Categoria: News



  • I temi di questa edizione del Notiziario della Cooperazione: 

    • Attualità – Puglia: tragico scontro tra treni: il bilancio è di 20 morti e oltre 50 feriti.
    • Cooperative – Aci: eliminare la tassa di licenziamento. L’Alleanza delle Cooperative in audizione alla Camera sul Jobs Act.
    • Cooperative – Accordo tra Città della Scienza e Coopfond: obiettivo sviluppare l’ecosistema innovativo italiano.
    • Economia – Quale futuro per l’economia calabrese? Il rapporto di Unioncamere svela le criticità del sistema Calabria.
    Gli appuntamenti:
    • Mercoledì 13 Luglio alle ore 10:00 a Pisa si terrà il workshop dal titolo “Il Nuovo Codice degli appalti: cosa cambia?” organizzato da Confcooperative Toscana.


  • giovani-agricoltura

    Continua a crescere in maniera spedita il numero di giovani occupati nel settore agricolo. Lo conferma l’analisi “Lavoro giovanile in agricoltura nel 2016” effettuata da Coldiretti su dati Istat relativi al primo trimestre dell’anno in corso. 

    Nei primi tre mesi del 2016 il numero di ragazzi under 35 che lavora in agricoltura è aumentato del 12% rispetto allo stesso periodo del 2015. È una tendenza in atto da diversi mesi e che non sembra destinata a a continuare di qui a breve. I vari Psr investono una grande quantità di risorse nell’insediamento dei giovani in giovani-agricolturaagricoltura, il che lascia pensare che aumenti sempre più la quantità di aziende agricole composte da under 35.
    Lo stesso collegato agricolo, approvato la scorsa settimana in Senato, prevede forme di accompagnamento dei giovani all’interno di aziende condotte da over 65 e pensionati per velocizzare il turnover generazionale.
    Un ricambio che, in base ai dati di Coldiretti, appare già in atto. Nel primo trimestre del 2016 c’è una crescita dei giovani occupati nel comparto agricolo che riguarda sia i dipendenti (+15%), che gli indipendenti (+9%), sia i ragazzi (+16%) che le ragazze (+5%).
    È interessante notare come la crescita dell’occupazione giovanile nel comparto agricolo sia notevolmente più sostenuta rispetto agli altri settori: parliamo, infatti, di una variazione positiva del 12% contro il +2% del commercio e il +3% dei servizi.

    Ma l’aspetto positivo di questi dati non è attinente tanto alla base occupazionale, quanto al rendimento delle aziende agricole guidate da giovani under 35, alla loro composizione e al livello di soddisfazione di chi intraprende questa strada.
    Le aziende agricole degli under 35, infatti, possiedono una superficie superiore alla media di oltre il 54% e cosa ancora più importante possono contare su un fatturato più elevato del 75% della media.
    Se ci concentriamo sulle qualifiche professionali dei giovani che lavorano in campagna e sulla loro soddisfazione, vediamo come la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74% è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è più contento di prima.
    Il lavoro agricolo, dunque, è anche un fattore di cambiamento radicale delle proprie abitudini di vita che contribuisce a rendere i giovani più felici e soddisfatti del proprio lavoro. E già solo questo è un risultato di assoluto rilievo se pensiamo ai sentimenti di alienazione e insoddisfazione che spesso contraddistinguono i giovani lavoratori.
    L’indagine di Coldiretti, infine, sottolinea come questi risultati siano stati ottenuti nonostante un carico fiscale e degli oneri burocratici maggiori rispetto ad altri paesi europei, su tutti Spagna e Francia, che possono essere considerati dei concorrenti dell’Italia nel comparto agricolo.
    Il rapporto prevede infine che quest’estate saranno impegnati nei campi ben 150mila under 35. Ecco perché sarà fondamentale prevedere una contribuzione diversa per il lavoro stagionale ed abbassare il costo del lavoro per evitare che il caporalato prenda il sopravvento e che i giovani trovino nel medio periodo poco conveniente investire tempo e risorse in agricoltura.



  • I temi di questa edizione del Notiziario della Cooperazione:

    Gli appuntamenti:

    • Martedì 12 Luglio, alle ore 11:30 a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la presentazione dei dati della Decima Edizione dell’Osservatorio Isnet sulle Imprese Sociali.

     



  • Dal 2 al 9 novembre il Commissario europeo all’agricoltura, Phil Hogan, sarà in Vietnam, Singapore ed Indonesia per effettuare la sua terza missione internazionale. 

