• due anni di governo

    #ventiquattro: con questo hashtag il premier Matteo Renzi ha voluto festeggiare i due anni di governo, che verranno celebrati ufficialmente il 22 febbraio giorno dell’insediamento.
    Per l’occasione l’esecutivo ha pubblicato sulle proprie pagine ufficiali (Facebook, Twitter, canale YouTube e sito istituzionale) le slides che raccontano i numeri di questi ventiquattro mesi al governo ed un video che mostra i momenti salienti dell’esperienza governativa.

    Matteo Renzi ha insistito molto negli ultimi mesi sul tema della “svolta” e della “ripresa” dell’Italia. Un cammino contraddistinto dall’attuazione di alcune due anni di governoriforme strutturali (su tutte il Jobs Act e la riforma istituzionale) e dal miglioramento di alcuni indicatori economici.
    Non è un caso che la prima slide presentata dal Governo riguardi proprio il tasso di disoccupazione, sceso in due anni dal 13,1% all’11,4%.
    Tra gli altri macro-indicatori ci sono quelli sulla disoccupazione giovanile, sul prodotto interno lordo e sulle ore di cassa integrazione, mentre trovano spazio anche i risultati in termini di semplificazione e trasparenza della pubblica amministrazione, fisco, investimenti e digitale.
    Ecco di seguito le slides che sintetizzano, secondo il Governo, gli ultimi ventiquattro mesi ed il video che mostra i momenti più rilevanti come l’insediamento della compagine governativa, l’elezione del Presidente della Repubblica e l’inaugurazione di Expo 2015.

     


  • maurizio martina iran

    Una visita per instaurare proficui rapporti di collaborazione con l’Iran.
    Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina, insieme al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e a 197 imprese italiane, ha incontrato in queste ore a Teheran il ministro iraniano all’Agricoltura Hojjati per consolidare i rapporti tra i due paesi anche nel comparto agricolo dopo la visita del Presidente Rouhani a Roma.

    “Sviluppo ed export sono le parole chiave di questa cooperazione – ha fatto sapere il ministro Martina attraverso la propria pagina Facebook- che riguarda maurizio martina irananche il settore agroalimentare. I modelli agricoli di Iran e Italia sono complementari e gli incontri tra imprese fatti qui lo dimostrano. Le nostre realtà possono garantire sinergie utili nell’ambito della produzione agricola, oltre che della trasformazione e della sicurezza dei prodotti e delle competenze in ambito scientifico e tecnologico”.

    È già la seconda volta in pochi mesi che Martina si reca in Iran per valutare le opportunità fornite dal mercato mediorientale. La fine dell’embargo crea, infatti, nuove prospettive di investimento per il nostro Paese oltre ad aprire nuove porte in materia di export.
    Per questo motivo il Mipaaf ha deciso di coinvolgere alcune delle più importanti imprese agroalimentari italiane che potranno così valutare in questi giorni eventuali opportunità di business e stringere accordi commerciali.


  • tre valli cooperativa

    Con 3,1 miliardi di fatturato, fatto registrare nel 2014, la cooperativa veronese Tre Valli si attesta al primo posto tra le coop agricole italiane.
    A rivelarlo è il rapporto dell’Osservatorio sulla cooperazione agricola italiana, realizzato da Nomisma in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Agci-Agrital, Fedagri – Confcooperative, Legacoop agroalimentare ed Unicoop.

    L’impresa è anche la terza cooperativa in Europa per ricavi nel settore della carne.
    tre valli cooperativaLa presenza del leader dell’agroalimentare cooperativo è certamente un motivo di vanto per il Veneto che si conferma una delle regioni trainanti dell’ecosistema agricolo.
    Come riportato dal quotidiano L’Arena, le cooperative agricole venete fanno registrare un fatturato di oltre 13 miliardi, un numero che colloca il Veneto dietro solo all’Emilia Romagna.
    Sono 317 le coop del settore agroalimentare che generano ricavi per 6,8 miliardi euro, corrispondenti al 19% del valore prodotto dalle cooperative agricole italiane.

