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    Il welfare dei servizi sociali in Calabria rischia di implodere. Il Forum Regionale del Terzo Settore, Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà, lanciano un grido d’allarme a tutta la regione

    Come Forum Regionale del Terzo Settore, Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà,
    organismi di rappresentanza della quasi totalità degli enti gestori dei servizi e delle strutture socioassistenziali calabresi, ci troviamo, nostro malgrado, ad evidenziare il serissimo rischio di implosione dell’intero sistema di welfare dei servizi sociali in Calabria.

    Siamo stati costretti, infatti, a rimarcare con una nota inviata ieri alle massime istituzioni ed ai Dirigenti regionali e che si allega al presente comunicato, le gravissime problematiche riscontrate nell’applicazione del Regolamento 22, nonché delle modifiche introdotte dalle Deliberazioni della Giunta Regionale (DGR) 669 e 735 nel dicembre 2022. Incombe ormai la scadenza del 30 settembre, ultimo giorno utile per l’adeguamento delle strutture socio-assistenziali ai requisiti richiesti dal Regolamento, ma vi è il rischio imminente di una paralisi di servizi essenziali per i cittadini calabresi.

    Attraverso le nostre organizzazioni, il Terzo Settore calabrese gestisce la stragrande maggioranza delle strutture e dei servizi socio-assistenziali oggetto della riforma originata dall’applicazione, peraltro enormemente in ritardo, anche in questa regione della L.328 del 2020.
    Dopo un iter lungo e faticoso, questo doveva essere l’anno della definitiva applicazione del nuovo Regolamento, attraverso un processo di modifica dello stesso teso a renderlo sostenibile per gli ambiti e per gli enti gestori.
    A dicembre dello scorso anno, infatti, attraverso due delibere di Giunta, sono stati prorogati i termini di adeguamento al 30 settembre 2023, proprio per consentire di porre in essere le necessarie modifiche.

    È stato istituito un tavolo tecnico partecipato a livello regionale, con le rappresentanze del Terzo Settore e degli ambiti, e tutto sembrava poter procedere speditamente e nella giusta direzione.
    Purtroppo, però, ancora una volta siamo costretti a ricrederci.
    Al momento solo alcuni ambiti hanno sottoscritto le convenzioni con gli enti del terzo settore e non sono stati effettuati pagamenti per le prestazioni del 2023, né addirittura è possibile fatturare e quindi ricorrere perlomeno ad anticipazioni bancarie. Le strutture peraltro sono già in difficoltà perché non hanno ancora ricevuto i saldi degli anni 2021 e 2022. La situazione è paradossale ed insostenibile.
    Gli ambiti territoriali, inoltre, hanno affrontato notevoli difficoltà interpretative riguardo alle norme regolamentari, in particolare per gli aspetti amministrativi, rendicontativi e di compartecipazione degli utenti.

    Da ultimo si è comunicato agli ambiti, per i Centri diurni per minori con disabilità, che gli stessi dovranno compartecipare alla retta attraverso il versamento anche dell’indennità di frequenza, che notoriamente invece costituisce un sostegno alle famiglie per consentire l’inserimento scolastico e presso strutture riabilitative e/o sociali. Si tratta di una disposizione illegittima ed assolutamente non condivisibile che, ci auguriamo, sia frutto solo un mero errore e che va immediatamente corretta.
    Inoltre, nonostante da noi espressamente richiesto, non sono state specificate le tempistiche per l’esenzione dalla compartecipazione dei minori, delle donne in difficoltà e delle vittime di violenza, lasciando spazio a interpretazioni soggettive da parte degli ambiti.

    Da ultimo segnaliamo, per l’ennesima volta, che la riforma di un welfare come quello calabrese, ingessato su un sistema antico di strutture più che di servizi e prossimità, non si può fare a costo zero.

    Lo stesso Dipartimento Regionale sa molto bene, avendo richiesto più volte un intervento della Giunta e del Consiglio Regionale, che sono necessari almeno altri 10 milioni di euro annui per garantire a regime il sistema integrato di interventi e servizi sociali, senza i quali non ci sono i presupposti per consentire neanche la continuità degli interventi già in atto.

    Queste sono solo alcune delle questioni poste nella nota inviata ieri agli interlocutori politici ed ai
    dirigenti regionali, della quale si chiede di prendere visione.

    Il Forum del Terzo Settore e le centrali cooperative Legacoop Sociali e Confcooperative Federsolidarietà, rappresentano come detto la quasi totalità degli enti che gestiscono sul territorio i servizi per le diverse fragilità (minori, anziani, persone con disabilità, donne in difficoltà e vittime di violenza, ecc.) e sino ad ora hanno dimostrato grande disponibilità al confronto ed alla collaborazione istituzionale.

    Ora però il rischio di implosione dell’intero settore è davvero imminente.
    Per tale motivo, pur mantenendo responsabilmente la nostra disponibilità alla collaborazione per la soluzione tecnica dei problemi, anticipiamo sin da ora che in assenza di immediati interventi risolutori porremmo in essere tutte le necessarie azioni di tutela dei diritti dei cittadini più fragili e degli stessi Enti del Terzo Settore, sia in termini giudiziali, ove necessario, sia di sensibilizzazione e protesta non violenta.


