Categoria: Cooperative


  • Il Centro Servizi per il Volontariato (CSV) in collaborazione con la Fondazione IBM Italia ha effettuato il primo auto-censimento sulle organizzazioni di volontariato.
    Il rapporto effettua una fotografia completa del mondo del no-profit italiano, riportando numeri, tipo di attività e diffusione sul territorio delle organizzazioni di volontariato.

    Al 31 dicembre 2011, le istituzioni no-profit attive in Italia erano 301.191 con una variazione positiva del +10% rispetto ai dieci anni precedenti.
    parità di trattamentoNonostante sia difficile stabilire la data di nascita di tutte le Odv, soprattutto quelle più antiche, il rapporto riesce a mostrare il tipo di evoluzione temporale avuta dal fenomeno.
    L’associazione di volontariato più antica risale al 1464 ed è la Veneranda Compagnia di Misericordia Onlus; in generale solo il 2% delle Odv è nato prima della Seconda Guerra Mondiale ed il 15% prima del 1980.
    Dagli anni Ottanta in poi c’è stato un aumento progressivo con tassi di crescita anche superiori al 10% annuo. Tra il 2007 ed il 2014, invece, è iniziata la flessione fino ad arrivare al -15% nel confronto tra il 2014 ed il 2015 per effetto soprattutto della crisi economica.

    La maggior parte delle Odv (55%) si concentrano in 5 regioni d’Italia (Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna) che sono anche le regioni con la più alta densità demografica, oltre ad avere una storica tradizione nel campo del sociale.
    Il settore con la maggiore concentrazione di associazioni di volontariato è quello della cultura, sport e ricreazione, con 195mila organizzazioni corrispondenti al 65% del totale; seguono il settore dell’Assistenza sociale, con 25 mila istituzioni (pari all’8,3% del totale), e quello delle Relazioni sindacali e rappresentanza d’interessi, con 16 mila istituzioni ed il 5,4% del totale.
    Per quanto riguarda, infine, la loro composizione interna, notiamo come il 60% disponga di meno di 20 volontari, mentre il 35% rientra ne possiede meno di dieci.
    I rappresentanti legali delle Odv sono principalmente uomini (66%), mentre le donne sono maggiormente presenti nei settori dell’educazione, dell’istruzione e della ricerca, della tutela dei diritti e dell’assistenza sociale, dove sfiorano il 50%.



  • La cooperazione rappresenta lo strumento giuridico migliore per le donne che vogliono fare impresa.
    Sono i dati sulla presenza femminile nei ruoli apicali delle coop a confermare questo assunto.
    In base alle informazioni divulgate da Confcooperative nel corso dell’evento “Intrecciare il cambiamento – Impegni Azioni Scenari”, il 23% delle donne occupa posizioni apicali nelle cooperative contro il 16% delle società di capitali.

    Una percentuale che diventa ancora più alta (26%) se consideriamo anche i ruoli ricoperti negli organi di gestione e controllo delle cooperative.
    Durante il periodo di crisi, inoltre, il numero di coop guidate da donne è cresciuto ulteriormente del 5%.
    donne imprenditriciPer quanto riguarda, invece, le macro-aree, è il Sud quella con la più alta percentuale di cooperative “rosa” (25%), mentre al Nord la quota è del 19%.
    Tra le varie forme di cooperazione, quelle con la più alta presenza femminile nei ruoli apicali sono le cooperative sociali (40%), seguite dalle cooperative sanitarie (25%) e dalle cooperativa culturali e turistiche (20%).
    Cresce anche il numero di soci donna, passato negli ultimi dieci anni dal 37% al 41% e quella degli occupati dal 57% al 61%.
    La cooperazione sociale guida anche la classifica delle cooperative con la più alta percentuale di donne tra i propri soci (65%) e tra gli occupati (72,5%).
    Questa volta, però, è il Nord, a far registrare il numero più elevato di presenze femminili trai soci (44%) e gli occupati (62%).
    La cooperazione si dimostra, dunque, uno strumento imprenditoriale in grado di valorizzare le pari opportunità. Molto, però, va ancora fatto, soprattutto per incentivare la presenza femminile in ambiti diversi dalla cooperazione sociale e da quella sanitaria.