    Sono soprattutto i comparti della carne e del vino quelli incidono maggiormente sul valore della cooperazione agroalimentare. Le coop della carne, infatti, generano il 36% del fatturato, mentre il vitivinicolo rappresenta il 26%.
    La media del fatturato delle coop agricole venete è di 11 milioni contro i 7,2 milioni nazionali.
    È evidente, dunque, come sia rilevante l’apporto fornito dalla regione all’economia agricola cooperativa. Del resto, come abbiamo riportato più volte in questa sede, il Veneto, la Lombardia, il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna valgono il 75% del fatturato dell’agroalimentare cooperativo.
    Numeri certamente lusinghieri per le realtà appena citate, ma che dovranno spingere i dirigenti cooperativi ad interrogarsi sui motivi di una simile disparità in termini di rendimento tra il Nord ed il Centro – Sud.
    Non è certamente un problema di quantità di imprese, se è vero che la Sicilia con 764 coop agricole è prima in questa speciale classifica. Sarà necessario, invece, puntare su politiche di aggregazione ed accordi di filiera per aggredire nuovi mercati e rendere più solide le strutture finanziare ed organizzative delle realtà più piccole.


  • garanzia giovani unione europea

    Gli occhi dell’Unione Europea sul programma Garanzia Giovani.
    I risultati della misura di contrasto alla disoccupazione giovanile non sono stati certamente eccezionali. Di qui la volontà di Bruxelles di vederci più chiaro.

    Sarebbe in programma, infatti, per i prossimi giorni un viaggio in Italia da parte di emissari europei per verificare lo stato attuazione del programma finanziato dall’Ue per ridurre il numero di Neet (giovani che non studiano e non lavorano).
    garanzia giovani unione europeaIn questi mesi si sono susseguite numerose polemiche in merito all’efficacia della misura nel nostro Paese. Sono migliaia le domande prese in carico dai centri per l’impiego, incapaci, però, di gestire l’enorme mole di lavoro considerate le carenze di personale.
    Il più delle volte non è stato effettuato alcun matching tra domanda e offerta di lavoro, impedendo di fatto a tantissimi di giovani di iniziare un’esperienza lavorativa attraverso un contratto di tirocinio.
    Nei casi in cui, invece, è iniziato il rapporto di lavoro, gli enti erogatori delle retribuzioni (Regioni e Inps) si sono resi protagonisti di enormi ritardi nei pagamenti.
    La notizia dei possibili controlli Ue deriva dalla richiesta di avere maggiore trasparenza sui dati dei Paesi membri portata avanti da Martina Dlabajova, deputata della Repubblica ceca e vicepresidente della Commissione per il controllo dei bilanci. Un’eventuale ispezione dell’Unione Europea metterebbe in luce le inadempienze delle istituzioni e delle amministrazioni italiane, ponendo così in grave imbarazzo l’Italia in sede europea.


  • false cooperative

    È stato presentato oggi al Senato il disegno legge di contrasto alle false cooperative. Il provvedimento, firmato da 37 senatori appartenenti a diverse formazioni politiche, dovrebbe approdare a breve nelle commissioni delle due camere prima di iniziare il consueto iter parlamentare.

    Erano presenti alla conferenza stampa di presentazione Massimo Caleo – Vicepresidente Commissione Ambiente Senato e primo firmatario decreto; Stefano Vaccari – Capogruppo Pd Commissione Ambiente Senato e co-firmatario del ddl; Rosario Altieri –  Presidente Nazionale Alleanza delle false cooperativecooperative e Presidente Nazionale AGCI; Mauro Lusetti – Presidente Nazionale Legacoop e Co-presidente nazionale Alleanza delle cooperative italiane e Maurizio Gardini – Presidente Nazionale Confcooperative  e Co-presidente nazionale Alleanza delle cooperative italiane.
    Le organizzazioni di rappresentanza hanno voluto fortemente un provvedimento in grado di combattere il fenomeno delle false cooperative. Non a caso la scorsa primavera hanno portato avanti una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare contro le cosiddette cooperative spurie.
    “Il disegno di legge è una, non la sola, delle iniziative che l’Alleanza delle Cooperative sta portando avanti per combattere l’illegalità – ha dichiarato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – Il fenomeno delle false cooperative interessa oltre 100 mila lavoratori e provoca una perdita netta, in termini fiscali e previdenziali, di oltre 800 milioni di euro l’anno“.

