Categoria: News

  • riforma forestale

    Uno degli undici decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione disciplina la razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nei Carabinieri.
    Insieme all’accorpamento delle funzioni della Forestale nasce anche il Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare.

    «Con la riforma – ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina – riorganizziamo le funzioni di polizia impegnate sul fronte agroambientale, dotando l’Italia di una moderna struttura in grado di assicurare sempre meglio prevenzione e repressione su questo fronte. Uniamo le forze e potenziamo gli strumenti operativi. Il nuovo Comando assicurerà professionalità, specializzazione e un ramificato presidio del territorio riforma forestalerappresentando di certo una delle esperienze più avanzate d’Europa».
    Il nuovo Comando vedrà l’impiego di 7 mila uomini specializzati con il compito di tutelare il patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare italiano.
    La scelta di affidare questa funzione ai Carabieri, come spiega il Mipaaf, deriva dalla presenza all’interno dell’Arma di competenze specifiche in questo campo con Nuclei specializzati come i Nac (Nucleo Anticontraffazioni Carabinieri) e Noe (Nucleo operativo ecologico), oltre all’attività dei Nas (Nucleo anti sofisticazioni).
    L’alta specializzazione, inoltre, viene garantita dalla conferma del personale Cfs e dalla formazione di ulteriori figure professionali.
    Il Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare viene sottoposto alle dipendenze funzionali del Ministero delle Politiche Agricole, in quanto dicastero che possiede tra i propri compiti la difesa del patrimonio agroambientale italiano.
    Vi proponiamo di seguito le slides con le quali il Mipaaf specifica le funzioni del nuovo Comando e le principali novità in materia.


  • treni italia

    Legambiente ha pubblicato un rapporto sul trasporto pendolare ferroviario che evidenzia il successo dell’alta velocità e ritardi e disagi del Mezzogiorno.

    Ancora una volta l’Italia si dimostra un Paese “a due velocità” per effetto da una parte dei miglioramenti dell’offerta al Nord, sia in termini di quantità che di qualità, e dall’altra dall’incredibile peggioramento dell’offerta al Sud. Sembra impossibile ma è così!
    treni italiaCome riportato da Legambiente, infatti, sulla tratta Salerno – Torino – Venezia sono cresciuti in maniera esponenziale i treni Frecciarossa ed Italo, con una variazione positiva dei passeggeri del +7,7% nel 2014 ed una previsione di crescita tra il 6 ed il 7% per il 2015.
    Dall’altra parte diminuisce del -22,5% il numero di i treni regionali, nello specifico Intercity, e dei collegamenti a lunga percorrenza su tutte le direttrici nazionali.
    C’è, dunque, un miglioramento dell’offerta dei treni di classe A a discapito, però, delle tratte a lunga percorrenza e dei collegamenti da Sud a Nord.
    Secondo Legambiente i collegamenti ad alta velocità da Roma a Milano, tra Frecciarossa ed Italo, sono passati dai 17  del 2007 (all’epoca tutti Eurostar) ai 63 odierni con una variazione positiva del +370% in soli otto anni.
    La situazione non è così fiorente al Sud, protagonista di un calo del 30% dell’offerta nella tratta dell’ex circumvesuviana di Napoli.
    Spicca soprattutto l’enorme differenza tra la Lombardia e le regioni del Mezzogiorno. Nella prima, infatti, ci sono 2.300 corse al giorno, considerando solo i treni regionali.
    Al Sud, invece, sono 1.738 le corse quotidiane, nonostante una popolazione nettamente superiore rispetto alla Lombardia (19.308.637 contro 9.794.525).
    E non è solo un problema di quantità dell’offerta, ma anche di qualità. I passeggeri che viaggiano al Sud si trovano su convogli che hanno un’età media di 20,4 anni, il che aumenta le possibilità di guasti e conseguenti ritardi.



  • Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il Ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione Marianna Madia hanno presentato oggi gli undici decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione.