    Dopo essere stato prima in Colombia e Messico e poi in Cina e Giappone, Hogan andrà nel Sud-est asiatico insieme ad una delegazione di imprenditori, agricoltura indoorcooperatori e organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, per incontrare le istituzioni locali e provare a rimuovere alcune barriere doganali che ancora impediscono a molti prodotti europei di accedere ai mercati asiatici.
    Nel corso della missione ci saranno una serie di incontri e convegni con l’obiettivo di far conoscere agli imprenditori europei la realtà del Sud-est asiatico; sono previsti anche degli appuntamenti con possibili investitori che potrebbero consentire alle aziende del Vecchio Continente di stipulare accordi commerciali con gli operatori locali.
    Come accennato in precedenza, anche le cooperative sono invitate a partecipare e lo faranno, come accaduto per i viaggi in Messico, Colombia, Cina e Giappone, insieme ai dirigenti dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari.
    Sarà la Commissione a selezionare le coop particolarmente interessate alle possibilità di investimento in questi Paesi. Tutte le cooperative che vogliano far parte della Business Delegation dovranno compilare l’apposito form online rigorosamente in lingua inglese ed entro e non oltre il 16 agosto.



  • I temi di questa edizione del Notiziario della Cooperazione: 

    Gli appuntamenti:

    • Martedì 12 Luglio, alle ore 10, presso la sede di Legacoop a Roma si svolgerà il convegno dal titolo “Una nuova Governance: Nuovi modelli di rappresentanza per la cooperazione del futuro” organizzato dall’Alleanza delle Cooperative Giovani.



  • La spesa media delle famiglie italiane nel 2015 ammonta a 2.499,37 euro al mese, con un aumento dello 0,4% rispetto al 2014 e dell’1,1% nei confronti del 2013. 

    A comunicarlo è l’Istat, che rileva, però, allo stesso tempo, come ci siano delle grandi differenze territoriali. Basta confrontare i dati di Calabria e Lombardia per spese condominialirenderci conto di come, nonostante ci sia una timida ripresa dei consumi, persistano delle disparità geografiche piuttosto preoccupanti.
    La spesa media delle famiglie calabresi, infatti, è di 1.729,20 euro al mese, ben 1.300 euro in meno rispetto al livello di spesa dei nuclei familiari lombardi.
    Lombardia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, nello specifico sono le regioni con la spesa media mensile più elevata (rispettivamente, 3.030,64, 3.022,16 e 2.903,58 euro).

    È interessante, però, analizzare anche altri aspetti dell’indagine dell’Istat.
    Uno di questi è l’impatto della crisi sulla spesa, soprattutto alimentare, che ha portato i cittadini italiani a tentare di risparmiare. Il 53,8% delle famiglie prova a limitare gli acquisti di generi alimentari, il 63,2% risparmia su abbigliamento e calzature, mentre solo il 20,3%, per ovvie ragioni, cerca di risparmiare sulla sanità.
    L’aumento del reddito disponibile, dunque, non è riuscito a far ripartire in maniera spedita i consumi. C’è ancora il timore diffuso tra gli italiani che la ripresa economica non sia definitiva e questo li porta semmai ad aumentare la propria propensione al risparmio.
    Se analizziamo, infine, la composizione della spesa delle famiglie italiane, notiamo come ad aumentare sia quella alimentare (441,50 euro al mese  e +1,2% sul 2014), quella per servizi ricettivi e di ristorazione (+11%, da 110,26 a 122,39 euro, dopo due anni di calo), e le spese per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+4,1%, 126,41 euro).
    Diminuisce, invece, la spesa per le comunicazioni (-4,2%).
    Dando, infine, uno sguardo più dettagliato sugli acquisti di generi alimentari, balza all’occhio la stabilità rispetto al 2014 del settore della carne, che dunque non ha subito più di tanto l’allarme dell’Oms.
    Bene, invece, la frutta (+4,5%) e acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura (+4,2%).


  • professioni agricoltura

    Dopo due anni di discussione è stato finalmente approvato in via definitiva al Senato il Collegato agricoltura, contenuto nel DDL S 1328-B arrecante Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione, competitività per l’agroalimentare. 

    Si tratta di un provvedimento poco pubblicizzato, ma estremamente importante per il mondo agricolo perché interviene in diversi settori professioni agricolturacome quello della pesca, del riso e del pomodoro, promuove le filiere, favorisce l’innovazione e la semplificazione e definisce per la prima volta un ambito sempre più diffuso come quello della birreria artigianale.
    In tutto, il Collegato agricoltura contiene ben 42 articoli. Ma andiamo con ordine e valutiamo i principali cambiamenti apportati dall’iniziativa legislativa.

