• Crisi settore ristorazione collettiva: Legacoop Produzione e Servizi chiede incontro con il Governo

    Legacoop Produzione e Servizi, denuncia la gravissima condizione dell’intero settore della ristorazione collettiva.

    Legacoop Produzione e Servizi, denuncia la gravissima condizione dell’intero settore della ristorazione collettiva, che ormai da tempo, segnato dalla pandemia e dall’aumento dei costi, si trova a dover fronteggiare da sole e a proprie spese la crisi che sta segnando il nostro Paese.

    Le imprese della ristorazione collettiva, pur di perseguire i loro obiettivi e di garantire un pasto a tutti i cittadini che ne hanno bisogno, continuano a garantire i propri servizi. 

    Operato che grava direttamente sulle casse delle imprese.

    Per far fronte a questa situazione le imprese cooperative di ristorazione aderenti a Legacoop, insieme alle altre sigle di rappresentanza del settore, parteciperanno alla mobilitazione straordinaria che si terrà giovedì 23 marzo a Roma. 

    Legacoop Produzione e Servizi ha dichiarato: “È doveroso informare l’opinione pubblica e  i tantissimi utenti/cittadini e le loro famiglie che, senza misure urgenti che riconoscano l’adeguamento dei costi nei contratti in essere e in quelli a venire con le committenze pubbliche, si potrebbe assistere a una generalizzata riduzione delle prestazioni a discapito di pazienti, studenti e lavoratori. Aderiamo, quindi, alla mobilitazione del settore per chiedere, come già fatto in tutte le sedi istituzionali, che anche per la ristorazione collettiva, così come per l’intero settore dei Servizi, venga consentito ciò che oggi è giustamente possibile per il settore dei Lavori, ovvero: l’adeguamento agli indici Istat dei prezzi dei contratti. Chiediamo pertanto un incontro urgente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Governo per l’apertura di un immediato tavolo di crisi del settore”.
    Una situazione, che nel totale disinteresse dei decisori pubblici, sta mettendo a rischio molti posti di lavoro e un intero settore, che distribuisce 1,3 milioni di pasti all’anno e impiega quasi 150.000 addetti e su cui ricade tutti i giorni la responsabilità di nutrire in modo sano e corretto studenti, pazienti degli ospedali e lavoratori.


  • Google al fianco delle imprese e delle cooperative nel supportare una trasformazione digitale a favore del paese

    Google supporta le organizzazioni cooperative nell’attuare una trasformazione digitale a favore del territorio italiano

    Unioncamere supportata da Google.org, dal 2014,offre una formazione gratuita a tutti i lavoratori che hanno voglia di accrescere le proprie competenze in campo digitale, affinché possano cogliere al meglio le opportunità che il web può offrire. Infatti, da molto tempo, uno degli obiettivi principali di Google è di impegnarsi nel supportare la trasformazione digitale di imprese e organizzazioni attive nel territorio Italiano.

    A tal proposito Google ha annunciato un finanziamento da 1,4 milioni di euro a Unioncamere per lanciare la nuova edizione del programma “Eccellenze in Digitale” e ha presentato i primi risultati ottenuti dal progetto Cooperazione Digitale avviato da Alleanza Cooperativa supportato da Google.org. 

    Il presidente di Alleanza Cooperativa italiana, Maurizio Gardini, commentando la prima edizione di Cooperazione Digitale, ha dichiarato «La sfida della digitalizzazione non va intesa solo come processo di modernizzazione, ma deve assumere il valore di un’innovazione responsabile orientata a un’economia delle persone, volta a far crescere il Bes oltre che il Pil su cui convergono le visioni di Google e Alleanza Cooperative. Lo scorso dicembre si è chiusa la prima manifestazione di interesse, con un budget di un milione di euro, e sono stati raggiunti risultati eccezionali in termini di coinvolgimento delle imprese e di progettualità presentate: 75 progetti di trasformazione digitale realizzati, di cui 57 in forma singola e 18 di rete, con 136 imprese coinvolte e oltre 20.000 beneficiari diretti tra soci e dipendenti».

    L’obiettivo che Google si è prefissato negli ultimi anni è quello di supportare le organizzazioni cooperative, convinti del fatto che queste possano giocare un ruolo di primaria importanza nel supportare una trasformazione, sostenibile ed inclusiva, a favore del Paese.

