• selfiemployment-garanzia-giovani

    All’interno del programma Garanzia Giovani è presente anche SELFIEmployment, il nuovo fondo rotativo nazionale promosso dal Ministero del Lavoro e gestito da Invitalia.

    Vengono messi a disposizione 114,6 milioni di euro per gli iscritti a Garanzia Giovani attraverso finanziamenti a tasso zero per l’avvio di nuove attività imprenditoriali.
    La misura è rivolta ai giovani che:

    • hanno tra i 18 e i 29 anni;
    • sono Neet (Not in education, employment or training), cioè non hanno un lavoro e non sono impegnati in percorsi di studio o di formazione professionale;
    • sono iscritti al programma Garanzia Giovani e hanno concluso il percorso di accompagnamento di cui alla misura 7.1 del PON IOG.

    Sono ammesse alla misura le aziende costituite sotto forma di imprese individuali, società di persone, società cooperative composte massimo da 9 soci.
    selfiemployment-garanzia-giovaniPossono inviare la domanda anche imprese attive da non più di dodici mesi al momento della presentazione della richiesta o aziende non ancora costituite a patto che vengano formate entro 60 giorni dall’ammissione alle agevolazioni.
    Selfiemployment si rivolge anche alle associazioni professionali e società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, purché inattive.
    Possono essere avviate attività d’impresa inerenti tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, come turismo, servizi alle imprese e alle persone, servizi ICT, commercio all’ingrosso e al dettaglio. Sono escluse invece le attività inerenti la pesca e l’agricoltura.

    Che tipo di agevolazioni fornisce Selfiemployment?
    Sono previsti finanziamenti a tasso zero a copertura del 100% degli investimenti sostenuti.
    Ecco di seguito i tipi di finanziamento concessi dalla misura:

    • microcredito per spese tra 5.000 e 25.000 euro;
    • microcredito esteso per spese tra 25.000 e 35.000 euro;
    • piccoli prestiti per spese tra 35.000 e 50.000 euro.

    Chi riceve le agevolazioni deve avviare gli investimenti entro 18 mesi dall’ammissione ai finanziamenti.
    È possibile presentare la domanda dalle ore 12:00 dell’1 Marzo 2016.

     

     


  • telegram-italia

    La notizia della settimana è che anche Wired e Vice News hanno aperto un canale Telegram. 
    Attraverso l’app di messaggistica istantanea sarà possibile, infatti, iscriversi ai loro canali dedicati e ricevere aggiornamenti sulle principali news quotidiane. 

    Si tratta di uno strumento dalle enormi potenzialità, considerata anche la crescita costante di Telegram, preferito da molti alla più celebre Whatsapp per le maggiori funzioni di cui dispone.
    telegram-italiaA fine febbraio erano oltre 100 milioni gli utenti attivi sull’app.
    Un’implementazione dei canali Telegram consente di intercettare in maniera immediata e con a costi ridotti la platea di utenti che naviga attraverso mobile.
    Telegram fornisce, inoltre, la possibilità personalizzare la chat con video, gif, immagini e contenuti extra rispetto alle classiche Url delle notizie.
    Oltre a Wired e Vice News, ci sono altre tre testate italiane, che hanno aperto di recente un canale Telegram. Si tratta de La Stampa Tecnologia, Libero e Il Gazzettino di Treviso.
    Il numero di iscritti è ancora piuttosto limitato (si va dalle 50 alle 400 iscrizioni), ma la scelta appare comunque lungimirante: il mondo della comunicazione giornalistica viaggia in maniera spedita verso i contenuti fruibili da mobile, come dimostra la recente implementazione, da parte di Facebook, di Instant Articles.
    Vi ricordiamo che anche Cooperative Italia è su Telegram: potete seguire tutti gli aggiornamenti del portale seguendo il nostro canale.


  • crowdfunding-italia

    Il crowdfunding è una realtà concreta anche in Italia. Lo dicono i numeri: il settore vale, allo stato attuale, 57 milioni di euro ed il suo valore continua a crescere anno dopo anno. 