    I contenuti della legge ricalcano quelli proposti dall’Alleanza delle Cooperative. Il tema essenziale in materia di false cooperative è ovviamente quello dei controlli.
    Il ddl prevede l’espulsione dall’albo delle cooperative di tutte quelle imprese che non si sottopongono periodicamente ad ispezioni e controlli, comunicando immediatamente l’avvenuta espulsione all’Agenzia delle Entrate; viene disciplinato, inoltre, uno specifico programma di revisione per tutte le coop che non hanno ricevuto controlli per lungo tempo.
    Uno dei punti chiave della misura è la collaborazione tra le amministrazioni e le organizzazioni di rappresentanza, ovvero gli enti preposti alla revisione dei conti delle società cooperative.
    Il decreto intende istituire un’apposita cabina di regia al Mise che permetta di coordinare l’attività ispettrice del Ministero dello Sviluppo Economico e delle centrali di rappresentanza.
    La speranza è che il provvedimento possa essere approvato velocemente alle due camere, in modo che il segnale concreto lanciato dall’Alleanza delle Cooperative non possa cadere nel vuoto e che si possa dotare il nostro ordinamento degli strumenti idonei per combattere un fenomeno elusivo sempre più frequente.


  • reti d'impresa bando

    Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha indetto un bando per la creazione di nuove reti d’impresa operanti nel comparto agricolo.
    Il Mipaaf fornisce un credito d’imposta fino ad un massimo di 400.000 euro alle imprese, comprese anche le cooperative ed i consorzi, che decidono di stipulare un contratto di rete.
    Le domande potranno essere presentate tramite Posta Certificata a partire dal 20 febbraio 2016 e fino al 28 febbraio.

    Possono partecipare all’avviso pubblico:

    • piccole e medie imprese, come definite nell’allegato I, articolo 2, del regolamento (UE) n. 702/2014 e imprese diverse dalle PMI reti d'impresa bando che producono prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura compresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
    • PMI, come definite nell’allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014, che producono prodotti agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura non compresi nel predetto Allegato I del TFEU.

    Una circolare pubblicata dal Mipaaf stabilisce qual è il campo di applicazione del bando e soprattutto quali sono le spese ammissibili per ricevere il finanziamento, il cui obiettivo deve essere lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie:

    1. costi per attività di consulenza e assistenza tecnico-specialistica prestate da soggetti esterni all’aggregazione in rete, per la costituzione della rete, per la redazione del programma di rete e sviluppo del progetto;
    2. costi in attivi materiali per la costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili e per l’acquisto di materiali e attrezzature;
    3. costi per tecnologie e strumentazioni hardware e software funzionali al progetto di aggregazione in rete;
    4. costi di ricerca e sperimentazione;
    5. costi per l’acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali;
    6. costi per la formazione dei titolari d’azienda e del personale dipendente impiegato nelle attività di progetto;
    7. costi per la promozione sul territorio nazionale e sui mercati internazionali dei prodotti della filiera;
    8. costi per la comunicazione e la pubblicità riferiti alle attività della rete.

    Sono finanziabili solamente i nuovi investimenti realizzati per il primo periodo di imposta, dal 14 marzo 2015, data di entrata in vigore del Decreto, al 31 dicembre 2015, per i periodi di imposta successivi, nel corso dell’intero anno precedente a quello di presentazione della domanda.
    Per ulteriori informazioni potete consultare la circolare che stabilisce i criteri di partecipazione.

