Categoria: Cooperative


  • Si svolgerà domani, alle ore 10:30, presso l’Auditorium di Cascina Triulza a Milano Expo 2015, il convegno dal titolo “Le cooperative si raccontano: best & next practices”, organizzato dall’Ufficio per le Politiche di Internazionalizzazione e Mercati di Confcooperative.
    Il mondo della cooperazione ha deciso di dedicare una delle ultime giornate di Expo ad alcune delle migliori esperienze cooperative.

    L’evento si dividerà in tre parti seguendo l’ordine delle tre diverse tematiche scelte:

    • agroalimentare;
    • innovazione e lavoro;
    • welfare

    Per quanto riguarda l’agroalimentare sarà presentata l’attività di due cooperative lontane tra di loro, ma accomunate dalla volontà di innovare e di soddisfare i confcooperativebisogni delle proprie comunità locali.
    Il riferimento è alla cooperativa Empedocle (Sicilia) e alla DG Vivai Cooperative Rauscedo (Friuli Venezia Giulia). La prima esporrà il suo progetto di acquaponica in serra, mentre la seconda parlerà della sua idea di un ceppo di “vite resistente” alle malattie tipiche della pianta.
    Sarà poi il turno di una tematica al centro del dibattito pubblico europeo, ovvero quella dell’innovazione e lavoro. Interverranno su questo argomento Matteo Bertelli, presidente delle Cooperativa Magi Euregio (Alto Adige) e Vincenzo Bondi, presidente della Cooperative Soles Tech (Emilia Romagna).
    La coop Soles Tech rappresenta un esempio di cooperativa di workers buyout. Sono stati, infatti, i lavoratori stessi ad aver rilevato l’azienda madre operante nel settore dei processi innovativi anti-sismici; Magi Euregio, invece, ha portato avanti un progetto di studio del Dna per la prevenzione contro l’obesità infantile.
    Quanto, infine, al welfare avremo come protagonista il consorzio CCL Cerchicasa (Lombardia) che parlerà del suo programma innovativo di social housing e la cooperativa La Città essenziale, la quale presenterà il suo progetto di efficientamento energetico che permette di investire le risorse risparmiate nel sociale.
    Aprirà e concluderà i lavori il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.



  • Un incontro per riaffermare il valore della legalità e la funzione sociale della cooperazione, come sancito dalla Costituzione.
    Si è svolto questa mattina, presso il Palazzo della Cooperazione a Roma, il convegno organizzato da Confcooperative dal titolo “La funzione sociale della cooperazione: tra economia e legalità”.
    Hanno partecipato all’incontro il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, il presidente Anac Raffaele Cantone, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pierpaolo Baretta. 

    Il tema principale è stato il ruolo della cooperazione nell’economia e nell’ordinamento giuridico italiano, alla luce dei recenti scandali giudiziari che hanno Cantone Confcooperativeinteressato alcune realtà cooperative.
    Confcooperative intende riportare al centro dell’attività delle proprie associate il concetto di legalità. Per farlo sta portando avanti, insieme a Legacoop e Agci, una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare contro le false cooperative, per la quale sono state già raggiunte 100.000 sottoscrizioni.
    Ma bisogna fare di più. L’incontro svolto con Cantone, Delrio e Baretta dà avvio ad un dialogo con le istituzioni per cambiare l’attuale sistema normativo, soprattutto in tema di gare d’appalto.
    Dal tavolo di Confcooperative arriva un messaggio chiaro ed univoco: per limitare i fenomeni di corruzione e le turbative d’asta, bisogna eliminare le gare al massimo ribasso che favoriscono le imprese con un costo del lavoro più basso, grazie all’evasione fiscale e al lavoro nero.
    Secondo Delrio le parole chiave della riforma del codice degli appalti dovranno essere “semplicità, trasparenza ed efficacia“, ben consapevole, però, che in Italia “semplificare è la cosa più complicata”. 
    Per il ministro delle Infrastrutture, la cooperazione è “esempio di eroismo collettivo”, rappresenta un modello d’impresa che “include, dà valore alle relazioni, crea sviluppo, riduce disuguaglianze”.