    Il progetto pluriennale “Cooperazione Digitale”, realizzato nel 2022 da Alleanze Cooperative italiane con il supporto di Google.org (la divisione filantropica di Google), mira a far cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale e usufruire dei servizi di innovazione digitale. 

    L’iniziativa da 3,5 milioni di euro si propone anche di rafforzare l’ecosistema dell’imprenditoria cooperativa e no profit ad alta tecnologia.

    I fondi, la selezione delle imprese e l’accompagnamento dei progetti sono gestiti dall’Associazione Economia Sociale Digitale, un apposito Hub costituito da Alleanza delle Cooperative Italiane e partecipato anche dalla Fondazione PICO, il Digital Innovation Hub di Legacoop Nazionale,  che promuove la crescita e lo sviluppo delle cooperative attraverso progetti, attività o servizi per la transizione e l’innovazione digitale 

    Ad oggi il progetto ha visto il coinvolgimento di 136 imprese cooperative, tra realtà fortementi radicate sul territorio e organizzazioni che si impegnano nella valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, che grazie alla messa in atto di questo modello hanno avuto modo di far evolvere il  proprio modello imprenditoriale e creare nuove opportunità di business.

    Per partecipare alla seconda manifestazione d’interesse che ha un budget di 500.000 euro è possibile presentare la propria idea entro le ore 12:00 del 31 marzo 2023.

    Melissa Ferretti Peretti, Vice President e Country Manager di Google in Italia, ha dichiarato: “L’impegno di Google per sostenere la trasformazione digitale in Italia continua da diversi anni e oggi siamo felici di compiere un ulteriore passo avanti in questa direzione. Con la nuova edizione del programma “Eccellenze in Digitale” con Unioncamere e con i primi risultati del progetto “Cooperazione Digitale” con Alleanza delle Cooperative Italiane vogliamo continuare a essere al fianco delle persone, delle imprese e delle organizzazioni cooperative del Paese, con l’obiettivo di favorire con il processo di digitalizzazione la crescita delle loro attività e, di conseguenza, dell’intera economia italiana.” 

    La trasformazione digitale di imprese e organizzazioni è sempre più tangibile e grazie a Google che fornisce loro gli strumenti giusti, potranno operare sempre di più in modo efficiente, creando rete e rendendo il web un posto accessibile a tutti e capace di sviluppare nuovi mercati e sostenere il cambiamento delle imprese.



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  • Agroalimentare: patto tra governo e cooperazione per salvaguardare le eccellenze del Made in Italy

    il presidente Gardini incontra il ministro Francesco Lollobrigida per discutere sulla questione del Made in Italy

    Si è tenuto giovedì 16 marzo l’incontro tra Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative.

    Gardini durante l’incontro ha sottolineato la necessità di “Un patto tra governo e cooperazione agroalimentare per salvaguardare le eccellenze del Made in Italy di cui le cooperative rappresentano 1/4 del valore”. Le cooperative, in italia, realizzano il 60% della produzione vitivinicola, il 70% di quella lattiero casearia, oltre il 40% di quella ortofrutticola e il 60% dell’avicunicola.

    Secondo Gardini, “è impensabile competere nello stesso mercato con regole diverse”, citando i sei ‘tarli’ che erodono la competitività di un comparto che incide sul Pil per il 15%. A partire dal dumping e dal lavoro nero, alla spirale inflattiva dei costi dell’energia e delle materie prime. Si aggiungono poi il mismatch della mancanza di figure professionali e la Farm to Fork e le normative comunitarie in materia di sostenibilità. C’è poi il nutriscore che banalizza e penalizza la dieta mediterranea e per finire l’Italian sounding che pesa per oltre 100 miliardi di euro, vale a dire il doppio dell’ export.

    Altro tema emerso durante l’incontro riguarda la manodopera e secondo Gardini “il ripristino dei voucher è una misura adottata dal governo che va nella giusta direzione; le nostre cooperative danno lavoro a 530 mila persone e potrebbero assumerne altre 25 mila, ma mancano molte figure professionali adeguate. Solo nell’agricoltura – ha concluso – alle nostre cooperative, che danno lavoro a 74 mila persone, mancano oltre 2.500 lavoratori tra raccoglitori semplici e qualificati”.

