• Necessarie azioni di contrasto per combattere il falso made in Italy agroalimentare

    Il mercato del falso Made in Italy agroalimentare sta causando un danno economico considerevole alle imprese che producono il vero Made in italy.

    Il mercato del falso Made in Italy agroalimentare sta causando un danno economico considerevole alle imprese che producono il vero Made in italy.

    Il fatturato dell’export dei prodotti agroalimentari percepiti come italiani vale oltre 129 miliardi di euro, di questi solo il 40% va alle imprese che producono vero made in Italy, il resto alimenta l’industria del falso.

    La denuncia viene dal workshop “La cooperazione agroalimentare tra tutela e valorizzazione del cibo italiano. L’export alla prova dei mercati e dell’Italian Sounding”, organizzato da Confcooperative nel corso della prima giornata del Festival dell’Economia a Trento.

    In Giappone, Brasile e Germania, solo per citare i primi tre paesi più interessati dal fenomeno dell’Italian Sounding, 7 prodotti agroalimentari italiani su 10 non hanno nulla a che vedere con il vero made in Italy agroalimentare – ha sottolineato il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini – Il mercato del falso nel made in Italy agroalimentare vale più del totale dell’export veramente italiano, nonostante quest’ultimo abbiamo superato la barriera psicologica dei 50 miliardi di controvalore. A fronte di questo risultato il falso made in Italy ha fatto registrare un fatturato poco meno di 80 miliardi, il 60% in più. Un paradosso che produce un notevole danno economico per i produttori e di immagine per l’intera economia del nostro Paese”

    “Supportare l’export – ha aggiunto Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative Fedagripesca – non significa solamente promuovere, incentivare. Significa anche tutelare, direttamente nei mercati esteri, le quote di mercato che abbiamo conquistato con il grande impegno dei nostri esportatori, proteggendo le nostre eccellenze dalle imitazioni. Significa fare chiarezza su cosa è veramente Made in Italy prima di tutto a casa nostra nell’ottica della massima trasparenza che il consumatore merita”.

    I prodotti maggiormente falsificati sono Ragù, Parmigiano e Aceto Balsamico: 6 su 10 di quelli venduti all’estero sono italian fake food, prodotti che di italiano hanno solo il nome, eppure vengono percepiti come tali da chi li acquista. 

    Secondo Marco Grazioli, presidente di The European House Ambrosetti, per combattere il fenomeno del falso Made in Italy agroalimentare, occorre muoversi su due piani: uno culturale e uno normativo.

    “Sul primo fronte occorre senza dubbio favorire la consapevolezza del consumatore straniero verso le valenze distintive delMade in Italy agroalimentare. Dal punto di vista, normativo invece, è necessario puntare su nuovi accordi dilibero scambio, su intese bilaterali più favorevoli per le imprese agroalimentari stabilendo anche clausole chevietino l’evocazione dell’italianità e dare impulso alla tracciabilità sfruttando la tecnologia di blockchain e smart labeling e, in generale, contribuire a dare supporto tecnologico alle PMI italiane”.

    Imporre soluzioni normative e tecnologiche, sommate all’impegno delle realtà produttive, potrebbe mandare un segnale positivo e concreto nel contrasto alla contraffazione.



  • Torna il Festival dell’economia di Trento che vede Confcooperative tra i top partner. Una XVIII edizione che rinnova l’attenzione di tutte le istituzioni verso l’economia e i grandi temi dell’attualità nazionale e internazionale.

    Un grande lavoro nel campo della divulgazione per attivare l’intera città di Trento, grazie ad una rete che intercetta bisogni e crea opportunità per tutti gli stakeholder, le istituzioni, giovani e famiglie.

    il Presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha dichiarato: “Confcooperative ha deciso di essere anche quest’anno top partner del Festival dell’economia di Trento, perché vogliamo rappresentare nel festival delle economie un modello di economia che è quella sociale, che è quella più partecipativa, è la più tipica della cooperazione, che prende in carico processi di welfare, processi delle comunità, riflette sui temi del lavoro e, in qualche misura, si pone il problema di ricucire un paese con tante fratture tra ceti sociali e territori. Saranno giornate in cui dibatteremo, in cui approfondiremo i temi del lavoro, che non incontra la domanda all’offerta, parleremo dei nuovi processi di welfare, in particolare con gli ultimi sviluppi legislativi e ci confronteremo sull’economia e sul tema più complessivo della partecipazione”


  • Welfare “Un nuovo patto tra generazioni”

    Anziani: Confcooperative fa il punto sulla riforma il 29 maggio a Roma

    Si terrà lunedì 29 maggio a Roma, presso il Palazzo della Cooperazione, il convegno “L. 33/2023, un nuovo patto tra generazioni” per fare il punto sul nuovo quadro normativo in materia di politiche per l’invecchiamento “attivo”, della promozione dell’autonomia, della prevenzione della fragilità, dell’assistenza e della cura delle persone anziane anche non autosufficienti.