  • I 25 anni del Festival internazionale delle abilità differenti

    Il Festival internazionale delle abilità differenti si svolgerà a maggio tra Capri, Correggio, Pavullo, Mirandola e Bologna

    Dopo tre anni di edizioni autunnali, la XXV edizione del Festival internazionale delle abilità differenti, dal titolo La casa, la strada, il villaggio, organizzato dalla Nazareno cooperative sociali di Capri, ritorna a maggio tra Carpi, Correggio, Pavullo, Mirandola e Bologna fino al 28 maggio.

    La manifestazione è nata con l’obiettivo di valorizzare la persona e di dimostrare concretamente che anche per i “diversamente abili” esistono grandi e sorprendenti possibilità di esprimere i loro talenti al di là degli handicap psichici o fisici di cui sono portatori.

    Il festival offre ai partecipanti la possibilità di prendere parte a eventi culturali, spettacoli, convegni, seminari, film, libri, testimonianze e workshop, mostrando chiaramente il loro talento e dimostrando che le disabilità non sono un ostacolo all’arte e alla cultura.

    L’vento pone l’enfasi sulla necessità di un mondo inclusivo e libero dai pregiudizi e dalle discriminazioni. Il festival è aperto a tutti, e questo dà la possibilità di coinvolgere la comunità locale e creare un ambiente di empatia tra tutti.

    Un occasione unica per confrontarsi, imparare a conoscere l’altro e celebrare le differenze. L’inclusione diventa un elemento fondamentale per la costruzione di una società davvero equa e giusta.

    Stefano Malagoni, direttore del festival, ha dichiarato: “L’arte e la cultura come canali privilegiati, perchè innanzitutto i nostri ospiti potessero esprimere, trovare e mettere in luce, attraverso l’aiuto di esperti, maestri, professionisti ed educatori, quello che inconsapevolmente hanno dentro. Anche laddove questi talenti sono più nascosti alla vista rispetto alla normalità”.

    Il programma completo è scaricabile dal sito www.festivalinternazionaleabilitadifferenti.it.


  • Economia circolare: indagine Legacoop-Ipsos sulle scelte dei consumatori

    Presentata la prima indagine sul tema in Italia, realizzata da Legacoop in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile e Ipsos.

    Durante la Quinta Conferenza Nazionale sull’Economia circolare, promossa dal CEN, Circular Economy Network, che si è svolta a Roma il 16 maggio, è stata presentata la prima indagine sul tema in Italia, realizzata da Legacoop in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile e Ipsos.

    Tra i risultati emersi si evidenzia la crescente propensione degli italiani al riuso, al riciclo e al riutilizzo degli imballaggi. Tuttavia, molti sono preoccupati per la sicurezza degli imballaggi a contatto con gli alimenti. Inoltre si è riscontrato che gli italiani sono molto orientati alla proprietà dei beni e considerano che vivono in una società poco abituata al riuso.

    Simone Gamberini, presidente di Legacoop, afferma che sia necessario modificare la proposta di Regolamento europeo sugli imballaggi ed i rifiuti da imballaggi che, nonostante sia in linea con la gerarchia dei rifiuti, non tiene conto delle differenze tra i vari paesi europei. Inoltre, il Presidente Legacoop, ha invitato a rafforzare la comunicazione e l’educazione alla sostenibilità.

    Di seguito i principali punti chiavi emersi dall’indagine.

    Le sfide

    Per il 32% delle persone viviamo in una società poco abituata al riuso, per il 28% le persone preferiscono avere sempre l’ultimo modello uscito sul mercato. Questi i due principali limiti alla diffusione dei prodotti usati ricondizionati o rigenerati.

    L’acquisto di beni, prodotti e servizi è ritenuto più costoso ma anche quello più semplice da utilizzare, mentre lo sharing è considerato dal 34% delle persone intervistate quello che porta più vantaggi ambientali.

    Rispetto al nuovo, il prodotto usato rigenerato o ricondizionato è considerato meno duraturo dal 46% del campione, meno affidabile dal 36%, meno facile da trovare dal 31% delle persone coinvolte nel sondaggio.

    Nelle decisioni di acquisto, gli italiani sono attenti a considerare la durata del prodotto (87%), il fatto che sia riparabile (83%), riciclabile (81%) e sono influenzati dalle recensioni di altri consumatori (il 79%). Tendono a fidarsi delle comunicazioni pubblicitarie sulla sostenibilità.

    Tra le iniziative per incentivare un approccio più circolare: riduzione dei prezzi (86%); incentivi economici sui prodotti usati/ricondizionati/rigenerati (84%); più informazioni sulla loro affidabilità (85%).

    Le scelte dei giovani

    Leasing, noleggio e sharing sono utilizzati più della media (+ 10-11%) dalla fascia di popolazione di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Gli under 30, però, sono i più scettici circa le proposte per incentivare un approccio più circolare alle scelte d’acquisto. Hanno poca fiducia nella capacità di migliorare la governance del settore. 

    Il packaging: per 8 italiano su 10 è importante ridurre gli imballaggi

    Oltre 80% delle persone intervistate ritiene che ridurre il packaging sia importante. Inoltre, per l’84% degli italiani, è molto o abbastanza importante che l’imballaggio sia realizzato con materiale riciclabile. L’83% reputa molto o abbastanza importante che sia riutilizzabile più volte e realizzato con materiali riutilizzabili in maniera ecologica, consentendo una riduzione dei consumi di acqua, energia e altre risorse.

