• bruxelles attentato

    Una delle vittima dell’attentato alla metro di Maelbeek, a Bruxelles, potrebbe essere una donna italiana. 

    La Farnesina ha fatto sapere che è in corso in questo momento la procedura di riconoscimento da parte dei familiari. La vittima sarebbe bruxelles attentatouna funzionaria delle istituzioni europee, data per dispersa nella giornata di ieri e solita prendere la metropolitana nella capitale belga.
    La fase di identificazione è resa difficile dalla violenza dell’attacco che ha reso pressoché irriconoscibili i volti delle vittime.
    «Il presidente del Consiglio ci ha informato che c’è una verifica in corso su una possibile vittima italiana – ha dichiarato Maurizio Lupi all’uscita da Palazzo Chigi – É in corso la fase di riconoscimento, i familiari sono con il console a Bruxelles. Era una donna che prendeva normalmente la metropolitana e dovrebbe essere tra le vittime della metro ma la violenza dell’esplosione ha reso le vittime irriconoscibili».

    Seguono aggiornamenti.


  • artificiere parigi

    La polizia belga, grazie alle telecamere di sicurezza dell’aeroporto di Zaventem, ha identificato tre attentatori dei fatti di Bruxelles. 

    Si tratta dei fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, che si sono fatti esplodere proprio all’ingresso del desk dell’American Airlines. I due presentano diversi artificiere parigiprecedenti per violenza a mano armata e sono ritenuti vicini alla rete terroristica di Abdeslam Salah.
    Il terzo attentatore, invece, l’uomo che nella foto diffusa dalla polizia belga indossa una giacca grigia ed un cappello nero, sarebbe ancora in fuga e, come sospettato fin dal primo momento, si tratta di Najim Laachraoui, l’artificiere della strage di Parigi.
    Il suo Dna, infatti, era stato trovato su due cinture esplosive utilizzate il 13 novembre 2015, sia allo Stade de France che al Bataclan.
    Laachraoui è sfuggito alla polizia belga nel corso del blitz che venerdì scorso ha portato all’arresto di Salah.

    In questo momento sono in atto perquisizioni e posti di blocco in tutta Bruxelles, che hanno portato anche al ritrovamento di un ordigno esplosivo, prodotti chimici ed una bandiera dello Stato Islamico in un appartamento a Schaerbeek.
    Decisiva è stata la testimonianza di un tassista che ha riconosciuto due degli attentatori e ha raccontato di averli trasportati proprio dalla zona incriminata fino all’aeroporto.
    Nel suo racconto ha dichiarato di essere rimasto sorpreso dalla grande quantità di valigie che trasportavano i due terroristi, tanto da costringerli a lasciare alcuni bagagli nell’appartamento.
    Il blitz effettuato questa notte a Schaerbeek ha portato solamente al sequestro di ordigni e materiali legati all’Is, ma ancora non ci sono notizie su Laachraoui e sull’identità degli attentatori della metropolitana di Maelbeek.


  • digitale europa

    La rete mobile di Bruxelles è down da parecchie ore. Risulta impossibile effettuare chiamate con i propri smartphone o telefoni cellulari dalla capitale belga.

    Una situazione che avrebbe generato ulteriori problemi a chi si trova in questo momento a Bruxelles, se non ci fossero stati i social network e le applicazioni di digitale europamessaggistica istantanea a rendere più agevoli le comunicazioni.
    Sono momenti concitati e drammatici quelli vissuti a Bruxelles in queste ore. Sul luogo degli attentati sono presenti persone provenienti da tutta Europa: se c’è una città con un’alta percentuale di lavoratori, turisti, politici di nazionalità non belga, quella è Bruxelles.
    La presenza delle istituzioni europee amplifica enormemente il multiculturalismo della capitale del Belgio. Questo potrebbe essere stato uno dei motivi che ha spinto gli attentatori a sceglierla come sede dell’ultimo atto di terrore.