    I lavori avranno inizio alle 15.00 con S.E. Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Roberto Bernabei, Presidente Italia Longeva.

    Le relazioni introduttive sono a cura di Giuseppe Milanese, Presidente Confcooperative Sanità e Stefano Granata, Presidente Confcooperative Federsolidarietà.

    Previsti gli interventi istituzionali con Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

    A fare il punto sulla riforma per gli enti e le professioni: Filippo Anelli, Presidente FNOMCEO Federazione Nazionale degli Ordini dei medici; Marco Cossolo, Presidente FEDERFARMA, Federazione Nazionale dei titolari di farmacia italiani; Barbara Mangiacavalli, Presidente FNOPI Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche; Paolo Venturi, Direttore AICCON Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit. Chiuderà i lavori Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative. 


  • Bocciato il piano di azione per la pesca. Alleanza delle cooperative: ci auguriamo che altri gruppi si allineino all’iniziativa

    Le commissioni Compech e Comagri del Parlamento UE hanno votato contro la proposta di Piano di Azione per la pesca

    Le commissioni Compech e Comagri del Parlamento UE hanno votato contro la proposta di Piano di Azione per la pesca presentata dalla Commissione europea. La proposta, che dietro il titolo accattivante di buone intenzioni, nasconde un mostro fatto di obiettivi e tempi per ripristinare ambienti marini degradati, individuati e decisi direttamente da Bruxelles, sarebbe stata vista come un ennesimo attacco al settore primario.

    Un provvedimento che si aggiungerebbe agli oltre 20 Regolamenti europei già esistenti per la conservazione della natura, e alle direttive e strategie e che già penalizzano fortemente il settore primario. “Ci auguriamo che altri gruppi politici che hanno votato a favore ci ripensino prima del voto a Giugno in Commissione Ambiente”, ha dichiarato L’Alleanza Cooperative della pesca, “dando un segnale di considerazione e sensibilità nei confronti delle categorie già eccessivamente colpite dalle politiche verdi della attuale Commissione, spesso lontane dalla realtà ed incuranti della sostenibilità economica e sociale delle misure”.

    La proposta della Commissione europea ha suscitato forte dissenso tra i pescatori europei, soprattutto per la tentata eliminazione della detassazione dei carburanti per la pesca e la lotta per bandire gli strumenti di cattura mobili sul fondo. Questa azione è stata vista come uno spregiudicato tentativo del Commissario europeo  Sinkevicius di fare campagne elettorale a spese del settore. Un forte segnale di dissenso è arrivato anche dalle Commissioni Agricoltura e Pesca del Parlamento Europeo, dove un fronte unitario di tutto il centrodestra ha bocciato a maggioranza la proposta.



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  • Alluvione Romagna, Gardini: «Due miliardi sono prima importante risposta per emergenza. Ripristino infrastrutturale è la priorità»

    Per l’emergenza alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche sono stati stanziati i primi due miliardi di euro, di cui 900 milioni dedicati al lavoro.

    Al termine dell’incontro a Palazzo Chigi sull’emergenza alluvione in Emila Romagna e Marche, il presidente di Alleanza Cooperative Maurizio Gardini, anche a nome dei copresidenti Gamberini e Schiavone ha dichiarato: «Due miliardi di euro, di cui 900 milioni dedicati al lavoro sono una prima riposta importante per affrontare l’emergenza. Non è ancora il tempo della conta dei danni, che sono notevoli, ma l’agroalimentare è in grande sofferenza. In un raggio di dieci, venti chilometri sono concertate le locomotive dello sviluppo e dell’agroalimentare italiano che dobbiamo preservare e mantenere».

