Dopo aver analizzato le modalità di partecipazione, focalizziamo la nostra attenzione sui soggetti che possono richiedere i mutui a tasso zero finanziati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e gestiti da Ismea.
I beneficiari sono i giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 ed i 40 anni.
L’intento del provvedimento è incentivare l’auto-imprenditorialità giovanile nel settore agricolo promuovendo il turnover generazionale all’interno delle aziende.
La misura è rivolta, infatti, ai giovani che subentrano nella conduzione di un’impresa agricola. Possono partecipare le PMI amministrate o condotte da un giovane di età compresa tra i 18 ed i 40 anni (nel caso di una società la maggioranza dei soci deve essere di età compresa tra i 18 ed i 40 anni) che possiedono la qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto.
L’impresa cedente deve essere inoltre iscritta alla Camera di Commercio, avere una partita Iva ed il legittimo possesso dell’azienda nei due anni precedenti alla presentazione della domanda.
Per quanto riguarda, invece, i progetti finanziabili, questi non devono eccedere la somma di 1.500.000 euro e dovranno raggiungere uno dei seguenti obiettivi:
- miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda attraverso una riduzione dei costi di produzione o operazioni di riconversione produttiva;
- miglioramento dell’ambiente naturale, dell’igiene e delle condizioni degli animali;
- realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura.
La durata massima del finanziamento dovrà essere di dieci anni e verrà garantito un importo fino al 75% delle spese sostenute.


Una volta approvata la richiesta saranno stabilite le spese ammissibili e quale sarà la durata del progetto e del mutuo erogato.
Ma i veri protagonisti dell’evento saranno le stesse cooperative. Ci saranno, infatti, gli interventi di alcune coop molto attive sul territorio che racconteranno la propria esperienza innovativa.
Sono sei le sezioni del concorso:
evidente di prodotti quali la birra ed il caviale.
Come riporta l’istituto di statistica la diminuzione congiunturale più marcata interessa i prezzi della divisione di spesa Trasporti (-1,1%), mentre l’altra flessione congiunturale rilevante è quella dei prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,6%).
Dietro la Gran Bretagna, però, c’è l’Italia che può contare su 6 PMI scelte ed un finanziamento complessivo di 4,3 milioni di euro.
cooperative o riunite in consorzi, che producono prodotti agricoli, agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura.
sul way-out, che consente agli istituti di credito cooperativo con patrimonio netto superiore ai 200 milioni di euro di trasformarsi in Spa rendendo disponibili le risorse accantonate in questi anni.
all’entrata in vigore dell’art. 24 bis del D.l. 90/14, introdotto dalla legge di conversione n. 114/14, vi erano forti incertezze circa l’applicabilità a detti enti della normativa in materia di trasparenza ed anticorruzione, ma successivamente alla citata novella l’incertezza è venuta del tutto meno. Ed invero grazie a tale ultima norma, contenente l’espressa indicazione degli enti locali non territoriali tra i soggetti a cui estendere l’ambito di applicazione della L. n. 190/12 e del D.lgs. n. 33/13, i residui dubbi sono stati del tutto diradati, poiché i consorzi in oggetto, vigilati dalla Regione, rientrano certamente nella categoria degli “enti di diritto pubblico non territoriali nazionali, regionali o locali, comunque denominati, istituiti, vigilati, finanziati dalla pubblica amministrazione” di cui al citato art. 24 bis.
pubblico.
milioni di fondi europei) e stabilendo quattro parametri di indicizzazione per evitare un’eccessiva fluttuazione dei prezzi: prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone Val Padana fresco e maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico); prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura); prodotti esteri (Latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, Latte intero in polvere Germania); input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci).