Categoria: News


  • Si svolgerà ancora una volta a Verona la centododicesima edizione della Fiera Agricola, una delle maggiori esposizioni mondiali di prodotti e macchinari agricoli.
    Arriveranno nella città veneta centinaia di aziende provenienti da tutto il mondo per presentare le tecnologie più innovative nel campo dell’allevamento, della meccanica agricola, delle agro-forniture, delle energie rinnovabili e dei servizi per l’agricoltura.

    La prima edizione di Fieragricola si è svolta nel lontano 1898. Oggi, dopo più di un secolo, è ancora un punto di riferimento per gli agricoltori e gli allevatori di tutto il mondo che vogliono scoprire le evoluzioni della tecnologia e mettere a frutto le opportunità di business offerte dalla partecipazione alla Fiera, che sia da espositore o da semplice visitatore.
    fieragricolaMa Fieragricola non è solo business. Per la prima volta viene adottata la formula dal mercoledì fino al sabato: quattro giorni nel corso dei quali verranno approfonditi una serie di temi legati al mondo agricolo grazie a convegni, workshop e tavole rotonde.
    L’aspetto più importante della vetrina internazionale è però lo scambio di competenze e conoscenze tra le diverse realtà presenti sui temi dell’innovazione e della sostenibilità.
    Fieragricola, infatti, oltre a puntare molto sulla tecnologia applicata all’agricoltura offre uno spazio importante alle energie rinnovabili e a tutti gli strumenti che consentono di praticare un’agricoltura ad impatto zero.
    Si tratta, dunque, di un appuntamento fondamentale per informare e tenersi aggiornato sulle evoluzioni di un mondo sempre più legato all’evoluzione tecnologica della società.
    In questa sezione trovate tutte le informazioni sui biglietti e le modalità di acquisto.



  • La conferenza stampa di fine anno del premier Matteo Renzi è durata più di due ore e mezza. Un incontro fiume nel corso del quale il Primo Ministro ha voluto ribadire i risultati delle riforme messe in campo dal Governo e porre le basi per il 2016 che, a suo dire, sarò un anno “all’insegna dei valori“.

    Pil e occupazione in crescita, riforma elettorale, riduzione delle tasse sul lavoro e sugli immobili (via Imu, Tasi ed Irap sui terreni agricoli), riforma della scuola e della pubblica amministrazione, provvedimenti per il Sud, buon annoinvestimenti nella cultura ed il grande successo internazionale di Expo.
    Sono questi i contenuti principali del 2015 di governo Renzi che il premier ha esposto nel corso della conferenza stampa dal titolo #BuonAnno, un hashtag diventato subito tra i trending topics di Twitter.
    Il 2016 sarà, nelle parole del Premier, l’anno dell’approvazione definitiva della riforma istituzionale, della legge sulle unioni civili e non è escluso anche un intervento sulle pensioni con l’inserimento di incentivi al prepensionamento. Ci saranno, inoltre, una serie di questioni politiche da affrontare.
    Una su tutte quella delle elezioni amministrative in due città chiave come Roma e Milano, due appuntamenti fondamentali per valutare il termometro dell’elettorato nel post Mafia Capitale ed Expo.
    Per riassumere i contenuti della conferenza stampa Cooperative Italia vi propone le slides che il Presidente del Consiglio ha presentato davanti ai giornalisti.



  • Nella giornata di ieri si è svolta presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali una riunione sul tema del caporalato che ha visto come partecipanti, oltre al ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, anche il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e il Presidente dell’Inps Tito Boeri.

    Erano presenti anche i rappresentanti delle aziende agricole e dei lavoratori che hanno fatto il punto della situazione sui risultati della legge sul caporalato che prevede, tra le altre cose, un inasprimento delle pene per chi commette reati di questo tipo, la confisca dei beni e l’istituzione della rete del lavoro agricolo di qualità.
    logo alleanzaCome riportato nei scorsi giorni in questa sede, sono solamente 207 le imprese che hanno ricevuto il “bollino etico”, corrispondenti a circa un’azienda agricola su mille.
    «Non bisogna caricare la rete con elementi che poco hanno a che fare con il lavoro e scoraggiano le aziende» ha spiegato Mario Guidi, presidente di Confagricoltura. Vengono considerate, ad esempio, come cause di esclusione dalla rete fattispecie come i delitti contro gli animali o le violazioni formali nelle dichiarazioni Iva.
    Le misure prese dal Governo non prevedono, inoltre, l’inserimento di misure di premialità per chi sta all’interno della rete e pratica prezzi equi.

    «Nessuno può pensare di competere attraverso l’illegalità – ha dichiarato il presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri «ma solo rispettando le risorse, a cominciare da quelle umane e ambientali».
    Secondo Mercuri bisognerà lavorare molto sui centri per l’impiego, i quali dovranno essere in grado di collegare al meglio la domanda e l’offerta di lavoro, evitando che all’interno del circuito occupazionale possano inserirsi i cosiddetti caporali.
    Il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, condivide il percorso intrapreso dal Governo, ma è convinto che le misure di lotta al caporalato possano essere ulteriormente migliorate “ampliando il numero dei soggetti che possono entrare a far parte della rete del lavoro agricolo di qualità “.
    Cgil, Cisl e Uil insistono, invece, su una maggiore e migliore comunicazione dei vantaggi per le aziende nell’aderire alla rete del lavoro agricolo. Un’informazione ridotta ha portato, infatti, ad un flop di adesioni nei primi mesi di attività.
    Limitare gli adempimenti burocratici ed incentivare i meccanismi di premialità sarà fondamentale per rendere le misure adottate realmente efficaci.



  • Come trascorrono il proprio tempo libero gli italiani?
    Il Rapporto Coop 2015, nel corso della sua indagine più ampia sui consumi e la situazione economica delle famiglie italiane, ha provato a rispondere a questa domanda complessa.

    Il cambiamento degli stili di vita, con dei ritmi di lavoro sempre più serrati, ha modificato la concezione stessa di tempo libero, rendendolo più flessibile e meno legato a logiche abitudinarie.
    start up cooperativeCome emerge dal Rapporto Coop non esistono più gli hobby praticati il sabato pomeriggio o la domenica mattina.
    Il tempo libero viene diluito nel corso della giornata lavorativa ed il più delle volte viene impiegato per ricercare notizie o stringere relazioni in rete e sui social network.
    Lo smartphone ha certamente rivoluzionato questo concetto, consentendo lo svolgimento di diverse attività anche sul posto di lavoro, in metro o comunque lontano da casa.
    La relativizzazione delle distanze fisiche è stata resa ancora più evidente dalla presenza di telefoni cellulari che ti permettono di interagire con il mondo intero in qualsiasi momento della giornata ed impiegando un tempo infinitamente più breve.
    Tutto questo si adatta perfettamente ai nuovi stili di vita più frenetici ed esigenti della società contemporanea.

    L’affermazione dei social network ha portato alla crisi della tv generalista e gratuita. Sono ancora molti gli italiani che passano del tempo davanti alla televisione (circa due ore e mezza al giorno per ogni italiano), ma lo fanno soprattutto seguendo i programmi in pay-per-view o utilizzando i servizi streaming e on demand.
    Sono 4,7 milioni le famiglie che possiedono un abbonamento Sky e 3,7 milioni quelli che dispongono di una tessera Mediaset Premium. Lo spettatore è sempre più rivolto verso la tv a pagamento, apprezzandone i contenuti di qualità e di carattere esclusivo che la differenziano dalla televisione pubblica o generalista.

    Sono, invece, 6 le ore trascorse da ciascun italiano su Internet, di queste due ore e mezza vengono utilizzate per navigare su Facebook, Twitter, YouTube ed altri tipi di social network.
    Se la digitalizzazione dell’economia italiana mostra ancora dei ritardi importanti nel confronto con altri paesi, la digitalizzazione degli stili di vita, invece, possiamo dire sia a buon punto.
    Tant’è vero che sono sempre di meno gli italiani che dichiarano di leggere libri in formato cartaceo, mentre crescono a vista d’occhio quelli che acquistano e-book o leggono materiale online (5 milioni nel 2014).
    Diminuiscono anche gli italiani che praticano sport: solamente il 38% di essi dedica almeno un’ora alla settimana ad un’attività sportiva.
    Più delle metà (52%) ha abbandonato per mancanza di tempo. È aumentato, invece, il numero di persone che decide di praticare un’attività fisica in casa (il 19% degli sportivi) riducendo così costi e tempo impiegato.



