• mercuri fedagri

    I Nas di Milano hanno scoperto una truffa alimentare sugli alimenti destinati ai poveri.
    Attraverso contributi europei una serie di operatori agricoli acquistava prodotti da destinare ai poveri e anziché consegnarli gratuitamente agli indigenti li rivendeva a prezzi calmierati a distributori consapevoli del raggiro.

    “Una truffa che danneggia non solo i più bisognosi ma anche i produttori ortofrutticoli italiani – commenta il presidente dell’Alleanza delle Cooperative mercuri fedagriagroalimentari Giorgio Mercuri – convinti di aver destinato le loro produzioni di frutta e verdura a sostegno dell’alimentazione dei più poveri”.
    Si tratta di una vicenda dai contorni sgradevoli: la destinazione dei beni alimentari ai più poveri rende la truffa se è possibile ancora più degradante. E non si tratta certo del primo episodio in cui vengono utilizzati i fondi comunitari come meccanismo di rendita ed appropriazione.
    “Occorre fare piena chiarezza su questa vicenda. La collaborazione tra produttori e mondo del terzo settore per l’impiego di derrate alimentari in favore di chi ne ha più bisogno – ha aggiunto Mercuri – è una sinergia che ha consentito negli anni di portare un aiuto concreto a migliaia di persone. Non vogliamo che per colpa di pochi si vanifichino gli sforzi fatti”. 
    Copragri – la Confederazione dei Produttori agricoli – ha definito il fatto come “un’azione abietta“, augurandosi che ai responsabili possa essere “impedito per sempre di operare a qualsiasi livello nel settore agroalimentare”. 

     


  • corruzione cantone

    È un Raffaele Cantone a 360 gradi sul fenomeno della corruzione, quello che ha parlato oggi nel corso di un’intervista per Il Sole 24 Ore.
    In questi giorni si è tornato a discutere del tema della corruzione e dei possibili rimedi dopo l’uscita del rapporto di Transparency International che ha collocato l’Italia al 61esimo posto (penultima tra i paesi europei) per corruzione percepita.

    Eppure ci sono stati dei piccoli miglioramenti che hanno consentito al nostro Paese di scalare una posizione rispetto all’anno precedente.
    Per avere dei risultati concreti, però, secondo Cantone ci vorrà ancora del tempo. Negli ultimi anni sono stati realizzati alcuni provvedimenti per contrastare la corruzione sia dal punto della prevenzione che della punizione.
    corruzione cantoneMa l’inasprimento delle pene, secondo il presidente dell’Anac, non è sufficiente per combattere in maniera efficace il fenomeno.
    «Anche io ho perplessità sulla logica dell’aumento delle pene – dice Cantone – che finisce per squilibrare un sistema di valori che sta dietro le sanzioni».
    La corruzione è un problema innanzitutto culturale, alimentato dalla mancata fiducia nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni.
    «C’è sicuramente, nel calcolo costi/benefici, – commenta il presidente dell’Anac – qualcosa che spinge comunque le persone a continuare a prendere le mazzette. Non so se sia senso di impunità, ma certamente c’è anche il senso di una non grave percezione sociale del fatto».
    La persistenza di fenomeni corruttivi testimonia come questo reato non sia ancora percepito come un danno alla collettività e all’economia intera, quando invece secondo Confindustria la corruzione è costata all’Italia più di 300 miliardi negli ultimi vent’anni.
    Un mutamento nella percezione del fenomeno risulta, dunque, fondamentale per aiutare gli enti preposti a contrastare la corruzione.
    All’auspicato cambiamento culturale devono fare, però, da contraltare alcune regole base. Sono necessari «interventi mirati sull’efficienza del sistema, soprattutto processuale – conclude Cantone – e mi concentrerei su un grande lavoro di semplificazione e di sempre maggiore chiarezza delle regole della Pa»



  • Assocamerestero e Camere di Commercio italiane all’estero (CCIE) in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e con il supporto finanziario del Ministero dello Sviluppo Economico hanno indetto il bando “InnovAzione – Assistenza allo sviluppo internazionale di start-up innovative”.

