• Si chiama Infarm la startup con base a Berlino, che ha nel nome già la sua idea d’impresa portarci là dove si coltivano i prodotti… O meglio, portare i prodotti e la loro coltivazione direttamente da noi, andando bel oltre il concetto di chilometro zero. Infatti, questa startup assieme alla catena di supermercati tedeschi Metro ha appena installato il primo orto nel supermercato.

    Grazie ad un sistema di luci e di coltivazione idroponica le piante e i frutti crescono direttamente all’interno di un piccolo orto verticale nel supermercato, così che si possa davvero passare dalla pianta al piatto senza nessun intermediario. Il sistema progettato da Infarm prende spunto dagli orti in città e porta l’agricoltura verso un nuovo livello, che potrà risultare inizialmente di nicchia, ma che potrebbe essere un nuovo sistema di promozione delle produzioni fresche.

    Vedremo quando e se in Italia verranno attuate soluzioni tecnologiche simili, soprattutto nelle grandi città, mentre nelle periferie dove l’orto è ancora davvero a due passi da casa, anche per supportare l’economia locale resterà in auge il rapporto con il contadino fidato che si affida ad agricoltura biodinamica e a madre natura.


  • latte agrinsieme

    Granarolo, uno dei principali gruppi lattiero-caseari italiani, ha presentato le proprie proposte per rilanciare il settore del latte. 

    Come promesso dal presidente Giampiero Calzolari nei giorni scorsi, l’azienda emiliana acquisterà il latte dai produttori al prezzo di 36,5 centesimi al litro.
    latte agrinsiemeSi tratta del prezzo più alto sul mercato (quando scoppiò la crisi lo scorso mese di novembre, il livello dei prezzi era fermo a 34 centesimi).
    Granarolo utilizzerà, in particolare, i profitti derivanti dalla diversificazione produttiva portata avanti nell’ultimo periodo, che gli consentirà, tra le altre cose, di assorbire una quota maggiore di latte italiano.
    Verranno ritirati, infatti, 6 milioni di quintali di latte nostrano, con una variazione positiva del 13%.

    Una delle ipotesi paventate dai produttori europei contempla una riduzione volontaria della produzione, che dovrebbe portare nelle intenzioni degli allevatori all’innalzamento del livello dei prezzi. Calzolari, così come il ministro Martina, chiede invece un intervento forte dell’Unione Europea. “In una lettera – ha dichiarato il presidente di Granarolo, nonchè coordinatore del settore latte dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari – abbiamo informato il commissario Phil Hogan della necessità di attuare ulteriori misure straordinarie e urgenti, a partire dall’attivazione già nei prossimi giorni dei ritiri delle produzioni non collocate sul mercato, da finanziare con il fondo anti-crisi previsto dall’Ocm unica“.
    Tra le proposte di Granarolo c’è anche quella di collocare le quote in eccedenza agli indigenti, considerata la grande richiesta di prodotti alimentari generata dalla crisi migratoria che ha colpito l’Europa.



  • La cooperazione vitivinicola, che rappresenta più del 50% delle produzioni di vino Dop italiano, sarà protagonista di un contest fotografico lanciato dall’Alleanza delle Cooperative italiane.

    “Fatevi ispirare da una situazione, da un luogo, da un monumento; stappate una bottiglia di vino in compagnia di amici oppure degustate un bicchiere di vino italia primo produttore vinomentre contemplate un panorama mozzafiato. Quello che conta è che immortaliate questo momento con il vostro smatphone e lo pubblichiate sui nostri social con #kmillimitato”.
    Questa è la descrizione del concorso fotografico che premierà i tre migliori scatti sul vino italiano e cooperativo e sul tema del viaggio. Non a caso il nome dell’iniziativa è #kmillimitato, perché la cooperazione agricola è anche e soprattutto tutela e promozione del territorio.
    Viaggiando per l’Italia, da Nord a Sud, sarà capitato più volte a ciascuno di noi di ammirare i vigneti veneti o toscani, passando per le meravigliose realtà del Lazio e finendo con le produzioni locali di Puglia e Calabria.
    La maggior parte dei vigneti incontrati sono a marchio cooperativo, una realtà, però, ancora poco conosciuta nonostante sia sinonimo di qualità e motore di sviluppo.

