• Le notizie del giorno di CoopTG:

     Gli appuntamenti:
    • Si svolgerà a Roma, venerdì 21 ottobre, la presentazione del rapporto “Green Italy 2016, una risposta alla crisi, una sfida per il futuro”, organizzato da Unioncamere in collaborazione con Fondazione Symbola.

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    Secondo i dati elaborati dall’Istat, nel mese di Agosto 2016 l’Italia fa registrare un aumento congiunturale sia delle importazioni (+4,4%) che delle esportazioni (+2,6%). 

    A trainare l’export, nel confronto con il mese precedente, sono le vendite di beni verso i mercati Ue (+3,9%), con un aumento più contenuto di quelle verso i paesi patrol-lineextra-europei (+0,9%). L’aumento delle esportazioni è determinato principalmente dalla crescita delle vendite di beni strumentali (+3,9%), di beni intermedi (+2,1%) e di beni di consumo non durevoli (+1,7%).
    È particolarmente positivo il rendimento delle esportazioni su base annua. Ad agosto 2016, infatti, è da registrare un aumento tendenziale delle vendite all’estero dell’11,4%. Il risultato è, però, influenzato dal calendario che ha visto quest’anno, ad agosto, un giorno lavorativo in più. Al netto degli effetti del calendario la crescita dell’export è del 6,8%.

    In questo caso a spingere le nostre esportazioni sono soprattutto i paesi asiatici. Crescono, infatti, le esportazioni verso la Cina (+28,2%), il Giappone (+24,3%) e i paesi ASEAN (+21%). Perdono otto punti percentuali, invece, le vendite di beni verso la Russia. Rimangono positivi i rapporti commerciali con i partner tradizionali italiani. C’è, infatti, un aumento tendenziale dell’export di quasi due punti percentuali, derivato sopratutto dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso la Germania, di macchinari e apparecchi n.c.a. verso gli Stati Uniti e di autoveicoli verso Germania, Francia e Stati Uniti.
    Per quanto riguarda, invece, l’import, l’Istat segnala un forte incremento degli acquisti da Turchia (+35,3%), Repubblica ceca (+32,9%), Stati Uniti (+24,9%), Svizzera (+20,5%) e Regno Unito (+20,3%).



  • Le donne rappresentano il 60% degli occupati nelle cooperative. Una formula giuridica, quella cooperativa, che promuove da sempre l’inclusione sociale e la parità di genere, principi rafforzati durante la crisi. 

    Vanity Fair ha approfondito il tema delle pari opportunità nelle coop riportando alcuni dati interessanti sulle associate di Confcooperative. Rispetto al periodo precedente alla crisi, il numero di cooperative a guida femminile è aumentato del 5%. L’aspetto più rilevante riguarda, però, la governance.
    donne-impresaCome sappiamo, le difficoltà maggiori delle donne nel mercato del lavoro italiano attengono all’accesso ai ruoli apicali. Nelle cooperative, però, c’è una presenza più forte delle donne nelle posizioni di vertice dell’azienda: il 26% della governance del mondo cooperativo è rappresentato da donne contro il 16% delle altre forme d’impresa. Nelle coop sociali questa percentuale sale al 40%
    Nonostante i numeri delle coop e del non profit siano migliori di quelli delle cosiddette aziende for profit, non si può parlare di risultati soddisfacenti. La cooperazione possiede gli strumenti per realizzare un’effettiva parità di genere, che esuli dal campo della cooperazione sociale ed abbracci anche altri settori come quello agroalimentare, dove invece è più debole la presenza di donne, sia all’interno della struttura societaria che nei ruoli apicali.

    Il punto di forza delle cooperative è la sua azione sul territorio, una peculiarità che consente loro di interpretare al meglio i bisogni dei cittadini e di soddisfarli, in alcuni casi, attraverso modalità innovative. Per aumentare ulteriormente la presenza delle donne nelle cooperative e in generale nelle imprese, sarà fondamentale agire sul tema della conciliazione vita-lavoro, un ambito che ha rappresentato per anni il più grande elemento di discriminazione delle donne.
    Sono tante, ancora oggi, le donne che vivono la maternità con ansia in quanto oggetto di ricatti da parte del proprio datore di lavoro. Anna Manca, presidente Commissione dirigenti cooperatrici Confcooperative, parlando a Vanity Fair, sottolinea la necessità di misure che facilitino la conciliazione vita-lavoro e in merito approva gli incentivi fiscali inseriti nella Legge di Stabilità sul welfare aziendale.
    In futuro si andrà necessariamente verso modelli di welfare decentrati: le cooperative dovranno essere brave ad interpretare i bisogni emergenti e garantire alle donne prestazioni e servizi innovativi come già succede con i co-working per le mamme professioniste ed altre esperienze di sostegno alla maternità.


