• ecoplanner intervista

    Una delle prime startup vincitrici del bando Coopstartup è Ecoplanner, cooperativa impegnata nell’organizzazione di eventi sostenibili.

    Di seguito vi proponiamo l’intervista realizzata all’event manager sostenibile Rosa Ciacci e alla business manager Claudia Minniti, che ci illustrano come la coop si è evoluta in questi mesi e qual è stato il ruolo del bando Coopstartup nel loro processo di crescita.

    Vi abbiamo lasciato alla presentazione di Coopstartup 2015. Quali sono i passi in avanti che avete effettuato negli ultimi mesi? Sappiamo che è molto difficile per una startup riuscire ad evolversi dopo i primi mesi di attività…

    ecoplanner intervistaCi siamo strutturate ancora di più. Grazie alla nostra passione e al nostro impegno riusciamo ad avere un riscontro positivo ogni volta che abbiamo un evento, il passaparola ci sta aiutando a sentirci sempre più pronte a raccogliere nuove sfide e nuove opportunità come quella di oggi. È il momento del consolidamento, sempre restando con i piedi per terra! Abbiamo in cantiere delle altre cose.

    Come è stato organizzare il buffet della cerimonia di premiazione di Coopstartup Unicoop Tirreno? Siete quasi la startup simbolo di Coopstartup.

    È stato senza dubbio un onore perché abbiamo dato una vetrina delle nostre possibilità. Ecoplanner è una società cooperativa che pianifica eventi e non solo, affinché questi possano essere sostenibili, non è una società che organizza buffet – questo ci teniamo a precisarlo per non creare fraintendimenti. È stato molto importante perché quando ci hanno contattato è stato tutto molto veloce, ci hanno chiesto se potevamo e volevamo e noi siamo onorate di essere qui.
    Abbiamo accettato in maniera gioiosa perché, avendo vinto il primo bando di Coopstartup, era per noi una presenza naturale. È stato divertente, abbiamo allestito il buffet con della frutta e della verdura, abbiamo giocato con i nostri collaboratori del catering e con i passanti che erano tutti molto incuriositi; abbiamo posizionato delle boule non solo sui nostri tavoli, ma anche su quello del desk, facendo un po’ il “verso” ai classici tavoli da conferenze glamour.

    Sicuramente questo è un momento difficile per la cooperazione. Da cooperativa, cosa vi sentite di dire ad un giovane che vuole formare una startup e magari sceglie di utilizzare la forma cooperativa?

    Diciamo che la cosa più bella è mettersi in gioco insieme agli altri. Noi cerchiamo di prendere delle decisioni in maniera totalmente condivisa : è il bello e il brutto allo stesso tempo, però se escono fuori delle idee vincenti allora ben venga la cooperazione.

    In cosa vi sta aiutando Coopstartup dopo che vi siete avviate e state cominciando ad entrare sul mercato?

    Noi ci riconosciamo tantissimo nel binomio Ecoplanner-Coopstartup per due motivi: la forma cooperativa è la nostra formula perché ci scambiamo delle idee ogni giorno, ci confrontiamo quotidianamente, quindi abbiamo la formula cooperativa nelle nostre menti. In più siamo una startup, quindi il bando che abbiamo vinto ci ha dato la possibilità di creare e strutturare un sogno, di farlo diventare qualcosa di concreto e qualcosa che è vivo perché muta.
    Anche nel bando Coopstartup Unicoop Tirreno abbiamo avuto esempi di cooperative che nel corso del tempo hanno capito che sono abili a fare di più e che possono cambiare il loro pay-off. Coopstartup è stato per noi un trampolino di lancio, ci sta facendo credere che il nostro sogno si può realizzare e le nostre potenzialità non sono del tutto espresse e che possiamo fare ancora di più. Emotivamente e come input che ci dà, Coopstartup è forte.

     


  • istat lavoro

    L’economia italiana presenta una crescita moderata ed un miglioramento generale dei livelli occupazionali, dovuto soprattutto agli sgravi contributi presenti nella Legge di Stabilità. 

