Categoria: Cooperative


  • Gli attentati di Parigi hanno toccato la comunità mondiale, scatenando le reazioni di tutto il mondo della politica e della società civile europea.
    Anche il mondo della cooperazione ha voluto far sentire la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e alla Francia intera per bocca del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini e del vertice di Legacoop, Mauro Lusetti.

    “I drammatici fatti di Parigi – dichiara Gardini – rappresentano un atto di guerra che ci colpisce tutti sotto diversi aspetti: spezza la vita delle persone, limita la libertà dei popoli che ricorrono alla chiusura delle frontiere e corre il rischio di minare la ripresa economica che l’Europa inizia a intravedere seppur gracile e già a singhiozzo come le ultime stime rese note ieri ci dicono”.
    confcooperative
    Il presidente di Confcooperative invita, infine, l’Europa ad intraprendere una strada chiara nella lotta al terrorismo e ad andare avanti nell’unione politica dei popoli per dare una risposta concreta alla popolazione che si sente minacciata dal terrore diffuso: “L’Europa deve dimostrare di essere terra di democrazia, di libertà e di accoglienza dei popoli, ma deve difendere con maggiore fermezza il proprio popolo, con il rispetto per le radici culturali e religiose di ognuno. Continuiamo a vedere un’Europa dell’euro, ma che procede troppo incerta e lenta sul sentiero dell’Europa della politica, dei popoli e della difesa”. 

    Anche il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, ha espresso la propria condanna verso i fatti di Parigi, ribadendo il valore dei principi di libertà ed accoglienza, valori dei quali si è fatto portavoce la Francia in secoli di storia: “I fratelli e alle sorelle di Parigi – spiega Lusetti – che davanti al pericolo hanno aperto le porte di casa per accogliere chi era in fuga hanno affermato, forse inconsapevolmente, la forza della nostra civiltà contro la viltà del terrorismo. Dal loro esempio vogliamo imparare. Non è questo, quindi, il momento di contrapposizioni partitiche o divisioni che fanno il gioco del terrorismo. Dobbiamo stringerci attorno ai valori che ci uniscono, superando le divisioni”.

    Non sono l’odio e l’intolleranza, secondo Lusetti, la risposta corretta agli attentati che hanno messo in ginocchio la Francia. “Con questa stessa determinazione – conclude il presidente di Legacoop – dobbiamo, oggi ancor più di ieri, avere il coraggio di essere accanto ai musulmani che nulla hanno a che spartire con il fondamentalismo. L’unità tra chi si riconosce nei valori fondamentali dell’uomo e della convivenza civile deve mettere ai margini ogni estremismo e permettere così di colpire con la necessaria durezza i terroristi e chi fiancheggiandoli o anche solo chiudendo gli occhi si mette nei fatti non contro l’occidente o il cristianesimo, ma contro la vita umana in sé”.

    Cooperative Italia si unisce al messaggio di solidarietà espresso dai presidenti Gardini e Lusetti, esprimendo il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, nella speranza che il degrado morale nel quale è caduta la civiltà mondiale possa destare qualche coscienza e che la vita umana torni a diventare il pilastro della scala valoriale di tutte le culture.



  • Venerdì 13 novembre, nella sala conferenze di Legacoop, si svolgerà il seminario dal titolo “I confini mobili dell’illegalità. Fattori di vulnerabilità, aree grigie, processi di diffusione del crimine organizzato”.
    L’evento sarà aperto dal prefetto di Ferrara, Michele Tortora. La sua presenza assume sicuramente un significato simbolico importante, oltre ad aiutare i cooperatori presenti a comprendere meglio i meccanismi di azione della criminalità organizzata e la sua diffusione all’interno delle istituzioni e della P.A.