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    Prende forma la Legge di Stabilità 2017, presentata nella giornata di sabato dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

    La manovra vale circa 27 miliardi di euro e contiene diverse misure per favorire gli investimenti delle imprese. Come ribadito più volte da Renzi, l’intento del Governo è creare un contesto favorevole agli investimenti dei soggetti privati attraverso una serie di agevolazioni e la riduzione delle imposte.
    Ma vediamo nel dettaglio quali sono gli interventi che interessano da vicino le aziende.

    • Riduzione dell’Imposta sul Reddito delle Società (Ires) dal 27,5 al 24%;
    • Introduzione dell’Iri al 24% per commercianti e artigiani. L’obiettivo della misura è uniformare la tassazione sul reddito delle società. Le imprese legge-di-stabilita-impreseindividuali e le società di persone saranno sottoposti alla stessa aliquota dell’Ires. Nello specifico, il reddito prelevato dal titolare di una ditta individuale rimarrà soggetto all’Irpef (può arrivare fino al 43%); la parte di reddito non prelevata o reinvestita nell’impresa stessa, invece, sarà tassata al 24%.
      L’imposta, inoltre, verrà pagata al momento dell’incasso della fattura e non quando questa viene emessa.
    • L’aspetto più importante della Legge di Stabilità per le imprese è probabilmente il pacchetto competitività, che contiene tra le altre cose anche il Piano Industria 4.0. Vengono stanziati in tutto 20 miliardi di euro su più anni per favorire gli investimenti delle aziende.
      Per aumentare la spesa privata l’esecutivo ha previsto una serie di incentivi. Viene confermato il super-ammortamento al 140% per l’acquisto di nuovi beni strumentali utili per l’esercizio della propria attività. La manovra inserisce anche un iper-ammortamento al 250% per gli investimenti in innovazione. Viene inoltre rifinanziata la Sabatini e rafforzato il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo: il limite massimo di credito passerà da 5 a 20 milioni di euro e l’aliquota per le spese interne passerà dal 25 al 50%.
    • Eliminazione dell’Irpef agricola.
    • Investimento di 100 milioni sul Made in Italy con l’obiettivo di aumentare di 1 miliardo il fatturato realizzato all’estero dalle imprese italiane.
    • Esonero totale dei contributi previdenziali per i primi tre anni per gli under 40 che decidono di aprire un’azienda agricola.
    • Proroga dal 2016 al 2019 delle agevolazioni fiscali per chi ristruttura una casa o migliora l’efficienza energetica degli edifici. Il bonus viene esteso anche ai condomini e agli alberghi.
    • Detassazione al 10% dei premi di produttività che saliranno dagli attuali 2mila euro a 4mila euro e saranno validi per gli impiegati, i quadri e parte della dirigenza con un reddito lordo annuale fino a 80mila euro.


  • Quasi 2.000 operazioni di garanzia per StartUp innovative in Italia. A guidare la classifica ci sono Lombardia ed Emilia Romagna, ma per impatto nell’accesso al fondo media Italiana spiccano il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige con un 163% rispetto alla media.

    Buoni risultati quelli del fondo di Garanzia per le PMI innovative, con quasi 2.000 interventi effettuati in tutto il Paese per un valore di garanzia erogate pari a 490 milioni di euro, con una media di garanzia richiesta per quasi 250.000 euro e restituzione del prestito erogato in un tempo medio di 60 mesi, cioè i classici 5 anni che consentono ad un’azienda di poter investire e respirare. La regione con il maggior numero di operazioni è la Lombardia con 515 startup garantite per un valore medio di 351 mila euro.

    schermata-2016-10-14-alle-11-09-31Da segnalare, che le startup innovative di Friuli Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale. Fanalini di coda in questa seconda “classifica” sono Sardegna, Calabria e Toscana. Stranissimo trovare in fondo una regione come la Toscana che può vantare un alto numero di startup innovative, che probabilmente hanno trovato garanzie e finanziamenti in altri ambiti senza sfruttare le possibilità offerte dal fondo di garanzia istituito a fine 2012 e gestito da Mediocredito Centrale.