  • Si svolgerà a Roma, il 4 ed il 5 novembre, l’evento dal titolo “Intrecciare il cambiamento – Impegni, Azioni, Scenari”, la due giorni sulle pari opportunità ed il lavoro organizzata da Confcooperative in occasione del decimo anniversario della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative.
    Sarà un momento per fare il punto della situazione sulle iniziative portate avanti in questi anni dalle cooperatrici italiane ed un’opportunità per valutare le prospettive future.

    Saranno cinque le tematiche affrontate nel corso dell’evento: “Le pari opportunità come accesso alla crescita”, “Economia e legalità”, “Europa, sviluppo ed intrecciare il cambiamentoinclusione”, “Welfare, benessere per la comunità”, “Quale rappresentanza, per lo sviluppo del Paese”.
    Interverranno i dirigenti di Confcooperative, ma anche rappresentanti delle istituzioni e cooperatori provenienti da tutta Italia per raccontare la propria esperienza e stimolare gli interlocutori ad attivare un canale di dialogo e collaborazione.
    Quelli scelti da Confcooperative sono tutti temi di estrema attualità, a partire da quello delle pari opportunità, molto vicino ai valori e alla sensibilità cooperativa, finendo con quello del welfare.
    La cooperazione si fa promotrice di un modello di assistenza virtuoso, che prova a sopperire alle mancanze dello Stato erogando prestazioni e servizi per anziani, disabili e soggetti svantaggiati attraverso l’opera di professionisti del settore.
    Particolare attenzione verrà, inoltre, riservata al tema della legalità, a pochi giorni dall’attentato subito dalla cooperativa Goel Bio. Sarà ospite dell’evento proprio il presidente del Gruppo Cooperativo Goel, Vincenzo Linarello.
    Sarà questa un’occasione per esprimere alla coop calabrese tutta la solidarietà della cooperazione italiana, oltre a cercare di individuare nuovi strumenti di garanzia per gli attori che combattono la mafia.

     



  • È terminata la raccolta firme contro le false cooperative, ma non la campagna di sensibilizzazione verso la società civile e le istituzioni.
    Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, è tornato sul tema delle coop spurie nel corso in un’intervista rilasciata a Leggi La Notizia.
    Una battaglia, quella contro le false cooperative, che ha portato il mondo della cooperazione a riscoprire i propri valori e ad attivarsi per presentare una proposta di legge in Parlamento.

    L’obiettivo minimo delle 50.000 è stato addirittura doppiato, se è vero che in sei mesi l’Alleanza delle Cooperative ha raccolto più di 100.000 firme.
    Un traguardo che non deve essere una base d’arrivo, ma un punto di partenza per rilanciare le cooperative all’interno dell’economia italiana.
    «La proposta, per capirci –  dice Mauro Lusetti –è stata firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna del Pd, ma anche da quello della Liguria che proviene da Forza Italia e dal leghista Maroni della Lombardia. La raccolta è terminata, ma non la campagna: continueremo a tenere alta l’attenzione per far sì che la proposta di legge non si fermi».
    L’Alleanza, dunque, ha avuto l’appoggio a 360 gradi di tutte le forze politiche, un consenso che sulla carta dovrebbe tramutarsi nella rapida approvazione della legge presentata giovedì scorso alla Camera dei Deputati.
    Il mondo della cooperazione proseguirà nel proprio processo di auto-riforma attraverso l’unificazione delle sigle cooperative. A partire dal 1°gennaio 2017, Confcooperative, Legacoop e Agci completeranno il percorso di razionalizzazione, dando vita all’Alleanza delle Cooperative.
    Un cammino fortemente voluto dai tre presidenti delle centrali di rappresentanza e che dovrà riuscire nel difficile intento di sintetizzare tre identità diverse, quella cattolica, quella comunista e quella socialista.
    «L’obiettivo principale del mio mandato – conclude Lusetti – è rispettare l’obiettivo che ci siamo dati, quello di costruire la nuova casa dei cooperatori. Una casa che non dovrà nascere da una mediazione al ribasso tra tre storie, tra tre identità. Insieme vogliamo costruire qualcosa di nuovo, un’associazione unica e unitaria capace di interpretare al meglio le sfide che abbiamo davanti e dare un futuro ai nostri valori.