    Il premier ha più volto ribadito come questo provvedimento possieda un forte carattere digitale, grazie soprattutto all’introduzione unico del Pin unico per tutte le amministrazioni e del cosiddetto domicilio digitale.
    marianna madiaSempre in tema di digitale e di semplificazione del rapporto PA-cittadini è stato introdotto anche nel nostro Paese il FOIA (Freedom of Information Act), ovvero il diritto universale ad accedere agli archivi pubblici della pubblica amministrazione.
    Le novità, però, non si fermano al tema della digitalizzazione della PA. É previsto, infatti, anche un taglio netto delle partecipate, che dovrebbe portare nelle intenzioni del Governo da ottomila a mille il numero delle partecipate, inserendo criteri rigidi per la creazione di nuove società.
    Previste, inoltre, pene più severe per i cosiddetti “furbetti del cartellino“, cioè quei dipendenti pubblici che timbrano il cartellino senza recarsi effettivamente a lavoro.
    Riduzione dei tempi burocratici, riordino delle funzioni delle forze dell’ordine, taglio del numero di autorità portuali sono solo alcune delle novità previste dalla riforma.
    Di seguito vi riportiamo le slides della conferenza stampa di presentazione per avere un quadro riassuntivo e schematico dei cambiamenti apportati dal nuovo impianto normativo.

     

     


  • germania reichstag

    Quali sono i paesi migliori al mondo? La domanda è molto complessa.
    Innanzitutto bisognerebbe stabilire i criteri di giudizio, perché per stilare una classifica del genere bisogna tenere in considerazione tantissimi fattori che rischiano di rendere impossibile un’operazione di valutazione degna di questo nome.

    Un’indagine condotta da WPP BAV Consulting e dalla Wharton School University of Pennsylvania con la consulenza dell’US News & World Report, presentata nel corso del prestigioso scenario del World Economic Forum di Davos, ha provato a stabilire quali sono i paesi migliori al mondo, cercando di germania reichstagincrociare diversi dati e diversi elementi.
    L’analisi è stata svolta su un campione di 60 Stati attraverso un sondaggio che ha coinvolto più di 16mila persone, tra imprenditori, esponenti del mondo accademico e punti di riferimento del world business.
    Le informazioni ricavate dalle interviste sono state incrociate con i dati relativi a 9 elementi ritenuti fondamentali per valutare una nazione: sostenibilità, influenza culturale, trasporti, imprenditorialità, influenza economica, avventura, educazione, patrimonio, potere e qualità della vita.
    Questi dati sono stati poi ulteriormente incrociati con quelli sul Pil pro capite di ciascun paese nell’anno 2014.
    Al primo posto della classfica troviamo la Germania, ovvero uno Stato che ha mostrato negli ultimi anni una straordinaria resilienza alla crisi, oltre alla capacità di risolvere conflitti sociali di portanza storica, uno su tutti il tema della riunificazione.
    Alle spalle della nazione guidata da Angela Merkel ci sono tre paesi anglosassoni: Canada, Inghilterra e Stati Uniti. Al quinto posto troviamo, invece, la Svezia, che risulta essere anche il primo tra i paesi della Scandinavia, un’area universalmente riconosciuta come all’avanguardia in tema di welfare, innovazione e qualità della vita.
    Nei primi dieci posti ci sono ben sei paesi europei, con la Francia, l’Olanda e la Danimarca che chiudono la top ten. L’Italia si trova poco più indietro, al tredicesimo posto, e precede Lussemburgo e Singapore.


  • governo pubblica amministrazione

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri sera gli undici decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione.
    Taglio delle partecipate, digitalizzazione e trasparenza nel rapporto PA-cittadini, pene severe per gli assenteisti e riduzione dei tempi burocratici sono alcuni dei punti più importanti del nuovo apparato normativo.

    C’era grande attesa per conoscere i contenuti della riforma che è di fatto l’atto più rilevante dell’esecutivo nel 2016.
    governo pubblica amministrazioneVi proponiamo di seguito le principali novità della riforma Madia, in attesa della conferenza stampa di presenza del premier Matteo Renzi e del ministro Marianna Madia:

    • Taglio delle partecipate: il Governo stabilisce che le singole pubbliche amministrazioni dovranno effettuare una ricognizione di tutte le partecipate ed entro un anno e mezzo decidere quali tagliare.
      L’esecutivo pone, però, alcuni paletti. Dovranno essere eliminate quelle partecipate con un fatturato inferiore al milione di euro e che abbiano più amministratori che dipendenti.
      La regola generale è quella dell’amministratore unico, ma in presenza di Cda il limite massimo sarà di cinque membri. Per i dipendenti che saranno oggetto del taglio è previsto l’utilizzo del “cuscinetto” della mobilità.
    • Pene severe per gli assenteisti: il dipendente che viene colto in flagrante mentre falsifica la propria presenza in ufficio verrà punito entro 48 ore.
      È prevista la sospensione dal servizio e dalla retribuzione. Il procedimento che porta al licenziamento del dipendente dovrà chiudersi entro un mese, anziché entro 120 giorni come previsto allo stato attuale dal nostro ordinamento.
      Oltre al licenziamento, un’eventuale condanna della Corte dei Conti può costringere il dipendente a pagare una multa il cui ammontare minimo sarà di sei mensilità.
      Per i dirigenti che non denunciano l’accaduto sono previste pene fino al licenziamento.
    • Stipendi e nomine dei manager: in materia di tetti alla retribuzione dei manager della PA, la riforma rinvia ad un decreto ministeriale, anche se sono esclusi premi e buonuscite per i dirigenti che hanno apportato risultati negativi alla propria amministrazione.
      Ci sarà, inoltre, meno potere di scelta delle Regioni per la nomina dei dirigenti Asl.
    • Accorpamento Corpo Forestale e numero unico: Il Corpo Forestale non esisterà più, verrà assorbito quasi interamente dai Carabinieri.
      Le competenze anti-incendio passeranno, invece, al Vigili del Fuoco.
      Viene inserito anche il numero unico per le emergenze, il 112, ed effettuato un riordino delle competenze tra Polizia e Carabinieri, con i primi che si occuperanno delle grandi aree mentre agli altri viene assegnato tutto il resto del territorio.
    • Riduzione tempi burocratici: c’è un taglio del 50% dei tempi per le procedure amministrative per quanto riguarda opere pubbliche, insediamenti produttivi ed attività imprenditoriali rilevanti.
      Molte procedure che prevedono tempi burocratici di 30 e 180 giorni, vedranno un loro dimezzamento; si passerà, quindi, a 15 e 90 giorni.
    • FOIA: Viene introdotto anche in Italia il Freedom of Information Act, che stabilisce il diritto universale dei cittadini di accesso agli atti della pubblica amministrazione.
      D’ora in poi i cittadini avranno il potranno accedere agli archivi della PA senza dover specificare la motivazione. L’amministrazione è chiamata ad adempiere a questo obbligo entro 30 giorni pena l’erogazione di sanzioni pesanti da parte dell’Anac.

  • industria culturale

    L’Italia è la patria dell’arte e della cultura. In pochi, però, fino adesso si sono chiesti quanto vale in termini economici l’Industria della Cultura e della Creatività nel nostro Paese.

    Troppo spesso si tende a sottovalutare il possibile impatto economico di un investimento in attività di questo genere.
    Uno studio di Ernst & Young, presentato oggi alla Triennale di Milano, ha provato, allora, a valutare l’apporto del industria culturalesettore in termini meramente economici.
    Da questa analisi, è emerso che nel 2014 il valore economico complessivo dell’Industria della cultura e della creatività è stato pari a 46,8 miliardi di euro, corrispondente al 2,9% del Prodotto interno lordo nazionale.
    Di questi l’86% deriva da attività direttamente legate alla filiera creativa, come la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi, mentre il restante 14% viene da attività collaterali.
    L’indagine di Ernst & Young sorprende soprattutto per i dati relativi al numero di occupati. Nel 2014 sono stati 995 milioni gli occupati nel settore dell’Industria culturale, ovvero circa il 4% della forza lavoro italiana.
    Questo vuol dire che la cultura può essere davvero un volano imprescindibile dell’economia italiana.
    Lo studio ci aiuta a capire anche nel dettaglio il valore e l’impatto occupazionale dei singoli ambiti dell’Industria culturale.

    Non stupisce che nel 2014 il valore economico più elevato sia stato generato dal settore della Televisione e Home Entertainment, con 12,2 miliardi di euro prodotti e 95.885 occupati.
    Segue l’ambito delle Arti Visive, vero e proprio patrimonio storico italiano, che ha prodotto 11,2 miliardi di euro e dato lavoro a 241.607 persone.
    Bene anche la Pubblicità grazie ad un valore economico generato di 7,4 miliardi di euro e ad una crescita costante della creatività digitale.
    Un ambito che dà lavoro a moltissime persone è invece quello delle Arti Permormative, come la danza, con oltre 150.000 occupati; buono, infine, il rendimento in termini occupazionali del settore Quotidiani e Periodici che, nonostante l’enorme crisi ed i cambiamenti che sta attraversando il mondo dell’editoria, riesce ad occupare più di 100.000 persone.