    Come riportato da Il Sole 24 Ore, attraverso il crowdfunding sono stati finanziati in Italia più di 100mila progetti e non parliamo solo di iniziative portate avanti da startup, ma anche finanziamenti di manifestazioni culturali e nuove tecnologie.
    Negli ultimi due anni il numero di iniziative finanziate dai cittadini attraverso piattaforme di crowdfunding è aumentato del 68%. Al momento esistono nel crowdfunding-italianostro Paese 82 piattaforme web, delle quali 69 già attive e 13 in fase di lancio.
    La maggior parte dei finanziamenti arrivano attraverso donazioni e ricompense (60%), mentre – come sottolinea Paolo Venturi, direttore di Aiccon al Sole 24 Ore – l’equity crowdfunding è più diffuso nel mondo dell’innovazione tecnologica.
    Il crowdfunding, però, non desta solamente l’attenzione delle startup. Negli ultimi anni sono aumentate le pubbliche amministrazioni che attuano strategie di finanziamento civico.

    Vengono promosse iniziative di interesse collettivo, specie di carattere culturale, e sono gli stessi cittadini a scegliere se finanziarle o meno.
    Si tratta di un fenomeno particolarmente diffuso negli Stati Uniti, che ha come obiettivo quello di avvicinare maggiormente le istituzioni ai cittadini, implementando una forma di democrazia più diretta e partecipata.
    Nei mesi scorsi il Comune di Milano ha lanciato la prima piattaforma di crowdfunding civico italiana, un contenitore di idee sulle smart cities, la riduzione del gap digitale, l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati ed in generale tutte quelle attività che abbiano un alto valore sociale.
    Anche il Comune di Bologna sta intraprendendo questa strada, finanziando, ad esempio, la ristrutturazione del famoso portico di San Luca proprio attraverso una raccolta fondi tra i cittadini.
    Ci troviamo di fronte, dunque, ad una realtà emergente, capace di generare risorse e sviluppo per piccole e grandi comunità e di far interagire istituzioni, imprese e privati cittadini.


  • gardini confcooperative calabria

    Nel suo discorso all’assemblea regionale di Confcooperative Calabria, il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha attribuito un ruolo centrale al decreto di riforma delle Banche di credito cooperativo. 

    Proprio in queste ore è avvenuta su questo tema una vera e propria spaccatura nella maggioranza, culminata in una lettera sottoscritta da una ventina di senatori Pd, che chiedono all’esecutivo e al parlamento modifiche sostanziali al decreto sulle Bcc.
    Vi proponiamo di seguito le parole del presidente Gardini sui contenuti del provvedimento e sulla posizione di Confcooperative a riguardo.

    “Il tema del credito cooperativo è per noi un tema essenziale perché abbiamo una visione che questo Paese ha bisogno delle banche. Non vogliamo demonizzare le banche, perché senza di esse non c’è attività economica. Nessun imprenditore lavora solo con il suo denaro, ma quanti abbiamo comprato la casa con un mutuo?
    gardini confcooperative calabriaNoi, però, abbiamo bisogno di banche del Paese e non di banche per il Paese: è una distinzione che sembra piccola, ma in realtà è abissale perché noi non siamo convinti che le banche debbano essere tutte grandi, devono rispondere tutte al requisito dell’Unione bancaria. Le banche devono essere solide ed efficienti, perché quando succedono problemi come quelli di Banca Etruria o Cassa dei Risparmi di Ferrara, è chiaro che c’è un problema su quei territori e vanno prevenuti questi casi e queste patologie.
    Noi siamo perché si consolidino e si riaffermino dei sistemi di banche locali: se togliamo le banche dai territori e quello che queste hanno fatto sul fronte dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, cosa sarebbero oggi le Pmi e le famiglie?