    L’avviso si rivolge a tutti i soggetti che erogano programmi di accelerazione per startup innovative. Saranno gli acceleratori stessi a selezionare le imprese inserite all’interno dei propri programmi e che riterranno maggiormente idonee alla partecipazione al bando, in vista del loro inserimento in un contesto internazionale.
    assocamerestero bandoNel dettaglio possono concorrere al bando gli operatori pubblici e/o privati che erogano da almeno 12 mesi programmi di accelerazione di startup in Italia o all’estero, ovvero che operano sempre da almeno 12 mesi attraverso call periodiche per il supporto di startup in gruppi o classi nel loro primissimo periodo di vita con finanza, mentorship, formazione e altri servizi necessari alla loro crescita, e che in questo periodo di 12 mesi abbiano collaborato all’attivazione di almeno 3 startup.

    Per quanto riguarda, invece, le startup l’avviso richiede che siano regolarmente iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese e che abbiano messo sul mercato il proprio prodotto/servizio da almeno sei mesi dalla data di pubblicazione del bando.
    Verranno alla fine selezionate 20 startup innovative, le quali riceveranno assistenza e orientamento al mercato attraverso servizi specializzati, collegamento con qualificati intermediari della finanza operanti sulle principali piazze internazionali e verranno, infine, messi in contatto con controparti interessate allo sviluppo del business e/o della ricerca (anche in una logica di possibili partenariati scientifici).
    Le domande devono essere inoltrate entro e non oltre le ore 16:00 del 26 febbraio 2016.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il bando.



  • Si svolgerà dal 3 al 6 febbraio a Veronafiere la 112ª edizione della Fiera Agricola.
    Si tratta di un appuntamento di levatura internazionale che accoglie quest’anno oltre mille aziende espositrici e seicento animali in mostra.
    Nel corso della manifestazione ci saranno anche più di cento convegni sulle tematiche di maggiore attualità nel comparto agricolo.

    Quest’anno gli organizzatori hanno scelto di incentrare la Fiera sui temi dell’innovazione e della sostenibilità, seguendo in qualche modo la scia di Expo, dove decine di iniziative hanno affrontato le questioni legate all’utilizzo delle nuove tecnologie in agricoltura e al rispetto dell’ambiente.
    Fieragricola 2016È prevista per oggi la cerimonia inaugurale alla quale parteciperanno Maurizio Danese, Presidente di Veronafiere, Flavio Tosi, Sindaco di Verona, Antonio Pastorello, Presidente della Provincia di Verona, Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Fabrizio De Filippis, Docente Economia e Politica Agroalimentare Università Roma Tre, Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti, Mario Guidi, Rappresentante Agrinsieme, Paolo De Castro, Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale UE.
    La Fiera Agricola rappresenta, inoltre, un’opportunità per fare rete e stringere relazioni commerciali. Per l’edizione 2016 sono stati invitati buyers internazionali provenienti da Austria, Belgio, Svizzera, Germania, Francia, Croazia, Serbia, Slovenia, Montenegro, Romania, Repubblica Ceca, Lituania, Russia, Iran, Sudafrica, Camerun, Uganda, Zambia, Tunisia, Algeria, Polonia, Romania, Ucraina, Kazakistan, Turkmenistan, Etiopia, Mozambico, Angola, Egitto.