  • Sono 110 i giornalisti uccisi nel 2015, due terzi di questi, però, non si trovavano in zone di guerra.
    È questo il risultato principale dell’indagine Reporter senza frontiere, il dossier effettuato dall’omonima organizzazione che analizza lo stato della libertà di stampa in tutto il mondo e i rischi che corrono i giornalisti.

    Nel 2014 due terzi dei reporters scomparsi svolgevano attività in teatri di guerra; nel 2015, invece, la situazione si è ribaltata con la maggior parte delle vittime che si trovava addirittura all’interno delle proprie redazioni.
    je suis charlieIl caso più eclatante è ovviamente quello di Charlie Hebdo, il giornale satirico francese che lo scorso 7 gennaio è stato vittima di un attentato di matrice fondamentalista per via della ripetuta pubblicazione di vignette ed immagini ironiche sulla religione islamica ed i suoi fedeli.
    In quel caso furono otto le vittime; il triste primato spetta, invece, all’Iraq con 11 giornalisti rimasti uccisi, seguito dalla Siria (10) e dalla Francia, per l’appunto, e dallo Yemen.
    Dei 110 reporters uccisi, ben 43 sono morti in circostanze misteriose, 27 erano giornalisti non professionisti e 7 svolgevano la professione di cameraman o di tecnico.

    Molto spesso il giornalista si trova ad operare in un paese dove la sua attività di critica ed indagine non è ben vista dalle autorità politiche. Accade, allora, che vengano uccisi o in altri casi sequestrati.
    Nel 2015 sono stati 54 i giornalisti sequestrati, dei quali ben 26 solo in Siria per opera dello Stato Islamico; ci sono, inoltre, reporters che vengano imprigionati per il semplice svolgimento del proprio lavoro ritenuto pericoloso per l’ordine costituito.
    Sono 153 i giornalisti detenuti nel 2015, con la Cina che guida la classifica per via della reclusione ordinata nei confronti di 23 professionisti messi in carcere per la loro attività contro la Repubblica popolare.



  • È di 44,340 miliardi l’ammontare dei mutui erogati nei primi undici mesi del 2015 con un aumento del 97,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    I dati sono stati comunicati dall’Abi prendendo in considerazione un campione rappresentativo dell’80% delle banche italiane.

    La crescita dei mutui concessi alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è stata notevole nel periodo gennaio-novembre spese condominiali2015. Il miglioramento non riguarda solo il confronto con il 2014, ma anche con il 2013 ed il 2012. Negli ultimi tre anni, infatti, sono stati erogati mutui per un ammontare che va dai 17 miliardi di euro del 2013 ai 22 dell’anno scorso.
    I 44 miliardi di euro del 2015 sono, dunque, un segnale importante che testimoniano la maggiore solidità finanziaria delle famiglie, dimostrato anche dalla crescita dei consumi, e la parziale ripresa del mercato immobiliare.
    Se analizziamo nel dettaglio il tipo di mutui concessi, notiamo come negli ultimi mesi ci sia stato un boom dei mutui a tasso fisso. A novembre, infatti, rappresentano il 65% delle nuove erogazioni contro il 25% dell’anno precedente.
    I mutui a tasso variabile, invece, corrispondono al 43,3% delle nuove concessioni.



  • “La lotta al caporalato non si ferma“. Con queste parole il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, ha annunciato attraverso le sue pagine ufficiali Facebook e Twitter lo svolgimento di una riunione al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e il Presidente dell’Inps Tito Boeri.

    In questi giorni si è tanto discusso dei primi risultati delle misure portate avanti dal Governo per contrastare il caporalatocaporalato. Una su tutte il bollino etico, la certificazione per le imprese agricole che applicano regolari contratti di lavoro ai loro addetti.
    Come riportato dal Corriere della Sera nei giorni scorsi, solamente 207 imprese sono state ammesse, corrispondenti a circa un’azienda agricola su mille, mentre la maggior parte dovrà presentare ulteriori documenti che certifichino la regolarità della propria attività, mentre molti altri non hanno neppure presentato la richiesta, non conoscendo l’esistenza della misura oppure perché perfettamente consci di non poter ottenere la certificazione.
    L’idea del Governo è creare una rete di imprese oneste con delle premialità per chi si oppone al caporalato, stipula regolari contratti di lavoro e vende i prodotti ad un prezzo equo.
    Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale la collaborazione inter-ministeriale ed il coinvolgimento dell’Inps e delle organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori. La riunione in corso al Ministero delle Politiche Agricole va proprio in questa direzione, con l’intento di rendere più efficaci le misure messe a disposizione delle aziende agricole che operano nel rispetto della legalità e della libera concorrenza.



