Categoria: News


  • Le notizia del giorno di CoopTG:

    Gli appuntamenti:

    • Venerdì 30 settembre, dalle ore 9:30 alle 13:00, presso il Cinema Comunale di Matera, si svolgerà “Partiamo al Sud. Gli Stati Generali delle cooperative del Mezzogiorno aderenti a Legacoop”.


  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:

    • 24 settembre, alle ore 14:30, a Piazza Galvani a Bologna, si terrà “Costruire una nuova opportunità”, un workshop organizzato da Irecoop.

  • carlo-azeglio-ciampi

    Si è spento oggi in ospedale, all’età di 95 anni, Carlo Azeglio Ciampi. Nato a Livorno nel 1920, aveva ricoperto diverse cariche istituzionali. 

    Dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006 era stato il decimo presidente della Repubblica italiana, nonché uno dei più amati degli ultimi anni. È rimasto alla storia carlo-azeglio-ciampiper essere stato il Capo dello Stato che ha portato l’Italia dalla lira all’euro.
    Aveva ricoperto anche il ruolo di governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993, prima di essere chiamato a guidare un governo tecnico (il cinquantesimo della Repubblica italiana) dall’aprile del 1993 al maggio del 1994 in seguito alla crisi del governo Amato. È stato tra l’altro il primo presidente del Consiglio non parlamentare.
    In seguito ha svolto altri incarichi di Governo come quello di Ministro del Tesoro e del Bilancio e della programmazione economica (1996-1997) e di Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica (1998-1999).



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:

    • Venerdì 30 settembre, alle ore 8:30, a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso, si terrà il convegno dal titolo “La cooperazione sociale 25 anni dopo la 381: modelli, risultati e prospettive” organizzato da Confcooperative Veneto.

  • coltivare il futuro ferrocinto

    Con un assegno da 66 miliardi di euro (compreso il debito) Bayer compra Monsanto, in un’operazione di fusione che è destinata a rivoluzionare il mondo agrochimico. 

    Vengono messi insieme due veri e propri colossi dei rispettivi comparti. Bayer è uno dei principali player del settore chimico farmaceutico con un fatturato di 46 miliardi (dati 2015); Monsanto, invece, è una delle aziende leader dell’agrochimica grazie alla produzione di biotecnologie agrarie e OGM.
    coltivare il futuro ferrocintoProprio l’applicazione delle nuove tecnologie alle sementi ha rivoluzionato l’agricoltura, garantendo certamente maggiore efficienza ma ponendo diversi problemi sulla salubrità dei prodotti agricoli.
    I tempi migliori di questo comparto, però, sembrano passati. Negli ultimi anni l’agricoltura sta vivendo il crollo dei prezzi delle materie prime e di conseguenza del reddito degli agricoltori, che faticano così a sostenere i costi delle biotecnologie più innovative.
    Ci sono state, inoltre, diverse fusioni tra i maggiori competitors di Monsanto che hanno messo in seria difficoltà la multinazionale americana, dopo che lei stessa nel 2015 aveva provato ad acquisire una delle principali aziende rivali, la svizzera Syngenta. Il tentativo non è andato a buon fine, ma ha innescato un vortice di acquisizioni tra le altre aziende che ha posto Monsanto in pochi mesi in una posizione di debolezza sul mercato, costringendola di fatto ad accettare, dopo mesi di tira e molla, l’offerta di Bayer.

    Ecco perché la scelta del neo presidente di Bayer, Werner Baumann, di investire in questo settore appare rischiosa oltre che dispendiosa (si tratta della più grande acquisizione aziendale da parte di una società tedesca all’estero). La certezza è che Bayer, adesso, diventerà leader del settore in Europa, Stati Uniti e Asia, detenendo il 30% del mercato.
    Per questo motivo, prima dell’ufficialità, dovremo attendere il parere delle autorità per la concorrenza (i vertici di Bayer pare abbiano avuto delle rassicurazioni in merito). L’azienda tedesca prevede che di qui al 2050 la popolazione mondiale crescerà di ben 3 miliardi di persone e che sarà necessario, dunque, sviluppare nuove tecnologie per sostenere la crescita di fabbisogno alimentare.
    Il nuovo colosso dovrà fare i conti, però, con la maggiore attenzione da parte dei consumatori all’agricoltura sostenibile e con la diffidenza verso gli alimenti geneticamente modificati. Sarà, dunque, una sfida non banale da portare a casa.



  • embargo russia

    È entrata in vigore oggi la legge contro gli sprechi alimentari che consentirà ad aziende, ristoranti e supermercati di donare avanzi alimentari e farmaci in maniera più semplice, beneficiando anche di agevolazioni fiscali. 