    La riforma era nata male perché era nata solo dall’impronta dell’Unione bancaria europea, che non è un’impronta favorevole alla cooperazione e alle piccole banche. Mentre in Europa si definiva un modello di banca, l’Italia era assente e latitante e si è costruito un mostro, neanche la legislazione bancaria americana è così spinta, perché là c’è un doppio binario per le banche più piccole.
    Noi ci siamo impegnati a correggere questa impronta, siamo impegnati in un confronto, stiamo dialogando con il Governo e con il Parlamento per modificare il decreto così come è uscito, un decreto che ci lascia delle perplessità. Siamo confidenti di azzerare quella possibilità di trasformare le Bcc in Spa affrancando le riserve indivisibili con un pagamento del 20%. Abbiamo fatto sentire la nostra voce; sono ottimista sul fatto che venga evitato uno scippo generazionale, ossia la possibilità di distribuirsi le riserve indivisibili: è uno scippo generazionale di cui non vogliamo essere né testimoni né beneficiari e lo dice uno che è socio di una banca di credito cooperativo, che se domani si trasformasse in un altro modello, oggi quei soldi varrebbero moltiplicati per venti, ma sarebbe frutto di un furto, perché derivano dal sacrificio e dalle storie di comunità di diverse generazioni. È un patrimonio che noi dobbiamo consegnare alle generazioni che verranno.
    In termini provocatori potrei dire che non è neanche un patrimonio dei soci, ma un patrimonio delle comunità su cui i soci hanno lavorato ed è dei soci in quanto facenti parte di quella comunità.
    Correggeremo questa norma e spero anche si possa elaborare questa riforma secondo lo schema che avevamo costruito insieme al Ministero dell’Economia e con il ministro Padoan. Abbiamo bisogno di rafforzare il credito e di farlo nella logica di costituire un gruppo unico bancario che sappia dare strumenti e garanzie, ma che sappia anche mantenere le radici sul territorio e che abbia la capacità di leggere le imprese sul territorio”.


  • bcc lettera

    Una lettere sottoscritta da una ventina di senatori di area Pd ed indirizzata al premier Matteo Renzi, al ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi e al capogruppo Luigi Zanda, spacca la maggioranza sulla riforma del credito cooperativo. 

    In questi giorni si sono levate numerose voci contrarie al decreto legge sulle banche, che contiene numerosi elementi lesivi dell’identità cooperativa.
    Dopo il malumore espresso da alcuni esponenti del Governo, tra i quali il ministro dell’Ambiente Galletti ed il ministro dell’Interno Alfano, adesso anche una parte dei senatori del Partito Democratico chiede un cambiamento in aula della riforma.
    bcc letteraTra i sottoscrittori della missiva ci sono Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria di Palazzo Madama, Doris Lo Moro, Maurizio Migliavacca, Miguel Gotor; ci sono anche alcuni esponenti della sinistra dem tra cui Cecilia Guerra, Lucrezia Ricchiuti, Walter Tocci, Felice Casson, Sergio Lo Giudice.

    Sono diverse le parti del decreto oggetto della critica dei senatori. Prima di tutto, sostengono i promotori dell’iniziativa, andrà chiarito come sarà costituito il capitale della holding unica, se questo cioè sarà finanziato da contanti o attraverso il conferimento di asset, un’opzione quest’ultima che, secondo i senatori Pd, renderebbe le Bcc estremamente deboli.
    Ma l’aspetto più problematico riguarda la norma sul way-out, ovvero la misura che consente alle Bcc con un patrimonio netto superiore a 200 milioni di euro di trasformarsi in Spa pagando un’imposta del 20%.
    “E’ un errore – scrivono in senatori nella missiva – consentire la trasformazione della Bcc in spa. In tal modo si darebbe ai soci attuali il pieno possesso di riserve, che costituiscono in media il 90% del patrimonio delle Bcc e che sono state accumulate dalle precedenti generazioni in esenzione d’imposta per la precisa finalità di esercitare lo scambio mutualistico nell’attività creditizia. L’imposta sostituiva, d’altra parte, non ripagherebbe le imposte evitate in tanti decenni e il loro costo finanziario cumulato per lo Stato. Ove l’errore fosse confermato, il minimo che ci si possa aspettare è una procedura d’infrazione da parte della Ue per aiuti di Stato”.

    Un ulteriore elemento da chiarire sarà la data a partire dalla quale monitore i requisiti patrimoniali delle Bcc, valutando se possiedono il patrimonio necessario per trasformarsi in Spa. Il Governo non ha ancora specificato nulla a riguardo.
    I senatori del Pd propongono di prendere in considerazione come data-spartiacque quella dell’ultimo bilancio approvato prima della pubblicazione del decreto per evitare aggregazioni di tipo meramente opportunistico.

     


  • sharing-school-2016

    Si terrà a Matera, dal 27 aprile all’1 maggio, la sharing school 2016, la scuola di formazione sull’economia collaborativa. 

    Il tema principale della seconda edizione è CO-Città e CO-Territori. Si cercherà, dunque, di focalizzare l’attenzione sulle principali esperienze di sharing economy nei centri urbani e nelle aree rurali.
    sharing-school-2016L’economia della collaborazione è anche e soprattutto, infatti, un momento di animazione delle comunità, di cooperazione tra i suoi abitanti e di condivisione delle risorse.
    Il tema centrale verrà poi declinato in quattro ambiti di intervento: agricoltura collaborativa, abitare collaborativo, le periferie come luoghi di integrazione sociale e la cultura come conoscenza e promozione del turismo.