    L’attenzione principale verrà rivolta all’ambito dei macchinari agricoli. Saranno presentate una serie di innovazioni che possono rivoluzionare la vita degli agricoltori. Tra le più interessanti segnaliamo, ad esempio, Emilprobe di Emiliana Serbatoi, ovvero una sonda in grado di monitorare in tempo reale il livello di carburante presente nel serbatoio di trattori e macchinari, ed il robot di mungitura presentato da Enne Effe che attraverso un braccio meccanizzato, munito di telecamera in 3D, è in grado di dimezzare il tempo richiesto per ogni singola bovina.
    Ma i veri protagonisti della 112ª edizione della Fiera saranno probabilmente i droni. Come rilevato dal Mit di Boston i droni saranno al primo posto tra le dieci innovazioni che cambieranno il mondo dell’agricoltura.
    Sono, infatti, in grado di monitorare al meglio i terreni e di rilevare lo stress delle piante. L’utilizzo intensivo dei droni in agricoltura è stato valutato come in grado di diminuire i costi da 75 a 400 euro ad ettaro.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il programma dell’evento.


  • consumi frutta

    Secondo Ismea-Nielsen nei primi undici mesi del 2015 c’è stato un aumento dei consumi di generi alimentari e bevande dello 0,4% rispetto all’anno precedente.

    I dati raccontano di una variazione positiva che riguarda soprattutto i prodotti confezionati a peso fisso (+2,2%).
    In questa categoria rientrano le bevande, protagoniste di un aumento della spesa del +3,4%, dato soprattutto dalle vendite di acqua minerale (+9%) e birra consumi frutta(+6%); c’è, invece, un leggero calo del consumo di vini, spumanti compresi, attestabile attorno al -0,8%.
    Bene anche la vendita di oli e grassi vegetali (+11%), con l’olio d’oliva in particolare che fa registrare una variazione positiva del 18,8%.
    C’è in generale un cambiamento anche abbastanza radicale delle scelte dei consumatori. Esiste una maggiore consapevolezza delle caratteristiche dei prodotti e soprattutto è presente una migliore educazione alimentare. 
    Gli italiani si orientano così verso l’acquisto di prodotti più salutari, con particolare riferimento a frutta, pesce e verdura.
    Nei primi undici mesi del 2015, rivela Ismea-Nielsen, nel comparto ortofrutticolo il  segmento degli ortaggi freschi fa registrare una rilevante crescita su base annua: la spesa per i prodotti di IV gamma aumenta del 2,9% e quella per i restanti ortaggi e legumi del 3,3%.
    Nel comparto della frutta bene soprattutto i consumi della frutta in guscio (+13%).
    Il mercato ittico mostra anch’esso dei segnali positivi: la vendita degli affumicati essiccati cresce del 20% e quella dei freschi e decongelati del 5,2%.

    Tuttavia, non tutti i tipi di consumi alimentari mostrano segnali positivi. Ci sono due comparti, infatti, in netta crisi e sono quello della carne e del latte.
    Sul primo ha inciso senza dubbio l’allarme dell’Oms ed in generale hanno influenzato le scelte dei consumatori tutti gli studi sugli effetti negativi del consumo di carne e salumi sulla salute umana.
    Particolarmente negativo è l’andamento del segmento del maiale (-9%), mentre quelli della carne avicola e bovina segnano delle flessioni ridotte rispetto ai mesi precedenti. Male anche i salumi (-0,6%).
    La stessa dinamica negativa interessa il settore lattiero caseario che perde 3,4 punti percentuali nel confronto con il 2014. L’unico prodotto del comparto a presentare una variazione positiva è lo yogurt (+0,4%).


  • e-commerce italia

    Il consumatore italiano si sta sempre più orientando verso l’acquisto di beni online.
    Anche l’Italia, dunque, abbraccia il mondo dell’e-commerce, apprezzando la maggiore varietà di scelta, i costi minori ed il tempo ridotto per l’acquisto del bene.

    Nielsen analizza nello specifico il comportamento dei consumatori valutando anche le motivazioni che spingono quest’ultimo ad acquistare un prodotto online e-commerce italiaanziché attraverso i tradizionali canali offline.
    Particolarmente interessante da questo punto di vista è l’analisi sui fattori che spingono i consumatori ad acquistare un prodotto fresco di genere alimentare, ovvero la categoria meno considerata dagli italiani per gli acquisti online.
    Fra gli elementi incentivanti ci sono la ricerca dell’affare migliore (42%), il trovare prodotti non disponibili negli store (39%), la ricerca di prodotti on line prima dell’acquisto in negozio (39%), l’individuazione del prezzo più basso (39%), la possibilità di guadagnare tempo (38%) e la ricerca di opinioni on line per prendere decisioni (36%).