  • renzi inps

    Sono 2,1 milioni le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nei primi undici mesi del 2015.
    A rivelarlo è l’Osservatorio sul precariato dell’Inps attraverso il rapporto sullo stato del mercato del lavoro italiano.

    Ai 2,1 milioni di nuovi assunti a tempo indeterminato fanno da contraltare le 1,525 milioni di cessazioni di rapporti di lavoro. C’è, dunque, un saldo positivo di +584.000 contratti stabili stipulati da gennaio a novembre 2015.
    renzi inpsNon si tratta solamente della costituzione di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ma anche di trasformazioni di forme contrattuali a termine e di apprendistato.
    Il saldo è positivo anche se effettuiamo un confronto con l’anno precedente. Rispetto allo stesso periodo del 2014, infatti, 510.292 gli addetti a tempo indeterminato in più, con una variazione positiva del 9,7%. Le trasformazioni dei contratti a tempo determinato e degli apprendistato fanno registrare, invece, un aumento su base annua del 25,7%.
    Le regioni più dinamiche da questo punto di vista sono state Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia.

    Il boom delle assunzioni a tempo indeterminato è da attribuire soprattutto agli sgravi fiscali inseriti nella scorsa Legge di Stabilità, che hanno consentito alle imprese private di assumere nuovi addetti con significativi risparmi in termini di contributi da versare.
    La conferma di questo assunto è testimoniata dagli ultimi dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat e anch’essi riferiti al mese di Novembre. L’istituto di statistica rivela una diminuzione del tasso di disoccupazione, attestatosi a novembre all’11,3%, per effetto degli incentivi previsti in Legge di Stabilità.
    La riduzione dei suddetti sgravi, disciplinata dall’ultima Finanziaria, ha portato le aziende negli ultimi mesi dell’anno ad accelerare nei processi di assunzione di nuovi addetti a tempo indeterminato, facendo così respirare il mercato del lavoro italiano.
    Il premier Matteo Renzi ha commentato con soddisfazione questi dati attraverso il proprio profilo ufficiale Twitter: “Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in più nel 2015. INPS dimostra assurdità polemiche su Jobsact #avantitutta“.

     


  • expo milano

    Qual è stato l’impatto di Expo sull’economia lombarda? Un’indagine dell’Università Luic ha provato ad effettuare un primo bilancio valutando le ricadute dell’evento in termini economici.

    Secondo questa analisi l’impatto economico di Expo è stimabile in 12,5 miliardi: di questi 5,3 vanno al settore della ricettività e della ristorazione, 4,1 al expo milanocommercio e alle varie forme di intrattenimento e 3,2 ai trasporti.
    Questi dati sono stati elaborati in seguito ad interviste realizzate ad oltre 640 strutture di accoglienza e 2.500 visitatori, che hanno permesso di stabilire come la manifestazione internazionale abbia generato una produzione aggiuntiva pari allo 0,4% del Pil nazionale creando, tra le altre cose, 87mila nuovi posti di lavoro. Si tratta, dunque, di numeri importanti, nonostante ancora ci sia alcuna certezza riguardo la stabilità dei contratti di lavoro stipulati.
    Secondo una prima stima il 30% dei nuovi addetti assunti per via di Expo dovrebbe continuare il proprio rapporto di lavoro anche dopo la fine dell’evento.

    Sono positivi pure i dati relativi al settore turistico. Nel periodo marzo-ottobre 2015, c’è stato, infatti, un incremento del numero dei turisti recatisi in Lombardia stimabile attorno al 9,2% contro il 2,2% di media nazionale. Numeri simili per quanto riguarda i pernottamenti: la regione Lombardia fa segnare, infatti, un +10% durante il periodo di svolgimento di Expo, contro il +1,7% di media nazionale.
    Questi dati sono riferiti solamente all’anno 2015; per il 2016 è previsto un ulteriore impatto positivo sull’economia lombardia valutato attorno al 35-40% di quanto fatto fatto registrare nell’anno appena trascorso.
    Non era per nulla scontato che una manifestazione di questa portata potesse generare un simile valore economico; in passato eventi di caratura internazionale, organizzati dall’Italia, si sono rivelati un parziale o totale fallimento.
    Expo, nonostante i numeri non siano eccezionali in senso assoluto, è riuscito a generare ricchezza e valore, oltre a far crescere l’appeal del Made in Italy agroalimentare. E questa è già una notizia positiva.


