• Il 2015 è stato un anno record per il recupero dall’evasione fiscale.
    Secondo quanto dichiarato dal viceministro dell’Economia Luigi Casero, nel corso dell’anno appena trascorso l’Italia ha superato il record di 14,2 miliardi di euro incassati nel 2014, raggiungendo una cifra vicina ai 15 miliardi.

    Ancora non abbiamo una stima precisa dei dati perché sono in corso le verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. La certezza, però, è che è stato migliorato il risultato del 2014, come confermato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi e dal premier Matteo Renzi.
    renzi evasionePochi minuti fa il Primo Ministro ha twittato :”Il 2015 anno record nel recupero sull’evasione fiscale (quasi 15Mld €). Un abbraccio a chi ci definiva “filo-evasori! “.
    Sui 15 miliardi recuperati nel 2015 ha inciso senza dubbio il nuovo 730 precompilato. Attraverso la nuova Dichiarazione dei redditi l’Agenzia delle Entrate ha potuto individuare tutte quei contribuenti che non hanno inviato il 730.
    A quel punto l’Agenzia ha provveduto a spedire oltre 210mila contestazioni ai contribuenti che non hanno presentato dichiarato i propri redditi: di questi 105mila si sono ravveduti evitando così sanzioni pesantissime.
    Un altro elemento chiave della lotta all’evasione è dato dall’istituzione dell’Anagrafe dei Conti Correnti che dà la possibilità al fisco di conoscere la giacenza dei conti dei contribuenti, sconsigliando, dunque, qualsiasi tentativo di evasione.
    Una novità importante è rappresentata, infine, dall’incrocio dei dati tra le pubbliche amministrazioni: una modalità di azione all’apparenza scontata, ma fin qui mai realmente applicata dal nostro Paese.
    Solo attraverso un’effettiva collaborazione tra le PA e la digitalizzazione dei servizi ai cittadini sarà possibile dare un colpo mortale all’evasione.


  • danimarca amleto

    L’immagine di un Paese difficilmente può apparire più contraddittoria di quella mostrata dalla Danimarca negli ultimi giorni.

    Proprio nella giornata di ieri abbiamo analizzato il rapporto di Transparency International che classifica la Danimarca al primo posto per corruzione percepita con un punteggio di 92 punti su 100.
    danimarca amletoQuesto vuol dire che nel paese di Amleto i cittadini ed gli imprenditori percepiscono uno scarso livello di corruzione nella pubblica amministrazione.
    La Danimarca è sempre stata ai vertici di questa graduatoria, quindi il primo posto della classifica 2015 non ci sorprende.
    I paesi della Scandinavia si distinguono per efficienza amministrativa ed innovazione, due elementi che esprimono al meglio il grado di sviluppo e di prosperità di un Paese e di un’intera area territoriale.
    Ma l’immagine di civiltà della Danimarca è stata scalfita dalla notizia apparsa qualche giorno fa sui principali organi di stampa nazionali ed internazionali. Il Governo di destra guidato da Lars Lokke Rasmussen ha approvato una legge sui richiedenti asilo che disciplina la confisca ai loro danni di denaro e oggetti del valore superiore a 10mila corone (circa 1.350 euro) per pagare le loro spese di mantenimento ed alloggio.
    Un provvedimento che ha scatenato l’indignazione delle organizzazioni internazionali e di membri della società civile.
    Una delle forme di protesta più eclatanti è rappresentata dalla scelta dell’artista cinese Ai Weiwei di chiudere la sua mostra “Ruptures” in Danimarca, che sarebbe dovuta proseguire fino ad aprile. Secondo Ai Weiwei la normativa sui migranti fornisce un’immagine terribile della Danimarca e dei danesi.
    Risulta difficile dargli torto. Aldilà delle difficoltà che ciascun Paese sta affrontando nella gestione dei flussi migratori, imporre la confisca dei beni ai rifugiati appare una scelta lesiva dei diritti dei richiedenti asilo, oltre ad essere una decisione politica discutibile, se consideriamo i danni che suddetta la legge apporterà all’immagine internazionale della Danimarca.

