Categoria: News


  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    • Cooperative – Le coop aumentano gli investimenti: i risultati del rapporto quadrimestrale dell’Alleanza delle cooperative. 
    • Agroalimentare – 20 milioni per gli indigenti:il Mipaaf acquisterà il latte da dare ai poveri.
    • Tecnologia – Le grandi città senza connessione veloce: la sorprendente ricerca della Wireless Broadband Alliance.
    • Bandi – Il 30 giugno scade la Call for Makers: 100.000 euro per i makers italiani.

    Gli appuntamenti:

    • Giovedì 7 luglio, alle ore 9:30, presso lo Spazio Kilowatt di Bologna si terrà il seminario dal titolo “Open Innovation e Cooperazione: metodi,strumenti, opportunità”. organizzato da Confcooperative Emilia Romagna, Irecoop Emilia Romagna, Aiccon e Social Seed.

  • latte etichetta

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella giornata di ieri un decreto che disciplina una serie interventi a sostegno del reddito dei produttori e a favore degli indigenti. 

    Vengono stanziati in tutto 20 milioni di euro. Nello specifico il provvedimento finanzia 10 milioni di euro per gli accordi volontari di programmazione della produzione di latte. L’obiettivo è supportare tutti quei produttori che abbiano scelto di attuare misure di programmazione produttiva, tutelando in maniera più latte etichettaefficace il loro reddito.
    Altri 10 milioni vengono stanziati per il Fondo nazionale indigenti. Le risorse saranno impiegate per l’acquisto di latte crudo da trasformare in UHT e da distribuire ai più bisognosi attraverso la rete degli enti caritativi che fanno parte del Tavolo del Mipaaf.
    In questo modo si cerca di porre rimedio ai problemi di sovra-produzione palesatisi dopo la fine delle quote latte, evitando gli sprechi alimentari e aiutando milioni di indigenti presenti sul nostro territorio.
    “La tutela del reddito dei produttori – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – viene al primo posto. Con questo nuovo intervento attiviamo risorse per rendere più efficaci le scelte fatte a livello europeo. Vogliamo affiancare i produttori al meglio, consapevoli delle difficoltà di questi momenti e con l’obiettivo prioritario di aiutare 34 mila aziende lattiere a superare questa fase. Per questo stiamo lavorando anche a livello europeo, perché a fine mese ci aspettiamo che la Commissione Ue faccia un salto di qualità nelle proposte. La crisi del latte, della zootecnia e dell’ortofrutta non attende“


  • false cooperative legge

    La Guardia di Finanza ha pubblicato i dati sulla sua attività in materia di evasione fiscale e confisca dei beni alla criminalità organizzata nei primi cinque mesi del 2016. 

    Le Fiamme Gialle hanno sequestrato alla mafia beni e patrimoni per un miliardo e 300 milioni di euro, confiscando in tutto 220 aziende in mano alle associazioni false cooperative leggedi stampo mafioso.
    L’illegalità continua a pervadere l’economia italiana e lo dimostrano i sempre più frequenti casi di corruzione ed evasione fiscale, scoperti dalle autorità giudiziarie. A tal proposito la Guardia di Finanza ci fornisce un quadro più chiaro, riportando come nel 2016 sono risultati 3.300 gli evasori totali, ovvero i soggetti totalmente sconosciuti al fisco che sono stati individuati grazie all’attività della Guardia di Finanza.

    Un’azione che ha portato al sequestro di patrimoni per circa 300 milioni di euro e a scoprire 840 società «fantasma», costruite esclusivamente per sfuggire al fisco, e 220 casi di trasferimento indebito all’estero di redditi societari.
    Tra le società fantasma vanno annoverate anche le false cooperative, ovvero quelle imprese nate esclusivamente per usufruire dei vantaggi fiscali insiti nel modello cooperativo. In realtà si tratta di aziende che offrono ai lavoratori retribuzioni estremamente basse e contratti non in regola, sfruttando il basso costo del lavoro per vincere gare al massimo ribasso e chiudere l’attività prima che arrivi il controllo del fisco.
    Destano scalpore, infine, anche i dati della Guardia di Finanza sui reati contro la pubblica amministrazione. Le Fiamme gialle hanno individuato, nello specifico, finanziamenti europei e nazionali illecitamente richiesti per un valore complessivo di 360 milioni di euro: 5.500 i frodatori di risorse pubbliche, 98 dei quali arrestati, e 1.850 i responsabili di reati contro la pubblica amministrazione, di cui 118 arrestati.


