• ted 2016

    Mettete sullo stesso palco le menti più brillanti nel campo della tecnologia, dell’entertainment e del design ed avrete il Ted, uno dei più grandi eventi mondiali, capace di ispirare un’intera generazione.
    Questa volta per l’edizione 2016, che si terrà a Vancouver dal 15 al 19 febbraio, gli organizzatori hanno pensato di rendere ancora più internazionale l’evento proiettandolo nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

    Il meglio della prima sessione verrà condensato in 120 minuti che potranno essere goduti nei cinema italiani e non. Sappiamo benissimo quanta gente sia capace di mobilitare il Ted.
    I migliaia di biglietti disponibili vengono letteralmente polverizzati in poche ore: un seguito degno dei massimi eventi sportivi e musicali.
    ted 2016Eppure sul palco del Ted abbiamo visto “esibirsi” anche numerose rock-star: uno di questi è Bono Vox, la celebre voce degli U2.
    In oltre trent’anni di storia il Ted ha ospitato diverse personalità ed affrontato varie tematiche: dalla politica alla tecnologia, passando per la musica, l’arte e l’economia.
    Hanno raccontato la propria storia leader politici, registi, scrittori e decine di premi nobel, tutti seguendo lo stesso formato: una conferenza di 18 minuti che riesce sempre ad essere accattivante ed interessante.

    Il tema di quest’anno sarà the dream (il sogno). “I sogni sono importanti” recita il claim dell’evento.
    Ed è proprio a partire dai propri sogni che i più grandi innovatori della civiltà contemporanea sono riusciti a lasciare il segno in questo mondo. Riscoprire il fascino di sognare rappresenta una sfida per una società sempre più disillusa ed incapace di reagire di fronte al susseguirsi degli eventi.
    Gli spettatori dei migliaia di cinema selezionati in tutto il mondo potranno assistere alla prima sessione del Ted 2016. Negli Stati Uniti ed in Canada la conferenza verrà trasmessa in diretta il 15 febbraio, mentre in Europa sarà proiettata il 16 febbraio e in Australia il 2 marzo.
    Gli speaker della prima sessione saranno:

    • Ishita Katyal, una scrittrice che è stata anche la più giovane organizzatrice di un Ted nella zona del Pacifico asiatico;
    • Astro Teller, imprenditore, autore ed inventore;
    • Riccardo Sabatini, scienziato ed imprenditore;
    • AR Rahman, compositore e musicista;
    • Shonda Rimes, scrittrice e produttrice delle celebri serie tv Scandal e Grey’s Anatomy;
    • Dan Pallotta, scrittore ed innovatore nel campo del non profit;
    • Bill T. Jones, direttore coreografico e ballerino.

    Anche in Italia il 16 febbraio verrà proiettata la conferenza con un unico spettacolo che avrà inizio alle ore 20:00. Vi proponiamo di seguito la lista dei cinema dove sarà possibile vedere l’evento, invitando i nostri lettori a partecipare.
    Poter assistere, infatti, ad un Ted, anche solamente attraverso il maxi schermo di un cinema, è un’esperienza coinvolgente che fornisce diversi spunti di riflessione.

    Ecco di seguito la lista dei cinema italiani che proietteranno il Ted 2016:

