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  • mamme voucher

    La Legge di Stabilità 2016 estende i contributi per gli asili nido ed i voucher baby sitting alla professioniste e alle lavoratrici autonome.

    Il Governo ha stanziato per questa misura circa 2 milioni di euro: le lavoratrici autonome potranno usufruire di 600 euro mensili per tre mesi da utilizzare in mamme voucherservizi per l’infanzia. Per le lavoratrici dipendenti la durata del bonus è estesa, invece, a sei mesi.
    Nel dettaglio possono ricevere il contributo:

    • le lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato;
    • le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata, comprese le libere professioniste;
    • le lavoratrici autonome e le imprenditrici. 

    I soggetti in questione possono presentare la domanda negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non devono aver già fruito dell’intero periodo di congedo parentale, o maternità facoltativa.
    Non possono, invece, fare richiesta le madri esenti dal pagamento dei servizi pubblici per l’infanzia.
    Sono due i tipi di agevolazioni che offre la Legge di Stabilità.
    Il primo è un contributo per i servizi pubblici per l’infanzia o per i servizi accreditati, entrambi riconosciuti direttamente alla struttura che eroga il servizio; il secondo è un voucher per l’acquisto dei servizi babysitting.
    L’Inps erogherà mensilmente un voucher dell’ammontare di 600 euro per ogni mese di congedo parentale non usufruito dal soggetto in questione.
    La lavoratrice avrà 120 giorni di tempo dall’accoglimento della domanda per ritirare il voucher, pena la perdita del diritto al bonus.
    Per effettuare la domanda è possibile utilizzare i servizi online dell’Inps, chiamare il Contact center (numero verde 803164) oppure rivolgersi ad un patronato.


  • arance rosarno

    Sono passati sei anni da quando Rosarno (Reggio Calabria) finì sulle pagine dei quotidiani nazionali ed internazionali per la rivolta dei migranti contro lo sfruttamento perpetrato dai produttori di arance.

    Salari bassi e condizioni di vita e di lavoro precarie hanno portato i lavoratori a manifestare il proprio sdegno dando vita ad una vera e propria rivolta.
    Oggi, sei anni dopo il clamore suscitato dall’evento e le numerose promesse e proposte del politico di turno, niente è cambiato.
    arance rosarnoLa trasmissione La Gabbia, andata in onda ieri sera su La7, ha fatto luce sullo stato delle cose.
    Il mercato delle arance, come scritto ieri in questa sede, è in grave crisi per effetto della presenza massiccia di prodotti provenienti dall’estero.
    Le aziende agricole devono confrontarsi con prezzi scarsamente remunerativi e con una concorrenza, soprattutto di matrice spagnola, che impedisce loro di affacciarsi al mercato estero.

    Da qui si alimenta la pratica del caporalato ed il lavoro nero dei migranti. Come emerge dal servizio di La7, ogni mattina all’alba avviene un vero e proprio reclutamento delle braccia agricole africane a prezzi ben al di sotto di quelli stabiliti dai contratti nazionali: 25 euro contro i 43 di salario minimo previsti dalla legge.
    La denuncia non è solo contro i produttori che si rivolgono ai cosiddetti “caporali” per ottenere forza lavoro, ma anche contro le grandi multinazionali dell’industria e la grande distribuzione che impone alle imprese agricole del Mezzogiorno prezzi scarsamente remunerativi, perpetrando questo sistema.
    “Sulle arance da industria non c’è soluzione – dichiara Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria – C’è una distorsione economica: se una arancia viene pagata 7 centesimi ed un’aranciata viene venduta ad un euro e trenta sullo scaffale, è chiaro che con oltre il 4.000% di ricarico è difficile rompere questa catena“.
    Un sistema, dunque, di competitività al ribasso che genera sfruttamento e disagio sociale e coinvolge più attori: ” Qui si parla tanto dei caporali e non si parla dei colonnelli e dei generali – accusa Arturo Lavorato, della cooperativa Mani e Terra – I grandi commercianti sono i colonnelli, le istanze della grande distribuzione come Coop e Conad sono i generali. Se sul terreno hai i caporali, nelle città e nelle metropoli hai i generali”

    NOTA: Vi proponiamo di seguito il video della trasmissione La Gabbia. Il servizio sullo scandalo delle arance di Rosarno inizia al minuto 57.



