Categoria: Cooperative


  • Il 26 ed il 27 novembre si svolgerà a Cascina Triulza l’ottava edizione della Bitac, la Borsa italiana del turismo associativo e cooperativo.
    Quello che fino a qualche giorno fa è stato il padiglione della società civile, riprenderà domani la sua attività con un altro evento che vede come protagonisti il mondo della cooperazione e del Terzo Settore.

    Bitac è un’iniziativa promossa dall’Alleanza delle Cooperative Turismo con l’intento di promuovere il turismo di tipo cooperativo. Veicola, in particolare, un modello turistico attento alle esigenze ambientali e alla valorizzazione dell’esperienza naturalistica e culturale.
    bitacBitac è aperto ad imprese che presentano forme giuridiche diverse da quella cooperativa come specifica lo stesso Andrea Ferraris, presidente di Alleanza Cooperative Italiane Turismo: «Con la Bitac intendiamo valorizzare il turismo cooperativo in tutte le sue componenti. Ci interessano i temi e le politiche della cooperazione, non ci fermiamo alle forme giuridiche: è per questo che da alcuni anni abbiamo aperto la Bitac anche alle altre imprese. Dalla Bitac ci aspettiamo un proficuo confronto con le istituzioni, opportunità per le nostre imprese, idee e nuovi progetti da sviluppare».
    La manifestazione inizierà domani mattina con la tavola rotonda “Le politiche turistiche alla luce delle nuove tendenze di mercato: esperienze e visioni a confronto”, che vedrà tra i relatori Mauro Parolini, assessore regionale al Turismo in Lombardia e Giovanni Berrino, assessore al Turismo della Regione Liguria.
    Ci saranno poi tre workshop tematici sulle seguenti questioni:

    • turismo e cultura, con il giornalista Marco Berchi;
    • le pratiche di sostenibilità con l’Associazione italiana di turismo responsabile, Ferrovie dello Stato, Pin Prato – Università di Firenze e l’associazione Dynamo Camp;
    • la comunicazione e promozione attraverso i social media, con l’esperta Roberta Milano.

    Nella giornata di venerdì 27 novembre, invece, Bitac proporrà degli incontri tra gli operatori del settore per elaborare nuove proposte e soprattutto creare forme di collaborazione e di contaminazione tra le imprese turistiche presenti.



  • Il 19 dicembre, alle ore 15:00, si terrà la Festa della Ripartenza di Goel Bio dopo l’attentato subito lo scorso 31 ottobre dall’azienda agrituristica biologica A Lanterna.
    La cooperativa calabrese, vittima di ben sette intimidazioni di stampo mafioso negli ultimi sette anni, ha deciso di rinnovare il proprio impegno a difesa della legalità e dopo pochi giorni dall’attentato è riuscita a ricostruire quanto era stato distrutto quella sera di fine ottobre.

    Merito del supporto economico e non solo della società civile calabrese e meridionale. Attraverso la campagna di raccolta fondi #ripartiamo, Goel Bio è riuscita a ripristinare in breve tempo l’attività dell’agriturismo A Lanterna e vuole celebrare quello che è a tutti gli effetti il riscatto della legalità.
    goel bioLo farà con una vera e propria festa: “Coloro che disprezzano la dignità della terra di Calabria con il fuoco e la distruzione – riporta un comunicato di Goel – volevano le donne e gli uomini di GOEL tristi e affranti: la risposta è invece “la Festa” di una comunità che risorge e vuol tenere la testa alta!”.
    Nel corso della giornata saranno presenti personalità, istutizioni civili e religiose regionali e nazionali, in un ricco programma di musica, arte, teatro popolare, degustazione di prodotti biologici e ricette tipiche che accompagnerà l’inaugurazione del capannone ristrutturato e del nuovo trattore.
    Goel Bio è una cooperativa appartenente al gruppo Goel che da anni svolge un’attività di supporto per i produttori agricoli della Locride e della Piana di Goia Tauro che si rifiutano di aderire alle logiche della ‘ndrangheta. Applica il giusto prezzo nella vendita delle arance e degli altri prodotti agricoli e combatte il caporalato veicolando la corretta regolamentazione dei contratti di lavoro.
    La rapida risposta a chi ha voluto distruggere l’attività dell’azienda rappresenta certamente un bel segnale per chi opera in un territorio difficile come la Calabria e deve combattere con il controllo pervasivo del territorio da parte della criminalità organizzata.



