La Legge di Stabilità 2016 estende i contributi per gli asili nido ed i voucher baby sitting alla professioniste e alle lavoratrici autonome.
Il Governo ha stanziato per questa misura circa 2 milioni di euro: le lavoratrici autonome potranno usufruire di 600 euro mensili per tre mesi da utilizzare in
servizi per l’infanzia. Per le lavoratrici dipendenti la durata del bonus è estesa, invece, a sei mesi.
Nel dettaglio possono ricevere il contributo:
- le lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato;
- le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata, comprese le libere professioniste;
- le lavoratrici autonome e le imprenditrici.
I soggetti in questione possono presentare la domanda negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non devono aver già fruito dell’intero periodo di congedo parentale, o maternità facoltativa.
Non possono, invece, fare richiesta le madri esenti dal pagamento dei servizi pubblici per l’infanzia.
Sono due i tipi di agevolazioni che offre la Legge di Stabilità.
Il primo è un contributo per i servizi pubblici per l’infanzia o per i servizi accreditati, entrambi riconosciuti direttamente alla struttura che eroga il servizio; il secondo è un voucher per l’acquisto dei servizi babysitting.
L’Inps erogherà mensilmente un voucher dell’ammontare di 600 euro per ogni mese di congedo parentale non usufruito dal soggetto in questione.
La lavoratrice avrà 120 giorni di tempo dall’accoglimento della domanda per ritirare il voucher, pena la perdita del diritto al bonus.
Per effettuare la domanda è possibile utilizzare i servizi online dell’Inps, chiamare il Contact center (numero verde 803164) oppure rivolgersi ad un patronato.


La trasmissione La Gabbia, andata in onda ieri sera su La7, ha fatto luce sullo stato delle cose.
L’annata 2014-2015 ha mostrato una diminuzione del suolo investito in agrumi con 148.157 ettari investiti e una produzione di 3,3 milioni di tons.
Il riassetto avverrà attraverso i decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, attesi in Consiglio dei Ministri questa settimana o al più tardi settimana prossima.
per le esigenze dell’attività agroalimentare. Le aziende potranno così aprire linee di credito specifiche con Intesa San Paolo per innovare la propria attività produttiva e tentare la sfida dell’internazionalizzazione.
L’intento dell’accordo è incentivare il libero scambio di prodotti e servizi attraverso l’abbattimento delle barriere doganali e delle relative tariffe.
I risultati raggiunti rappresentano una vittoria per le associazioni di categoria delle coop, un punto da cui ripartire per rilanciare gli investimenti e produrre lavoro sul territorio.
e con un tetto di reddito di 50.000 euro.
capillare delle forze dell’ordine sul territorio per garantire la sicurezza. Per ogni euro investito in sicurezza bisogna, però, investire un euro in cultura, così come abbiamo fatto noi. È una cosa controcorrente ma il terrorismo è anche e soprattutto un problema culturale”.
come quello lattiero caseario e zootecnico che stanno vivendo un periodo di crisi quasi epocale, culminato qualche mese fa con la cosiddetta “guerra del latte”, un’aspra protesta portata avanti dai produttori contro la multinazionale Lactcalis ed in generale contro le industrie di trasformazione lattiero casearie.
La normativa in questione ha scatenato la protesta delle associazioni di categoria, portando il Governo a fare marcia indietro.