    Da tutte le città ed i paesi d’Europa si attendono, dunque, notizie sui propri familiari, amici e conoscenti che si trovano in Belgio in queste ore.
    Gli inconvenienti sulla rete telefonica hanno costretto migliaia di persone ad utilizzare i social e le app come Whatsapp e Telegram.
    Facebook, in particolare, ha attivato “Safety Check” la funzione che permette di comunicare ai propri amici Facebook il proprio stato di salute in seguito ad eventi di questo tipo.
    Safety Check era stato lanciato in occasione dell’attentato di Parigi e riproposto in questa occasione. Ci sono state, però, diverse proteste per il ritardo con il quale Facebook ha attivato il servizio. Solamente dopo le 11:00, infatti, ovvero tre ore dopo il primo attentato, è stato possibile utilizzare questa funzione.
    Su Twitter, invece, attraverso vari hashtag come #Brussels, #BrusselsUnderAttack, #BrussellsAttack molti utenti hanno cercato soccorsi e riferito informazioni utili su quanto stava accadendo.
    Altri strumenti come Periscope, Whatsapp e Telegram sono, invece, serviti per avere delle comunicazioni video, audio e testuali circa le condizioni di salute di chi si trovava sul luogo.

     


  • renzi bruxelles

    Una mattina di primavera a Bruxelles si trasforma in un inferno. Un doppio attacco terroristico ha colpito due dei luoghi più frequentati della “capitale europea”: l’aeroporto internazionale e la fermata della metro di Maelbeek, a due passi dalle istituzioni europee.

    Più di 30 i morti, centinaia i feriti. Le notizie si susseguono tra smentite e conferme in quel turbinio confuso di immagini e suoni, che solo il terrore riesce a provocare.
    Momenti di orrore, panico e sgomento. Sensazioni provate e riprovate decine di volte negli ultimi anni, sussulti ai quali non ti abitui mai e che speri di dimenticare in fretta.

    Bruxelles, Ankara, Parigi, Tunisi, New York, Ghuta, Gaza sono i nomi del torpore nel quale stiamo affogando e dal quale è doveroso destarci.
    Nelle ore successive all’attentato di Bruxelles abbiamo assistito, come sempre, alle reazioni più disparate.
    salvini bruxellesLa rabbia è il primo sentimento che viene fuori di fronte ad atti di questo tipo. È il caso di Matteo Salvini, leader della Lega, presente a Bruxelles proprio nelle ore dell’attentato.
    Salvini, come spesso accade, ha avuto parole dure nei confronti del Governo italiano ed europeo, colpevole, a suo avviso, di attuare strategie inefficaci nella lotta al terrorismo. Con una serie di tweet e post sulla sua pagina Facebook, il leader leghista ha invitato l’Italia ad una reazione forte contro il terrorismo di stampo islamico e contro i flussi migratori, bersaglio frequente della sua propaganda politica.

    C’è chi, invece, ha lasciato il posto alla commozione, come avvenuto per Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Ue, che nel commentare i fatti di Bruxelles non è riuscita a trattenere le lacrime, lei che è solita operare nella capitale belga.
    Di diverso contenuto le dichiarazioni del premier Matteo Renzi dopo aver presieduto il Comitato nazionale di sicurezza: “Il nemico non è soltanto fuori da noi – dice Renzi – si renzi bruxellesnascone nelle città e nelle periferie europee. Occorre, dunque, un progetto di sicurezza e anche un progetto culturale per difendere le vite dei nostri connazionali europei. 
    L’Europa può e deve fare di più. Questo non è il momento delle reazioni impulsive, la rabbia deve guidarci per portare avanti un progetto concreto, ma ci vorranno mesi e forse anni. 
    Chi promette, oggi, soluzioni miracolistiche non si rende conto di quanto sarà lunga e complessa questa battaglia. Non è dunque il tempo degli sciacalli, ma neanche quello delle colombe. 
    È arrivato il momento di costruire un sistema di sicurezza unitario, i servizi segreti europei devono lavorare insieme. 
    Mettiamo a disposizione risorse non solo per la sicurezza, ma anche per riqualificare le periferie. La sicurezza si costruisce non solo con l’esercito ma anche con il sociale”. 

    Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Repubblica francese Francois Hollande. Il capo dello Stato ha posto l’accento sulla necessità di un intervento comune da parte dell’Unione Europea, una strategia di sicurezza organica che prevede una maggiore collaborazione tra i paesi membri: “Siamo difronte ad una minaccia globale che esige risposte globali. La guerra al terrorismo deve essere combattuta su scala mondiale, soprattutto a livello di intelligence. Oggi stesso il governo francese ha disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza, ma questa guerra deve essere gestita con lucidità e freddezza perché sarà una guerra lunga”.

