Continua la crescita esponenziale del mercato biologico. E la tendenza non riguarda solo le richieste dei consumatori, ma anche il valore del mercato, il numero di produttori e le aree coltivate.
I dati sono stati presentati da Fibl nel corso di Biofach, il salone internazionale del biologico a Norimberga, e riguardano l’anno 2015. Secondo i numeri diffusi da Fibl, il biologico vale 81,6 miliardi di dollari.
Il mercato principale rimane quello statunitense grazie ai suoi 35,9 miliardi, seguito da Germania (8,6),
Francia (5,5) e Cina (4,7).
L’Europa segue gli stessi ritmi di crescita del resto del mondo. Nel Vecchio Continente, infatti, il valore del mercato bio è di 30 miliardi con una variazione positiva del 13% rispetto al 2014. In questo caso il paese leader è la Germania (8,6 mld di euro), seguita da Francia (5,5 mld), Regno Unito (2,6 mld) e Italia (2,3 mld) (dati 2015).
Tutte le principali realtà europee hanno fatto segnare in questo periodo di tempo una crescita in doppia cifra. In Italia, ad esempio, nel 2015 il valore del biologico è cresciuto dell’11%.
Come detto, però, l’ottimo stato di salute del settore non è testimoniato solo dal volume di affari, ma anche dal numero di operatori biologici e aree coltivate. Nel mondo ci sono infatti 2,4 milioni di produttori bio (350mila solo in Europa) con un incremento del 7,2% rispetto al 2014. È ancora l’India il Paese con il più alto numero di produttori (585.200), seguita da Etiopia (203.602) e Messico (200.039).
Per quanto riguarda, invece, le aree coltivate, il primato spetta all’Australia con 22,7 milioni di ettari, seguita da Argentina (3,1 milioni) e Stati Uniti (2 milioni). In Europa, invece, svettano Spagna, Italia (1,49 milioni di ettari), e Francia.


elettrica fondamentale per portare avanti l’attività agricola. Per questo motivo il Governo ha deciso di intervenire dirottando risorse verso il comparto agroalimentare e prevedendo agevolazioni per i giovani agricoltori.
produzione e commercializzazione del vino.

Lo faranno attraverso la mediazione di Just Eat che metterà in contatto i ristoratori con la Caritas Ambrosiana.
Se le fasi sopra citate vengono svolte in paesi differenti verranno adottate le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se invece il grano viene coltivato per il 50% in un solo paese come la Spagna, sull’etichetta troverete la dizione “Spagna e altri Paesi Ue e/o Non Ue”.
tumorali. La Fondazione Fico sarà una prosecuzione ideale di Expo, dove i temi della sostenibilità, della lotta agli sprechi e del consumo consapevole hanno svolto un ruolo centrale.
soprattutto per le stalle più piccole. I produttori dovranno, dunque, sperare in un intervento delle istituzioni italiane ed europee per regolamentare un mercato vittima della liberalizzazione sfrenata.
mercati esteri. Due settori, invece, in crisi da diversi anni sono quello dell’olio e delle castagne.
I danni alle stalle e le difficili condizioni di vita degli animali rischiano di compromettere irrimediabilmente le produzioni locali, portando le piccole aziende a chiudere la propria attività. In seguito al terremoto dello scorso 24 agosto, ad esempio, la produzione di latte è calata addirittura del 30% e la situazione non può che peggiorare dopo l’ultimo sciame sismico.
nostrane è destinato all’estero, con un valore dell’export di 1,6 miliardi di euro. A livello mondiale, il comparto del pomodoro si dimostra in ascesa: sono 2,4 miliardi le persone che hanno consumato pomodoro nel 2015, un dato che probabilmente è destinato ad aumentare chiamando a raccolta le imprese italiane.
lavoratori.