    L’Istat ha pubblicato la nota mensile sull’andamento economico dell’Italia, analizzando le prospettive di medio periodo.
    istat lavoroNei primi tre mesi dell’anno, secondo l’Istituto di statistica, il nostro Paese seguirà l’andamento mondiale che vede una lieve rallentamento della fase di crescita.
    La previsione dell’Istat vede, dunque, una variazione positiva del Pil dello 0,1% per il primo trimestre del 2016, frutto soprattutto dell’aumento dei consumi privati.
    Segnali positivi arrivano dal settore dei servizi e delle costruzioni, mentre l’industria presenta un arretramento.
    La dinamica maggiormente positiva riguarda, invece, il mercato del lavoro, dove diminuisce in maniera costante il tasso di disoccupazione.

    L’Istat cita il nuovo contratto a tutele crescenti come una delle sue cause della riduzione della disoccupazione, ma individua negli sgravi contributivi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato come il fattore determinante in tal senso.
    I datori di lavoro hanno potuto stipulare nuovi contratti permanenti con gli sgravi fiscali fino a 8.060 euro, inseriti nella Legge di Stabilità. Dal 2016 è prevista una riduzione del 40% dei suddetti incentivi che, per il momento, però, non sembrano frenare la stipula di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
    Secondo l’Istat, infine, l’andamento dei mercati finanziari in Cina ed il rallentamento della crescita dell’economia statunitense condizioneranno l’andamento del nostro Paese. Soprattutto quest’ultima variabile rischia di pesare sulla bilancia commerciale italiana, se consideriamo lo straordinario appeal di cui godono i prodotti agroalimentari italiani negli Stati Uniti.


  • pin-unico

    È stato presentato ieri Spid, il sistema pubblico per l’identità digitale che consentirà ai cittadini di accedere ad oltre seicento servizi della pubblica amministrazione con un solo nome utente e una sola password.

    Da mesi ormai si parla dell’introduzione del Pin unico valido per tutti i servizi della PA. Dal 15 marzo l’innovazione sarà operativa, anche se ci vorranno ancora diversi mesi per completare il processo di semplificazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione.
    In questa prima fase di sperimentazione sono ancora pochi gli enti che hanno deciso di introdurre il sistema Spid e sono, per la precisione, l’Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comune di Firenze, Comune di Venezia, Comune di Lecce, Regione Toscana, Regione Liguria, Regione Emilia Romagna, Regione Friuli pin-unicoVenezia e Giulia, Regione Lazio e Regione Piemonte.
    Entro 24 mesi, però, tutte le pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi e fornire ai propri utenti questo servizio che velocizzerà in maniera enorme le procedure amministrative. Tra l’altro anche alcune imprese private potranno utilizzare la nuova tecnologia per consentire ai clienti di usufruire di alcuni loro servizi.
    Si viene a creare così un circuito virtuoso tra enti pubblici, privati e cittadini.
    Ma come si può ottenere il Pin Unico e quali sono gli enti autorizzati a concederlo agli utenti?

    Per adesso sono solo tre i fornitori delle identità digitali: Poste Italiane, Tim e Infocert. Nei prossimi mesi anche altre organizzazioni potranno richiedere all’Agenzia per l’Italia Digitale l’autorizzazione per diventare fornitori.
    Per quanto riguarda Poste italiane “I clienti che già dispongono di strumenti di identificazione – spiega Poste – come lettore BancoPosta, numero di telefono certificato su carta Postepay o Libretto Smart, APP PosteID, possono accedere ad una procedura di registrazione semplificata completamente online. I cittadini in possesso di Carta Nazionale dei Servizi/Carta d’identità elettronica attiva Carta d’identità elettronica o Firma Digitale possono acquisire la nuova identità digitale PosteID attraverso la medesima procedura di registrazione per i clienti di Poste Italiane“.
    In mancanza di questi requisiti bisognerà recarsi fisicamente negli uffici postali abilitati al rilascio del Pin unico, anche se ancora non è stato comunicato l’elenco degli uffici abilitati.
    Tim, invece, fa sapere che Spid sarà attivo solo per chi possiede la firma digitale o la Carta nazionale dei servizi. Infocert, infine, offre la possibilità di ricevere il Pin unico solo a chi dispone di firma digitale o Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica.
    Si può, infine, riceverla recandosi alle sedi di Roma, Milano e Padova ad un costo di 15 euro.
    Capiamo benissimo, dunque, come il sistema sia ancora in fase embrionale e come pochi cittadini, almeno in un primo periodo, potranno usufruire di questo servizio, nella speranza che il processo di attivazione sia il più veloce possibile e possa davvero avvenire quella rivoluzione digitale della PA tanto reclamizzata, ma mai realmente avvenuta.



