L’Italia deve compiere diversi passi in avanti in materia di startup ed innovazione.
Si tratta di un dato di fatto, avvalorato spesso e volentieri dai numeri.
Questa volta a fare notizia è una rilevazione del Mise, riportata da Il Sole 24 ore, seconda la quale circa 5.000 startup e 23.000 Pmi non sanno di avere i requisiti per essere considerate innovative.
Una mancanza dettata dalla scorsa conoscenza delle norme e da una comunicazione debole da parte del Ministero circa la normativa sull’universo innovativo e le relative (poche) opportunità per il mondo delle startup e delle Pmi innovative.
Imprese ed istituzioni appaiono il più delle volte della realtà distanti tra di loro, quasi incapaci di comunicare.
Per questo motivo il Ministero dello Sviluppo economico ha deciso di inviare a ciascuna delle 28mila startp che secondo il Registro delle imprese possiedono i requisiti per essere considerate innovative, un’informativa sulle opportunità offerte dai due regimi di agevolazione.
In questi giorni, inoltre, il Mise, in collaborazione con l’Istat, ha elaborato un questionario che verrà inviato a tutte le startup per mapparle nel miglior modo possibile.
L’indagine è divisa in quattro parti, con domande sul:
- capitale umano (numero di dipendenti e loro livello di istruzione, conoscenza delle lingue, ecc);
- capitale finanziario (tipologia di finanziamento e quali sono gli investitori);
- livello di innovazione (spesa per ricerca e sviluppo);
- conoscenza della normativa sulle startup;
Aldilà delle norme e delle agevolazioni presenti nell’ordinamento italiano, il monitoraggio delle imprese innovative è essenziale per conoscere le loro esigenze ed attivare un canale di dialogo e comunicazione proficuo per entrambe le parti.


di grande dimensione.
Quest’anno l’Agenzia delle Entrate ha provato a migliorare il sistema, anche se saranno necessari nei prossimi anni ulteriori azioni per rendere la semplificazione e la digitalizzazione realmente efficiente.
, risulta essere ancora Facebook il social network più utilizzato nel mese di dicembre 2015.
dell’Unione regionale unica che conterà su 315 cooperative, 34.530 soci, 8mila addetti ed un fatturato complessivo di 815 milioni di euro.

Durante la fase di accelerazione le startup avranno anche la possibilità di presentare il proprio progetto a venture capitalist, business angel ed esperti del settore.
Diversa, invece, la situazione della propensione al risparmio. “Nel 2015 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita come rapporto tra risparmio lordo delle famiglie consumatrici e reddito disponibile lordo) – riporta l’Istat – è stata pari all’8,3%, restando stabile rispetto all’anno precedente. In particolare, nel quarto trimestre del 2015, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,1%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,3 punti percentuali nei confronti del quarto trimestre del 2014“.
0,9 punti percentuali.
Agli ultimi posti ci sono diversi comuni del Nord: Carvagna (sempre in provincia di Como), e le realtà piemontesi Cursolo-Orasso, Gurro e Falmenta.
Confcooperative Modena, Imprendocoop, Democenter e CoopUp.