    Il seminario è promosso da Legacoop Emilia-Romagna come conclusione del lavoro dei Gruppi regionali sulla Legalità ed in collaborazione con Larco 14112014(Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino) con il coordinamento organizzativo di Qua.Dir, scuola di Alta Formazione di Legacoop.
    «Garantire la legalità è fondamentale per operare in mercati funzionanti – ha dichiarato Andrea Benini, presidente di Legacoop Ferrara «Un obiettivo comune che va perseguito attraverso l’impegno quotidiano di imprese, istituzioni e organi di controllo, all’interno di un contesto normativo chiaro».
    L’iniziativa rientra all’interno delle numerose attività portate avanti da Legacoop, Confcooperative e Agci per contrastare i fenomeni di illegalità diffusi anche nel mondo della cooperazione; un’attività di promozione della legalità e della buona cooperazione che è culminaei con la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare contro le false cooperative.
    La presenza del prefetto di Ferrara nel corso del seminario organizzato da Legacoop deve fungere da stimolo affinché ci sia una maggiore e migliore collaborazione tra le istituzioni e gli organismi intermedi per stabilire regole e percorsi condivisi contro i fenomeni elusivi.



  • È in corso di svolgimento ad Antalya, Turchia, Towards2020, la conferenza mondiale e l’assemblea generale dell’International Co-operatives Alliance.
    L’Alleanza riunisce tutte le principali cooperative mondiali con l’obiettivo di arrivare al 2020 rafforzando la cooperazione su scala internazionale, come modello economico e di organizzazione della società diverso da quello capitalistico.

    Per questo motivo l’International Co-operatives Alliance ha lanciato una campagna di marketing per promuovere l’identità cooperativa. L’iniziativa è incentrata sulla convinzione che il modello cooperativo garantisca una qualità della vita migliore, una maggiore sostenibilità ed un effettivo controllo democratico.
    international co-operatives allianceLa differenza rispetto all’impresa di tipo capitalistico è che la cooperazione mette al centro l’uomo anziché il profitto e cerca di redistribuire le risorse attraverso il perseguimento dei principi di democrazia economica ed uguaglianza sociale.
    Non tutti, però, sono consapevoli di quello che può dare la cooperazione alla società sia in termini di produzione di lavoro e valore, che in termini di coesione sociale.
    Per questo motivo l’International Co-operative Alliance ha dato il via alla campagna di promozione del modello cooperativo dal titolo “Cooperatives for a batter world“.

    La cooperazione deve iniziare a raccontare la propria storia, far conoscere i propri valori e le proprie attività, partendo innanzitutto dai propri soci e dai propri lavoratori, fino ad arrivare alle istituzioni e al resto della società civile.
    La campagna è già partita in quattro paesi: Stati Uniti, Argentina, India e Giappone e dovrebbe essere lanciata a gennaio in un quinto paese ancora da definire. Il messaggio di promozione delle coop deve partire attraverso i social per poi raggiungere anche i media tradizionali.
    C’è una frase, in particolare, che racchiude al meglio l’obiettivo dell’Alleanza: “È arrivato il momento che le cooperative diventino leader piuttosto che semplici followers” .
    Questo slogan, lanciato da Gianluca Salvatori nel corso della presentazione di Co-op Monitor 2015, spiega come la cooperazione possa diventare uno strumento guida dei modelli imprenditoriali, in una società dove la condivisione di idee e risorse è diventata un imperativo categorico.
    Ecco allora che “Cooperatives for a better world” può trasformarsi da una campagna di marketing ad una realtà virtuosa diffusa su scala mondiale.
    Vi proponiamo sotto il video della campagna:



  • Elia Fiorillo, coordinatore e portavoce del settore olivicolo dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, ha commentato la notizia dell’inchiesta che ha coinvolto sette case produttrici di olio italiane, accusate di aver venduto olio vergine spacciandolo per olio extra-vergine.
    Secondo il Pm di Torino Raffaele Guariniello si configurerebbe il reato di frode in commercio.

