• comuni-mafia

    Dal 2001 al 2014 sono stati sciolti 2.385 consigli comunali. Le ragioni sono diverse: a prevalere sono i motivi politici (dimissioni dei consiglieri o del sindaco), ma c’è una discreta quota di comuni commissariati per mafia. 

    Openpolis ha realizzato per Repubblica un’interessante indagine sul commissariamento dei comuni italiani negli ultimi 13 anni, sottolineando le tendenze ed i cambiamenti del fenomeno, sia in merito alla sua distribuzione territoriale che alle cause scatenanti.
    comuni-mafiaDallo studio emerge, ad esempio, che nel periodo preso in considerazione è aumentato del 27,5% il numero dei Comuni del Nord commissariati, a fronte, invece, di un calo del 24,3% al Sud.
    In media ogni anno sono 2,5 milioni i cittadini italiani interessati dallo scioglimento del proprio Comune, con il picco massimo raggiunto nel 2001 (6,8 milioni di persone coinvolte).
    In genere il commissariamento avviene nei comuni sotto i 3.000 abitanti (35% del totale), anche se non sono mancate le eccezioni rilevanti: è il caso del consiglio comunale di Reggio Calabria, sciolto per mafia nel 2012. Negli ultimi anni, inoltre, l’indagine rileva un aumento degli scioglimenti nei comuni con più di 10mila abitanti, passati dal 33,1% al 36,2% .

    Se ci concentriamo, invece, sulle cause dello scioglimento, come accennato in precedenza, vediamo prevalere le ragioni politiche. Nel 71,90% dei casi, infatti, il commissariamento avviene per le dimissioni dei consiglieri o del sindaco o per mozioni di sfiducia. La percentuale di Comuni sciolti per mafia dal 2001 al 2014 si attesta, invece, al 13,46%. Le regioni con la più alta concentrazione di consigli comunali commissariati sono la Campania (18,28%), la Lombardia (13,46%), la Calabria (12,29%), la Puglia (9,39%), il Piemonte (8,39%) e il Lazio (8,01%).
    Ma veniamo ai dati attuali. Al momento sono commissariati in tutta Italia 82 Comuni, di questi 13 per infiltrazioni della criminalità organizzata (16% del totale, in aumento rispetto alla media del periodo 2001-2014).
    Per quanto riguarda quest’ultima fattispecie, l’indagine sottolinea come negli anni del Governo Monti, ovvero 2012 e 2013, ci sia stata una netta impennata dei commissariamenti, dovuta probabilmente alla presenza di tecnici a Palazzo Chigi che ha impedito di fatto qualsiasi tipo di mediazione politica con le realtà locali.
    Le Regioni con il maggior numero di comuni sciolti per mafia sono la Campania e la Calabria (71% dei casi), con diversi consigli come quello di Casal di Principe o Taurianova commissariati più di una volta da quando è stata introdotta la normativa (1991).


  • sprar-migranti

    Lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è stato fin qui il sistema di accoglienza dei migranti migliore tra quelli sperimentati nel nostro Paese.

    Lo spiega bene l’Espresso, in un articolo pubblicato qualche giorno fa, mostrando le principali differenze tra un metodo basato sul principio dell’inclusione (lo Sprar) ed altri improntati sulla logica dell’emergenza (Cara e altre strutture temporanee). Lo Sprar è innanzitutto uno strumento di collaborazione tra enti locali e società civile: sono i Comuni e gli enti non profit, infatti, a portare avanti i progetti (di durata triennale) per l’integrazione nella comunità locale dei migranti, che hanno ottenuto la protezione internazionale, ed i minori non accompagnati.
    Grazie allo Sprar, centinaia di cittadini stranieri sono riusciti ad inserirsi al meglio nelle realtà locali, apprendendo la lingua italiana ed iniziando dei proficui rapporti di lavoro.

