Categoria: News


  • In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, celebrata a Milano Expo 2015, sono intervenuti sul palco dell’Auditorium il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
    I due hanno affrontato tematiche chiave per il futuro del Pianeta come il diritto al cibo, la lotta agli sprechi, l’agricoltura e la protezione sociale.

    Oggi si celebra anche il settantesimo anniversario dalla nascita della Fao, rappresentata ad Expo dal suo direttore mattarella expogenerale Josè Graziano da Silva.
    La giornata odierna, dunque, è stato un momento importante di incontro e confronto su argomenti spesso assenti nell’agenda setting dei vertici istituzionali nazionali ed internazionali. Un silenzio che non può durare a lungo, se è vero che, con la sottoscrizione della Carta di Milano, i capi di Stato si sono impegnati a rendere il diritto al cibo una priorità per ciascun Paese.
    Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon è molto duro sull’argomento: «Le nostre risorse sono un valore e noi le sprechiamo, bisogna vergognarsi. – ha ammonito il segretario – Io chiedo ai leader come spiegano il fatto di avere tanti soldi per distruggere la gente, e uccidere invece di proteggere. Perché non investono in cibo e agricoltura?»

    Il Presidente Mattarella ha sottolineato come le sfide che attendono l’agricoltura e l’alimentare mondiale siano certamente difficili, ma non impossibili da sostenere: «Le difficoltà dell’impresa non devono scoraggiarci, il traguardo può essere raggiunto: il diritto al cibo e all’acqua può essere affermato in tutti i continenti, la cooperazione può prevalere sul conflitto, il dialogo sul fanatismo, la crescita delle opportunità può restringere la forbice delle diseguaglianze».
    Un messaggio di speranza, dunque, quello del Capo dello Stato italiano, che rilancia parlando di obiettivo Fame Zero, che è il traguardo posto anche dalle nazioni unite per il 2030.
    Si tratta di un obiettivo ambizioso, che può essere raggiunto solo attraverso un cambiamento delle priorità a livello istituzionale ed una maggiore discussione all’interno della società civile sulle tematiche del diritto al cibo e della lotta agli sprechi.
    Vi proponiamo il video dell’intervento del presidente Mattarella attraverso il canale ufficiale YouTube della Presidenza della Repubblica italiana.


  • mercuri fedagri

    Un passo in avanti deciso verso una maggiore tutela dei marchi ed un aumento delle esportazioni verso nuovi mercati.
    Il nuovo regolamento Ue sulla promozione dei prodotti agroalimentari è stato valutato positivamente dall’Alleanza delle Cooperative agroalimentari nel corso di un incontro informale con Diego Canga Fano, a capo della Direzione B Politica di Qualità e Accordi multilaterali della DG-AGRI della Commissione europea.

    «Il nuovo regolamento rappresenta, nel complesso, uno strumento soddisfacente”, ha dichiarato il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari mercuri fedagriGiorgio Mercuri. “Apprezziamo in particolare gli sforzi che sono stati fatti per renderlo più efficace e più adatto a rispondere alle sfide di un mercato globalizzato e incerto. Auspichiamo comunque che alcuni degli aspetti più rigidi della politica di promozione, come ad esempio la disciplina relativa all’uso dei marchi, si possano nei prossimi anni superare per rendere ancor più competitivo l’agroalimentare europeo».
    L’Italia ritiene il nuovo strumento di regolamentazione della promozione dell’agroalimentare particolarmente importante. Come ha sottolineato lo stesso Mercuri, nei primi sette mesi del 2015 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto quota 21 miliardi.
    Merito sicuramente delle strategie di internazionalizzazione portate avanti dalle coop e dalle aziende agricole italiane, ma anche dell’effetto benefico di Expo sull’immagine del Made in Italy.
    Per incrementare, però, la quantità di esportazioni è necessario un piano condiviso all’interno dell’Unione Europea che tuteli, ad esempio, il marchio Italia dalle contraffazioni alimentari.
    L’Alleanza delle Cooperative agroalimentari auspica una normativa europea coraggiosa anche sul tema delle indicazioni di provenienza dei prodotti, un aspetto fondamentale per valorizzare il Made in Italy ed aumentare il livello di esportazioni in paesi come la Cina e gli Stati Uniti, dove spopola il fenomeno dell’Italian Sounding. 