    Semplificazione e razionalizzazione: queste sono certamente le parole chiave del collegato agricoltura. Vengono ridotti, ad esempio, da 180 a 60 giorni i tempi per aprire un’azienda agricola, diminuendo il periodo di tempo del silenzio assenso, ovvero il termine entro il quale l’Amministrazione pubblica deve adottare il provvedimento finale dal ricevimento della richiesta presentata dal Centro di assistenza agricola (CAA).
    Sempre a proposito di semplificazione ci sono dei cambiamenti rilevanti anche per le aziende olivicole, soprattutto quelle di piccola e media dimensione. Le imprese con una produzione inferiore ai 350 kg, infatti, non saranno più obbligate a detenere il fascicolo aziendale.
    Vengono, inoltre, stabilite delle sanzioni per le aziende operanti nel campo apistico se non si iscrivono nell’apposita Anagrafe.
    Il nuovo provvedimento prevede anche un’operazione di taglio e riordino della spesa per gli enti del Mipaaf ed il conseguente reinvestimento delle risorse risparmiate in politiche per la promozione del Made in Italy. Viene, infine, sancito l’obbligo di pubblicazione annuale dei dati economici, finanziari e patrimoniali delle attività svolte da ciascun Ente, società e agenzia

    Ricambio generazionale ed innovazione: il Governo e le Regioni hanno finanziato diversi provvedimenti e bandi per il turnover generazionale all’interno delle aziende agricole. Anche il Collegato agricoltura agisce in tal senso prevedendo delle forme di accompagnamento dei giovani tra i 18 ed i 40 anni che non possiedono dei terreni dentro le imprese gestite da over 65 o pensionati.
    Viene, inoltre, promossa la diffusione della conoscenza informatica e tecnologica e dell’agricoltura di precisione nelle aziende agricole, incentivando anche lo scambio di conoscenze con il mondo della ricerca.

    Banca delle terre e spesa dei fondi europei. Interessante l’istituzione, presso Ismea, della Banca delle terre agricole con l’obiettivo di creare un inventario dei terreni agricoli disponibili a causa dell’abbandono dell’attività agricola e di prepensionamenti.
    L’esecutivo intende, inoltre, migliorare la spesa dei fondi europei strutturali. Le amministrazioni pubbliche dovranno fornire informazioni ed assistenza gratuita a chi richiede contributi europei per migliorare i loro progetti di investimento.

    Birra artigianale: si definisce come birra artigianale “la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione“. Per la prima volta viene effettuata una distinzione tra birrificio industriale e piccolo birrificio, definendo quest’ultimo come “un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi”. I piccoli birrifici saranno così sottoposti ad una fiscalità diversa e dovranno effettuare minori adempimenti, venendo tutelati nel processo di promozione di una filiera del luppolo italiana.

    Filiere: Sono state deliberate politiche per la promozione delle seguenti filiere:

    • Pomodoro: Per tutelare e promuovere la qualità delle produzioni vengono previste disposizioni specifiche sulla definizione dei prodotti derivati dalla trasformazione del pomodoro, sui relativi requisiti, sull’etichettatura e sul confezionamento, nonché sulle sanzioni
    • Riso:
      – Sostegno del settore attraverso la tutela delle varietà tipiche italiane e sostegno al miglioramento genetico delle nuove; valorizzazione della produzione come espressione del valore culturale paesaggistico e ambientale di un territorio; tutela del consumatore; istituzione di un registro per la classificazione delle nuove varietà; disciplina dell’apparato sanzionatorio e individuazione dell’Autorità competente in materia
      – Vengono promossi sistemi volontari di tracciabilità del riso attraverso strumenti innovativi che possano dare maggiori informazioni ai consumatori sull’origine del prodotto.

    Vengono, infine, depenalizzate alcune fattispecie di reato relativa alla pesca professionale, trasformando gli illeciti da penali in amministrativi.



  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    Gli appuntamenti:

    • Venerdì 15 luglio alle ore 18:00 a Stilo (RC) si svolgerà la seconda Festa della Ripartenza, organizzata dal gruppo cooperativo Goel.

  • agriweb-advisor

    Molte aziende agricole già si rivolgono a professionisti del settore web per innovare la propria comunicazione interna ed esterna, ma oggi nasce una vera e propria figura professionale. 