    Direttamente da Cuba è intervenuto anche Barack Obama: “Faremo tutto ciò che sarà necessario per aiutare i nostri amici belgi, individuando i responsabili. 
    schulzQuesto serve a ricordarci che il mondo deve restare unito, dobbiamo stare insieme a prescindere dalla nazionalità, dall’etnia o dalla religione nella battaglia contro il terrorismo. Sconfiggeremo queste minacce alla popolazione mondiale“.
    L’attacco alla stazione metro di Maalbeek si è svolto a poche centinaia di metri dalle istituzioni europee. Un atto che ha sconvolto naturalmente molti parlamentari europei e diversi funzionari che lavorano alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio.
    Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha voluto esprimere a nome dell’Ue il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime: “Questi atti provocano in me rabbia e tristezza allo stesso tempo […] Bruxelles, come le altre città colpite da attacchi terroristici, si rialzerà più forte di prima“.

     


  • bruxelles attentato

    Attorno alle ore 8:00 una doppia esplosione ha colpito il terminal A dell’aeroporto internazionale di Bruxelles “Zaventem”. Secondo un primo bilancio sarebbero 28 le vittime e decine i feriti. 
    Fonti governative belghe parlano di un attentato di stampo terroristico. 

    Stando alle prime ricostruzioni, prima delle due esplosioni ci sarebbero stati colpi di arma da fuoco ed urla in arabo che fanno pensare ad un atto terroristico di stampo bruxelles attentatofondamentalista, poi confermato dalla rivendicazione dell’Isis.
    Secondo le autorità, a Zaventem sarebbero stati trovati altri ordini inesplosi.
    Ma ad essere colpito non è stato solamente l’aeroporto. In questi minuti è stata udita un’altra esplosione nella stazione metro di Maelbeek, in pieno centro a Bruxelles, proprio nei pressi delle istituzioni dell’Unione Europea.
    Il tutto dopo che venerdì la polizia belga ha arrestato Salah Abdeslam, uno dei dieci attentatori delle strage di Parigi del 13 novembre 2015.

    Aggiornamento del 23/03/2016

    12:01 Secondo la stampa belga è stato catturato Najim Laachraoui, uno dei tre terroristi protagonisti dell’attentato all’aeroporto di Zaventem.
    L’uomo sarebbe stato arrestato ad Anderlecht, proprio alle porte di Bruxelles. Laachraoui, 25 anni, è considerato dalla polizia belga come l’artificiere della strage di Parigi, dal momento che il suo Dna è stato ritrovato su due diverse cintura esplosive presenti sul luogo degli attentati parigini.
    La sua identità è stata rivelata da un’immagine delle telecamere di sicurezza dell’aeroporto poco prima dell’esplosione.
    Non sono ancora noti, invece, i nomi dei responsabili dell’attentato alla metro di Maelbeek, dove è rimasta uccisa anche una donna italiana.

    13:05 Il quotidiano belga Derniere Heure (Dh) ha smentito la notizia dell’arresto di Najim Laachraoui, che sarebbe, dunque, ancora a piede libero.
    Stando alle ricostruzioni dello stesso giornale, gli altri due attentatori sarebbero i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, con uno di essi fattosi esplodere all’aeroporto di Zaventem e l’altro protagonista dell’esplosione alla fermata di Maelbeek.

    Aggiornamento del 22/03/2016

    10:00 Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha convocato per le ore 15:00 il Comitato nazionale di sicurezza per valutare ulteriori misure preventive.

    10:02 Secondo la Polizia belga l’attentato all’aeroporto sarebbe opera di un kamikaze. Dopo l’arresto di Salah, si trovava ancora in città l’artificiere della strage di Parigi, la cui cellula aveva in programma un attentato proprio nella capitale belga.

    farnesina10:08 Attiva l’Unità di crisi della Farnesina, che raccomanda agli italiani presenti a Bruxelles di non effettuare spostamenti.
    Bruxelles ha attivato un numero di emergenza per i familiari delle vittime e dei feriti: 0032 25064711.