  • È terminata da qualche minuto la conferenza stampa di presentazione della Legge di Stabilità 2016.
    Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno fornito un quadro riassuntivo dei principali punti presenti all’interno della manovra finanziaria.

    Prima di esporre nel dettaglio i contenuti, il premier ha sottolineato come attraverso questa Legge di Stabilità il rapporto debito pubblico/Pil cali per la prima volta dal slides legge di stabilità 20162007. Matteo Renzi ha poi coniato uno slogan per descrivere il provvedimento: ” Si scrive Legge di Stabilità, ma si pronuncia legge di fiducia” e ha lanciato l’hashtag #italiacolsegnopiù.
    Per presentare, poi, in maniera sintetica i contenuti della manovra, il Primo Ministro si è affidato, come spesso accade, a delle slides esplicative.
    Vi proponiamo di seguito il contenuto delle stesse:

    1. L’Italia col segno più l’Italia. Legge di Stabilità 2016 / #italiacolsegnopiù
    2. Più orgogliosa, più giusta, più forte, più semplice. Legge di Stabilità / #italiacolsegnopiù
    3. Via le tasse sulla prima casa. Dopo gli 80 euro e l’IRAP, un altro segno di fiducia per gli italiani. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    4. Intervento straordinario sulle case popolari. Ci preoccupiamo di chi arranca. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    5. SuperAmmortamenti: chi investe nell’azienda ammortizza al 140% anziché al 100%. Uno sconto per chi ci crede, da subito. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    6. Un Paese più semplice. Semplificare le misure per il contante, per le partite IVA, per i lavoratori autonomi. legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    7. Un Paese più giusto: pagare meno, pagare tutti. Lotta a evasione con digitalizzazione. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    8. Lotta all’evasione: pagare meno, pagare tutti. Canone RAI a 100 euro. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    9. Un Paese più orgoglioso. 1000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali, 500 assunzioni nella cultura. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    10. tasi legge di stabilitàUn Paese più autorevole. Crescono i fondi per la cooperazione internazionale, specie in Africa. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    11. Taglio IRES dal 2017 al 24%. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    12. Comuni liberi di spendere i soldi in cassa per strade, scuole, marciapiedi, giardini. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    13. Risposte per il Sud, non proclami: 450 milioni per chiudere la ferita della Terra dei Fuochi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    14. Risposte per il Sud, non proclami: stanziamento finale per la Salerno-Reggio Calabria. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    15. Risposte per il Sud, non proclami: fondo di garanzia per ILVA per superare la crisi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    16. Tornare alla Terra! Via IMU agricola, via IRAP agricola, semplificazione burocratiche. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    17. Più sociale. 400 milioni su fondo, legge per il dopo di noi, aumenta il servizio civile. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    18. Prima misura organica contro la povertà, soprattutto per i minori. Con comuni, terzo settore e fondazioni, insieme. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    19. Fondo Sanità: 109 miliardi un anno fa, 110 oggi. Saranno 111 nel 2016. Più soldi, ma spendiamoli meglio! Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    20. Costi standard per tutti. Trasparenza totale sui prezzi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    21. eliminazione imu agricolaLo statuto dei lavoratori autonomi. Finalmente una misura organica: fisco e nuove tutele. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    22. Pensioni. Prime misure di sostegno: no tax area, opzione donne, salvaguardia, part-time. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    23. Spese informatiche. Comprare meno prodotti, usare meglio i dati. Rivoluzione digitale fa risparmiare. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    24. Partecipate. Da ottomila a mille, tetto ai dirigenti, riduzione poltrone, trasparenza dei dati. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    25. Personale PA. Qualità e trasparenza nella selezione. Premiare efficienza e merito. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    26. Comuni hanno più soldi per investimenti, più costi standard. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    27. Città metropolitane, nessun taglio. Province, prosegue taglio, ma salve strade e scuole. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    28. Clausole salvaguardia azzerate nel 2016, no aumento IVA, no aumento accise. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    29. Più soldi a chi contratta su produttività e welfare aziendale. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    30. Piccole imprese: giù l’Irap, anticipo rimborso IVA per crediti non riscossi. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    31. Ancora sgravi per chi assume, meno di prima però, affrettarsi prego. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù
    32. 500 nuovi professori selezionati fra i cervelli all’estero o intrappolati in Italia. Legge di Stabilità 2016 #italiacolsegnopiù