  • Sono state pubblicate le graduatorie provvisorie dei progetti ammessi al Servizio Civile Nazionale in attuazione del programma Garanzia Giovani.
    Le suddette graduatorie si riferiscono in particolare alle regioni Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Umbria.

    Per quanto riguarda, invece, la Puglia, il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale comunica che viene pubblicato l’elenco dei vincitori, tenendo conto che il numero dei  volontari richiesti con i progetti presentati è inferiore al numero dei posti indicato nella comunicazione pubblicata sul sito del Dipartimento in data 3 giugno 2015.
    Per la regione Umbria, invece, le risorse disponibili consentono l’avvio di tutti i progetti inseriti nella graduatoria.
    I progetti non presenti sono stati dichiarati non idonei e riceveranno tramite PEC il provvedimento che ha portato all’esclusione. Il servizio civileDipartimento informa, inoltre, che è possibile effettuare delle valutazioni in merito ai punteggi attribuiti ai progetti vincitori entro le ore 14:00 del 4 dicembre 2015.
    È, infine, possibile presentare ricorso al Tar o in via straordinaria al Capo di Stato.
    Il programma Garanzia Giovani ha permesso di tornare ad investire in attività che promuovono l’inclusione e l’assistenza sociale come il Servizio Civile. Sono migliaia i giovani che attraverso Garanzia Giovani hanno partecipato ai progetti di organizzazioni non profit, associazioni e cooperative sociali.
    Il mondo della cooperazione mette a disposizione delle imprese e dei lavoratori il portale Coop4Job, il sistema di Confcooperative che fa da tramite tra domanda ed offerta di lavoro promuovendo l’occupazione e l’auto-impiego giovanile.



  • In occasione dell’assemblea nazionale dei delegati e delle delegate, Legacoop ha deciso di organizzare per il 25 novembre, a Bari, un evento aperto a tutti sull’innovazione e l’economia collaborativa.
    Il titolo dell’iniziativa è Legalab e sarà un vero e proprio laboratorio di discussione tra cooperatori, investitori, docenti e ricercatori sul ruolo della cooperazione all’interno della sharing economy.

    L’economia collaborativa è diventato un modello di organizzazione della società e della sfera economica sempre più diffuso anche in Italia. Gli esperimenti di car sharing e house sharing sono solo alcuni esempi di come i cittadinlegalabi abbiano deciso di condividere le risorse a disposizione per offrire servizi alle comunità locali.
    Grazie alla sharing economy le città sono più smart e la cooperazione è tornata ad essere un valore di riferimento.
    Legalab intende interrogarsi sui recenti sviluppi di questo modello economico, valutando il ruolo della forma giuridica cooperativa all’interno dell’universo dell’innovazione.
    L’evento inizierà alle ore 15:00 presso la Villa Romanazzi-Carducci di Bari attraverso il workshop “Nuova Economia Comunitaria – Il Ruolo della Cooperazione”.
    Il panel sarà presentato da Enzo Risso (SWG) e da Luca De Biase (Nòva – Il Sole 24 Ore), al quale seguirà lo svolgimento di una serie di workshop tematici su:

    • Sharing economy e cooperazione;
    • Autoimprenditorialità e nuovi mestieri;
    • Innovazione d’impresa e start up;
    • Protagonismo sociale tra Stato e mercato.

    La seconda parte di Legalab sarà dedicata al tema della sharing economy con il workshop “Nuova economia collaborativa, uno Sharing Act per rinnovare il Paese”.
    Enzo Risso e Luca De Biase dialogheranno con:

    • Silvia Avesani, cooperativa sociale Progetto Quid;
    • Maurizio Decastri, prorettore Università Tor Vergata;
    • Andrea Dili, portavoce Associazione XX Maggio;
    • Walter Dondi, AD e direttore Fondazione Unipolis;
    • Alessandro Hinna, presidente CNS;
    • Marta Mainieri, fondatrice di Collaboriamo.org;
    • Fabio Simonelli, project manager Eppela.