     


  • sviluppo rurale

    Si svolge oggi a Roma, presso il Palazzo della Cooperazione, il convegno “Lo sviluppo locale nelle aree interne: quali politiche e quali obiettivi”.
    Il seminario è organizzato da Confcooperative e si pone come obiettivo quello di valutare il ruolo delle cooperative nello sviluppo delle aree rurali, guardando anche alle opportunità offerte dal nuovo Por.

    Le aree interne rappresentano nel nostro paese il 52% dei comuni italiani ed il 60% dell’intero territorio nazionale.
    sviluppo ruraleSi tratta, dunque, di realtà tutt’altro che marginali per l’economia italiana. Le cooperative hanno storicamente un ruolo di primo piano in questi territori, erogando servizi di natura socio-assistenziale e dando vita a forme d’impresa agricole.
    I settori maggiormente impegnati nelle aree rurali sono ovviamente quelli della pesca e dell’agricoltura. Il 46,8% delle coop della pesca associate a Confcooperative si trovano nelle aree interne del paese, mentre il 42,6% è impegnato in attività agricole.

    Rilevante anche la quota di cooperative di consumo (32,8%) e di credito (31,7%); le Bcc, in particolare, forniscono credito ad aziende e famiglie svolgendo al meglio la propria funzione di istituto finanziario nato per sviluppare le comunità locali.
    Di questo e tanto altro si parlerà nel convegno organizzato da Confcooperative. La giornata si articolerà in tre diversi momenti: in una prima fase verrà analizzato il contesto economico e sociale nel quale si trovano ad operare le aree interne; la seconda sessione prevede, invece, la presentazione delle pratiche cooperative, dove emergeranno le attività svolte in questi anni dalle cooperative di comunità, dalle cooperative sociali, dalle coop agricole, dal credito cooperativo e da tante altre realtà appartenenti all’ecosistema cooperativo che spesso rappresentano la forma d’impresa migliore per aggregare bisogni ed idee in territori di questo tipo; la terza ed ultima sessione volgerà lo sguardo al futuro, effettuando proposte di policy di sviluppo locale con al centro il mondo della cooperazione.


  • cooperative vino

    Si terrà a Roma il 17 febbraio, alle ore 9:15, “La giornata della qualità agroalimentare”.
    Sarà un’opportunità per coinvolgere gli operatori del comparto Dop igp italiano sui fattori strategici di sviluppo.

    Parteciperanno all’incontro il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina; il coordinatore s&d in Comagri del Pe Paolo De Castro; presidente Comagri Camera Luca Sani; il presidente Comagri Senato Roberto Formigoni; il capo gabinetto Mipaaf Ferdinando Ferrara; il direttore generale cooperative vinoIsmea Raffaele Borriello; Fabio Del Bravo di Ismea; Luca Bianchi, Stefano Vaccari, Giuseppe Blasi capi dipartimento Mipaaf, Giuseppe Liberatore, presidente Aicig; francesco Liantonio, vice presidente Federdoc.
    Nell’occasione sarà presentato anche il rapporto Ismea qualivita 2015.
    Il tema della qualità dell’agroalimentare italiano è quanto mai attuale. Il Governo si è schierato in maniera decisa per la tutela dei prodotti del Made in Italy agroalimentare, recentemente messo in discussione in sede europea.
    L’ultima notizia in tal senso riguarda il pomodoro San Marzano che, secondo il commissario all’agricoltura Phil Hogan, non sarebbe una specialità campana e quindi in quanto tale può essere piantato in altre regioni d’Europa.
    Il mancato riconoscimento della specificità del San Marzano si aggiunge alla battaglia che sta portando avanti l’Italia in sede europea sull’indicazione di provenienza dei prodotti sulle singole etichette.