    Ci saranno una serie di workshop e laboratori nel corso dei quali i partecipanti potranno apprendere come e con chi realizzare un progetto di sharing economy.
    La scuola è rivolta ad amministrazioni pubbliche, organizzazioni non profit, imprese, privati cittadini che nutrono interesse verso questa tematica o vogliono portare avanti un’idea di economia collaborativa.
    Sono previsti massimo 35 partecipanti e verrà data la priorità a cinque progetti di sharing economy coerenti con i temi affrontati durante la scuola e da sviluppare durante i cinque giorni di formazione.
    Gli organizzatori specificano che i promotori del progetto di sharing economy deve avere già avviato un dialogo con le istituzioni e dimostrare che questo abbia un impatto ambientale, sociale, economico e culturale.
    Nella scelta dei progetti, inoltre, verranno privilegiati quelli che presentano:

    • elementi di innovazione digitale;
    • tecniche di organizzazione e sviluppo di comunità;
    • scalabilità e replicabilità del progetto;
    • modello di sostenibilità di medio-lungo termine;
    • obiettivi come la creazione di lavoro, la riduzione delle povertà urbane, l’uso sostenibile del territorio.

    Per ulteriori informazioni sul programma e sui relatori potete consultare il sito ufficiale della sharing school 2016.


  • europa bce

    Gli effetti del Quantitative Easing sono stati fin qui deludenti, portando addirittura, negli ultimi giorni, a rivedere al ribasso le stime sull’inflazione dell’area Ue. 
    Di qui la decisione sorprendente di Mario Draghi di abbassare notevolmente i tassi di interesse e di aumentare la cifra stanziata per acquistare titoli di Stato.

    Nello specifico il presidente della Bce ha tagliato il tasso di riferimento (refinancing rate) dallo 0,05% a zero (minimo storico), quello sui depositi da -0,30 a eurogruppo-0,40% e la marginal lending facility dallo 0,30 allo 0,25%.
    Ma soprattutto è stata aumentata da 60 a 80 milioni di euro al mese la quantità di risorse da impiegare per l’acquisto di titoli pubblici. La Bce ha inoltre stabilito che anche i bond emessi da aziende non finanziarie potranno essere acquistati attraverso il Quantitative Easing, purché abbiano un rating di investimento.
    Il tutto nonostante la forte opposizione della Germania – fin dall’inizio fortemente contraria ad un tipo di politica monetaria espansiva – culminata con il non voto odierno da parte del presidente della Bundesbank Jens Weidmann.

    La scelta coraggiosa della Banca centrale europea arriva in un momento in cui l’inflazione è stata rivista al ribasso, con una previsione del +0,1% per il 2016, ben lontana, dunque, dal +2% auspicato all’inizio del Qe.
    La paura della deflazione ha portato così Mario Draghi a scegliere di ridurre drasticamente i tassi di interesse e di rafforzare le misure di politica espansiva, decidendo, tra l’altro, di mantenere questi livelli almeno fino a marzo 2017.
    Le borse hanno subito reagito positivamente, con Milano che guadagna 3,7 punti percentuali e tutti i principali listini che si attestano sopra il +1%. A spiccare il volo sono soprattutto le banche, come testimoniano i dati di Unicredit (+8%) ed Intesa San Paolo (+5%).
    Crolla il valore dell’euro sul dollaro, passato da 1,10 a 1,085.


  • premio-l'anello-debole

    La Comunità di Capodarco lancio il premio L’anello debole, il riconoscimento per i migliori migliori audio e video cortometraggi giornalistici (inchieste, reportage, documentari), i migliori video cortometraggi di fiction, e i migliori “web-doc” a forte contenuto sociale e/o ambientale, realizzati con qualsiasi tecnica (animazione compresa).