    Il Governo ha così deciso, attraverso il decreto del 10 agosto 2016, di rafforzare un sistema di accoglienza che si è dimostrato vincente. Anci-Cittalia hanno pubblicato un video esplicativo con le principali novità del provvedimento ed un vadevecum per gli Enti Locali.
    sprar-migrantiL’intento del decreto è stabilizzare i servizi offerti dallo Sprar, semplificare le procedure di prosecuzione dei progetti in atto e favorire l’accesso di nuovi enti. Per raggiungere questi obiettivi si opterà per un sistema di accesso permanente: i Comuni che vorranno presentare un progetto di accoglienza non saranno più legati ai vincoli dettati dalla periodicità dei bandi; l’unico limite sarà, al contrario, quello dell’assenza di fondi.
    Gli enti già titolari di un progetto Sprar potranno così presentare la domanda di prosecuzione entro sei mesi dalla scadenza della progettualità; gli enti locali, invece, che vorranno presentare nuovi progetti lo potranno fare in qualsiasi momento dell’anno.

    Vengono fissate due scadenze annuali: una il 31 marzo e l’altra il 30 settembre. Solo per il 2016 la scadenza è stata prorogata al 30 ottobre.
    Il Ministero potrà finanziare fino al 95% del costo del progetto.
    Il sistema delle “liste sempre aperte” porterà senza dubbio all’ampliamento del numero di Comuni facenti parte del sistema Sprar, favorendo una migliore distribuzione dei migranti su tutto il territorio italiano. È da valutare, inoltre, in maniera positiva la possibilità di rinnovare gli accordi e far proseguire quei progetti che si sono rivelati positivi per i migranti e le comunità locali.
    Rimane, però, il problema dei fondi: senza nuovi finanziamenti c’è il rischio che anche un sistema efficiente come lo Sprar possa bloccarsi. Da questo punto di vista i prossimi incontri tra il Governo e l’Anci saranno certamente dirimenti.



  • Le notizie del giorno di CoopTg: 

    Gli appuntamenti:

    • Dal 7 al 9 ottobre, a Milano, si terrà la terza edizione del Festival delle Comunità del Cambiamento, organizzato da Rena con la collaborazione di BASE Milano e grazie al sostegno di Fondazione Cariplo.


  • Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha incontrato a Roma, presso la sede di Confcooperative, i vertici dell’organizzazione di rappresentanza per discutere del ruolo delle coop nel tessuto economico calabrese.  

    Hanno partecipato al tavolo di discussione il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini; il presidente di Federsolidarietà, Giuseppe Guerini; il presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola e il noto imprenditore Santo Versace.
    regione calabriaDurante la crisi, specie in una regione come la Calabria, le cooperative hanno dimostrato di essere un ottimo antidoto contro la recessione e la disoccupazione.
    Un punto di vista condiviso dal governatore Oliverio: “La cooperazione – ha dichiarato il presidente della Regione Calabria – è già stata, più volte, strumento imprenditoriale per il riscatto dei territori. L’impresa cooperativa può diventare in modo permanente, volano di sviluppo, di pari opportunità e di crescita della Calabria, perché la cooperativa è, tra le forme d’impresa, quella più radicata sul territorio“.
    Nel contesto territoriale calabrese, le coop possono esaltare la dimensione locale dello sviluppo anche nelle aree più marginali, come dimostrato di recente con la costituzione della cooperativa di comunità a Tiriolo. La regione Calabria ha individuato nell’agroalimentare e nel turismo due ovvi sbocchi dell’impresa cooperativa, in quanto forma imprenditoriale in grado di valorizzare al meglio le produzioni alimentari locali e le tradizioni autoctone.
    Nei prossimi mesi verrà aperto un tavolo di discussione permanente sulle cooperative e sui possibili ambiti di sviluppo a livello regionale.


  • reti-dimpresa

    Aggregarsi per innovare e competere sui mercati esteri. È un refrain recitato più volte su questo portale, ma appreso solo a metà dal tessuto imprenditoriale italiano. 

    La logica individualista continua a prevalere sui principi della cooperazione e dell’economia collaborativa, nonostante sia chiara ed evidente la volontà e la necessità di cercare un modello economico diverso.
    reti-dimpresaLa forma della rete d’impresa rappresenta una delle possibili soluzioni alla mancanza di liquidità delle aziende e alla loro conseguente incapacità di competere in Francia come in Cina. E in un contesto di grave crisi della domanda interna, è facile comprendere quanto sia vitale attrezzarsi per vincere la sfide dell’internazionalizzazione.
    Ma le imprese italiane attivano processi di aggregazione?

