Categoria: News


  • Il Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, nel corso di un videoforum su Repubblica.it ha parlato delle possibili ripercussioni dell’allarme Oms per il settore zootecnico.
    Una comunicazione che ha mandato nel panico migliaia di produttori, considerato anche il calo dei consumi registrato nella settimana dell’iscrizione delle carni lavorate nell’elenco delle sostanze cancerogene.

    Secondo il ministro Martina, però, la questione può tramutarsi in un’opportunità per l’agroalimentare italiano. Le informazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità non fanno altro, infatti, che confermare i valori e la centralità della dieta mediterranea.
    martina false cooperativeL’Oms non invita i consumatori a non mangiare carni rosse e prodotti derivati, ma semplicemente consiglia loro un’alimentazione più equilibrata.
    Carni ed insaccati vanno consumati una-due volte a settimana e devono essere accompagnati da frutta, verdure, formaggi e pesce, prodotti che rendono la nostra alimentazione corretta ed equilibrata dal punto di vista delle sostanze nutritive.
    «La vicenda dell’Oms – dice Martina – rivela tutta la forza della dieta mediterranea. Più volte abbiamo detto che la nostra leva formidabile è un investimento consapevole nella piramide alimentare e nell’equilibrio che la dieta mediterranea ci offre. Dobbiamo uscire da questo passaggio delicato con una capacità di comprendere ancora di più e ancora meglio tutta l’importanza di educare alla corretta dieta a partire proprio dalle caratteristiche che ha la dieta italiana e dalle caratteristiche che hanno le produzioni italiane, anche quelle zootecniche».
    La qualità delle carni lavorate italiane e la peculiarità della dieta mediterranea possono rappresentare, dunque, un importante valore aggiunto per l’agroalimentare italiano, evitando così di cadere nel panico e nella negatività del momento.



  • Il 17 ed il 18 novembre, presso lo Sheraton Parco dei medici a Roma, si svolgerà la IV Assemblea dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari.
    Il titolo dell’iniziativa sarà “#agroalimentarecolsegnopiu-con noi #italiariparte”: l’obiettivo dell’incontro è trarre un bilancio di Expo e discutere delle tematiche di stretta attualità per il settore agroalimentare.
    Una su tutte la Legge di Stabilità 2016, che dopo tanti anni torna ad investire sull’agricoltura con provvedimenti come l’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli e dell’Irap agricola.

    vino cooperativePer questo motivo tra gli ospiti della seconda giornata di lavori ci saranno anche il Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali Maurizio Martina ed il vice ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda.
    I due saranno tra i protagonisti di una tavola rotonda aperta al pubblico che si svolgerà il 18 novembre alle ore 10:00. Tra i temi oggetto di discussione ci saranno la Legge di Stabilità e la politica agricola del futuro, l’agroalimentare dopo l’expo, la crescita dell’export, la sostenibilita’ e il consumo consapevole.
    Il primo giorno, invece, sarà dedicato all’assemblea generale e a quella dei singoli settori, dove verrà fatto un bilancio dell’attività delle cooperative agroalimentari e si valuteranno le prospettive future dell’intero settore agroalimentare, con particolare attenzione alle strategie di aggregazione e di internazionalizzazione, ritenute necessarie alla luce di un mercato sempre più globalizzato e di una crisi dei consumi sempre più pressante.

     

     



  • Un annuncio quasi a sorpresa, quello del Primo Ministro Matteo Renzi.
    L’esecutivo ha intenzione di portare avanti il progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.
    Nei giorni scorsi il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, aveva anticipato la volontà di continuare l’iniziativa che era stata avviata dal Governo Berlusconi.