     


  • garanzia giovani calabria

    Riparte Garanzia Giovani in Calabria.
    Dopo la temporanea sospensione del servizio a causa della mancanza di fondi, la Regione, con una disposizione del 27 gennaio 2016, comunica lo stanziamento di ulteriori 5 milioni di euro per il programma di contrasto alla disoccupazione giovanile.

    A partire dal 1° febbraio 2016 e fino ad esaurimento delle risorse, il Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche Sociali della Regione Calabria mette a disposizione altri 1.700 tirocini.
    garanzia giovani calabriaSempre a decorrere dal 1° febbraio 2016 sarà possibile far registrare presso i centri per l’impiego le Convenzioni di Politica attiva C06 Misura – 5 Tirocini sul Sistema Informativo Regionale.
    La notizia arriva in un momento di grandi polemiche in merito ai mancati pagamenti dei tirocini precedentemente attivati.
    Per la giornata di domani è prevista una manifestazione dei giovani che non hanno ancora ricevuto la retribuzione spettante. Decine di ragazzi provenienti da tutta la Calabria terranno un sit-in di protesta a Catanzaro, nella nuova sede della Giunta Regionale che proprio domani verrà inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
    I ritardi nei pagamenti sono uno dei tanti problemi palesati dal programma Garanzia Giovani, non solo in Calabria ma anche nel resto d’Italia.
    Nei giorni scorsi l’assessore Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche Giovanili della Regione Calabria, Federica Roccisano, ha garantito un rafforzamento della struttura operativa di Garanzia Giovani per accelerare le procedure di pagamento che dovrebbero essere espletate entro un mese.


  • food accelerator

    Il Future Food Accelerator è un acceleratore dedicato alle startup innovative nel campo del Food che supporta le imprese con idee dirompenti e dall’alto potenziale di crescita.
    Il progetto è stato presentato oggi nella sede della Regione Emilia Romagna a Bruxelles.

    L’obiettivo principale del Future Food Accelerator è formare innovatori nel settore del cibo ed in maniera particolare creare connessioni tra il mondo delle startup e quello dell’impresa.
    food acceleratorAttraverso l’acceleratore le startup potranno, infatti, fornire i propri servizi innovativi alle aziende che vogliono innovare.
    Non è un caso che il progetto promuova l‘open innovation: la condivisione delle idee, delle competenze e dei servizi è fondamentale per rendere il settore del Food italiano più competitivo.
    Nel corso del 2016 verranno lanciate due call: una sul Food Retail ed un’altra sul Food Future.
    Il primo bando è rivolto alle startup che offrono servizi e prodotti nel campo del Food Retail e che hanno creato format innovativi in tema di catering, logistica, sicurezza, consegna e tecnologie.
    Le startup vincitrici potranno seguire un percorso di accelerazione della durata di 12 settimane presso Le Serre dei Giardini Margherita a Bologna. Ci sarà anche la possibilità di sperimentare sul campo i servizi innovativi proposti dalla startup.
    A breve usciranno tutte le informazioni su Food Retail e tutte le altre call organizzate dal Future Food Accelerator.

     


  • innovazione cooperative

    Futuro.coop è il nuovo progetto sull’innovazione di stampo cooperativo lanciato da Legacoopsociali.
    A breve verrà messo online un portale rivolto a chi vuole fare innovazione e sceglie la forma giuridica cooperativa, mentre è già stata aperta una call per i cooperatori presenti sul territorio nazionale.

