Il Consiglio della Regione Campania, su iniziativa della Giunta, ha approvato l’istituzione dell’Albo regionale delle cooperative sociali.
Si tratta di un atto fondamentale per lo sviluppo delle imprese sociali campane, che potranno così operare nel senso di una maggiore trasparenza e di una più accentuata libera concorrenza.
L’approvazione dell’Albo copre un vuoto normativo decennale per la regione Campania, che ha finito per penalizzare diverse cooperative.
Positivo il commento di Giovanpaolo Gaudino, Presidente di Federsolidarietà Confcooperative Campania, l’associazione di rappresentanza delle coop sociali campane: “Il regolamento per l’albo delle cooperative sociali in Campania – dichiara Gaudini – è un atto che attendavamo da tempo. La presenza di un albo per la cooperazione sociale è una garanzia e ci consentirà di lavorare con ordine e nel rispetto della chiarezza, regolando l’accesso alle gare. Le cooperative sociali campane vivevano da oltre due decenni una discriminazione rispetto a quello delle altre regioni. Il percorso per fornire alla cooperazione sociale i mezzi di cui necessita per lavorare è spesso tortuoso, ma stiamo facendo del nostro meglio per renderlo più agevole, cercando e trovando una buona interlocuzione con la Regione Campania. A tal proposito ringraziamo gli uffici che hanno lavorato per questo risultato”.
Si tratta di un altro passo in avanti per il mondo delle cooperative sociali dopo la recente approvazione del nuovo Codice degli appalti pubblici e le linee guida dell’Anac, che intendono riformare il sistema delle gare pubbliche nel senso della semplificazione e della promozione della qualità.


che lo ha portato anche ad essere eletto come vice-presidente nazionale di Confcooperative.
La nuova normativaridimensiona notevolmente il way-out e definisce in maniere rigida la data di verifica dei requisiti patrimoniali.
il trasferimento di fondi.
Secondo le prime stime effettuate negli ultimi giorni, saranno predisposte 30 milioni di precompilate per il 2016, di cui 20 milioni 730 e 10 milioni Unici.
milioni di euro.
produttori di beni o di servizi di aree economicamente svantaggiate dei Paesi in via di sviluppo organizzati in forma collettiva, allo scopo di consentire, accompagnare e migliorare il loro accesso al mercato mediante accordi di lunga durata“.



Il Food Act prevede una serie di misure per la promozione della dieta mediterranea, il potenziamento della distribuzione del vero Made in Italy, un’implementazione del credito per i giovani chef italiani ed il rafforzamento del legame tra cucina e turismo.
miliardi di esportazioni nel 2020.
C’è da dire che, in questo caso, il confronto diretto è con il mese di febbraio 2015, quando tutte le tipologie di prodotto fecero segnare un aumento dei prezzi.
Granarolo ha scelto la strada dell’aggregazione e dell’internazionalizzazione. Nell’ultimo anno è stata rafforzata la società Granarolo International, con un aumento di capitale di 14 milioni che ha portato il capitale sociale ad attestarsi a quota 50 milioni di euro.