Stefano Granata è il nuovo presidente di AICCON (Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit), il Centro Studi promosso dall’Università di Bologna, dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e da numerose realtà, pubbliche e private, operanti nell’ambito dell’Economia Sociale.
Il nuovo consiglio direttivo di AICCON
Granata, presidente anche di Federsolidarietà-Confcooperative e in passato al vertice del Gruppo Cooperativo CGM, succederà a Gianfranco Marzocchi, in carica dal 2001.
Il consiglio direttivo di AICCON sarà composto oltre che da Granata anche dal vice-presidente Mauro Lusetti (presidente di Legacoop Nazionale) e dai seguenti consiglieri: Giuseppe Bruno (CGM – Consorzio Nazionale Gino Mattarelli), Anna Fasano (Banca Popolare Etica), Mattia Granata (Fondazione Ivano Barberini), Renato Lelli (A.G.C.I. – Associazione Generale Cooperative Italiane), Barbara Petracci (Università di Bologna), Angelica Sansavini (Fondazione Cassa dei Risparmi Forlì) e Alberto Zambianchi (Presidente Unioncamere Emilia-Romagna e Presidente Ser.In.Ar.).
Le prime parole di Stefano Granata
L’inclusione sociale, lo sviluppo sostenibile, la riduzione delle diseguaglianze saranno principi centrali nell’Italia e nell’Europa dei prossimi dieci anni, come sancito tra gli altri dal piano Next Generation EU e dal PNRR italiano. AICCON ha sempre promosso questi valori tramite eventi di formazione e ricerche specifiche volte ad analizzare l’impatto dell’economia civile nella nostra società.
Il nuovo presidente Granata intende proseguire su questa strada: “Il nuovo Direttivo – ha dichiarato Granata – si accinge con entusiasmo ad affrontare la sfida che intende arricchire il patrimonio di conoscenze che ha reso AICCON un vero faro culturale per il mondo dell’economia civile e della cooperazione, e soprattutto, stimolare e promuovere la costruzione di una visione condivisa capace di rilanciare un’idea di Paese più equo ed inclusivo.”














Il provvedimento agisce su due piani. Da una parte, infatti, si cerca di favorire gli investimenti privati attraverso fondi specifici, dall’altra è previsto l’intervento diretto dello Stato per lo sviluppo delle infrastrutture. Uno degli aspetti più importanti della legge è l’istituzione di un Fondo da 100 milioni di euro per gli investimenti nei piccoli comuni. Per il primo anno sono stati già garantiti 10 milioni che consentiranno alle imprese di avviare attività commerciali abbassando il rischio imprenditoriale.