    I dati di Unioncamere, fermi al mese di settembre, ci dicono che negli ultimi mesi sono aumentati i contratti di rete d’impresa stipulati, anche se la crescita continua ad essere piuttosto blanda e non in linea con le necessità del momento.
    Al momento sono tremila le reti d’impresa italiane che coinvolgono più di 15mila aziende distribuite su tutto il territorio nazionale.
    La maggior parte delle reti d’impresa sono costituite da meno di quattro aziende (44,8%, +1,1% rispetto a giugno 2014), quelle, invece, composte da 4-9 aziende corrispondono al 43,2% del totale, mentre le reti composte da più di 10 imprese sono solo il 12% del totale.
    Nell’ultimo anno sono stati siglati 708 contratti in più. C’è, dunque, una maggiore consapevolezza sull’importanza dei processi di aggregazione, ma molto ancora andrà fatto.
    La regione leader per contratti di rete stipulati è la Lombardia, seguita da Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Lazio.
    Come sottolinea Fulvio D’Alvia, direttore di RetImpresa Confindustria, in un’intervista al Corriere della Sera, le ricerche recenti dimostrano che le aziende che si aggregano hanno un rendimento migliore. Mettersi insieme sarà fondamentale, ad esempio, “nel campo dell’innovazione – aggiunge D’Alvia – per cogliere le opportunità offerte dal piano del Governo per Industria 4.0 che necessariamente chiederà di operare in una logica di network”.
    Nei prossimi mesi, sia gli imprenditori che le istituzioni, dovranno accelerare questo processo di cambiamento culturale, comprendendo che solo tramite la logica della collaborazione è possibile vincere le sfide del mercato globale e digitale.


  • welfare-aziendale

    E se trasformassimo i premi retributivi in prestazioni di welfare integrativo, come i buoni pasto, l’assistenza medico-sanitaria e l’asilo nido per i figli dei dipendenti? 

    Devono averlo pensato le tante aziende che hanno deciso di sfruttare gli incentivi inseriti nella Legge di Stabilità ed investire nel cosiddetto welfare aziendale.
    Del resto le difficoltà dello Stato nell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini portano le istituzioni a cercare vie alternative, liberalizzando il settore e rendendo le prestazioni di welfare aziendale più convenienti.
    welfare-aziendaleIl “Rapporto Welfare 2016“, elaborato da OD&M Consulting, conferma la tendenza degli ultimi mesi. La ricerca prende in considerazione 216 imprese, di queste il 44% ha già implementato un piano di Welfare aziendale mentre il 41% intende attivarlo entro i prossimi due anni.
    La maggior parte degli imprenditori, dunque, mostra un forte interesse verso il welfare aziendale ed il 74% di essi ritiene siano stati fondamentali in tal senso gli incentivi previsti nella Legge di Stabilità, che inserisce, ad esempio, l’esenzione IRPEF dell’utilizzazione di opere e servizi messi a disposizione dei dipendenti e loro familiari anche se già previsti da disposizione di contratto, accordo o regolamento aziendale, mentre in precedenza la detassazione scattava solo se gli l’erogazione di servizi di welfare derivava da una decisione unilaterale del datore di lavoro.

    L’obiettivo degli imprenditori è migliorare la soddisfazione dei propri dipendenti e con essa anche la loro produttività. Il 53,7% delle aziende intervistate dichiara di avere avviato un piano di welfare aziendale per prendersi cura dei lavoratori, mentre il 58,9% delle imprese che intendono seguire questa strada nei prossimi anni lo fa perché attratto dalla possibilità di aumentare la produttività.
    La dimensione del risparmio e del miglior rendimento degli addetti è dunque dirimente nella scelta degli imprenditori: gli stessi dipendenti interpellati (59,7%) credono che le aziende che hanno implementato forme di welfare aziendale lo abbiano fatto per abbattere i costi del personale.
    I servizi più offerti infine, sono quelli di ristorazione (91% delle imprese), seguiti da quelli di assistenza sanitaria e di gestione del tempo come la flessibilità entrata-uscita, il telelavoro o il part-time.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

     Gli appuntamenti:
    • Inizierà domani, all’università Bocconi di Milano, e si concluderà mercoledì 5 ottobre, il Salone della Csr e dell’innovazione.

