intitolato “Cultura è futuro”, curato dall’Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione, che vedrà protagonisti i principali rappresentati del settore creativo e culturale italiano. Si parlerà di cultura come infrastruttura trasversale e necessaria per affrontare le sfide del nostro Paese, con l’obbiettivo di portare avanti una visione comune di lungo periodo.

    Gli incontri di venerdì 19 maggio

    Venerdì 19 maggio, dalle 10.30 alle 11.50, presso il Padiglione 3-Sala Argento, si terrà il convegno “La cultura della salute”, a cura di Confcooperative Sanità Piemonte.
    La pandemia ha evidenziato la forte crisi di due aspetti fondamentali relativa alla salute dei cittadini: quella del sistema della sanità di territorio e quella della cultura della cura. Partendo da questa presa di consapevolezza, emersa in tutti gli ambiti istituzionali, sia del pubblico che del no profit, attore fondamentale nei diversi sistemi sociosanitari regionali, il convegno si interroga su quali percorsi di coprogrammazione ed intersettorialità, tra il mondo della cultura e della sanità, è possibile mettere in campo nel prossimo futuro con l’aiuto del mondo della cooperazione.

    Dalle ore 11.00 alle ore 12.00, appuntamento con “Tum tum ciak”, a cura di “La Fabbrica dei Suoni” soc. coop. sociale. Il supporto digitale per imparare (con) la musica. Una piattaforma video con serie web educative per apprendere in modo esperienziale, affinché la musica diventi bagaglio culturale ed educativo alla portata di tutti.

    Alle 12.00 si terrà la presentazione del libro “I valori e l’impegno” di Rosaria Nelli.
    Il libro racconta la storia di una donna in un piccolo paese dell’entroterra abruzzese e di come abbia dedicato la vita allo sviluppo turistico locale ed all’organizzazione del lavoro, con un’intensa attività progettuale in un sistema di reti volto alla promozione del territorio. Rosaria Nelli ha costituito imprese cooperative, modelli di gestione di servizi in un rapporto territoriale pubblico-privato, rivestito alti incarichi di rappresentanza politico-sindacali nella sua Regione e a livello della cooperazione nazionale. Rosaria racconta anche le opposizioni subite durante il suo percorso professionale, a riprova che l’emancipazione e le realizzazioni hanno sempre dei costi umani. Con la sua storia Nelli ha infranto il
    “soffitto di cristallo” con coraggio e determinazione.

    A seguire verrà presentato il libro “Alzo gli occhi per dire sì”.
    Da quando è nata Ruth non ha mai pronunciato una parola. Non ha mai potuto camminare, nutrirsi o pettinarsi da sola. Imprigionata in un corpo inerte, molti intorno a lei la considerano incapace di pensare, perché incapace di parlare. Invece la mente di Ruth funziona perfettamente, ma pochi intorno a lei se ne accorgono. È grazie a persone illuminate come Steven Kaplan, che tutti realizzano come la donna comprenda ogni cosa ma non abbia strumenti per comunicare: attraverso una tabella di comunicazione fedelmente riportata in frasi da Kaplan, Ruth è ora in grado di raccontare personalmente gli anni della sua reclusione virtuale. Finalmente sarà libera di vivere una vita piena di senso e successi personali. La sua esperienza contribuirà infatti ai primordi della Comunicazione Aumentativa Alternativa, l’approccio
    comunicativo destinato a rivoluzionare nei decenni successivi le possibilità espressive di quanti soffrono deficit della comunicazione. Alzo gli occhi per dire sì cambierà per sempre lo sguardo del lettore sulle persone con gravi disabilità, aiutando a comprendere che la relazione e la comunicazione sanno andare oltre le barriere fisiche e il semplice uso della parola.

    Da non perdere, alle 14.00, la presentazione del libro “In azione contro il Covid” – Storie di cura e di resilienza, in collaborazione con la cooperativa Spaziomnibus.
    Una ricerca sociologica che ha visto interessati diversi soggetti e che contiene riflessioni di studiosi e studiose che, in un’ottica di interdisciplinarietà, si sono interrogati sugli aspetti che hanno caratterizzato la vita individuale e collettiva durante la pandemia da Covid-19. Interverranno anche medici, amministratori locali e Sindaci dei Comuni coinvolti.