    Essere cooperatori, oggi più che mai, significa necessariamente essere innovatori sul proprio territorio: vuol dire prendere le distanze dalle pratiche della finanza e dell’economia tradizionale per promuovere un modello di sviluppo basato sulla sinergia con i cittadini.
    Il nuovo progetto Futuro.coop, come spiega Andrea Bernardoni (membro della presidenza nazionale di Legacoopsociali) al portale Nelpaese.it, intede far innovazione cooperativeemergere la specificità del modello cooperativo, anche e soprattutto nel campo dell’innovazione: “Esiste un’ampia letteratura che attribuisce alle cooperative sociali degli specifici vantaggi competitivi rispetto agli attori pubblici ed alle realtà for profit, dovuti alla capacità di costruire fiducia e legami sociali e di coordinare una pluralità di risorse in modo da dare risposte ai bisogni riconosciuti dalle persone che vivono nella comunità. Credo che futuro.coop possa servire anche a costruire un “pensiero collettivo” su questi temi”.
    Legacoopsociali ha lanciato una call aperta a tutti i cooperatori che vogliono proporre idee d’impresa innovative e non possiedono gli strumenti necessarie per portarle avanti. Legacoop, in collaborazione con il fondo mutualistico Coopfond, offrirà alle imprese vincitrici assistenza tecnica e supporto finanziario.
    Ma cosa ancora più importante verrà garantita loro la possibilità di confrontarsi con altre realtà cooperative e, dunque, di fare rete.
    “La call è uno strumento che utilizziamo per far emergere le tante esperienze diffuse in tutto il territorio nazionale – conclude Bernardoni – in cui le cooperative sociali stanno facendo cose splendide con alto valore sociale ed economico. Esperienze che spesso sono isolate e non sono conosciute. La nostra idea è farle emergere, dare loro voce, metterle in rete e mettere al loro servizio gli strumenti di cui dispone una grande organizzazione come Legacoop”.


  • coop agricole

    Sono 5.000 le cooperative agricole sparse su tutto il territorio nazionale che realizzano un fatturato complessivo di 37 miliardi di euro.
    Si tratta di numeri di assoluta rilevanza per un settore che rappresenta il fulcro dell’agroalimentare nazionale.

    Ma sono solo alcuni dei dati che verranno presentati domani dall’Osservatorio della cooperazione agricola. Le cooperative si sono dimostrate in questi anni resilienti alla crisi, mantenendo pressoché inalterati i livelli occupazionali ed in alcuni casi trasformando le crisi aziendali in modelli virtuosi.
    Parliamo dei cosiddetti workers buyout, ovvero di lavoratori che utilizzano risorse proprie per rilevare un’impresa in crisi e trasformarla in una coop agricolecooperativa.
    Il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano Italia Oggi, ci tiene a sottolineare la peculiarità del mondo della cooperazione rispetto alle altre forme aziendali: «La cooperazione occupa una posizione di riguardo nell’agroalimentare italiano, quello autentico. Rappresenta un quarto del Pil, non dislochiamo le nostre produzioni, siamo italiani e lo sono anche i nostri prodotti».

    Il motore della cooperazione agricola è rappresentato dalle regioni del Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. Queste regioni costituiscono il 75% del fatturato dell’agroalimentare cooperativo.
    Secondo Mercuri la chiave del successo delle coop agricole del Nord sta nelle loro dimensioni e nella conseguente capacità di portare avanti piani di marchio e strategie di internazionalizzazione.
    Per questo motivo l’aggregazione e la crescita dimensionale dovranno essere le prossime sfide della cooperazione. Sono già state costituite numerose filiere produttive che ricomprendono imprese del Nord e del Sud, grandi aziende e piccole realtà agricole.
    Molto, però, va ancora fatto: «Quello che serve adesso – conclude Mercuri – sono politiche che incentivino l’aggregazione. Abbiamo bisogno di una cooperazione più forte e di allargare la base sociale di quella esistente. Occorre valorizzare le Organizzazione di prodotto e lavorare sulle cooperative di secondo livello»



  • Sono passati 71 anni da quando il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, svelando all’Europa intera il vestito dell’orrore che aveva indossato negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