    Altro tema emerso durante l’incontro riguarda la manodopera e secondo Gardini “il ripristino dei voucher è una misura adottata dal governo che va nella giusta direzione; le nostre cooperative danno lavoro a 530 mila persone e potrebbero assumerne altre 25 mila, ma mancano molte figure professionali adeguate. Solo nell’agricoltura – ha concluso – alle nostre cooperative, che danno lavoro a 74 mila persone, mancano oltre 2.500 lavoratori tra raccoglitori semplici e qualificati”.

    Piccinini: orientare le risorse pubbliche destinate al settore agroalimentare a quelle realtà che investono sull’Italia

    A prendere parte all’incontro anche il presidente di Confcooperative  FedAgriPesca Carlo Piccinini.  «Fino a poco tempo fa – ha sottolineato il presidente – la preoccupazione principale delle cooperative era valorizzare il prodotto dei propri soci e competere sul mercato: oggi invece si è aggiunto anche il problema di produrre e commercializzare facendo fronte a crescenti difficoltà derivanti da scelte politiche comunitarie sull’alimentare e sulla pesca a dir poco ideologizzate. Rischiamo di non riuscire più ad assolvere alla nostra mission di promozione dello sviluppo economico e sociale specie nelle aree più marginali del paese».

    Il presidente Piccinini ha inoltre rivolto un appello al Ministrosi faccia promotore di una posizione fortemente critica nei confronti delle ultime proposte normative della Commissione Europea in materia di riduzione dei fitosanitari e di riduzione degli imballaggi in plastica, così come quelle che tendono a penalizzare le filiere del vino e della carne, senza fare distinzione tra l’uso moderato e l’abuso di prodotti considerati dannosi per la salute. Il ministero della Sovranità alimentare – ha aggiunto Piccinini – è chiamato a tutelare con forza e decisione il nostro sistema agroalimentare da tutte quelle iniziative che prescindono da approfonditi studi di impatto sul sistema produttivo e che, senza tener conto del quadro di crescente difficoltà in cui le nostre aziende si trovano ad operare, rischiano di avere conseguenze incalcolabili sulla sicurezza degli approvvigionamenti».

    Il presidente Piccinini ha quindi avanzato al Ministro Lollobrigida una proposta finalizzata ad orientare le risorse pubbliche destinate al settore agroalimentare a quelle specifiche realtà produttive che investono sull’Italia, generano indotto locale e vendono prodotti frutto di una filiera davvero tutta italiana. «A nostro avviso – ha spiegato il presidente – è auspicabile che almeno le risorse di competenza del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste vadano di fatto a premiare chi può fregiarsi del brand Made in Italy, sfruttando gli strumenti di tracciabilità ad oggi disponibili per ascrivere il made in Italy ai soli processi produttivi in cui l’origine italiana dei fattori della produzione sia garantita e certificata, a partire dalla materia prima fino ad arrivare alla trasformazione». Una rivendicazione, quella avanzata dalla cooperazione, che si fonda proprio «sulla rilevanza e sul ruolo che le cooperative rivestono nella costruzione e preservazione del patrimonio culturale ed economico del Paese».

    Per il presidente Piccinini «un concetto così rilevante per la nostra economia e così prezioso per il tessuto agroalimentare italiano deve necessariamente essere valorizzato e assistito da interventi di politica economica destinati a chi può realmente fregiarsi del brand Made in Italy».



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  • Legacoop aderisce alla Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

    Legacoop nazionale aderisce alla ventottesima Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

    Simone Gamberini conferma, anche quest’anno, l’adesione di Legacoop nazionale alla Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebra ogni anno il 21 marzo. Il presidente di Legacoop lo ha reso noto in una lettera inviata a Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera.

    La Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, riconosciuta ufficialmente dallo stato attraverso la legge n.20 dell’8 marzo 2017, è giunta alla sua ventottesima edizione. Quest’anno la manifestazione si svolgerà a Milano nei giorni 20 e 21 marzo. Durante le due giornate si terranno seminari di approfondimento, proiezioni e iniziative culturali dedicati a scuole e gruppi.