  • migranti lampedusa

    Il 3 ottobre 2013, a largo delle coste di Lampedusa persero la vita in un naufragio 368 eritrei salpati dalla Libia verso la speranza di una vita migliore, tramutatasi in una tragedia della disperazione. Da quel giorno il 3 ottobre è diventata una data simbolo, per ricordare le vittime dell’immigrazione.

    migranti lampedusaIl Mediterraneo come un enorme cimitero, questa l’immagine che in tanti realisticamente richiamano dopo ogni naufragio in cui affogano decine e decine di bambini, donne e uomini per raggiungere l’Europa dalla Libia, lasciati alla mercé di scafisti senza cuore e senza anima. Da quella tragedia il Presidente del Consiglio Enrico Letta prese la forza di avviare l’operazione Mare Nostrum per soccorrere le imbarcazioni di migranti nel Canale di Sicilia, oggi quell’operazione è diventata il programma Triton che coinvolge le marine militari di molti stati europei e molte ONG che con le proprie imbarcazioni soccorrono e tentano di salvare le vite di tanti disperati che stipati su bagnarole, rischiano il proprio destino dando con la propria vita una plastica rappresentazione del valore della vita stessa in alcuni Paesi sub-sahariani.

    Non c’è giorno in cui le navi militari e quelle civili non soccorrano decine e decine di migranti abbandonati dagli scafisti in mezzo al mar Mediterraneo. Oggi nella giornata dedicate alle vittime di questa tratta senza fine sono state già una 20ina gli interventi di salvataggio e man mano che le condizioni meteo e del mare migliorano o peggiorano il numero degli interventi aumenta in maniera sensibile. Così mentre in Ungheria si vota per “chiudere le frontiere” e bloccare le quote di migranti che ciascun Paese aderente all’Unione Europea ha accettato di ospitare, nel Mare Nostrum si combatte quotidianamente la battaglia per strappare più vite possibili alla disidratazione, alla violenza degli scafisti e al mare che si abbatte su piccoli battelli che non starebbero a galla nemmeno in una piscina.

    Molte ONG sostengono che il numero di naufragi e di morti sia di molto superiore al numero che noi oggi conosciamo e solo con un programma più impegnativo e che coinvolga le autorità dei Paesi costieri del Nord Africa sarà possibile evitare altre tragedie simili.



  • Facebook fiuta l’affare della sharing economy e delle piattaforme per la vendita online di beni usati, così dopo la nascita di gruppi specializzati ecco arrivare Facebook Marketplace, dove trovare le offerte più vicine a dove viviamo.

    eBay a livello internazionale, Subito.it in Italia e tante altre piattaforme più piccole tra poco avranno vita ancora più dura per il loro modello di business, poiché Facebook con tutti noi come utenti ha deciso di sbarcare nel mondo dei marketplace virtuali per vendere prodotti “usati” e svuotare le nostre cantine o gli scatoloni riposti nel ripostiglio. Le funzioni del nuovo Facebook Marketplace non sono ancora definite nei dettagli, ma certamente grazie alla grande mole di informazioni che il social network ha su di noi e sulle nostre abitudini, grazie alla potenza della geolocalizzazione e dell’analisi delle nostre reti sociali potrà offrirci tanti prodotti vicini a noi e al contempo tagliati su misura per le nostre abitudini o le nostre preferenze in fatto di moda, tecnologia e cibo. Per non parlare delle possibilità che una piattaforma integrata come questa può offrire per affittare una camera, conoscendo non solo il proprietario ma la sua intera cerchia di amici e famiglia, così da avere maggiori garanzie rispetto ad AirBnB, oppure per promuovere offerte relative ad un ristorante o ad una festa privata… Insomma, si apre una nuova frontiera cui tutte le piattaforme attuali dovranno porre argine, magari innovando come non hanno mai fatto prima.