  • Nei primi otto mesi del 2015, il numero di decessi in Italia ammonta a 445.000 contro i 399.000 dello stesso periodo del 2014.
    Se la tendenza dovesse rimanere invariata per gli ultimi quattro mesi dell’anno, i morti arriverebbero a 666.000, facendo registrare un aumento di 68mila unità su base annua corrispondente ad un +11,3%.

    Sono numeri che hanno allarmato i commentatori ed i cittadini e che non possono essere giustificati solamente con l’invecchiamento della popolazione.
    istatCome evidenziato in maniera puntuale da Gian Carlo Blangiardo, tra il 1°gennaio 2014 ed il 1°gennaio 2015 le persone con più di 61 anni sono aumentate di circa 170.000 unità. Se dovessimo prendere in considerazione, quindi, l’invecchiamento della popolazione in base ai dati reali, il numero dei morti dovrebbe crescere di 16mila unità su base annua e non di 68mila come invece è accaduto.

    L’innalzamento dell’età media, dunque, è solo una delle cause dell’aumento della mortalità, ma non può essere l’unico fattore.
    In molti in questi giorni hanno parlato dell’inquinamento, dei tagli alla spesa sanitaria e dell’aumento delle diseguaglianze come dei possibili fattori scatenanti.
    Il peso degli elementi appena indicati è sicuramente rilevante, ma bisogna fare attenzione a non sovrastimare il loro valore per non scadere nella demagogia e nella valutazione politica del fenomeno.
    Al momento non è possibile avere certezze circa le cause di questa enorme crescita del numero di morti.
    I dati non sono completi, in quanto non vengono indicate le cause del decesso, l’area geografica di riferimento e soprattutto non possiamo fare un confronto con altri paesi per verificare se si tratti di un andamento solo italiano o globale.
    La certezza, invece, è che nel post Seconda Guerra Mondiale, le due variazioni più ampie sono avvenute nel 1983 e nel 2003, quando il numero di persone decedute era cresciuto su base annua di circa 30.000 unità. In questo caso siamo di fronte ad una variazione di entità doppia, paragonabile solo agli anni in cui l’Italia è stata coinvolta in un conflitto mondiale.
    I dati in questione, dunque, non sono da sottovalutare e vanno analizzati con cognizione di causa, senza effettuare valutazioni affrettate e sommarie.



  • L’Indice di Sviluppo Umano è un indicatore calcolato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Umano (Undp), che misura la qualità della vita in base a fattori come la speranza di vita, il livello di istruzione, il pil pro capite e le diseguaglianze sociali, di genere e geografiche.

    È stato ideato nel 1990 dall’economista pakistano Mahbub ul Haq e dall’economista indiano Amartya Sen. L’Onu ha pil italiadeciso di utilizzarlo per valutare la qualità della vita delle nazioni, prendendo così in considerazione indicatori che esulano dal mero aspetto economico.
    Ad ogni paese viene assegnato un punteggio da 0 ad 1, dove 1 rappresenta il punteggio massimo.
    Al primo posto della classifica troviamo la Norvegia con 0,94, seguita da Australia, Svizzera, Danimarca e Paesi Bassi.
    Il paese scandinavo presenta soprattutto il valore più alto di Pil pro capite grazie ai 64.992 euro lordi, un risultato che gli consente di primeggiare su tutti gli altri.
    L’Italia si trova al ventiseiesimo posto della graduatoria, con un Pil pro capite che è circa la metà di quello della Norvegia (33.030). Il nostro paese, invece, si trova in prima posizione per quanto riguarda la speranza di vita (83,10 anni).