  • agroalimentare mezzogiorno

    La Gran Bretagna rappresenta il secondo mercato europeo (il quarto mondiale) dietro la Germania per i prodotti del Made in Italy agroalimentare. 

    Un’eventuale uscita dall’Unione Europea con il referendum del 23 giugno, quindi, potrebbe avere delle ripercussioni negative sull’export italiano. Nel 2015 il valore delle esportazioni agroalimentari ha superato quota 3 miliardi di euro, beneficiando dell’appeal dei prodotti italiani negli Stati Uniti, in Cina, ma anche in diversi paesi agroalimentare mezzogiornoeuropei come appunto la Gran Bretagna.
    Il mondo delle associazioni di rappresentanza delle imprese agricole, nello specifico Federalimentare, Coldiretti e l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, crede, invece, che l’eventuale Brexit non avrà un impatto negativo sull’agroalimentare italiano, anzi paradossalmente l’Italia potrebbe avere alcuni benefici.
    L’unico rischio potrebbe venire dal rallentamento della crescita britannica, con i consumatori meno propensi ad investire, e dal possibile cambiamento delle norme sulla denominazione di qualità, un aspetto che penalizzerebbe soprattutto le cooperative.

    Per il resto, vista la particolare natura dei prodotti alimentari, non dovrebbero esserci particolari problemi per l’Italia.
    Il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, addirittura rilancia, parlando di danni che riguarderebbero più il Regno Unito che l’Italia.
    Allo stato attuale la Gran Bretagna riceve il 7% delle risorse destinate alle politiche agricole da parte dell’Unione Europea, una percentuale che colloca i britannici al sesto posto nella classifica dei maggiori beneficiari di aiuti agricoli a fronte del tredicesimo posto per numero di aziende agricole (circa 187mila).
    Secondo i rappresentanti dell’agroalimentare italiano, dunque, il Regno Unito riceve più di quanto dà all’Ue.
    Diventa, invece, più complessa la situazione per quei cittadini britannici che fanno attività d’impresa in Italia. Secondo un’indagine di Infocamere sono 10.346 le imprese italiane con almeno un cittadino del Regno Unito al proprio interno.
    Un’eventuale Brexit li renderebbe extra-comunitari, complicando in maniera notevole la loro attività imprenditoriale. I settori più diffusi sono quello delle attività commerciali, della manifattura e degli alloggi (o della ristorazione), mentre l’agricoltura, silvicoltura e pesca si colloca al sesto posto.
    Le ripercussioni di un’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea potrebbero essere, dunque, meno gravi per l’agroalimentare rispetto ad altri settori dell’economia italiana.


  • mafia-capitale-testimoni

    Corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta. Sono questi i reati contestati ad alcuni funzionari del dipartimento politiche sociali del Comune di Rome e ad alcuni imprenditori di coop romane per la gestione di un campo rom.

    Questa mattina il gip Flavia Costantini, su richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo e dei sostituti Carlo Lasperanza, Edoardo De Santis, Luca Tescaroli e mafia-capitale-testimoniMaria Letizia Golfieri, ha disposto il provvedimento di custodia cautelare in carcere per quattro imprenditori cooperativi: Roberto Chierici, Massimo Colangelo, Loris Talone e Salvatore di Maggio.
    Finiti agli arresti domiciliari anche il funzionario del Comune di Roma, Alessandra Morgillo e il vigile urbano Eliseo De Luca, mentre è stata disposta una misura interdittiva per il funzionario Vito Fulco.
    Tra gli indagati c’è anche Emanuela Salvatori, la funzionaria del Comune che lo scorso novembre è stata condannata a 4 anni di reclusione, con il rito abbreviato, per i suoi affari con il ‘ras’ delle cooperative Salvatore Buzzi.

