• questionario-startup

    L’Italia deve compiere diversi passi in avanti in materia di startup ed innovazione. 
    Si tratta di un dato di fatto, avvalorato spesso e volentieri dai numeri. 

    Questa volta a fare notizia è una rilevazione del Mise, riportata da Il Sole 24 ore, seconda la quale circa 5.000 startup e 23.000 Pmi non sanno di avere i requisiti per essere considerate innovative.
    questionario-startupUna mancanza dettata dalla scorsa conoscenza delle norme e da una comunicazione debole da parte del Ministero circa la normativa sull’universo innovativo e le relative (poche) opportunità per il mondo delle startup e delle Pmi innovative.
    Imprese ed istituzioni appaiono il più delle volte della realtà distanti tra di loro, quasi incapaci di comunicare.
    Per questo motivo il Ministero dello Sviluppo economico ha deciso di inviare a ciascuna delle 28mila startp che secondo il Registro delle imprese possiedono i requisiti per essere considerate innovative, un’informativa sulle opportunità offerte dai due regimi di agevolazione.

    In questi giorni, inoltre, il Mise, in collaborazione con l’Istat, ha elaborato un questionario che verrà inviato a tutte le startup per mapparle nel miglior modo possibile.
    L’indagine è divisa in quattro parti, con domande sul:

    1. capitale umano (numero di dipendenti e loro livello di istruzione, conoscenza delle lingue, ecc);
    2. capitale finanziario (tipologia di finanziamento e quali sono gli investitori);
    3. livello di innovazione (spesa per ricerca e sviluppo);
    4. conoscenza della normativa sulle startup;

    Aldilà delle norme e delle agevolazioni presenti nell’ordinamento italiano, il monitoraggio delle imprese innovative è essenziale per conoscere le loro esigenze ed attivare un canale di dialogo e comunicazione proficuo per entrambe le parti.


  • monitor-coop

    Anche quest’anno sarà possibile effettuare la mappatura delle più grandi cooperative a livello mondiale. 

    L’iniziativa si chiama World co-operative monitor ed è portata avanti da Euricse e dall’International Co-operative Alliance, che ormai da qualche anno forniscono agli esperti del settore informazioni sempre più dettagliate sull’andamento dell’economia cooperativa, con particolare riferimento alle imprese sociali monitor-coopdi grande dimensione.
    Viene elaborata una classifica con le 300 coop più grandi. Il tutto grazie ad un sondaggio, della durata di circa 20 minuti, dove vanno compilate una serie di voci come quella sul valore della produzione, il numero di soci, il settore di riferimento, il fatturato, il numero di dipendenti.
    Oltre a fornire informazioni sullo stato del movimento cooperativo, il World co-operative monitor serve a delineare la rilevanza di una specifica impresa sociale rispetto all’economia del paese di appartenenza.

    L’indagine del 2015, che ha preso in considerazione i dati del 2013, ha evidenziato, ad esempio, come le 300 maggiori cooperative e organizzazioni mutualistiche abbiano un fatturato totale di 2.360,05 miliardi di dollari; il 40% di esse appartiene al settore delle assicurazioni, mentre il 32% fa parte del settore agricolo e alimentare.
    I principali risultati li trovate qui.
    Per quanto riguarda l’edizione 2016 dell’indagine, le coop avranno tempo fino al 30 aprile per compilare il sondaggio. Si tratta di uno strumento fondamentale sia per il mondo della ricerca che per i policy makers.
    Attraverso il World co-operative monitor, infatti, le istituzioni possono conoscere l’andamento dell’economia cooperativa e le esigenze delle imprese sociali. Per questo motivo l’intento di Eurisce e dell’International Co-operative Alliance è di rendere sempre più approfondita l’indagine, ampliando gli indicatori utilizzati.
    La novità per il 2016 è la presenza di una ricerca specifica sulle fonti di finanziamento e di capitalizzazione delle cooperative, che consentiranno così alle coop di piccola e media dimensione di confrontarsi con quelle più grandi.


  • 730-detrazioni

    A partire dal 15 aprile, lavoratori dipendenti e pensionati potranno consultare il proprio 730 precompilato nell’area personale sul sito dell’Agenzia delle Entrate. 