  • La migliore impresa italiana specializzata in agricoltura sociale è Un fiore per la vita, la cooperativa sociale campana che gestisce la fattoria Fuori di Zucca. Il premio è stato conferito alla cooperativa lo scorso 08 marzo, a Roma, in occasione della presentazione del rapporto Welfare Index Pmi, volto a comunicare e ad esaltare le migliori esperienze di welfare aziendale.

    A manifestare entusiasmo per questo riconoscimento è Giovanpaolo Gaudino, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Campania, alla cui rete la cooperativa aderisce: “Siamo entusiasti di rappresentare una realtà cooperativa di questo genere. Il welfare è il settore economico che veramente può fare da leva per lo sviluppo della socio-economia della Campania, migliorando la vita di tutte le comunità. Fuori di zucca coniuga ogni giorno il lavoro, l’integrazione sociale, la qualità e l’educazione alla legalità, rispondendo ai bisogni del territorio dove opera. Questo premio è più che meritato e speriamo che l’attenzione verso l’impresa cooperativa sana cresca sempre più”.

    fuori-di-zucca-entrata

    La fattoria Fuori di Zucca impegna al lavoro soggetti svantaggiati (persone affette da dipendenze o da disagio mentale) e le occupa nell’agricoltura, nella ristorazione e nelle attività della Bottega, dove sono in vendita ortaggi bio prodotti in fattoria ed altri prodotti (ciascuno frutto di una storia di resistenza e di determinazione) che nel periodo natalizio compongono l’ormai celebre Pacco alla camorra.

    coltivazioni-fuori-di-zuccaFuori di Zucca sorge nel parco della Maddalena, intorno all’ex manicomio di Aversa, in provincia di Caserta. Parliamo di spazi verdi sconfinati, gestiti solo in parte dalla cooperativa per le attività della Fattoria. “Bisogna essere proprio fuori di zucca per realizzare una fattoria in un manicomio, ma bisogna essere ancora più fuori di zucca per non accorgersi del grande bisogno di riconciliarsi con la Terra Madre, allora, quale posto migliore se non un ex ospedale psichiatrico per esorcizzare la pazzia che divora l’ecosistema e la biodiversità omologando tutto in un immenso niente grigio” leggerete entrando nella Fattoria.

    Il recupero e la riqualificazione dell’area verde sono stati anche un dono per le famiglie e per le scolaresche, protagoniste di domeniche all’aperto, di laboratori didattici e di campi estivi. La Fattoria è anche un luogo di legalità, di memoria, di conoscenza, di consapevolezza. Al suo interno, tra piante e campi coltivati, sorge un giardino dedicato alle vittime innocenti della criminalità organizzata. Questo tratto della mission non è secondario. Fa parte dell’anima dell’impresa, che per questa sua vocazione ha ricevuto negli anni intimidazioni, furti. Ma ha attratto anche quanti desiderano lavorare per il bene del territorio e nel rispetto di valori sacrosanti, come il lavoro, l’ambiente, la solidarietà. Beninteso, tutto questo non ha niente a che vedere col volontariato. Se avrete il piacere di conoscere Giuliano Ciano, presidente di Un fiore per la vita e tra i portavoce del Forum dell’Agricoltura sociale in Campania, capirete che stiamo parlando di investimenti, di buste paga, di vite, di etica.

    Con le imprese del territorio che condividono questa vision, Un fiore per la vita ha costituito il consorzio Nuova Cooperazione Organizzata che si pone come modello di sviluppo di nuove forme di integrazione tra profit e non profit, tra pubblico e privato, coinvolgendo i cittadini in un percorso di riappropriazione del territorio volto alla creazione di economia sociale.

    Potete seguire le attività della fattoria sociale Fuori di Zucca qui sulla sua pagina Facebook 


  • bcc riforma

    È scaduto ieri il termine per presentare gli emendamenti alla Commissione Finanze della Camera in merito al decreto legge sulle banche, che contiene anche la riforma del credito cooperativo. 