    I fatti risalgono al periodo 2013-2014 e non sono collegati all’inchiesta Mafia Capitale.
    Si tratta dell’ennesimo episodio di mala gestione degli appalti nella capitale, specie quelli che riguardano i campi Rom. Le recenti inchieste giudiziarie hanno aumentato il livello di allerta, portando, tra le altre cose, ad una modifica della normativa sugli appalti che dovrebbe portare ad un migliore bilanciamento tra la qualità ed il vantaggio economico dell’offerta presentata. Il tutto ovviamente a patto di eliminare i rapporti poco limpidi tra gli imprenditori e gli amministratori locali, che a Roma, come in molte altre città, inquinano l’economia ed arrecano gravi danni alla libera concorrenza.



  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    Gli appuntamenti:

    • Mercoledì 22 giugno alle ore 15:30 a Napoli, presso il Centro Congressi Tiempo, isola E/5, si terrà il seminario dal titolo “Il Nuovo Codice degli Appalti cosa cambia”, a cura di Federlavoro e Servizi Campania, in collaborazione con Federsolidarietà Campania.

  • rifugiati-dati

    Sono 65,3 milioni i rifugiati sparsi in tutto il mondo alla fine dell’anno 2015, con un aumento del 9,7% rispetto al 2014.

    Il rapporto annuale “Global Trends”, pubblicato dall’Agenzia Onu per i rifugiati, ci aiuta a comprendere la gravità di un fenomeno che ha assunto i contorni di rifugiati-datiuna vera e propria crisi umanitaria. È la prima volta nella storia che il numero di persone che devono fuggire dalle guerre e dalle persecuzioni che imperversano nei propri paesi supera i 60 milioni e l’aspetto più preoccupante è che la metà dei rifugiati siano bambini.
    In molti casi si tratta di minori che affrontano il viaggio da soli, senza le proprie famiglie. Come sottolinea il rapporto dell’Onu, nel 2015 ci sono state 98.400 richieste d’asilo da parte di bambini, un record assoluto.
    Capiamo benissimo allora come la situazione vada affrontata in maniera coordinata a livello europeo e mondiale, coinvolgendo anche le organizzazioni internazionali.

    Dei 65 milioni di rifugiati, 3,2 milioni sono in attesa di una decisione sulla loro richiesta d’asilo da parte dei paesi industrializzati, 21,3 milioni sono rifugiati sparsi nel mondo (1.8 milioni in più rispetto al 2014) e 40,8 milioni di persone sono in fuga da casa ma si trovano ancora nel proprio paese d’origine.
    La nazione, invece, che ha ricevuto più richieste d’asilo è la Germania con 441.900, davanti agli Stati Uniti (172.000), alla Svezia (156.000) e alla Russia (152.000). In tutto nei paesi industrializzati sono pervenute più di 2 milioni di richieste d’asilo (anche questo un record).
    Come è facile immaginare, il conflitto che genera il più alto numero di rifugiati è quello siriano, ma non vanno sottovalutate le crisi nello Yemen, in Sudan e in Ucraina, mentre sono ancora molte le persone (6,9 milioni) che provano a fuggire dalla Colombia ma non riescono a valicare il confine.
    È ovviamente la Siria il Paese dal quale provengono la maggior parte dei rifugiati con 4,9 milioni di persone; seguono l’Afghanistan con 2,7 milioni e la Somalia con 1,1 milioni.
    Allo stato attuale, infine, il paese che ospita il maggior numero di rifugiati è la Turchia con ben 2,5 milioni di persone.


  • ballottaggi-elezioni

    Roma, Milano, Torino, Napoli e tanti altri. Sono 126 i comuni chiamati ad eleggere il proprio sindaco al secondo turno. 