    L’evento si concluderà con un’intervista a cura di Risso e De Biase al presidente di Legacoop Mauro Lusetti.
    Alla conclusione dell’iniziativa i partecipanti sono invitati alla Tappa pugliese del 25ennale di Doc Servizi la cooperativa italiana dei professionisti dello spettacolo presso il Teatro Kismet OperA Str. S. Giorgio Martire e alla conferenza “Il tuo mondo del lavoro è cambiato: ecco le nuove opportunità”.

     



  • Inizierà mercoledì 25 novembre “Altacoop Senior”, il progetto di alta formazione per manager, amministratori e quadri cooperativi promosso da Confcooperative Reggio Emilia ed Irecoop (l’Istituto di formazione della centrale cooperativa).
    L’iniziativa si articolerà in otto incontri formativi sui temi inerenti alle strategie di sviluppo dell’impresa cooperativa.

    Verranno affrontate in particolare le seguenti questioni: gli scenari economici attuali, le reti di impresa, la gestione delle risorse umane e il benessere confcooperativeorganizzativo, le leve dell’innovazione cooperativa, le nuove tecnologie e la new economy, il rapporto tra Consigli di amministrazione e management, il lavoro in rete e le economie di filiera, il controllo e pianificazione.
    L’obiettivo di questo percorso di formazione è mettere al centro la persona, il socio ed il lavoratore in quanto risorse principali della forma d’impresa cooperativa.
    Recentemente, gli scandali giudiziari hanno evidenziato come lo storico sistema valoriale del mondo della cooperazione venga messo in discussione; una deviazione dal percorso originario che ha visto come protagonisti amministratori corrotti, legati a logiche di tipo particolaristico.
    Con questa iniziativa Confcooperative intende riportare il capitale umano al centro dei principi e dell’attività delle coop, approfondendo anche tematiche di stringente attualità per l’universo cooperativo.
    Gli incontri saranno tenuti da esperti consulenti aziendali e docenti provenienti dalle Università di Bologna, Brescia, Firenze, Venezia Ca’ Foscari, e Milano Bocconi.



  • Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha affrontato il tema della riforma delle associazioni di categoria nel messaggio inviato alla Cooperazione Trentina in occasione del centoventesimo anniversario dalla sua nascita.
    Confcooperative, Legacoop ed Agci stanno portando avanti un percorso di unione delle sigle che verrà completato nel 2017 con l’istituzione dell’Alleanza delle Cooperative.

    Il mondo della cooperazione intende effettuare una sintesi delle identità e dei valori delle centrali di rappresentanza, mettendo da parte la politica e valorizzando, invece, le peculiarità ed i punti di forza dell’impresa cooperativa in quanto tale:
    logo alleanza«Noi siamo impegnati nella realizzazione di una nuova fase nel panorama della rappresentanza con la costruzione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane. Il nostro obiettivo è – dichiara Gardini –  non solo tutelare gli interessi delle imprese, ma essere in grado di dare risposte più efficaci ai bisogni del Paese e delle nostre comunnità».
    All’interno del dibattito sul ridimensionamento del ruolo dei sindacati portato avanti dal premier Matteo Renzi, vanno inserite, secondo molti, anche le associazioni di rappresentanza delle imprese, tra le quale ovviamente rientrano anche Legacoop, Confcooperative e Agci.
    Lo spirito riformatore, secondo Gardini, non deve essere dettato dalla volontà del Governo di cambiare il quadro delle relazioni con i gruppi di interesse, ma da un’esigenza di rinnovamento fornito dal mutato contesto economico e sociale.
    «La crisi economica – sostiene Gardini – ha amplificato e accelerato scenari che ci impongono nuove riflessioni sul ruolo delle associazioni di rappresentanza che non sono in crisi solo perché non vengono più convocate le associazioni a Palazzo Chigi. La rappresentanza deve riuscire a cambiare passo per essere in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni reali dei propri associati e del Paese, bisogni che sono continuamente in evoluzione».