    Dalle 15.00 alle 16.00: “Il Turismo conviviale – Bellezza Stupore Comunità”.
    E’ il racconto di come unire un‘esperienza turistica ad una riflessione evocativa e generativa. Imparare a con-vivere allargando i propri orizzonti, diventando capaci di accoglienza incondizionata, tornando a casa anche con la memoria e le emozioni di un’esperienza e un bagaglio culturale e spirituale arricchito.

    Presso il Padiglione 3-Sala Argento, alle 18.00, si terrà l’incontro con Massimo Miro, autore di “La Faglia“.
    Torino, 1978. Cinque ragazzi di periferia, convinti di aver scoperto il covo in cui le Brigate Rosse tengono prigioniero Aldo Moro, decidono di tentare il tutto per tutto per liberarlo mettendolo in salvo nello scantinato di una delle tante case popolari del fantomatico quartiere di Borgo Stura.

    Dalle 18.15 alle 19.15, presentazione del libro “Terzo”, presso il CENTRO CONGRESSI-Sala Lisbona.
    Il Terzo settore non è «terzo». Non viene dopo un primo e un secondo, insomma. Non è marginale ma centrale. E per dimostrarlo Claudia Fiaschi parte da un parallelismo con la Rivoluzione Francese e con il Terzo Stato. Pochi mesi prima della convocazione degli Stati Generali, l’abate Seyès pubblica un pamphlet in cui «descrive il Terzo Stato come un uomo forte e robusto con un braccio ancora in catene, oppresso, ostacolato ed evidenzia che se si rimuovessero questi impedimenti sicuramente la Nazione sarebbe “qualcosa in più”».

    Alle 19.00, ultimo appuntamento della giornata, con “Qui per caso” di Gero Guagliardo.
    “E così succede che io, mai stato a Piacenza sino a quel momento, mi ritrovo a passeggiarci per le strade di una mattina semplice. Perché un posto, prima di piacere a me, deve innanzitutto piacere ai miei passi. Cammino a caso, a muzzo, e lascio fare alle cose che succedono. Quello che doveva essere un giro veloce si trasforma in un giro lento, fatto di storie, immagini, incontri, confidenze, Signore e Signori, pensieri e racconti che veri o finti chissà. Poco importa. Penso al caffè. ‘Le decisioni importanti vanno sempre prese davanti ad un caffè’ dice sempre il mio amico Tano. Entro nel primo Bar che incontro e quello che doveva essere un caffè al volo si trasforma in uno spazio per pensare ancora a tutte le cose che succedono e che forse non dovremmo più lasciarci scappare. “È la prima volta che vieni qui?” mi domanda l’uomo del bar. “Come, scusi?” chiedo io, un po’ imbarazzato. “Conoscevi questo bar o sei finito qui per caso?” “Qui per caso, però a questo punto mi sa che ci resto.” “Benvenuto allora.”

    Questi sono solo alcune delle iniziative che si terranno nelle prime due giornate, per scoprire tutti gli eventi, gli ospiti e i dettagli è possibile consultare il programma completo alla pagina dedicata .


  • Pesca, Alleanza delle cooperative: il piano venga emendato suoi contenuti che minacciano il futuro della pesca europea.

    L’alleanza delle cooperative pesca e acquacoltura chiede che il Piano venga emendato nei suoi contenuti che minacciano il futuro della pesca europea.

    Dopo le proteste dei giorni scorsi in cui la pesca italiana ed europea ha manifestato contro il Piano di Azione di Synkevicius, ed il flash mob organizzato a Strasburgo dall’On. Rosanna Conte ed il gruppo parlamentare ID, il Commissario ha partecipato alla plenaria del PE.

    Numerosi gli interventi che hanno denunciato la insostenibilità del bando dello strascico dai mari europei a cui il Piano di Azione apre la strada attraverso un suo phasing out dalle aree Natura 2000 entro il 2030 (tra i MEPs intervenuti, critici gli italiani Conte, Tardino, Gualmini, Bartolo, a favore D’Amato).

    Rispondendo alle critiche il Commissario Synkevicius, sminuendo la portata che il documento politico è destinato ad avere sui futuri regolamenti europei, ha insistito nell’affermare che il Piano non é un provvedimento legislativo vincolante per gli Stati membri.

    L’Alleanza  delle Cooperative pesca e acquacoltura, ribadendo la mancanza di fiducia su tali rassicurazioni, chiede che il Piano venga emendato nei suoi contenuti più pericolosi che minacciano il futuro della pesca europea, ed ha per questo chiesto un incontro con la Direttrice Vitcheva della DG Mare in cui poter entrare nel merito ed avanzare proposte.