    10:15 Il bilancio ufficiale, al momento, parla di 13 morti. Secondo un testimone ci sarebbero una ventina di corpi a terra nella stazione metro di Maelbeek.

    10:23 I media belgi parlano di 10 morti alla fermata di Maalbeek. A Parigi nel frattempo è stata evacuata una stazione treno per il ritrovamento di un pacco sospetto.

    10:27 Sospesi a Bruxelles tutti i mezzi pubblici, chiusi anche i musei, le scuole, le università. L’aeroporto di Zaventem rimarrà chiuso fino alle ore 6:00 di domani mattina, sono stati cancellati tutti i voli.

    10:38 Secondo l’ambasciatore italiano a Bruxelles non dovrebbero esserci vittime italiane.

    10:49 Arrivano le prime ricostruzioni sull’attentato all’aeroporto internazionale di Zaventem. Attorno alle ore 8:20 c’è stata la prima esplosione al Raw 8, al Desk dell’American Airlines; qualche minuto dopo è avvenuta un’altra esplosione nella Zona T, al Desk della Brussels Airline.

    10:51 La polizia belga conferma ufficialmente che si è trattato di un atto terroristico. Non ci sono state, però, ancora rivendicazioni.

    mattarella bruxelles11:05 Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto esprimere il proprio “cordoglio per le vittime e la più decisa condanna per gli esecrabili atti di violenza”. Secondo il Capo dello Stato “occorre affrontare questa sfida decisiva con una comune strategia, che consideri la questione in tutti i suoi aspetti: di sicurezza, militare, culturale, di cooperazione allo sviluppo. In gioco ci sono la libertà ed il futuro della convivenza umana”.

    11:45 Un nuovo bilancio della Rete dei Trasporti parla di 15 morti nella metro; 13 vittime e 35 feriti, invece, all’aeroporto, ma c’è il timore che il numero dei morti possa crescere ulteriormente.
    L’esplosione più forte sarebbe avvenuta nella hall degli imbarchi, con il conseguente crollo del tetto sulle persone in attesa del proprio volo. Si tratterebbe di un attentato kamikaze.
    Secondo un testimone, invece, ci sarebbero state almeno 3 esplosioni in metro, non è chiaro se anche in questo caso sia stato un kamikaze a farsi esplodere o se sia stato attivato un ordigno.

    12:12 Il primo bilancio ufficiale parla di 15 morti, 10 feriti gravi e 45 feriti alla stazione di Maelbeek.

    12:14 Il governo francese smentisce la notizia della chiusure delle frontiere tra Francia e Belgio in seguito agli attentati.

    12:28 In questi minuti sta girando in rete un video dell’esplosione all’aeroporto di Bruxelles. Si tratta in realtà di un falso che risale ad un attentato a Mosca nel 2011.

    12:33 Il presidente della Repubblica francese Francois Hollande commenta così i fatti odierni: “Siamo difronte ad una minaccia globale che esige risposte globali. La guerra al terrorismo deve essere combattuta su scala mondiale, soprattutto a livello di intelligence. Oggi stesso il governo francese ha disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza, ma questa guerra deve essere gestita con lucidità e freddezza perché sarà una guerra lunga”.

    12:46 L’Isis rivendica gli attentati di Bruxelles, minacciando ulteriori attacchi nei prossimi giorni.

    12:57 In corso nella regione di Bruxelles diverse perquisizioni, si sta seguendo la pista legata all’artificiere degli attentati di Parigi.

    13:01 Come in occasione della strage di Parigi, Facebook ha attivato “Safety Check”, la funzione che permette agli utenti che si trovano nei luoghi colpiti dagli atti terroristici di far conoscere le proprie condizioni agli amici Facebook. Questa volta, però, lo strumento è stato messo in funzione con oltre due ore di ritardo, scatenando la protesta degli utenti.

    13:10 Secondo le ultime indiscrezioni sarebbero già state identificati cinque sospettati grazie alle telecamere di sicurezza dell’aeroporto. A Zaventem sono state ritrovate anche armi da fuoco.

    13:16 L’Université libre di Bruxelles che ospita oltre 20.000 studenti è stata interamente evacuata.