    Mentre tra i fattori che frenano l’acquisto rileviamo la necessità di esaminare il prodotto personalmente (56%) e la preoccupazione di ricevere il prodotto quando non si è in casa (45%).
    Se analizziamo i singoli prodotti, a prevalere ci sono i beni durevoli: al primo posto troviamo i viaggi (49%), seguiti da libri/musica (48%), moda (43%), informatica (33%), elettronica di consumo (32%) e biglietti per concerti/eventi sportivi (32%).
    I metodi di pagamento prescelti sono quelli attraverso Paypal (55%), carta prepagata (51%) e carta di credito (42%).
    C’è da rilevare, infine, che rispetto alla media europea esiste una quota maggiore di italiani che utilizza la rete solamente per cercare informazioni sui prodotti (12%), mentre solo l’88% lo usa anche per fare acquisti, una percentuale, quest’ultima, costantemente superiore al 90% negli altri paesi europei (la media Ue è del 95%).


  • startup numeri

    Sono 5.143 le startup iscritte nella sezione speciale Registro delle imprese a fine dicembre 2015, con una crescita di 439 unità rispetto alla fine di settembre (+9,3%).
    A comunicarlo è InfoCamere attraverso il quarto rapporto trimestrale sulle startup innovative in Italia.

    I recenti sgravi fiscali previsti dal decreto crescita 2.0 hanno contribuito all’aumento del numero di imprese innovative su tutto il territorio nazionale.
    startup numeriCome riportato da InfoCamere il capitale sociale complessivo delle startup italiane è di 258 milioni di euro, corrispondente a circa 50.000 euro ad azienda.
    Il 72% delle startup fornisce servizi alle imprese; i settori più diffusi sono quelli della produzione software e consulenza informatica (29,9%), attività di R&S (15,4%) e attività dei servizi d’informazione (8,1%).
    Per quanto riguarda la composizione, i giovani continuano a costituire una componente essenziale dell’universo innovativo. Le startup a prevalenza giovanile (under 35), infatti, sono 1.236, ovvero il 24% del totale, mentre le compagini societarie con almeno un giovane under 35 all’interno sono 2.043 corrispondenti al 39,7% del totale delle startup.
    Dal punto di vista delle distribuzione territoriale, la Lombardia si conferma come la regione con il maggior numero di startup con 1.122, pari al 21,8% del totale.
    Seguono l’Emilia-Romagna con 578 (11,2%), il Lazio 501 (9,7%), il Veneto 384 (7,5%) e il Piemonte 357 (6,9%).
    La provincia con la quota più alta di startup è ancora Milano grazie alle sue 756 imprese innovative, corrispondenti al 14,7% del totale. Seguono Roma con 433 (8%), Torino con 268  (5,2%), Napoli con 164 (3%) e Bologna con 147 (2,9%).

     



  • Edison Pulse è un bando rivolto alle startup innovative nel settore dell’Internet of Things, della Low Carbon City e della Sharing Economy.
    L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, fornisce ai vincitori un finanziamento di 65.000 euro, un percorso di incubazione della durata di una settimana a Milano, la possibilità di utilizzare gli spazi dell’Edison corner per incontri ed attività di co-working ed una campagna di comunicazione.