    Per questo l’Alleanza delle Cooperative ha deciso di promuovere le produzioni delle cantine sociali con un contest dedicato.
    Potranno partecipare all’iniziativa tutti coloro che hanno compiuto 18 anni e che possiedono un profilo Facebook. Sarà proprio Facebook a decretare il vincitore: saranno premiate, infatti, le tre foto che riceveranno più “mi piace”.
    Il premio sarà un gadget relativo al settore vitivinicolo, oltre alla possibilità di vedere pubblicato il proprio gli scatto sul sito kmillimitato.com e sul blog quidanoiblog.it.
    Il contest, iniziato il 9 aprile, proprio alla vigilia del Vinitaly, si concluderà alle ore 00:00 del 10 maggio 2016. Per ulteriori informazioni potete consultare il regolamento.


  • fiducia consumatori

    Il welfare in Sicilia si trova in una situazione di grave crisi economica. Ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e gare al massimo ribasso hanno portato diverse cooperative a chiudere i battenti. 

    Qualche mese fa l’Alleanza delle Cooperative Sicilia aveva lanciato l’allarme con una conferenza stampa congiunta dei presidenti di Legacoop e Confcooperative.
    Oggi la situazione è, se possibile, ancora più preoccupante, tanto da portare Legacoop sociali e Federsolidarietà a scendere in piazza per manifestare la propria fiducia consumatoripreoccupazione visto lo stato della cooperazione sociale in Sicilia.
    Si tratta di un settore che può contare su oltre 20.000 addetti e che fornisce assistenza a 2.630 disabili mentali, 3.600 minori nativi, 4.300 minori stranieri non accompagnati, 2.500 anziani in case di riposo e comunità alloggio, 3.000 anziani a domicilio, 800 anziani in RSA.
    La cooperazione rappresenta in Sicilia, così come in molte altre regioni d’Italia, il principale strumento di assistenza alle persone svantaggiate, un modello di welfare decentralizzato che può rappresentare il futuro del sociale italiano.

    Le coop sociali siciliane devono confrontarsi, però, con gravi problemi di accesso al credito, dovuti in molti casi al ritardo dei pagamenti della Pa. Il sistema di welfare siciliano rischia così di non assicurare ai propri cittadini i livelli essenziali delle prestazioni sociali.
    Per questo motivo Legacoop sociali Sicilia e Federsolidarietà Sicilia hanno organizzato un sit-in di protesta per domani davanti la sede dell’assessorato alle Politiche sociali.
    Le organizzazioni di rappresentanza delle coop chiederanno alla Regione di “intervenire affinché gli enti locali paghino in maniera regolare e con una tempistica non oltre i 60 giorni, le rette per l’assistenza residenziale; non operino, per obiettivi di bilancio, a rinviare i costi delle comunità alloggio a debiti fuori bilancio; intervenire affinché le spese per lo politiche sociali che afferiscono all’assistenza residenziale e domiciliare, vengano escluse dal Patto di stabilità e derogano all’ordine cronologico dei pagamenti rispetto ai fornitori ordinari; scongiurare l’attuale ricorso alla contrattazione delle rette per i servizi sociali, alla strumentalizzazione del lavoro, nero, del volontariato per garantire servizi sociali assistenziali con continuità e professionalità, per rivedere i sistemi di affidamento dei servizi sociali”.




  • Da qualche giorno è ormai disponibile Facebook Live, la possibilità di fare streaming video in diretta dai nostri dispositivi mobile. Ma questo è solo l’antipasto domani e dopodomani, 12 e 13 aprile a San Francisco durante l’F8, Mark Zuckerberg presenterà tutte le novità relative a Facebook, Messenger e Instagram. Con tante novità per i publisher come i tanto anticipati Instant Articles.