    Oggi sono pochi i sopravvissuti del terrore scientifico applicato dalla Germania nazista, ma è ancora forte il ricordo ed il trauma culturale.
    L’Italia commemora questa giornata con una serie di eventi, mostre, convegni e momenti di riflessione per non dimenticare quanto accaduto 71 anni fa e soprattutto comprendere quello che Hannah Arendt definì “La banalità del male”.
    mattarella giornata della memoriaUn male che si manifesta non solo attraverso le decisioni delle alte cariche dello stato, ma anche con il comportamento accondiscendente o indifferente dei cittadini normali, permettendo così all’orrore di diffondersi in maniera silenziosa.
    “Meditare e tramandare, cari giovani presenti. E’ questo l’autentico e irrinunciabile significato del Giorno della Memoria“. Con queste parole il capo dello Stato Sergio Mattarella ha concluso il suo discorso sulla Giornata della Memoria.
    Il presidente della Repubblica ha sottolineato come anche oggi odio, fanatismo e aberrazioni spargano sangue innocente in tante parti del mondo. Ecco perché la lezione della Shoah diventa ogni anno di un’attualità disarmante e va diffusa e conosciuta in maniera puntuale
    Anche il premier Matteo Renzi questa mattina ha voluto ricordare le vittime dell’Olocausto attraverso il proprio profilo Twitter, rivolgendo un pensiero in particolare a Nedo Fiano, sopravvissuto di Auschwitz: “Ricordo i viaggi ad Auschwitz con Nedo e gli studenti. MAI più!”
    Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina ha riportato, invece, una frase di Primo Levi che spiega al meglio il senso della giornata “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario“.
    Sono arrivati tweet anche da Maria Elena Boschi ed Angelino Alfano, mentre il presidente del Senato Pietro Grasso ha parlato nel corso della presentazione del documentario Salvate Tutti : “Scopo della Giornata della Memoria è conservare il ricordo dell’orrore sorto nel cuore dell’Europa, delle vittime, del dolore, ma al contempo anche l’esempio di tante persone giuste”.

    Cooperative Italia si unisce al ricordo delle figure istituzionali. Il dolore e l’odio non conoscono epoca storia: ricordare è un atto dovuto alla civiltà umana, un attestato di fede nelle sue capacità di elaborazione del passato.



  • La corruzione è un problema endemico per l’Italia. Lo testimoniano i continui scandali giudiziari e lo confermano i numeri delle analisi delle organizzazioni internazionali sul tema.
    Una delle elaborazioni più conosciute in merito è il rapporto di Transparency International dal titolo Corruption Perceptions Index.

    Il rapporto indaga sulla corruzione percepita nel settore pubblico da cittadini, imprenditori ed esperti nazionali. Quest’anno sono stati analizzati 168 paesi attraverso 12 diverse fonti di dati provenienti da 11 istituzioni differenti.
    corruzione italiaIn questo modo è possibile incrociare le informazioni disponibili ed avere una stima verosimile sul livello effettivo di corruzione nei singoli paesi. Indagare in maniera scientifica sulla corruzione è un’operazione estremamente complessa, in quanto fenomeno impossibile da misurare con precisione.
    Il Cpi, però, è uno degli indici migliori per valutare il grado di corruzione di un paese e misurare anche i miglioramenti effettuati nel corso degli anni.

    Il Corruption Percepetion Index assegna alle nazioni un punteggio da 0 a 100, dove 100 rappresenta il livello minimo di corruzione percepita. Al primo posto troviamo la Danimarca con 91 punti, seguita da Finlandia e Svezia.
    Agli ultimi posti troviamo la Corea del Nord e la Somalia con meno di dieci punti. E l’Italia?
    Il nostro paese si trova al 61esimo posto con un punteggio di 44 punti, scalando otto posizioni rispetto alla classifica dell’anno precedente. Si tratta, però, di un miglioramento di poco conto perché dettato più dal peggioramento di altre nazioni che da effettivi passi in avanti dell’Italia.
    Rispetto al 2014, infatti, il punteggio italiano è cresciuto di un solo punto.
    L’aspetto più preoccupante della classifica è il rendimento medio dei paesi analizzati. Lo score medio è di 43 punti e, come indica Transparency International, un punteggio inferiore ai 50 punti esprime una corruzione abbastanza diffusa.
    L’Italia naviga, dunque, sulle medie mondiali, ma il contesto con il quale deve confrontarsi è soprattutto quello europeo. È qui che il nostro Paese mostra di avere dei gravi problemi in termini di corruzione percepita.
    Il punteggio medio dei paesi appartenenti al’Unione Europea è, infatti, di 65 punti contro i 44 punti dell’Italia. Ecco perché è assolutamente necessaria una riforma della PA che veicoli una maggiore trasparenza dei rapporto Stato-cittadini e sia in grado di porre rimedio ai rapporti affaristici tra amministratori pubblici, istituzioni e mondo dell’impresa.


