• vincitori coopstartup

    Unicoop Tirreno ha deciso di festeggiare il settantesimo anniversario dalla sua nascita premiando le migliori startup cooperative. 
    Per una coop che è cresciuta e si è sviluppata, fino a diventare una delle nove grandi cooperative di consumo in Italia, ce ne sono altre otto che oggi muovono i primi passi.

    Il bando Coopstartup Unicoop Tirreno, lanciato da Unicoop Tirreno in collaborazione con Coopfond, intende per l’appunto promuovere la nascita di nuove imprese cooperative dall’alto contenuto innovativo di tipo tecnologico, organizzativo e sociale.
    Tra i vincitori del concorso, troviamo realtà diverse, ma accomunate dal desiderio di innovare e di farlo dando un solido contributo per il proprio territorio.

    Si è svolta ieri, presso la sede di Legacoop, a Roma, la cerimonia di premiazione, che ha visto come protagonisti Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno; Aldo Soldi, direttore generale Coopfond; Vincenzo Lipardi, consigliere delegato Fondazione Idis Città della Scienza; Massimo Favilli, direttore soci e vincitori coopstartupcomunicazione Unicoop Tirreno e Mauro Lusetti, presidente nazionale Legacoop.
    Sono otto i vincitori del bando. I primi cinque riceveranno un contributo a fondo perduto di 10.000 euro, finanziato da Unicoop Tirreno, ed un contributo di 5.000 erogato da Coopfond.

    Ci sarà, inoltre, la possibilità di accedere ad un finanziamento fino al 50% degli investimenti e fino a un massimo di 150.000 euro. Coopstartup fornisce anche servizi di accompagnato post-startup nei 36 mesi successivi all’avviamento dell’attività d’impresa.
    Sono stati assegnati, però, anche tre premi speciali a tre coop, che riceveranno un contributo a fondo perduto di 10.000 euro.
    Il bando contribuisce, in via definitiva, alla creazione di nuove imprese cooperative mettendole in rete tra di loro. L’aspetto più importante di Coopstartup è proprio questo: la costruzione di legami e relazioni tra le startup ed organizzazioni come Coopfond, Unicoop, Legacoop e le università.
    Più volte abbiamo sottolineato l’urgenza di creare nel nostro Paese una rete di conoscenze e competenze in materia di innovazione. L’intento dell’iniziativa è attivare questo tipo di processo, provando ad inserire le migliori esperienze cooperative in un quadro di accesso al credito e di accompagnamento sviluppato.

    Le startup di tipo cooperativo, però, sono ancora troppo poche. Lo ha sottolineato il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, nel suo discorso di chiusura dell’evento e lo si percepisce analizzando le principali imprese innovative.
    Lusetti coopstartupÈ necessaria da questo punto di vista una comunicazione efficace e pervasiva su cosa sia realmente il modello cooperativo e cosa può dire all’economia italiana.
    La recente indagine Eurisce ha mostrato come la forma giuridica cooperativa sia stata quella più resiliente alla crisi, mantenendo inalterati i livelli occupazionali e riuscendo a pagare al meglio i propri soci.
    La cooperazione possiede, dunque, enormi potenzialità.

    Potenzialità che proveranno a mettere a frutto le startup vincitrici del bando Coopstartup Unicoop Tirreno.
    Conosciamole nel dettaglio:

    • Gruppo Erse: nascono come startup che vuole offrire servizi ambientali e si trasformano, grazie anche al bando Coopstartup, in azienda specializzata in progettazione ambientale per la valorizzazione e la tutela del territorio.
    • Virginia: è una cooperativa che potremmo definire anti-conformista come la scrittrice che dà il nome all’azienda, ovvero Virginia Wolf.
      Hanno creato una linea di abbigliamento maschile per donna, in particolare per le business women.
    • tobilì coopstartupMulticoopter: il mondo dei droni è in continua evoluzione e loro, nati come piloti di droni, effettuano un utilizzo civile di questa nuova tecnologia, sperimentando anche alcune strumenti di monitoraggio altamente innovativi.
    • Tobilì: è un progetto di cucina in movimento, promosso da giovani ragazzi rifugiati e migranti. Si tratta di un esperimento di cucina multietnica, portato avanti, tra gli altri, da un ragazzo egiziano, una armena, uno turco-curdo ed un maliano.
    • Trip talent: saranno i viaggiatori a costruire il proprio itinerario attraverso un vero e proprio contest tra i tour operator che permetterà loro di scegliere il viaggio migliore.