    Schermata 2016-04-11 alle 16.56.10A leggere il programma della due giorni dell F8, dedicata prevalentemente ai programmatori, ma negli ultimi anni sempre più interessante e decisivo anche per i semplici utenti, non mancheranno le novità per tutte le piattaforme e le app che ruotano attorno al mondo di Facebook. Martedì 12 si parte con il primo Keynote, che probabilmente sarà tenuto dallo stesso Mark Zuckerberg sempre più attrattore di attenzione mediatica, come ha dimostrato la sua apparizione alla presentazione dei nuovi smartphone Samsung.

    Dopo lo speech del boss di Facebook, si passerà a sessioni più pratica ed interessanti per tutti coloro operano sul Web e sono a contatto con i social media: si parte con Messenger e con le nuove modalità di connessione per arrivare alla realtà virtuale, sempre più al centro dello sviluppo mobile e non. Poi si passa al video sempre più centrale nella comunicazione odierna anche in Italia, grazie alla diffusione della banda larga; e di come i contenuti filmati possono essere decisivi per il marketing su Facebook e in generale sui social network. Quindi, sessioni più di nicchia su Graph e Insights, cioé su tutti quegli aspetti che permettono di studiare cosa avviene su Facebook: cosa fanno gli utenti di una pagina, quali interazioni rendano di più, ecc.

    Anche il secondo giorno, il 13 aprile, sarà aperto da un keynote, che promette ulteriori novità. Poi focus su Messenger e WhatsApp come metodi per connettersi più rapidamente con le persone. E Instagram avrà anche il suo spazio essendo ormai di fatto un social fondamentale per il marketing aziendale e personale, sempre più decisivo e considerato nelle strategie di comunicazione. Infine, spazio ai video a 360° e a tutto quello che serve per integrare Facebook con App e piattaforme online.

    Di sicuro, tra le novità più interessanti per i publisher di tutto il mondo ci sarà “l’apertura” di Instant Articles a tutti. Infatti, il sistema di accesso rapido agli articoli dei siti senza lasciare Facebook, che spaventa non poco gli editori grandi e piccoli, sarà messo a disposizione di tutti coloro pubblicano news e articoli online, dopo una lunga fase di testing che a visto in prima linea in Italia testate come La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Libero, ecc.


  • venture-capital-italia

    Nel solo mese di marzo 2016, sono state emesse quasi 3 milioni di fatture digitali nei confronti della pubblica amministrazione. 

    A riportarlo è il portale Fatturapa.gov.it, che mostra come in un anno le imprese che abbiano colto i vantaggi di un simile strumento, inviando venture-capital-italiaquotidianamente le proprie fatture alla Pa in formato elettronico.
    Dopo un anno di sperimentazione è possibile valutare anche l’impatto in termini di risparmi economici sia per la Pa che per le aziende.
    Come dichiarato da Lilliana Fratini Passi, direttrice generale di Cibi, a La Stampa, ogni fattura digitale emessa comporta un risparmio di 14-17 euro per il minor utilizzo di manodopera e di 3 euro per la riduzione dei materiali e dello spazio utilizzato.
    È stato calcolato che il risparmio per la Pa in un anno dovrebbe essere addirittura di 1 miliardo di euro per via di una maggiore velocità nei tempi di esecuzione e di un processo che risulta essere in generale più accurato ed efficiente.
    Sono cospicui anche i vantaggi economici per le imprese, che dovrebbero risparmiare in un anno circa 600 milioni di euro.
    L’Italia, dunque, nel suo complesso dovrebbe recuperare dalla fatturazione elettronica risorse per un miliardo e 600 milioni.
    È questo l’”indotto” della digitalizzazione.


  • def-padoan

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella serata di venerdì il Documento di Economia e Finanza (Def), contenenti le previsioni sull’andamento dell’economia italiana, gli obiettivi di finanza pubblica e le riforme previste per i prossimi anni. 

    Balza all’occhio la revisione al ribasso delle stime di crescita. Come annunciato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, per il 2015 è prevista una def-padoancrescita del Prodotto Interno Lordo dell’1,2% contro il +1,6% dell’aggiornamento del Def 2015, pubblicato nel mese di settembre.
    Per i prossimi anni è prevista una crescita del +1,4% per il 2017 (dall’1,6%) e del +1,5% per il 2018.
    Il rallentamento, spiega Padoan, “è dovuto per quasi due terzi ad un minore effetto di trascinamento dei dati 2015 su 2016 e solo per il rimanente terzo al peggioramento delle prospettive internazionali“.
    La crescita è sostenuta soprattutto dall’aumento dei consumi delle famiglie e degli investimenti.