    L’intento del bando è promuovere iniziative imprenditoriali che, soprattutto attraverso la dimensione digitale, contribuiscano in modo innovativo a rispondere ai bando edisonbisogni di efficienza, interconnessione, condivisione e de-carbonizzazione del Paese al fine di favorire uno sviluppo industriale e civile più sostenibile.
    Possono partecipare start up innovative e team informali composti da almeno tre persone fisiche, maggiorenni, di età non superiore a 30 anni, ciascuno in possesso almeno di un diploma di maturità.
    Sono tre gli ambiti scelti all’interno dei quali dovranno agire i progetti presentati dai partecipanti:

    • Internet of Things:  il bando promuove le proposte innovative in grado di sfruttare le potenzialità della Rete e l’interconnessione con altri dispositivi.
      Tra gli esempi riportati di progetti che potrebbero essere presi in considerazione ci sono quelli riguardanti lo smart home, soluzioni e/o applicazioni CRM (Customer Relationship Management), smart metering, smart grid, smart buildings, smart city & environment, smart agriculture, smart food.
    • Low carbon city: questo ambito riguarda tutti quei progetti in grado di ridurre l’emissione di CO2 e di aumentare l’efficienza energetica di servizi e consumi. Il bando premierà quei progetti che interessano campi come l’efficienza energetica (riduzione del consumo energetico, dei costi e dell’impatto ambientale); energia (energia rinnovabile, cattura della CO2, sistemi di stoccaggio dell’energia, illuminazione pubblica intelligente, reti intelligenti); trasporto urbano (mobilità intelligente, ottimizzazione servizi, infrastrutture), progetti e servizi innovativi per la riduzione dei consumi e sprechi collettivi; progetti per il riutilizzo/riciclo delle risorse; servizi innovativi per la collettività nella vita di tutti i giorni con attenzione particolare agli aspetti ambientali.
    • Sharing economy: il bando intende la sharing economy come quel modello economico costruito intorno alla condivisione di risorse umane, beni e servizi che vengono creati, prodotti, distribuiti, commercializzati e consumati da differenti persone e organizzazioni.
      Verranno prese in considerazione le idee riguardanti i seguenti ambiti:  energia, mobilità, logistica, finanza, iniziative sociali, cultura, tempo libero, turismo, food. In questa categoria possono rientrare inoltre i progetti e le soluzioni di crowdfunding.

    Ciascun progetto verrà valutato in base a diversi parametri, quali il livello di innovazione, il mercato potenziale, la fattibilità, la sostenibilità e la scalabilità, la qualità del team e la comunicazione.
    Le domande dovranno essere presentate entro la mezzanotte del 20 aprile 2016. Una giuria esperta nelle tematiche del bando selezionerà 12 progetti vincitori; a questi si aggiungeranno altri tre progetti selezionati dalla web community.
    La scelta finale dei vincitori avverrà nel mese di giugno 2016 nel corso della Edison Innovation Week. Per ulteriori informazioni potete consultare il bando.



  • I dati pubblicati oggi dall’Istat, che vedono una sorprendente crescita del tasso di disoccupazione, vanno valutati in un’ottica di medio-lungo periodo.
    Il numero dei disoccupati, infatti, è nettamente diminuito su basse annua (-259mila unità), con la disoccupazione che fa registrare un calo tendenziale del -0,4%.

    I dati del 2015, dunque, sono positivi, anche se forse era lecito attendere un miglioramento più repentino.
    Nonostante l’incertezza del momento, il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, esprime soddisfazione per i traguardi raggiunti dal mondo della confcooperative logocooperazione in questi mesi, grazie anche agli incentivi proposti dall’esecutivo: “Sei cooperative su dieci hanno utilizzato gli strumenti messi a disposizione dal Jobs Act e hanno trasformato rapporti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, mentre due cooperative su dieci hanno aumentato l’occupazione, segno che le misure adottate dal governo vanno nella giusta direzione”.
    La crescita dei contratti a tempo indeterminato rappresenta un segnale inequivocabile offerto dal mercato. Anche a dicembre 2015 il numero dei contratti permanenti è aumentato di 33mila unità rispetto al mese precedente, merito soprattutto degli incentivi per le assunzioni  a tempo indeterminato inseriti nella scorsa Legge di Stabilità e confermati, anche se in misura ridotta, nell’ultima finanziaria.
    Gardini interpreta le tendenze degli ultimi mesi in maniera positiva soprattutto in chiave futura: “Sono segnali importanti che lasciano ben sperare per continuare il cammino sulla strada della ripresa nei prossimi mesi e sfruttare, seppur in un contesto di incertezza, alcune delle condizioni macroeconomiche favorevoli quali il basso tasso di sconto e il contenuto costo dell’energia”. 