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  • Il Primo Ministro Matteo Renzi ed il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan hanno presentato la Legge di Stabilità 2016.
    Adesso il provvedimento dovrà superare l’esame dell’Unione Europea, prima di arrivare in Parlamento dove verrà approvata entro fine anno.

    La manovra dovrebbe valere circa 27 miliardi; verrà chiesto, inoltre, all’Ue di far valere una clausola di flessibilità sugli eventi eccezionali, come l’immigrazione, per la quale l’Italia spende circa 3 miliardi di euro (0,2% del Pil).
    renzi padoan legge di stabilitàQualora questa clausola venisse accettata dalle istituzioni europee, le risorse per l’immigrazione verrebbero dirottate sulla riduzione dell’IRES, già prevista per il 2017, e su interventi per l’edilizia scolastica. In questo caso l’entità della manovra sarebbe di circa 30 miliardi di euro.
    Vediamo, però, nel dettaglio quali sono i punti salienti della Legge di Stabilità, molti dei quali li abbiamo anticipati in questa sede nei giorni scorsi:

    • Abolizione delle tasse sulla prima casa: via dunque Tasi ed Imu. Confermati gli eco-bonus e quelli sulla ristrutturazione edilizia. La speranza del Governo, espressa dal premier Renzi, è che l’eliminazione delle imposte sulla prima casa possa portare ad un ritorno agli investimenti nel mercato immobiliare.
    • Intervento straordinario sulle case popolari (770 mln) per un loro ammodernamento ed una migliore efficienza energetica.
    • Super-ammortamenti: chi investe nella propria azienda, acquistando, ad esempio, macchinari, ammortizza al 140% anzichè al 100%. Questa legge sarà valida fino da subito e non dal primo gennaio.
    • Innalzamento limite di utilizzo del contante, da 1.000 euro a 3.000 euro. Semplificazione per partite Iva e lavoratori autonomi.
    • Riduzione progressiva del Canone Rai, 100 euro nel 2016 e 96 euro nel 2017.
    • Nuove assunzioni nella cultura: 1000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali e 500 assunzioni nella cultura (investimento per 100 mln).
    • Aumento fondi per la cooperazione internazionale (circa 120 mln), soprattutto per chi opera in Africa e 400 mln per il servizio civile.
    • Abolizione Imu agricola ed Irap per i produttori agricoli.
    • 600 mln per la povertà con interventi incrociati tra Comuni, Terzo Settore e fondazioni bancarie
    • Taglio IRES al 24% a partire dal 2017. Tale misura sarà valida da subito se la Commissione accetterà la clausola di flessibilità proposta.
    • Rinvio intervento sui pensionamenti anticipati al 2016, ma vengono varate misure sul part-time, no tax area, opzione donna e salvaguardia per gli esodati.
    • Stanziamento di fondi per Ilva, Salerno-Reggio Calabria e Terra dei Fuochi.
    • Riduzione partecipate (da 8000 a 1000); tetto stipendi dirigenti e riapertura fase contrattuale con la PA (stanziati 300 mln per il rinnovo dei contratti).
    • Mezzo miliardo sulla contrattazione di secondo livello.
    • Nessun taglio alle città metropolitane, proseguono i tagli alle province, ma non su sanità e scuola.
    • Azzerate le clausole di salvaguardia (no aumento Iva).
    • riduzione IRAP per le piccole imprese.
    • Mantenuti gli sgravi contributi per le imprese che assumono attraverso contratti a tempo indeterminato; dal 2016, però, le detassazione passerà al 40% e diminuirà ancora nel 2017.
    • Tra le copertura finanziarie comunicate ci sono quelle riguardanti i tagli alla spesa (spending review) che vengono soprattutto dai tagli ai singoli ministeri (3%), dall’introduzione dei costi standard per le spese degli enti locali e dalla riduzione del numero dei dirigenti della PA che consentono di far rimanere inalterato il numero del personale.