  • Federabitazione – Confcooperative ha presentato l’edizione  2015 di AAA Architetticercasi, il contest per architetti ed ingegneri under 32.
    Quest’anno gli organizzatori hanno deciso di limitare la partecipazione a professionisti con un’età inferiore ai 32 anni per valorizzare la creatività e l’auto-impiego giovanile.
    I vincitori riceveranno un premio di 14.000 euro e potranno seguire un percorso di formazione che li potrà portare alla costituzione di una cooperativa di professionisti.

    Il bando è diviso in quattro aree. Ciascun partecipante potrà presentare un progetto che riguarda uno dei seguenti ambiti che incentivano l’abitare cooperativo:

    • rigenerazione urbana;
    • riqualificazione del patrimonio edilizio;
    • riscoperta dei territori metropolitani, dei centri minori e della città diffusa;
    • residenzialità “produttiva”, intesa come strumento di produzione di servizi per l’intera comunità urbana.

    Ogni categoria vedrà un vincitore diverso che riceverà la cifra di 14.000 euro; i partecipanti saranno giudicato da una commissione mista, composta da esponenti del mondo accademico, professionisti, istituzioni e dirigenti cooperativi.
    Oltre al riconoscimento economico, Federabitazione si impegna a selezionare alcuni professionisti particolarmente meritevoli assegnando loro degli incarichi nel mondo dell’abitare sociale e cooperativo.
    Ci sarà, inoltre, la possibilità di costituire una o più cooperative di professionisti con la formazione ed il sostegno tecnico di Confcooperative.
    L’organizzazione di rappresentanza delle coop conferma la propria sensibilità verso le tematiche della riqualificazione urbana e le questioni emerse in seguito ai processi di urbanizzazione.
    Il progressivo e sempre più intensivo abbandono delle campagne porterà disagi di tipo sociale, ma anche ambientale e paesaggistico. Le soluzioni innovative adottate da architetti ed ingegneri avranno così un ruolo predominante per rendere le nostre città dei luoghi di convivenza civile dall’alto valore artistico.



  • Cooperativeitalia.it ha seguito il meeting nazionale di Coopstartup, realizzando uno speciale con delle interviste ai relatori e ad alcune cooperative nate attraverso il progetto creato da Coopfond in collaborazione con Legacoop.
    È stata un’interessante opportunità di confronto con l’universo delle startup cooperative, che ci ha permesso di comprendere quanta passione e quanto lavoro sono alla base di questa iniziativa.
    Solo attraverso la collaborazione di tutti, stakeholders, dirigenti cooperativi ed imprenditori è possibile creare quell’ecosistema favorevole allo sviluppo delle startup cooperative che ancora manca al nostro Paese per essere realmente competitivo in tema di innovazione.
    Vi proponiamo di seguito le interviste realizzate:



  • È stato presentato ieri, a Cosenza, il libro “Chi ha cancellato la questione meridionale?” scritto da Mariano D’Antonio ed edito da Rubbettino.
    Il volume si chiede perché la questione meridionale sia sostanzialmente sparita dal dibattito pubblico e cerca di individuare la cause e le possibili soluzioni della persistente arretratezza del Mezzogiorno.

    Nella sua indagine sul contesto economico e sociale del Meridione, D’Antonio riporta alcuni esempi virtuosi di aziende che hanno saputo leggere le problematiche e le opportunità offerte dal territorio meridionale sviluppando un modello imprenditoriale vincente.
    IMG_0567Uno dei casi presentati nel volume è quello della cooperativa agricola Osas-Campoverde, che opera a Castrovillari (Cosenza).
    La storia di successo della realtà calabrese nasce negli anni ’30 in seguito alla Bonifica integrale effettuata dal regime fascista, un provvedimento che interessò anche la Piana di Sibari e che venne sfruttato dal latifondo Toscano per trasformare la propria azienda da cerealicola estensiva ad orticola intensiva.
    Per poter raggiungere livelli di produzioni in grado di generare economie di scala, era necessario, però, attuare un processo di aggregazione tra diversi produttori.