  • franco roberti

    La criminalità organizzata cerca sempre più frequentemente di riciclare denaro sporco partecipando ad appalti pubblici.
    Ovviamente non agisce in prima persona, ma utilizza imprese all’apparenza sane per eludere i controlli ed investire i proventi di attività come il traffico degli stupefacenti in gare ad evidenza pubblica.

    In questi giorni la Direzione Investigativa Antimafia (Dia) ha lanciato un nuovo allarme, segnalando la presenza sempre più invasiva della mafia nei grandi appalti, soprattutto al Nord.
    franco robertiUn meccanismo di tipo affaristico che ha coinvolto anche tante cooperative.
    Il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ha affrontato questo argomento nel corso del suo intervento a Radio Uno durante la trasmissione Voci del Mattino: “Gli appalti sono occasioni per le mafie per riciclare il denaro sporco attraverso anche il finanziamento delle imprese apparentemente pulite che concorrono agli appalti. Un’indagine della Dia di Napoli, ad esempio, sul settore delle cooperative e sugli appalti concessi alle cooperative ha dimostrato l’interesse della mafia nel riciclare il denaro sporco attraverso l’attività di appalto”.

    Scandali come Mafia Capitale hanno reso le coop un facile bersaglio dell’opinione pubblica, quasi un simbolo dei rapporti illeciti tra mondo dell’impresa e la criminalità organizzata.
    Come ribadito più volte in questa sede, la forma dell’impresa sociale rappresenta un semplice strumento giuridico e, in quanto tale, può essere utilizzato in maniera diversa in base agli intenti dei vari attori.
    È compito delle istituzioni dotare il nostro ordinamento di regole chiare che garantiscano il rispetto della libera concorrenza, tutelando le imprese sane di fronte alle infiltrazioni della criminalità. Da questo punto di vista sarà fondamentale osservare l’esito del processo di riforma del Codice dei contratti pubblici, auspicando che questo possa avvenire in un’ottica di revisione del sistema dell’offerta più bassa e di una maggiore e migliore valutazione dell’impatto sociale dei progetti presentati.


  • disoccupazione dicembre 2015

    Il mercato del lavoro italiano subisce un inaspettato rallentamento.
    Secondo l’Istat, infatti, nel mese di dicembre 2015 torna a salire il tasso di disoccupazione passando dall’11,3% di novembre all’11,4% di dicembre.

    Una variazione limitata, ma che certifica comunque un arretramento sorprendente. Dicembre, infatti, è stato l’ultimo mese di incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato. Con la nuova Legge di Stabilità gli sgravi contributivi sono stati ridotti in maniera significativa, il che lasciava pensare ad un massiccio disoccupazione dicembre 2015ricorso alle assunzioni permamenti prima della fine dell’anno, come accaduto nel mese di novembre.
    A sorpresa, invece, abbiamo un’inversione di tendenza. La stima degli occupati, fa sapere l’Istat, diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente (-21mila addetti) per effetto di una variazione negativa degli indipendenti (-54 mila) mentre crescono i dipendenti, in particolare quelli permanenti (+31 mila).
    Gli incentivi per la stipula dei contratti a tempo indeterminato ha portato, dunque, ad un aumento delle forme contrattuali a tempo indeterminato, ma il numero risulta inferiore alle attese.
    Il cambiamento, invece, del regime dei minimi con l’innalzamento dell’aliquota da pagare per le partite Iva ha portato ad una riduzione delle forme di lavoro indipendente, in attesa di verificare gli effetti  del nuovo ddl sul lavoro autonomo.