    La dicitura più credibile sugli imballaggi, per l’85% delle persone, è “realizzato con materiale riciclato”, quella meno credibile (75% del campione) “riutilizzabile più volte, indipendentemente dal materiale con cui è realizzato”. La dicitura “realizzato con materiale riciclato, che garantisce la sicurezza del contatto con alimenti e bevande” è molto o abbastanza credibile per 4 italiani su 5.

    Stili di vita e di consumo

    Per 8 italiani su 10 (più precisamente per l’81% degli intervistati) “nella società di oggi siamo troppo abituati a collegare il benessere alla quantità di nuovi beni acquisiti, invece che alla maggiore cura dei beni che utilizziamo”.

    Quali sono altri limiti al riuso? Le riparazioni non vengono effettuate perché sono troppo costose. Inoltre, si ritiene che prodotti tech ed elettrodomestici non siano fatti per essere riparati, mentre arredamento e bici/monopattini non vengono riparati perché mancano le professionalità. Auto e moto perché i tempi sono troppo lunghi.

    Se un prodotto non funziona più, gli italiani cercano di ripararlo. Ciò accade nel 50% dei casi per quanto riguarda le auto. In alternativa, valutano se possono farne a meno: hanno risposto in questo modo il 20% degli intervistati per quanto riguarda l’abbigliamento e gli accessori. In merito ai prodotti tecnologici e ai grandi elettrodomestici non più funzionanti, il 14% delle persone cerca di sostituirli con un prodotto diverso ma che possa svolgere la stessa funzione.

    Quando un prodotto non è più funzionante né riparabile, viene smaltito come rifiuto differenziato da 7 italiani su 10 e un italiano su 2 cerca di riutilizzarlo.

    L’economia del dono

    Quando un prodotto ancora funzionante non serve più, 6 italiani su 10 lo smaltiscono differenziandolo e ben 1 su 2 lo regala a qualcuno a cui potrebbe servire. Nell’ultimo anno, infine, 9 italiani su 10 hanno contribuito a dare una seconda vita ai prodotti usati, in particolare donando a parenti o amici (38%) o vendendo online i propri prodotti (30%).

    Il rischio

    Il timore di essere truffati è però un elemento frenante sia nella vendita che nell’acquisto di beni usati: 29% e 49%, rispettivamente, degli intervistati ha espresso questa paura. Oltre a tale motivo, anche tempo e impegno richiesti sono considerati limiti alla vendita di prodotti usati (31%). La scarsa conoscenza del mercato e dei prezzi è un ulteriore disincentivo relativamente all’acquisto di prodotti usati per il 29% degli intervistati.


  • 35° Salone Internazionale del Libro di Torino, 18-22 maggio 2023

    Il 35° Salone del Libro di Torino si terrà dal 18 al 22 maggio 2023 e anche quest’anno c’è un ricco calendario di appuntamenti organizzati dalle case editrici cooperative, dall’Alleanza Cooperative di Settore e da alcune Federazioni.

    Il 35° Salone del Libro di Torino si terrà dal 18 al 22 maggio 2023 e anche quest’anno c’è un ricco calendario di appuntamenti organizzati dalle case editrici cooperative, dall’Alleanza Cooperative di Settore e da alcune Federazioni.

    Come negli anni scorsi, la presenza al Salone del Libro avverrà presso lo stand dell’Alleanza delle Cooperative Comunicazione all’interno del Padiglione Oval stand T78 e sarà animato da un ricco programma di iniziative: presentazioni di libri, incontri con gli autori e tavole rotonde su temi di attualità.

    In questa edizione è particolarmente evidente come la cultura sia un elemento unificante
    e trasversale, con molti settori impegnati a sviluppare una riflessione e fornire un contributo alla
    promozione della lettura.

    Le cooperative al Salone del libro: Gli appuntamenti del 18 maggio

    Si parte con l’evento “Parità di genere: elemento di crescita per le imprese”, dalle 14.00 alle 15.00, a cura di cooperativa Nodo. Il tema delle pari opportunità è affrontato oramai da diversi punti di vista. In questo evento lo sguardo è rivolto alle imprese. La parità è anche elemento di crescita per le realtà produttive.

    Dalle 15.00 alle 16.00, verrà presentata un’inedita raccolta intitolata “Amore senza lividi. Storie di guerriere senza paura. Raccolte e narrate”, a cura della cooperativa sociale Proodos.
    I racconti qui presentati sono vere e proprie testimonianze di donne che ce l’hanno fatta. Donne dal passato burrascoso che per anni hanno subito vessazioni psicologiche e fisiche ma che, a seguito di un percorso di fuoriuscita dalla violenza, hanno finalmente ripreso in mano la loro vita. Storie che non fanno perdere la speranza. Storie che lanciano un messaggio di positività e un grido di rinascita: dalla violenza si può uscire!

    Dalle 16.00 alle 17.00 si terrà la presentazione del progetto “TAM TAM. La cultura che ti muove, un progetto di cultura diffusa” che evidenzia come la proposta culturale può riattivare i legami e gli spazi. All’interno del progetto sarà sperimentato l’uso di un pulmino attrezzato per portare cultura e socialità direttamente sui territori.

    Alle 17.00 appuntamento con l’evento “Vent’anni di storie di (e dal) confine”. Venti brevi letture che raccontano il catalogo di Scritturapura Casa Editrice in collaborazione con Staff in Lettura Scuola O.D.S. cooperativa Operatori Doppiaggio e Spettacolo diretto da Stefania Giuliani.