    Legacoop ha avviato da tempo una collaborazione con Libera che si è tradotta, in particolare, in un forte sostegno alle attività di recupero e di gestione di beni confiscati alla mafia, anche attraverso la costituzione dell’Associazione “Cooperare con Libera Terra”. 

    Condividiamo perciò con convinzione – sottolinea il Presidente di Legacoop – il significato di questa iniziativa che ogni anno richiama l’esigenza di un impegno partecipato e condiviso nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Un senso ben sintetizzato dallo slogan scelto per questa edizione, ‘È possibile’, pienamente coerente con lo spirito che anima l’esperienza cooperativa, dove la partecipazione attiva e la responsabilità condivisa delle persone sono la chiave per costruire risposte ad esigenze concrete di miglioramento delle condizioni di una comunità”.    “È importante ribadire, tutti insieme – conclude Gamberini – l’importanza che le persone continuino a far sentire la loro voce perché resti alta l’attenzione sulle mafie, rafforzando e migliorando gli strumenti legislativi di contrasto, e per far crescere sempre più la cultura della legalità e del rispetto dei diritti”.


  • Eleonora Vanni: prossimità, universalismo e inclusività valori su cui deve fondarsi il welfare e che devono tradursi in azioni concrete

    Eleonora Vanni interviene all’evento organizzato dal Forum Terzo Settore. Il welfare deve basarsi su alcuni valori fondamentali che devono trasformarsi in azione.

    Mercoledì 15 marzo si è tenuto presso la Sala Capitolare del Senato l’evento “Verso un nuovo sistema di welfare”, organizzato dal Forum Terzo Settore. All’evento ha partecipato anche Eleonora Vanni, presidente di Legacoopsociali e vicepresidente di Legacoop nazionale che ha dichiarato: “Il welfare che si sta costruendo deve basarsi su alcuni valori fondanti: la prossimità, l’universalismo, l’inclusività. Però non bastano le leggi e le dichiarazioni, il tema centrale è come questi valori diventano azioni, quali azioni sono in grado poi di renderli concreti“.

    Prendo ad esempio l’inclusività”, ha continuato Vanni: “C’è il tema della partecipazione, qualsiasi iniziativa per migliorare il welfare deve essere presa con il coinvolgimento diretto delle persone interessate, integrando le risorse a disposizione. E inclusività significa anche mettere a sistema tutti gli attori della filiera del welfare, per coprogrammare e coprogettare, mettendo da parte la logica secondo cui lo Stato può conoscere le esigenze dei cittadini e del tessuto sociale senza interpellarli“.

    Ad intervenire anche la portavoce del Forum per il Terzo settore, Vanessa Pallucchi,  “per realizzare un nuovo welfare che garantisca gli stessi diritti su ogni territorio, definire i Livelli essenziali delle prestazioni sociali è condizione necessaria, ma non sufficiente: occorre anche prevedere adeguati finanziamenti e mettere gli enti locali nella condizione di rendere i Leps esigibili in tutto il Paese. Ecco perché chiediamo che nei futuri provvedimenti, Governo e Parlamento si impegnino per un massiccio investimento nel sociale, rafforzando in particolare la rete socio-sanitaria e avvalendosi delle competenze e della visione del Terzo settore. Solo in questo modo si può invertire il processo di impoverimento del welfare cui stiamo assistendo da anni, anche a causa della pandemia, e contrastare il drammatico aumento di disuguaglianze e divari territoriali”.



  • «La riforma fiscale è indispensabile per il Paese e le imprese, ridurre la complessità e l’incertezza giuridica dell’ordinamento tributario è un passaggio obbligato per la modernizzazione del nostro paese e per creare un rapporto di fiducia tra erario e contribuenti». Così il presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Maurizio Gardini, intervenendo a palazzo Chigi, anche a nome dei copresidenti Gamberini e Schiavone, al tavolo di confronto con il governo sulla riforma fiscale.

    Tra le priorità indicate da Gardini vi è la riduzione del carico fiscale sul costo del lavoro, il contrasto all’evasione, il riconoscimento fiscale dell’economia sociale, una fiscalità dedicata per le cooperative di comunità e una disciplina della fiscalità agricola compatibile con le nuove sfide sul fronte della sostenibilità.