  • 730 precompilato spese mediche

    Una novità importante per il nuovo 730 precompilato: ci sarà tempo fino al 9 febbraio per inviare tutte le informazioni sulle spese mediche e farmaceutiche sostenute dai cittadini.
    L’Agenzia delle Entrare ha deciso, dunque, di rinviare la data di scadenza di nove giorni considerati i ritardi evidenziati in questi giorni.

    Il direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi, ha specificato però che non ci sarà un ulteriore rinvio. Il 730 precompilato dovrà essere a disposizione dei Caf ed dei professionisti il 15 aprile, mentre i contribuenti potranno consultarlo a partire dal 2 maggio.
    730 precompilato spese medicheI tempi, dunque, sono stretti.
    I soggetti interessati dal rinvio sono medici, farmacisti e strutture sanitarie che hanno il compito di comunicare le spese mediche sostenute dai cittadini presso centri medici e Asl,aboratori di analisi, case di cura e tutte le spese che riguardano farmaci e dispositivi sanitari.
    Il 2016 sarà l’anno dell’esordio delle spese sanitarie all’interno del 730 precompilato. L’anno scorso, infatti, non c’erano stati i tempi tecnici necessari per inserire questa voce nella nuova dichiarazione dei redditi, una mancanza che aveva suscitato molte polemiche.
    A partire dal 10 febbraio 2016 e fino al 9 marzo, invece, i contribuenti potranno accedere alla propria area riservata del Sistema Tessera Sanitaria e consultare l’elenco delle spese sanitarie effettuate.
    Durante questa finestra temporale i contribuenti potranno inoltre negare il trattamento diretto dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrare per ragioni di privacy. Questa opzione riguarda solamente i casi in cui non si vuole far conoscere ai propri familiari o al proprio coniuge la spesa sostenuta per una determinata patologia.
    Il contribuente dovrà compilare un’apposita dichiarazione che certifichi il diniego al trattamento dei dati ed inviarla all’indirizzo opposizioneutilizzospesesanitarie@agenziaentrate.it. Sarà comunque possibile inserire successivamente le spese mediche per le quali è stato dichiarato il diniego.


  • vino martina

    Si è svolto ieri un incontro a Bruxelles tra il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina ed il commissario Ue all’agricoltura Phil Hogan.

    Diverse le tematiche affrontate, come la semplificazione Pac, il caso Xylella e soprattutto la protezione della denominazione e della varietà dei vini.
    In questi mesi è stata presentata al Parlamento europeo una bozza sulla liberalizzazione della denominazione dei vini.
    vino martinaQuesto consentirebbe, ad esempio, ad imprese estere di riportare sull’etichetta dei propri vini nomi quali aglianico, greco, sangiovese, lambrusco, ecc ovvero vini di qualità tipicamente italiani.
    Secondo Coldiretti un simile atto di liberalizzazione potrebbe costare all’Italia addirittura 3 miliardi di euro arrecando un danno enorme dal punto di vista dell’export agroalimentare. Per questo le associazioni di categoria ed le istituzioni si sono mobilitate chiedendo chiarimenti al commissario Hogan.
    “Il ministro Martina – riporta il Mipaaf in un comunicato – ha confermato nuovamente la netta contrarietà dell’italia a ipotesi di liberalizzazione dell’uso dei nomi dei vitigni, ribadendo la necessità di non cambiare le attuali norme che regolano l’utilizzo delle denominazioni dei vini. A tale proposito il commissario Hogan ha dato rassicurazioni sul fatto che non c’è alcuna intenzione di pervenire a modifiche che penalizzino l’attuale modello del sistema vitivinicolo italiano di qualità“.
    Le organizzazioni di rappresentanza dei produttori agricoli hanno accolto in maniera positiva l’esito dell’incontro tra Martina ed Hogan: “L’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – spiega la coordinatrice del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Ruenza Santandrea – riscontra con soddisfazione il parere positivo espresso ieri dal commissario Hogan in merito ai vini identitari e alla loro tutela. Ora attendiamo fiduciosi il ritiro della bozza dell’atto delegato sulle liberalizzazioni, ricordando che la stesura attuale non è in linea con quanto dichiarato”.  