    Qualora le accuse dovessero essere confermate, secondo Elia Fiorillo, si tratterebbe di un duro colpo per il settore olivicolo che si andrebbe ad aggiungere ai danni economici provocati l’anno scorso dal virus Xylella.
    olioLa stagione 2015, il cui raccolto si annuncia positivo sia in termini di quantità che qualità, potrebbe dunque essere attraversata da un’altra bufera con annessi danni d’immagine anche per le imprese sane.
    «La preoccupazione che i tanti produttori e le cooperative che agiscono con correttezza possano a livello d’immagine subire un danno c’è» dichiara Fiorillo. 
    Ad essere coinvolti nell’inchiesta, infatti, ci sono alcuni tra i marchi italiani più conosciuti in Italia e nel Mondo come Bertolli, Carapelli e Sasso.
    Le ripercussioni sul livello di fiducia dei consumatori potrebbero essere molto pesanti: «Il rischio – aggiunge il portavoce del settore olivolo dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari – è che ancora una volta il settore venga messo in cattiva luce e questo a discapito delle tante aziende italiane che fanno qualità e che non hanno nulla a che spartire con i traffici disonesti di pochi».
    Secondo Fiorillo la soluzione va ricercata in una maggiore informazione dei consumatori circa l’importanza dell’olio extravergine per un’alimentazione corretta e sulle sue qualità organolettiche: «C’è la necessità che il consumatore venga formato ed informato su tutta la complessa materia della qualità degli oli extravergini di oliva italiani». 



  • Il Rapporto World Co-operative Monitor 2015, realizzato dall’Alleanza Cooperativa Internazionale (ICA) – con il supporto scientifico e tecnico dell’Istituto Europeo di Ricerca sull’Impresa Cooperativa e Sociale (Euricse) – elabora i dati sul fatturato, la dimensione , la collocazione geografica ed il settore di riferimento delle maggiori cooperative mondiali.
    In questo modo è possibile valutare il trend di crescita del mondo della cooperazione, studiando i numeri delle principali coop a livello internazionale.

    Questo studio prende in considerazione 2.829 cooperative di 76 paesi, per un fatturato totale nel 2013 di 2.950,82 miliardi di dollari, dato in crescita rispetto agli anni precedenti.
    rapporto cooperazioneLe 300 maggiori cooperative mondiali presentano un fatturato di 2.360,05 miliardi di dollari, corrispondente all’80% del campione.
    Ma quali sono i settori che ospitano le coop con il maggior fatturato?
    Al primo posto c’è il settore delle assicurazioni (40% del totale), seguito dalle Industrie agricole e agroalimentari (32%), il Commercio all’ingrosso e al dettaglio (17%) e i Servizi bancari e finanziari (5%).
    La coop che detiene in assoluto il fatturato maggiore si conferma la Zenkyoren (National Mutual Insurance Federation of Agricultural Cooperatives); dietro di lei troviamo l’ACDLEC – E.Leclerc (Francia), la State Farm (Stati Uniti), la Kaiser Permanente (USA) e il Rewe Group (Germania).
    Se analizziamo, invece, il fatturato il rapporto al Pil pro capite del paese ospitante, al vertice della classifica troviamo due cooperative che operano nel campo dell’agricoltura e dell’alimentazione ovvero l’Indian Farmers Fertiliser Cooperative Ltd (India) e l’Nh Nonghyup (Corea del Sud).
    Il settore dell’agroalimentare, nello specifico, fa registrare un aumento del fatturato delle 30 principali coop, da 328,42 miliardi di dollari nel 2011 a 410,53 miliardi di dollari nel 2013.
    Lo strumento cooperativo dimostra, dunque, ancora una volta di saper reggere l’impatto della crisi e di mantenere pressoché inalterati i propri livelli occupazionali ed il proprio volume d’affari.
    Più difficile è sicuramente la situazione delle piccole imprese cooperative, specie nel campo dell’agricoltura, dove la presenza di un mercato sempre più globalizzato e la crisi dei consumi le ha portate a ridurre la propria attività se non addirittura a chiudere i battenti.