    Secondo il Governo l’Italia possiede ormai i requisiti per richiedere all’Unione Europea maggiore flessibilità. In questa direzione va l’indicazione del rapporto deficit/Pil, che si attesta all’1,8% contro l’1,1% previsto inizialmente. Il rapporto tendenziale è indicato, invece, all’1,4%: ci sono, dunque, 0,4 punti percentuali di margine, per un valore di circa 7 miliardi, che potranno essere utilizzati per sostenere la crescita. In tema di flessibilità è attesa per questa primavera la risposta della Commissione Europea sulla cosiddetta “clausola di flessibilità” per i migranti, che consentirebbe all’Italia di investire nuove risorse per investimenti e sconti fiscali.
    Viene rinviato, infine, al 2019 il pareggio di bilancio. Per la prima volta negli ultimi otto anni è attesa comunque una riduzione del debito, che dovrebbe passare al 132,4% per quest’anno e poi negli esercizi successivi a 130,9, 128 e 123,8 punti percentuali di Pil.


  • pizza masaniello

    Si chiama Masaniello ed è una pizzeria, aperta a Bologna nella giornata di ieri, che utilizzerà solo ingredienti provenienti da cooperative che operano su beni confiscati alla mafia o che hanno subito ritorsioni da parte della criminalità organizzata. 

    Il progetto di pizzeria etica è portato avanti da due giovani napoletani Luca e Marco Caiazza, che decidono così di portare l’autentica pizza napoletana pizza masaniello(con lievitazione di 24 ore) nel capoluogo emiliano, contribuendo allo stesso tempo a sostenere le imprese che si battono contro la mafia.
    L’incasso, ad esempio, della cena di inaugurazione sarà devoluto a Enza e Tiberio Bentivoglio, i due commercianti di Reggio Calabria che recentemente hanno subito l’ennesimo danneggiamento da parte della ‘ndrangheta.
    Selezionare i prodotti anti-mafia non è facile. I fratelli Caiazza hanno lavorato per mesi insieme al comitato anti-camorra “Io lotto” per scegliere le imprese che si battono realmente per la legalità e che assicurano un’elevata qualità degli ingredienti.

    Tra le realtà coinvolte in questo progetto troviamo la cooperativa Fattorie doc ed i suoi fagioli borlotti,  la mozzarella del caseificio “Terre di Don Peppe Diana” di Castel Volturno e i friarielli del consorzio Nuova cooperazione organizzata (Nco) di Aversa.
    I marchi provengono dalle cooperative sociali di “Libera Terra” e “N.C.O.- Nuova cooperazione organizzata”.
    Alla cena inaugurale hanno partecipato, tra gli altri, il procuratore antimafia di Napoli Giuseppe Borrelli,il giornalista Sandro Ruotolo, Gino Fabbri e Nadia Monti coordinatrice regionale di “Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”.
    Si tratta, dunque, di un progetto dall’alto valore etico, capace di coniugare un marchio di qualità come la pizza napoletana al sostegno economico verso chi lavora quotidianamente in territori dove agisce il potere mafioso.


  • imprese italia

    La Toscana è storicamente una regione leader nel mondo della cooperazione. I dati degli ultimi anni, però, segnalano una flessione in termini numerici che costringe i dirigenti cooperativi e le istituzioni regionali ad effettuare alcune riflessioni. 