    I premi sono suddivisi in sei categorie:

    • audio cortometraggi (inchieste, reportage, documentari, podcast)
    • video cortometraggi della realtà (inchieste, reportage, documentari)
    • video cortometraggi di fiction
    • video Cortissimi della realtà
    • video Cortissimi di fiction
    • video “Ultracorti” (spot commerciali, promo, clips )

    Non verranno presi in considerazione i contributi che promuovono l’attività di un’associazione non profit o di un ente pubblico, a meno che questi non si contraddistinguano particolarmente per la loro qualità ed il loro livello di denuncia sociale.
    premio-l'anello-deboleIl progetto migliore di ciascuna categoria riceverà un contributo compreso tra i 1.000 e i 1.500 euro.
    Il concorso prevede, inoltre, due premi speciali: il premio “web doc” per quei prodotti rivolti la rete per la sensibilizzazione degli utenti su determinate tematiche sociali ed ambientali ed il premio “Corto giovani”, indirizzato a ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 36 anni e promosso da Coop Alleanza 3.0 e Coop for Words.
    Entrambi i riconoscimenti speciali prevedono l’erogazione di un contributo di 1.000 euro per i vincitori.
    La selezione sarà effettuata da una giuria qualificata e da una giuria popolare. Ci sarà tempo fino al 4 aprile 2016 per inviare la propria candidatura.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il sito del premio.


  • crowdfunding-tim

    Il tour sul Crowdfunding di TIM WithYouWeDo giunge quest’anno alla sua terza edizione, attraversando nuove città e cercando di presentare in maniera sempre più approfondita le opportunità offerte dal mondo del crowdfunding. 

    Nelle prime due edizioni sono stati organizzati quindici eventi in dodici città diverse, raggiungendo più di 900 persone.
    Nel corso delle diverse tappe del tour, verrà presentata WithYouWeDo, la piattaforma di Tim dove sono ospitati una serie di progetti su Innovazione Sociale, crowdfunding-timCultura Digitale e Tutela dell’Ambiente.
    Il tour è prima di tutto un momento di formazione sul crowdfunding. Nel corso dei workshop dedicati, infatti, vengono approfondite diverse tematiche, cercando di fare chiarezza su cosa sia il crowdfunding e come utilizzarlo, con un focus particolare sul suo ruolo nel campo dell’innovazione sociale e del non profit.
    Sono decine, infatti, i progetti lanciati da cooperative e organizzazioni non profit che riescono a prendere vita grazie ai finanziamenti della rete.
    Tim, inoltre, offre l’opportunità di partecipare ad una Call for projects sul tema.
    Alla fine degli incontri i soggetti interessati avranno la possibilità di avere un confronto one-to-one con uno degli esperti di Tim, nel corso del quale potrà ricevere consigli operativi su come strutturare il progetto e sfruttare al meglio gli strumenti forniti dal crowdfunding.


  • startup-iva

    La Commissione europea, nell’ambito della strategia del Digital Single Market, sta pensando di ridurre le tasse per le startup e di creare un regime Iva quanto più possibile uniforme per i paesi membri. 

    Allo stato attuale l’imposta per il valore aggiunto varia di paese in paese, passando, ad esempio, dal 15% del Lussemburgo al 25% della Croazia.
    Un regime fiscale così diverso non agevola certamente lo scambio di beni e servizi, soprattutto per quelle startup che operano nel campo dell’e-commerce ed startup-ivaeffettuano sovente delle operazioni transnazionali.
    Sarà impossibile inserire un regime di tassazione Iva completamente uniforme per tutti gli stati membri dell’Unione, ma la Commissione europea intende introdurre delle misure di semplificazione dei pagamenti che contemplino, tra le altre cose, l’inserimento di una sogli Iva minima, valida per tutti gli stati dell’Unione Europea.

    L’obiettivo è migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa, sia per i consumatori che per le imprese. L’introduzione di una soglia minima per le piccole startup del commercio elettronico, come si legge nella comunicazione della Commissione europea sulla strategia per il mercato unico digitale, rappresenterebbe un’innovazione enorme per un mercato che sta crescendo a ritmi sempre più sostenuti.
    L’e-commerce, in Italia come nel resto d’Europa, è una delle risorse principali dell’economia digitale. Prevedere un sistema fiscale maggiormente uniforme e semplificato è un primo passo indispensabile verso la creazione del Digital Single Market.
    La sensibilità di Bruxelles su questo tema appare evidente, se è vero che l’anno scorso ha lanciato una consultazione pubblica per conoscere le esigenze e le posizioni delle aziende e dei privati cittadini e verificare che tipo di interventi potrà e dovrà fare l’Ue per creare un sistema fiscale favorevole all’ecosistema innovativo.