    Buoni anche i dati sulla “restituzione” delle garanzie, quasi tutte in normale ammortamento o già concluse, mentre solo in 5 casi il Fondo ha dovuto di fatto erogare la garanzia per un valore di quasi 1 milione e mezzo di euro. Quest’ultimo dato evidenzia che le startup innovative hanno mostrato una maggiore capacità di tenere il mercato, che si può dedurre dal fatto la percentuale di sofferenze è molto più bassa rispetto alla media delle startup tradizionali.

    Nel rapporto scopriamo inoltre che sono 13 gli incubatori certificati e finanziati per quasi 12 milioni di euro, dunque, non mancano anche le realtà pronte ad investire e scommettere sull’ecosistema dell’innovazione italiana. Segnali positivi che possono essere indicatori di una crescita sana del settore, oltre che spunto di riflessione per chi vuole avviare la propria impresa, oppure, ha la possibilità di investire e vuole avere maggiore cognizione dello stato attuale dell’ecosistema delle startup italiane.



  • Un’opportunità di arricchimento unica aperta a tutti grazie allo streaming Web, ecco come seguire le Giornate di Bertinoro, ormai un momento cardine della crescita in Italia del Terzo Settore.


  • latte-yogurt

    Sono scaduti a mezzanotte i termini per la Comunità Europea di opporsi alla novità normativa dell’indicazione “Made in Italy” sulle confezioni di latte italiano. Una vittoria importante per un settore chiave dell’agroalimentare italiano.

    Italia e Francia, tra i Paesi con un maggior uso pro-capite di latte e suoi derivati, oltre ad essere tra i maggiori produttori europei assieme alla Germania, hanno ottenuto oggi una grande vittoria per le rispettive produzioni. In particolare, la proposta del Governo italiano promuoveva l’adozione del marchio Made in Italy sui prodotti con 100% latte italiano, proposta accolta assieme a quella francese, che prevede analogo marchio per il latte transalpino. Il provvedimento chiesto soprattutto dai produttori, che si vedevano spesso in concorrenza con prodotti contenente latte estero o miscelato, è una tutela in più per i consumatori che adesso potranno avere ben chiaro che tipo di latte bevono.

    Un plus salutato con grande soddisfazione da Coldiretti e da tutti produttori, che finalmente vedono valorizzare il proprio prodotto che entra anche “visivamente” sugli scaffali a far parte del Made in Italy. Il provvedimento sarà attivo dopo 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dunque, è auspicabile che le nuove etichette potranno essere realizzate a partire dai primi mesi del 2017.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Lavoro – Giù la disoccupazione nell’Ue. Occupazione tornata ai livelli del 2008.
    • breaking news coopitalia-04Bandi – Lombardia: un bando per le coop. 5mila euro alle cooperative che investono in tecnologia.
    • Terzo settore – Riforma terzo settore: il parere del non profit. I risultati dell’indagine conoscitiva de Le Giornate di Bertinoro.
    • Tecnologia – Facebook: nasce Workplace. La piattaforma per i gruppi di lavoro e le aziende.
    Gli appuntamenti:
    • Il 14 ed il 15 ottobre, a Bertinoro in provincia di Forlì-Cesena, si svolgerà la sedicesima edizione de Le Giornate di Bertinoro per l’economia civile.


  • Le notizie del giorno di CoopTG:
    • Attualità – Approvato il decreto sul terremoto. Risarcimento e agevolazioni per le imprese colpite dal sisma.
    • breaking news coopitalia-04Cooperative – Le coop non crescono ma continuano ad assumere. Crescita ferma per la crisi della domanda interna e lo stop dell’export.
    • Cooperative – Oggi il secondo laboratorio di CoopUpin: partecipanti al lavoro sulle Call for ideas.
    • Bandi – Parte il Wind Startup Award. Possono partecipare le startup attive nel campo del digitale.
     Gli appuntamenti:
    • Sabato 15 ottobre,a Lucca, si terrà La Festa della Cooperazione 2016, l’appuntamento annuale organizzato dall’Alleanza delle Cooperative toscana.