  • Durante la recessione non basta chiedere il sostegno finanziario delle banche.
    I prestiti ricevuti molte volte non sono sufficienti ed in altri casi mancano le garanzie bancarie necessarie per ottenere qualsiasi tipo di finanziamento.
    Accade, allora, che molti disoccupati e famiglie siano costretti a chiedere aiuto a parenti ed amici.
    Una ricerca di Bankitalia ha messo in luce che la quota di famiglie che ha chiesto prestiti a conoscenti è salita dal 3,9% al 4,5% durante la crisi.

    Una percentuale che diventa ancora più alta tra i disoccupati, dove uno su tre ha chiesto aiuto a parenti e amici, con una crescita del 50% rispetto al 2006-2008.
    disoccupati bankitaliaNon si tratta solo di giovani under 35 ad effettuare questo tipo di operazione, ma anche di capi famiglia, il che rende i consumi familiari inevitabilmente più bassi.
    Aumenta, dunque, il numero di persone che si affidano alla rete di sostegno informale, ma cresce anche la quantità di risorse erogate. Questo ha provocato, nel periodo di crisi, un aumento del valore complessivo del sostegno informale del +48%.
    Come sottolinea Bankitalia, tale meccanismo non può essere classificato come uno strumento di redistribuzione della ricchezza perché spesso parenti ed amici del soggetto richiedente versano in condizioni economiche non molto dissimili e le risorse ricevute non bastano neppure a coprire tutte le spese.
    Le famiglie, dunque, che entrano a far parte della rete di sostegno informale sono estremamente deboli e addirittura il 77% di esse non riesce ad arrivare a fine mese.
    Questa ricerca mostra in tutta la sua drammaticità quanto sia stato forte l’impatto della crisi sui consumi delle famiglie e quanto sia aumentato nel nostro paese il livello di povertà.



  • La Camera dei Deputati ha approvato con 310 sì, 66 no e 83 astenuti, la legge sulla cittadinanza italiana agli stranieri che inserisce forme temperate di “ius soli” e “ius culturae”.
    Il provvedimento passa ora al Senato, dove si preannuncia un forte scontro tra il Governo e l’opposizione di centro-destra, strenuamente contraria ad un cambiamento dell’attuale normativa sulla cittadinanza.

    La nuova legge consente di ottenere la cittadinanza italiana ai figli, nati sul territorio italiano, di genitori stranieri; almeno uno dei due, però, deve possedere il permesso di soggiorno Ue di lunga durata.
    ius soliLa richiesta dovrà essere effettuata dal genitore, o da chi ne esercita la responsabilità, all’ufficio dello stato civile del comune di residenza entro il compimento del diciottesimo anno di età del richiedente.
    Scaduto questo termine, potrà essere quest’ultimo ad effettuare la richiesta di cittadinanza italiana entro il ventesimo anno di età.
    La norma non è valida per i cittadini europei, in quanto per essi non è previsto il permesso di soggiorno Ue di lunga durata.

    Oltre al cosiddetto “ius soli”, la legge approvata in prima istanza alla Camera, inserisce anche forme di “ius culturae“, ovvero uno strumento di ottenimento della cittadinanza attraverso il percorso scolastico-formativo.
    Possono richiedere la cittadinanza italiana coloro che sono arrivati in Italia prima del compimento dei dodicesimo anno di età e abbiano frequentato per almeno cinque anni e fino a 16 anni percorsi formativi presso istituti del sistema nazionale di istruzione, o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali.
    Anche in questo caso, spetta al genitore, o a chi ne esercita la responsabilità legale, presentare la richiesta entro il compimento dei 18 anni; passata questa età potrà essere direttamente il richiedente ad effettuare l’istanza.
    La legge presenta alcuni aspetti problematici che potranno essere modificati in Senato. Gli adempimenti burocratici da compiere sono ancora molteplici e non di facile risoluzione.
    Desta, inoltre, qualche perplessità il criterio del possesso del permesso di soggiorno Ue di lunga durata da parte di uno dei genitori, che impedisce di fatto di richiedere la cittadinanza italiana a chi possiede un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale.