    Non bisogna confondere, dunque, il vulnus e la degenerazione con una pratica virtuosa che, da secoli, agisce per le comunità locali.
    Un punto di vista condiviso dal presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione Raffaele Cantone.
    Più volte, in questi mesi, Cantone ha parlato delle cooperative come esempio positivo, degenerato a causa della presenza invasiva della politica nei vertici amministrativi delle coop e per via di un codice degli appalti, che lui stesso definisce un “disastro” e che apre la strada a fenomeni di tipo corruttivo.
    Secondo Cantone la cooperazione è stata “oggetto di un attacco concentrico strumentale” e, al contrario, mantiene ancora oggi una funzione determinante per lo sviluppo economico “guardando al profitto dal lato delle persone”.
    La normativa sugli appalti va certamente riformata, mantenendo, però, alcuni paletti, come la quota del 5% riservata alle coop sociali.
    “Bisogna bonificare e non distruggere la cooperazione” chiosa Cantone. Un messaggio chiaro e forte che deve fungere da stimolo per quelle coop sane che, in questi mesi, sono stato oggetto di discredito e hanno bisogno di valorizzare la loro funzione sociale.



  • L’Alleanza delle Cooperative italiane ha raggiunto un traguardo ambizioso: la campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative è giunta a quota 100.000 sottoscrizioni.
    Ad annunciarlo è stato il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, nell’introduzione al convegno “La funzione sociale della cooperazione: tra economia e legalità”, al quale parteciperanno tra gli altri il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ed il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pierpaolo Baretta. 

    L’Alleanza ha ampiamente superato l’obiettivo minimo delle 50.000 firme, necessarie per presentare la proposta di legge in Parlamento. Il tema delle false raccolta firme false cooperativecooperative è una questione che non riguarda solo il mondo della cooperazione, ma anche le istituzioni e la società civile.
    Quella condotta da Legacoop, Confcooperative e Agci è una battaglia a favore della legalità, della tradizione cooperativa e del principio della libera concorrenza.
    La corruzione dilagante nella P.A. e nella politica ha permesso a presunti cooperatori di evadere il fisco e di sfruttare lo strumento cooperativo per ottenere affidamenti diretti e vincere gare al massimo ribasso.
    Attraverso questa proposta di legge, l’Alleanza chiede maggiori controlli nei confronti delle coop ed una maggiore collaborazione tra gli organismi intermedi, l’Agenzia delle Entrare, il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero del Lavoro. Solo attraverso un’azione di coordinamento è possibile individuare quelle imprese che non versano i contributi e si limitano a sfruttare i vantaggi della forma giuridica cooperativa senza apportare benefici alle comunità locali.
    La proposta di legge sancisce, inoltre, l’espulsione delle cooperative che non si sottopongono periodicamente ai controlli, soprattutto quelle operanti nei settori definiti ad alto rischio, come quello delle costruzioni.



  • Maurizio Gardini è stato confermato presidente del gruppo cooperativo Conserve Italia, tra i leader nazionali ed europei nel mercato della trasformazione ortofrutticola, grazie al voto all’unanimità dell’assemblea dei soci.
    L’azienda, che può vantare tra i propri brand storici Cirio, Valfrutta, Yoga, Derby blue, ha fatto registrare nel 2014/2015 un bilancio da record con un fatturato aggregato di 1.012 milioni di euro.
    Merito dell’ottimo lavoro svolto dal presidente Gardini e delle strategie oculate dell’impresa, volte ad aumentare il livello di internazionalizzazione.

    Il 40% del fatturato, infatti, si sviluppa sui mercati esteri. Conserve Italia è riuscita a sopperire alla crisi dei consumi, che ha caratterizzato l’Italia, cercando di accedere a nuovi mercati, specie oltreoceano.
    Maurizio_Gardini (2)In questi mesi, il gruppo cooperativo ha stretto numerosi accordi di collaborazione, che gli ha consentito di aumentare il livello di vendite all’estero e di tornare ad intravedere il segno +. Va registrata, infatti, la crescita del fatturato net-net (+3,2%), grazie all’incremento delle vendite nel canale retail (+2,3%), alla buona tenuta del canale horeca e al forte incremento sui mercati esteri (+10%).
    Risultati positivi, che sono stati accolti con grande soddisfazione dallo stesso Gardini: «Siamo orgogliosi di presentare oggi ai soci il miglior bilancio della storia – ha dichiarato il presidente di Conserve Italia nel suo intervento all’Assemblea – È stato un anno estremamente positivo, suggellato da un lusinghiero segno più nelle vendite, che assume ancora più valore se si considera il contesto di generale contrazione dei consumi. Grazie al fatturato in crescita, abbiamo potuto incrementare gli investimenti di marketing, con un ritorno in grande stile alla comunicazione pubblicitaria sia per il pomodoro Cirio, con uno spot firmato dal regista Ferzan Özpetek, sia con i nuovi succhi Triangolini Valfrutta. Non sorprende più invece la crescita a due cifre delle vendite all’estero, che fa leva soprattutto sulla notorietà e la forza commerciale del brand Cirio, in virtù di importanti accordi distributivi siglati in mercati come Regno Unito, Germania, Usa e Giappone». 