    Si tratta del secondo anno di sperimentazione del precompilato, dopo le numerose polemiche dell’anno precedente, quando le grandi responsabilità gravate sulle spalle di Caf e sostituti d’imposta e l’assenza di alcuni voci, come quella sulle spese mediche, resero il processo di semplificazione di fatto incompiuto.
    730-detrazioniQuest’anno l’Agenzia delle Entrate ha provato a migliorare il sistema, anche se saranno necessari nei prossimi anni ulteriori azioni per rendere la semplificazione e la digitalizzazione realmente efficiente.
    A pochi giorni dalla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi, vi riportiamo un elenco delle spese detraibili. Per poter usufruire della detrazione è, però, necessario consegnare al Caf o al professionista, la ricevuta della spesa sostenuta in formato originale.
    Spetterà poi a questi comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate. Ogni errore nell’invio delle spese graverà sulle spalle dei sostituti d’imposta.

    Ecco di seguito l’elenco dei costi per i quali i contribuenti potranno beneficare di uno sconto:

    • spese mediche: per la prima volta fanno il loro ingresso nel precompilato le spese sanitarie, che potranno avere una detrazione del 19%.
      Tra le spese detraibili troviamo, ad esempio, quelle per le analisi di laboratorio, la spese per i farmaci, le prestazioni mediche e i certificati, le spese per i ricoveri e gli interventi chirurgici, le diete e le spese per i disabili;
    • mutui prima casa: ci sono delle agevolazioni anche per chi decide di acquistare la prima casa. Per poterle ottenere sarà necessario, però, che l’intestatario del mutuo sia anche il proprietario della casa e che si trasferisca nello stabile entro dodici mesi.
      È prevista, ad esempio, una detrazione delle spese per il pagamento dell’agenzia immobiliare fino ad un massimo di 1.000 euro e per il pagamento degli interessi del mutuo fino a massimo 4.000 euro;
    • famiglia e istruzione: sono diverse le spese per la famiglia e l’istruzione dei figli che possono essere detratte. C’è una detrazione del 19% se il documento di spesa è intestato ad uno dei due genitori, del 50% se è intestato ai figli.
      Potranno essere detratti i costi per l’asilo nido; le spese scolastiche fino ad un massimo di 400 euro; le spese universitarie, con l’importo che verrà deciso da un apposito decreto; le spese per gli studenti fuori sede che studiano fuori dalla propria regione di residenza o comunque almeno 100 km distanti dalla propria residenza;
    • ristrutturazioni e risparmio energetico: la scorsa Legge di Stabilità ha inserito una detrazione del 50% per le spese di ristrutturazione ed efficientamento energetico a prescindere se si tratti della prima o della seconda casa;
    • assicurazioni;
    • previdenza;
    • altre spese: tra le ultime novità riportiamo la detrazione del 19% per le spese dei funerali, anche se il defunto non è un familiare; segnaliamo, invece, uno scontro del 19% sullo stipendio delle badanti per le persone non autosufficienti in possesso di certificato medico.

  • snapchat

    Qual è il social media più utilizzato in Italia? La domanda pare scontata ed in effetti la risposta è quella che tutti immaginiamo. 

    In base ai dati Audiweb sulla Total Digital Audience, ovvero sulle persone che accedono ai social da desktop e mobile (smartphone e tablet)snapchat, risulta essere ancora Facebook il social network più utilizzato nel mese di dicembre 2015.
    È, però, interessante e meno scontato analizzare i trend degli ultimi mesi, confrontando l’appeal di alcuni social che potremmo definire “emergenti”.
    Facebook può vantare un’audience di 23,6 milioni di persone con una permanenza di 12 ore e 20 minuti per persona nell’arco dell’intero mese di dicembre.
    Al celebre social creato da Mark Zuckerberg spetta, dunque, sia il primato del numero di utenti che quello della durata di connessione.
    Audiweb, però, evidenzia un leggero calo della Total Digital Audience negli ultimi due anni, una variazione negativa che ha interessato anche altri canali.

    Al secondo posto della classificata stilata da Audiweb, troviamo Google+ con 8,4 milioni di utenti collegati in un mese ed un calo del 22%.
    In terza posizione avviene un sorpasso che potremmo definire storico. Sul gradino più basso del podio c’è, infatti, Instagram, in costante crescita negli ultimi mesi tanto da sopravanzare Twitter.
    L’audience di Instagram è di 8 milioni di persone, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente; il crollo di Twitter, invece, in atto ormai da parecchi mesi, appare sempre più fragoroso. Secondo i dati Audiweb, la sua utenza media è di 6,4 milioni di persone con una variazione negativa su base annua del 28%.
    Tra gli altri social, segnaliamo il calo di LinkedIn che poteva contare a fine 2015 su 4,8 milioni di persone connesse e soprattutto il balzo di Snapchat, che a dicembre 2015 ha fatto registrare 600.000 utenti ed una variazione positiva rispetto al 2014 del 151%.
    Ovviamente nell’analisi di questi dati bisogna avere un approccio critico. Parlare della crisi inesorabile di Twitter, ad esempio, sarebbe una conclusione quantomeno affrettata.
    Per le caratteristiche del social di San Francisco la sua audience è e sarà sempre piuttosto limitata, con un’utenza composta per lo più da personaggi del mondo dello spettacolo, politici ed esperti del settore del marketing e della comunicazione.