  • mafia dia

    Negli ultimi due anni sono stati sequestrati o confiscati alle mafie beni mobili ed immobili per un valore di 5,8 miliardi di euro.
    È questo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, evidenziando come nel periodo compreso tra il 1192 ed il 2015 la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) abbia sequestrato alla criminalità organizzata 18,8 miliardi di euro.

    Numeri davvero inquietanti che rendono solo in parte l’idea della mole di traffico illegale gestito dalle mafie.
    mafia diaNell’ultimo biennio sono stati effettuati in tutto 7.694 accertamenti con il coinvolgimento di 20.155 soggetti, di cui 16.145 persone fisiche e 4.010 persone giuridiche.
    L’associazione criminale che ha ricevuto il maggior numero di sequestri e confische è stata la ‘ndrangheta con 2 miliardi in sequestri e 117 milioni in confische, seguita dalla camorra con oltre 1 miliardo di sequestri e 150 milioni in confische e cosa nostra con 518 milioni in sequestri e 508 milioni in confische.
    Il fenomeno della mafia non riguarda più solo le regioni del Mezzogiorno, se è vero che ormai i traffici della criminalità organizzata sono sempre più orientati verso i grandi appalti del Centro Nord.
    Non è un caso che il Lazio sia la seconda regione per numero di sequestri e confische effettuate negli ultimi due anni per un valore complessivo di 1.413.719.905 miliardi di euro; al primo posto c’è invece la Campania con 1.926.281.209 miliardi di euro, mentre al terzo troviamo la Calabria con 827.865.673 milioni.


  • garanzia giovani bonus

    Il programma Garanzia Giovani presenterà alcune importanti novità per l’anno 2016.
    Nei giorni scorsi abbiamo fatto chiarezza sugli obiettivi dell’iniziativa e sugli incentivi per le aziende che decidono di attivare dei tirocini o di assumere giovani di età compresa tra i 18 ed il 29 che non studiano e non lavorano.

    Proprio in tema di incentivi fiscali alle aziende troviamo le maggiori novità per l’anno in corso.
    garanzia giovani bonusSaranno, infatti, raddoppiati i bonus per le assunzioni di giovani che hanno partecipato ad un tirocinio nell’ambito del programma Garanzia Giovani.
    Saranno previsti i seguenti sgravi fiscali per l’azienda che decide di assumere un ragazzo iscritto a Garanzia Giovani a partire dal 1° marzo al 31 dicembre 2016:

    • 2.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato che vanno da 6 a 12 mesi;
    • 1.500 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratti a tempo determinato che vanno da 6 ai 12 mesi;
    • 4.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato della durata superiore a 12 mesi;
    • 3.000 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratto a tempo determinato della durata superiore a 12 mesi;
    • 6.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 4.500 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 3.000 euro per i giovani con profilazione media assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 1.500 euro per i giovani con profilazione bassa assunti con contratto a tempo indeterminato.

    L’idea di raddoppiare il bonus deriva dalla volontà di incentivare le assunzioni in luogo di tirocini o corsi di formazione. Una delle altre novità di Garanzia Giovani 2016 è proprio la riduzione del contributo di partecipazione al programma, che sarà adesso di 300 euro mensili e non più di 400 euro come previsto invece per il 2015.
    Spetterà all’azienda integrare il compenso del tirocinio con le risorse stanziate all’interno del programma.
    Tra le misure introdotte nel 2016 ci sono quelle riguardanti il cosiddetto Selfiemployment. Viene istituito un fondo da 124 milioni di euro che finanzierà i giovani lavoratori autonomi che decidono di avviare una nuova attività di impresa, sia in forma individuale che di società.
    L’importo del finanziamento va da un minimo di 5.000 euro fino ad un massimo di 50.000 euro.


  • corruzione cantone

    Si svolgerà domani al Senato, alle ore 11:00, la conferenza stampa di presentazione del ddl di contrasto alla false cooperative.
    Si tratta di un provvedimento fortemente voluto dalle organizzazioni di rappresentanza delle coop, che hanno operato in questi mesi per ripulire l’immagine del mondo della cooperazione dopo gli scandali giudiziari degli ultimi anni.