    ABRUZZO Montesilvano The Space

    BASILICATA Matera Red Carpet

    CALABRIA Catanzaro The Space

    CALABRIA Lamezia Terme The Space

    CAMPANIA Napoli The Space

    CAMPANIA Nola The Space

    CAMPANIA Salerno The Space

    CAMPANIA Torrecuso TorreVillage

    EMILIA ROMAGNA Bologna The Space

    EMILIA ROMAGNA Carpi Space city

    EMILIA ROMAGNA Cesena Eliseo

    EMILIA ROMAGNA Ferrara Apollo

    EMILIA ROMAGNA Parma The Space

    EMILIA ROMAGNA Parma The Space Cinecity

    EMILIA ROMAGNA Piacenza Iris 2000 Multisala

    FRIULI VENEZIA GIULIA Pradamano The Space Cinecity

    FRIULI VENEZIA GIULIA Trieste The Space Cinecity

    FRIULI VENEZIA GIULIA Trieste Ariston

    LAZIO Fiumicino Uci Parco Leonardo

    LAZIO Guidonia The Space

    LAZIO Roma The Space Parco de’ Medici

    LAZIO Roma The Space Moderno

    LAZIO Roma Lux

    LAZIO Roma Barberini

    LAZIO Roma Giulio Cesare

    LIGURIA Chiavari Teatro Cantero

    LIGURIA Genova The Space

    LIGURIA Genova Uci Fiumara

    LIGURIA Genova Corallo

    LIGURIA La Spezia Nuovo

    LOMBARDIA Bergamo San Marco

    LOMBARDIA Cerro Maggiore The Space

    LOMBARDIA Milano The Space Odeon

    LOMBARDIA Milano Arcobaleno Filmcenter

    LOMBARDIA Milano Uci Bicocca

    LOMBARDIA Milano Apollo

    LOMBARDIA Milano Ducale

    LOMBARDIA Montano Lucino Uci

    LOMBARDIA Montebello della Battagli The Space

    LOMBARDIA Monza Capitol

    LOMBARDIA Paderno Dugnano Le Giraffe

    LOMBARDIA Rozzano The Space

    LOMBARDIA Treviglio Ariston

    LOMBARDIA Varese Impero

    LOMBARDIA Vimercate The Space

    MARCHE Campiglione di Fermo Super8

    MARCHE Macerata Multiplex 2000

    PIEMONTE Beinasco The Space

    PIEMONTE Bellinzago Novarese Movie planet

    PIEMONTE Bra’ Vittoria

    PIEMONTE Centallo Lux

    PIEMONTE Moncalieri Uci

    PIEMONTE Torino Massaua Cityplex

    PIEMONTE Torino The Space

    PUGLIA Bari Galleria

    PUGLIA Casamassima The Space

    PUGLIA Molfetta Uci

    PUGLIA Surbo The Space

    SARDEGNA Quartucciu The Space

    SARDEGNA Sestu The Space Cinecity

    SICILIA Belpasso The Space

    SICILIA Palermo Metropolitan

    TOSCANA Arezzo Uci

    TOSCANA Campi Bisenzio Uci

    TOSCANA Firenze Odeon

    TOSCANA Firenze The Space

    TOSCANA Grosseto The Space

    TOSCANA Livorno The Space

    TOSCANA Pisa Odeon

    TOSCANA Poggibonsi Politeama

    TRENTINO ALTO ADIGE Trento Modena

    UMBRIA Corciano The Space

    UMBRIA Terni The Space

    UMBRIA Terni Cityplex Lucioli

    VENETO Limena The Space Cinecity

    VENETO Lugagnano di Sona The Space

    VENETO Mestre Marghera Uci

    VENETO Montebelluna Italia Eden

    VENETO San Giovanni Lupatoto Uci

    VENETO Silea The Space Cinecity

    VENETO Torri di Quartesolo The Space


  • imprese italia

    Nel 2015 le imprese italiane tornano a mostrare un ritmo di crescita sostenuto.
    È questo il responso incoraggiante del rapporto di Unioncamere sul tasso di natalità e mortalità delle aziende italiane.

    Dopo anni di stagnazione e crescita pressoché inesistente, aumenta in maniera considerevole il numero di nuove imprese in Italia, tornando così ai livelli di crescita pre-crisi.
    Sono in tutto 6.057.647 le imprese registrate al 31-12-2015. Nel 2015 ci sono state 372.000 nuove iscrizioni nel Registro delle Imprese a fronte di 327.000 imprese italiacessazioni, con un saldo positivo di 45.000 unità.
    Il tasso di crescita, dato dal rapporto tra il saldo tra iscrizioni e cessazioni rilevate nel periodo e lo stock delle imprese registrate all’inizio del periodo considerato, è di +0.75%. Se escludiamo l’eccezione positiva fornita dal 2010, l’Italia non mostrava un ritmo di crescita così sostenuto dal 2007, ovvero prima dell’avvento della crisi.

