È fissata per oggi la scadenza dei termini per la trasmissione della Certificazione Unica ai lavoratori percettori di reddito.
All’interno della CU, oltre ad inserire il reddito percepito da lavoratori dipendenti e autonomi, potrà essere trasmessa una scheda unica per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef.
Nello specifico il contribuente può destinare:
- l’otto per mille del gettito IRPEF allo Stato oppure ad una Istituzione religiosa;
- il cinque per mille della propria IRPEF a determinate finalità;
- il due per mille della propria IRPEF in favore di un partito politico;
- il due per mille della propria IRPEF in favore di una associazione culturale.
Risulta particolarmente interessante proprio l’ultima opzione. Recentemente, attraverso il pacchetto Cultura, il Governo ha introdotto la possibilità di destinare il 2 per mille ad un’associazione culturale.
La normativa precedente prevedeva che il contribuente destinasse il 5 per mille del proprio Irpef al settore della cultura, senza poter scegliere un destinatario specifico. Spettava altresì al Ministero della Cultura distribuire le somme giunte all’erario tra le singole associazioni.
Il nuovo quadro legislativo prevede, invece, che il contribuente possa destinare il proprio 2 per mille ad un’associazione culturale specifica iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Come riporta l’Agenzia delle Entrate in una nota con le istruzioni per la compilazione della Certificazione Unica, “il contribuente deve apporre la propria firma nell’apposito riquadro presente nella scheda indicando il codice fiscale dell’associazione cui vuole destinare la quota del due per mille. La scelta deve essere fatta per una sola delle associazioni culturali beneficiarie”.


Si tratta del secondo anno di sperimentazione della Certificazione Unica che sostituisce il vecchio Cud. In base alle informazioni contenute nella Certificazione, l’Agenzia delle Entrate costituirà poi il 730 precompilato, disponibile a partire dal 15 aprile 2016.
Viene organizzata, ad esempio, una giornata dedicata, il cosiddetto “Pitch Day”, nel corso del quale le imprese vincitrici hanno la possibilità di confrontarsi con potenziali investitori (Business Angels, Venture Capital); ogni anno, inoltre, Unicredit dà vita alla Startup Academy, il programma di training manageriale rivolto alle migliori Startup e PMI innovative.
Nel documento elettronico sarà presente anche il Nre (Numero ricetta elettronica), al quale sarà associato il codice fiscale del paziente stesso.
Ma qual è la distribuzione giornaliera dell’orario di lavoro e, quindi, la disponibilità che il lavoratore deve necessariamente garantire al proprio datore di lavoro? La disciplina precedente al Jobs Act, ovvero l’art. 2, co. 2, del D.Lgs. 61/00 (applicabile ai contratti stipulati prima del 24.06.2015), stabiliva testualmente che “Nel contratto di lavoro a tempo parziale è contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno”, mentre per “nuovi” contratti sottoscritti successivamente all’entrata in vigore del D.Lgs. 81/15, garante certamente di una maggiore flessibilità a favore del datore di lavoro, si è stabilito che “2. Nel contratto di lavoro a tempo parziale è contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. 3. Quando l’organizzazione del lavoro è articolata in turni, l’indicazione di cui al comma 2 può avvenire anche mediante rinvio a turni programmati di lavoro articolati su fasce orarie prestabilite” (art. 5, commi 2 e 3, D.Lgs. 81/15).
lavoro italiano si distingue, in particolare, per le difficoltà in entrata dei giovani e delle persone che hanno perso il posto di lavoro.
Intermarché, la terza catena di supermercati francese, ha deciso allora di lanciare un progetto ambizioso e al momento vincente.
e conseguentemente una maggiore economicità ed efficienza dell’intera gestione.
Agrinsieme esprime la propria soddisfazione per le misure approvate: “E‘ un importante passo in avanti l’entrata in vigore delle misure a favore dell’imprenditorialità giovanile prevista dal cosiddetto “pacchetto generazione campolibero”. L’Italia ed il nostro settore agricolo hanno un gap in merito che è fondamentale colmare se si vuole concretamente dare sviluppo e, quindi, prospettiva, all’agricoltura ed all’economia italiana. Le misure sostenute da un plafond di 160 milioni sono l’inizio di un percorso che andrà monitorato e sostenuto nel tempo nell’ambito di una politica economica che guarda con particolare interesse ai giovani. Sono loro il terreno fertile per la necessaria innovazione strutturale ed infrastrutturale per ciò che il Paese produce e, dunque, per la carta d’identità della Nazione”.
qualità del prodotto e la trasparenza verso i consumatori.
L’assemblea regionale vedrà la presenza di alcune importanti cariche istituzionali e dirigenti cooperativi.
L’intento del provvedimento è dare ulteriore slancio al settore agricolo attraverso un deciso ricambio generazionale. Gli ultimi dati ci mostrano come sia sempre più forte l’interesse dei giovani verso l’agricoltura.