    «La cooperazione in Romagna- ha continuato il presidente Gardini– innerva molti territori e ha grande presenza. Ha pagato un pesante tributo, molte nostre cooperative sociali sono in difficoltà e continuano ad assistere in silenzio le persone fragili e disabili. Il settore della pesca e quello del turismo stanno anch’essi pagando un prezzo pesante a causa dell’alluvione. Cosi come le cooperative di consumo e di dettaglianti si stanno adoperando per assicurare il non facile rifornimento dei supermercati. E dopo le misure per tamponare le prime necessità, c’è bisogno di guardare oltre con azioni strutturali mirate. È necessario intervenire sull’assetto idrogeologico, ma occorrono risorse economiche adeguate. C’è bisogno di unire le forze in un grande rapporto istituzionale tra governo, regioni sindaci e organizzazioni di rappresentanza. Il lavoro da fare è un lavoro molto importante come quello che fu fatto dieci anni fa con il terremoto»


  • Alluvione Emilia Romagna, Confcooperative: sostenere la filiera Agroalimentare

    L’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna ha causato ingenti danni in tutti i settori.

    L’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche ha causato danni inimmaginabili in tutti i settori, dal sociale, all’agricolo, al culturale. Ha spazzato via i raccolti, i vigneti, i frutteti, ha distrutto i prodotti di stagione, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende, come affermato da Davide Vernocchi, coordinatore settore ortofrutta Alleanza cooperativa Agroalimetare.

    Il territorio ha subito devastanti cambiamenti, al punto che è quasi impensabile un futuro con la stessa conformazione territoriale. Raffaele Drei, Presidente di Confcooperative Emilia Romagna, ha dichiarato che ci sono danni sull’intera filiera Agroalimentare. “Il problema più grande e preoccupante è la sussistenza delle aziende agricole, che hanno perso tutta la produzione. Senza frutta manca la base di una filiera”.

    Per Confcooperative la priorità ora è quella di ripristinare la rete stradale e dei trasporti, per sostenere la ripresa della filiera Agroalimentare. La circolazione delle merci e delle persone è fondamentale per evitare il black out, per il rifornimento degli allevamenti e la lavorazione dei prodotti.

    Confagricoltura Emilia Romagna calcola che dovranno essere sostituite 10 milioni di piante e sarà necessario liberare le fabbriche da acqua e fango per capire cosa si riuscirà a salvare dei prodotti nei magazzini e dei macchinari.

    I posti di lavoro a rischio nell’agricoltura sono oltre 50.000 e la produzione di frutta in Italia potrebbe calare del 20%. Secondo Coldiretti, Il raccolto della frutta sarà compromesso per i prossimi quattro o cinque anni perché l’acqua rimasta nei frutteti ha soffocato le radici degli alberi fino a farle marcire con la necessità di espiantare e poi reimpiantare intere piantagioni. I prezzi all’ingrosso, che erano già saliti del 7% prima dell’alluvione, potrebbero subire maggiori aumenti.


  • Alluvione in Emilia Romagna e Marche, Alleanza delle cooperative: priorità salvare vite e aiutare il sistema produttivo

    Alleanza delle cooperative esprime massima solidarietà all’Emilia Romagna e alle Marche colpite dall’alluvione.

    L’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche ha causato gravi danni alle popolazioni, alle cooperative e alle attività imprenditoriali. Maurizio Gardini, presidente di Alleanza Cooperative, anche a nome dei copresidenti Gamberini e Schiavone, in una nota esprime massima solidarietà.

    «Esprimiamo solidarietà e sostegno alle popolazioni, alle cooperative e a tutte le attività imprenditoriali colpite dalla furia dell’alluvione in Emilia Romagna e nelle Marche. La priorità è mettere in salvo le persone ed evitare nuove vittime. E ringraziamo la Protezione civile, i Vigili del fuoco e i volontari per quanto stanno facendo. Subito dopo occorrerà pensare alle attività produttive ora in ginocchio. Coltivazioni devastate, capannoni, attrezzature e macchinari danneggiati o distrutti. Numerosi territori irraggiungibili per la compromissione di alcune delle principali infrastrutture viarie. Bisognerà permettere al sistema produttivo di rialzarsi il prima possibile per consentire questi territori di tornare a essere una delle locomotive della nostra economia. Chiediamo, pertanto, al governo, che già si è reso disponibile, di nominare un commissario con pieni poteri che possa affrontare il drammatico quadro di urgenze, come fatto in passato per le devastazioni dovute ai terremoti. Questa alluvione ha provocato devastazioni pari a un sisma. Positivo il primo intervento del governo sulla sospensione delle scadenze fiscali. Andrà poi previsto un graduale piano di rientro solo quando le attività economiche torneranno a regime».