  • Il mercato di arance, clementine, limoni e mandarini sta vivendo un periodo di crisi abbastanza preoccupante.
    Le cause sono da individuare principalmente nella presenza sempre più massiccia di prodotti provenienti dall’estero, con particolare riferimento alla Spagna.

    Lo evidenzia un report realizzato dal portale Italfruit.net che mette insieme i dati su importazioni, esportazioni e consumi del settore per verificare lo stato di salute del mercato.
    frutta embargo russiaL’annata 2014-2015 ha mostrato una diminuzione del suolo investito in agrumi con 148.157 ettari investiti e una produzione di 3,3 milioni di tons.
    Il 60% della superficie agrumicola è costituita da arance, seguita da clementine (19%) e limoni (17%); per quanto riguarda, invece, le regioni con la maggiore superficie coltivata al primo posto troviamo la Sicilia con 85.455 ettari investiti, poi c’è la Calabria con 37.268 ettari e la Puglia con 9.391 ettari.

    I dati più rilevanti riguardano il livello di esportazioni ed importazioni.
    Negli ultimi sei anni c’è stato un progressivo crollo dell’export di agrumi: siamo passati dalle 344.009 tons del 2009-2010 alle 250.622 tons del 2014-2015.
    Il settore è riuscito in qualche modo a sopperire alla riduzione delle esportazioni grazie all’aumento del prezzo medio, passato da 0,64 al kg di sei anni fa ai 0,74 al kg odierni.
    I nostri principali partner commerciali sono la Germania, l’Austria, la Svizzera e la Polonia.

    Ad una diminuzione delle esportazioni fa da contraltare un incremento notevole delle importazioni. In sei anni siamo passati da circa 290.000 tons e 467.986. La bilancia commerciale, dunque, ha presentato dei costanti valori negativi negli ultimi cinque anni, sia in termini di valore che di quantità.
    E pensare che la maggior parte degli agrumi proviene da un solo paese: la Spagna. Il 60% degli agrumi importati in Italia viene, infatti, dalla realtà iberica, segno evidente del dominio spagnolo del mercato europeo, una leadership che non poteva che mettere in crisi il nostro settore agrumicolo.
    Un esempio del divario enorme tra Italia e Spagna è rappresentato dalla produzione di arance. Secondo il rapporto di Italfruit, l’Italia nell’annata 2014-2015 ha venduto all’estero circa 90 milioni di euro di prodotto contro 1 miliardo di euro della Spagna.
    La differenza tra le due realtà sta nella capacità della Spagna di volgere lo sguardo con più attenzione e lungimiranza verso i mercati esteri, guardando non solo all’Europa, ma anche a nazioni come Emirati Arabi, Brasile e Canada.
    Le imprese agrumicole italiane, invece, situate prevalentemente nel Mezzogiorno, non hanno colto le opportunità offerte dal processo di internazionalizzazione, limitando la propria attività commerciale al mercato italiano.
    In un contesto di crisi della domanda interna, avere simili limiti strutturali mette inevitabilmente in crisi l’intero comparto.



  • Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali non esisterà più; a fargli posto sarà il nuovo Ministero dell’agroalimentare.

    Ad annunciarlo è il premier Matteo Renzi nel corso della presentazione dell’accordo tra il Mipaaf ed Intesa San Paolo che sancisce l’investimento di 6 miliardi di euro in crediti speciali per le aziende agricole.
    “L’agricoltura – ha dichiarato il premier – non è più un ministero di serie b, ma è centrale per lo sviluppo dell’italia e la sua identità”.
    biodiversitàIl riassetto avverrà attraverso i decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, attesi in Consiglio dei Ministri questa settimana o al più tardi settimana prossima.
    Per quanto riguarda le competenze dipenderanno dal contenuto dei decreti.
    L’idea, dunque, è di rafforzare il made in Italy agroalimentare, creando un ministero specifico in grado di creare politiche per l’internazionalizzazione delle imprese del settore e l’implementazione di strumenti innovativi.
    I recenti risultati positivi dell’export agroalimentare ed il successo internazionale di Expo hanno convinto l’esecutivo ad investire nel mondo agricolo (come dimostrato dall’ultima Legge di Stabilità).
    Nel 2015 l’export del settore agricolo ha raggiunto quota 36 miliardi di euro, stabilendo una cifra record per l’Italia.
    L’obiettivo, però, secondo Renzi, deve essere superare i 50 miliardi: “Non è possibile che l’Italia con i numeri che ha non arrivi a quei livelli – rilancia il Primo Ministro – Ci arriviamo, ci metteremo qualche anno ma ci arriviamo” .
    “Il passaggio al ministero dell’Agroalimentare è il nostro approdo naturale per valorizzare al massimo la spinta di Expo –
    ha commentato il ministro Martina – Stiamo parlando di un lavoro strategico per il Paese e sono contento che il 2016 possa essere fino in fondo l’anno di questa svolta utile”.



  • Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali comunica la stipula di un accordo con l’istituto bancario Intesa San Paolo volto a migliorare l’accesso al credito delle imprese agricole, stimolare nuovi investimenti e creare posti di lavoro.

    L’accordo prevede un investimento di 6 miliardi di euro in tre anni in crediti speciali per il finanziamento di aziende e filiere produttive agricole oltre a servizi finanziari ad hoc mipaafper le esigenze dell’attività agroalimentare. Le aziende potranno così aprire linee di credito specifiche con Intesa San Paolo per innovare la propria attività produttiva e tentare la sfida dell’internazionalizzazione.
    Attraverso il Protocollo d’intesa vengono rafforzati, inoltre, gli strumenti di garanzia e previsti percorsi formativi per gli imprenditori agricoli.
    «Dopo un 2015 molto positivo – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – l’agroalimentare italiano può ancora accelerare. Vogliamo sostenere la crescita delle imprese e la creazione di nuova occupazione e per questo servono investimenti, credito e un rapporto più semplice tra banche e imprese. L’accordo che presentiamo oggi con Intesa Sanpaolo rappresenta un tassello importante della strategia a sostegno di un settore che si sta dimostrando sempre più centrale per l’economia italiana».

    Secondo le stime del Mipaaf il protocollo dovrebbe portare gli investimenti nel credito per le imprese agricole ad oltre 10 miliardi con conseguenti ricadute positive sul mercato del lavoro.
    Il finanziamento di attività legate al mondo agricolo dovrebbe portare, secondo i calcoli del ministero, a 70mila nuovi posti di lavoro: «È significativo che uno dei principali istituti bancari del Paese – prosegue Martina – metta a disposizione, nei prossimi 3 anni, 6 miliardi di euro di credito dedicato per le aziende del settore. Un’iniezione di liquidità e fiducia che può contribuire al raggiungimento di obiettivi concreti come l’aumento degli occupati, la crescita dell’internazionalizzazione, il supporto agli investimenti soprattutto sul fronte dell’innovazione e per il ricambio generazionale. Si tratta di un modello di lavoro che rilancia anche la specializzazione del credito agrario e che vorremmo rafforzare ancora, estendendolo nei prossimi mesi ad altri istituti»



  • Il 27 giugno 2014 l’Unione Europea e l’Ucraina hanno firmato il “Deep and Comprehensive Free Trade Area” (DCFTA), l’accordo commerciale che disciplina il libero scambio tra i paesi membri dell’Unione Europea e l’Ucraina.

    Mentre le disposizioni generali e quelle riguardanti l’associazione politica e la cooperazione sono entrate in vigore già nel novembre del 2014, la parte commerciale si applica a partire dal 1° gennaio 2016.
    28102014L’intento dell’accordo è incentivare il libero scambio di prodotti e servizi attraverso l’abbattimento delle barriere doganali e delle relative tariffe.
    L’Ucraina si impegna, inoltre, ad uniformare la sua legislazione a quella dei paesi Ue in ambiti quali la libera concorrenza, gli appalti pubblici, l’agevolazione degli scambi commerciali, la protezione della proprietà intellettuale, il commercio energetico ed i trasporti.
    L’Unione europea rappresenta il più grande partner commerciale del paese ucraino: più di un terzo delle operazioni commerciali dell’Ucraina, infatti, vengono svolte con gli stati europei.
    Nel dettaglio, le esportazioni dell’UE verso l‘Ucraina ammontano a 17 miliardi di euro e quelle dell’Ucraina verso l’Unione europea sono pari a 14 miliardi di euro (dati per il 2014). Le principali esportazioni dell’UE verso l’Ucraina sono costituite da macchine e apparecchi (€ 5,7 miliardi nel 2013), mezzi di trasporto (€ 2,6 miliardi), prodotti chimici (€ 3,7 miliardi) e manufatti.
    Le principali esportazioni dell’Ucraina verso l’UE sono, invece, costituite dai metalli di base (€ 3,5 miliardi nel 2013), prodotti agricoli (€ 2,8 miliardi), prodotti minerali (€ 2,7 miliardi), macchine e apparecchi (€ 1,2 miliardi).