    Matteo Renzi, dunque, conferma quanto detto da Alfano, prima però, secondo il premier, bisogna intervenire sulle priorità di Sicilia e Calabria.
    renziUna su tutte l’emergenza acqua, che ha portato la città di Messina ad essere senza acqua per ben 14 giorni, e l’emergenza maltempo nella provincia di Reggio Calabria, con danni enormi alla struttura ferroviaria sulla parte Jonica.
    «Investiamo 2 miliardi nei prossimi cinque anni in Sicilia per le strade e le ferrovie e poi faremo anche il ponte, portando l’alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il Sud. Dall’altra parte dobbiamo finire la Salerno – Reggio Calabria. Quando avremo chiuso questi dossier, sarà evidente che la storia, la tecnologia, l’ingegneria andranno nella direzione del ponte, che diventerà un altro bellissimo simbolo dell’Italia».
    Questa settima il Governo ha annunciato le linee guida del Masterplan per il Sud, una misura che molti hanno definito carente proprio per le regioni della Calabria e della Sicilia. Proprio le infrastrutture, insieme alla riduzione della tassazione e alla semplificazione delle regole, dovranno essere l’asse portante delle politiche di sviluppo del Mezzogiorno.
    La conclusione dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria e la modernizzazione della linea ferrovia siciliana, misure annunciate per anni e mai portate a termine, sono una condizione indispensabile per attrarre gli investitori.
    Eppure a far notizia è sempre e solo il Ponte sullo Stretto.



  • Luigi Giampaolino, ex presidente della Corte dei Conti dal 2010 al 2013, è il nuovo presidente di UE.COOP, l’Unione Europea delle cooperative.
    L’elezione è avvenuta all’unanimità da parte dei delegati delle 4.000 cooperative associate che operano in tutte le categorie e sono dislocate in tutte le Regioni del Paese ed alle quali capo fanno oltre mezzo milione di soci.

    Giampaolino ha ricoperto numerosi incarichi a difesa della legalità, non ultimo quello di Presidente Emerito della Corte dei Conti, ruolo che svolge ancora oggi.
    Proprio il ripristino della legalità e del valore autentico della cooperazione è uno degli obiettivi del nuovo presidente della centrale di rappresentanza delle luigi giampaolinocooperative: «Ho voluto candidarmi alla presidenza di UE.COOP – ha dichiarato Luigi Giampaolino – con l’intento di mettere a disposizione delle Cooperative associate alla UE.COOP, la mia esperienza istituzionale e il mio impegno nell’ottica della difesa del modello cooperativo “vero”, quale strumento sociale volto alla crescita di ogni socio e di ogni territorio»
    La sua elezione ha, dunque, un forte valore simbolico oltre ad un significato operativo importante.
    UE.COOP è una centrale cooperativa di recente formazione.
    Nata non più tardi di due anni e mezzo fa su impulso di Coldiretti, si vuole muovere nella direzione intrapresa dagli altri organismi intermedi di matrice cooperativa, che dopo i recenti scandali giudiziari stanno provando ad effettuare un’operazione di pulizia interna.
    «Per questo – ha aggiunto Giampaolino – denunceremo e contrasteremo con forza le abitudini di chi guarda alla cooperazione come ad un sistema per fare cose più a buon mercato, risparmiando sul costo del lavoro dei cooperatori e risparmiando sulla qualità dei servizi. Quella non è cooperazione e quella non potrà mai essere ciò che rappresenta UE.COOP». 



  • L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato rinviato a giudizio con le accuse di corruzione ed illecito finanziamento in relazione all’inchiesta Mafia Capitale.
    Il tribunale di Roma sarà chiamato a pronunciarsi l’11 dicembre.
    Secondo la procura di Roma Alemanno avrebbe ricevuto dei finanziamenti da parte di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi attraverso la sua fondazione e attraverso l’ex ad di Ama Franco Panzironi.