    Vedremo se Facebook dopo aver conquistato il mercato dei social, dopo aver “scippato” a Google una buona fetta di introiti pubblicitari online, riuscirà ad intaccare anche il mercato di eBay e dei suoi competitor che finora, eccetto per l’utilizzo di gruppo per la vendita/scambio di prodotti, un po’ come si faceva nei forum specializzati fino ad un paio di anni fa, non aveva visto una vera minaccia arrivare dal mondo social per i propri affari.

    Vi lasciamo con un video che presenta le potenzialità di Facebook Marketplace:



  • Una storia importante della cooperazione e dell’agroalimentare italiano che ha tagliato un traguardo importante quello di 40 anni di lavoro insieme, per costruire il gruppo agroalimentare più importante del Paese, che annovera tra i propri marchi Yoga, Cirio, Valfrutta e tanti altri. La dimostrazione plastica che stare insieme oggi è un valore, che se unito a capacità di programmazione e innovazione, porta al successo e alla capacità di far beneficiare di questo successo grandi e piccoli produttori, in questo caso soci della cooperativa Conserve Italia.

    il_bisogno_e_il_sogno_copertina-708x1024Il presidente Maurizio Gardini, oggi anche presidente di Confcooperative, ha voluto evidenziare con le sue parole il ruolo della cooperazione e la storia fatta di uomini e donne, che hanno pensato prima al bene comune e poi a quello della singola azienda: “Quella di Conserve Italia è una storia di persone che, fin dall’inizio, hanno saputo costruire un’azienda di successo, una cooperativa vera, capace di interpretare, già dai primi giorni della sua attività, la mission di valorizzare i prodotti agricoli in modo completo, dalla coltivazione alla tavola del consumatore, con un proprio marchio, Valfrutta”.

    Un esempio di buona cooperazione riconosciuta anche dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha partecipato alla festa che si è tenuta, sabato al Palafiera di Forlì, assieme ad oltre 4.000 partecipanti, con ospiti del mondo della musica, come Laura Pausini che ha intrattenuto gli invitati alla festa con la sua musica, sia dello sport e dello spettacolo. Il Premier ha twittato che quella di Conserve Italia è proprio una bella storia, e sabato sera ha voluto sottolineare come questo esempio di stare insieme per crescere sia un modello da far conoscere e promuovere per rispondere alle sfide che il mercato ci impone in questo momento storico, soprattutto, in un Paese come il nostro che spesso è più bravo a dividersi creando piccole realtà che a lavorare assieme inseguendo il sogno di qualcosa di grande e condiviso.

    Non sono mancati anche il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina e quello del Lavoro Giuliano Poletti, a dimostrazione dell’impatto sul mondo agricolo e del lavoro del modello cooperativo quando sfruttato bene e messo a sistema con i territori. Un riconoscimento all’utopia, citata dal Presidente Gardini, di chi ha lavorato per strutturare questa realtà che oggi conta su 14.000 produttori e 3.000 occupati, numeri che rendono molto bene l’idea di quanto questo modello possa essere positivo e in grado di valorizzare le eccellenze agroalimentari del nostro Paese.

    Nel corso della serata è stato anche presentato il libro “Il bisogno e il sogno – Conserve Italia: una bella storia di cooperazione” che racchiude nelle sue pagine, scritte da Giuliano Vecchi (cooperatore storico) e Elio Pezzi (giornalista), l’essenza di questi 40 anni, fino ad apparire quasi come un manuale di buona cooperazione da far conoscere ai territori in questo momento in crisi e alle piccole aziende, per far scoprire un nuovo mondo fatto di regole, condivisione e dello stare insieme sia nei momenti difficili che in quelli più prosperi.



  • Lo speciale di CoopTg su “Partiamo al Sud: gli Stati Generali delle cooperative del Mezzogiorno aderenti a Legacoop”, con le nostre interviste a Paolo Laguardia, presidente di Legacoop Basilicata; Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia e l’intervento di Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:

    • Domani, alle ore 16:30, a Firenze, presso la sala conferenze Cesvot, si svolgerà la presentazione del libro “La comunicazione sociale” di Gaia Peruzzi e Andrea Volterrani.