    Sono circa 80 gli emendamenti presentati sul provvedimento del Governo che rivoluziona letteralmente il sistema delle Bcc. Particolare attenzione viene riservata al norma sul way-out, ovvero la possibilità che viene riservata alle Bcc con un patrimonio netto superiore ai 200 milioni di trasformarsi in società per azioni bcc riformapagando un’imposta del 20%.
    La principale modifica riguarda l’inserimento di una data entro la quale gli istituti di credito cooperativo che vogliono trasformarsi in Spa dovranno dichiarare il proprio patrimonio, per evitare aggregazioni opportunistiche.
    Come riportato da Il Sole 24 Ore, ci sono altri emendamenti che potrebbero cambiare in maniera sostanziale la riforma.

    Tra le proposte c’è la possibilità che le Bcc con un patrimonio inferiore a 200 milioni di euro possano decidere di non aderire alla holding unica, a patto che trasferiscano l’attività bancaria alla Spa creata da un’altra Bcc con un patrimonio superiore ai 200 milioni e che questa nuova società sia controllata dalle banche conferenti, che rimarranno sotto la forma cooperativa.
    L’obiettivo principale del mondo della cooperazione è salvaguardare il valori dell’universo cooperativo, uno fra tutti quello della mutualità.
    Per questo le associazioni di rappresentanza stanno portando avanti un dialogo costante con le istituzioni per salvaguardare le risorse indivisibili.
    Come dichiarato dal presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, nel corso dell’assemblea regionale di Confcooperative Calabria, vige un moderato ottimismo sulla modifica della riforma.


  • gardini confcooperative calabria

    Si è svolta oggi, a Catanzaro, l’assemblea regionale di Confcooperative Calabria, nel corso della quale sono stati rinnovati gli organi direttivi dell’organizzazione di rappresentanza. 

    L’assemblea ha visto la partecipazione del presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, del vice direttore di Confcooperative Fabiola Di Loreto, del presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola e del direttore di Confcooperative Calabria, Vincenzo Canè.
    gardini confcooperative calabriaL’iniziativa è stata un’opportunità per trarre un bilancio dell’operato dell’associazione regionale nell’ultimo anno e mezzo e per affrontare alcuni temi di estrema attualità per l’universo cooperativo.
    Il presidente Gardini, in particolare, nel discorso di chiusura dell’assemblea, ha dettato le linee guida del futuro di Confcooperative, nell’ottica della prossima formazione dell’Alleanza delle Cooperative: “Non vogliamo essere un pallottoliere – dice Gardini – Non ci interessano i numeri, vogliamo essere l’organizzazione di rappresentanza delle cooperative vere. 
    Noi siamo un’organizzazione autonoma, che non vuole ricevere soldi dalla politicha e che dice e testimonia quello che pensa“.

    Come sottolineato più volte dal presidente della centrale di rappresentanza, Confcooperative vuole proporre un modello rinnovato, un’organizzazione più efficiente che veicoli innovazione.
    Per raggiungere questo obiettivo non ci può essere spazio per quelle coop che sfruttano la forma giuridica cooperativa per portare avanti interessi di carattere personale. La “tolleranza zero” sarà la parola chiave del prossimo futuro dell’Alleanza.
    Gardini spende, inoltre, delle parole positive per il nuovo Codice degli appalti, una misura che è il frutto di un lungo confronto con il ministro Delrio e il presidente dell’Anac Cantone.
    Secondo il vertice di Confcooperative, le nuove regole premiano l’innovazione e la qualità, consentendo alla parte sana della cooperazione di emergere e di produrre lavoro e sviluppo per il territorio.