    «Condividiamo – ha sottolineato il presidente Gardini – il progetto di riforma che fissi in norme destinate a durare nel tempo e coordinate sistematicamente i principi generali di civiltà giuridica dell’imposizione e apprezziamo che la bozza di delega rinnovi l’impegno per contrastare l’evasione fiscale».

    L’Alleanza delle Cooperative è tornata a chiedere una più intensa e decisa riduzione della tassazione sul lavoro e del cuneo fiscale e un intervento sul trattamento tributario della cooperazione agricola che tenga conto delle sfide che il settore è chiamato ad affrontare sul tema della sostenibilità.

    La bozza di riforma propone anche una delega per il riordino degli incentivi fiscali alle imprese. Sotto questo profilo l’Alleanza propone che il riordino degli incentivi fiscali rilanci la centralità di quegli istituti per cui esiste – contestualmente – la giustificazione sistematica interna al sistema tributario, la promozione costituzionale e la compatibilità comunitaria.

    «L’attenzione dell’Alleanza è stata rivolta anche all’economia sociale “per tutti i soggetti di questo mondo (associazioni, fondazioni, cooperative, mutue) e non soltanto di quelli che si occupano di determinate attività, occorre riconoscere anche sul piano tributario la loro specialità, alla stregua di quanto promosso dal diritto UE e dall’evoluzione degli ordinamenti dei Paesi membri. È poi indispensabile che si introduca un sostegno agli investimenti nel patrimonio “indivisibile” di tutti i soggetti dell’economia sociale attraverso un incentivo generale all’investimento nel patrimonio degli enti in forma societaria strutturalmente “non lucrativi».

    Sulle cooperative di comunità – l’Alleanza propone l’applicazione integrale delle esenzioni sugli utili messi a riserva indivisibile e l’estensione delle agevolazioni agli investimenti nel capitale già previsti per le società start up innovative. No, infine, all’ennesima “riforma della riforma” della fiscalità degli enti del terzo settore non commerciali, come adombrano alcuni criteri direttivi contenuti nella proposta.


  • biologico-dati

    Continua la crescita della cooperazione nel settore biologico

    Il mercato biologico è in crescita. Più di una cooperativa su quattro delle 4.300 aderenti ad Alleanza cooperative produce biologico.

    Nonostante la crisi climatica che da anni colpisce il nostro territorio, l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’inflazione, continua l’imponente avanzata del mercato biologico. La crescita non riguarda solo le richieste dei consumatori, ma anche la quota di fatturato nel sistema cooperativo.

    A riportarlo è un’indagine realizzata dall’Alleanza cooperative Agroalimentare. Dai dati resi noti durante  l’iniziativa “A tavola con il biologico”, tenutasi a Roma, è emerso che più di una cooperativa su quattro delle 4.300 aderenti ad Alleanza Cooperative produce biologico, con un giro d’affari complessivo in crescita che, nel corso del 2021, ha superato i 2,8 miliardi di euro.

    L’indagine realizzata dall’Alleanza Cooperative

    Secondo l’indagine interna realizzata dall’Alleanza Cooperative,  il 23% delle cooperative attive nella produzione biologica sono aziende biologiche al 100%, con produzione esclusivamente biologica. Inoltre, in 3 cooperative su 10 tra quelle attive nel biologico, la produzione bio supera il 50% del totale. Inoltre è emerso come il bio sostenga il Made in Italy della cooperazione agroalimentare e faciliti l’ingresso delle cooperative nei mercati esteri. Il 45% delle cooperative attive nel bio è esportatore abituale.

    L’indagine ha poi evidenziato come il sentiment di mercato nel segmento biologico sia di segno positivo. Secondo il 30% delle cooperative biologiche interpellate, la domanda di prodotti biologici tenderà nel 2023 ad aumentare rispetto allo scorso anno, mentre il 51% pensa che sarà invece tendenzialmente stazionaria. Per il 26% del campione anche il fatturato è previsto in crescita, peraltro non sostenuto dall’aumento dei prezzi di vendita.