     



  • Sono “bastati” 90 miliardi di euro per creare il più grande colosso mondiale del mercato della birra. È questa la cifra astronomica spesa dal gruppo belga-brasiliano Ab InBev per acquistare la sudafricana SabMiller.
    Stiamo parlando dei due maggiori produttori internazionali di birra che si mettono insieme e formano così un gruppo capace di produrre un terzo della birra mondiale, facendo nascere alcuni dubbi sulla legittimità dell’operazione in termini di libera concorrenza.

    Sono tantissimi i marchi coinvolti in una delle operazioni finanziarie più grandi della storia. Ab Inbev era, infatti, prima della fusione, il più grande produttore mondiale fusione birradi birra, con una quota di mercato del 13% ed una produzione di 190 milioni di ettolitri.
    Detiene tra i propri marchi a distribuzione mondiale Beck’s, Stella Artois e Budweiser, oltre a marche come Corona, Franziskaner, Leffe.
    A questi storici brand si andranno ad aggiungere quelli appartenenti alla SabMiller, come Dreher, Nastro Azzurro, Peroni, Pilsner, Miller, Wuhrer.
    Basterebbe solo l’elenco dei marchi posseduti per comprendere l’entità dell’operazione.
    L’accordo porterà ad una capitalizzazione di ben 250 miliardi di euro, oltre a consentire a Ab Inbev di ampliare la propria quota di mercato sbarcando anche in Africa, dove i sudafricani dalla SabMiller hanno una posizione dominante.
    Secondo i calcoli effettuati, il nuovo gruppo dovrebbe essere addirittura il leader in 24 dei 30 maggiori mercati del mondo.
    Ci sarà da valutare, però, quale sarà il parere dell’anti-trust: una fusione tra il primo ed il secondo produttore mondiale limita inevitabilmente la concorrenza mondiale e potrebbe costringere il colosso nascente a cedere qualche marchio.



  • Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha nominato cavaliere della Repubblica italiana Daniele Marannano, presidente e fondatore di Addiopizzo, il movimento contro la criminalità organizzata e le estorsioni di stampo mafioso.
    Marannano riceve questo onorificenza “per il vivace impegno a favore della legalità e l’intensa opera di sensibilizzazione portata avanti anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie”.

    Addiopizzo ha permesso di creare una rete di imprenditori anti-racket, che è stata un punto di riferimento importante per tutte le vittime di estorsione negli ultimi dieci anni.
    daniele marannanoIl movimento, però, non si è limitato a fornire il proprio sostegno agli imprenditori colpiti dalle intimidazioni di stampo mafioso, ma ha creato anche un’applicazione per aiutare i consumatori a geolocalizzare gli esercizi commerciali pizzo-free.
    Un’iniziativa di questo tipo rappresenta un enorme aiuto per chi decide di opporsi al racket e spesso, per questa ragione, è costretto a subire attentati arrecanti danni economici incalcolabili alla propria attività commerciale.
    Creare una rete di imprenditori onesta e facilmente individuabile dai consumatori è il modo migliore per ripulire la società e dare un giusto premio a chi agisce nella legalità e rifiuta di piegarsi alle logiche mafiose.
    Il riconoscimento del Capo dello Stato verso Daniele Marannano è sicuramente un bel segnale lanciato da un Presidente della Repubblica che ha fatto della lotta alla mafia uno dei perni della sua attività politica ed istituzionale.
    La notizia dell’onorificenza ricevuta è stata commentata dal fondatore di Addiopizzo con un post sul proprio profilo Facebook: «Apprendo proprio in questi minuti, con sorpresa ed emozione, una notizia assolutamente inaspettata. Il riconoscimento del Presidente della Repubblica mi e ci carica di ulteriore responsabilità. Speriamo di continuare ad esserne all’altezza. Tale titolo mi permetto di estenderlo all’impegno di tutto il movimento Addiopizzo Onlus. Ognuno dei volontari – e anche chi si è avvicinato a noi solo per poco tempo – ha dedicato una parte della propria vita a un lavoro difficile. Solo grazie alla passione e ai sacrifici di tutti è stato possibile raggiungere anche il più banale dei risultati»