    Tra le iniziative in programma, alle 17.00, si terrà un incontro intitolato “Cultura è futuro”, curato dall’Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione, che vedrà protagonisti i principali rappresentati del settore creativo e culturale italiano. Si parlerà di cultura come infrastruttura trasversale e necessaria per affrontare le sfide del nostro Paese, con l’obbiettivo di portare avanti una visione comune di lungo periodo.

    Gli incontri di venerdì 19 maggio

    Venerdì 19 maggio, dalle 10.30 alle 11.50, presso il Padiglione 3-Sala Argento, si terrà il convegno “La cultura della salute”, a cura di Confcooperative Sanità Piemonte.
    La pandemia ha evidenziato la forte crisi di due aspetti fondamentali relativa alla salute dei cittadini: quella del sistema della sanità di territorio e quella della cultura della cura. Partendo da questa presa di consapevolezza, emersa in tutti gli ambiti istituzionali, sia del pubblico che del no profit, attore fondamentale nei diversi sistemi sociosanitari regionali, il convegno si interroga su quali percorsi di coprogrammazione ed intersettorialità, tra il mondo della cultura e della sanità, è possibile mettere in campo nel prossimo futuro con l’aiuto del mondo della cooperazione.

    Dalle ore 11.00 alle ore 12.00, appuntamento con “Tum tum ciak”, a cura di “La Fabbrica dei Suoni” soc. coop. sociale. Il supporto digitale per imparare (con) la musica. Una piattaforma video con serie web educative per apprendere in modo esperienziale, affinché la musica diventi bagaglio culturale ed educativo alla portata di tutti.

    Alle 12.00 si terrà la presentazione del libro “I valori e l’impegno” di Rosaria Nelli.
    Il libro racconta la storia di una donna in un piccolo paese dell’entroterra abruzzese e di come abbia dedicato la vita allo sviluppo turistico locale ed all’organizzazione del lavoro, con un’intensa attività progettuale in un sistema di reti volto alla promozione del territorio. Rosaria Nelli ha costituito imprese cooperative, modelli di gestione di servizi in un rapporto territoriale pubblico-privato, rivestito alti incarichi di rappresentanza politico-sindacali nella sua Regione e a livello della cooperazione nazionale. Rosaria racconta anche le opposizioni subite durante il suo percorso professionale, a riprova che l’emancipazione e le realizzazioni hanno sempre dei costi umani. Con la sua storia Nelli ha infranto il
    “soffitto di cristallo” con coraggio e determinazione.

    A seguire verrà presentato il libro “Alzo gli occhi per dire sì”.
    Da quando è nata Ruth non ha mai pronunciato una parola. Non ha mai potuto camminare, nutrirsi o pettinarsi da sola. Imprigionata in un corpo inerte, molti intorno a lei la considerano incapace di pensare, perché incapace di parlare. Invece la mente di Ruth funziona perfettamente, ma pochi intorno a lei se ne accorgono. È grazie a persone illuminate come Steven Kaplan, che tutti realizzano come la donna comprenda ogni cosa ma non abbia strumenti per comunicare: attraverso una tabella di comunicazione fedelmente riportata in frasi da Kaplan, Ruth è ora in grado di raccontare personalmente gli anni della sua reclusione virtuale. Finalmente sarà libera di vivere una vita piena di senso e successi personali. La sua esperienza contribuirà infatti ai primordi della Comunicazione Aumentativa Alternativa, l’approccio
    comunicativo destinato a rivoluzionare nei decenni successivi le possibilità espressive di quanti soffrono deficit della comunicazione. Alzo gli occhi per dire sì cambierà per sempre lo sguardo del lettore sulle persone con gravi disabilità, aiutando a comprendere che la relazione e la comunicazione sanno andare oltre le barriere fisiche e il semplice uso della parola.

    Da non perdere, alle 14.00, la presentazione del libro “In azione contro il Covid” – Storie di cura e di resilienza, in collaborazione con la cooperativa Spaziomnibus.
    Una ricerca sociologica che ha visto interessati diversi soggetti e che contiene riflessioni di studiosi e studiose che, in un’ottica di interdisciplinarietà, si sono interrogati sugli aspetti che hanno caratterizzato la vita individuale e collettiva durante la pandemia da Covid-19. Interverranno anche medici, amministratori locali e Sindaci dei Comuni coinvolti.

    Dalle 15.00 alle 16.00: “Il Turismo conviviale – Bellezza Stupore Comunità”.
    E’ il racconto di come unire un‘esperienza turistica ad una riflessione evocativa e generativa. Imparare a con-vivere allargando i propri orizzonti, diventando capaci di accoglienza incondizionata, tornando a casa anche con la memoria e le emozioni di un’esperienza e un bagaglio culturale e spirituale arricchito.

    Presso il Padiglione 3-Sala Argento, alle 18.00, si terrà l’incontro con Massimo Miro, autore di “La Faglia“.
    Torino, 1978. Cinque ragazzi di periferia, convinti di aver scoperto il covo in cui le Brigate Rosse tengono prigioniero Aldo Moro, decidono di tentare il tutto per tutto per liberarlo mettendolo in salvo nello scantinato di una delle tante case popolari del fantomatico quartiere di Borgo Stura.