  • Mercoledì 25 novembre, a Bari, si svolgerà l’evento dal titolo “Legalab: per una nuova economia collaborativa”.
    L’iniziativa è organizzata da Legacoop e propone una serie di workshop tematici e tavole rotonde sul ruolo della cooperazione all’interno dell’economia collaborativa.

    I lavori inizieranno alle ore 15:00 e saranno coordinati da Enzo Risso, SWG, e Luca De Biase, Nòva – Il Sole 24 Ore.
    Il primo pomeriggio vedrà lo svolgimento di quattro workshop tematici su questioni di estrema attualità nel campo dell’innovazione sociale e dell’economia collaborativa:

    • Sharing economy e cooperazione;
    • Autoimprenditorialità e nuovi mestieri;
    • Innovazione d’impresa e startup
    • Protagonismo sociale tra Stato e mercato. 

    Nel corso degli si cercherà di individuare la funzione della cooperazione nella nuova sharing economy. Il modello cooperativo è costituito da principi legalabe fini comuni a quelli dell’economia collaborativa: condivisione di mezzi e risorse, innovazione, spirito mutualistico ed attività al servizio del territorio, sono elementi condivisi da entrambi i mondi.
    La cooperazione può diventare, ed in parte già è, uno strumento giuridico indispensabile per la diffusione della sharing economy.
    La seconda parte dell’evento sarà caratterizzata da una tavola rotonda dal titolo: “Per una nuova economia collaborativa, uno Sharing Act per rinnovare il Paese”.
    I protagonisti saranno imprenditori e profili professionali impegnati nel campo dell’innovazione sociale.
    Interverranno:

    • Marta Mainieri, fondatrice di Collaboriamo.org;
    • Fabio Simonelli, project manager Eppela;
    • Alessandro Hinna, presidente CNS;
    • Andrea Dili, portavoce associazione XX Maggio;
    • Maurizio Decastri, prorettore Università Tor Vergata;
    • Silvia Avesani, Cooperativa sociale progetto Quid.

    Nella parte conclusiva Enzo Risso e Luca De Biase intervisteranno il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti.



  • Nel 2017 Legacoop, Confcooperative e Agci completeranno il percorso di unificazione delle sigle dando vita all’Alleanza delle Cooperative.
    Insieme ad un’unica centrale di rappresentanza delle coop nascerà anche un unico fondo mutualistico che sarà la sintesi delle risorse e degli strumenti finanziari utilizzati da Coopfond, Fondo Sviluppo e General Fond.

    Si tratta di entità con una storia ed una disponibilità economica diversa tra di loro, ma con un unico obiettivo: promuovere lo sviluppo della cooperazione italiana.
    coopfondLe cooperative rappresentano lo strumento giuridico migliore per fare impresa mettendo insieme le idee e le risorse di più persone e lavorando al servizio della comunità di riferimento.
    Promuovere la cooperazione significa, dunque, veicolare un modello di società collaborativa ed improntata sui principi della democrazia economica e del profitto sociale.
    Il presidente di Coopfond, Aldo Soldi, ha rilasciato un’intervista al portale Nelpaese.it dove ha affrontato queste tematiche spiegando anche il tipo di attività svolta dai fondi mutualistici.
    Coopfond è un fondo costituito dal 3% degli utili delle cooperative associate a Legacoop. Queste ultime sono obbligate per legge a versare tale contributo a Coopfond, il quale poi investe nello sviluppo della cooperazione attraverso la partecipazione al capitale delle coop nascenti o già esistenti, investimenti in progetti innovativi e prestiti di vario tipo.