    Bisognerà operare concretamente per offrire ai cittadini un futuro sereno, destinando tutte le risorse possibili per poter ricominciare.

    Mauro Neri, presidente di Confcooperative Romagna, ha affermato la necessità di utilizzare i fondi per PNRR per ricostruire il territorio.

    “I soci delle cooperative agricole sono disastrati, in quanto hanno tutti i terreni allagati, di conseguenza il raccolto di quest’anno è impensabile che ci possa essere. Per quanto riguarda il discorso sociale, non siamo ancora stati in grado di fare una ricognizione, perché le città sono allagate. In una situazione come questa, i danni sono trasversali in tutti i settori, è chiaro che nell’agricolo è più evidente per via dei terreni completamente allagati.  Per via della situazione apocalittica, sarebbe necessario che i fondi del PNRR fossero utilizzati per rimettere a posto il territorio, per poi investirli successivamente”.

    Confcooperative Romagna ha aperto una raccolta fondi per aiutare i cooperatori e le cooperatrici delle imprese associate che hanno subito danni dall’alluvione che ha colpito la Romagna e in particolare i comuni della Romagna faentina e della Bassa Romagna.

    Per contribuire alla raccolta fondi è possibile donare tramite bonifico al conto corrente bancario “Confcooperative Romagna per le cooperatrici e i cooperatori alluvionati” IBAN IT25 G 08542 23700 000000731028. Il conto è aperto presso la Bcc ravennate, forlivese e imolese che ha azzerato ogni costo di commissione per tutti i correntisti. Per chi non ha il conto presso l’istituto di credito cooperativo valgono le commissioni previste dalla propria banca.



  • Dal 25 al 28 maggio torna il Festival dell’Economia di Trento a cura del Gruppo 24 ORE e Trentino Marketing. Una XVIII Edizione che rinnova l’attenzione di tutte le istituzioni trentine verso l’economia e i grandi temi dell’attualità nazionale e internazionale. Un grande lavoro nel campo della divulgazione che si declina in un evento diffuso, pensato per attivare l’intera città di Trento, grazie a una rete che intercetta bisogni e crea opportunità per tutti gli stakeholder e gli appassionati dalle imprese alle istituzioni , dai giovani alle famiglie.

    Confcooperative per questa XVIII edizione punta su Export e Italian sounding, sostenibilità ed energia, lavoro, giovani e donne.

    Programma Festival di Trento

    – 25 Maggio ore 09.30 PANEL FESTIVAL:

    Un nuovo modello di capitalismo tra sostenibilità e diseguaglianze, presso la FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA, Aula Kessler, dalle 9.30 alle 10.30. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Sostenibilità I protagonisti: Aldo Bonomi, fondatore e coordinatore di ricerca Consorzio AASTER, Luigino Bruni, ordinario Lumsa e caposcuola dell’economia civile, Rita D’Ecclesia, Università La Sapienza di Roma, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, Marcello Signorelli, Università di Perugia. Modera Alberto Orioli, vicedirettore Il Sole 24 Ore

    – 25 maggio ore 12.00 (Economia dei territori – Sede CR Trento Palazzo Benvenuti

    La cooperazione agroalimentare tra tutela e valorizzazione del cibo italiano. L’export alla prova dei mercati e dell’Italian sounding

    Introduzione di Carlo Piccinini, presidente Confcooperative Fedagripesca; Intervengono Marco Grazioli, The European House Ambrosetti illustra il rapporto Italia Sounding e Pina Costa, direttore relazioni esterne Assocamerestero: quali strumenti di sistema a sostegno delle imprese. Cooperative alla prova dei mercati l’esperienza di Latteria Soresina con Michele Falzetta, general manager. Conclusioni: proposte e scenariMaurizio Gardini, presidente Confcooperative e Marco Grazioli, presidente The European House Ambrosetti. Modera Fabiola Di Loreto, direttore generale Confcooperative

    – 25 Maggio: ore 15.00 – PANEL (Economia dei territori – Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    L’economia della bellezza: le cooperative di comunità Massimiliano Monetti: la cooperazione di comunità per Confcooperative; Giovanni Teneggi la promozione sui territori; Giuseppe Daconto Fondosviluppo l’impegno e i risultati del Fondo mutualistico; Laura Cantarella, vicepresidente Cooperativa di comunità Viso a Viso (Ostana – CN), Barbara Rampelotto, Cooperativa di comunità Green Land (Lavarone – TN). Interviene e modera Emilio Casalini