  • sociale italia

    In questi giorni sono stati rinnovati i consigli di presidenza di Confcooperative Marche, Piemonte ed Emilia Romagna in vista dell’assemblea nazionale che si svolgerà in primavera. 

    Massimo Stronati è stato confermato presidente dell’organizzazione di rappresentanza delle coop marchigiane. L’assemblea ha sancito anche l’istituzione sociale italiadell’Unione regionale unica che conterà su 315 cooperative, 34.530 soci, 8mila addetti ed un fatturato complessivo di 815 milioni di euro.
    “Nelle Marche bisogna cooperare di più – ha dichiarato Stronati nel suo discorso successivo alla nomina–. Politica e organizzazioni datoriali, sindacali, università, tutti ma proprio tutti dobbiamo stare allo stesso tavolo con i progetti per la crescita della comunità della nostra regione. E in quest’ottica è fondamentale il progetto dell’Alleanza delle Cooperative Italiane delle Marche, costituita a dicembre con le centrali Agci e Legacoop. Siamo orgogliosi di esserci riusciti“.
    Nella giornata di ieri ci sono stati anche i rinnovi dei consigli di presidenza di Confcooperative Piemonte ed Emilia Romagna. Domenico Paschetta è stato confermato presidente dell’associazione di rappresentanza delle cooperative piemontesi.
    Il Piemonte rappresenta senza dubbio una delle regioni cardine dell’intero movimento cooperativo, potendo vantare su un bacino di 1159 cooperative con oltre 31mila occupati e un fatturato complessivo di 12 miliardi di euro.
    “In questi sette anni di crisi non solo abbiamo garantito il lavoro ma abbiamo incrementato l’occupazione media del 25% – ha sottolineato Paschetta -. Negli ultimi 5 anni è stato mantenuto il trend del 77% di contratti a tempo indeterminato, ancor prima dell’avvento delle agevolazioni fiscali sul Jobs act”.

    Nel pomeriggio di ieri, infine, Francesco Milza è stato confermato presidente di Confcooperative Emilia Romagna, l’organizzazione territoriale che insieme alla Lombardia può contare su più cooperative associate.
    Raccoglie, infatti,  1.700 coop, con 367.000 soci e 76.150 occupati e un fatturato di oltre 13 miliardi di euro. Come sottolineato dall’organizzazione di rappresentanza, dal 2012 ad oggi Confcooperative Emilia Romagna ha mantenuto costanti gli occupati, il fatturato e il numero dei soci, registrando una leggera flessione delle cooperative associate, dovuta all’aggregazione fra alcune realtà, soprattutto dell’agroalimentare, peraltro accompagnata da nuove adesioni a governance giovanile (85) e femminile (77).
    “Per la nostra organizzazione – ha dichiarato Milza – questi quattro anni sono stati molto impegnativi non solo per l’attività sindacale straordinaria legata alla crisi, ma anche per gli avvicendamenti alla guida dell’associazione. L’azione di cambiamento dei vertici è proseguita con il rinnovo delle cariche delle Federazioni di settore. Negli ultimi mesi abbiamo poi celebrato le Assemblee delle Confcooperative provinciali dell’Emilia Romagna con l’elezione di sei nuovi presidenti e la conferma di altri tre. Anche i Consigli di queste organizzazioni risultano profondamente rinnovati: il 44% degli eletti sono di nuova nomina e di questi il 34% è composto da donne”


  • breaking-news-coopitalia

    I temi di questa edizione:

    Twig pubblica la classifica dei comuni italiani per reddito pro-capite. Lombardia in maniera scontata prima in classifica, nessuna sorpresa anche in coda con la Calabria ultima.

    Eurostat: diminiusce la disoccupazione nell’Eurozona, così si tocca il livello più basso degli ultimi 4 anni.

    Confcooperative prosegue il suo percorso verso l’Assemblea nazionale, con il rinnovo delle cariche nelle diverse unioni regionali e provinciali. Oggi tocca all’Emilia Romagna e al Piemonte.