    Nello specifico, l’ipotesi dei Pm è che l’ex sindaco di Roma abbia ricevuto 135 mila euro per la sua campagna elettorale in cambio del dirottamento di risorse comunali alle coop gianni alemannodi Buzzi.
    Per il momento, invece, cade il capo d’accusa di associazione mafiosa.
    Il processo è iniziato nella giornata odierna tra le polemiche degli avvocati difensori di Carminati, Buzzi, Roberto Brugia e Fabrizio Testa, impossibilitati ad essere presenti fisicamente al processo per ragioni di sicurezza.
    L’avvocato difensore di Carminati, Giosuè Naso, ha parlato di “processo dopato“, considerata l’assenza del suo assistito.
    La richiesta di annullamento del divieto, però, è stata respinta dal tribunale.
    Da lunedì la fase dibattimentale si trasferirà nell’aula bunker di Rebibbia, il che rende l’idea della rilevanza e della mediatizzazione dell’intero processo di Mafia Capitale.



  • C’è un’attesa mediatica quasi senza precedenti per il processo relativo all’inchiesta giudiziaria Mafia Capitale.
    Questa mattina, presso l’aula Occorsio del Tribunale di Roma, è iniziata la fase dibattimentale che vedrà come protagonisti ben 46 imputati per reati che vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso alla corruzione.

    Non saranno, però, presenti in aula gli imputati accusati di essere i deus ex machina del sistema affaristico romano, ovvero Massimo Carminati, Salavatore Buzzi, Roberto Brugia e Fabrizio Testa.
    lagiustiziaèamministratanelnomedelpopolo1Il tribunale ha stabilito, infatti, che la loro presenza comporti problemi di sicurezza: saranno così costretti ad assistere al processo in video conferenza.
    Ci saranno ben quattro udienze a settimana, per un dibattimento che si annuncia estremamente lungo e seguito mediaticamente, già questa mattina decine di giornalisti hanno assediato l’aula Occorsio del Tribunale (da lunedì il processo si trasferirà nell’aula bunker del carcere di Rebibbia).
    Il tribunale ha dato l’assenso alle riprese audio-visive del processo, che potranno essere mandate in onda solamente in differita ed effettuate dalla Rai, la quale avrà poi il compito di distribuire le immagini alle altre emittenti.
    Alla prima udienza erano presenti anche la deputata del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi e l’ex capogruppo grillino al Comune di Roma Marcello De Vito.
    Il Movimento 5 Stelle ha chiesto di costituirsi parte civile, in quanto rappresentante della cittadinanza italiana onesta, infangata dagli amministratori locali, dai dirigenti e funzionari pubblici e dagli imprenditori protagonisti della vicenda giudiziaria.



  • L’Istat ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Italia per il 2015. Secondo l’istituto di statistica, quest’anno il Pil dovrebbe crescere del +0,9%, una stima in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a quella effettuata a maggio.
    Ci sarà, dunque, un netto miglioramento della situazione economica italiana, destinato a diventare ancora più consistente nel 2016 e nel 2017, quando è prevista una crescita del +1,4%, in linea con le previsioni del Governo che danno una variazione del +1,6%.

    Il dato positivo per l’anno in corso, spiega l’Istat, è attribuibile soprattutto al miglioramento della domanda interna per effetto della crescita dei consumi familiari.
    dati consumi italia“Nel 2015 – comunica l’Istat – la domanda interna al netto delle scorte contribuirà positivamente alla variazione del Pil per 0,7 punti percentuali mentre la domanda estera netta sottrarrà un decimo di punto percentuale all’espansione del prodotto. Nell’anno in corso è previsto un contributo significativo delle scorte (+0,3 punti percentuali)”.
    Il parziale rallentamento delle esportazioni è dovuto principalmente alla flessione di alcune economie emergenti, specie nel mercato asiatico. Proprio dall’andamento del commercio internazionale dipendono, secondo l’istituto di statistica e la Commissione europea, eventuali variazioni in positivo o in negativo delle stime effettuate.
    Per il 2015, l’Istat prevede un miglioramento dei consumi familiari dello 0,8% in termini reali e dell’1,2% e dell’1,1% rispettivamente nel 2016 e nel 2017.
    La ripresa dei consumi è sicuramente un segnale confortante per il paese: sarà necessario, però, adottare delle misure per far crescere anche la spesa delle famiglie più povere.
    Migliorano anche le condizioni di accesso al credito che permetteranno una crescita dell’accumulazione di capitale dell’1,1% ed un’impennata degli investimenti, stimabile in una variazione positiva del 2,6% per il 2016 e del 3% per il 2017.
    Questi dati avranno delle ripercussioni positive anche sul livello di occupazione. Secondo l”Istat, infatti, il tasso di disoccupazione si attesterà nel 2015 al 12,1% per scendere poi progressivamente nel 2016 all’11,5% e nel 2017 all’11,3%.