    Così negli anni Sessanta viene costituita Osas (Ortofrutticola Spezzano Albanese Scalo), una cooperativa di produzione composta da 14 soci che all’epoca conferivano circa 1000 ettari di terra, adibiti alla produzione di pesche ed altri prodotti ortofrutticoli.
    Da qui parte la parabola di successo di una coop che oggi è un punto di riferimento per l’agroalimentare meridionale con 25 milioni di euro di fatturato (dati 2014) e circa 400 soci.
    A raccontare la storia della cooperativa è un Gaetano Nola visibilmente commosso. Quella della sua famiglia è una storia di visione e di cultura imprenditoriale, portata avanti negli anni anni da Giuseppe Nola, fratello di Gaetano e ora presidente della coop Osas-Campoverde e dal figlio Camillo Nola, presidente di Asso.la.c, altra impresa cooperativa del gruppo Nola operante, però, nel settore lattiero caseario.
    Come spiega lo stesso Nola, la produzione di pesche e soprattutto pesche sciroppate rappresentava per gli anni Sessanta una forma di innovazione enorme che di fatto consentì all’impresa di crescere rapidamente. Per implementare questa coltura vennero chiamati a lavorare in Calabria dei potatori emiliani ed istituite delle scuole di potatura.

    L’innovazione tecnologica e l’efficiente organizzazione aziendale sono sempre stati un punto di riferimento dell’attività di Osas-Campoverde e poi di Asso.la.c.
    Oggi i due stabilimenti produttivi sono delle strutture all’avanguardia, in grado di seguire il prodotto in tutte le fasi di produzione e di rispettare elevati standard di qualità.
    Gaetano Nola racconta alcune tappe fondamentali del processo di crescita dell’azienda, che ha dovuto intraprendere scelte strategiche difficili poi rivelatesi fondamentali per il futuro della cooperativa.
    Una di queste è la causa intentata nei confronti di uno dei soci il quale, venendo meno agli accordi contrattuali che prevedevano un contratto di esclusivo conferimento alla cooperativa per la durata dell’intero ciclo di vita dell’impianto arboreo (10 anni), aveva deciso di vendere il prodotto per conto proprio arrecando danni economici importanti alla coop.
    La decisione del Tribunale di Castrovillari, che ha dato ragione ad Osas, ha cambiato la storia dell’impresa vincolando i soci e convincendoli che stare insieme all’interno della forma cooperativa rappresentasse un guadagno indiscutibile per tutti.
    All’interno del complesso quadro meridionale, la storia del gruppo Nola rappresenta, dunque, l’esempio di come la capacità imprenditoriale quando trova terreno fertile nelle scelte corrette delle istituzioni rappresentative e giudiziarie può portare a modelli aziendali virtuosi anche nel Mezzogiorno.



  • Dopo anni di rinvii, il Parlamento sta discutendo il disegno di legge di Riforma del “Terzo settore”. La definizione nasce per distinguere un’area occupata da formazioni sociali (associazioni di volontariato, imprese sociali, fondazioni, Onlus, cooperative sociali, etc.) intermedie tra lo Stato (primo settore) ed il mercato (secondo settore), volte ad erogare beni e servizi di utilità sociale in assenza di lucro e con natura giuridica privata in numerosi settori, tra i quali l’assistenza sociale, la sanità, l’ambiente, il volontariato, la cultura, lo sport, la cooperazione internazionale. Un ambito che incide per ben il 3,4 % del Prodotto interno lordo con il 9,7 % degli addetti sul totale dell’economia.

    condivisioneIl DDL, per ora fermo in Commissione Affari Costituzionali del Senato e destinatario di circa cento emendamenti, prevede numerose novità, nonché nuove definizioni di Terzo settore (complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità), e di Impresa sociale (impresa privata con finalità d’interesse generale, avente come proprio obiettivo primario la realizzazione di impatti sociali positivi conseguiti mediante la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale, che destina i propri utili prevalentemente al raggiungimento di obiettivi sociali).