    Parteciperanno all’iniziativa:

    Massimo Caleo – Vicepresidente Commissione Ambiente Senato, primo firmatario ddl

    Stefano Vaccari – Capogruppo Pd Commissione Ambiente Senato, co-firmatario ddl

    Rosario Altieri –  Presidente Nazionale Alleanza delle cooperative e Presidente Nazionale AGCI

    Mauro Lusetti – Presidente Nazionale Legacoop e Co-presidente nazionale Alleanza delle cooperative italiane

    Maurizio Gardini – Presidente Nazionale Confcooperative  e Co-presidente nazionale Alleanza delle cooperative italiane.

    Il mondo della cooperazione si è reso protagonista nel corso del 2015 di una lunga campagna contro le false cooperative, culminata in una raccolta firme che ha visto impegnate le organizzazioni territoriali di Legacoop, Confcooperative e Agci.
    stop alle false coopLa proposta di legge portata avanti dalle associazioni di rappresentanza delle cooperative prevede un maggiore coordinamento tra queste ultime, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Agenzia delle Entrate in materia di controlli ai bilanci delle cooperative.
    Legacoop, Confcooperative e Agci propongono, tra le altre cose, l’espulsione immediata di quelle cooperative che non si sottopongono ai controlli dovuti.
    La legge di iniziativa popolare è stata sottoscritta da oltre 100.000 persone tra le quali annoveriamo personalità politico-istituzionali come il ministro Martina, l’ex segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e esponenti del mondo sindacale e della società civile come i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil ed il fondatore di Libera Don Luigi Ciotti.


  • reti nazionali volontariato

    La Fondazione Con Il Sud ha indetto il bando “Con Il Sud che partecipa”, un’iniziativa rivolta alle Reti Nazionali di Volontariato che intendono sviluppare e rafforzare la propria presenza nelle regioni di Mezzogiorno.
    Viene destinato complessivamente un milione di euro da suddividere in base alla quantità e alla qualità dei progetti presentati.
    La domanda dovrà essere presentata online attraverso la piattaforma Ingrant della Fondazione entro e non oltre le ore 13:00 dell’11 marzo 2016.

    Possono partecipare al bando le Reti Nazionali di Volontariato che attestano di:

    • essere state costituite da almeno due anni alla data di pubblicazione del bando, in forma di atto pubblico oppure di scrittura privata autenticata o registrata;
    • essere composte in prevalenza da Organizzazioni di Volontariato (almeno il 75%);
    • reti nazionali volontariatosvolgere attività coerenti con la missione della Fondazione;
    • essere composte da Organizzazioni di Volontariato con sede legale in almeno cinque regioni e venti province del territorio nazionale. Almeno il 20% delle aderenti alla rete nazionale deve, inoltre, avere sede legale nelle regioni in cui opera la Fondazione (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia);
    • prevedere, oltre all’organizzazione nazionale, la partecipazione nel Programma di almeno quattro delle associate;
    • aver presentato una sola idea progettuale nell’ambito del presente Bando;
    • non avere in corso, in qualità di Soggetto Responsabile, altri progetti e/o iniziative finanziate dalla Fondazione. Nel caso in cui la rete nazionale abbia già un Programma di volontariato finanziato dalla Fondazione, potrà comunque presentare la propria idea progettuale; il nuovo Programma, laddove finanziato, potrà essere avviato solo al termine del precedente.

    I progetti selezionati dovranno essere in grado di migliorare il lavoro all’interno delle Reti Nazionali di Volontariato, di valorizzare l’attività delle associate e di avere un forte impatto sociale nelle comunità di riferimento.
    Verranno valutati positivamente tutti quei progetti che implementeranno strumenti innovativi sul piano organizzativo, metodologico e degli strumenti utilizzati.
    Per conoscere tutti i dettagli dell’iniziativa e la documentazione dal presentare potete consultare il bando.