    13: 20 Secondo i media belgi il bilancio delle vittime sale a 34 morti. Nel frattempo il livello di sicurezza nella città è arancione, con la polizia e l’esercito a presidiare le strade del centro.

    15:13 Ambasciatore Grassi: “Al momento nessuno è in grado di dire se tra le vittime ed i feriti ci siano italiani. La situazione negli ospedali è piuttosto caotica ed è difficile effettuare delle identificazioni. Per adesso incontrati solo italiani con ferite lievi”.

    terrorismo15:37 Il portale belga dhnet.be ha diffuso in esclusiva le prime immagini dei sospettati, tratte dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto di Zaventem. Non ci sono ancora conferme da parte della polizia belga sulla veridicità dell’informazione diffusa da uno dei mezzi d’informazione più popolari in Belgio.

    15: 53 Il Belgio decreta tre giorni di lutto nazionale.

    16: 02 Riaperta stazione di Gare du Nord con migliaia di persone in attesa di tornare a casa. Rimangono chiuse la stazione colpita, quella dell’aeroporto e quella di Bruxelles Luxembourg, vicino al Parlamento europeo.

    18:05 Secondo i media belgi sono 34 le vittime e oltre 200 i feriti. Nel frattempo è scattata la caccia all’uomo in ricercato bruxellesseguito alla foto di tre sospettati diffusa dalla polizia locale.
    Due persone sono state arrestate proprio nella zona adiacente a Maelbeek e altri cinque sono ricercati.

    18:32 La Polizia belga ha diffuso su Twitter e sui media una foto di uno dei possibili attentatori, chiedendo aiuto alla popolazione locale.
    Nell’immagine il sospettato si trova proprio all’aeroporto di Zaventem poco prima delle due esplosioni.

     

    Seguono aggiornamenti.


  • urban trees management

    Di cosa si occupa la vostra cooperativa e quando è nata l’idea di partecipare a Coopstartup?

    La nostra cooperativa si chiama U.T.M. (Urban Trees Management) e ci occupiamo della gestione dell’albero urbano, che va dall’impianto di nuovi boschi urban trees managementsperimentali urbani fino alla manutenzione, quindi la potatura e la valutazione della stabilità. Infine ci occupiamo anche della formazione degli operatori che vanno ad occuparsi della manutenzione del verde.
    Non siamo mai stati in forma associata e lavoravamo singolarmente, sapevamo che una forma societaria sarebbe stata un valore aggiunto. Come è uscito il bando Coopstartup abbiamo pensato che sarebbe stata l’idea giusta.

    Perché avete scelto la forma cooperativa per avviare una startup e non un altro tipo d’impresa?

    Perché ritenevamo fosse la forma migliore per unire le nostre competenze e anche a livello legale ci siamo trovati bene, soprattutto ci dà modo di far collaborare più professionalità e di poterci ampliare a seconda delle esigenze e per tutti i tipi di lavori per i quali noi siamo più carenti e possiamo avere la forza di altri professionisti.

    In cosa pensate possa aiutarvi essere inseriti all’interno di un progetto Coopstartup?

    Sicuramente è una grandissima vetrina e siamo già stati supportati fin dall’inizio con la formazione post-bando e questo ci ha dato le basi per creare la nostra cooperativa ed il nostro business plan. Sappiamo che ci aiuteranno sia nella costituzione che nella costruzione vera e propria della cooperativa.

    Quali sono state le difficoltà principali che avete incontrato nel momento dell’apertura della startup?

    Approcciarsi con un business plan, con un business model canvas ed indagini di mercato, per chi è alla prima esperienza come noi, è un po’ complicato. Studiando un poco e con l’aiuto di Legacoop siamo venuti a capo della situazione.

    Se poteste dare un consiglio ad un ragazzo che vuole aprire una startup, che tipo di consiglio gli dareste?

    Gli diremmo di crederci e allo stesso tempo di non farsi trasportare troppo dall’entusiasmo. Bisogna lavorare sodo, ma i risultati sicuramente arriveranno.


  • europa horizon 2020

    InnovFin – EU Finance for Innovators è una misura lanciata dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e dalla Commissione europea rivolta alle Pmi e alle startup innovative. 