    Le buone notizie non arrivano solamente dai dati generali sul numero di imprese, ma anche sulla composizione delle stesse.
    Il miglioramento più evidente riguarda, infatti, le imprese di giovani, donne e stranieri. Nel 2015 sono 624mila le aziende composte da giovani under35: il saldo tra cessazioni ed iscrizioni è di +66.202 unità.
    Su questo numero hanno influito gli incentivi previsti per la creazioni di startup e PMI innovative che hanno favorito lo sviluppo di realtà imprenditoriali a componente prevalentemente giovanile.
    Stesso discorso per le imprese di donne e di stranieri. Al 31-12-2015 erano 1,3 milioni le imprese costituite da donne con un saldo positivo di +14.300.
    Le aziende composte da stranieri, invece, sono 551.000 con un saldo tra cessazioni ed iscrizioni di +32.000.
    Si registrano miglioramenti su tutto il territorio nazionale. Delle 45.181 aziende in più fatte rilevate nel 2015, 20.317 sono nel Mezzogiorno. Tutte le regioni, eccezion fatta per la Basilicata, hanno fatto meglio rispetto al 2014.
    Il Lazio presenta il tasso di crescita maggiore (+1,8%), seguito da Campania (+1,04%) e Friuli Venezia Giulia (+1,02%).

    Sono particolarmente interessanti i dati sulla forma giuridica scelta per aprire una nuova attività d’impresa. Presentano una crescita sostenuta le società di capitali (+55.904 unità), con una variazione positiva del 3,8% sull’anno 2014.
    Bene anche le cooperative, classificate da Unioncamere sotto la dizione “Altre imprese”. Quest’ultima categoria fa registrare una crescita di 4.348 unità tra cessazioni e nuove iscrizioni.
    I settori più dinamici sono, infine, quelli del commercio (+11.990 unità), turismo (+11.263) e servizi alle imprese (+9.409), mentre mostrano un saldo negativo le le costruzioni (-6.055 imprese), l’agricoltura (-5.460) e le attività manifatturiere (-2.416).


  • coopfond

    Il Consiglio di amministrazione di Coopfond, il fondo mutualistico di Legacoop, ha approvato i primi progetti per il 2016.
    L’obiettivo è sostenere il mondo della cooperazione, con particolare attenzione alle pratiche innovative e ai progetti che producono lavoro sul territorio.

    Tra gli interventi approvati due riguardano l’ambito dell’housing sociale. Il primo interessa la cooperativa abitanti Ansaloni di Bologna ed il relativo progetto di coopfondabitare cooperativo; il secondo, invece, prevede il sostegno economico alla fusione di due coop di abitanti, la cooperativa edificatrice Castello e il Consorzio servizi urbani, con un patrimonio complessivo di 700 alloggi.
    Coopfond ha deliberato, inoltre, la partecipazione al capitale sociale della Be.Ca Engineering di Cesena, tubi bimetallici e per scambiatori di calore, e della toscana Pane e Rose, per l’acquisto della sede di un centro polispecialistico e per il suo adeguamento strutturale.
    Il fondo mutualistico di Legacoop continua, inoltre, la sua operazione di supporto al master in Impresa Cooperativa: Economia, Diritto e Management, che si svolgerà anche quest’anno all’interno del Dipartimento di Economia dell’Università di Roma Tre.
    L’edizione 2016 vedrà il patrocinio non solo di Legacoop ma di tutta l’Alleanza delle Cooperative italiane in vista dell’unione delle sigle prevista per il 2017.
    Oltre al contributo di Coopfond, ci sarà anche quello di Fondosviluppo per Confcooperative e Generalfond per AGCI.


  • povertà reddito minimo

    Reddito minimo ed un percorso di inclusione sociale per i più poveri.
    Sono questi gli elementi principali del decreto legge sulla povertà approvato in Consiglio dei Ministri giovedì scorso. Adesso il provvedimento seguirà tutto l’iter parlamentare e dopo la sua approvazione alla Camera e al Senato verranno presentati i decreti attuativi.

    Nel 2017, dunque, verrà sperimentata anche in Italia una forma di reddito minimo che interesserà, però, solamente i più poveri con figli a carico per un totale di un milione di persone.
    povertà reddito minimoI soggetti interessati sono quelli considerati sotto la soglia di povertà calcolata dall’Istat. Per le famiglie del Sud con due figli a carico, ad esempio, il tetto è di 980 euro mensili mentre è di 1.400 euro nelle aree metropolitane.
    In media il sostegno mensile per i poveri dovrebbe essere di 320 euro: maggiore, però, sarà la distanza dalla soglia di povertà e maggiore sarà il reddito garantito dallo Stato.
    Come sottolinea il ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso di un’intervista a Repubblica, oltre al sostegno economico il povero verrà accompagnato in un percorso di inclusione sociale: “Chi riceverà l’assegno – ha dichiarato Poletti – dovrà impegnarsi contestualmente, come già accade nelle città che stanno sperimentando il sostegno per l’inclusione attiva, a mandare i figli a scuola e ad accettare possibilità di lavoro. Pensiamo a un coinvolgimento anche delle associazioni del volontariato”. 