  • lavoro autonomo

    Giovedì verranno discussi in Consiglio dei Ministri due importanti disegni di legge.
    Il primo, di cui abbiamo parlato ieri, riguarda il tema della povertà; il secondo, invece, interessa il lavoro autonomo.

    La Legge di Stabilità ha recentemente modificato il regime dei minimi per le partite Iva dopo la polemica che ha fatto seguito alla scorsa finanziaria.
    Il disegno di legge sul lavoro autonomo disciplina proverà a rafforzare le tutele dei professionisti, sia in merito al loro rapporto con il committente che in materia di maternità e congedo parentale.
    lavoro-autonomoLa prima novità riguarda, infatti, i contratti stipulati dai professionisti con un’impresa. La nuova normativa vieterà quelle clausole che sbilanciano il rapporto contrattuale a favore del committente.
    Quest’ultimo, ad esempio, non potrà modificare il contratto o recedere unilateralmente senza adeguato preavviso. Viene posto, inoltre, a 60 giorno il limite massimo di pagamento della prestazione da quando è stata emessa la fattura.
    Altri due elementi chiave del disegno sono quelli inerenti le spese di formazione ed il collocamento.
    A partire dal 2016, i professionisti che sostengono spese per l’iscrizione ad un convegno o ad un corso di aggiornamento potranno dedurre totalmente questi costi fino ad un massimo di 10.000 euro.
    Viene introdotto, inoltre, uno speciale sportello per le partite Iva all’interno dei centri per l’impiego: questi dovranno possedere informazioni su eventuali offerte di lavoro, soprattutto in materia di appalti pubblici, visto che la Legge di Stabilità rende possibile una partecipazione dei professionisti ad appalti realizzati con fondi europei.

    Le novità maggiormente reclamizzate riguardano, invece, l’ambito della previdenza. Il disegno di legge sul lavoro autonomo concede la possibilità anche ai professionisti in maternità di continuare a svolgere il proprio lavoro anche durante i cinque mesi di maternità.
    Questo consentirà loro di non compromettere la propria attività lavorativa durante il periodo di gravidanza.
    Viene introdotto, inoltre, il congedo parentale della durata di sei mesi, sia per le mamma che per i papà.
    Novità anche per i periodi di malattia superiori ai 60 giorni potrà scegliere di smettere di pagare i contributi e potrà in seguito diluire il pagamento in un periodo triplicato rispetto alla durata della malattia.
    Ci saranno, infine, dei cambiamenti in materia di smart working. Il lavoro da casa è ormai riconosciuto come una modalità di esercizio dell’attività lavorativa conveniente sia per il lavoratore che per l’azienda.
    Ecco perché vengono introdotti degli incentivi per chi utilizza lo smart working, con una tassazione speciale al 10% che si potrà applicare anche solo per le singole ore lavorative svolte da casa. La legge consente così di tassate le singole quote di retribuzione oraria in base al luogo di svolgimento dell’attività lavorativa e non l’intera retribuzione.


  • funder 35 vincitori

    Sono stati premiati oggi, presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, i 50 vincitori di Funder 35, il bando sull’impresa culturale.

    L’avviso, promosso dalla fondazione Cariplo e da altre 17 fondazioni, è rivolto alle organizzazioni non profit impegnate in attività di impresa culturale con una componente giovanile (under 35) degli organi di gestione superiore al 50%.
    funder-35-vincitoriSono presenti alla conferenza stampa di premiazione dei progetti vincitori Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD, Marco Cammelli, Presidente Commissione per i Beni e le Attività Culturali Acri e Comitato di Gestione Funder35, Giuseppe Guzzetti, Presidente Acri e Fondazione Cariplo, Antonio Patuelli, Presidente ABI.
    Il bando, circoscritto alle organizzazioni con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta, è rivolto alle imprese culturali che operano nei seguenti ambiti:

    • produzione artistica/creativa in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle di ultima generazione;
    • servizi di supporto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla tutela, alla conservazione, alla circolazione dei beni e delle attività culturali. 

    Sono state presentate circa 140 domande. Di queste, 50 sono state ritenute idonee e riceveranno un contributo fino a massimo il 75% della somma necessaria al completamento del progetto.
    Potete consultare l’elenco completo dei vincitori a questo link.