    Non sono mancati i risultati sorprendenti, vittorie legate ovviamente alle singole personalità scelte a livello locale ma con forti implicazioni sulla politica nazionale e su quella di Governo.
    All’interno di un quadro sempre più tripolare, con il Partito Democratico, Forza Italia ed il Movimento 5 Stelle a dividersi il fronte politico come era già successo ballottaggi-elezioninelle elezioni del 2013, destano particolare scalpore i risultati di Roma e Torino.
    Nella capitale, infatti, trionfa Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle con il 67,1% dei voti contro il 32,9% dello sfidante del Pd Roberto Giachetti. Si tratta della prima vittoria dei pentastellati in una grande città, oltre ad la prima volta che Roma ha un sindaco donna.
    Il successo di Raggi è prima di tutto una vittoria del movimento di Grillo, capace di intercettare la delusione degli elettori romani dopo le ultime due amministrazioni targate Alemanno e Marino e di scegliere un candidato innovativo e credibile agli occhi dei cittadini. Ma il trionfo della Raggi è anche una sconfitta fragorosa per il Partito Democratico e per il premier Renzi, che ha spinto prima per fare cadere la giunta Marino e ha sposato poi in tutto e per tutto la candidatura di Giachetti.
    A stupire non è tanto la perdita della capitale, quanto la proporzione della sconfitta, che dovrà spingere i democratici ad una profonda riflessione sul crollo del proprio bacino elettorale, specie tra gli elettori di sinistra.

    Ma il risultato più sorprendente non è quello di Roma, ma riguarda la città di Torino. Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle è stata protagonista di un enorme ribaltone al secondo turno, dove si è imposta con il 54,5% dei voti contro il 45,5% del sindaco uscente, l’ex segretario dei Ds e sindaco uscente, Piero Fassino. Al primo turno Fassino aveva ottenuto quasi il 42% dei consensi, circa 10 punti percentuali in più della Appendino.
    Il ballottaggio ha ribaltato il risultato di due settimane fa, portando la 32enne pentastellata a diventare anch’essa il primo sindaco rosa di Torino.
    Come dimostra questa analisi del Cise la candidata del M5S è stata in grado di far convergere verso di lei quasi tutti i voti del centro e del centro-destra, mentre Fassino ha mantenuto grosso modo il numero di voti del primo turno.

    Il Partito Democratico vince, invece, a Milano e Bologna. Nel capoluogo lombardo l’ex commissario unico di Expo, Beppe Sala, si impone al fotofinish sul candidato del centro-destra Stefano Parisi (51,7% a il 48,3%).
    A Bologna Virginio Merola viene rieletto con il 54,6% dei consensi contro il 45,4% di Lucia Borgonzoni del centro-destra.
    Trionfa, invece, a Napoli, Luigi De Magistris (lista civica), che batte Lettieri (centro-destra) di oltre 30 punti percentuali.
    Tra i comuni capoluogo di provincia al ballottaggio, il centro-destra ottiene 10 sindaci, il centro-sinistra 8 ed il Movimento 5 Stelle 3. Se da una parte il Pd si impone quasi a sorpresa in Lombardia, come a Milano e a Varese, dall’altra parte pesano le sconfitte in città come Triestre, Grosseto e Novara, dove vincono dei candidati di destra e di centro-destra.



  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    Gli appuntamenti:

    • Lunedì 20 giugno alle ore 9:30 presso il Palazzo Ducale a Genova si terrà il seminario dal titolo “La cooperazione sociale per i migranti: accoglienza, lavoro e sviluppo”, organizzato dall’Alleanza delle Cooperative sociali italiane.

  • startup-iva

    29 nomi per un mercato comune delle startup europee. 
    Alcune delle personalità più conosciute in materia di innovazione hanno presentato alla Commissione Europea un progetto per una piattaforma che mette in rete le imprese innovative europee uniformandone il quadro legale. 