    I tre premi speciali sono andati a:

    • Vascitour ha vinto il premio Dario Liguori. La cooperativa offre un viaggio a Napoli dai contenuti e dalle modalità “speciali”: viene data la possibilità ai turisti di dormire nei bassi di Napoli, pranzando e cenando all’interno delle stesse abitazioni e di effettuare un tour nei luoghi meno conosciuti del capoluogo campano.
    • vascitour coopstartupUrban Trees Management è una startup cooperativa che punta al recupero di zone degradate per la creazione di boschi urbani.
    • Snack Amiata offre, invece, un succo di frutta ed uno snack alla castagna, sfruttando l’enorme disponibilità del prodotto nelle campagne toscane.

     

     

     

     


  • mulinum calabria

    Si chiama Mulinum ed è l’ultimo mulino calabrese, il primo finanziato attraverso una raccolta fondi partita su Facebook. 

    L’idea nasce lo scorso mese di febbraio, quando Stefano Caccavari, un giovane calabrese già noto in Calabria per il progetto Orto di Famiglia, ha scritto un post sulla propria pagina Facebook invitando amici a salvare l’ultimo mulino in pietra rimasto in Calabria, costruendo anche un forno per preparare il mulinum calabriacosiddetto “brunieiettu” e lo “iermanu”, il pane tipico del luogo.
    Si trova nella valle di San Floro in provincia di Crotone, uno dei tanti luoghi calabresi dimenticati, ma dalle potenzialità e dal fascino enorme.
    Una bellezza incontaminata e una tradizione immortale che ha colpito centinaia di persone, che hanno deciso di rispondere all’appello di Caccavari finanziando il suo progetto.
    In poco tempo sono stati raccolti 110mila euro con 120 finanziatori coinvolti che potranno tra le altre cose diventare soci o essere ripagati attraverso coupon per l’acquisto di farina.

    Questa estate ci sarà l’inaugurazione. Sono già arrivate decine di richieste da tutta Italia, con pizzaioli e distributori di prodotti biologici che hanno deciso di rifornirsi al Mulinum, acquistando farina e pane.
    Il progetto ha attirato l’attenzione di media locali e nazionali e rappresenta uno straordinario esempio di come una terra come la Calabria possa recuperare le antiche tradizioni agricole, valorizzandole e rendendo protagonisti un’intera comunità.
    Il Mulinum sarà, infatti, un motore di sviluppo per tutta la valle di San Floro, una zona nella quale tempo fa sarebbe dovuta sorgere una discarica, ma grazie alla mobilitazione di cittadini ed istituzioni locali è stato abbandonato il progetto.
    Oggi la stessa zona è protagonista di un’iniziativa lodata in tutta Italia: il vecchio mulino diventa simbolo di innovazione e di capacità imprenditoriale.



  • Il mondo della cooperazione ha spinto fortemente per un cambiamento del Codice degli Appalti Pubblici, con il recepimento delle direttive europee sul tema. 
    Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice, inserendo alcuni elementi di novità che vanno nella direzione della semplificazione e della trasparenza, con un investimento sulla qualità degli operatori e dei progetti. 

    Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha commentato la novità normativa , esprimendo soddisfazione per i passi in avanti effettuati: “Maurizio_GardiniSemplificazione e trasparenza come principi cardine se ben tradotti sono leve di sviluppo per le imprese. La riforma è importante perché l’inserimento di risorse pubbliche nel sistema, se avviene in maniera corrente semplice e chiara, può essere una delle leve principali per il rilancio del paese, fungendo anche come stimolo alla qualificazione e maggior competitività delle  imprese”.
    Uno degli aspetti più importanti della riforma riguarda il superamento del criterio del massimo ribasso nell’assegnazione degli appalti, un principio che ha portato numerosi problemi, specie in settori critici come quello dei servizi sociali, provocando in via indiretta anche diversi fenomeni di corruzione. “Bene il superamento del massimo ribasso, ma è necessario – aggiunge Gardini – che l’offerta economicamente più vantaggiosa sia comunque collegata a principi oggettivi. Fondamentale che ci sia sempre una razionale suddivisione dell’appalto in più lotti. Interessante l’inserimento di principi di soft law che è fondamentale siano comunque ben coordinati”. 


  • sharing-economy

    Si è svolta oggi, a Bologna, l’ultima tappa di Co?Tour, il progetto di Confcooperative Emilia Romagna, organizzato in collaborazione con Irecoop Emilia Romagna e la società cooperativa Kilowatt per la promozione e la diffusione dell’impresa cooperativa.

    Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria esplosione dell’economia della collaborazione, esemplificata dai fenomeni di sharing economy e, in generale, rappresentata da un’esigenza sempre più forte di comunità.
    sharing-economyPer trasformare queste idee in fenomeni dal forte impatto sociale, è fondamentale connettere gli esperimenti di mutualità innovativa messi in atto nei territori. L’obiettivo di Co?Tour è proprio questo: mettere insieme le realtà mutualistiche della regione Emilia Romagna, costruendo relazioni e conoscenze.
    Dopo una prima fase di analisi e monitoraggio dei principali progetti di economia condivisa presenti in Emilia Romagna, è iniziato un vero e proprio tour con nove incontri in nove capoluoghi di provincia, dove i protagonisti sono stati gli innovatori stessi, raccontando le proprie esperienze e le difficoltà trovate.
    L’ultimo incontro, svoltosi oggi a Bologna, ha permesso di fare il punto della situazione e di trarre un bilancio dell’iniziativa. Sono intervenuti Gianluca Mingozzi (Confcooperative Emilia Romagna), Paolo Venturi (AICCON), Gaspare Caliri (Kilowatt Bologna).
    I relatori hanno effettuato un’analisi generale sulle nuove forme di mutualità e sull’importanza del concetto di relazione nel campo dell’innovazione di stampo mutualistico.
    Nicoletta Tranquillo di Kilowatt Bologna ha parlato, invece, di alcune esperienze collaborative, suddividendole nelle categorie Aggregatori, Multidriver e altre forme giuridiche.
    Matteo Bettoli, infine, di Confcooperative ha spiegato gli obiettivi e lo stato di avanzamento di CoopUp, il progetto di Confcooperative per creare incubatori di impresa, nuove startup cooperative ed aree di co-working nelle realtà urbane.


  • delrio codice appalti

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice degli appalti pubblici che andrà a sostituire il vecchio Codice, recependo le tre direttive europee in merito. 

    Una delle linee direttive del provvedimento è la semplificazione delle norme e delle procedure che regolano gli appalti.
    Si è passati, ad esempio, dagli oltre 600 articoli del precedente Codice ai 217 articoli della nuova normativa, regolamentando anche un istituto importante come delrio codice appaltiquello delle concessioni.
    Come dichiarato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Codice, l’obiettivo è privilegiare la qualità degli operatori, dei progetti e dei bandi gara, accantonando il meccanismo del massimo ribasso.
    “La qualità è la parola chiave – dichiara Delrio. – Qualità degli operatori economici qualificati, imprese vere, piene di ingegneri e progettisti e povere di avvocati“.