    Vino: brutta sorpresa per le cooperative vitivinicole, Cantine Riunite CIV con i suoi 500 milioni di euro di fatturato diventa la prima impresa del settore in Italia.

    Luiss ENLABS: 80.000 e servizi di accelerazione per le migliori idee d’impresa da tramutare in StartUp.

    Gli appuntamenti in agenda: Giovedì 7 aprile premiazione di ImprendoCoop a Modena all’interno del Museo Enzo Ferrari.


  • startup-iva

    A partire dall’1 aprile 2016 è possibile presentare la propria candidatura per il programma di accelerazione di Luiss Enlabs. 

    Il percorso prevede un contributo di 80.000 euro per i progetti vincitori più un programma di accelerazione della durata di cinque mesi, che permetterà alle imprese nascenti di sviluppare il proprio prodotto/servizio e di collocarlo sul mercato.
    startup-ivaDurante la fase di accelerazione le startup avranno anche la possibilità di presentare il proprio progetto a venture capitalist, business angel ed esperti del settore.
    Il 90% delle startup che hanno partecipato al percorso di accelerazione di Luiss Enlabs hanno ricevuto ulteriori finanziamenti.

    Il programma è suddiviso in tre parti.
    La prima fase, della durata di due mesi, si concentrerà sullo sviluppo del prodotto proposto dalle startup attraverso lo studio delle dinamiche organizzative dell’azienda e di tutte le tecnologie utilizzabili per introdurre il prodotto sul mercato nel miglior modo possibile.
    La seconda fase, anch’essa di due mesi, prevede, invece, un focus sui principali tool per la misurazione gli obiettivi e per il loro raggiungimento.
    L’ultimo mese del periodo di accelerazione verterà, infine, sui modi per raggiungere il profitto, una volta entrati sul mercato.
    Le startup selezionate potranno inoltre beneficiare di un micro-finanziamento da parte di L-Venture in cambio di un’opzione del 9%.
    Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 25 aprile.



  • Cresce il potere d’acquisto degli italiani. Secondo i dati pubblicati dall’Istat, nel 2015 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,9%. 

    Nell’ultimo trimestre dell’anno appena trascorso, però, si registra una variazione negativa dello 0,6% rispetto al trimestre precedente.
    coop alleanza 3.0Diversa, invece, la situazione della propensione al risparmio. “Nel 2015 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita come rapporto tra risparmio lordo delle famiglie consumatrici e reddito disponibile lordo) – riporta l’Istat – è stata pari all’8,3%, restando stabile rispetto all’anno precedente. In particolare, nel quarto trimestre del 2015, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,1%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,3 punti percentuali nei confronti del quarto trimestre del 2014“.
    L’aumento del reddito disponibile ha portato ad una contemporanea crescita della spesa delle famiglie per i consumi finali (+1% rispetto al 2014) e ad una variazione positiva dello 0,5% degli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici.
    Si tratta, dunque, di risultati che certificano una parziale ripresa dell’italiana, che porta, tra le altre cose, per la prima volta negli ultimi sette anni a far crescere la spesa alimentare.
    I consumi per i beni alimentari, come sottolinea Coldiretti, rappresentano la principale voce budget delle famiglie dopo l’abitazione, con un importo complessivo di 215 miliardi. Crescono soprattutto gli acquisti di bevande, come acqua (+9%) e birra (+6%), ma anche prodotti come gli oli di oliva, il pesce (+4,8%) e gli ortaggi e frutta freschi (+2,5% e +4,7%).



  • L’Europa mostra dei segnali incoraggianti in tema di lavoro. 
    Eurostat, infatti, ha pubblicato i dati sulla disoccupazione nel mese di febbraio 2016, che si attesta al 10,3%. 

    Si tratta del livello più basso fatto registrare dall’Eurozona da agosto 2011. Rispetto al mese precedente c’è una variazione negativa dello 0,1%, mentre su base annua la disoccupazione di diminuisce di garanzia-giovani0,9 punti percentuali.
    Nell’Europa a 28 il tasso di disoccupazione risulta essere ancora più basso, passando dal 9,7% di un anno fa all’8,9% di febbraio.
    I tassi di disoccupazione più bassi a febbraio sono stati registrati in Germania (4,3%) e Repubblica ceca (4,5%), mentre i più alti in Grecia (24%, dato di dicembre) e Spagna (20,4%).
    Rispetto a un anno fa, il numero di persone senza lavoro è calato in 24 Paesi, è rimasto stabile in Belgio ed è invece aumentato in Austria (da 5,4% a 6%), Lettonia (da 9,7% a 10,1%) e Finlandia (da 9,1% a 9,2%). Le riduzioni più significative di disoccupati sono avvenute a Cipro (da 16,6% a 12,6%), Spagna (da 23,2% a 20,4%) e Bulgaria (da 9,8% a 7,4%). Sul fronte dei giovani senza lavoro, invece, i tassi più bassi sono stati registrati sempre in Germania (6,9%), Repubblica ceca (10,2%), e poi in Danimarca (10,5%) e Malta (10,8%). I più alti, ancora una volta in Grecia (48,9%, dato di dicembre) e Spagna (45,3%), poi Croazia (40,3%, dato dell’ultimo trimestre 2015) e infine Italia (39,1%).