    Un aspetto centrale del discorso di Gardini interessa ovviamente l’agroalimentare, vero e proprio pilastro dell’economia calabrese.
    maurizio gardini confcooperative“Non vogliamo più chiamarla agricoltura – afferma il presidente di Confcooperative – noi siamo l’agroalimentare del Paese, il futuro dello sviluppo. Dobbiamo, però, far capire meglio, comunicando, che il Made in Italy è un valore inestimabile, ma c’è bisogno di risorse. In tal senso sono orgoglioso del progetto sull’internazionalizzazione, inserito nella Legge di Stabilità: sono convinto che darà risposte. Deve finire il tempo dei finanziamenti a pioggia ed iniziare quello degli investimenti per creare un sistema funzionale e competitivo“.
    La parte conclusiva del suo discorso, Gardini la riserva alla riforma del credito cooperativo, un provvedimento che Confcooperative ha avversato in tutte le sedi e che si auspica possa essere modificato in Parlamento: “Senza banche non c’è possibilità di fare attività economica – conclude Gardini – Abbiamo bisogno di banche del Paese e non di banche per il Paese. Le Bcc sono un patrimonio, una storia, una parte integrante delle comunità in cui operano. Per questo sono fiducioso che il Parlamento non assecondi quello scippo generazionale rappresentato dalla norma sul way-out”.


  • Lusetti coopstartup

    Mercoledì 2 Marzo 2016, si è svolta a Roma la cerimonia di premiazione di Coopstartup Unicoop Tirreno, il bando per la nascita di nuove imprese cooperative, lanciato in occasione dei 70 anni di Unicoop Tirreno. 

    Sono state premiate otto startup (5 vincitori e 3 premi speciali), ciascuna delle quali riceverà un finanziamento da 10.000 a 15.000 euro per iniziare la propria attività d’impresa e potrà ottenere, inoltre, l’assistenza e la Lusetti coopstartupconsulenza di Legacoop e Coopfond nella fase post-startup.
    Tra i premiati troviamo cooperative operanti in diversi ambiti, dall’alta tecnologia al turismo, passando per la moda, la cucina e l’ambiente. Cooperative Italia ha seguito l’evento, realizzando anche alcuni contributi video.

    Vi proponiamo di seguito le interviste realizzate a Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, Aldo Soldi, direttore generale di Coopfond e Alfredo Morabito, responsabile della promozione attiva di Coopfond, che effettuano un bilancio del bando Coopstartup ed illustrano lo stato dell’arte del mondo della cooperazione, con un focus particolare sulla comunicazione cooperativa.
    Di seguito trovate anche gli interventi di Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno, del presidente Lusetti e del direttore Soldi dal palco della cerimonia di premiazione.


  • donne-cooperative

    Alla vigilia della festa delle donne, il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, esprime la propria preoccupazione sulla parità di genere nel mercato del lavoro italiano, sottolineando, di converso, gli importanti risultati raggiunti in tal senso dal mondo della cooperazione. 

    «Negli ultimi 10 anni – ha dichiarato Gardini – l’occupazione femminile In Italia é salita dello 0,9%, nella UE solo Malta fa peggio di noi. Una donna su quattro, vale a dire 2 milioni di potenziali lavoratrici non cercano lavoro per motivi familiari, quali assistenza ai figli o agli anziani. Il tasso di occupazione delle mamme italiane è pari al 54%, mentre la media OCSE è del 66%. È evidente che vadano valorizzate le politiche di conciliazione vita – lavoro»
    donne-cooperativeRecentemente il Rapporto “Gender Equality Index 2013” ha messo in luce quali sono gli aspetti da migliorare in materia di parità di genere e quali, invece, garantiscono all’Italia dei buoni risultati a livello europeo.
    Il nostro Paese presenta dei livelli retributivi tutto sommato omogenei tra uomo e donna, con differenze di salario che si attestano tra il 5% ed il 6%. Bene anche la rappresentanza femminile nel parlamento italiano, dove con il 31% l’Italia si trova sopra la media europea.
    Male, invece, in relazione alla presenza di donne nei ruoli apicali delle aziende e delle istituzioni: il 18,6% di accesso delle donne agli incarichi di potere rappresenta uno degli score più bassi a livello europeo.

    La cooperazione, da questo punto di vista, può essere considerata un’eccezione, garantendo alle donne posizioni di vertice nelle compagini societarie: «La cooperativa è tra le forme societarie – sottolinea con orgoglio Gardini – quella che registra il maggior numero di donne nelle posizioni apicali: il 23,6% contro il 16% delle società di capitali e di persone. La percentuale sale al 26% se si considerano, oltre alle posizioni apicali, i ruoli ricoperti negli organi di gestione e controllo delle cooperative. Dal 2005 al 2014 i soci in rosa, nelle imprese di Confcooperative, – conclude Gardini –  sono salite dal 37 al 41%, ancora più significativa la presenza tra gli occupati dove, nello stesso periodo, le donne sono passate dal 57 al 61%»


  • carne suina

    Il comparto della carne suina sta attraversando una crisi profonda, testimoniata dal livello dei prezzi che registra una flessione media negli ultimi cinque mesi del 20%.