    Per quanto riguarda la stima dei disoccupati, c’è un aumento cospicuo su base mensile, corrispondente al +0,6% e a 18mila disoccupati in più.
    Come detto in precedenza, invece, il tasso di disoccupazione si attesta all’11,4% aumentando dello 0,1% su base mensile e diminuendo di 0,9 punti percentuali rispetto a dicembre 2014.
    Buona notizie, invece, sul fronte della disoccupazione giovanile, dove registriamo il livello più basso degli ultimi tre anni.
    Il 37,9% rilevato a dicembre, infatti, risulta essere il tasso minimo da ottobre 2012 quando toccò il 36,5%.


  • guerini milanese

    La cooperazione sociale protagonista a Uno Mattina.
    Il presidente di Federsolidarietà, Giuseppe Guerini, ed il presidente di Federsanità, Giuseppe Milanese, sono stati ospiti di Rai Uno, un’occasione per affrontare il tema del welfare e delle nuove sfide che attendono questo settore.

    In questi giorni la questione della lotta alla povertà è diventata parte integrante dell’agenda setting del Governo, con l’approvazione di un ddl che stanzia 800 milioni per i più poveri ed inserisce anche in Italia una forma di reddito minimo.
    guerini milaneseSecondo Giuseppe Guerini, però, il modello assistenziale deve essere integrato con un welfare partecipato e collaborativo. «In Italia – spiega Guerini – per anni abbiamo attuato politiche di welfare incentrate sul trasferimento monetario. Abbiamo bisogno, invece, di migliorare l’accessibilità ai servizi e l’inclusione. Questo è possibile solo attraverso un maggiore protagonismo ed una maggiore partecipazione dei cittadini».
    Il mondo della cooperazione sociale porta avanti numerosi progetti di welfare collaborativo: istituzioni, cooperative, volontari e soggetti svantaggiati lavorano in maniera integrata. Il meccanismo dei finanziamenti a pioggia ha creato logiche di tipo assistenziale, dove la persona è diventata un semplice cliente e l’ente erogatore del servizio si è trasformato in un’impresa che si posiziona sul mercato e cerca di trarre profitto dalla propria attività.

    La cooperazione intende recuperare lo spirito solidaristico che sta alla base del welfare sociale, creando attraverso progetti innovativi nuovi posti di lavoro: «Nel settore della cura – aggiunge Guerini – nei prossimi anni potrebbe arrivare più occupazione e di qualità. Il welfare sociale e sanitario hanno tutte le caratteristiche per diventare un’importante leva di sviluppo. Secondo l’Europa il welfare potranno portare lo stesso numero di posti di lavoro della digitalizzazione. L’innovazione sociale, infatti, crea lavoro, ma anche legami e giustizia sociale».
    Un punto di vista condiviso da Giuseppe Milanese, presidente di Federsanità. Anche l welfare sanitario sta attraversando una fase di cambiamento, con particolare riferimento al campo dell’assistenza agli anziani fuori dalle strutture sanitarie: «In questi anni ci siamo occupati dell’ospedale – dice Milanese – adesso dobbiamo guardare cosa c’è fuori l’ospedale. La gente si è affidata alle badanti (oltre 990mila in Italia), non abbiamo costruito un sistema. Noi, invece, cerchiamo di costruire un modello dal basso per affrontare problemi legati alla cronicità». 

    Nel corso della trasmissione è stata raccontata anche la storia della Cooperativa La Nuvola di Orzinuovi in provincia di Brescia.
    L’impresa sociale si occupa di servizi per disabili, ma offre anche prestazioni che riguardano la salute mentale ed interventi rivolti ai minori ed alle famiglie.
    Negli ultimi anni la cooperativa impiega 180 addetti e grazie al progetto Bios si occupa anche di servizi per i bambini autistici e per le loro famiglie.
    Un modello, quello della coop La Nuvola, che mostra il lato positivo della cooperazione sociale: un mondo costruito attorno a valori come la partecipazione e lo spirito mutualistico e lontano dalle logiche affaristiche che hanno contraddistinto alcune “mele marce” del settore.