    Si chiama a proposta del Single Startup Market ed è stato ideato dall’Unicorn Forum (associazione creata da Gianluca Dettori) e dal Founders Forum. L’obiettivo è costruire un mercato delle startup europee con unico quadro legale.
    startup-ivaAllo stato attuale la legislazione sulle startup presenta differenze enormi di paese in paese, impedendo alle imprese innovative di intraprendere un reale percorso di scalabilità. In Europa ci sono 500 milioni di potenziali consumatori che si rivelano in realtà irraggiungibili a causa delle difficoltà di natura burocratica.

    Il progetto di un Single Startup Market prevede di creare un unico sistema legale in materia di incentivi fiscali, tasse, lavoro, quotazioni in borsa e procedure di fallimento delle startup. Uniformare le regole non significa solamente avere un quadro legislativo più chiaro e coerente di stato in stato, ma soprattutto rende le startup europee maggiormente attrattive agli occhi di eventuali investitori.
    “Regole comuni vuol dire avere un regime paneuropeo per oltre 100mila aziende – dichiara Dettori – che a quel punto non avranno più motivo di scegliere una sede legale piuttosto che un’altra. Oltre a questo servirebbe anche per gli investitori che avrebbero un’unica legislazione in un unico mercato a cui fare riferimento“. Senza contare che la nascita del Single Startup Market faciliterebbe la contaminazione tra le imprese innovative a livello europeo, attivando quel processo di scambio di conoscenze e competenze fondamentale per ogni startup.



  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    • Economia -Volano le medie imprese italiane: fatturato record ed aumento dei livelli occupazionali.
    • Startup – Conclusa la rilevazione del Mise: a settembre il rapporto sulle startup innovative.
    • Cooperative – Nasce la Commissione Donne e Parità dell’Alleanza delle Cooperative: la cooperazione investe sulla governance al femminile.
    • Tecnologia – Possibile il prestito degli e-book: l’avvocato della Corte di Giustizia europea apre la strada al noleggio dei libri in formato digitale.
    • Attualità – La Bce teme la Brexit: la Banca Centrale guarda con timore la possibile uscita britannica dall’Ue.

    Gli appuntamenti:

    • Domani alle ore 9:00 a Siracusa si terrà il seminario dal titolo “Nuovo Codice degli Appalti: la gestione della transizione” che vedrà tra gli altri la partecipazione di Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative Sicilia e di Massimo Stronati, presidente nazionale di Federlavoro e Servizi Confcooperative.


  • La Banca Centrale Europea teme che un’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea possa avere ripercussioni negative sull’economia del Vecchio Continente. 

    “I rischi al ribasso – fa sapere la Bce nel suo bollettino mensile sulla situazione economica europea – sono ancora connessi all’andamento dell’economia mondiale, all’imminente referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea e ad altri rischi geopolitici”.
    sentenza ue spostamenti di lavoroLa stessa crescita del Pil britannico, sottolinea la Banca centrale europea, è frenata dalla possibile Brexit. Le ultime stime danno una crescita dell’1,6% per il 2016 e dell’1,7% per il 2017.
    Dall’esito, dunque, del referendum del prossimo 23 giugno dipendono le sorti dell’intera unione economica e politica europea. In Gran Bretagna la maggior parte dei ministri del Governo Cameron, compreso il premier, propendono per restare nell’Unione Europea. Una posizione sposata anche dal Labour e dai liberal-democratici.
    Sono favorevoli alla Brexit, invece, lo Ukip di Nigel Farage e alcuni esponenti dell’esecutivo Cameron.

    Per quanto riguarda, invece, i quotidiani britannici, nei giorni scorsi il Sun ha espresso ufficialmente la propria posizione a favore dell’uscita dall’Ue, mentre il Financial Times ritiene che un’eventuale Brexit possa portare gravi danni all’economia mondiale, indebolendo il Paese anche sul fronte della lotta al terrorismo.
    Sarà fondamentale, inoltre, secondo il FT, trovare soluzioni comuni a livello europeo sui temi dell’immigrazione, dell’espansione russa e del cambiamento climatico.
    Una strategia che ovviamente non potrà essere portata avanti dai britannici qualora dovessero uscire dall’Ue.