  • Martedì 27 ottobre, alle ore 10:30, presso il Palazzo della Cooperazione a Roma, si terrà l’incontro dal titolo “La funzione sociale della cooperazione: tra economia e legalità”, organizzato da Confcooperative.
    Sarà un momento di confronto sul ruolo della cooperazione nel contesto economico italiano, alla luce dei recenti scandali che rischiano di mettere in discussione la funzione sociale attribuitale dalla Costituzione.

    Parteciperanno ai lavori il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, il costituzione-italiana1Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta e Riccardo Fuzio, magistrato presso la Procura generale della Corte Suprema di Cassazione. Coordinerà i lavori Marco Tarquinio, direttore dell’Avvenire.
    L’articolo 45 della Costituzione riconosce “la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata” . Ritornare ai principi fondativi della carta costituzionale è un’operazione fondamentale in un periodo storico in cui molte cooperative sono uscite dal circuito dalla legalità, agendo come vere e proprie imprese di tipo capitalistico e quindi perseguendo fini di lucro.
    La cooperazione nasce, al contrario, all’interno della società e si sviluppa per soddisfare i bisogni delle comunità locali: è, a tutti gli effetti, un fenomeno spontaneo di auto-organizzazione dei cittadini che la Costituzione si è limitata a riconoscere e tutelare.
    La tavola rotonda organizzata da Confcooperative mira a stimolare un dibattito propositivo con le istituzioni a due giorni dalla presentazione alla Camera dei Deputati della legge di iniziativa popolare contro le false cooperative, prevista per giovedì 29 ottobre.



  • Le cooperative di comunità possono essere il futuro del mondo cooperativo e delle piccole realtà locali.
    Su questo punto sono concordi i relatori del seminario “Cooperazione di comunità e identità cooperativa” organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione.
    Tra gli ospiti c’era anche Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, e Carlo Borzaga, presidente di Euricse.

    Le cooperative di comunità sono una forma d’impresa relativamente nuova, sviluppatasi soprattutto nei piccoli borghi dell’Appennino, dove comuni cittadini marinaleda  disoccupazionehanno deciso di mettersi insieme per offrire determinati servizi agli abitanti del luogo.
    La valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale del territorio è uno dei principali obiettivi delle cooperative di comunità, le quali si occupano anche della gestione dei beni comuni e di servizi di natura turistica.
    Interpretano, in via definitiva, i bisogni delle comunità locali laddove lo Stato non riesce ad intervenire e mostra i suoi limiti.
    Secondo Carlo Borzaga, le cooperative di comunità sono una forma di auto-organizzazione della società e di democrazia economica che va sostenuta ed il primo tutore deve essere proprio il mondo della cooperazione: «Occorre che il movimento cooperativo si faccia carico di una proposta per sostenere queste nuove forme imprenditoriali».
    Un punto di vista condiviso dal presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, il quale vede in questo modello d’impresa un attore sociale da affiancare allo Stato, senza, dunque, sostituirlo nell’esercizio delle sue funzioni essenziali: «L’importante è che risponda ai bisogni che emergono dalle comunità e non ai problemi di riorganizzazione dello Stato o degli enti locali».



  • Il 29 ottobre 2015, alle ore 10:30, l’Alleanza delle Cooperative italiane consegnerà alla Camera dei Deputati le firme sulla legge di iniziativa popolare contro le false cooperative.
    La campagna portata avanti dalle centrali di rappresentanza delle coop ha avuto un grande successo: non solo le cooperative associate all’Alleanza, ma anche membri delle istituzioni e cittadini comuni, hanno posto la propria firma per dire no alle cooperative spurie.