    Vengono forniti alle aziende dall’alto contenuto tecnologico una serie di servizi integrati e di finanziamenti per sviluppare l’ecosistema innovativo.
    europa horizon 2020L’iniziativa rientra all’interno del programma Horizon 2020, dove l’innovazione tecnologica ed il mondo delle startup svolgono un ruolo di primo piano.
    Anche l’Italia riceverà parte dei finanziamenti stanziati dalla Commissione e dalla Banca europea per gli investimenti.
    Sono stati firmati a tal proposito due accordi che forniranno alle Pmi innovative e alle startup italiane risorse fino a 180 milioni di euro.

    La prima intesa è stata sottoscritta con il Credito Valtellinese e garantirà alle imprese operanti su tutto il territorio nazionale una linea di credito complessiva di 150 milioni di euro.
    Il secondo accordo, invece, è circoscritto al Piemonte: il protocollo, infatti, è stato siglato con la Banca Cassa di Risparmio di Savigliano e fornirà prestiti per i prossimi 2 anni ad imprese innovative italiane, in particolare del Piemonte, per un valore complessivo di 30 milioni di euro.
    L’intento dell’Unione Europea è sostenere le imprese che implementano nuove tecnologie, a prescindere dalla dimensione dell’impresa stessa.
    Il nuovo quadro normativo, anche e soprattutto italiano, intende equiparare sempre di più le Pmi innovative alle startup, soprattutto dal punto di vista delle agevolazioni fiscali, per consentire ad un’impresa nata da poco tempo di consolidarsi e di affrontare con minori incombenze fiscali le difficoltà legate all’ingresso sul mercato.


  • bando-fondazione-con-il-sud

    La Fondazione Con Il Sud indice un altro bando per le organizzazioni di volontariato. 
    Dopo aver stanziato 3 milioni di euro per l’iniziativa “CON IL SUD CHE PARTECIPA” (scaduta il 12 febbraio) e per il Bando rivolto alle reti nazionali di volontariato, la Fondazione mette a disposizione 5,8 milioni di euro per un altro progetto. 

    In questo caso i destinatari sono reti locali composte almeno da 5 organizzazioni di volontariato. Possono partecipare anche imprese, istituzioni, scuole ed in bando-fondazione-con-il-sudgenerale organizzazioni non ricomprese nel mondo del Terzo Settore, purché le imprese sociali rappresentino il 75% dei componenti della rete.
    Le organizzazioni di volontariato partecipanti potranno ricevere un contributo massimo di 80.000 euro e dovranno avere una sede legale in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia. Tra i criteri per la partecipazione al bando, Fondazione Con il Sud stabilisce anche che il soggetto proponente debba essere un’organizzazione di volontariato costituita da almeno due anni e che, al momento della presentazione della domanda, non riceva alcun finanziamento dalla Fondazione.

    Saranno valutate positivamente le proposte che prevedano, tra le altre cose, le seguenti condizioni: la valorizzazione e qualificazione dei volontari; la sostenibilità dell’intervento; il coinvolgimento di soggetti di natura diversa (istituzioni, imprese, terzo settore, ecc.) e l’ampliamento della rete esistente ad altre organizzazioni di volontariato; l’innovatività a livello organizzativo e metodologico; il coinvolgimento di categorie tradizionalmente escluse dalle opportunità di partecipazione sociale (immigrati, anziani, disabili, ecc.); modalità di comunicazione efficaci e sostenibili.
    La data di scadenza per la presentazione della domanda varia a seconda della regione: 16 maggio per Basilicata e Sicilia; 18 maggio per Calabria e Puglia; 20 maggio per Campania e Sardegna.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il bando.


  • libera 21 marzo

    Sono oltre duemila le piazza italiane coinvolte nella Giornata della Memoria e dell’Impegna, l’appuntamento annuale organizzato da Libera per ricordare le vittime di tutte le mafie. 

