Categoria: News


  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    Gli appuntamenti:

    • Si svolgerà a Calvanico in provincia di Salerno, dal primo al tre di luglio, #RURALHACK, il Workshop organizzato, sviluppato e scritto da Officine Arduino, con il supporto e l’ospitalità di Rural Hub.

     


  • dati agricoltura 2015

    16 giugno giornata di scadenza per il pagamento dell’IMU e anche dell’Unico 2016 (per cui però è arrivata la proroga in extremis), anche per le imprese agricole, che dovranno fare i conti con un ritorno al passato.

    Ma andiamo con ordine, domani è l’ultimo giorno utile per pagare l’IMU senza alcuna sovrattassa, e senza avere problemi con il proprio comune di residenza. Vi ricordiamo che onde evitare le file chilometriche e le attese in Banca o allo sportello della posta, l’imposta può essere facilmente pagata anche dall’home banking; per cui se ancor non avete effettuato il pagamento dell’imposta sugli immobili, valutate questa alternativa, o preparatevi a file, impiegati stressati e sistemi che vanno in bambola.

    Per gli imprenditori agricoli, c’è da tenere presente un altro piccolo problema, infatti se può sembrare facile determinare il carico impositivo, bisogna tenere conto che tornano in vigore le vecchie regole dell’art. 13 Legge 208 del 2015 (Legge di Stabilità 2016) con un’esenzione dell’IMU a prescindere dell’ubicazione, nel caso di possesso da parte di coltivatori diretti e/o imprenditori agricoli professionali, i così detti IAP, iscritti alla previdenza agricola, anche per gli orti. Dunque,  attenzione se il campo è effettivamente dedicato alla coltivazione.

    Così come bisognerà fare attenzione al calcolo dell’IMU per i fabbricati rurali, soprattutto per gli immobili inagibili o inabitabili, che possono essere esenti al 50% dal pagamento dell’imposta. Una chiacchierata col commercialista e un ricalcolo dell’imposta prima di pagare sono quasi d’obbligo davanti a queste variazioni. 


  • carne-suina

    Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, ha presentato ieri una serie di misure a difesa del settore della carne italiana.

    Lo ha fatto a Brescia nel corso del tavolo nazionale della filiera suinicola, che ha visto la presenza dell’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava e di diversi rappresentanti del comparto della carne.
    carne-suinaTra i provvedimenti più importanti annunciati da Martina c’è l’istituzione di un marchio nazionale per la carne suina di qualità prodotta in Italia che non viene utilizzata per i prosciutti Dop.
    L’intento della misura è valorizzazione le produzioni italiane in un settore che sta attraverso una fase di crisi, aggravata dall’allarme dell’Oms sui rischi derivati dall’eccessivo consumo di carne lavorata.
    Negli ultimi mesi il Mipaaf sta portando avanti una serie di azioni per la tutela del Made in Italy. Nei giorni scorsi è stato inviato a Bruxelles un decreto interministeriale sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte, che permetterà, qualora dovesse arrivare il via libera della Commissione Europea, di far conoscere ai consumatori i luoghi di mungitura, trasformazione ed imbottigliamento del latte italiano.
    Tra gli interventi annunciati dal ministro ci sono anche:

    • la conferma della compensazione Iva per le carni suine anche per il 2017;
    • delle facilitazioni sui debiti degli allevatori con il pagamento diretto degli interessi dei mutui sostenuti;
    • il rafforzamento dell’export attraverso un’azione diplomatica per sbloccare l’accesso a mercati come quello cinese;
    • l’attuazione di campagne di comunicazione per la valorizzazione del comparto suinicolo italiano.