    Dalle 18.15 alle 19.15, presentazione del libro “Terzo”, presso il CENTRO CONGRESSI-Sala Lisbona.
    Il Terzo settore non è «terzo». Non viene dopo un primo e un secondo, insomma. Non è marginale ma centrale. E per dimostrarlo Claudia Fiaschi parte da un parallelismo con la Rivoluzione Francese e con il Terzo Stato. Pochi mesi prima della convocazione degli Stati Generali, l’abate Seyès pubblica un pamphlet in cui «descrive il Terzo Stato come un uomo forte e robusto con un braccio ancora in catene, oppresso, ostacolato ed evidenzia che se si rimuovessero questi impedimenti sicuramente la Nazione sarebbe “qualcosa in più”».

    Alle 19.00, ultimo appuntamento della giornata, con “Qui per caso” di Gero Guagliardo.
    “E così succede che io, mai stato a Piacenza sino a quel momento, mi ritrovo a passeggiarci per le strade di una mattina semplice. Perché un posto, prima di piacere a me, deve innanzitutto piacere ai miei passi. Cammino a caso, a muzzo, e lascio fare alle cose che succedono. Quello che doveva essere un giro veloce si trasforma in un giro lento, fatto di storie, immagini, incontri, confidenze, Signore e Signori, pensieri e racconti che veri o finti chissà. Poco importa. Penso al caffè. ‘Le decisioni importanti vanno sempre prese davanti ad un caffè’ dice sempre il mio amico Tano. Entro nel primo Bar che incontro e quello che doveva essere un caffè al volo si trasforma in uno spazio per pensare ancora a tutte le cose che succedono e che forse non dovremmo più lasciarci scappare. “È la prima volta che vieni qui?” mi domanda l’uomo del bar. “Come, scusi?” chiedo io, un po’ imbarazzato. “Conoscevi questo bar o sei finito qui per caso?” “Qui per caso, però a questo punto mi sa che ci resto.” “Benvenuto allora.”

    Questi sono solo alcune delle iniziative che si terranno nelle prime due giornate, per scoprire tutti gli eventi, gli ospiti e i dettagli è possibile consultare il programma completo alla pagina dedicata .


  • Pesca, Alleanza delle cooperative: il piano venga emendato suoi contenuti che minacciano il futuro della pesca europea.

    L’alleanza delle cooperative pesca e acquacoltura chiede che il Piano venga emendato nei suoi contenuti che minacciano il futuro della pesca europea.

    Dopo le proteste dei giorni scorsi in cui la pesca italiana ed europea ha manifestato contro il Piano di Azione di Synkevicius, ed il flash mob organizzato a Strasburgo dall’On. Rosanna Conte ed il gruppo parlamentare ID, il Commissario ha partecipato alla plenaria del PE.

    Numerosi gli interventi che hanno denunciato la insostenibilità del bando dello strascico dai mari europei a cui il Piano di Azione apre la strada attraverso un suo phasing out dalle aree Natura 2000 entro il 2030 (tra i MEPs intervenuti, critici gli italiani Conte, Tardino, Gualmini, Bartolo, a favore D’Amato).

    Rispondendo alle critiche il Commissario Synkevicius, sminuendo la portata che il documento politico è destinato ad avere sui futuri regolamenti europei, ha insistito nell’affermare che il Piano non é un provvedimento legislativo vincolante per gli Stati membri.

    L’Alleanza  delle Cooperative pesca e acquacoltura, ribadendo la mancanza di fiducia su tali rassicurazioni, chiede che il Piano venga emendato nei suoi contenuti più pericolosi che minacciano il futuro della pesca europea, ed ha per questo chiesto un incontro con la Direttrice Vitcheva della DG Mare in cui poter entrare nel merito ed avanzare proposte.


  • Cooperfidi Italia: l’assemblea generale approva il Bilancio 2022 e conferma alla presidenza Mauro Frangi

    L’Assemblea Ordinaria dei Soci di Cooperfida Italia, ha approvato il Bilancio dell’Esercizio 2022.

    L’Assemblea Ordinaria dei Soci di Cooperfida Italia, tenutasi venerdì 5 maggio, ha approvato il Bilancio dell’Esercizo 2022. Inoltre, sono stati nominati i Componenti del Consigli di Amministrazione e il Consiglio Sindacale per il triennio 2023/2025. Mauro Frangi, Presidente di Confcooperative Insubria e di CFI-Cooperazione Finanza Impresa, è stato confermato alla Presidenza; al suo fianco nel ruolo di Vice Presidente è stato confermato Emanuele Danieli.

    Il Bilancio del 2022, approvato all’unanimità dai delegati, chiude con un utile di 117 mila euro anticipando le previsioni del Piano Triennale 2022/2024 di due anni. “Il bilancio 2022 – commenta il presidente Frangi – raggiunge l’utile già nel primo degli anni oggetto del Piano Triennale 2022-24 anticipando l’obiettivo del risultato in area positiva previsto solo nel 2024. Un risultato di cui siamo orgogliosi, che mette in luce il costante miglioramento della gestione corrente già avviato nel 2020″. 

    Determinanti per questo risultato la crescita delle commissioni nette di garanzia (a quota € 2,277 milioni, nel 2021 erano pari a € 2,153 milioni, +5,8%), e una ulteriore contrazione di 80 mila euro (-2,8%)dei costi operativi oltre a un contributo di 475 mila euro dal superamento delle riprese di valore su crediti deteriorati rispetto agli accantonamenti a copertura del rischio di credito. Il numero delle operazioni garantite ha raggiunto quota 467 (+3% rispetto al 2021), i volumi garantiti € 55,78 milioni (+14%) e lo stock delle garanzie in essere € 123,3 milioni in contrazione del 2,8% sul 2021.