  • istat lavoro

    Per la prima volta dopo sette anni, scende il tasso di disoccupazione annua, passando dal 12,7% del 2014 all’11,9%. 

    A comunicarlo è l’Istat attraverso una nota sull’andamento della domanda e dell’offerta di lavoro in Italia nell’anno appena trascorso.
    istat lavoroLe elaborazioni dell’Istituto di Statistica rivelano dati positivi in quasi tutti gli indicatori relativi all’occupazione.
    Il numero dei disoccupati, ad esempio, è diminuito di 203.000 unità (-6,7%), mentre il numero di occupati è cresciuto di 186.000 unità (+0,8%) portando il tasso di occupazione al 56,3% (+0,6 %.)
    Aumenta soprattutto la quantità di persone impiegate in rapporti di lavoro dipendente e con forme contrattuali a tempo indeterminato, mentre continua la variazione negativa del numero di lavoratori indipendenti, che per il quinto anno consecutivo diminuiscono, perdendo nel 2015 22.000 unità e 0,4 punti percentuali.
    Si riduce anche la disoccupazione giovanile, la cui media annua per il 2015 è del 40,3% (-2,4% rispetto alla media del 2014).
    Anche il numero di inattivi diminuisce per il secondo anno consecutivo (-0,6%).

    Se analizziamo i dati su base territoriale, notiamo come il miglioramento del mercato del lavoro sia stato più accentuato nel Mezzogiorno.
    Nel 2015, invece, il tasso di occupazione del Sud è aumentato di 0,8 punti percentuali, a fronte di un +0,5% del Centro e del Nord ed il tasso di disoccupazione è diminuito di 1,3 punti percentuali contro il -0,7% del Centro ed il -0,5% del Nord. Tuttavia le differenze territoriali risultano essere ancora piuttosto marcate, con una disoccupazione che al Sud è del 19,4%, mentre al Centro è del 10,6% e al Nord dell’8,1%.
    Passando, invece, all’analisi delle singole regioni, al Nord gli incrementi più elevati del tasso di occupazione si segnalano in Liguria e Piemonte (rispettivamente +1,7 e +1,3 punti); al Centro il tasso di occupazione cresce soprattutto in Umbria e Toscana (+2,1 e +1 punti), mentre al Sud aumenta in maniera cospicua in Basilicata, Sardegna, Puglia e Sicilia (incrementi tra 1 e 2 punti) con la Calabria che è l’unica regione meridionale con l’indicatore in calo.


  • roma turismo

    In occasione degli Stati Generali del Turismo 2016, che si svolgeranno dal 7 all’9 Aprile 2016, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con Invitalia ha organizzato TO.MA.TO – Top Marathon Tourism .
    Si tratta di una vera e propria maratona di 24 ore, nel corso della quale verranno condivise idee, conoscenze e competenze per realizzare un progetto innovativo nel campo del turismo. 

    Il progetto migliore verrà poi presentato nel corso degli Stati Generali del Turismo.
    L’iniziativa, che si terrà al Museo di Pietrarsa il 7 e l’8 aprile, è aperta soprattutto ai giovani talenti. Possono partecipare nello specifico Tourism Innovators, roma turismoTechno Innovators, Social Innovators e Creative Innovators, ovvero professionisti nel campo del turismo, della tecnologia, del design, della comunicazione e del marketing che abbiano un progetto creativo relativo al comparto turistico.
    L’obiettivo, infatti, è trovare soluzioni innovative per migliorare l’esperienza turistica nel nostro Paese, coinvolgendo al contempo gli stakeholder del settore e il pubblico e aumentando la qualità dell’offerta e della fruizione turistica in Italia.

    I partecipanti verranno suddivisi in gruppi, dove realizzeranno dei veri e propri brainstorming collettivi.
    Ciascun gruppo avrà poi 5 minuti di tempo per presentare il proprio progetto, che sarà valutato da una giuria di esperti in base all’innovatività dell’idea, l’utilità, la sua applicazione pratica, la rilevanza e il valore apportato al settore turistico, la qualità del concept, le tecnologie utilizzate, il design.
    Saranno assegnati tre premi: 15.000 euro per il primo, 10.000 per il secondo e 5.000 per il terzo.
    Per ulteriori informazioni potete consultare la sezione di Invitalia su questa iniziativa.