  • Nel 2014 le grandi cooperative agricole hanno visto crescere il proprio fatturato dell’11%.
    È questo uno dei risultati dell’indagine svolta dall’Osservatorio della cooperazione agricola, che analizza l’andamento per economico delle coop del settore agroalimentare nel periodo 2013/2014.

    In base ai dati raccolti, è evidente un differente rendimento tra le grandi coop e le piccole cooperative agricole. Le imprese cooperative, infatti, con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro hanno visto calare il proprio fatturato dell’11% con una diminuzione del valore aggiunto del 5% e delle retribuzioni del 2%.
    Non c’è da stupirsi, allora, se molte coop hanno scelto in questi mesi la strada dell’aggregazione.
    Le rilevazioni mostrano come il mercato offra delle possibilità di biodiversitàcrescita, legate soprattutto all’espansione delle vendite all’estero.
    Per raggiungere questo obiettivo è necessario effettuare fusioni, collaborazioni, contratti di rete e altre forme di aggregazione.
    Grandi cooperative come Conserve Italia e Granarolo sono arrivate negli ultimi mesi a raggiungere cifre record grazie ad una strategia di internazionalizzazione improntata sulla collaborazione con altre realtà aziendale, specie nel campo della distribuzione.

    Le dimensioni, dunque, sono sempre più rilevanti anche nel mondo della cooperazione.
    Secondo l’Osservatorio della cooperazione agricola, le coop agricole realizzano in media il 16,7% del proprio fatturato attraverso le vendite all’estero.
    I settori principali in materia di export sono il vino (33,4% del fatturato realizzato fuori dall’Italia), l’ortofrutta (22,6%) ed il latte (11,3%).
    Proprio il lattiero caseario fa registrare la variazione positiva maggiore nel periodo 2013/14 (+10,6%).
    I prodotti a denominazione d’origine sono quelli che hanno maggiore successo all’estero: il 77% dei formaggi ed il 58% del vino venduto fuori dall’Italia è, infatti, a marchio dop.
    Il mercato principale rimane quello europeo, ma sono in grande crescita le esportazioni oltreoceano. Il settore vitivinicolo e lattiero caseario stanno incrementando le proprie vendite verso la Cina, mentre l’ortofrutticolo cresce in maniera importante in Nordafrica.


  • Gardini Confcooperative

    Livello economico e livello sociale, due mondi che devono camminare insieme per dare un senso di coesione e di benessere diffuso.
    Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, crede nell’importanza dell’economia sociale, soprattutto in un periodo in cui le diseguaglianze ed il livello di povertà sono cresciuti a dismisura.
    Il modello d’impresa capitalista non può essere quello imperante: è necessario valorizzare strumenti di tipo collaborativo che non guardino al profitto come unico obiettivo.

    Nel corso di un’intervista rilasciata durante Le Giornate di Bertinoro, il presidente di Confcooperative ha affrontato queste tematiche trovando nel mondo della Gardini_Confcooperative_Microcreditocooperazione la risposta ad alcuni problemi dell’economia italiana: «La cooperazione ha una sua straordinaria modernità a condizione che non tenti di scimmiottare comportamenti di altri modelli d’impresa, a condizione che non sia scivolata verso processi di omologazione che non le sono propri, a condizione che sappia anche fare pulizia al proprio interno di quei dirigenti e di quei falsi cooperatori che oggi danneggiano l’immagine della cooperazione».
    Per raggiungere questo obiettivo è necessario, però, che ci siano dirigenti in grado di comprendere le esigenze e l’attività dell’economia sociale, donne e uomoni che hanno vissuto in prima persona il mondo della cooperazione e del Terzo Settore: «Noi abbiamo bisogno – aggiunge Gardini – sempre più di dirigenti che non siano solo dirigenti dell’economia, ma dirigenti dell’economia sociale, che sappiano vivere valori e che abbiano una visione della vita che non è solo quella della speculazione, del guadagno e dei parametri economici delle imprese»