    Il Presidente Frangi ha dichiarato: « Continuare un percorso di crescita solido e sostenibile che abbiamo tracciato nel piano di attività presentato alla vigilanza, dovremmo continuare ad aumentare i volumi di attività, in un contesto in cui dovremo monitorare molto bene il discorso del credito. Da questo punto di vista Cooperfidi Italia si è attrezzato nel 2023 con il sostegno dei tre fondi mutualistici della cooperazione e ha costituito una sotto sezione speciale del Fondo Centrale di garanzia, riservata alle imprese cooperative, realizzata in partnership con Cassa Depositi e Prestiti, all’interno di questo strumento potremmo incrementare le garanzie offerte da Cooperfidi alle imprese sino al 90%».

    «L’obiettivo è l’economia cooperativa, l’economia socialeha continuato il Presidente Frangi– per storia, per vocazione, per caratteristica, all’interno di questo quadro si innesca un focus specificatamente dedicato al settore primario, quindi all’agricoltura e alla pesca. In ogni caso Cooperfidi ha scelto di rimanere un confidi di nicchia, di non diventare generalista, ma di giocare nel campo di gioco delle cooperative, dell’economia sociale, rispetto al quale ha strumenti, modalità di affiancamento delle imprese che lo rendono ovviamente unico».


  • FonCoop: stanziati 7,5 mln per sostenere la transizione digitale e ambientale delle cooperative

    L’Avviso 54 è uno strumento innovativo e versatile che mira ad affrontare le grandi transizioni digitali e ambientali nel solco della sostenibilità. Lo stanziamento di 7,5 milioni di euro è suddiviso in due distinte linee di finanziamento.

    Fon.Coop, il fondo di assistenza formativa delle cooperative, ha reso pubblico il suo primo Avviso del 2023. L’avviso, denominato Avviso 54 Aziendale, offre una sintesi delle politiche di finanziamento proposte in questi anni a sostegno delle strategie di sviluppo della competitività delle imprese e di valorizzazione delle competenze dei lavoratori.

    L’Avviso 54 Aziendale si fa in due

    L’Avviso 54 Aziendale è uno strumento innovativo e versatile che mira ad affrontare le grandi transizioni digitali e ambientali nel solco della sostenibilità. Lo stanziamento di 7,5 milioni di euro è suddiviso in due distinte linee di finanziamento. La prima linea, di 4 milioni, è destinata ai piani formativi dedicati al fabbisogno aziendale, suddivisi su base regionale. La seconda linea, di 3,5 milioni, è destinata alle imprese che aderiscono al Fondo che hanno partecipato all’Avviso Fondo Competenze ma sono escluse dall’Avviso 53/2023 dedicato al Fondo nuove competenze per esaurimento risorse. 

    Il Presidente Gizzi: “Avviata la partnership con Anpal sull’Avviso Fondo Nuove Competenze

    Il Presidente di Fon.Coop, Giuseppe Gizzi, ha evidenziato che L’Avviso 54 rappresenta una risposta alle esigenze delle cooperative impegnate nelle attuali transizioni ambientali e digitali. Inoltre “Lo scorso novembre– ha sottolineato il presidente Gizzi– abbiamo avviato la partnership con Anpal sull’Avviso Fondo Nuove Competenze (seconda edizione) per rispondere alle esigenze di tante nostre imprese cooperative impegnate ad affrontare le attuali transizioni ambientali e digitali. In totale sono oltre 280 le nostre aderenti che hanno fatto domanda ad Anpal: la linea dedicata del ‘nostro’ 54 ha l’ambizione di accogliere tutte le esigenze.

    La vicepresidente di Fon.Coop, Valentina Verduni, ha sottolineato l’innovatività dell’Avviso 54, in grado di rielaborare ed ampliare le tematiche come il green e il digital, per rispondere ai bisogni formativi delle cooperative in coerenza con la propria esperienza. “Il Fondo ha costantemente indirizzato il fabbisogno formativo delle imprese verso le grandi sfide prima fra tutte l’Agenda 2030 e i più recenti obiettivi del PNRR in chiave di competitività condivisa e partecipata. È infatti richiesto – spiega Verduni – come elemento comune in tutti i Piani formativi, la costruzione di percorsi di upskilling finalizzati a rafforzare le competenze chiave della sostenibilità. Le imprese, poi, potranno indirizzare le attività formative sul sostegno alla transizione green, alla trasformazione digitale, alla trasformazione organizzativa e gestionale”.

    Il solido impianto dell’Avviso, ha evidenziato la vicepresidente Verduni, consente alle cooperative di incidere su driver fondamentali della propria attività imprenditoriale, indipendentemente dal settore di riferimento.  Le imprese avranno l’opportunità di indirizzare le attività formative sul sostegno alla transizione green, alla trasformazione digitale, alla trasformazione organizzativa e gestionale. Sono anche proposti percorsi che promuovono il welfare aziendale, l’equo ricambio generazionale, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e le pari opportunità con la valorizzazione del lavoro femminile di qualità.


  • Regolamento UE imballaggi: parere consultivo della commissione Politiche UE della Camera

    La commissione delle Politiche UE della Camera e la commissione del Senato hanno espresso alcune criticità sul Regolamento UE sugli imballaggi, evidenziando la necessità di una maggiore flessibilità e di un approccio più equilibrato che tenga conto della realtà di ogni paese.