    Ma la qualità, ci tiene a sottolineare il ministro, non riguarda solo le aziende che partecipano alle gare, ma anche le stazioni appaltanti, chiamate ad indire bandi proporzionati alle loro capacità.
    Un punto sul quale si è battuto il mondo della cooperazione riguarda la qualità dei progetti presentati, un aspetto che il nuovo Codice degli appalti dovrebbe premiare: “Troppo spesso in Italia – dichiara Delrio – sono stati messi a gara dei progetti preliminari, cioè senza le indagini geologiche, archeologiche preventive e sismiche. Questo ha comportato che un mese dopo l’aggiudicazione di un appalto, le imprese cominciano a richiedere il 30-40% in più“.
    Verranno, infine, abbandonate le gare al massimo ribasso per privilegiare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tiene conto sia della qualità del progetto che del prezzo necessario per la sua realizzazione, evitando così l’applicazione dei massimi ribassi in settori delicati come quelli dei servizi sociali e dell’edilizia scolastica.


  • bcc riforma

    La discussione in aula sulla conversione in legge del decreto di riforma delle Bcc inizerà il 21 marzo. 
    A dichiararlo è Maurizio Bernando, presidente della Commissione Finanze della Camera, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano l’Avvenire. 

    Viene, dunque, rinviato di una settimana l’inizio dei lavori in aula, un momento che il mondo della cooperazione si augura possa portare ad una modifica del decreto.
    In questi giorni è cresciuto il fronte che richiede un sostanziale cambiamento della norma sul way-out, il provvedimento che consente alle Bcc con un patrimonio netto superiore ai 200 milioni di euro di trasformarsi in Spa, limitandosi a pagare un’imposta del 20%.
    bcc riformaCome più volte sottolineato in questa sede, la norma in questione va ad attaccare le risorse indivisibili delle cooperative, portando, tra le cose, l’Italia ad incorrere in probabili sanzioni da parte dell’Unione Europea.
    L’Ue potrebbe, infatti, catalogare il way-out come un vero e proprio aiuto di stato alle banche che vogliono uscire dal sistema del credito cooperativo.
    Una delle idee che emerse a tal proposito in queste ore è di alzare l’imposta rispetto al 20% attualmente previsto dal decreto.
    La Banca d’Italia ha, però, posto un ulteriore problema, quello del limite temporale a partire dal quale calcolare il patrimonio netto delle Bcc che vogliono trasformarsi in società per azioni.
    La norma sulla via d’uscita potrebbe portare, infatti, numerosi istituti di credito ad effettuare aggregazioni opportunistiche per aumentare le proprie risorse e così fuoriuscire dal sistema.
    Sul punto ha risposto Maurizio Bernando, sempre sulle pagine di Avvenire: “L’ideale sarebbe trovare un’intesa anche su questo aspetto. Magari giungendo a un compromesso tra una scadenza retroattiva ed un orizzonte obiettivamente troppo ampio come quello dei 18 mesi dal patto di coesione. 
    Forse un punto d’incontro potrebbe essere quello di fissare il termine a 90 giorni dalla conversione del decreto”. 


  • cooperative energia

    Sono 421 le cooperative e i gruppi cooperativi censiti nell’anagrafe degli operatori presso l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico. 

    L’Ufficio Studi dell’Alleanza delle Cooperative italiane ha effettuato un’analisi sulle coop iscritte all’organismo indipendente, valutando numero, dimensioni, occupati e settore di riferimento.
    cooperative energiaSono 16.237 le organizzazioni facenti parte dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico; di queste solo il 2,6% sono cooperative. Il 48,5% degli operatori iscritti, invece, è rappresentato da S.r.L., il 13,8% da S.p.A., il 10,7% da Enti pubblici e il restante 24,5% è costituto da altre forme, in prevalenza ditte individuali e società semplici.
    Le coop rappresentano, dunque, una parte piuttosto esigua del totale, mentre, come vedremo più avanti, non possiamo dire la stessa cosa per il numero di lavoratori impiegati.
    Il 63% delle cooperative dell’energia, del gas e del sistema idrico fanno parte del settore agroalimentare, il che vuol dire che la produzione di energia è una parte complementare della loro attività principale.
    Il 21,6% fa parte del settore delle utilities, 5,5% degli operatori fa riferimento al settore dell’industria e delle costruzioni, il 4,3% è attivo nella moderna distribuzione (in prevalenza cooperative tra consumatori), il 2,9% è rappresentato da cooperative sociali, il 2,6% rientra nei servizi e il restante 0,5% nel settore del credito.