  • Un altro episodio di truffa all’erario con protagonista una falsa cooperativa.
    Nella giornata odierna, a Rossano (Cs), sono state denunciate 76 persone legate ad una cooperativa agricola del rossanese.
    L’operazione, condotta dai Finanzieri della Compagnia di Rossano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, ha evidenziato come la falsa cooperativa percepisse contributi Inps presentando documentazioni false.

    justice is servedIndennità di disoccupazione, malattia, maternità ed assegni familiari per un totale di circa 300.000 mila: è questa l’entità della truffa ai danni dell’Istituto previdenziale.
    Dal 2008 in poi la cooperativa ha richiesto liquidazioni per giornate lavorative non maturate e per un numero di lavoratori sproporzionato rispetto alle esigenze di raccolta.
    Secondo le indagini dei Finanzieri, per le annualità 2008 ed il 2018, le giornate lavorative fittizie corrispondono addirittura al 100% delle documentazioni presentate per un totale di 8867 false giornate corrispondenti.
    Si tratta, dunque, dell’ennesimo episodio di sfruttamento dello strumento cooperativo per evadere il fisco e ricevere contributi non spettanti. Una vera e propria piaga sociale che mette in ombra l’operato della cooperazione sana e balza all’onore della cronaca di tutti i principali organi di informazione.
    L’auspicio è che il nostro ordinamento possa dotarsi al più presto degli anticorpi necessari per combattere la falsa cooperazione, recependo, ad esempio, la proposta di legge presentata la scorsa settimana dall’Alleanza delle Cooperative ed attuando una revisione della normativa sugli appalti.



  • Sono giorni tragici per la Calabria e non solo per il maltempo che sta devastando un’intera regione, ma anche per le tristi vicende che hanno colpito la cooperativa Goel Bio.
    Nella notte di sabato sera i locali dell’agriturismo biologico “A Lanterna”, di Monasterace nella Locride, socio della cooperativa, sono stati distrutti da un incendio provocato da ignoti. Si tratta di un attentato di stampo mafioso, il settimo dal 2009 ad oggi, che colpisce un’azienda capace di creare valore sociale ed economico per il territorio discostandosi dalle logiche di stampo mafioso.

    GOEL Bio è una cooperativa agricola appartenente al Gruppo cooperativo Goel e aggrega i produttori della Locride e della Piana di Gioia Tauro che si oppongono alla ‘ndrangheta ed operano nel rispetto della legalità e della libera concorrenza.
    Vengono incentivate le produzioni tipiche e di qualità, applicando ad esse il giusto prezzo. Un attività che non è mai andata a genio alla criminalità organizzata.
    L’attentato di sabato notte ha goel bio attentatodistrutto il capannone adibito al ricovero delle attrezzature dell’azienda.
    Sono stati incendiati un trattore, il gasolio agricolo e l’attrezzatura meccanica; Goel Bio stima i danni economici in circa 30.000 euro.
    Ma non è tanto la perdita economica a creare dolore e scalpore, ma quel senso di abbandono ed impotenza inevitabile per un’azienda che si trova a combattere contro un potere invasivo, capace il più delle volte di controllare politica, economia e società civile.

    Nelle ore successive all’intimidazione, è arrivata la solidarietà delle istituzioni e degli organismi intermedi.
    Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha espresso tramite Twitter la propria vicinanza nei confronti di Vincenzo Linarello, presidente del Gruppo Goel, e Annalisa Fiorenza, responsabile dell’agriturismo “A Lanterna: «Telefonato a Vincenzo ed Annalisa di GoelBio per dire che ci siamo. L’ndrangheta toglie lavoro ma non ci piegherà: ripartiamo subito insieme».
    Lo stesso messaggio è arrivato dal mondo delle istituzioni regionali, con il Governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio, che attraverso il proprio profilo delrio tweet goelTwitter si è schierato dalla parte delle imprese oneste: «A fianco alle aziende e agli imprenditori che restano e si oppongono. Non siete soli».
    Sulla stessa lunghezza d’onda il Vicepresidente della Giunta regionale Antonio Viscomi  che ha rilasciato questa dichiarazione: “Chi ha incendiato l’azienda agrituristica “A Lanterna” di Monasterace, associata al consorzio GOEL BIO, non brucerà  le speranze di riscatto e di libertà di un intero popolo. Sette intimidazioni mafiose in sette anni, se confermano quanto intensa sia l’aggressività criminale, dimostrano però che, nonostante tutto, resistere è possibile! Ma nessuno può farcela da solo. È necessario che ciascuno di noi faccia la sua parte, piccola o grande che sia, per rompere le mille catene del malaffare. Non serve fare come gli struzzi e chiudere gli occhi per non vedere. Serve invece camminare a testa alta e urlare con una unica voce: basta!“.