  • La rivista Forbes ha redatto la classifica degli uomini più potenti del mondo riferita all’anno 2015.
    Secondo il celebre magazine americano al primo posto c’è Vladimir Putin, ex Primo Ministro della Russia ed attuale presidente della Federazione Russa.
    Al secondo posto troviamo Angela Merkel, seguita da Barack Obama, Papa Francesco e Xi Jinping.

    La classifica contiene Capi di Stato e di Governo, ma anche presidenti di istituzioni internazionali ed imprenditori di successo.
    L’unico italiano presente nella lista delle 73 figure più influenti è Mario Draghi, presidente della Bce, che si colloca in undicesima posizione, appena draghidietro a Larry Page, CEO di Google, e davanti a Li Keqiang, premier cinese.
    Forbes, dunque, conferma Vladimir Putin al primo posto dopo la vetta raggiunta l’anno scorso. La rivista americana sottolinea come sia uno dei pochi uomini al mondo in grado di “fare tutto quello che vuole”.
    L’invasione della Crimea ha causato alla Russia sanzioni pesanti da parte della comunità internazionale, che hanno portato il paese in piena recessione. Una situazione economica, però, che non ha influito sul livello di gradimento di Putin da parte dei propri cittadini, arrivato alla soglia record dell’89%.
    Scala, invece, la classifica Angela Merkel dopo il quinto posto del 2014 e continua ad essere la donna più potente del mondo per il decimo anno consecutivo.
    La sua influenza si estende al di fuori della Germania, dove è riuscita in breve periodo a far uscire il proprio paese dalla crisi attraverso misure di sostegno per le aziende. Il suo peso politico all’interno dell’Unione Europea, infatti, è di primo rilievo e sta svolgendo anche una funzione essenziale per la risoluzione della crisi greca.
    Perde una posizione, invece, Barack Obama, arrivato al suo ultimo anno di presidenza degli Stati Uniti d’America con un rating di gradimento sotto il 50%. Stabile al quarto posto Papa Francesco, mentre perde due posizioni Xi Jinping, Segretario generale del Partito comunista cinese e Primo Ministro della Repubblica popolare cinese.



  • L’Italia è diventato recentemente il primo produttore mondiale di vino davanti a Francia e Spagna, con 48,8 milioni d’ettolitri di vino prodotto.
    Un primato, però, che non basta per eccellere in contesti in cui la domanda di vino sta crescendo in maniera esponenziale.
    Il riferimento è soprattutto alla Cina dove secondo i dati di China Custum, elaborati da Ismea e Uiv, nei primi nove mesi dell’anno c’è stato un aumento delle importazioni di vino del 48%.