    Ogni anno in Italia si gettano 10 milioni di tonnellate di cibo ancora commestibile per un valore complessivo di 13 miliardi di euro. Nei mesi scorsi anche la Francia si è dotata di una legge antisprechi, prevedendo forti sanzioni per chi spreca, con multe fino a 75.000 euro e addirittura la reclusione.
    L’Italia non punterà sull’aspetto sanzionatorio, cercherà al contrario di responsabilizzare i cittadini e di favorire le donazioni attraverso agevolazioni fiscali e embargo russiasemplificazioni burocratiche.
    Per sensibilizzare i cittadini su questa tematica, ad esempio, verranno mandati in onda sulla Rai una serie di campagne e programmi educativi. I ristoranti, inoltre, verranno dotati della cosiddetta “family bag” ovvero una busta per portare a casa il cibo avanzato al ristorante.
    Se i cittadini saranno chiamati ad atti di responsabilità, sia a casa che fuori, lo stesso discorso vale per aziende e ristoranti. Il provvedimento legislativo prevede degli incentivi fiscali e meno tasse per chi dona cibo e medicinali, con uno sconto, ad esempio, sulla TARI (tassa sui rifiuti) in base alla quantità di alimenti donati.

    Una delle principali caratteristiche della legge è l’abbattimento degli impedimenti burocratici. Tutte le donazioni fino ad un valore di massimo di 15.000 euro (il precedente limite era di 5.000 euro) non avranno bisogno più della dichiarazione preventiva cinque giorni prima della donazione.
    Basterà effettuare a fine mese una rendicontazione ed inviarla telematicamente agli uffici dell’amministrazione finanziaria, indicando data, ora e luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni ed il valore complessivo di questi ultimi.
    Le donazioni potranno essere effettuate ad onlus e enti pubblici costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche, i quali provvederanno a cedere a titolo gratuito i beni agli indigenti e, in caso di inidoneità all’uso umano, verranno destinati per l’alimentazione degli animali o per il compostaggio.
    La legge stabilisce anche quali tipo di beni possono essere donati, distinguendo tra:

    • spreco alimentare: l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare ancora consumabili, pertanto destinabili al consumo e che sarebbero destinati a essere smaltiti come rifiuti;
    • eccedenze alimentari: i prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause (motivi commerciali/estetici, prodotti aventi scadenza ravvicinata, etc).

    Viene consentita la donazione anche oltre il termine minimo di conservazione, ovvero la data fino alla quale un prodotto mantiene le sue proprietà specifiche, a patto che siano garantite l’integrità dell’imballaggio ed idonee condizioni di conservazione. Si cercherà inoltre di incentivare il riutilizzo dei beni alimentari confiscati, dando priorità agli indigenti.



  • italia-4-0

    Sarà presentato con ogni probabilità il 21 settembre “Italia 4.0”, il piano del Ministero dello Sviluppo Economico per aumentare gli investimenti nel comparto industriale. 

    In questi giorni i tecnici del Governo stanno discutendo i dettagli del provvedimento. Al momento si parla di investimenti per 10 miliardi nel settore industriale e 7 in ricerca e sviluppo, che si andranno ad aggiungere ai 7,5 miliardi già stanziati per il piano banda ultralarga.
    italia-4-0Secondo Palazzo Chigi il piano dovrebbe portare ad un aumento degli investimenti privati da 80 a 90 miliardi l’anno e far aumentare la spesa privata in ricerca e sviluppo da 13 a 20 miliardi di euro.
    Sono tre i pilastri dell’intervento:

    • incentivi alle imprese ed investimenti innovativi: dovrebbero essere, innanzitutto, confermati alcuni incentivi come il super-ammortamento al 140% per i beni strumentali delle imprese del Mezzogiorno; verrà inoltre ricapitalizzato con 900 milioni il Fondo di garanzia per le Pmi, rifinanziata con 100 milioni la “Nuova Sabatini” e saranno investiti 2 miliardi di euro fino al 2020 per rafforzare il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo.
      Tra gli obiettivi del Piano c’è anche quello di supportare gli investimenti privati in startup ed imprese innovative. Ci saranno, ad esempio, detrazioni fino al 30% per chi investe fino ad un milione di euro nelle startup e verrà attivato un Fondo per le startup dei big data, internet delle cose, fintech ed intelligenza artificiale.
    • infrastrutture: in questo ambito rientra il piano bando ultralarga, già approvato nei mesi scorsi dal Governo, ma che fatica ancora  a diventare operativo. L’esecutivo ha in mente una serie di agevolazioni per facilitare gli investimenti dei privati nelle cosiddette “aree grigie“, ovvero quelle zone che si trovano a metà tra le zone a fallimento di mercato, per le quali lo Stato ha già investito 3 miliardi di euro, e le aree nere, dove sono già intervenuti i privati.
      Nelle aree grigie ci sono più del 65% delle imprese italiane, quindi sarà fondamentale trovare un meccanismo per dotare anche queste zone della banda ultralarga. L’obiettivo è arrivare al 2020 con il 100% delle aziende coperto con banda ultralarga a 30 megabit/secondo ed il 50% a 100 mega.
    • ricerca e sviluppo: investimenti importanti anche per la formazione degli studenti, con particolare attenzione alle competenze digitali nelle scuole.
      Saranno finanziati nuovi corsi universitari e master sull’Industria 4.0 e 900 dottorati di ricerca specializzati.