    La solidarietà, però, non può bastare. Le aziende virtuose e produttrici di valore per il territorio vanno tutelate con qualsiasi strumento.
    Allo stato attuale i sette attentati subiti da Goel sono rimasti impuniti. La cooperativa, pur esprimendo piena fiducia alle forze dell’ordine e alla magistratura, sottolinea la necessità di fornire una reazione forte ed incisiva per non lasciare passare il messaggio “della disfatta e dell’impunità”.
    Un punto di vista, quest’ultimo, condiviso da Confcooperative-Federsolidarietà centrale di rappresentanza alla quale Goel Bio è associata:«Solidarietà a GOEL Bio la cooperativa sociale della Locride oggetto dell’ennesimo atto vile: il settimo attentato operato dalle ndrine locali che ha portato alla totale distruzione delle attrezzature per la raccolta delle arance.
    GOEL Bio é una delle nostre realtà cooperative, di Federsolidarietà Confcooperative, che spaventa la criminalità, perché é impegnata sulle aree confiscate alle cosche dove fa rinascere la legalità e restituisce la speranza di futuro a territori devastati dal crimine. Dalle ceneri di questo incendio rinasceranno legalità e sviluppo, ma occorre ancora più sinergia tra istituzioni e società civile per non lasciare sola la cooperazione sociale che da sempre si fa protagonista attiva e coraggiosa di sviluppo, di futuro, di legalità» 

    Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabria, ribadisce la necessità di garantire maggiore sicurezza ad aziende di questo tipo: «Siamo vicini a Vincenzo Linarello e a tutti i cooperatori del gruppo GOEL dopo l’ennesimo attacco mafioso, che siamo certi non scalfirà la voglia di crescere e innovare insita in GOEL. La piena fiducia nell’opera e nella resilienza della cooperativa, non devono essere però un modo per sentirsi la coscienza a posto. I cooperatori di GOEL non vanno lasciati soli; il solo agriturismo “A Lanterna” ha subito sette attacchi dal 2009 ad oggi; dunque, il Governo deve impegnarsi per garantire la sicurezza dei lavoratori e maggiori tutele».
    Anche Cooperativa Italia esprime la propria solidarietà al gruppo Goel e a Vincenzo Linarello, nella speranza che la buona cooperazione dell’azienda calabrese possa fungere da traino per un territorio ferito e depresso dal potere mafioso.

    AGGIORNAMENTO:
    La Fondazione CON IL SUD ha deciso di aiutare Goel Bio, assegnando in via eccezionale un contributo di 30 mila euro per sostenere l’attività di GOEL Bio e garantire il raccolto degli agrumi.
    A questo link potete trovare tutte le informazioni per effettuare eventuali sottoscrizioni e dare una mano a chi opera all’insegna della legalità e contro tutte le mafie.

    Il deputato del Partito Democratico Ermete Realacci ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno Angelino Alfano per chiedere conto dell'attentato perpetrato ai danni di Goel e per avere maggiori garanzie nei confronti di chi fa impresa nel territorio della Locride e della Piana di Gioia Tauro.

    CONTRO GOEL ENNESIMO ATTENTATO NELLA LOCRIDE CONTRO LA LEGALITÀ’, IL MADE IN ITALY E IL FUTURO, SERVE UNA RISPOSTA FERMA... Posted by Ermete Realacci on Lunedì 2 novembre 2015



  • Il Presidente di Legacoop Mauro Lusetti sarà uno degli ospiti di Piazzapulita, il talk show condotto da Corrado Formigli ed in onda su La7 alle ore 21:10.
    Nel corso della puntata odierna verrà affrontato il tema dell’evasione fiscale e della corruzione, due fenomeni che hanno colpito anche il mondo della cooperazione portando allo scoppio degli scandali Mafia Capitale e Cpl Concordia.