  • La Legge di Stabilità 2016 ha stravolto l’ordinamento giuridico italiano in materia di tassazione immobiliare e trasferimenti immobiliari.
    Il nuovo impianto normativo si caratterizza per un importante abbattimento delle tasse che avrà degli effetti anche sull’attività imprenditoriale.

    Le organizzazioni di rappresentanza delle cooperative hanno voluto fortemente l’eliminazione di alcuni tributi, su tutti l’Imu sui terreni agricoli, che hanno contribuito in questi mesi ad aumentare il costo del lavoro e rendere più difficili le nuove assunzioni.
    imuI risultati raggiunti rappresentano una vittoria per le associazioni di categoria delle coop, un punto da cui ripartire per rilanciare gli investimenti e produrre lavoro sul territorio.
    Vi presentiamo di seguito le principali novità normative sul tema della tassazione immobiliare:

    • Esenzione Imu sui terreni agricoli: su questo punto c’è stata una forte battaglia da parte di Agrinsieme e di tutti i rappresentanti dei produttori agricoli.
      La legge stabilisce che sono esenti dall’Imu agricola:

      • tutti i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli Imprenditori agricoli professionali, indipendentemente dalla loro ubicazione. La norma pone grande attenzione verso la categoria Iap, fornendo così un enorme vantaggio a tutte le grandi cooperative agricole che operano sul territorio italiano e stanno tentando la sfida dell’internazionalizzazione;
      • ricadenti in aree montane o di collina, come già individuati prima del 2013 dalla Circolare 9/1993. Si viene così ad ovviare al problema della classificazione Istat, che aveva creato non poche incongruenze circa le aree da ritenere esenti in virtù della posizione geografica;
      • ubicati nei comuni delle isole minori indipendentemente dal possesso e dalla conduzione da parte di specifici soggetti;
      • con immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile;
    • Detraibilità parziale dell’IVA da Irpef per acquisto di immobili. É una norma, quest’ultima, che intende fornire maggiore equità tra gli operatori del mercato immobiliare. Nel dettaglio consentirà alle imprese costruttrici di detrarre il 50% dell’Irpef sull’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva sull’acquisto di abitazioni di classe energetica A o B, cedute dalle imprese costruttrici e da effettuare entro il 31 dicembre 2016.
      Si tratta di un intervento normativo voluto fortemente da Federabitazione – Confcooperative, che ha il limite, però, di avere una durata limitata al solo 2016.
    • Proroga al 31 dicembre 2016 delle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica: rimane il 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, inclusi quelli relativi alle parti comuni degli edifici condominiali ed il 50% per le ristrutturazioni e per il connesso acquisto di mobili;
    • Esenzione Tasi sull’abitazione principale;
    • Estensione anche al regime TASI delle assimilazioni all’abitazione principale del regime IMU.
      Grazie anche a questo cambiamento normativo saranno considerate abitazioni principali e quindi esenti da Imu e Tasi, sia le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, sia i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
    • Esenzione da IMU e da TASI per le unità immobiliari assegnate a soci studenti universitari di cooperative edilizie a proprietà indivisa;
    • Previsione di agevolazioni fiscali temporanee per le cessioni o le assegnazioni, da parte delle società di beni immobili e di beni mobili registrati ai soci: a queste operazioni si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP ed è ridotta l’imposta di registro.


  • Corsi di formazione, buoni libro, servizi di assistenza medica, buoni pasto, palestra. Il ticket welfare è questo e tanto altro.
    Oggi, dopo alcune sperimentazioni di parte di aziende italiane come Luxottica, può diventare sempre più diffuso anche nel nostro Paese.

    Merito delle agevolazioni fiscali inserite nella Legge di Stabilità. Verranno, infatti, quasi interamente detassate le risorse messe a disposizione dei dipendenti fino a 2.000 euro l’anno welfaree con un tetto di reddito di 50.000 euro.
    Come riportato dal quotidiano La Stampa, il Governo ha investito in questo strumento 430 milioni di euro per il 2016 e 589 per gli anni a seguire.
    L’idea è quella di migliorare il welfare aziendale e creare nuovi posti di lavoro.
    Attraverso il ticket welfare, i lavoratori incrementeranno con ogni probabilità i consumi, ricevendo un benefit che può essere considerato a tutti gli effetti come un’integrazione della retribuzione.
    Anzi, c’è la possibilità di ottenere la cifra direttamente sul proprio stipendio. In questo caso, però, l’impresa sarà sottoposta ad una tassazione del 10% ed il lavoratore riceverà 1.270 euro netti anziché 2.000 euro.
    Conviene, dunque, sia all’azienda che all’addetto utilizzare questo strumento sotto forma di voucher, disponibile sia in formato digitale che cartaceo.
    Verranno create specifiche piattaforme online dove sarà possibile usare i vari ticket, che vanno da un minimo di 5 euro ad un massimo di 50 euro.