  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    1. Cooperative – Inizia oggi il percorso di Coopstartup Calabria. All’Unical i 25 selezionati presentano le proprie idee.
    2. Economia – Il Brexit fa sempre più paura ai mercati europei. Perdono terreno tutte le borse in attesa del 23 giugno.
    3. Comunicazione – Incoraggianti i dati sugli investimenti pubblicitari. Rispetto al 2015 crescono radio, giornali e outdoor.
    4. Web – Microsoft compra LinkedIn per 26 $ miliardi. Wall Street brinda al matrimonio con un +47% per le azioni Linkedin.

    Gli appuntamenti:

    1. Dal 20 al 25 giugno a Megahub a Schio si svolgerà la prima tranche dei Summer Lab di Megahub, centri estivi pratici dedicati all’apprendimento dei bambini.


  • I temi di questa edizione del notiziario della cooperazione: 

    • Cooperative – Con le coop un mercato più equo. SWG indaga sul livello di liberalizzazione del mercato italiano.
    • breaking news coopitalia-04Economia – 4 milioni i poveri in Italia. Secondo Confcommercio la crisi attuale più grave di quella del ’29.
    • Agroalimentare – Latte: bene yogurt e mozzarella. Gli italiani comprano sempre meno latte e formaggi Dop.
    • Bandi – Il 15 giugno la scadenza di Coop for words. Un bando per giovani poeti, scrittori e fumettisti.
    • Tecnologia – Microsoft compra LinkedIn. Storica acquisizione nel campo del tech e dei social media.

    Gli appuntamenti:

    • Domani alle ore 11:00 presso l’Università della Calabria a Rende (Cosenza) si svolgerà il Programma formativo di Coopstartup Calabria.

  • latte-yogurt

    I consumi di prodotti lattiero-caseari fanno registrare un rendimento altalenante. 

    I dati diffusi nel corso dell’assemblea annuale di Assolatte, l’associazione che raccoglie circa 200 aziende operanti nel comparto del latte, mostrano come il latte-yogurtsettore sia in grave difficoltà (più di 150mila stalle perse dal 1990 in poi) e come riesca a sopperire al periodo negativo grazie a prodotti quali lo yogurt, le mozzarelle ed i formaggi senza lattosio.
    Secondo le ultime elaborazioni, infatti, dal 2010 al 2015 è diminuito in misura notevole sia il consumo pro-capite di latte che quello di formaggi.
    L’Italia è recentemente diventata il settimo consumatore mondiale di derivati, dietro a Francia, Islanda, Finlandia, Germania, Estonia e Svizzera.
    Una posizione che stona se consideriamo che il nostro Paese è primo davanti ai francesi per numero di formaggi Dop (50 contro 45).
    I prodotti lattiero caseari italiani riscuotono un enorme successo all’estero: nel 2015 sono state vendute 360 mila tonnellate di prodotto che hanno portato a ricavi complessivi di 2,2 miliardi di euro.

    Il mercato interno, invece, deve fronteggiare la presenza di prodotti a basso costo proveniente dall’estero. Nel dettaglio a risentire della crisi della domanda interna sono soprattutto il latte fresco (-8%) e quello Uht (-5%).
    Le categorie di prodotto maggiormente vendute sono, invece, gli yogurt interi (+29%), i prodotti salutistici (+25) ed i latti fermentati light (+12,5%).
    Tra i formaggi, invece, bene le mozzarelle che vedono aumentare le proprie vendite del 2,2% su base annua, con la bufala che presenta una variazione positiva del 4,7%. Presentano, al contrario, un calo i formaggi a pasta dura (-2,3%).


  • crisi-italia

    Sono 1 milione e 500mila le famiglie in condizione di povertà assoluta e 4 milioni i singoli individui che percepiscono un reddito che li colloca in condizione di indigenza.