    Ogni anno il 21 Marzo, primo giorno di primavera, c’è spazio per la rinascita delle coscienze e per l’impegno concreto di cittadini, istituzioni, imprese e associazioni contro chi utilizza la prepotenza e la violenza per affermare un potere illegittimo.
    LOGO_LIBERA1È il potere della camorra, dell’ndrangheta, di cosa nostra e di tutte le mafie e le organizzazioni criminali che quotidianamente gettano fango e sangue sul territorio italiano.
    Quest’anno la manifestazione principale della 21^ edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno si svolgerà a Messina, ma non sarà l’unica città ad ospitare eventi e cortei. Sono in programma, infatti, manifestazioni in tutta Italia e non solo (previste iniziative anche a Bruxelles, Parigi e Losanna) con oltre 350mila persone coinvolte.
    Collegandovi a questo link potete consultare l’elenco dei comuni, in giro per l’Italia e per il mondo, che ospiteranno iniziative a sostegno della legalità.
    È particolarmente importante che non sia solamente una la città protagonista della Giornata della Memoria e dell’Impegno. Il 21 Marzo sta diventando con il passare degli anni un momento universale di ricordo ed impegno civile, che abbraccia l’intera comunità nazionale.
    Perché per combattere la criminalità organizzata e la corruzione è necessaria prima di tutto la responsabilizzazione della società civile.
    L’eco della Giornata della Memoria e dell’Impegno diventa, dunque, sempre più forte e diffuso. E questo è già un buon punto di partenza.



  • Non accennano a diminuire le polemiche sulla riforma delle Banche di Credito Cooperativo. A far discutere, questa volta, è una lettera sottoscritta da nove direttori di Bcc italiane dal titolo “Addio alle Bcc: da società di persone a pseudo società di capitali”. 

    Si tratta di istituti meridionali, provenienti dalla provincia di Salerno, Taranto, Catania e Caltanissetta, la maggior parte dei quali di piccole dimensioni, che si scagliano contro il nuovo sistema della holding unica.
    Nel mirino c’è innanzitutto Federcasse, la federazione del credito cooperativo italiano, colpevole di aver portato avanti l’autoriforma interpellando solamente “i presidenti ed i direttori delle Federazioni regionali e non i direttori delle Bcc che sono quelli che effettivamente conoscono vita e miracoli delle Bcc“.
    credito cooperativoViene imputata a Federcasse una sostanziale debolezza sia dal punto di vista comunicativo che da quello delle competenze della classe dirigente.
    Nonostante possa vantare numeri importanti, con una diffusione capillare del territorio, il mondo del credito cooperativo “si è lasciato bistrattare dal Governo senza la capacità di trasmettere la delusione a soci e clienti“.
    I punti critici della riforma sono la creazione di una holding unica e la norma sul way-out, che consente alle Bcc che non vogliono aderire al sistema dell’unica capogruppo di trasformarsi in una Spa.
    “Se tutta la discussione verte sulla possibilità di una “via d’uscita” – recita la lettera – vuol dire che c’è chi vuole uscire“.
    Il meccanismo del way-out, per come è congeniato, favorisce gli istituti di credito cooperativo di grosse dimensioni. “Non è corretto che, se le grosse Bcc andranno via – scrivono i nove direttori – le più piccole devono restare a portare sull’altare della riforma i propri patrimoni per salvare le Bcc che ne hanno bisogno“.
    In base all’attuale testo del decreto, sarebbero solamente i piccoli istituti a salvare quelli in difficoltà. La proposta dei nove gruppi firmatari del documento prevede, invece, l’abbassamento della soglia patrimoniale della nuova holding (attualmente fissata ad 1 miliardo di euro) e la conseguente costituzione di più gruppi, il che garantirebbe una maggiore e migliore pluralità.


  • smart&start

    Smart&Start è il bando lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia che fornisce finanziamenti a tasso zero alle startup dall’alto contenuto innovativo. 

    A chi si rivolge Smart&Start? I destinatari sono startup iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese,  che presentano un progetto imprenditoriale caratterizzato da un significativo contenuto tecnologico e innovativo, e/o  mirato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, smart&starte/o  finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.
    L’impresa partecipante deva essere stata costituita da non più di 48 mesi; possono accedere alla agevolazioni anche gruppi informali che vogliono formare una startup, purché quest’ultima venga costituita entro 60 giorni dalla stipula del contratto di finanziamento.
    I destinatari del bando possono essere anche imprese straniere che intendono stabilire una delle proprie sedi in Italia.