    Tra gli ospiti della trasmissione ci saranno anche Enrico Zanetti, Alfonso Sabella, Stefano Fassina, Claudio Cerasa, Antonio Padellaro, Oscar Giannino, Paolo Mondani e Alessandro De Angelis.
    Qualche settimana fa, il vertice di Legacoop era stato ospite anche del programma Presadiretta, nel corso del quale è stata analizzata nel dettaglio l’inchiesta sulla Cpl Concordia.
    La presenza di Mauro Lusetti a Piazzapulita arriva in un giorno molto importante per la lotta contro le false cooperative. Proprio oggi, infatti, sono state consegnate alla Camera dei Deputati le oltre 100.000 firme raccolte dall’Alleanza sulla proposta di legge contro le false cooperative.
    Molti cittadini potranno così conoscere le iniziative portate avanti dal mondo della cooperazione per contrastare un fenomeno che è il rinnegamento della funzione sociale delle cooperative.
    Prendendo spunto dalle parole del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, l’intento dell’Alleanza è di “bonificare e non di distruggere” la cooperazione, rafforzando i controlli e valorizzando il ruolo dei soci e dei processi di democrazia economica.



  • Davide Vernocchi, presidente del Consorzio cooperativo emiliano-romagnolo Apoconerpo è stato nominato Portavoce e Coordinatore del Settore ortofrutticolo dell’Alleanza delle Cooperative italiane italiane.
    Vernocchi verrà coadiuvato da Mirco Zanotti, presidente della cooperativa Apofruit Italia e componente delle presidenza di Legacoop Agroalimentare con delega all’ortofrutta, eletto all’unanimità vice coordinatore del gruppo.

    La scelta del mondo della cooperazione è quella di proseguire sulla strada della semplificazione e dell’unione delle sigle. L’Alleanza delle Cooperative avrà, infatti, un unico portavoce per il settore importante come quello ortofrutticolo. Si tratta, infatti, di un comparto con un fatturato complessivo di 8 miliardi di euro e più di 1000 cooperative associate.
    frutta embargo russiaIl ruolo di Vernocchi sarà particolarmente rilevante perché arriva in un periodo molto delicato per l’ortofrutticola italiana. Il permanente embargo della Russia e la scarsa remuneratività dei prezzi ha costretto molte aziende ortofrutticole a chiudere i battenti, mettendo a serio rischio il futuro di molte altre.
    Una delle strade perseguite dall’Alleanza è quella dell’aggregazione e dell’incentivazione di consorzi e forme di collaborazione: «Il mercato della pera per esempio – ha dichiarato Vernocchi– sta rispondendo bene grazie soprattutto ai modelli organizzativi che abbiamo portato avanti in questa campagna.  Per il kiwi è troppo presto per fare delle previsioni di mercato, la raccolta è appena iniziata, ma auspichiamo che ulteriori sviluppi dei momenti organizzativi possano essere ripresi anche per questa specie, soprattutto alla luce dell’importante crescita delle superfici a kiwi investite a livello europeo».
    Proprio il kiwi può essere una delle specialità chiave per la crescita dell’export agroalimentare italiano. Già alcune cooperative hanno attuato operazioni di riconversione, dimostrando di puntare in maniera decisa su questo frutto.
    Il compito di Vernocchi sarà di portare nelle sedi istituzionali le istanze ed i progetti di migliaia di cooperatori, valorizzando la loro attività e spingendo per la realizzazione di politiche di promozione del Made in Italy.



  • Confcooperative chiude i lavori ad Expo Milano 2015 con un workshop sulla buona cooperazione.
    L’evento dal titolo “La cooperazione si racconta: best & next practices” ha mostrato le migliori esperienze cooperative.
    Sei diverse realtà sono salite sul palco dell’Auditorium di Cascina Triulza per raccontare le proprie pratiche innovative nel campo dell’agroalimentare, dell’innovazione, del lavoro e del welfare.

    Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, che ha apaerto e chiuso i lavoro dei workshop, ha commentato in maniera positiva l’esperienza della centrale di rappresentanza delle coop ad Expo.
    Snapseed (1)«Persona e territorio, cibo e solidarietà, innovazione e mercato» ha commentato Gardini «Sono questi i valori che abbiamo provato a trasmettere nel corso dei sei mesi di presenza attiva a Expo. Perché “nutrire il mondo” vuol dire creare sviluppo, dare opportunità, fornire risposte al territorio e alle persone che lo abitano. Senza delocalizzare, rispondendo ai bisogni delle persone prima che alle logiche del profitto. È quello che fanno le cooperative quale forma innovativa di economia sociale di mercato».
    Un’economia sociale di mercato che è stata raccontata in questi mesi attraverso decine di eventi che lasciano un patrimonio culturale importante. L’esperienza di Cascina Triulza rappresenta un unicuum nella storia delle esposizioni universale.
    Il Terzo Settore ha dimostrato, ancora una volta, di essere una parte importante dell’economia italiana. Oggi ne abbiamo avuto l’ennesima esemplificazione grazie ai contributi delle sei cooperative protagoniste dell’evento conclusivo di Confcooperative ad Expo.

    Esperimenti come quello del workers buyout, presentato dalla cooperativa Soles Tech, rappresentano un forte strumento per reagire alla crisi. La condivisione di valori, risorse e competenze è un antidoto che le cooperative sono in grado di mettere in campo per ribaltare le logiche dell’economia capitalista e produrre lavoro laddove il lavoro sembra essere morto.
    Questa stessa logica viene abbracciata dalla Cooperativa Magi Euregio, dotata di un laboratorio per la diagnosi ad alta specializzazione di malattie genetiche rare, e dalle cooperative Empedocle e Vivai Cooperativi Rauscedo, attive nel settore dell’agroalimentare sviluppando modelli di coltivazione innovativi e di prevenzione contro le malattie tipiche della vite.
    Nel campo del welfare e dell’innovazione sociale operano, infine, le cooperative La Città essenziale ed il Consorzio CCL Cerchicasa. La prima è riuscita a risparmiare 100.000 euro attraverso operazioni di efficientamento energetico e di reinvestirli in servi di welfare gratuiti agli anziani.
    Il Consorzio CCL Cerchicasa, invece, ha portato avanti un progetto di social housing coinvolgendo artigiani ed artisti; il complesso ospita oggi circa 90 famiglie nella periferia di Milano.



  • È prevista per oggi la consegna delle firme sulla proposta di legge contro le false cooperative, un’iniziativa portata avanti dall’Alleanza delle Cooperative italiane.
    Nei giorni scorsi il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha comunicato il raggiungimento delle 100.000 sottoscrizioni che permetteranno così alla legge di iniziativa popolare di approdare in Parlamento, avendo superato il quorum delle 50.000 firme.

    Oggi la proposta arriva alla Camera dei Deputati e sarà oggetto di discussione parlamentare nei prossimi mesi.
    stop false cooperativeL’Alleanza ha accolto con grande soddisfazione il risultato raggiunto. Raccogliere più di 100.000 firme in un momento particolarmente difficile per le coop è un segnale di speranza e di forza che l’intero mondo della cooperazione lancia alla società civile e alle istituzioni.
    Da Nord a Sud, la campagna di raccolta firme ha visto un grande successo popolare, con anche personalità di spicco che hanno sposato l’iniziativa dell’Alleanza.
    Il Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali Maurizio Martina, l’ex segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, il fondatore di Libera don Luigi Ciotti, sono solo alcuni dei nomi importanti che hanno firmato la proposta di legge.
    Il mondo della cooperazione deve ripartire da qui, spingendo per una rapida approvazione del dispositivo di contrasto alla false cooperative ed effettuando un’operazione di pulizia al proprio interno.
    Le cooperative sono espressione della società civile e non del cattivo costume di alcuni amministratori. Il successo popolare della raccolta mostra, ancora una volta, come la cooperazione sia capace di operare unitamente per un fronte comune e di farsi portavoce delle istanze di cittadini e soci.