    A rivelarlo è Confcommercio che lancia un vero e proprio allarme povertà nel nostro Paese. La crisi economica ha fatto crescere in maniera esponenziale il numero di poveri: dal 2007 al 2014 le famiglie povere sono aumentate del 78,5% e rappresentano il 5,7% dei nuclei familiari italiani.
    crisi-italiaNon va meglio per i singoli individui in condizione di povertà, dati in crescita del 130% rispetto al 2014, tant’è che rappresentano addirittura il 7% della popolazione nazionale.
    La crisi ha causato in sette anni la perdita di 1 milione e 800mila posti di lavoro ed una conseguente contrazione del reddito. Come riporta Confcommercio, negli ultimi anni il reddito disponibile delle famiglie si è ridotto del 10%, comportando un cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani.
    La spesa alimentare, ad esempio, è diminuita del 12% e l’acquisto di beni durevoli presenta una variazione negativa del 25%.

    Numeri, dunque, davvero preoccupanti che portano addirittura Confcommercio a dichiarare che questa recessione è la seconda peggiore dall’Unità nazionale, avendo portato il reddito dei cittadini italiani sui livelli del 1996.
    La questione povertà, dunque, è di estrema gravità e dovrà chiamare il Governo ad effettuare interventi strutturali che vadano oltre quelli deliberati nella Legge di Stabilità.
    Nel frattempo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, proprio ieri, ha annunciato la firma di un progetto nazionale sui senza tetto, con un investimento di 100 milioni di euro.
    L’iniziativa vedrà il coinvolgimento sui territori delle associazioni che si occupano di chi non ha una fissa dimora ed intende, appunto, fornire una casa a chi non ce l’ha.
    Secondo le stime di Poletti il progetto dovrebbe coinvolgere 500 persone, una cifra piuttosto esigua se consideriamo che sono oltre 50mila i senza tetto in Italia.


  • biologico-dati

    Continua la crescita imponente del biologico. Secondo i dati della Fondazione di ricerca Firab su dati AssoBio, Ismea, Nielsen e Nomisma nei primi quattro mesi del 2016 l’agricoltura biologica italiana registra una crescita del 19%, la stessa variazione positiva fatta registrare l’anno scorso. 

    C’è, dunque, una crescita costante del settore che viene evidenziata anche dalle elaborazioni sul fatturato. Si è passati, infatti, dai 2,1 miliardi di ricavi del 2014 ai biologico-dati2,5 del 2015. Per il 2016, inoltre, le stime parlano di un fatturato che dovrebbe superare per la prima volta i 3 miliardi.
    Cresce, dunque, la voglia di biologico di pari passo con il livello di informazione dei consumatori, sempre più attenti alle informazioni presenti in etichetta e ai metodi di produzione.
    Non è un caso che in questo preciso momento storico l’agricoltore bio possieda un reddito superiore rispetto a quello dell’agricoltore tradizionale. Nello specifico, come rivela il Bioreport del Crea, a parità di estensione il reddito netto dell’imprenditore agricolo BIO e della sua famiglia è superiore del 32% a quello del suo omologo convenzionale mentre il fatturato lordo aziendale è maggiore del 15%.


  • speranza-di-vita-italia

    In Italia è in atto un vero e proprio crollo demografico. Si tratta di un fenomeno in costante aumento dal 2008 in poi, ovvero dagli anni dalla crisi, e che ha raggiunto il suo apice nel 2015.

    Avevamo avuto un’anticipazione nei mesi scorsi, adesso i dati dell’Istat hanno confermato il drammatico calo della popolazione italiana nell’anno appena trascorso.
    Al 31 dicembre 2015 risiedono in Italia 60.665.551 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera. Come sottolineato dall’istituto di statistica c’è stata speranza-di-vita-italiauna variazione negativa consistente del numero dei residenti, corrispondente a -130.061 unità.
    Sono soprattutto i cittadini italiani a mostrare una flessione, con 141.777 residenti in meno rispetto al 2014 mentre la popolazione straniera aumenta di 11.716 unità.
    Per quanto riguarda la distribuzione geografica nel Nord-ovest abbiamo 16.110.977 abitanti (26,6% del totale), nel Nord-est 11.643.601 abitanti (19,2%), al Centro 12.067.803 (19,9%), al Sud 14.110.771 (23,3%) e alle Isole 6.732.399 abitanti (11,1%).