    La maggior parte di esse si trovano al Nord Italia. La prima regione è il Trentino Alto Adige con il 30% di coop iscritte all’Autorità, operanti prevalentemente nel comparto dell’utenza elettrica e dell’ortofrutticolo; il 18%, invece, ha sede in Emilia Romagna (in prevalenza cooperative agroalimentari, ma sono presenti anche cooperative dell’industria, dei servizi e del consumo).  Lombardia, Veneto e Piemonte rappresentano complessivamente quasi il 32% del totale delle cooperative iscritte nell’elenco degli operatori. Il restante 20% fa riferimento a cooperative ubicate nelle altre regioni.
    Una buona parte delle coop iscritte all’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico sono di grandi dimensioni (59 cooperative, rappresentative del 14% del totale), realizzando un fatturato maggiore a 50 milioni di euro.
    Quello che stupisce maggiormente dell’indagine effettuata dall’Ufficio Studi dell’Alleanza delle Cooperative italiane, è la percentuale di occupati delle coop dell’energia, del gas e del servizio idrico, se paragonato al numero piuttosto esiguo di cooperative impegnate in questo settore.
    L’11,9% degli occupati del comparto è impiegato all’interno di una cooperativa, mentre il 19% è occupato in una Srl, nonostante queste ultime rappresentino il 76% degli operatori attivi nel settore.


  • bcc barbagallo

    Il decreto legge sulle Banche di Credito Cooperativo ha ricevuto negli ultimi giorni diverse critiche. La stessa Banca d’Italia, per bocca del suo Capo Dipartimento della Vigilanza, Carmine Barbagallo, intervenuto in audizione alla commissione Finanze della Camera, ha espresso alcune perplessità. 

    “Occorre chiarire il carattere “eccezionale” della way-out – ha dichiarato Barbagallo – circoscrivere l’arco temporale e i requisiti patrimoniali delle Bcc che possono non aderire alla capogruppo, prevedere un bilancio consolidato conforme ai principi contabili internazionali e dotare la capogruppo di adeguati poteri di direzione e coordinamento“.
    bcc barbagalloIl mondo della cooperazione si è mobilitato con forza, esprimendosi, in particolare, contro la norma sull’opting out, che consente alle Bcc con un patrimonio netto superiore ai 200 milioni di euro di uscire dal sistema del credito cooperativo e di trasformarsi in Spa, portando con sé le risorse indivisibili accumulate in anni di attività e di sgravi fiscali.
    Una norma di questo tipo viola i principi cardine delle società cooperative, in particolare l’articolo 45 della Costituzione che “riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata”.
    In questi giorni è in corso in Parlamento la discussione sulla conversione in legge del decreto approvato il mese scorso, un confronto che dovrà portare necessariamente ad una revisione di alcuni meccanismi introdotti dall’esecutivo.
    L’istituzione di un’unica holding, sotto forma di società per azioni, a capo del sistema del Bcc è una novità da valutare in maniera positiva, perché consentirà una maggiore condivisione dei rischi in caso di crisi.
    Secondo Barbagallo, però, è necessario che “questa capogruppo venga dotata di adeguati poteri di direzione e coordinamento. La governance del gruppo deve favorire un miglior indirizzo delle attività e il controllo dei rischi delle singole Bcc, accompagnare il sostegno patrimoniale con corretti incentivi gestionali, prevenire l’azzardo morale”.


  • master impresa cooperativa

    L’Università degli studi di Roma Tre e l’Alleanza delle cooperative italiane organizzano il Master di secondo livello in “Impresa cooperativa: economia, diritto e management”. 
    L’obiettivo dell’iniziativa è formare nuovi imprenditori e manager cooperativi e diffondere la cultura imprenditoriale di stampo mutualistico. 