  • granarolo

    Il Gruppo Granarolo rafforza il proprio percorso di internazionalizzazione, approdando sul mercato neozelandese.
    Attraverso una nota ufficiale, infatti, l’azienda comunica di aver finalizzato un’operazione di acquisizione del 25% delle quote di European Foods, uno dei maggiori importatori di prodotti alimentari italiani in Nuova Zelanda.

    L’accordo prevede, inoltre, la possibilità di acquisire un ulteriore 26% del capitale della società entro 12-18 mesi.
    granaroloIl completamento di questa operazione porterebbe Granarolo a controllare il 51% di European Foods, diventando così una delle aziende esportatrici leader sul mercato neozelandese per quanto riguarda la vendita di prodotti lattiero caseari.
    La Nuova Zelanda ed in generale l’Oceania ed il Sud Est asiatico rappresentano uno sbocco importante per il latte ed i derivati italiani.
    Il mercato dei formaggi vale, infatti, 5 milioni di euro in Nuova Zelanda e 33 milioni di euro nel continente oceanico, con il parmigiano ed il grana padano che costituiscono il 50% del mercato.
    Il gruppo Granarolo vede nella Nuova Zelanda un’ottima opportunità commerciale per sopperire alla crisi della domanda interna. L’obiettivo dell’azienda, stabilito nel piano strategico 2012-2016, è raggiungere entro il 2016 il 40% del proprio fatturato sui mercati esteri, assumendo così una vocazione sempre più internazionale.
    «La Nuova Zelanda è un paese molto interessante, un mercato in solida crescita con consumatori che hanno elevata capacità di spesa e predilezione per i prodotti Made in Italy di qualità» – ha dichiarato Gianpiero Calzolari, Presidente di Granarolo – «l’operazione consentirà inoltre di poter ampliare il nostro raggio di azione anche all’Australia così come ai paesi del Sud est asiatico con i quali la Nuova Zelanda vanta accordi di libero scambio»



  • Continua a diminuire il numero di nuove partite IVA aperte, per effetto dei meccanismi fiscali introdotti nella scorsa Legge di Stabilità.
    In base ai dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel mese di agosto 2015 sono state aperte 16.265 nuove partite IVA, con una variazione negativa rispetto allo stesso mese dell’anno precedente del -6,5%.
    Come riporta lo stesso Mef, tale andamento è dovuto al nuovo contesto normativo e fiscale che privilegia i rapporti di lavoro subordinati a tempo indeterminato, grazie agli sgravi fiscali inseriti nella Legge di Stabilità e al nuovo contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act.

    Per quanto riguarda la natura giuridica delle partite IVA aperte, la stragrande maggioranza riguarda le persone fisiche (77,2%), seguita dalle società di capitali partite iva 2015(17,5%), società di persone (4%) e “non residenti” e “altre forme giuridiche” (1,2%).
    I cali più cospicui interessano le società di persone (-19,4%) e le società di capitali (-11,1%).
    Il settore produttivo, invece, che registra il maggior numero di aperture è il commercio (25,3%),  seguito dalle attività professionali (11,4%) e dall’agricoltura (10,4%). Cresce in maniera importante il settore dell’istruzione (+11,7%), mentre le variazioni negative più rilevanti sono nei trasporti (-18%), nell’edilizia (-13,3%) ed nei servizi d’informazione (-12,2%).
    Quanto, invece, alla ripartizione territoriale, la maggior parte delle nuove partite IVA sono state aperte al Nord (42%), poi il Sud e le Isole (36,1%) ed il Centro (21,7%).
    Le regioni che fanno registrare il calo più consistente sono la Basilicata (-22,4%), il Lazio (-12,2%), e la Toscana (-11,5%). La provincia di Trento (+11,9%), l’Abruzzo (+6,4%) e Sardegna (+3,8%) sono tre le poche aree, invece, a far segnare delle variazioni positive.