    È particolarmente interessante, oltre che allarmante, analizzare i dati relativi al saldo tra nati e decessi che rendono l’idea della gravità della questione demografica nel nostro Paese.
    Nel 2015 sono state registrate 485.780 nascite e 647.571 decessi. Pertanto, il saldo naturale (differenza tra nati e morti) è negativo per 161.791 unità; bisogna risalire, addirittura, al biennio 1917-18 per riscontrare valori ancora più elevati.
    Ci sono diversi fattori che hanno portato a questa situazione. Innanzitutto c’è un calo delle nascite progressivo che va avanti dal 2008. Nel 2015 ci sono state 485.780 nascite, 16.816 in meno rispetto all’anno precedente (-3,3%) e più di 90 mila in meno negli ultimi sette anni.
    Tra le cause c’è sicuramente la crisi economica, che ha portato i giovani a ritardare, quando addirittura a rinunciare ad alcuni momenti importanti della propria vita, come il matrimonio e la nascita del primo figlio.
    L’Istat indica tra le cause anche l’uscita dall’età produttiva delle donne nate nel periodo del cosiddetto baby-boom e anche la costante diminuzione del numero di donne in seguito al lento calo delle nascite.

    Ad impressionare, infine, è il numero di decessi avvenuto nel 2015. Sono, infatti, 647.571 i morti fatti registrare nell’anno appena trascorso, una cifra superiore di 49.207 unità rispetto 2014 ed è il valore più elevato dal 1945.
    Fin qui le due variazioni più ampie erano avvenute nel 1983 e nel 2003, quando il numero di persone decedute era cresciuto su base annua di circa 30.000 unità.
    Questa volta ci siamo avvinati a quota +50.000. Se andiamo ad analizzare i singoli mesi, in ciascuno di essi c’è stata una variazione positiva del numero di morti su base annua, con dei picchi particolari nei primi mesi dell’anno e a luglio.
    L’epidemia influenzale di gennaio e febbraio ed l’ondata di caldo di luglio hanno inciso in misura importante sulla crescita dei decessi. Non a caso l’85% dell’eccesso di decessi del 2015 è stato registrato nella classe di età 75-95 anni, ovvero le persone maggiormente suscettibili alle variabili climatiche ed epidemiologiche.


  • mafia-capitale-testimoni

    Sono 31 i testimoni convocati da Salvatore Buzzi, il principale imputato del processo Mafia Capitale. 

    Questa mattina è stato depositato il lungo elenco di teste chiamati a testimoniare dall’avvocato di Buzzi. Ma non è tanto la quantità dei testimoni a stupire, quanto il loro grado di notorietà.
    mafia-capitale-testimoniTra i nomi, infatti, spiccano diverse figure eccellenti del mondo delle istituzioni come il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex assessore regionale Paola Varvazzo, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, l’ex prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, il capo della polizia Franco Gabrielli ed il vice-ministro dell’Interno Filippo Bubbico.
    Secondo la difesa questa lunga di testimoni dovrebbe portare Buzzi ad essere assolto da reati come quello di associazione a delinquere di stampo mafioso.
    Le udienze nei quali saranno ascoltati i teste di Buzzi sono state fissate per il 22 e 23 giugno per i primi 15 testimoni ed il 27 e 28 giugno per i gli altri 16.

    Nel corso dell’udienza odierna, la numero 87 del processo, è stato ascoltato il maresciallo De Luca, convocato dall’accusa per fare chiarezza sulla vicenda Ama.
    Secondo l’accusa Buzzi sarebbe riuscito a ritardare di ben 8 mesi una gara che valeva 12 milioni di euro, ottenendo lo spostamento della scadenza dal 2 dicembre 2013 al 20 giugno 2014.
    L’ex presidente della cooperativa 29 giugno riuscì nell’impresa di ritardare la fine dell’avviso pubblico grazie ai suoi rapporti con Giovanni Fiscon, all’epoca direttore generale dell’Ama e anch’esso tra gli imputati del processo Mafia Capitale.
    Buzzi avrebbe, tra le altre cose, promesso a Fiscon di impedire il suo licenziamento da Ama, deciso all’epoca dal sindaco Marino.