    Con la nascita dell’Alleanza delle Cooperative, anche Coopfond sarà protagonista dell’unificazione delle sigle con la creazione di un unico fondo mutualistico.
    Uno strumento che, secondo Soldi, sarà fondamentale per lo sviluppo della cooperazione: «Se abbiamo una sola centrale e tutte le cooperative aderiscono alla stessa centrale, è chiaro che il fondo diventa unico e sarà molto importante. Fondo Sviluppo ha le nostre dimensioni, General Fond è un po’ più piccolo, quindi il fondo unificato avrà un bel patrimonio, con cui offrire molti servizi alle cooperative. I fondi attuali non lavorano alla stessa maniera, però la diversità può diventare fonte di ricchezza. Noi abbiamo già iniziato a lavorare a questa ipotesi, cominciando a conoscere meglio gli altri fondi».
    Il futuro delle cooperative, dunque, sarà caratterizzato da una disponibilità di risorse superiore e da una maggiore attenzione al principio di mutualità, cercando di sintetizzare identità e strumenti di organizzazione aziendale e finanziaria diversi ma non certamente antitetici tra di loro.



  • Si svolgerà a Roma, il 18 novembre, Coopstartup 2015 l’evento dedicato alla promozione delle startup cooperative.
    Il progetto Coopstartup è nato nel 2013 sotto l’impulso di Coopfond, la società che gestisce il fondo alimentato dal 3% degli utili e dei patrimoni residui delle cooperative aderenti a Legacoop, e da Legacoop.

    L’obiettivo dell’iniziativa è sponsorizzare la creazione di nuove cooperative soprattutto nell’universo giovanile e negli ambiti dell’innovazione sociale, sfruttando le competenze professionali di profili interni ed esterni al mondo di Legacoop.
    coopstartup 2015Con Coopstartup si intende dare forma ai modelli collaborativi che negli ultimi anni, grazie all’espansione del fenomeno della sharing economy, stanno diventando sempre più diffusi.
    All’evento Coopstartup 2015 saranno presenti tanti esperti del mondo dell’innovazione e rappresentanti di Legacoop per fare il punto sullo stato dell’arte del progetto e approfondire le tematiche inerenti le startup cooperative.
    Una delle questioni più importanti per dare vita ad una startup è quella dell’accesso al credito: ne parleranno Stefano Pighini (LVenture Group Luiss EnLabs), Angelo Ancarani (Coopfond), Paola Bellotti (Legacoop Liguria), Chiara Bertelli (Legacoop Ferrara), Irene Carpinelli (Theorema), Dario Carrera (Impact Hub Roma), Riccardo Maiolini (John Cabot University, Italia Camp).

    Alla tematica della finanza per le startup, farà seguito il tavolo di discussione sui metodi di valutazione delle startup, al quale parteciperanno Massimo Battaglia (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Tommaso Carrino (Coopfond), Fabio Grossetti (Legacoop Marche), Tatiana Marchisio (Service Lazio 2000), Francesca Montalti (Innovacoop), Luca Simeone (Fonda- zione IDIS Città della Scienza), Marco Travaglini (Necto), Flaviano Zandonai (Iris Network – Euricse).
    L’evento riprenderà il pomeriggio con il panel su incubazione e accelerazione che vedrà come protagonisti Mario Sorrentino (Seconda Università Napoli, Start Up Lab), Walter Dondi (Fondazione Unipolis), Alessandro Iacopini (Università Politecnica delle Marche), Gianluca Lattanzi (Qiris), Enrico Libera (Fondazione Scuola Nazionale Servizi), Annamaria Ricci (Cooperativa Informa, Legacoop Puglia), Giampaolo Rimondi (Vz19).
    L’ultimo argomento della giornata è quello relativo ad “Animazione territoriale e comunicazione“, con i contributi di Annibale D’Elia (Regione Puglia), Massimo Favilli (Unicoop Tirreno), Giancarlo Ferrari (Legacoop), Marta Micheli (Legacoop Lazio), Matteo Serra (Pazlab), Paolo Venturi (AICCON), Nereo Zamaro (Sociologo).
    La sessione conclusiva vedrà, invece, gli interventi di Aldo Soldi (Direttore Generale Coopfond) e Mauro Lusetti (Presidente Legacoop).