    Il principale fornitore non è l’Italia, ma la Francia, il cui vino ha storicamente un enorme appeal sui consumatori cinesi.
    italia primo produttore vinoE l’Italia? Il nostro paese, nonostante possa vantare una tradizione centenaria nella produzione di vino, si trova solo al quinto posto con una quota di mercato del 2,5% in volume e del 5% del giro d’affari conclusivo.
    Paesi come il Cile, la Nuova Zelanda e l’Australia hanno aggredito il mercato cinese togliendo all’Italia molte quote di mercato.
    Nei primi nove mesi del 2015 il valore delle importazioni di vino dall’Italia ha visto un incremento del 20%; si tratta comunque di dati limitati, se paragonati alle progressioni di Francia (+57%) e Spagna (+37%).
    Le rilevazioni mostrano, dunque, come il mercato del vino in Cina sia in costante crescita e come possa essere un punto di approdo estremamente invitante per le nostre aziende.
    Le strategie di internazionalizzazione, specie quelle delle piccole e medie imprese italiane, sono ancora piuttosto deboli: manca la forza finanziaria per provare l’accesso al mercato asiatico, oltre all’indispensabile conoscenza del contesto giuridico, economico e culturale.
    Questi dati, però, devono stimolare i tanti consorzi e cooperative vitivinicole che rappresentano ben il 58% della produzione italiana.
    Attraverso una corretta campagna di comunicazione e la promozione di politiche di aggregazione e collaborazione, anche le nostre cooperative possono essere competitive in Cina, esportando il più delle volte un prodotto di qualità superiore rispetto ai competitors. 



  • Il Governo ha comunicato le linee guida del cosiddetto Masterplan per il Sud, ovvero il programma d’azione elaborato per aumentare il livello di sviluppo del Mezzogiorno e ridurre il gap competitivo con il Centro Nord.
    Tra le priorità del Governo c’è quella di spendere in maniera più efficiente le risorse ricevute, con particolare riferimento ai fondi comunitari, oltre alla realizzazione di una politica industriale per il Sud che passi attraverso una riforma dei mercati e la predisposizione di fattori di produzione comuni.

    Per quanto riguarda i Fondi comunitari, il Governo comunica di aver accelerato il processo di utilizzo dei Fondi strutturali stanziati per la programmazione 2007-slides legge di stabilità 20162013, portando all’80% la percentuale di risorse comunitarie impegnate.
    L’obiettivo del Governo è porre fine alla triste prassi, in base alla quale le risorse drenate dall’Unione Europea al Mezzogiorno sono destinate ad essere spese in maniera inefficiente o a tornare indietro per via dell’assenza di progetti credibili.
    Per la tornata 2014-2020, invece, l’esecutivo informa che la Commissione ha approvato 49 programmi nazionali e regionali sui 50 previsti.
    Il Governo intende, inoltre, incentivare le misure di sostegno per le aziende in crisi come i contratti di sviluppo e gli Accordi di programma, nati per sostenere un tessuto produttivo fortemente penalizzato dalla crisi.

    Ma il Sud ha bisogno di interventi più ampi e di natura strutturale. Per questo motivo è prevista una riforma dei mercati attraverso l’abbattimento delle barriere e l’eliminazione delle rendite, l’implementazione dei processi di aggregazione delle aziende di servizio pubblico, la presenza di nuove regole fiscali attraverso il rafforzamento dell’ACE e la riduzione dell’Ires ed un accesso al credito agevolato per le imprese sane con l’intervento della Banca del Mezzogiorno e del Fondo Centrale di Garanzia.
    Il Masterplan per il Sud si estende anche ai fattori di produzione. Da questo punto di vista non si può prescindere da un miglioramento del sistema scolastico, che dovrà sempre più valorizzare il merito, e da un rafforzamento delle infrastrutture, da sempre considerate uno dei principali punti deboli del tessuto produttivo meridionale.
    Sono previsti interventi come il Piano Banda Ultralarga, l’Alta Velocità sugli assi adriatico e tirrenico e sulla Napoli-Bari-Taranto, l’ammodernamento del sistema ferroviario in Sicilia e Sardegna, il Piano della portualità e della logistica, che punta a fare dell’Italia e in particolare del Mezzogiorno un hub delle merci per tutta l’Europa, il Piano degli aeroporti che rafforza le linee da e per il Sud e al risanamento e sviluppo degli assi viari portanti.
    Entro la fine dell’anno, inoltre, verranno stipulati dei Patti con le regioni e le città metropolitane dove saranno definiti gli obiettivi, gli strumenti e gli interventi prioritari da effettuare nei singoli territori.