    L’aspetto principale dell’edizione 2015 dell’Indice di Sviluppo Umano è il lavoro. Come evidenziato dallo studio, sono diminuite le persone che versano in condizioni di povertà, se consideriamo che negli ultimi 25 anni due miliardi di individui sono usciti dalla condizione di “estrema povertà“; sono aumentate, però, le diseguaglianze di genere e geografiche.
    Le donne vivono quotidianamente forme di discriminazione sul luogo di lavoro che sono testimoniate in maniera profonda dai livelli di retribuzione. Nonostante svolgano il 52% degli impieghi globali, tre ore su quattro di lavoro non retribuito è svolto da donne.
    Quando invece la loro attività viene retribuita lo stipendio medio globale è del 24% inferiore rispetto a quello percepito dagli uomini, mentre in Europa la differenza è del 16%.
    L’Italia, da questo punto di vista, può vantare una maggiore uguaglianza di genere: la differenza salariale media tra uomini e donne è del 7,30%, quindi siamo ben al di sotto della media europea.



  • È stato necessario porre la questione di fiducia, ma alla fine la Legge di Stabilità 2016 è stata approvata anche in Senato .
    Dopo le modifiche alla Camera, oggi l’aula ha votato la  finanziaria con 162 voti favorevoli e 125 voti contrari.

    In seguito è stato approvato anche il bilancio previsionale dello Stato per il 2016 e quello pluriennale per il periodo 2016-2018 con 154 sì e 9 no.
    Per quanto riguarda, invece, la Legge di Stabilità vale circa 30 miliardi di euro. In primavera la Commissione europea deciderà se fornire all’Italia nuovi margini di flessibilità vista l’emergenza slides legge di stabilità 2016migranti che ha colpito anche il nostro Paese ed i costi per i servizi di accoglienza.
    Al momento l’Italia è stata autorizzata da Bruxelles ad alzare il deficit fino ad un massimo di 1,8% del Pil.
    La Legge di Stabilità prevede una serie di provvedimenti che sono stati aspramente discussi in questi giorni tra le parti politiche.
    L’abolizione dell’Imu e della Tasi, l’innalzamento del tetto sul contante, la riduzione degli sgravi fiscali per l’assunzione di nuovi addetti a tempo indeterminato, i super ammortamenti per le aziende che acquistano macchinari, l’abolizione dell’Imu e dell’Irap sui terreni agricoli sono solo alcune delle misure della finanziaria.
    Se volete conoscere, invece, tutti i contenuti della manovra, ecco l’elenco completo dei provvedimenti adottati con anche le slides di presentazione del premier Matteo Renzi.

     



  • Il Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali, Maurizio Martina, ha definito la Legge di Stabilità 2016 come la più agricola degli ultimi anni.
    Oggi il Mipaaf ha comunicato tutte le misure inserite nella manovra.

    «Si tratta di una svolta fiscale senza precedenti per il settore agricolo nell’anno di Expo. – ha commentato il Ministro Martina – Grazie alle scelte fatte con la Legge di Stabilità, raggiungiamo un obiettivo importante di riduzione tributaria per la tutela reale del reddito dei nostri agricoltori, in un passaggio delicato mipaafper il settore e a sostegno del rilancio di investimenti e occupazione. Proprio così l’agroalimentare italiano è oggi al centro delle politiche economiche e di sviluppo del Paese come non accadeva da anni».
    Il provvedimento più rilevante è senza dubbio l’eliminazione dell’Imu e dell’Irap sui terreni agricoli, una tassa inserita di recente per finanziare parte del bonus Irpef di 80 euro.
    Il Governo, dopo le numerose proteste da parte degli operatori agricoli, ha deciso di eliminare queste due imposte per un costo complessivo di 600 milioni di euro.
    Ci sono, però, altre misure che si pongono come obiettivo il rilancio del settore agricolo, con particolare riferimento a due comparti che hanno attraversato un’annata particolarmente difficile: il lattiero caseario e quello delle carni.
    Viene innalzata la compensazione Iva per i produttori di latte, portandola al 10%, mentre quella per i produttori di carni bovine e suine passa dal 7,7% all’8%.
    Ci sono, poi, una serie di incentivi per le nuove assunzioni di addetti agricoli e un fondo per l’acquisto o il noleggio di nuovi macchinari.

    Ecco nel dettaglio le misure per il settore agricolo inserite nella Legge di Stabilità e riportate oggi dal Mipaaf:

    VIA IMU E IRAP DAI TERRENI AGRICOLI
    600 milioni di euro di risparmio per le aziende agricole con l’eliminazione totale delle due imposte.