     


  • gardini virus

    Un’intervista interessante, non priva di momenti di ilarità, che ben racconta il personaggio Maurizio Gardini.
    Il presidente di Conserve Italia e di Confcooperative è stato ospite della trasmissione Virus condotta da Nicola Porro.
    Il vertice della cooperativa emiliana ha raccontato la storia della sua azienda, soffermandosi sugli sviluppi recenti del mercato agroalimentare e sulla tradizione di un marchio, Cirio, acquistato di recente da Conserve Italia e che rappresenta la storia del pomodoro italiano.

    “L’uomo che ha reso le cooperative italiane numero uno in Europa nel settore delle conserve ortofrutticola”. Con queste parole Nicola Porro presenta Maurizio Gardini.
    gardini virusConserve Italia ha raggiunto di recente un traguardo importante: oltre 1 miliardo di euro di fatturato aggregato che rappresenta il miglior bilancio della storia dell’azienda.
    Il tutto arriva, sottolinea Gardini, a tre anni dall’alluvione di Albinia che ha provocato gravi danni economici alla cooperativa e ha costretto soci, produttori e lavoratori a fare enormi sacrifici.
    Oggi Conserve Italia è uno dei leader in Europa nel mercato della conservazione ortofrutticola, merito di una strategia commerciale improntata sul recupero di alcuni prodotti come il cecio, la pesca sciroppata ed i borlotti e sull’incentivazione dell’internazionalizzazione dell’azienda.
    Non è un caso che il 40% del fatturato di Conserve Italia si sviluppi all’estero grazie anche ad una serie di accordi di collaborazione con gruppi che operano oltreoceano (di recente è stato firmato un accordo commerciale con l’azienda Colavita, leader per vendita di olio extravergine italiano negli Stati Uniti) e alle controllate di Conserve Italia in Spagna o in Francia.

    Ma l’aspetto più importante della crescita della cooperativa è l’attenzione scrupolosa alla qualità, al controllo e al rispetto dell’ambiente: «Dal campo fino alla tavola – spiega Gardini – il processo è tutto controllato con i nostri tecnici che seguono le aziende agricole, programmano le semine, programmano gli impianti di frutta, arriva la frutta negli stabilimenti e viene trasformata, si fanno i migliori succhi di frutta piuttosto che i legumi e poi arriva direttamente sul mercato con i nostri marchi in un’unica mano».
    Filiera controllata, dunque, ma anche prodotto italiano di qualità: il 92% delle materie prime utilizzate da Conserve Italia, infatti, proviene dall’Italia, il che consente all’azienda romagnola di essere un simbolo nel mondo del Made in Italy agroalimentare.

    Un accenno importante Gardini lo riserva anche ad Expo e a quello che ha significato per tutto il mondo dell’agroalimentare: «Expo è stato un grandissimo evento – aggiunge Gardini – che ha portato milioni di visitatori. Io avrei voluto che la Carta di Milano fosse qualcosa di più forte, un accordo globale sull’accesso al cibo per tutti, sulla sostenibilità ambientale, su un modo diverso di produrre cibo. Noi su questo ci stiamo impegnando: i nostri soci che fanno pomodoro, piuttosto che mais, accettano dei disciplinari che riducono il consumo di acqua, che riducono il consumo di chimiche perché l’obiettivo che ci siamo dati è non solo di fare ottimo prodotto, ma fare anche un prodotto che sia rispettoso dell’ambiente e che abbia una sostenibilità ambientale perché l’acqua è un bene prezioso e non ci sarà acqua per sempre e soprattutto non possiamo sprecarla».
    Lotta agli sprechi, diritto al cibo, sostenibilità e rispetto del principio legalità saranno, dunque, le prossime sfide di Conserve Italia e del mondo della cooperazione intera, nel giorno in cui inizia il processo Mafia Capitale portando con sé una scia infinita di polemiche.
    «Il Paese si aspetta dalla cooperative – conclude Gardini – qualcosa di più perché riconosce nelle cooperative una virtù. Sono cooperative socialmente responsabili, sono imprese che hanno un loro codice etico».
    Mafia Capitale, dunque, deve essere uno stimolo per ripristinare i valori autentici della cooperazione ed effettuare un’efficace operazione di pulizia interna. Le coop devono ripartire dalla qualità delle loro produzioni e dei servizi, eliminando le “mele marce” e valorizzando una storia centenaria di legalità e lavoro a servizio del territorio.