  • Secondo un’indagine dell’istituto Nielsen, nel terzo trimestre del 2015 la fiducia degli italiani è cresciuta di 4 punti su base congiunturale e di ben dieci punti rispetto all’anno precedente, attestandosi a quota 57.
    Si tratta del livello più alto dal 2011, determinato dalla percezione di miglioramenti della situazione economica personale e generale.
    La percentuale di persone che ritiene l’Italia ancora in piena crisi, ad esempio, è scesa dal 96% all’89% e quella degli italiani che ritengono migliorata la propria posizione lavorativa è salita dal 7% al 13%.

    Le variazioni positive sono testimoniate anche da un moderato aumento dei consumi familiari, con particolare riferimento a quelli delle famiglie benestanti del Nord Italia.
    fiducia italianiCi sono, invece, segnali negativi per quanto riguarda i consumi delle famiglie povere del Sud e le percezioni negative del fenomeno migratorio.
    C’è, infatti, una crescente preoccupazione per l’impatto dei flussi migratori sull’economia italiana (l’8% degli intervistati si dichiara preoccupato contro il 5% dello stesso trimestre dell’anno scorso).
    La fiducia degli italiani, in generale, sta lentamente migliorando e con essa la volontà di utilizzare le proprie risorse per acquistare vestiti (29%) e concedersi svaghi fuori casa (20%).
    C’è una crescita del sentimento di fiducia in tutta Europa e nel resto del Mondo. “L’Europa – sottolinea Nielsen – cresce complessivamente di 2 punti sul trimestre (a 81 punti), raggiungendo il livello più elevato dal 2008, grazie ai valori positivi registrati in 21 nazioni su 32 (66%) e nonostante la decrescita di 9 paesi e la stabilità di due”.
    A trainare il Vecchio Continente è la Gran Bretagna con un livello di fiducia pari a 103 ed in aumento di 4 punti, seguita dalla Germania (100 punti). Tra i paesi europei con un aumento maggiore della fiducia, troviamo Polonia e Portogallo, con una variazione positiva rispettivamente di 10 e 9 punti.
    In generale il paese con il livello più alto di fiducia è l’India (131), seguita da Stati Uniti (119 ed in aumento di ben 18 punti), Filippine (117), Indonesia (116) e Thailandia (111).

     



  • Sono state emesse, oggi, dal gup Anna Criscuolo, le prime condanne relative all’inchiesta giudiziaria Mafia Capitale.
    Gli imputati condannati sono quelli che hanno chiesto il rito abbreviato, mentre il processo nei confronti di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati inizierà il 5 novembre.
    La sentenza odierna rappresenta una svolta in vista della fase dibattimentale perché si tratta della prima pronuncia giudiziaria su Mafia Capitale e perché riconosce l’aggravante mafiosa nei confronti di uno degli imputati: Emilio Gammuto.

    Il fedelissimo di Salvatore Buzzi, infatti, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per corruzione. Secondo il giudice, Gammuto 14112014avrebbe agito ben consapevole di aiutare un’associazione di stampo mafioso, ovvero quella creata da Carminati e Buzzi.
    Secondo le ricostruzioni avrebbe consegnato 25mila euro a Claudio Turella, funzionario pubblico del servizio Giardini, per effettuare pressioni nei confronti dell’amministrazione comunale per ottenere finanziamenti in favore della cooperativa “29 Giugno“.
    Condannata a quattro anni di reclusione con l’accusa di corruzione anche Emanuela Salvatori, ex responsabile dell’attuazione del piano nomadi di Castel Romano.
    Secondo il giudice avrebbe dirottato 150mila verso una delle cooperative “satellite” di Buzzi in cambio dell’assunzione della figlia.
    Sono stati condannati, infine, a quattro anni di reclusione anche Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi per aver imposto ad un imprenditore un tasso d’interesse annuo del 120% della somma prestata.