  • Il Primo Ministro Matteo Renzi è intervenuto nel corso di un’intervista rilasciata a Claudio Tito su Repubblica Tv.
    Tra i tanti temi affrontati c’è quello delle riforme dopo l’approvazione del Ddl Boschi avvenuta ieri alla Camera, ma anche la politica internazionale ed il problema dell’immigrazione.

    “Nelle prossime settimane aboliremo il reato di immigrazione clandestina e saremo invece più severi e celeri nelle espulsioni per chi delinque. C’è una presenza renzi istatcapillare delle forze dell’ordine sul territorio per garantire la sicurezza. Per ogni euro investito in sicurezza bisogna, però, investire un euro in cultura, così come abbiamo fatto noi. È una cosa controcorrente ma il terrorismo è anche e soprattutto un problema culturale”.
    Un accenno importante, poi, anche alla riforma istituzionale con il referendum che il Governo ha intenzione di portare avanti per l’approvazione del Ddl Boschi: “Dopo il passaggio al Senato partiremo subito con la campagna referendaria, già ad Aprile. Se perdo, non solo me ne vado a caso ma mi ritirerò dalla carriera politica perché si tratterebbe di una forte presa di posizione contro quanto abbiamo fatto in questi mesi. “.
    Un’altra questione all’ordine del giorno è quella relativa al sindaco di Quarto, con il sindaco del Movimento 5 Stelle che, dopo le accuse di essere influenzato dalla camorra, è stato formalmente espulso dal movimento: “Su questi temi io sono estremamente garantista. Avrebbe dovuto denunciare chi la stava minacciando, ma non avrebbe dovuto dimettersi. Il Movimento 5 Stelle non ha il monopolio dell’integrità morale e questo noi lo sappiamo da sempre”



  • Il Mipaaf annuncia il primo importante piano di investimento pubblico in ricerca sulle biotecnologie sostenibili.
    Sono 21 i milioni di euro che il Governo mette sul piatto per i prossimi tre anni in attività di studio sul tema, ricerche che saranno gestite dal Crea.

    Una serie di professionalità riconosciute e stimate a livello internazionale fanno parte del Crea e si occuperanno di sviluppare progetti di ricerca che riguardano l’applicazione delle biotecnologie sostenibili sulle colture più importanti della nostra agricoltura.
    mipaafIn particolare verranno implementati studi di laboratorio su vite, olivo, pomodoro, pesco, albicocco, agrumi, frumento, melanzana, melo, ciliegio, pioppo.
    Come specifica il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, le tecniche di cisgenesi e genome editing sono ben diverse da quelle che portato alla produzione degli OGM transgenici.

    I prodotti cisgenici, infatti, non si ottengono attraverso inserimenti estranei alla propria specie. Applicare le biotecnologie sostenibili significa al contrario migliorare la qualità dei prodotti agricoli e aumentare l’efficienza delle tecniche produttive attraverso, ad esempio, un migliore adattamento delle colture al cambiamento climatico.
    In Europa non esiste ancora un riconoscimento giuridico, come è avvenuto, invece, negli Stati Uniti e in Svezia, dove le piante derivanti da cisgenesi e genome editing non sono equiparate agli OGM.
    L’Italia si è fatta portavoce più volte in questi mesi di un cambiamento della normativa che darebbe ai paesi membri la possibilità di applicare sul campo i frutti della ricerca scientifica portata avanti negli ultimi anni.
    “Vogliamo tutelare al massimo il nostro patrimonio unico di biodiversità – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – che è il tratto distintivo che fa dell’Italia un punto di riferimento per il mondo a livello agroalimentare. Per farlo investiamo nella ricerca pubblica, concentrando le risorse su un programma di attività che punta su innovazione e sostenibilità. In pochi anni possiamo essere leader sul fronte dell’agricoltura di precisione e delle biotecnologie sostenibili legate al nostro patrimonio colturale”. 