    Come abbiamo riportato nei giorni scorsi, secondo le indiscrezioni provenienti da Confcooperative, Legacoop e Agci, sarebbero state raccolte circa 80.000 sottoscrizioni.
    IMG_0540Siamo, dunque, oltre quota 50.000 firme, ovvero il numero necessario per poter presentare la legge in Parlamento.
    Si tratta, in via definitiva, di un traguardo importante per un’iniziativa che trovato un consenso diffuso su tutto il territorio nazionale.
    L’Italia vuole cambiare pagina e dire basta agli episodi di corruzione e malaffare. Il mondo della cooperazione ha deciso di farsi portavoce di questa voglia cambiamento, condannando senza sé e senza ma le coop che agiscono al di fuori della legalità.

    All’interno della proposta di legge è prevista, infatti, l’espulsione per quelle cooperative che eludono i controlli periodici delle centrali di rappresentanza e dei Ministro dello Sviluppo Economico.
    L’Alleanza delle Cooperative intende, inoltre, rafforzare le misure di monitoraggio dell’attività delle proprie associate ed attuare una collaborazione più intensa ed efficace con l’Agenzia delle Entrate.
    La speranza dell’Alleanza è che il processo di riforma possa concludersi positivamente, valorizzando i risultati di una strenua campagna sostenuta per oltre sei mesi e che continuerà nelle sedi istituzionali.



  • Il futuro di Cascina Triulza, dopo Expo 2015, sarà sempre all’insegna del Terzo Settore e dell’innovazione sociale.
    Il padiglione della società civile si trasformerà, infatti, in un laboratorio ed incubatore per nuove imprese nel campo dell’innovazione sociale e della sostenibilità ambientale ed alimentare.
    Si continuerà, dunque, sulla strada tracciata da Expo, dove sono stati realizzati oltre 800 eventi con la partecipazione di 208 organizzazioni del Terzo Settore e oltre 60.000 persone coinvolte.

    Un successo straordinario, un patrimonio assoluto che va valorizzato. Fino a giugno 2016, Cascina Triulza continuerà ad ospitare eventi su queste tematiche, prima di diventare un centro di ricerca e formazione sull’innovazione sociale, un incubatore di imprese sociali, un’agenzia per lo sviluppo e la proiezione internazionale del Terzo Settore, per la promozione del modello cooperativo e per la realizzazione di progetti condivisi tra il non profit, le imprese e le istituzioni.
    Il padiglione della società civile sarà, dunque, il punto di riferimento dell’innovazione sociale italiana nell’intento di diffondere i valori cooperativistici e di sensibilizzare la cittadinanza su argomenti quali il diritto al cibo, la lotta agli sprechi alimentari, le biodiversità e la tutela del territorio.
    Verranno organizzati incontri formativi per i bambini, convegni di livello internazionale e soprattutto si cercherà di aiutare i giovani che intendono avviare nuove attività d’impresa per rispondere ai bisogni e ai problemi della collettività.
    «Con questo progetto – ha dichiarato Sergio Silvotti, Presidente di Fondazione Triulza – vogliamo, in definitiva, dare continuità alla partecipazione e al protagonismo dei cittadini, valorizzare il patrimonio di proposte e di relazioni costruito durante Expo e rappresentare una “responsabilità collettiva” per costruire un nuovo modello di sviluppo». 



  • Si terrà sabato 24 ottobre, in località Porto Cesareo (Lecce), la presentazione dell’iniziativa Pescato Jonico – Il Pesce a Miglio Zero.
    Si tratta di un sistema di incontro tra domanda e offerta, lanciato dalla cooperativa dei Pescatori dello Jonio, che consentirà ai consumatori di conoscere in tempo reale la quantità e la tipologia del pescato quotidiano attraverso un sms inviato sul proprio cellulare.

    Il servizio è in forma totalmente gratuita. Basta iscriversi sul portale www.pescatojonico.it, inserendo all’interno i propri dati ed il numero di cellulare, e ogni giorno si pescato jonicopotranno avere informazioni sul pesce disponibile e sulle relative modalità d’acquisto.
    Il consumatore avrà così un contatto diretto con il produttore e potrà recarsi direttamente sul peschereccio per comprare il prodotto desiderato.
    L’iniziativa punta a dare maggiore forza contrattuale ai pescatori, spesso vittima delle richieste della grande distribuzione, che li porta a vendere il pescato ad un prezzo scarsamente remunerativo.
    Attraverso Pescato Jonico, invece, il produttore vede valorizzato il proprio lavoro e crea un rapporto di fiducia e confronto con l’acquirente.
    La cooperativa dei Pescatori dello Jonio agisce nel pieno spirito cooperativistico, incentivando le vendite a chilometro zero, valorizzando il territorio e remunerando al meglio il prodotto fornito dai soci. L’innovazione, in questo caso, abbraccia un settore tradizionale come quello della pesca e mostra come la creatività possa risolvere i bisogni sia dei produttori che dei consumatori.