  • Le notizie del giorno di CoopTG:

    Gli appuntamenti:

    • Il 15-16 settembre a Riva del Garda (Trento) si svolgerà la quattordicesima edizione del Workshop su “Impresa Sociale: Equità e Sostenibilità in uno scenario diseguale”, organizzato da Iris Network.

     

     


  • latte etichetta

    Negli ultimi cinque anni, in Italia, il consumo pro-capite di latte è diminuito del 24% mentre sono cresciute a dismisura le vendite delle varianti a base vegetali. 

    Cambiano, dunque, le abitudini di consumo degli italiani e con esse anche le scelte delle aziende leader del settore. Una di queste è Granarolo, primo produttore latte etichettanazionale del comparto lattiero-caseario.
    Già da qualche anno l’azienda emiliana ha deciso di investire su prodotti collaterali al latte vaccino, con un’attenzione particolare al biologico.
    Come riportato nell’edizione odierna del Corriere Economia, Granarolo ha avviato la riconversione delle sue stalle al biologico con l’obiettivo di diventare il primo produttore nazionale di latte bio.
    Gli italiani non si fidano più della provenienza del latte e, a causa delle frequenti intolleranze alimentari, optano per prodotti ad alta digeribilità o per il latte vegetale.

    Quest’ultimo rappresenta un mercato da 187 milioni di euro e nel 2015 ha visto una crescita del 17%.
    Se il comparto del latte fresco soffre, dunque, non si può dire lo stesso per le altre specialità. Granarolo ha deciso allora di investire nella diversificazione produttiva, puntando sui formaggi e sulle bevande a base vegetale come il latte di soia, di mandorle e di cocco.
    Per questo motivo recentemente il gruppo emiliano ha acquisito Conbio, azienda leader in questa fetta di mercato. Come dichiarato al Corriere Economia da Giampiero Calzolari, presidente di Granarolo, la coop emiliana punta ad incrementare rapidamente il fatturato fatto registrare in questa specifica area, che ammonta già a 25 milioni di euro.
    Tra gli obiettivi dell’azienda c’è anche quello di creare una piattaforma di specialità tipiche italiane da vendere in tutto il mondo. In questo senso vanno le acquisizioni effettuate in Nuova Zelanda, Stati Uniti, Svezia o Svizzera, che consentiranno di incrementare in maniera cospicua le proprie esportazioni, passate già dal 4% al 16% in soli due anni.


  • latte prezzo

    La Corte di Giustizia europea ha dato il via al procedimento contro l’Italia per il mancato rispetto del regime delle quote latte. 

    Le norme europee sul mercato lattiero-caseario sono state introdotto dalla comunità europea nel 1984 per risolvere il problema della sovra-produzione (il regime è terminato nel 2015). Ciascun Paese membro doveva produrre latte prezzouna quantità annua di latte predeterminata; in caso di superamento della soglia il Paese in questione era obbligato a far pagare una multa agli allevatori colpevoli di non aver rispettato i limiti.
    Secondo la Commissione, negli ultimi vent’anni, l’Italia ha versato nelle casse di Bruxelles 2,3 miliardi di euro per aver oltrepassato puntualmente ogni anno la quota stabilita. Di questi 2,3 miliardi, 1,7 non sono stati ancora rimborsati dai produttori che hanno compiuto la violazione. Per questo l’Italia è accusata di inadempimento, per non aver assolto adeguatamente al proprio compito di gestione del recupero dei prelievi per la sovrapproduzione di latte e per avere così violato la libera concorrenza.

    Nel 2013 Bruxelles ha messo in mora il nostro Paese e successivamente ha avviato una procedura d’infrazione nei suoi confronti. Non avendo rilevato alcun passo in avanti dell’Italia nel processo di recupero, la Commissione Europea ha deferito l’Italia, portandola difront alla Corte di Giustizia europea, dove ci sarà l’ultimo atto di questa vicenda.
    Qualora, come probabile, i giudici dovessero dare ragione alla Commissione, il nostro Paese rischia delle sanzioni molto pesanti.