    Qui l’intervista integrale: Maruzio Gardini intervistato da Nicola Porro su Virus – Raidue



  • Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, sarà ospite questa sera del programma Virus, il talk-show condotto da Nicola Porro ed in onda su Rai Due alle ore 21:10.
    L’intervista rilasciata da Gardini andrà in onda poco dopo le 23:00 ed arriva nel giorno dell’inizio del processo di Mafia Capitale, uno scandalo che ha coinvolto il mondo della cooperazione provocando numerosi malumori all’interno dell’opinione pubblica circa l’operato delle cooperative sociali.

    La corruzione e l’evasione, però, sono due fenomeni che non riguardano solo le coop, ma tutta la società italiana e tutte le forme d’impresa.
    raccolta firme false cooperativeL’intento dell’Alleanza della Cooperative è porre fine a questi episodi di malaffare, dotandosi degli anticorpi necessari.
    Per questo motivo in questi mesi è stata portata avanti una campagna di raccolta firme per una proposta di legge contro le false cooperative. L’Alleanza è riuscita a raccogliere oltre 100.000 firme, raggiungendo l’obiettivo minimo delle 50.000 sottoscrizioni e presentando la legge alla Camera dei Deputati.
    Di questo e di molto altro parlerà il presidente Gardini nel corso della trasmissione Virus; il vertice di Confcooperative avrà modo di esporre il suo punto di vista estremamente duro contro le cooperative spurie.
    Più volte ha ribadito la necessità di espellere quelle cooperative che non si sottopongono periodicamente ai controlli; un’idea messa nero su bianco nella proposta di legge presentata in Parlamento e che l’Alleanza si augura al più presto possa essere approvata dalle Camere.



  • Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, ha messo in campo idee e proposte concrete per riformare il sistema normativo sulle gare d’appalti.
    Lo scandalo Mafia Capitale ha evidenziato tutte le criticità di un apparato normativo che rischia di non tutelare a dovere le cooperative sane, quelle che rispettano i principi di concorrenza e di lavoro legale.

    Il criterio del massimo ribasso, ad esempio, genera fenomeni distorsivi del mercato, avvantaggiando quelle imprese sociali che non pagano i contributi, adoperano il lavoro nero e corrompono gli amministratori locali.
    Guerini è intervenuto lanciando un appello alle istituzioni per far sì che vengano recepite al meglio le direttive europee in materia di appalti e concessioni.
    giuseppe gueriniIl presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, dalla pagine del portale Vita.it, ha scritto una vera e propria lettera aperta ai rappresentanti istituzionali nella quale chiede regole chiare, semplici e condivise.
    L’attuale sistema normativo presenta numerosi aspetti intricati che consentono a false cooperative ed imprenditori sociali che poco hanno a che fare con la tradizione del Terzo Settore, di evadere le regole e sfruttare i propri rapporti privilegiati con amministratori locali e funzionari pubblici per ottenere appalti.
    Per questo motivo Guerini chiede l’eliminazione del criterio del massimo ribasso nell’affidamento dei servizi sociali e di quelli ad alta intensità di lavoro e rilancia: «Se davvero mettendo mano alle regole per gli appalti e le concessioni, si mettesse davanti a tutto l’interesse generale delle comunità e dei cittadini, si promuovesse una concorrenza effettiva su risultati ed esiti, dei servizi o dei lavori messi in gara, che prestasse attenzione al risultato prima che alla tutela elle posizioni di rendita, con regole chiare e trasparenti, requisiti di accesso rigorosi ma non esclusivamente formali, ma sopratutto investendo moti di più nella valutazione di esiti e prodotti più che di procedure e protocolli davvero si darebbe un’altra spinta per risollevare il Paese».