    Una profondo cambiamento rispetto alla vigente disciplina si ritrova in tema di remunerazione del capitale sociale e della ripartizione degli utili, laddove il ddl, superando quanto ad oggi disposto dall’art. 3 d.lgs. n. 155/2006 (è vietata  la  distribuzione,  anche  in forma indiretta,  di  utili  e  avanzi  di  gestione,  comunque denominati, nonche’   fondi   e   riserve  in  favore  di  amministratori,  soci, partecipanti,  lavoratori o collaboratori), riconosce la possibilità di una remunerazione, da assoggettare a condizioni e limiti massimi, differenziabili anche in base alla forma giuridica adottata dall’impresa, in analogia con quanto disposto per le cooperative a mutualità prevalente, che assicurino in ogni caso la prevalente destinazione degli utili al conseguimento degli obiettivi sociali. Ciò costituisce un significativo richiamo alle cooperative a mutualità prevalente, la cui disciplina prevede, quali requisiti essenziali, la  “prevalenza di bilancio” e la “prevalenza statutaria”; tale richiamo ha, almeno in parte, smorzato le numerose critiche indirizzate all’originario testo, in cui la pura deroga al principio generale di non lucratività, tipico del terzo settore, aveva certamente indebolito le finalità sociali proprie di tali imprese.

    Il disegno di legge prevede poi espressamente che le cooperative sociali e i loro consorzi acquisiscano di diritto la qualifica di imprese sociali, senza richiedere – quindi – il rispetto di specifici requisiti: è di tutta evidenza come tale riconoscimento di diritto costituisca una significativa testimonianza del valore e del primato della forma giuridica di cooperativa sociale, certamente ritenuta la più adatta al perseguimento degli alti fini sociali, civici e solidaristici perseguiti dal legislatore.



  • Creare un ecosistema favorevole allo sviluppo di startup di tipo cooperativo.
    È questo l’obiettivo di Coopstartup, il progetto di Coopfond in collaborazione con Legacoop, nato nel maggio 2013.
    Sono 8 le startup lanciate in questi due anni e mezzo di attività, più di 1000 le persone coinvolte e 300 i progetti selezionati.

    Coopstartup, con il suo bagaglio di competenze e professionalità anche esterne al mondo di Legacoop, è riuscita a coopstartup 2015creare un percorso di sostegno per chi ha un’idea di impresa e vuole adottare la forma cooperativa.
    Dei risultati di Coopstartup e del futuro dell’innovazione cooperativa si è discusso ieri all’evento Coopstartup2015.
    Cooperatori, dirigenti cooperativi, esponenti del mondo accademico e del capital venture hanno dato vita ad un confronto interessante sul ruolo della cooperazione nell’universo innovativo.
    “La cooperazione non è una bella esperienza del passato, ma una risposta ai bisogni futuri della società” ha affermato con orgoglio Giancarlo Ferrari, direttore di Legacoop. Una frase che riassume al meglio lo spirito dell’evento e le potenzialità dell’impresa sociale.

    Sono quattro le tematiche affrontate nel corso di Coopstartup 2015: la finanza per le startup, la valutazione delle startup, incubazione ed accelerazione, comunicazione ed animazione territoriale.
    Tutte questioni fondamentali per un giovane cooperatore alle prese con lo sviluppo di un’idea che, per quanto possa essere innovativa, deve scontrasi con problemi di accesso al credito, fronteggiare le richieste del mercato, redarre un buon business plan ed effettuare una comunicazione efficace.
    relatori coopstartup 2015Ma l’aspetto più importante per avviare una startup di successo è la capacità di fare rete. Intessere relazioni con soci e potenziali investitori, dialogare con altri innovatori, chiedere una consulenza ad università, enti di ricerca ed organismi intermedi, valutare l’impatto del proprio prodotto/servizio confrontandosi con il consumatori sono elementi vitali per il proseguimento della propria attività d’impresa. L’80% delle startup del nostro Paese muore dopo il primo anno di vita proprio perché manca un ecosistema favorevole.
    Una burocrazia lenta e complessa, la mancanza di investimenti privati e soprattutto, come ha dichiarato Aldo Soldi, direttore generale di Coopfond, la “diffusione della cultura del fallimento“ portano il sistema dell’innovazione al collasso.