    Come riportato dal Corriere Fiorentino, sono 3.835 le coop attive in Toscana, un numero che rappresenta il minimo dal 2008. Rispetto al 2014 c’è stata una flessione del 3,4%, mentre nel confronto con il 2008 la variazione negativa è addirittura del 5,6%.
    imprese italiaLe province che fanno registrare il rendimento peggiore sono quelle di Prato e Livorno, dove il numero di coop attive diminuisce su base annua rispettivamente del 15,4% e del 10,1%.
    Nel 2015 hanno cessato l’attività 226 cooperative e rispetto al 2008 il numero di iscrizioni è crollato del 22,3%.
    Male soprattutto il settore delle costruzioni e della casa, con delle flessioni anche nel comparto dei servizi alle imprese.
    I dati appena riportati diventano ancora più preoccupanti se rapportati a quelli della cooperazione su base nazionale. Nonostante la crisi, infatti, le coop sono riuscite a mantenere dei buoni livelli occupazionale e ad avere un discreto rendimento economico.

    La quantità di cooperative attive in tutta Italia è in lieve crescita: rispetto al 2014, ad esempio, nel 2015 c’è una variazione positiva dell’1,5%.
    La cooperazione è sempre stata una risorsa importante per tutta la regione Toscana. Le cooperative hanno rappresentano un modello di sviluppo incentrato su valori e principi economici ben definitivi e lontani dall’impresa capitalista, che ha trovato terreno fertile soprattutto nel centro Italia.
    La presidente di Confcooperative Toscana, Claudia Fiaschi, appena confermata nel suo incarico di rappresentanza delle coop toscane, ha invitato le istituzioni regionali, proprio per questo motivo, a salvaguardare il patrimonio cooperativo: “La Regione deve adottare politiche in grado di sostenere il modello di patrimonializzazione e di accesso al credito delle cooperative per evitare il rischio di vedere compromesso non solo il lavoro, ma alcuni servizi essenziali per la comunità“.


  • vino cooperative

    Si svolgerà a Verona, dal 10 al 13 aprile, la cinquantesima edizione del Vinitaly – Salone internazionale del vino e dei distillati. 
    La cerimonia di inaugurazione si è tenuta ieri, alla presenza del capo dello stato, Sergio Mattarella, il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il Governatore della Regione del Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Verona, Flavio Tosi. 

    Il presidente Mattarella, nel corso del suo discorso per inaugurare la manifestazione internazionale, ha voluto rimarcare il ruolo svolto dalle cooperative in uno dei settori chiave del Made in Italy, ovvero quello della produzione di vino e distillati: “Il vino è società. Proprio la storia della crescita di cui voi siete stati vino cooperativeartefici e testimoni – ha dichiarato il capo dello Stato – dimostra l’interdipendenza positiva tra produzioni e rafforzamento delle reti sociali.
    Oltre la metà della produzione del vino si realizza in strutture cooperative.
    Tanti giovani sono entrati nel settore portando competenze, entusiasmo e tecniche innovative: è importante condividere e trasmettere conoscenze con generosità, perché le nuove generazioni possano partire equipaggiate verso l’avventura della vita”.

    Secondo un’indagine dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, il 52% delle produzioni vitivinicole italiane Dop ed il 62% delle Igp proviene dalle coop.
    Sono 493 cooperative (187 esporranno al Vinitaly) attive nel settore, con 179.000 soci produttori ed un fatturato complessivo di 4,3 miliardi e circa 8.700 addetti. Nel 2015 – riporta l’Alleanza – il fatturato aggregato derivante dall’export delle cantine cooperative è arrivato a 1,8 miliardi di euro, pari a circa un terzo di tutto il valore del vino commercializzato all’estero.
    Tra le regioni leader troviamo il Veneto, il Trentino (3 cantine su 4 sono cooperative), la Toscana, il Piemonte e la Puglia, dove 6 produzioni Doc valgono circa l’80% della produzione vitivinicola pugliese.
    Il mondo della cooperazione rappresenta, dunque, una risorsa fondamentale del settore del vino italiano, un ambito che, come ha sottolineato lo stesso Mattarella, vede un coinvolgimento sempre più intenso dei giovani e guarda con occhi interessati ai mercati esteri.
    Nel 2015 l’Italia è diventata il primo produttore mondiale di vino, un risultato prestigioso che deve spronare i nostri produttori ad incentivare i processi di innovazione ed internazionalizzazione.
    Non è un caso che proprio l’internazionalizzazione sia il tema scelto dagli organizzatori per la 50esima edizione del Vinitaly.