    – 25 Maggio: ore 16.30 – Economia dei territori (Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    Il lavoro che rinasce, da dipendenti a imprenditori, in cooperativa si può: i workers buy out  Silvia Rossi, direttore Fondosviluppo, Confcooperative e gli strumenti di sistema; Pierfrancesco Palù, presidente Cooperativa Spotlight (Como), Raffaella Lorenzato, presidente della Cooperativa Italian Fashion Design e Pierpaolo Baroni, referente nazionale per i WBO.

    – 26 Maggio: ore 10.00 – Economia dei territori (Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    Cooperative e innovazione tra genere e generazioni. Intervengono Dennis Maseri, presidente Giovani Imprenditori Confcooperative; Anna Manca, presidente dirigenti Donne Confcooperative e vicepresidente nazionale; Ilaria Miniutti, Cooperativa Futura (PN), Giuliana Baldini, presidente Cooperativa BetaniaModera Luca De Biase (Il Sole 24 Ore)

    – 26 maggio PANEL FESTIVAL ore 16.00

    Pnrr: ostacoli, protagonisti e opportunità, presso la FACOLTÀ DI ECONOMIA, Sala Conferenze dalle 16.00 alle 17.00. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Osservatorio Pnrr I protagonisti: Federica Brancaccio, presidente ANCE, Marco Leonardi, Università di Milano “La Statale”, Dario Scannapieco, amministratore delegato CDP, Marco Venturelli, segretario generale, Confcooperative. Modera Manuela Perrone, giornalista Il Sole 24 Ore

    – 26 maggio ore 18.00 – Economia dei territori (Luogo: stand Confcooperative piazza Duomo)

    L’energia dei territori: il modello delle comunità energetiche. Introduzione di Roberto Savini, presidente Confcooperative Consumo e Utenza. Intervengono Laura Borsieri (Cedis – Consorzio Elettrico di Storo), Maria Adele Prosperoni, capo servizio ambiente ed energia Confcooperative e Stefano Pizzuti, direttore Smart Energy ENEA. Sergio Gatti, direttore generale Federcasse Modera Filippo Solibello 

    – 26 maggio ore 19.00 – Economia dei territori (Luogo stand Confcooperative piazza Duomo) Filippo Solibello presenta il libro SPAM

    – 27 maggio ore 10.00 – Economia dei territori (Luogo stand Confcooperative piazza Duomo) 

    Il ruolo anticiclico delle imprese cooperative elettriche e di utenza. Esperienze mutualistiche a difesa dei soci per il contrasto al caro energia Intervengono: Elisa Brunner, referente per le cooperative energetiche e acqua della Federazione Cooperative Raiffeisen; Alberto Cazzulani, presidente di Power Energia; Daniele Domanin,  consigliere di presidenza di Confcooperative Consumo e Utenza e coordinatore delle cooperative elettriche storiche italiane dell’arco alpino. Conclude: Roberto Savini, presidente Confcooperative Consumo e Utenza con Janina Landau

    – 27 maggio PANEL FESTIVALore 11.45

    Economia sociale e politiche dell’Unione europea. Evento in collaborazione con Euricse LUOGO: ITAS FORUM , dalle 11.45 alle 12.45. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Terzo settore I protagonisti: Giuseppe Consoli, presidente Itas Mutua, Sarah de Heusch, direttrice social economy Europe, Antonella Noya, OECD LEED Programme, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, Antonio Parenti, Direttore della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Gianluca Salvatori, segretario generale, EURICSE e Fondazione Italia Sociale

    – 27 maggio PANEL FESTIVALore 14.00

    La nuova era della medicina, dalla prevenzione alla terapia. Introduce Alberto Mantovani, presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca in dialogo con Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice Radio 24. Segue tavola rotonda con Jacopo Andreose, CEO Angelini Pharma, Maria Grazia Mediati, vicepresidente Confcooperative sanità, Maria Rescigno, capo del laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota Humanitas, pro-rettore alla ricerca di Humanitas University, Paola Rossi, Università di Pavia, Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice Radio 24, presso la Facoltà di sociologia, Aula Kessler dalle ore 14.00 alle 15.30. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Medicina e ricerca. I protagonisti: Jacopo Andreose, CEO Angelini Pharma, Maria Grazia Mediati, vicepresidente Confcooperative Sanità, Maria Rescigno, capo del laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota Humanitas, pro-rettore alla ricerca di Humanitas University, Paola Rossi, Università di Pavia. Modera Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice Radio 24