    Il pacchetto povertà approvato dal Governo stanzia in tutto 800 milioni a favore dei soggetti svantaggiati: 600 milioni riguardano il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e 200 l’Asdi, ovvero l’assegno successivo alla Naspi che spetta alle persone che sono in condizioni di bisogno.
    Il decreto, però, non ha riscosso il favore della Cgil, che ha definito estremamente deludenti le misure approvate dall’esecutivo: “Il disegno di legge delega è una delusione – ha fatto sapere Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil – Non sembra esserci un vero piano contro la povertà né si definiscono le tappe per raggiungere, anche con gradualità, l’obiettivo di una misura nazionale strutturale ed universale di contrasto alla povertà assoluta“


  • professionisti web

    Il 28 gennaio 2016 il Governo ha pubblicato la norma tecnica UNI 11621-1/4:2016 con oggetto i Profili professionali per l’ICT.

    Vengono istituite così le seguenti 25 figure professionali: Web Project Manager, Web Account Manager, User Experience Designer, Web Business Analyst, Web professionisti webDB Administrator, Search Engine Expert, Web Advertising Manager, Server Side Web Developer, Frontend Web Developer, Server Side Web Developer, Web Content Specialist, Web Server Administrator, Information Architect, Digital Strategic Planner, Web Accessibility Expert, Web Security Expert, Mobile Application Developer, E-commerce Specialist, Online Store Manager, Reputation Manager, Knowledge Manager, Augmented Reality Expert, E-learning Specialist e Data Scientist.
    L’Italia è in assoluto il primo paese europeo ad adottare la norma tecnica del Comitato Europeo di Normazione (CEN), ovvero un provvedimento che viene recepito da ciascun paese su base volontaria. Già nel 2013 l’Italia ha adottato il documento che istituisce le nuove figure del web e ieri dopo un lungo periodo di valutazioni e successive modifiche la norma è stata pubblicata.

    I profili disciplinati del nostro ordinamento sono considerati di terza generazione, in quanto derivano da profili più generici creati dalla normativa europea.
    Il CEN ha individuato sei famiglie di profili professionali, cosiddetti di “prima generazione”: Business Management, Technical Management, Design, Development, Service & Operation, Support.
    Da queste sei grandi aree tematiche nascono 23 profili professionali dell’ICT definiti di “seconda generazione”.
    All’interno di essi ci sono figure considerate ormai fondamentali all’interno di un’azienda come il Project manager, il Digital Media Specialist, il Business Analyst o l’Account Manager.
    Il fatto che l’Italia abbia adottato ed modificato prima di ogni altro Paese europeo la norma tecnica del CEN è certamente un fatto positivo. I professionisti del web potranno così avere maggiore garanzie ed ottenere un riconoscimento formale dell’attività svolta.


  • vino coop

    Il vino cooperativo è il leader della cooperazione agroalimentare, nonché il principale motore del settore vitivinicolo italiano.
    I dati presentati ieri dall’Osservatorio della cooperazione agricola italiano ci forniscono un’ulteriore dimostrazione in merito.

    Il giro d’affari complessivo della cooperazione vitivinicola è di 4,3 miliardi di euro che rappresenta il 10% dell’intero fatturato del mondo della cooperazione.
    vino coopNon è un caso che il 58% del vino prodotto in Italia arrivi direttamente dalle cantine cooperative e che ai primi tre posti della classifica stilata dal Corriere economia sulle imprese vitivinicole con il maggior fatturato ci siano proprio tre coop.
    Ed è un risultato mica da poco se consideriamo che il contesto di riferimento è l‘Italia, ovvero il paese che quest’anno ha ottenuto il riconoscimento di primo produttore mondiale di vino.