  • Il ministro Martina l’ha definita come la Legge di Stabilità più agricola degli ultimi anni grazie ad un budget che è stato stimato attorno agli 800 milioni e ad una riduzione delle imposte di circa il 25%.

    Un investimento corposo nel settore agricolo era auspicabile e doveroso anche perché arriva in un momento particolare per il settore. Ci sono alcuni comparti, come quello lattiero caseario e zootecnico che stanno vivendo un periodo di crisi quasi epocale, culminato qualche mese fa con la cosiddetta “guerra del latte”, un’aspra protesta portata avanti dai produttori contro la multinazionale Lactcalis ed in generale contro le industrie di trasformazione lattiero casearie.
    Ma il mondo agricolo, in questo momento storico, offre anche svariate opportunità di investimento. Expo ha contribuito a rinvigorire l’immagine del Made in Italy agroalimentare ed i giovani sono sempre più interessati a sviluppare imprese in questo settore.

    La Legge di Stabilità 2016 è intervenuta, provando ad abbattere la tassazione, a favorire nuovi investimenti e a creare lavoro. Vediamo nel dettaglio quali sono i principali provvedimenti:

    • abolizione dell’Imu sui terreni agricoli e dell’Irap agricola per un valore di 600 milioni di euro;
    • aumento compensazione Iva per i produttori di latte fresco (dall’8,8% al 10%); il provvedimento vale 32 milioni di euro e permetterà ai produttori di guadagnare 0,5 centesimi in più al litro;
    • aumento compensazione Iva per le carni bovine (si passa al 7,7%) e suine (8%) per un totale di 20 milioni di euro investiti;
    • 5 milioni di euro per il settore bieticolo saccarifero per i prossimi cinque anni;
    • 140 milioni di euro in due anni per il Fondo assicurativo contro le calamità naturali;
    • 18 milioni per la cassa integrazione nel settore della pesca;
    • rinnovo del parco delle macchine agricole attraverso un investimento di 45 milioni di euro che servirà a finanziare l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e macchinari agricoli;
    • credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno che investono in tecnologia e strumenti innovativi;
    • razionalizzazione degli enti agricoli attraverso l’accorpamento dell’Istituto sviluppo agroalimentare (Isa) e la società gestione fondi per l’agroalimentare (Sgfa) all’interno di Ismea;
    • incentivi alle assunzioni (per gli addetti a tempo determinato, questi ultimi devono avere svolto almeno 250 giornate lavorative);
    • tassazione agevolata per chi genera reddito attraverso la produzione e la vendita di energia derivante da fonti rinnovabili.


  • Come previsto e prevedibile, la Legge di Stabilità modifica nuovamente la disciplina del regime dei minimi per le partite Iva.
    Il Governo ammette in qualche modo l’errore commesso non più tardi di un anno fa, quando nella Legge di Stabilità 2015 era stata abbassata la soglia di fatturato per accedere alla fiscalità agevolata per i professionisti ed i freelance.

    L’esecutivo aveva portato da 30.000 a 15.000 euro il limite dei ricavi dei professionisti, alzando l’aliquota dal 5% al 15%.
    avvocatiLa normativa in questione ha scatenato la protesta delle associazioni di categoria, portando il Governo a fare marcia indietro.
    La nuova Legge di Stabilità mantiene l’aliquota del 15%, mentre vengono innalzate le soglie per le diverse categorie di partite Iva.
    Per i professionisti si passerà da 15.000 euro a 30.000 euro; per gli artigiani e le imprese non alimentari da 20.000 a 30.000 euro; per i commercianti da 40.000 euro a 50.000 euro; per gli ambulanti di alimentari e bevande da 30.000 euro a 40.000 euro; per gli ambulanti di altri prodotti da 20.000 euro a 30.000 euro ed infine per alberghi e ristoranti da 40.000 euro a 50.000 euro.
    Come emerge chiaramente dai dati appena riportati, è stato disciplinato un aumento di 10.000 euro per tutte le categorie, eccetto per i professionisti, che vedono il limite di accesso al regime dei minimi innalzarsi di 15.000 euro. Per questi ultimi ci sarà anche la possibilità dedurre dal reddito le spese di formazione, fino ad un massimo di 10.000 euro annui.
    Un altro intervento importante sull’autoimprenditorialità riguarda, infine, le startup.
    Le nuove imprese potranno beneficiare di un’imposta sostitutiva di favore, passando dal 10% attuale al 5% per cinque anni.