  • comuni più ricchi

    È Basiglio, piccola cittadina di 7.000 abitanti in provincia di Milano, il comune più ricco d’Italia. 
    Lo rivela la classifica elaborata da Twig in base ai dati dei redditi imponibili pubblicati dal Dipartimento delle Finanze per l’anno 2014. 

    Gli abitanti di Basiglio possono vantare un reddito pro capite medio di 42.000 euro. La sorpresa è che tra i comuni più poveri ci sia sempre un piccolo paese della Lombardia, ovvero Val Rezzo (meno di 2.000 abitanti), in provincia di Como, con un imponibile di 5.417 euro.
    comuni più ricchiAgli ultimi posti ci sono diversi comuni del Nord: Carvagna (sempre in provincia di Como), e le realtà piemontesi Cursolo-Orasso, Gurro e Falmenta.
    L’ultimo dei comuni meridionali è Roseto Valfortore, in provincia di Foggia, con 8.000 euro pro capite di imponibile.
    Tra le grandi città abbiamo Milano che possiede un reddito imponibile pro capite di 30.156, Roma (24.577), Torino (22.542) e Napoli (19.880 euro).
    Alla Lombardia va, dunque, la palma del comune più ricco e più povero, ma anche quella della regione più agiata d’Italia.
    I dati di Twig, infatti, ci dicono che con 24.020 euro di reddito medio, i cittadini lombardi sono quelli che possiedono maggiori risorse. All’ultimo posto c’è, invece, la Calabria, che presenta un imponibile medio di 14.010 euro, addirittura 10.000 euro in meno della regione più ricca.
    Il divario tra Nord e Sud, dunque, continua ad essere di proporzioni enormi: questa classifica è solo l’ennesima prova dei fatti.


  • bcc lettera

    Si svolgerà a Modena, giovedì 7 aprile alle ore 15:00, la premiazione di Imprendocoop, l’iniziativa promossa da Confcooperative Modena per lanciare nuove startup cooperative. 

    Nel corso dell’atto conclusivo ci sarà anche il convegno “Economia collaborativa: il miracolo è questo. Più condividiamo, più abbiamo“, organizzato da bcc letteraConfcooperative Modena, Imprendocoop, Democenter e CoopUp.
    L’evento sarà un’occasione per confrontarsi sulle nuove opportunità offerte dalla sharing economy e sul ruolo che hanno le persone ed il sociale nell’economia collaborativa.
    Verranno, infine, premiati i tre progetti vincitori che riceveranno, in base all’ordine di classifica, un contributo di 2.500, 1.500 e 1.000 euro.
    I gruppi vincitori potranno inoltre usufruire di:

    •  spazio co-working per sei mesi dalla fase costituente;
    •  servizi amministrativi e fiscali gratuiti per il 2016;
    •  elaborazione servizi del personale gratuiti per il 2016;
    •  adesione ed accesso ai servizi messi a disposizione da Confcooperative Modena;
    •  agevolazioni per finanziamenti e servizi bancari;

    L’erogazione di tutti i premi è, inoltre, vincolata alla costituzione di una impresa in forma cooperativa e all’adesione a Confcooperative Modena entro il 30 giugno 2016.
    La cerimonia di premiazione è solamente l’ultimo atto di un percorso che ha visto i partecipanti impegnati in una serie di attività portate avanti dalla rete di Imprendocoop e Confcooperative Modena.
    A partire dal 2015 fino ad arrivare ai primi mesi del 2016, le startup cooperative hanno seguito dei laboratori e dei seminari tecnici su tematiche quali l’innovazione frugale ed economia della condivisione, crowfunding ed impact investing, digital marketing e smart innovativo, oltre ad alcuni incontri che hanno aiutato le coop a comprendere come realizzare la propria impresa, con un focus sull’attività di marketing e comunicazione e la pianificazione economico-finanziaria.