    L’aspetto chiave del nuovo codice degli appalti dovrà essere, secondo Guerini, la predisposizione di strumenti in grado di valutare l’impatto sociale ed economico di un’impresa sociale all’interno della comunità di riferimento.
    Meno investimenti nelle procedure e più risorse sui risultati. La nuova normativa deve essere in grado di distinguere una falsa cooperativa, che opera solo nell’interesse di pochi amministratori corrotti, dalle cooperative sociali oneste, che valorizzano il patrimonio artistico-culturale del territorio, offrono servizi di welfare ad anziani e persone svantaggiate e collaborano per il loro inserimento nel contesto lavorativo.
    «Le imprese sociali mature – conclude Guerini – non hanno paura del mercato e non vogliono sottrarsi alla valutazione in procedure comparative e trasparenti; noi non crediamo che la soluzione si trovi evitando le gare o creando mercati residuali in nicchie marginali, crediamo invece che servano più procedure trasparenti di evidenza pubblica capaci di valutare il valore sociale dei servizi, capaci di misurare gli impatti effettivi sul benessere delle comunità o sull’effettiva realizzazione di percorsi di inserimento lavorativo e di inclusione sociale, possibilmente là dove a contendersi i mercati siano prevalentemente imprese cooperative, andando a misurare l’effettiva mutualità generata negli scambi con i soci e con le comunità locali in cui si realizzano servizi e interventi».



  • Giovanni Bettini, presidente della cooperativa CLAI, è stato nominato coordinatore e portavoce del settore zootecnico dell’Alleanza delle Cooperative italiane.
    A breve, fa sapere l’Alleanza, verranno nominati i suoi delegati nei singoli comparti del suinicolo, bovino da carne, avicolo, cunicolo e apistico che insieme rappresentano circa 420 cooperative con 14.550 soci, 22.400 addetti ed un fatturato di circa 9,4 miliardi di Euro.

    L’Alleanza delle Cooperative prosegue, dunque, nella sua operazione di razionalizzazione ed unione delle sigle. Le cooperative del settore zootecnico iscritte a logo alleanzaLegacoop, Confcooperative e Agci avranno così un unico portavoce, con il compito di portare nelle sedi istituzionali italiane ed europee le istanze dello zootecnico .
    La nomina di Bettini arriva in un momento storico molto difficile per il settore. Alla difficoltà legate alla scarsa produttività, si è aggiunto nelle scorse settimane l’allarme dell’Oms, che ha inserito le carni lavorate nell’elenco delle sostanze cancerogene.
    Una simile notizia rischia di avere un impatto enorme sui consumi di carne degli italiani. L’attività di rappresentanza e comunicazione che dovrà svolgere Bettini sarà allora essenziale per affermare la qualità del prodotto italiano e le differenze nei metodi produttivi rispetto alle aziende estere.
    «Nonostante la crescita significativa dell’export dei prodotti della salumeria italiana – ha dichiarato il neo portavoce dello zootenico dell’Alleanza delle Cooperative – in alcuni comparti oramai viviamo una crisi strutturale, legata alla produttività e al mercato e che necessitano di una più incisiva politica di sostegno, da parte delle istituzioni, per valorizzare la filiera zootecnica italiana presidio di qualità e di sicurezza».