  • L’Osservatorio sul precariato dell’Inps ha fornito i dati sui nuovi contratti lavorativi stipulati nei primi otto mesi del 2015. Secondo le elaborazioni dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, sono stati sottoscritti 319mila contratti a tempo indeterminato in più rispetto allo stesso periodo nel 2014.
    In totale i nuovi contratti fissi ammontano a 1.164.866, con un saldo positivo tra attivazioni e cessazioni di 90mila unità.

    Ma il dato maggiormente significativo riguarda la quota di nuovi rapporti lavorativi che hanno usufruito della decontribuzione prevista nella Legge di Stabilità.
    caschetto lavoroNei primi otto mesi del 2015, infatti, ben 790mila contratti a tempo indeterminato hanno usufruito degli sgravi contributivi inseriti nella scorsa legge finanziaria.
    Di questi 79.702 sono trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e 610.983 sono vere e proprie assunzioni a tempo indeterminato.
    Nel solo mese di agosto abbiamo 53.002 contratti che hanno usufruito degli sgravi contribuitivi triennali.
    Si tratta di numeri importanti, che arrivano proprio nella settimana in cui verrà esaminata in Consiglio dei Ministri la prossima Legge di Stabilità, dove si dovrà decidere se confermare gli sgravi fiscali fino a 8.000 euro che hanno consentito a molte imprese di tornare ad assumere e a molti lavoratori di sottoscrivere, dopo molto tempo, contratti a tempo indeterminato.



  • La modifica dell’articolo 18 ha messo in discussione la nozione di “posto fisso”, aumentando la flessibilità all’interno del rapporto di lavoro.
    Ma quanti italiani, oggi, preferirebbero avere un lavoro stabile sacrificando la possibilità di fare carriera e di ricevere uno stipendio più alto?
    Non molti, in verità. Secondo una ricerca condotta da Community Media Research, il 69,8% degli intervistati preferirebbe una vita lavorativa con prospettive di crescita professionale e di stipendio, anche se flessibile, piuttosto che avere un posto fisso senza la possibilità di fare carriera (30,2%).

    Circa due italiani su tre, valutano la propria vita lavorativa come un percorso, che li potrebbe portare, un giorno, all’affermazione professionale, a costo di una maggiore instabilità. Questa mutata concezione del lavoro, rispetto a qualche decennio fa, è presente soprattutto fra i giovanissimi (dai 18 ai 24 anni), dove addirittura l’86,4% degli intervistati preferisce una vita lavorativa più flessibile e potenzialmente più remunerativa, ad un’esistenza più stabile e sicura.
    Ambizione, ma soprattutto consapevolezza del cambiamento culturale ed economico che sta vivendo la nostra società.
    Il concetto di flessibilità ha letteralmente invaso il mercato del lavoro, finendo per stravolgere convinzioni ed attitudini date per scontate, oltre, ovviamente, al contesto normativo.

    disoccupazione istatÈ interessante anche valutare le sensazioni e gli orientamenti dei lavoratori sull’attuale situazione del nostro mercato del mercato. Secondo l’indagine di Community Media Research, ad esempio, l’84,6% degli intervistati ritiene che per fare il lavoro desiderato sia giusto trasferirsi ed il 68,5% crede che per i giovani che vogliono fare carriera l’unica speranza sia andare all’estero.
    Il contesto italiano, dunque, viene percepito come fortemente limitante per un giovane brillante ed ambizioso; vige, infine, un certo pessimismo dettato dalla consapevolezza che la situazione economica sia nettamente peggiorata rispetto a qualche anno: il 74,1%, infatti, sostiene che i giovani occuperanno in futuro una posizione sociale ed economica peggiore rispetto a quella dei propri genitori.
    Ne viene fuori, dunque, uno scenario profondamente mutato, non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche da quello culturale.
    La chimera del “posto fisso” sembra in via definitiva una realtà superata e persino meno attraente nel confronto con gli anni passati.