    La commissione delle Politiche UE della Camera e la commissione del Senato hanno espresso alcune criticità sul Regolamento UE sugli imballaggi, evidenziando la necessità di una maggiore flessibilità e di un approccio più equilibrato che tenga conto della realtà di ogni paese. Sono invece ancora attesi i pareri delle commissioni Ambiente.

    La proposta di Regolamento UE sugli imballaggi prevede un sistema di responsabilità estesa del produttore che aggrava significativamente gli oneri a carico delle imprese senza aumentare il livello di tutela dell’ambiente. La commissione Politiche UE della Camera ha licenziato un parere consultivo con diverse osservazioni sulla proposta in questione.

    Italia e altri Stati membri: ottimi risultati raggiunti

    Secondo il parere della commissione della Camera, la proposta di Regolamento UE sugli imballaggi non tiene in adeguata considerazione gli ottimi risultati raggiunti da alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, che ha già adottato misure efficaci per la riduzione della quantità di rifiuti e anche le imprese italiane si sono adoperate per la sostenibilità ambientale.

    Obiettivi ambizioni ma vincoli tecnologici

    Il Regolamento UE sugli imballaggi stabilisce obiettivi molto ambiziosi imponendo però, anche le tecnologie con le quali raggiungerli, senza concedere modelli alternativi e, secondo la commissione della Camera, questa scelta limita la capacità delle imprese di innovarsi e non tiene conto della realtà di ogni paese.

    Risoluzione del Senato: oneri a carico dell’industri e incentivazioni ai consumatori

    Anche al Senato è stata approvata la risoluzione su testo del Regolamento UE sugli imballaggi, da inviare a Bruxelles. Nella risoluzione si afferma che è opportuno prevedere che gli oneri sull’industria, connessi con le norme sulla responsabilità estesa del produttore, siano accompagnati da forme di promozione e incentivazione ai consumatori volte a evitare la dispersione dei rifiuti di imballaggio nell’ambiente.

    La nuova direttiva rischia di penalizzare il Made in Italy

    Il nuovo Regolamento UE sugli imballaggi, rischia di danneggiare i consumatori e di cancellare dagli scaffali dei supermercati l’insalata in busta oltre ai cestini delle fragole, le confezioni dei pomodorini e le arance in rete. La normativa così formulata, imporrebbe l’addio alle confezioni monouso per frutta e verdura che abbiano un peso inferiore a 1,5 chili.

    La normativa avrebbe anche effetti sul comparto del vino, in quanto condurrebbe a una standardizzazione delle bottiglie e alla riduzione del loro peso, eliminando di fatto il formato magnum. Dal primo gennaio 2030, inoltre, il 10% delle bevande alcoliche immesse sul mercato dovrà utilizzare imballaggi inseriti in sistemi di riuso e dal primo gennaio 2040 tale soglia dovrà salire al 25%. Per i vini, a eccezione degli spumanti, è prevista una soglia del 5% a partire dal primo gennaio 2030 che salirà al 15% entro il primo gennaio 2040.


  • Contrasto alla Contraffazione in Italia: Pubblicato il Rapporto Iperico 2022

    Pubblicato il Rapporto Iperico 2022, che analizza l’attività di contrasto alla contraffazione in Italia nel corso del 2021.

    Il fenomeno della contraffazione rappresenta una minaccia costante per l’economia e per la tutela dei consumatori.

    Per tale ragione l’Ufficio italiano brevetti e marchi del ministero delle imprese, in collaborazione con Invitalia, ha pubblicato il Rapporto Iperico 2022, che analizza l’attività di contrasto alla contraffazione in Italia nel corso del 2021. L’obiettivo principale del Rapporto è quello di migliorare la collaborazione tra le autorità competenti e valorizzare il patrimonio informativo

    I dati elaborati dall’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza indicano che nel periodo tra il 2008 e il 2021 sono stati effettuati 208mila sequestri per contraffazione, con un quantitativo di 617 milioni di articoli e un valore economico di 5,9 miliardi di euro. Nel 2021, i sequestri sono stati pari a 22.984, con un aumento del 63% rispetto all’anno precedente.

    Tra gli articoli maggiormente sequestrati nel 2021 risultano: la categoria altre merci (78,9%); l’abbigliamento (10,5%) e gli accessori (3,6%); i giocattoli (3,2%); le calzature (1,4%); le apparecchiature elettriche (1,5%) e profumi e cosmetici (0,4%).

    Nello specifico, i principali sequestri riguardano le etichette destinate al confezionamento del materiale falso (22,8%), il materiale per imballaggio e i dispositivi di protezione individuale (14,3%). Nel settore dell’abbigliamento, invece, sono stati sequestrati tessuti e filati (48,3%), abbigliamento in tessuto (30,4%) e maglieria (20,7%).

    Il Rapporto evidenzia anche una diminuzione della tendenza alla contraffazione nel settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per quanto riguarda la categoria profumi e cosmetica, la percentuale ammonta rispettivamente al 69,6% e al 26,3%, per un valore di 690mila euro per i primi e 560mila per i secondi. Sono 120mila i pezzi intercettati dalle autorità, di cui 40mila cosmetici solo nella provincia Lodi. L’azione di contrasto alla contraffazione si concentra principalmente in Lombardia e in Toscana, dove sono state sequestrate circa 8 milioni di articoli.