    – 27 maggio ore 14.30 – Economia dei territori (Luogo stand Confcooperative piazza Duomo) 

    Economia Collaborativa e Neomutualismo: Il futuro è già qui Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager CGM; Daniela Rader, manager di Rete Italian Building System; Franco Contu, Co-founder SardexPay; Francesco Stocco, co-founder Myrestartup. Modera Alessandro Pontara, presidente Dal Barba Cooperativa Sociale

    – 27 maggio PANEL FESTIVAL ore 17.30

    Economia civile e sostenibilità sociale. presso la SALA FALCONETTO dalle 17.30 alle 18.30. Tipo di palinsesto: festival Format: Panel Tema: Sostenibilità. I protagonisti: Carla Barbanti, presidente Confcooperative Habitat Sicilia, Stefano Zamagni, Università di Bologna, Elena Beccalli, Università Cattolica del S. Cuore, Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata, Nunzio Galantino, presidente Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Alessia Maccaferri, giornalista Il Sole 24 Ore.


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    Salario minimo, Alleanza delle cooperative: garanzie sulla rappresentanza e maggiori controlli

    Alleanza delle cooperative ha espresso la sua posizione sulla questione sempre più accesa del salario minimo.

    Il dibattito sul salario minimo è sempre più acceso, soprattutto alla luce della recente direttiva europea. l’Alleanza delle cooperative ha espresso la sua posizione sulla questione, sostenendo che l’obiettivo di garantire livelli minimi di retribuzione dignitosi per i lavoratori debba essere raggiunto mettendo al centro i contratti collettivi nazionali “leader”.

    Secondo Sabina Valentini, Capo servizio sindacale e giuslavoristico di Confcooperative, è importante sostenere e praticare il principio della centralità del ccnl leader, che definisce il trattamento economico minimo. Valentini ricorda che nel 2008, insieme al governo e ai sindacati CGIL, CISL e UIL, l’Alleanza delle cooperative ha imposto l’applicazione solo per i suoi soci lavoratori dei trattamenti minimi contrattuali previsti dalla contrattazione leader. Questo fu un embrione di una misura su un minimo di una misura salariale previsto da contratto che potrebbe essere applicata erga omnes. Valentini auspica che l’obbligo di imporre minimi salariali tramite la contrattazione collettiva venga esteso anche ai lavoratori dipendenti, e esteso il più possibile.

    La contrattazione collettiva è l’autorità salariale, lo è stata fino ad oggi, per tale ragione Valentini auspica che continui ad esserlo.

    Tuttavia, aggiunge Valentini: “Bisogna incentivare i controlli e la vigilanza, altrimenti nessun minimo ha senso: non è affatto detto che se introducessimo una soglia per legge otterremmo dei risultati, perché gli stessi soggetti che oggi sfruttano il lavoro non applicando la contrattazione collettiva leader, non applicherebbero il salario minimo per legge. Abbiamo l’impressione che un salario minimo per legge potrebbe diventare illusorio”.

    Secondo Valentini, il tema di fondo è la misurazione della rappresentanza sindacale. Se non si mette concretamente mano al concetto di misurare la rappresentanza che determina gli attori negoziali, che stipulano contrattazione leader, non si potrà uscire dalla situazione attuale. Inoltre, Valentini esprime la preoccupazione che un salario minimo per legge potrebbe determinare anche qualche fuga dai collettivi nazionali applicati, che garantiscono un trattamento economico minimo costituito da varie voci.

    Ci preoccupa infine che un salario minimo per legge potrebbe determinare anche qualche fuga dai contratti collettivi nazionali applicati, i quali garantiscono un trattamento economico minimo che è formato da tante voci, non solo dal minimo orario, e che lo rendono non solo più sostanziale ma anche più equo: permessi retribuiti, ferie, mensilità aggiuntive, tutto questo fa parte del trattamento economico minimo. Tutte garanzie per i lavoratori da cui un salario minimo per legge potrebbe indurre alcune imprese a scappare. È chiaro dunque che il tema è far applicare il contratto collettivo, e su questo invochiamo una maggiore vigilanza, nel nostro preciso interesse”