  • Un atto di intimidazione, uno dei tanti, che non scalfisce e non fermerà chi da anni opera contro le mafie e l’illegalità.
    Una raffica di colpi d’arma da fuoco ha abbattuto la scritta “Bene riscattato alla camorra e restituito all’Italia”, posta nell’ex villa bunker del clan Graziano, a Quindici, paesino di circa duemila abitanti in provincia di Avellino.
    Oggi il bene risulta confiscato alla mafia ed è pronto a diventare un’impresa tessile.

    L’attentato è arrivato nella notte, alla vigilia dell’inaugurazione del “Maglificio100Quindici Passi“, alla quale sarà presente anche Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
    Il progetto per la costruzione dell’impresa è stato portato avanti dalla cooperativa sociale Oasiproject, associata di Confcooperative Avellino, e sostenuto da Fondazione Con Il Sud e da Libera stessa.
    quindici attentatoLa struttura, confiscata al clan Graziano, è stata ristrutturata e sarà adibita alla produzione di maglieria artigianale. Al suo interno nascerà una scuola di arti e di mestieri, dove si incontreranno tradizione ed innovazione e dove a breve inizieranno a lavorare sette giovani apprendisti.
    Il “Maglificio100Quindici Passi” è un esempio straordinario di come un bene appartenente alla mafia possa essere restituito alla collettività e riutilizzato per fini sociali.

    La mafia, in tutte le sue forme e denominazioni, arreca danni economici enormi alle comunità locali: ostacola la concorrenza, promuove il lavoro nero e l’illegalità, frena le attività commerciali e crea quel sentimento di paura e rassegnazione che impedisce lo sviluppo di una società realmente innovativa.
    Trasformare un bene di proprietà del potere mafioso in un’impresa, che recupera l’antica arte del lavorare a maglia, ha un sapore di speranza, che un attentato, come quello occorso la scorsa notte, non può in alcun modo cancellare.
    Quegli spari, al contrario, rafforzano il lavoro svolto dalla coop Oasiproject e da quanti, in Campania come nel resto d’Italia, stanno operando per restituire dignità a territori afflitti dalla violenza e guidati da pratiche antiche ed inefficienti.
    Maria Patrizia Stasi, presidente di Confcooperative Campania, ha espresso al meglio il sentimento ed il pensiero di tutto il mondo della cooperazione, al quale noi di Cooperative Italia ci uniamo, esprimendo la nostra solidarietà ad Oasiproject e a tutti quelli che stanno portando avanti questo progetto: «Ai nostri cooperatori dico: non arrendiamoci, e non pensiamo mai di essere dalla parte sbagliata». ha dichiarato Maria Patrizia Stasi «Le istituzioni e le comunità hanno il dovere di intervenire, di proteggere chi investe per il bene comune e per lo sviluppo dell’economia locale e regionale. Siamo vicini alla nostra cooperativa e a quanti si stanno impegnano per la legalità e l’occupazione». 


  • agrinsieme

    Le misure della Legge di Stabilità 2016 sull’agricoltura non terminano con l’abolizione dell’Imu e dell’Irap agricola.
    Ci sono anche altri provvedimenti che proseguono sulla strada della spending review e della razionalizzazione degli enti ministeriali.
    Anche il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali è interessato da questo processo attraverso l’accorpamento dell’Istituto sviluppo agroalimentare (Isa) e la Società gestione fondi per l’agroalimentare (Sgfa) nell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea).

    agrinsiemeAgrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, valuta positivamente la misura di razionalizzazione degli enti del Mipaaf. «La riforma degli enti agricoli è un obiettivo prioritario per il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari – spiega Dino Scanavino, coordinatore nazionale di Agrinsieme  – già evidenziato da Agrinsieme nella sua prima Conferenza economica, meno di un anno fa, in cui calcolammo il loro costo in 140 milioni di euro per il personale e 243 milioni per le spese di funzionamento. Riordinare, secondo Agrinsieme, vuol dire recuperare efficienza. Vuol dire andare in direzione di una maggiore semplificazione amministrativa. A tutto vantaggio delle imprese agricole. Ora però – conclude Scanavino – ci auguriamo tempi celeri per la nomina del nuovo commissario».