    I termini per l’iscrizione, inizialmente previsti per il 20 febbraio, sono stati spostati al 4 marzo 2016 alle ore 13:00.
    Entro questa data dovranno essere presentate le domande di partecipazione.
    Per poter partecipare è necessario possedere una laurea magistrale o vecchio ordinamento, con particolare riferimento ai corsi di laurea in Economia, master impresa cooperativaGiurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Ingegneria, ovvero di lauree equipollenti, per i soggetti aventi titolo universitario di II livello con curriculum professionali e formativi coerenti con l’iniziativa.
    Sono previste in tutto 320 ore di didattica frontale, che si terranno presso l’Università Roma Tre il venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00 ed il sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:00.
    Alla fine del corso è previsto uno stage di 180 ore, con l’obiettivo di conoscere da vicino la realtà delle imprese cooperative e delle sue organizzazioni di rappresentanza.
    Il Master giunge quest’anno alla sua diciottesima edizione ed arriva in un momento particolarmente complesso per il mondo della cooperazione. Essere un manager cooperativo comporta diverse responsabilità ed obbliga i diritti interessati a possedere tutte le conoscenze necessarie per operare in un mercato in continuo mutamento.
    Il corso fornisce ai partecipanti competenze di carattere economico, manageriale e giuridico con ulteriori contributi sugli scenari cooperativi trans-nazionali e sulle opportunità costituite dagli strumenti di finanziamento della Commissione Europea.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il sito del Master.


  • professioni agricoltura

    L’agricoltura rappresenta uno dei pochi comparti che mostra evidenti segnali di ripresa. 
    Lo dicono i dati, che parlano di un aumento dell’occupazione dell’1,6% nel 2015 e sopratutto rilevano un crescente interesse dei giovani ed una maggiore richiesta delle aziende agricole di profili professionali specializzate nel comparto agricolo. 

    Aumentano, infatti, i laureati in agraria ed il numero di giovani che intende ad avviare un’impresa agricola. Sembra che il tanto auspicato ricambio generazionale sia destinato finalmente a compiersi anche in un comparto, quello agricolo, dove l’Italia vanta – si fa per dire – un’età media dei lavoratori autonomi superiore rispetto alle media europee.
    professioni agricolturaLe misure inserite dal Governo nel pacchetto Generazione Campolibero prevedono, tra l’altro, una serie di agevolazioni per i giovani che vogliono investire in agricoltura.
    Il 2016, in via definitiva, si prospetta come un anno positivo per il comparto. Se il 2015 ha visto un aumento dei giovani (15-34 anni) occupati in agricoltura del 4,3% ed una crescita addirittura del 35% dei giovani imprenditori agricoli (dati Coldiretti), il 2016 può rappresentare un ulteriore momento di svolta da questo punta di vista.
    Lo dimostra anche il crescente orientamento delle Agenzie per il lavoro verso l’agricoltura. L’edizione odierna del Corriere della Sera riporta alcuni esempi, come quello dell’Agenzia Openjobmetis, che di recente ha aperto un’area dedicata all’agroalimentare, prevedendo un boom del settore.
    Proprio Openjobmetis ci fornisce alcuni elementi interessanti in merito alle figure professionali più richieste nel settore agricolo per il 2016.
    I profili più ricercati saranno i tecnici commerciali laureati in agraria, biologia, chimica organica e tecnologie agroalimentari, con competenze in ambito botanico, batteriologico e con spiccate doti di vendita.
    È attesa una crescita rilevante del comparto vitivinicolo con una ricerca sempre più insistente di figure legate al mondo del marketing, oltre a sommelier ed enologi.


  • sociale italia

    A gennaio 2016 la disoccupazione è ferma all’11,5%, attestandosi sugli stessi livelli da agosto 2015. 
    Rispetto all’inizio del 2015, invece, il tasso di disoccupazione è calato dello 0,7%. 

    sociale italiaCi sono, dunque, dei segnali parizlamente positivi che giungono dal mercato del lavoro italiano e che diventano ancora più evidenti se analizziamo il numero di occupati e di inattivi.
    A gennaio, riporta l’Istat, la stima degli occupati cresce dello 0,3% (+70 mila persone occupate), tornando al livello di agosto. La crescita è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila) mentre calano i dipendenti a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili.
    L’aumento dei contratti a tempo indeterminato è in parte riconducibile agli sgravi fiscali previsti dalla Legge di Stabilità, anche se il 2016 ha sancito un taglio del 40% degli esoneri contributivi, passati da 8.000 euro a 3.250 euro.