    Secondo il coordinatore del settore biologico di Alleanza cooperative, Francesco Torriani, la crescita della cooperazione nel settore biologico è una buona notizia: il binomio tra cooperazione e biologico ha davvero le caratteristiche per essere un binomio virtuoso per lo sviluppo della nostra agricoltura, in coerenza con gli obiettivi della nuova Politica Agricola”. 

    Il mercato del bio, comunque – ha rilevato ancora l’indagine di Alleanza Cooperative -, non è esente da problemi e criticità. Si riducono i margini delle cooperative (prezzi materie prime e costi di produzione in forte crescita), aumenta la concorrenza sleale (e il greenwashing) e si scontano ancora troppi ostacoli burocratici.

     Durante l’evento è stato anche firmato un protocollo d’intesa con Ismea – che come sottolinea il presidente di Alleanza Cooperative Carlo Piccinini–  “sarà finalizzato ad approfondire la conoscenza delle dinamiche di mercato delle diverse produzioni del comparto biologico cooperativo, attraverso analisi di dati strutturali e approfonditi del comparto finora mancati, e potremmo anche organizzare eventi e attività di comunicazione relative ai dati e alle analisi realizzate”.


  • latte agrinsieme

    Campagna “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”: al fianco di 30 milioni di consumatori

    La campagna “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, ha raggiunto 30 milioni di consumatori. Il settore lattiero lattiero-caseario conferma il suo impegno in tema di energia pulita e benessere animale.

    La campagna“Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, attivata nel 2021 da Confcooperative e cofinanziata dalla Commissione europea, nel settore lattiero-caseario, con l’intento di migliorare il grado di conoscenza dei prodotti agricoli UE e contrastare le fake-news esistenti sul settore, ha raggiunto negli ultimi due anni oltre 30 milioni di consumatori. 

    Un traguardo importante che l’Alleanza delle cooperative vuole celebrare nella Giornata Mondiale dei consumatori, che si terrà il 15 marzo ed è dedicata quest’anno alla loro responsabilizzazione alla transizione verso l’energia pulita. 

    Secondo i dati ISPRA GHGs 2020 , l’agricoltura impatta per l’8,5% del totale delle emissioni, di cui circa un terzo è riconducibile alla zootecnia da latte. Mentre i  trasporti incidono per il 22,5%, l’industria manifatturiera per il 12%.

    In tema di energia pulita il settore si adopera particolarmente per quanto riguarda il lato stalla con la produzione di biogas, biometano e pannelli fotovoltaici sui tetti degli allevamenti animali.

     Si impegna anche in caseificio da cui si possono ottenere risparmi e recuperi, come la produzione di metano dai vari sottoprodotti lattiero- caseari per digestione anaerobica. 

    Giovanni Guarneri,  coordinatore del settore lattiero-caseario di Alleanza Cooperative Agroalimentari, afferma che: “La cooperazione rappresenta il territorio di riferimento perché i suoi soci sono espressione dell’area geografica dove operano e le produzioni ne sintetizzano la storia, la cultura e la biodiversità”.

     Altro tema su cui si concentra l’impegno del settore è il benessere animale

    “La valutazione in allevamento richiede di considerare sia le condizioni oggettive in cui l’animale vive sia la sua risposta a queste condizioni di vita – continua Guarneri -. In Italia tutto ciò viene monitorato da un complesso meccanismo che si chiama Classyfarm, con ben 105 indicatori di rischio per le bovine da latte. Ebbene, sui 24.515 allevamenti e gli oltre 2.600.000 capi, il livello di benessere raggiunto nel 2022 è stato di 78,3, con una crescita di 2,6 punti rispetto all’inizio delle rilevazioni nel 2020. Un livello considerato buono e in continua progressione”. 


  • Cooperative di comunità: la strada verso il cambiamento

    Le cooperative di comunità sono un modello di innovazione sociale ideati per produrre vantaggi a favore della comunità e per valorizzarla.

    Nell’ultimo decennio molte comunità  hanno deciso di intraprendere la strada verso il cambiamento. Un cambiamento che parte dal basso ponendo al centro i cittadini  e la voglia di migliorare la qualità della loro cittadina di riferimento, istituendo le cooperative di comunità. Questo modello di innovazione sociale crea sinergia e coesione tra i cittadini, che diventano produttori e fruitori di beni e servizi.