    La lotta alla contraffazione deve diventare sempre di più un obiettivo prioritario per salvaguardare il mercato italiano e tutelare i consumatori dalle possibili conseguenze negative dei prodotti contraffatti.


  • Confcooperative Romagna: Raccolta fondi per le Cooperative colpite dall’alluvione

    Confcooperative Romagna ha aperto una raccolta fondi per dare sostegno alle cooperative colpite dall’alluvione

    Confcooperative Romagna ha aperto una raccolta fondi per dare sostegno alle cooperatrici e ai cooperatori delle imprese associate che hanno subito danni a causa dell’alluvione che nei giorni scorsi ha colpito la Romagna e in particolare i comuni della Romagna faentina e della Bassa Romagna.

    Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative, ha espresso solidarietà e vicinanza alle cooperative romagnole messe in ginocchio dal maltempo. «Un duro colpo per un territorio – dice Maurizio Gardini – che è cuore pulsante di eccellenze cooperative nell’agroalimentare, nei servizi, nel welfare, nella pesca. e in tanti altri settori. Produttori agricoli, allevatori, donne e uomini delle nostre cooperative già messi duramente alla prova. Ci stiamo adoperando per non lasciarli soli»

    «Abbiamo già ricevuto tante segnalazioni da parte delle nostre imprese. È ancora presto per stimare i danni ma vogliamo essere pronti e fare tutto il possibile per aiutare le cooperative, le persone che vi lavorano e le loro famiglie – sottolinea il presidente di Confcooperative Romagna, Mauro Neri . È il momento di restare uniti e cooperare».

    «Questo è solo un piccolo aiuto in più che vogliamo dare alle famiglie e alle persone colpite da questa calamità. Stiamo lavorando a ogni livello, locale, regionale e nazionale per fare in modo che la ripresa sia più veloce ed efficace possibile – continua Neri – e che arrivino presto tutte le risorse possibili da parte dello Stato. Bene ha fatto la Regione a richiedere lo stato di calamità per il nostro territorio e, stante le informazioni in possesso nelle ore antecedenti gli eventi, positivo è stato il lavoro di comunicazione e informazione fatto dagli amministratori locali, dalle forze dell’ordine e dalla Protezione civile. Sono state colpite molte abitazioni ma anche molte imprese, per non parlare di ettari ed ettari di campi coltivati che già avevano subito i danni da gelate e grandinate – prosegue -. Siamo, inoltre, molto preoccupati per il territorio collinare e montano che ha subito smottamenti e frane in diversi punti, ostacolando la viabilità e rendendo ancora più difficile la tenuta del territorio. Auspichiamo che la ripresa sia celere ma anche lungimirante e che si lavori per mettere sempre più in sicurezza i territori in vista di eventi calamitosi come questo, partendo dalle montagne e arrivando alle pianure».

    Modalità per contribuire alla raccolta

    Tutte le persone che vogliono contribuire alla raccolta fondi possono donare tramite bonifico al conto corrente bancario “Confcooperative Romagna per le cooperatrici e i cooperatori alluvionati” IBAN IT25 G 08542 23700 000000731028. Il conto è aperto presso la Bcc ravennate, forlivese e imolese che ha azzerato ogni costo di commissione per tutti i correntisti. Per chi non ha il conto presso l’istituto di credito cooperativo valgono le commissioni previste dalla propria banca.


  • La 7° edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile torna in presenza

    La settima edizione del Festival dello Sviluppo sostenibile si terrà dall’8 al 24 maggio 2023.

    Dall’8 al 24 maggio si terrà il Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile ( ASviS) e con la media partnership della Rai e dell’ANSA.

    L’evento, giunto alla sua settima edizione, è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni unite e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).

    Il Festival si svolge su tutto il territorio nazionale nell’arco di 17 giorni, tanti quanti sono gli SDGs, per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi dello sviluppo sostenibile. Durante la manifestazione si terranno centinaia di iniziative, proposte a un pubblico variegato, per coinvolgere, includere e dare voce alla società italiana.

    Il programma del Festival

    Il Festival torna in presenza con un programma ricco di novità, itinerante, basato su centinaia di iniziative, che da Nord a Sud animeranno l’Italia intera durante il mese di maggio.

    Quest’anno saranno 24 gli eventi di rilevanza nazionale, organizzati dall’ASviS e dai suoi Gruppi di lavorooltre alle centinaia di iniziative realizzate direttamente degli Aderenti dell’Alleanza. 

    Saranno cinque le tappe principali in grandi città italiane, dedicate ciascuna ad approfondire una diversa dimensione della sostenibilità: sociale a Napoli dall’8 al 10 maggio, ambientale a Bologna dall’11 al 14 maggio, economica a Milano dal 15 al 17 maggio, culturale a Torino dal 18 al 22 maggio, istituzionale a Roma il 23 e 24 maggio, dove il Festival si concluderà con un incontro presso la Camera dei Deputati. 

    Quest’anno sarà possibile seguire l’evento in presenza registrandosici saranno anche i “Talk sul futuro” realizzati dall’Alleanza con Rai e Ansa, i festival territoriali, gli appuntamenti proposti da scuole e università, e in particolare dalla Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus), le iniziative dei “nuovi percorsi” (nate dalle collaborazioni con diverse realtà della società civile) fino ai “compagni di viaggio“, le manifestazioni gemellate con il Festival.



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