    Nonostante la riduzione degli sgravi, dunque, continua la tendenza del mercato del lavoro che vede una netta crescita dei contratti di lavoro stabili.
    Si tratta certamente di un dato incoraggiante che andrà, però, valutato in maniera più approfondita alla fine del 2016, quando gli effetti degli sgravi fiscali della Legge di Stabilità saranno più sfumati.
    Un ulteriore elemento positivo riguarda il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni che diminuisce dello 0,4% (-63 mila unità); su base annua gli inattivi sono diminuiti dell’1,7%, pari a -242mila unità.
    Probabilmente, ancora più che l’aumento degli occupati, è questo il vero aspetto positivo dell’elaborazione mensile dell’Istat. Nei mesi scorsi abbiamo assistito, infatti, ad una variazione negativa del tasso di disoccupazione dettata per lo più dall’aumento del numero di inattivi, ovvero di persone che non lavorano e non cercano lavoro e che dunque non vengono conteggiati nel calcolo della disoccupazione. Il fatto che la diminuzione del tasso di inattività non sia coinciso con un aumento del tasso di disoccupazione, significa allora che il mercato del lavoro italiano sta raggiungendo finalmente una discreta stabilità.



  • Si svolgerà domani a Roma, nella sede di Legacoop, la premiazione di Coopstartup Unicoop Tirreno, il bando per le migliori startup cooperative lanciato da Unicoop Tirreno in collaborazione con Coopfond.

    Per celebrare il settantesimo anno di attività, Unicooop Tirreno ha deciso di lanciare un’iniziativa rivolta alle imprese cooperative dall’alto livello di innovazione organizzativa, tecnologica e sociale.
    unicoop tirrenoSono cinque le startup vincitrici che riceveranno un contributo a fondo perduto di 10.000 euro erogato da Unicoop Tirreno e un contributo forfettario a fondo perduto di 5.000 euro da parte di Coopfond per l’avvio dell’attività. È prevista, inoltre, la possibilità di accedere ad un finanziamento che copre fino al 50% delle spese sostenute e fino ad un massimo di 150.000 euro.
    Il bando è rivolto a gruppi composti da almeno 3 persone, in maggioranza con meno di 35 anni, che intendano costituire un’impresa cooperativa o che la abbiano costituita nel 2015 nelle aree di attività di Unicoop Tirreno (province di Massa Carrara, Lucca, Livorno, Grosseto, Terni, Viterbo, Roma, Frosinone, Latina, Napoli, Caserta, Avellino).
    Sono stati presentati in tutto 304 i progetti, di cui 138 hanno rispettato tutti i requisiti richiesti.

    La cerimonia di premiazione sarà aperta da Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno, e Aldo Soldi, presidente di Coopfond, che presenteranno il progetto ponendo particolare attenzione alle peculiarità delle imprese cooperative.
    Interverrà anche Vincenzo Lipardi, Consigliere Delegato Fondazione IDIS Città della Scienza, con una relazione sul rinnovato ruolo delle cooperative all’interno di Città della Scienza.
    Massimo Favilli, infine, Direttore Soci e Comunicazione Unicoop Tirreno, introdurrà i vincitori.
    Nel corso della cerimonia di premiazione verranno assegnati i seguenti premi:

    • Gruppo Erse – Monitoraggi ambientali
    • Linea di abbigliamento maschile per donne
    • Multicoopter
    • Tobilì: cucina in movimento
    • Trip Talent

    PREMI SPECIALI AGGIUNTIVI:

    • Premio Dario Liguori Campania a Vascitour
    • Premio Coopstartup Unicoop Tirreno Lazio a Urban Trees Management
    • Premio Coopstartup Unicoop Tirreno Toscana a Snack Amiata.

    Concluderà l’evento Mauro Lusetti, presidente di Legacoop.