    La denuncia arriva da Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative italiane agroalimentari.
    Nell’ultimo periodo il settore della carne, specie quella suina, è in grave perdita: i produttori non riescono a ripagare i costi di produzione per via della chiusura di alcuni mercati come quello russo e dell’allarme dell’Oms, che ha fatto decrescere il livello di consumi di carne e salumi.
    carne suinaCome evidenziato da Agrinsieme, il prezzo dei suini da macello è passato da 1,46 euro/kg di settembre 2015 a 1,2 euro/kg di febbraio 2016, con una variazione negativa del 17,8% in soli cinque mesi; ancora più cospicua la diminuzione del prezzo delle scrofe, passato da 0,55 euro/kg a 0,43 euro/kg ed una variazione percentuale del -21,8%.
    Le misure di stoccaggio privato delle carni – sottolinea Agrinsieme – varate dalla UE per sostenere il settore sono risultate inefficaci.
    Saranno necessarie, dunque, delle azioni più forti, di carattere prima di tutto nazionale e poi europeo per aiutare un comparto in grave crisi e far crescere la sua competitività.
    “E’ fondamentale con le Amministrazioni e la Filiera definire un Piano di supporto al settore – sostiene il coordinatore  di Agrinsieme, Dino Scanavino –  che attivi  azioni concrete e tempestive per la valorizzazione della carne di maiale e dei prodotti trasformati, la promozione della nostra salumeria a denominazione di origine sul mercato internazionale, il supporto al credito, la riduzione della pressione fiscale, la risoluzione delle limitazioni sanitarie ancora in atto in alcune aree del territorio. Non ultimo si deve alzare l’attenzione sul nostro export, promuovendo interventi concreti verso nuovi mercati, ad iniziare dalle aree del sud est asiatico”.


  • lavoro licenziamenti

    Nel corso del 2015 sono diminuiti i licenziamenti, con una variazione negativa dell’8,14% rispetto all’anno precedente. 

    A comunicarlo è il Ministero del Lavoro ad un anno esatto dall’introduzione del Jobs Act e del nuovo contratto a tutele crescenti, che ha modificato in maniera sostanziale l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
    In base alle elaborazioni del Ministero, nel 2015 sono stati 841.781 i rapporti di lavoro cessati a causa di un licenziamento.
    lavoro licenziamentiLa variazione più cospicua è avvenuta nell’ultimo trimestre dell’anno, con 243.206 licenziamenti effettuati ed una diminuzione di 42.487 unità rispetto allo stesso periodo del 2014.
    Anche i Consulenti del Lavoro confermano i dati forniti dal Ministero. “Per ogni 100 contratti stipulati – dicono i Consulenti del lavoro – due lavoratori in più hanno conservano il posto di lavoro”.
    Nello specifico su 100 rapporti a tempo indeterminato cessati nel 2015,  28,1% sono terminati per licenziamento economico o disciplinare. Nel 2014, invece, la percentuale era del 31,3%.

    Secondo il Ministero del Lavoro sono positivi anche i dati sui nuovi rapporti di lavoro stipulati. Nell’ultimo trimestre del 2015 sono stati avviati in tutto 2.506.704 contratti, con una variazione positiva del 7,2% rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2014.
    Particolarmente positivo è il dato sui contratti a tempo indeterminato: nel quarto trimestre del 2015 sono stati attivati 739.880 rapporti a tempo indeterminato, in crescita addirittura del 100,9% nel confronto con lo stesso periodo del 2014.
    Da questo punto di vista hanno svolto un ruolo determinante le agevolazioni per la stipula di nuovi rapporti stabili, inserite nella scorsa Legge di Stabilità, e destinati a subire un forte ridimensionamento nel 2015.
    I contratti a tempo determinato, di converso, diminuiscono del 7,7%, attestandosi su 1.476.502 unità.