    AUMENTO COMPENSAZIONI IVA PER PRODUZIONE DI LATTE E CARNI
    Oltre 50 milioni di euro per alzare subito la compensazione Iva sulla produzione di latte al 10% e sulle carni bovine e suine (rispettivamente al 7,7% e all’8%).

    CREDITO D’IMPOSTA
    Esteso il credito d’imposta per gli investimenti produttivi anche all’agricoltura e alla pesca nelle aree del Mezzogiorno.

    CONTRIBUTI PER LE ASSUNZIONI IN AGRICOLTURA
    Prevista l’estensione degli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato anche per il settore agricolo.

    CASSA INTEGRAZIONE PESCA
    Per la tutela del reddito dei pescatori e degli operatori ittici viene rifinanziata la cassa integrazione della pesca per 18 milioni per il 2016.

    ASSICURAZIONI CONTRO LE CALAMITÁ
    Confermato il budget di 140 milioni in due anni a sostegno delle assicurazioni contro le calamità.

    PROROGA PROGRAMMA NAZIONALE TRIENNALE DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA
    Il programma 2013-2015 viene prorogato fino al 31 dicembre 2016 e rifinanziato per 3 milioni per il 2016.

    RAZIONALIZZAZIONE ENTI: ACCORPAMENTO ISA E SGFA IN ISMEA 
    Per aumentare l’efficienza dell’amministrazione e favorire l’accesso al credito delle imprese agricole, l’Istituto Sviluppo Agroalimentare (ISA) e la Società Gestione Fondi per l’Agroalimentare (SGFA) vengono incorporati nell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA).

    FONDO MACCHINE AGRICOLE
    Stanziati 45 milioni per il rinnovo delle macchine agricole. Il fondo, creato presso l’Inail, è destinato a finanziare gli investimenti per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di macchine o trattori agricoli e forestali. La misura ha l’obiettivo di favorire l’innalzamento degli standard di sicurezza a favore dei lavoratori, l’abbattimento delle emissioni inquinanti e l’aumento dell’efficienza delle prestazioni.


  • agrinsieme

    Negli ultimi giorni si sta facendo strada un’ipotesi clamorosa in merito alla diffusione della Xyella.
    Come riportato ieri in un articolo di Repubblica, secondo la Procura di Lecce il virus sarebbe stato importato in Italia nel 2010 dai ricercatori dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo (Iam) dopo un convegno tenutosi in Costarica.

    Dietro l’epidemia fitosanitaria, che ha colpito centinaia di uliveti nel Salento, ci sarebbero, infatti, gli interessi di una serie di multinazionali che producono agrinsiemepesticidi e di università e centri di ricerca che svolgono attività di studio sul tema.
    Ma c’è di più. Secondo l’indagine della Procura di Lecce la Xyella non sarebbe l’unica causa dell’essicamento degli ulivi.
    Una prospettiva che, se dovesse essere confermata, avrebbe del clamoroso.
    Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, mostra tutte le proprie perplessità in merito a quanto emerso in questi giorni.
    “Non comprendiamo questa situazione – si legge in un comunicato del coordinamento – dove la Magistratura ribalta il parere scientifico e nega protocolli utilizzati a livello internazionale per contrastare fenomeni come la Xylella fastidiosa”.
    Agrinsieme mostra, inoltre, preoccupazione per il futuro del settore olivicolo italiano, già penalizzato dall’ultima annata disastrosa.
    “Le preoccupazioni – comunica Agrinsieme – sono acuite ulteriormente dal fatto che il temporeggiare ed il non rispettare le disposizioni comunitarie rischia di mettere in serio pericolo tutto il florovivaismo nazionale. Non solo dal punto di vista sanitario ma anche commerciale. La comunità europea, non rispettandosi gli obblighi imposti al nostro Stato, potrebbe avviare una procedura d’infrazione e al contempo infliggere un colpo letale all’olivicoltura italiana”.
    L’indagine della procura di Lecce rappresenta un’ulteriore notizia negativa per un comparto che il mese scorso ha dovuto incassare il colpo di un’altra inchiesta, questa volta da parte della procura di Torino, nei confronti di sette note case produttrici, che avrebbero venduto olio vergine spacciandolo per olio extra-vergine.
    Il rischio, di questo passo, è di diminuire la fiducia dei consumatori, gettando letteralmente nel baratro migliaia di produttori olivicoli italiani che per anni sono stato il punto di riferimento del comparto su scala internazionale.