  • latte olanda

    Il mercato del latte in Italia vive al momento una fase di stallo. Dopo l’aspra battaglia condotta dai produttori agricoli, che ha portato alla decisione di alzare il prezzo del latte da 34 a 37 centesimi al litro, alla fine di febbraio l’accordo varato tra produttori ed industrie di trasformazione scadrà e si prospetta una nuova situazione di incertezza.

    In questi mesi, infatti, i listini hanno continuato a seguire la strada del ribasso. È un momento di sofferenza, però, che non riguarda solo gli allevatori italiani.
    latte olandaAnche storici produttori come Olanda e Francia vivono con enorme preoccupazione il crollo dei prezzi scatenato dalla fine delle quote latte.
    Proprio l’Olanda si è resa protagonista di un atto significativo. La cooperativa Friesland Campina, infatti, ovvero uno dei maggiori produttori lattiero- caseari su scala mondiale, ha deciso di incentivare per i prossimi due mesi la riduzione della produzione.
    L’obiettivo è far crescere i prezzi attraverso una diminuzione dell’offerta di mercato. Una soluzione che pare voglia portare avanti anche la Francia, ma che necessita di un intervento da parte dell’Unione Europea.
    Saranno essenziali, infatti, degli incentivi per evitare che una simile contrazione della produzione causi gravi scompensi al reddito degli allevatori.
    Vedremo se nei prossimi mesi l’Unione Europea deciderà di adottare provvedimenti in questa direzione e scongiurare un crollo del prezzo del latte sotto i trenta centesimi, come previsto dalle principali organizzazioni professionali.


  • consorzio truffa

    Evasione fiscale fiscale per 11 milioni di euro e dichiarazione fraudolenta per la percezione indebita di contributi Inps del valore di 3 milioni di euro.

    Queste sono le accuse ai danni di un Consorzio agricolo della Sibaritide, arrivate in seguito alle indagini portate avanti dal Tribunale di Castrovillari.
    consorzio truffaQuesta mattina la Guardia di Finanza ha effettuato il sequestro di un opificio e di un impianto industriale per la lavorazione di prodotti agricoli, del valore complessivo di circa 7 milioni.
    Il Consorzio, dopo aver ottenuto contributi pubblici per 2,2 milioni di euro, avrebbe costituito due società con l’obiettivo di sovrastimare il costo dei lavori effettuati  e delle prestazioni di servizio oggetto dei finanziamenti e di emettere fatture false.
    La Guardia di Finanza ha accertato inoltre una truffa ai danni dell’Inps. Secondo gli inquirenti, infatti, il Consorzio si sarebbe reso protagonista della falsa assunzione di 319 braccianti agricoli e della dichiarazione fittizia di oltre 25mila giornate lavorative che gli avrebbe permesso di ottenere indennità previdenziali ed assistenziali per oltre un milione di euro.
    Tra le altre le cose, le indagini avrebbero rilevato gravi irregolarità nella situazione contabile del consorzio con omesse dichiarazioni per dieci milioni di euro ed evasione dell’Iva per oltre un milione di euro.


  • ammortamenti auto

    Bonus fiscale per imprese e professionisti sui costi sostenuti per l’acquisto di mezzi strumentali alla propria attività.
    Parliamo di automobili aziendali, ma anche computer e altri mezzi necessari per svolgere la propria professione.