  • ted-scuola

    L’innovazione a scuola. Potrebbe essere questo il claim dell’accordo tra il Ministero dell’Istruzione italiano e TED Global per la diffusione in tutte le scuole superiori delle immagini e delle conoscenze fornite dai TED.

    In particolare, a partire dal 4 Marzo, gli studenti potranno avere accesso alla piattaforma TED Ed Club, la sezione speciale dell’Education di TED, dove sono presenti una serie di tutorial su come realizzare un discorso pubblico.
    ted-scuolaI giovani ragazzi delle scuole superiori proveranno, dunque, a replicare quanto fatto avviene ogni anno nelle decine di TED organizzati in tutto il mondo, quando sul palco si susseguono ospiti che raccontano la propria storia e la propria idea innovativa in soli diciotto minuti.
    L’intento del programma Education è proprio quello di fornire agli studenti tutti gli strumenti necessari per parlare in pubblico e parlare di innovazione.
    Nascono così dei veri e propri gruppi, i cosiddetti TED Ed Club, composti da studenti ed insegnanti che assistono a 13 lezioni, ripartite in 13 settimane, su come realizzare il proprio “public speaking”.
    A conclusione di questo percorso gli studenti potranno partecipare al TEDXYouth@Bologna, il concorso per i migliori talk presentati da ragazzi delle scuole superiori.
    Dal 4 Marzo 2016 fino al 30 settembre 2016 potranno essere inviate le candidature, che dovranno rientrare in una delle seguenti categorie: scienze, matematica, musica, arte, giornalismo, startup, tecnologia, sostenibilità, sport e informatica. Ci sarà, inoltre, la possibilità di far rientrare il proprio discorso in una categoria “x”, attinente ad una delle materie non previste dall’elenco appena riportato.
    Una giuria valuterà i talk in base alla chiarezza espositiva, il grado di originalità, la correttezza dei supporti e l’uso dell’inglese. La semifinale si svolgerà il 10 ottobre 2016 presso l’Opificio Golinelli di Bologna, alla quale parteciperanno 22 ragazzi che avranno 7 minuti per presentare il proprio discorso.
    La giuria procederà, poi, alle selezione degli undici finalisti – uno per categoria – con la possibilità di svolgere uno stage presso una delle aziende partner dell’iniziativa.

     


  • canvas facebook

    Facebook ha annunciato la nascita di Canvas, uno strumento che consente la creazione di pubblicità per smartphone e dispositivi mobili.

    La peculiarità del nuovo tool, già sperimentato da alcune grande aziende, è la possibilità di personalizzare le proprie inserzioni attraverso video, immagini canvas facebookstatiche, testi e call-to-action, caricabili quasi istantaneamente sul mobile.
    Ne deriva una comunicazione più immediata e certamente più efficace.
    Gli utenti trascorrono sempre più tempo collegati in rete sui propri dispositivi mobili. Ecco perché gli inserzionisti sentono l’esigenza di veicolare i propri racconti di brand in maniera più efficiente anche sul mobile.
    Canvas rappresenta la risposta ad un modo di intendere la rete in costante mutamento. Gli utenti potranno, infatti, visualizzare delle pubblicità a schermo interno, ingrandendo determinati dettagli e soprattutto caricando video e foto dieci volte più velocemente rispetto alle normale inserzioni pubblicitarie.

    La sperimentazione effettuata da Coca Cola, ad esempio, per il lancio di una serie speciale di bottiglie in alluminio ha portato a 16 milioni di persone raggiunte ed una durata media di visualizzazioni di 18 secondi.
    Creare un Canvas, dunque, permette di raggiungere una quantità di utenti superiore e di farlo attraverso inserzioni personalizzate.
    È evidente come Facebook si stia sempre più orientando verso il mobile. Nelle settimane scorse ha annunciato l’implementazione di Instant Articles, uno strumento che consentirà di leggere un articolo pubblicato da una testata online o da un blog direttamente su Facebook, senza che ci siano perdite in termini di traffico e di guadagni attraverso le inserzioni.
    Con Canvas ed Instant Articles, Facebook si avvicina alle esigenze delle aziende, inaugurando un’epoca di sperimentazione e collaborazione con i principali brand, destinata a rivoluzionare il mondo del marketing e della comunicazione.