    La startup, inoltre, deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

    • costi in ricerca e sviluppo pari almeno al 15% del maggiore valore tra costo e valore della produzione;
    • almeno 1/3 del personale con esperienza pluriennale di ricerca o dottorato (o in alternativa i 2/3 del personale in possesso di laurea magistrale);
    • disponibilità (titolarità, deposito o licenza) di almeno una privativa industriale  (relativa a invenzione industriale, biotecnologica,  topografia di prodotto a semiconduttori, nuova varietà vegetale, Software registrato presso Registro Pubblico Speciale), connessa all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

    Il bando prevede l’erogazione di un finanziamento a tasso zero, del valore compreso tra 100mila e 1,5 milioni di euro, della durata massima di 8 anni e pari al 70% delle spese sostenute.
    Il finanziamento coprirà l’80% degli investimenti se la società è composta interamente da donne o da giovani under 36, mentre per le startup con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel territorio del cratere sismico aquilano , è riconosciuta una quota di fondo perduto, in quanto l’impresa dovrà restituire solo l’80% del finanziamento ricevuto.
    Ecco di seguito l’elenco delle spese agevolabili:

    1. impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica;
    2. componenti hardware e software;
    3. brevetti e licenze;
    4. certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate, purché direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
    5. progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, nonché relativi interventi correttivi e adeguativi.

    I termini per la presentazione della domanda sono aperti dalle ore 12 del 16 febbraio 2016. Entro 60 giorni avverrà la procedura di valutazione del proprio programma di investimento.
    Non ci sono graduatorie, le richieste verranno valutate in base all’ordine di arrivo seguendo la procedura a sportello.
    Si procederà, dunque, all’erogazione dei finanziamenti fino ad esaurimento delle risorse. In tutto Smart&Start mette a disposizione 200 milioni di euro.

     

     


  • e-commerce credito d'imposta

    Rendere l’Emilia Romagna una regione attraente verso nuovi investimenti per la creazione di nuovi posti di lavoro. 

    È questo l’obiettivo del primo bando per accedere all’Accordo per l’Insediamento e lo Sviluppo delle imprese previsto dalla legge regionale 14 della Regione Emilia Romagna.
    Vengono stanziati 25 milioni di euro per il triennio 2016-2018 per le imprese che decidono di insediarsi o espandere la propria attività in Emilia-Romagna, e-commerce credito d'impostaattuando investimenti in ricerca ed innovazione.
    Il criterio principale nella scelta dei progetti ai quali saranno destinati gli incentivi è il loro impatto occupazionale. Come specifica in una nota la regione Emilia Romagna, si parte da programmi di sviluppo industriale o di servizi, basati su ricerca ed innovazione, che prevedano almeno 150 addetti aggiuntivi, ma se un investimento è ad alto valore strategico la soglia minima occupazionale scende a 50 addetti aggiuntivi (con una quota di laureati di almeno il 40%), mentre per la creazione di centri di Ricerca & Sviluppo l’investimento dovrà prevedere almeno 20 addetti laureati aggiuntivi.
    Gli incentivi possono essere rivolti anche a sostenere la riconversione di imprese destinate al fallimento. In questi caso gli addetti devono essere almeno 100 e il processo di riconversione, oltre a essere validato da un accordo sindacale sul piano occupazionale, deve prevedere il 10% di addetti aggiuntivi e almeno 5 addetti dedicati ad attività di Ricerca e Innovazione.

    Il bando è rivolto alle Pmi e alle grandi imprese.
    Ecco di seguito l’elenco delle tipologie di investimento ammesse agli incentivi:

    • interventi volti all’innovazione di prodotto e di processo proposti da parte di Pmi;
    • investimenti produttivi nelle aree assistite;
    • investimenti produttivi proposti da parte di Pmi;
    • acquisto di servizi di consulenza per le Pmi;
    • investimenti per l’efficienza energetica, la cogenerazione ad alto rendimento, la produzione di energia da fonti rinnovabili, impianti di teleriscaldamento e teleraffreddamento, nonché per il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti;
    • interventi formativi;
    • assunzione di lavoratori svantaggiati e lavoratori disabili; interventi di ricerca e di sviluppo; investimenti per la realizzazione di strutture di ricerca.

    Il termine ultimo per presentare la domanda è il 15 maggio 2016.