    Tale misura è inserita all’interno della Legge di Stabilità e prevede un ammortamento del 140% sul prezzo d’acquisto per i beni acquistati dal 15 ottobre 2015 fino ammortamenti autoa tutto il 2016. La norma, dunque, ha un valore retroattivo.
    Il super ammortamento vale anche per i nuovi macchinari acquistati prima del 15 ottobre, la cui consegna, però, è avvenuta dopo questa data e per gli acquisti in leasing. Sono esclusivi, invece, beni quali i fabbricati e le costruzioni, gli aerei, i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5% (silos, serbatoi, ecc.), i beni immateriali e i beni usati.
    L’intento del provvedimento è certamente quello di rilanciare i consumi per la fine del 2015 e per tutto il 2016, dando la possibilità alle imprese e ai professionisti di investire in nuovi strumenti con considerevoli vantaggi fiscali.
    Cerchiamo di capire, però, meglio il funzionamento della misura fiscale.

    Per ogni acquisto di un bene strumentale alla propria attività lavorativa, il professionista e l’impresa avranno una maggiorazione del prezzo d’acquisto del 40%, valida solo per determinare le quote di ammortamento deducibili.
    Questo vuol dire che se un’impresa acquista, ad esempio, un computer del valore di 1.000 euro, il prezzo deducibile ai fini dell’ammortamento sarà di 1.400 euro.
    I cambiamenti si innestano nel momento in cui l’impresa o il professionista compila la Dichiarazione modello Unico. Poniamo l’esempio che un bene abbia una quota di ammortamento del 10%.
    Il primo anno è dimezzata e, dunque, sarà del 5%; a questa percentuale va aggiunto il 40%, cioè 2. Per il primo anno, in via definitiva, il bene verrà ammortizzato al 7% (5+2).
    Stesso discorso per gli anni seguenti, quando la quota di ammortamento sarà del 10% e alla quale andrà aggiunto il 40%, ovvero 4. L’impresa o il professionista potrà dunque ammortizzare il bene ad una quota del 14% (10+4).



  • Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Campo Libero, la trasmissione radiofonica trasmessa da Rtl 102.5.

    Martina si è soffermato su due punti in particolare: l’accordo tra il Mipaaf ed Intesa San Paolo per l’erogazione di crediti speciali per le imprese agricole e soprattutto la formazione del nuovo Ministero dell’Agroalimentare che andrà a sostituire quello delle Politiche Agricole.
    martina«È una novità enorme e non è solo legata al cambio del nome che verrà attuato con la riforma Madia – dichiara Martina – Dietro al cambio del nome c’è il senso di una sfida strategica per il Paese: riuscire in Italia, unici in Europa, ad avere un solo Ministero per il mondo agroalimentare italiano, unendo le forze dell’agricoltura e dell’industria alimentare, è un punto di sfida cruciale ed è quello che ci contraddistingue in Europa e nel Mondo. Innoviamo le istituzioni rendendole più coerenti con le prospettive del Paese».
    L’obiettivo principale della formazione del nuovo Ministero è stato annunciato ieri dal premier Matteo Renzi: superare quota 50 miliardi di export, avvicinandosi così a grandi player quali Francia e Germania.
    Di qui la necessità di unire le forze tra il mondo agricolo e quello dell’industria agroalimentare, raccogliendo al meglio l’eredità di Expo.

    La crescita delle esportazioni del Made in Italy agroalimentare è un obiettivo di lungo periodo che il Governo italiano sta provando a perseguire anche attraverso la lotta alla contraffazione e all’Italian Souding, fenomeni che costano al nostro Paese svariati miliardi di euro.
    Recentemente il Mipaaf ha stretto due accordi con le piattaforma di e-commerce eBay ed Alibaba per contrastare le truffe alimentari individuando in rete chi spaccia per italiani dei prodotti che non lo sono.
    Una linea, quest’ultima, che verrà ulteriormente perseguita nei prossimi anni e che non potrà che aumentare l’appeal e le vendite dei prodotti italiani.
    Parole di soddisfazione, infine, del ministro Martina sull’accordo stipulato tra il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed Intesa Sanpaolo, un protocollo che vale 6 miliardi di euro in crediti speciali per le imprese agricole.
    Le aziende del settore hanno bisogno, secondo Martina, di relazionarsi con interlocutori che sappiano davvero come funziona un’impresa agricola: «Le banche tornano a specializzare il proprio personale a sostegno del comparto primario – dichiara il ministro – il credito agricolo ha bisogno di specialità, quando si ha davanti un’impresa agricola bisogna conoscere la complessità e la particolarità del settore. Il fatto che Intesa decida di specializzare i propri sportelli sul versante agroalimentare per me è un passo decisivo»