    Nella giornata di ieri, infatti, è stato firmato l’accordo tra Coldiretti, il Ministero del Lavoro e Google su “Crescere in digitale” che istituisce la figura dell’Agriweb advisor, ovvero un esperto del web che avrà il compito di di promuovere i siti internet delle aziende agricole, sviluppare l’e-commerce aziendale e agriweb-advisorfavorire la partecipazione ai social media per migliorare la comunicazione delle imprese del settore agroalimentare.
    Ogni provincia italiana avrà il proprio Agriweb advisor. In una prima fase saranno 100 i consulenti digitali dell’aziende del comparto agricolo che lavoreranno all’interno delle strutture di Coldiretti e saranno retribuiti attraverso il Fondo Garanzia Giovani.
    In futuro si valuterà se dare o meno maggiore respiro al progetto coinvolgendo magari anche le aziende Ict e le società di comunicazione che già portano avanti progetti di digitalizzazione delle imprese del comparto agricolo ed agroalimentare.
    Viene da chiedersi perché l’Italia abbia raggiunto la piena consapevolezza della rilevanza di una figura di questo tipo solamente adesso. Un Paese con una forte vocazione agricola deve investire fortemente sull’innovazione nel comparto agricolo per reggere il passo con gli altri paesi europei e mondiali.

    Un’agricoltura di qualità e all’avanguardia dal punto di vista delle strutture produttive, dei metodi di promozione e della comunicazione può davvero diventare tra i leader mondiali. La creazione del ruolo dell’Agriweb advisor e la sua diffusione capillare a livello territoriale è un piccolo passo di una strategia che deve essere, per forza di cose, più ampia e coinvolgere l’élite del mondo dell’innovazione e del digitale italiano.
    L’analisi “Lavoro giovanile in agricoltura nel 2016” effettuata dalla Coldiretti su dati Istat relativi al primo trimestre dell’anno, presentata proprio in occasione della stipula dell’Accordo tra il Ministero del Lavoro, Coldiretti e Google, mostra come solamente il 61% delle aziende agricole italiane usi Internet quotidianamente per la propria attività lavorativa. Molte realtà non possiedono neppure un sito web e presentano una scarsissima innovazione delle proprie strutture.
    Occorrerà, dunque, cambiare passo e bisognerà farlo urgentemente per non perdere ancora competitività.


  • poletti legacoop

    Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti è intervenuto nel corso della festa per i 40 anni di Legacoop Calabria. 

    Poletti, che per dodici anni è stato presidente nazionale di Legacoop, non è voluto mancare ad appuntamento che lo ha visto riabbracciare diversi vecchi amici appartenenti al mondo della cooperazione. La poletti legacoopcelebrazione dei 40 anni di Legacoop Calabria è stata anche un’occasione per valutare l’operato delle coop al Sud ed in Calabria nello specifico, con un focus particolare sul campo dell’agricoltura sociale e del welfare.
    Il ministro è stato protagonista dell’ultimo tavolo di discussione, quello sulle politiche sociale ed il welfare, nel corso del quale ha annunciato, tra le altre cose, l’attivazione di un Piano per la povertà e l’inclusione sociale con un investimento complessivo di 1 miliardo di euro.
    “Il Governo – ha dichiarato Poletti – ha scritto per la prima volta nel bilancio dello Stato la voce “lotta alla povertà”. Fare è un’operazione del genere significa ammettere che la povertà esiste e combatterla“. Dal mese di settembre – ha annunciato il ministro – le regioni avranno a disposizione le risorse da destinare a chi non è autosufficiente. I cittadini verranno inseriti in uno specifico percorso di orientamento al lavoro con l’obiettivo di aiutarli a trovare un impiego, trasformando così un intervento assistenziale in una forma di politica attiva per il lavoro.

    Poletti si è soffermato a lungo proprio sul tema dell’occupazione e della necessità di far ripartire l’economia italiana. Non bastano, infatti, secondo l’ex presidente di Legacoop, gli interventi di caratteri assistenziale per contrastare l’indigenza. “Il primo strumento di lotta alla povertà è la crescita economia ed il lavoro. Per anni abbiamo considerato l’impresa come una male necessario, ma non è così, dobbiamo cambiare il nostro vocabolario. Io non conosco lavoro senza impresa“.
    Il ministro Poletti ha ribadito poi la necessità di tutelare prima di tutto il lavoro, prima ancora che il reddito cercando di aumentare il numero delle opportunità per i cittadini italiani “Per molto tempo abbiamo tutelato il reddito, adesso dobbiamo iniziare a difendere prima di tutto il lavoro. Solo così ci può essere crescere economica e si può difendere la dignità delle persone“.
    Il ministro ha citato, infine, diversi esempi di auto-imprenditorialità in grado di riscattare i lavoratori, ponendo come modello di riferimento i workers buyout, ovvero quelle cooperative nate dalle ceneri di imprese fallite e costituite attraverso le risorse impiegate dai lavoratori stessi.