  • latte olanda

    Il Governo italiano ha presentato alla Commissione europea un decreto interministeriale sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte. 

    L’intervento, che prende come modello la legislazione francese sul tema, vuole difendere il settore lattiero caseario dal crollo dei prezzi, dalla diffusione latte olanda di prodotti esteri e dalla proliferazione dell’Italian Sounding. L’esecutivo ha ritenuto necessaria una misura a tutela del latte italiano che renderà obbligatoria l’indagine dell’origine dei prodotti.
    Per arrivare ad una nuova regolamentazione sarà necessario, però, il parere positivo della Commissione europea, che potrebbe considerare il decreto italiano come lesivo della libera concorrenza, principio che rappresenta uno dei cardini dell’unione economica.
    L’Ue avrà adesso tre mesi di tempo per fornire un parere; in questo arco temporale l’Italia non potrà rendere operativa la misura.
    Dal momento in cui il decreto verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale i produttori lattiero caseari saranno chiamati a cambiare le proprie etichette.

    Dovrà essere indicato, nello specifico, il Paese in cui il latte è stato munto, quello in cui è stato trasformato e quello in cui è stato confezionato. Qualora le tre fasi dovessero riguardare lo stesso Paese, la dicitura sarà “Origine del Latte: Nome del Paese d’origine”.
    C’è, però, anche la possibilità che le tre fasi siano effettuate in Paesi diversi; in questo caso il decreto prevede tre diciture:

    • Origine del latte: Paesi Ue;
    • Origine del latte: Paesi non Ue;
    • Origine del latte: Paesi Ue e non Ue.

  • professionisti legge

    Il Jobs Act ha davvero portato, come sostiene il premier Matteo Renzi, ad una crescita degli assunti a tempo indeterminato?

    Fino a questo momento la riforma del mercato del lavoro ha dato delle risposte contrastanti ed è difficile valutarla in un senso o in un altro.
    professionisti leggeNell’ultimo anno c’è stato sì un netto aumento degli occupati a tempo indeterminato, ma non è tanto attribuibile al Jobs Act, quanto semmai agli sgravi contributivi per le assunzioni stabili inseriti nelle ultime due Leggi di Stabilità. Allo stato attuale sono previste agevolazioni fiscali al 40% e fino ad un massimo di 3.250 euro per le imprese che assumono a tempo indeterminato.
    Come riportato dall’Istat nel suo report sul mercato del lavoro relativo al primo trimestre del 2016, negli ultimi dodici mesi c’è stato un aumento dei nuovi addetti a tempo indeterminato, corrispondente a +342mila unità.
    Nello stesso periodo di tempo rimangono stabili i contratti a termine, mentre diminuiscono gli indipendenti.
    Prosegue, inoltre, per il terzo trimestre consecutivo il calo dei disoccupati, la cui stima scende a 3 milioni 87 mila unità (-215 mila in un anno).

    Il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2016 è del 12,1%, con una variazione negativa dello 0,9% rispetto ai primi tre mesi del 2015.
    Se analizziamo il rendimento del mercato del lavoro attraverso le macro-aree, è soprattutto il Centro a presentare una netta riduzione della disoccupazione su base annua (-1,4%), mentre il Sud mostra una diminuzione della disoccupazione ancora piuttosto moderata (-0,4%).
    Per quanto riguarda, infine, i singoli raggruppamenti economici, c’è una crescita del 5,8% delle ore lavorate nel settore dell’agricoltura; bene anche l’industria in senso stretto (+2,6%) ed i servizi (+2%).