    Nascono dall’unione di soggetti fisici o giuridici, in aree caratterizzate da condizioni di vulnerabilità, in cui lo sviluppo della cooperativa è funzionale per contrastare l’impoverimento sociale ed economico del territorio.

    L’ obiettivo principale che ogni comunità di cooperativa si pone è quello di produrre vantaggi a favore della comunità e valorizzarla, obiettivo conseguibile tramite la produzione di servizi che vadano ad incidere in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità di riferimento, favorendo un ritorno ad un modello sociale in cui il cittadino, le tradizioni, l’ambiente e la storia del territorio sono al centro del progetto.

    Casali del Manco:  futura cooperativa di comunità 

    Unire le forze, scommettere su un percorso di sviluppo locale e porre al centro le persone è il primo passo per un futuro migliore secondo l’amministrazione comunale di Casali del Manco, che guidata dal sindaco Stanislao Martire, presenta il progetto che porterà il piccolo borgo cosentino a diventare una Cooperativa di Comunità. L’idea nasce con lo scopo di valorizzare il meraviglioso territorio di cui si circonda, di migliorare la qualità della vita dei cittadini e promuovere nuove opportunità lavorative soprattutto per i giovani. 

    Il comune di Casali del Manco risulta assegnatario di un finanziamento di 1.500.000 derivante da avviso pubblico della Regione Calabria, destinato a realizzare il polo per la valorizzazione della qualità ambientale e della biodiversità agricola presso il Villaggio di Croce di Magara, la Cooperativa di Comunità e la Comunità Ospitale. 

    Il 17 marzo presso la Casa comunale di Casali del Manco, alla presenza di Maurizio Capelli e Gianluca Greco di Fondazione Futura e Daniele Donnici di Destinazione Sila, si terrà un primo confronto pubblico sulle opportunità offerte dalla futura cooperativa di comunità di Casali del Manco.

    Verranno presentate le tappe per la sua costituzione, che avverrà tramite atto notarile e sarà istituito un comitato promotore formato dai cittadini, che avranno il compito di coordinare la campagna di informazione sociale, la redazione del budget e il business plan (triennale) della futura cooperativa di comunità.



  • Confcooperative e AzzeroCO2 siglano protocollo d’intesa per contribuire alla biodiversità 

    Favorire la nascita di orti e frutteti solidali per contribuire così alla biodiversità dei territori e alla lotta ai cambiamenti climatici, rendendo protagoniste le persone più fragili. Dare vita a progetti informativi e formativi sulle opportunità della transizione ecologica per le cooperative, fornendo gli strumenti necessari per imprese sempre più green. Questo l’obiettivo del protocollo di intesa siglato da Confcooperative e AzzeroCO2, azienda no profit impegnata in progetti di riqualificazione del territorio e di riduzione dell’impatto ambientale. 

    «La sostenibilità per le imprese non è più una scelta, ma una strada obbligata. E la cooperazione c’è, è una sfida che sentiamo nostra. Le nostre cooperative, in un anno, hanno investito 1,2 miliardi di euro in sostenibilità e sono pronte ad investire di più». Lo dice Maurizio Gardini, presidente Confcooperative in occasione della firma del protocollo. Con questo accordo prosegue Gardini «Abbiamo aggiunto un’ulteriore pietra sulla strada della sostenibilità. Un percorso che come organizzazione abbiamo intrapreso da tempo e nel quale crediamo molto per contribuire al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030».  

    «Siamo felici di essere ancora una volta al fianco di Confcooperative per la realizzazione di progetti che parlano di tutela dell’ambiente e di impegno sociale – ha dichiarato Annalisa Corrado Responsabile progetti innovativi di AzzeroCO2 – gli Orto Frutteti Solidali che andremo a realizzare sono un bell’esempio di come si possa agire a livello locale per il bene dell’ambiente, della comunità e dei soggetti più fragili con l’obiettivo di promuovere l’inclusività e la sostenibilità e costruire un futuro migliore per tutti».  

    Grazie all’azione congiunta di Confcooperative e AzzeroCO2 è stato già realizzato a Roma un orto frutteto solidale presso la cooperativa sociale La Nuova Arca in occasione della Giornata nazionale della Sostenibilità cooperativa in mitigazione dell’evento svolto sul territorio capitolino.