  • startup-online

    A partire dal 20 luglio per costituire una startup non è più obbligatorio effettuare un atto pubblico dal notaio, ma basta compilare un modulo online ed applicare la firma digitale dei componenti dell’impresa. 

    La nuova procedura ha scatenato subito la protesta dei notai che, tramite il Consiglio nazionale del notariato, hanno fatto ricorso al Tar (fissata l’udienza per il 15 febbraio 2017). A detta dei notai, la nuova legge favorirà i fenomeni del riciclaggio e le infiltrazioni della criminalità nelle startup, non essendo garantito il controllo dell’identità dei componenti dell’azienda.
    startup-onlineSecondo il Mise, al contrario, la nuova modalità presenta diversi aspetti positivi come l’abbattimento dei costi per gli startupper e la semplificazione degli oneri burocratici, garantendo allo stesso tempo la verifica dell’identità dei sottoscrittori attraverso la firma digitale.
    Dopo i primi mesi di sperimentazione, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato i dati sulle startup innovative che hanno deciso di adottare questa procedura. Fin qui sono 57 le imprese che hanno utilizzato la modalità online, di queste 23 sono in corso di iscrizione e 34 sono già diventate ufficialmente startup.
    In generale, chi ha scelto di non passare dal notaio ha svolto l’intera procedura in maniera autonoma; solo tre aziende, infatti, hanno chiesto l’ausilio delle Camere di Commercio.

    Per quanto riguarda, invece, i profili delle suddette startup, la maggior parte sono attive nel campo dei servizi, nello specifico 8 si occupano di produzione di software e 7 operano nel settore manifatturiero. Dieci di esse invece hanno un capitale compreso tra i 5mila ed i 10mila euro.
    Le regioni con la maggiore concentrazione di startup costituite online sono la Lombardia (7) e la Toscana (5), mentre nel Mezzogiorno sono 3 (2 in Puglia e 1 in Sicilia) le aziende formate con la nuova modalità.
    Se volete formare una startup e intendete seguire la procedura online, la piattaforma messa a disposizione dal Ministero è Atti Startup ed è necessaria l’iscrizione per poter usufruire dei servizi online.




  • Nel mese di agosto 2016, secondo i dati pubblicati oggi dall’Istat, la produzione industriale è aumentata dell’1,7% rispetto a luglio e addirittura del 4,1% rispetto ad un anno fa. 

    Si tratta di un vero e proprio boom del settore industriale che in pochi si aspettavano. Le previsioni di Intesa San Paolo, ad esempio, davano addirittura una variazione negativa dello 0,1% a livello congiunturale. Così evidentemente non è stato, ma la stessa Istat invita ad analizzare i dati con cautela in quanto trattasi produzione industriale istatdi “variazioni realizzate in un mese tipicamente caratterizzato da livelli di produzione molto bassi“.
    L’aumento della produzione industriale nel trimestre giugno-agosto è infatti solo dello 0,4% nel confronto con lo stesso periodo del 2015. Bisognerà, dunque, aspettare i dati di settembre e soprattutto quelli degli ultimi mesi dell’anno per stabilire se il comparto manifatturiero ha intrapreso effettivamente in maniera decisa la strada della ripresa.

    I settori economici più dinamici sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+19,2%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,6%) e della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a.(+11,7%). Il comparto delle auto, in particolare, può godere di un momento particolarmente positivo da qualche mese a questa parte per effetto della grande richiesta all’estero.
    Meno bene, invece, il settore dell’attività estrattiva (-17,7%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-5,3%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,0%).
    Un dato, invece, abbastanza preoccupante è quello riguardante la produzione di beni di consumo che presenta una variazione negativa dello 0,5% su base congiunturale e dell’1,3% su base annua e che riflette una crisi sempre più acuta della domanda interna e della riduzione di nuovi ordini.
    Bene, invece, ad agosto la produzione di beni strumentali e beni intermedi. I primi fanno registrare una variazione positiva del 6,6% rispetto al mese precedente e del 12,5% rispetto ad un anno fa. Più contenuto l’aumento della produzione dei beni intermedi (+3,1% a livello congiunturale e +7,6% su base annua).