    Anche il ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, in occasione del suo intervento di fronte ai Giovani Imprenditori a Capri, ha commentato la scelta di accorpare l’Isa e la Sgfa all’interno di Ismea: «Proseguiamo un riassetto che ha già visto l’abolizione dell’ex Agensud e l’accorpamento di Cra ed Inea nel nuovo Crea, il consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. Con l’operazione Ismea inserita nella Legge di Stabilità pensiamo di aumentare l’efficienza generale del sistema e di agevolare l’accesso al credito delle imprese».
    Rendere più facili le condizioni di accesso al credito per le piccole imprese diventa fondamentale in un momento in cui il settore primario ha un grande appeal verso le giovani generazioni. È in netta crescita , infatti, il numero di startup agricole e di giovani che vogliono creare una propria azienda nel campo dell’agroalimentare.
    La presenza, però, di barriere burocratiche e finanziarie diventa spesso un freno alla nuova imprenditorialità, un aspetto che ci auguriamo possa essere migliorato di qui ai prossimi mesi.

     

     



  • Valorizzazione del marchio, e-commerce, aggregazioni e lotta contro l’Italian sounding per accrescere la quota di vendite sui mercati esteri.
    Sono alcuni dei temi affrontati da Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia, nel corso dell’intervista rilasciata a Corriere Imprese.
    Il gruppo emiliano è il primo consorzio cooperativo italiano, un vero e proprio colosso nel mercato della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, che può annoverare tra le proprie fila marchi storici come Cirio, Yoga e Valfrutta.

    Conserve Italia è anche una delle poche imprese che è riuscita a mantenere elevati i livelli di produzione e di vendita durante la fase di recessione, raggiungendo nuovi mercati ed implementando strategie di innovazione.
    ConserveItaliaUn aspetto primario per la crescita aziendale è, secondo Gardini, la valorizzazione del marchio. Per questo motivo uno dei progetti della cooperative emiliana è la realizzazione della “casa del prodotto italiano“, un vero e proprio museo sui marchi storici di Conserve Italia con tutte le tappe che hanno contraddistinto l’azienda in decenni di storia.
    Il brand aziendale, però, deve essere affiancato dal brand Italia, simbolo di qualità ed eccellenza in tutto il mondo. Expo, da questo punto di vista, è stata una vetrina importante per il Made in Italy agroalimentare, un’occasione che andrà sfruttata nei prossimi anni per incrementare le vendite all’estero.
    Conserve Italia ha da tempo intrapreso la strada dell’internazionalizzazione, arrivando in mercati come quello giapponese, americano, cinese e australiano.
    «L’altra leva che ci ha dato una forte spinta – ha spiegato Gardini – è stata l’internazionalizzazione: 25 anni fa i mercati di riferimento erano Francia, Germania, Regno Unito. Oggi sono Usa, Giappone, Australia, Cina e Sudafrica: questo ha implicato una risposta al cambiamento, oggi esportiamo in oltre 60 paesi. Vogliamo crescere di due cifre all’estero e stiamo guardando ad acquisizioni e a quella fetta di mercato affascinata dall’Italian Sounding: pesa 60 miliardi, di cui 36 sono per la vendita di prodotti. C’è spazio per crescere».

    La via scelta da Conserve Italia per aumentare le vendite all’estero è quella dell’aggregazione e della collaborazione. Qualche mese fa, la cooperativa emiliana ha firmato un accordo con Colavita, leader per vendita di olio extravergine italiano negli Stati Uniti, con l’intento di sfruttare la catena distributiva dell’azienda olivicola negli Usa ed incrementare l’export sul mercato americano.
    Recentemente, infine, Conserve Italia si è affacciata anche nel mondo dell’e-commerce, attraverso il canale di vendite di Amazon. Un’esperienza che Gardini definisce estremamente promettente.
    Innovazione, aggregazione e valorizzazione del marchio sono, dunque, le strade tracciate dalla coop emiliana per superare la fase di recessione e rendere maggiormente remunerativo il prodotto fornito dai soci.