    Coopstartup mira a cambiare il contesto, sfruttando le potenzialità dello strumento cooperativo.
    Mutualità, democrazia economica, spirito collaborativo, capacità di fare rete e di rispondere alle esigenze delle comunità locali sono il valore aggiunto delle startup cooperative, ciò che le rende un veicolo di innovazione, quella sana e lontana anni luce dagli scandali giudiziari degli ultimi mesi.
    Quando parliamo di innovazione non ci riferiamo solo alla tecnologia, ma anche creazione di prodotti e servizi in grado di rispondere ad un lusetti coopstartupbisogno quotidiano della gente. Significa adottare nuovi strumenti di welfare, valorizzare il patrimonio culturale ed artistico di un territorio, creare prodotti ecosostenibili, agire per migliorare l’inclusione sociale di una comunità.
    Perchè “fare cooperazione non significa prendersi tutta la fetta della torta, ma condividerla” ha dichiarato Annamaria Ricci di Legacoop Puglia dal palco di Coopstartup.
    Un punto di vista condiviso e ribadito da Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, che ha concluso l’evento.
    “Voi cooperatori” dice Lusetti “avete fatto una scelta, la condivisione dei patrimoni e dei valori vi deve accompagnare”.

    Essere cooperatori significa essere innovatori e questo comporta anche delle responsabilità, come quelle prese in carico dai lavoratori delle cosiddette workers buyout, una forma d’impresa di tipo cooperativo dove gli addetti di un’impresa fallita decidono di rinunciare al proprio Tfr per costituire una cooperativa e rimettere in piedi l’azienda.
    Un modello, questo, che rende orgoglioso il presidente Lusetti che lo definisce come “l’esempio di come la annibale d'elia coopstartupcooperazione possa vincere dove l’impresa capitalista ha fallito”.
    La responsabilità di essere cooperatori ed innovatori significa essere protagonisti di “un processo di cambiamento all’interno delle coop” dice Paolo Venturi di AICCON.
    Una responsabilità, infine, che si traduce nella condivisione di idee e di risorse con i propri soci e con l’intera società.
    “La domanda fondamentale non è chi colpire, ma cosa abbiamo noi da condividere” dice Annibale d’Elia di Bollenti Spiriti.
    E allora proprio da questo spirito di condivisione e di innovazione deve ripartire il mondo della cooperazione per rilanciare il proprio ruolo nell’economia e nella società italiana.



  • Inizia oggi la quarta assemblea nazionale dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, che unisce le cooperative ed in consorzi agricoli aderenti a Legacoop, Confcooperative e Agci.
    L’incontro si terrà a Roma, presso lo Sheraton Parco dei Medici, e sarà un’occasione di confronto e di proposta attiva in un momento molto delicato per l’intero settore, con comparti come il lattiero caseario e lo zootecnico che stanno attraversando una fase di crisi profonda che interessa anche le piccole e medie cooperative.

    La giornata odierna sarà dedicata all’assemblea generale e alle riunioni dei singoli comparti.
    logo alleanzaVerrà tratto un bilancio dell’attività svolta dalle coop aderenti, con un occhio rivolto al futuro dell’agroalimentare italiano viste le opportunità di sviluppo offerte dall’”effetto Expo” e dagli sgravi fiscali per il settore agricolo inseriti nella Legge di Stabilità.
    Proprio i temi inerenti alla nuova finanziaria saranno il cardine del secondo giorno di assemblea nazionale. Il 18 novembre alle ore 10:00 saranno ospiti, infatti, della tavola rotonda organizzata dall’Alleanza anche il Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, ed il vice ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.
    I rappresentanti degli organismi intermedi e delle istituzioni si confronteranno sulle scelte del Governo nel settore agricolo, ponendo l’accento in particolare sulla Legge di stabilità, la politica agricola del futuro, l’agroalimentare dopo l’Expo, la crescita dell’export, la sostenibilita’ e il consumo consapevole.
    Ci sarà anche un focus sulla crisi del latte, questione che ha visto il ministro Martina spendersi in prima persona in difesa dei produttori lattiero caseari nella loro lotta per un giusto prezzo e per il rispetto dei contratti di vendita.