    Le cooperative si sono dimostrate in questo periodo di crisi maggiormente in grado di resistere agli effetti negativi della recessione. Un assunto dimostrabile valutando anche il rendimento delle coop vitivinicole rispetto alle società di capitale.
    Nel periodo 2011-2013, ovvero quello analizzato dall’Osservatorio della cooperazione agricola italiana, il fatturato delle coop del vino è cresciuto del 19% contro la variazione positiva del 13% fatta registrare dalle società di capitali.
    Stesso discorso per il valore aggiunto, con le coop in grado di migliore il costo della trasformazione delle proprie materie prime del 7% contro il 6% delle società di capitali.
    Presentano le variazioni più significative le coop di media e grande dimensione, mentre le imprese più piccole faticano maggiormente.
    Per questo motivo l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari sta incentivando politiche di aggregazione ed accordi di filiera che possano dare maggiore forza contrattuale ed economica anche alle piccole realtà che devono fare i conti con le difficoltà di accesso al credito ed il crollo della domanda interna.
    Una politica volta all’aggregazione che porterà nel lungo periodo ad un ampliamento delle esportazioni. Il settore vitivinicolo è comunque il comparto della cooperazione agroalimentare con la più alta propensione all’export (33%), con il 63% delle cooperative del vino che già adesso esportano i propri prodotti all’estero.



  • Due call internazionali per le startup più innovative nei settori della moda e del benessere.
    Sono le due iniziative di H-Farm e Technogym, due punti di riferimento nei rispettivi settori di appartenenza.

    H-Camp Spring 2016 è la call for ideas lanciata da H-Farm e rivolta alle startup innovative della moda e del retail.
    L’intento del progetto è individuare soluzioni innovative in questi specifici ambiti, cercando di valorizzare soprattutto la modalità b2b.
    startup fitnessVengono ricercate, ad esempio, nuove piattaforme in grado di gestire al meglio le vendite online ed offline dei prodotti oppure sistemi di gestione per le relazioni con i clienti.
    Saranno selezionati cinque progetti: ciascuna squadra riceverà un contributo di 20.000 euro al quale andrà aggiunto un periodo di quattro mesi nel corso del quale H-Farm metterà a disposizione del team vitto, alloggio, spazi di lavoro e servizi tecnici professionali.
    Durante questo arco temporale la startup potrà sviluppare la propria idea d’impresa. Ci sarà tempo fino al 15 marzo 2016 per inviare il proprio progetto innovativo.

    L’Accelerator Program Spring 2016 è, invece, la call lanciata dalla multinazionale del fitness Technogym. Quest’ultima finanzierà con 15.000 euro ciascuno dei cinque progetti maggiormente innovativi nel campo del fitness, del benessere e della salute. I team migliori avranno l’opportunità di sviluppare la propria idea all’interno delle strutture di H-Farm attraverso un programma di accelerazione della durata di quattro mesi, nel corso del quale potranno confrontarsi con i leader mondiale del settore.
    Anche in questo caso il termine ultimo per inviare il proprio progetto è il 15 marzo 2016. Trovate l’application form a questo link.


  • latte accordo

    Nella giornata di ieri è stato siglato un accordo tra le organizzazioni di rappresentanza degli allevatori e quelli dell’industria e della distribuzione in merito all’indicizzazione dei prezzi del latte.

    È stato elaborato un nuovo meccanismo che tiene conto dei costi di produzione e delle fluttuazioni del mercato, cercando di remunerare al meglio i produttori.
    Sempre ieri è stato dato il via libera allo stanziamento di 25 milioni di euro, provenienti dall’Unione Europea, in forma di aiuti diretti agli allevatori.
    latte accordoQueste risorse dovrebbero portare ad un aumento del prezzo del latte di un centesimo al litro.
    In attesa di verificare l’efficacia di questi provvedimenti, soprattutto del nuovo metodo di calcolo dei prezzi, le organizzazioni di rappresentanza dei produttori esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto.
    Si tratta di “un passo avanti – commenta Coldiretti – nel compimento del protocollo d’intesa per la stabilità e sostenibilità della filiera lattiero-casearia siglato il 26 novembre scorso, anche se le questioni legate al prezzo del latte futuro restano ancora aperte”.
    Un punto di vista condiviso da Guido Scanavino, presidente della Cia-agricoltori: “I contenuti del decreto firmato oggi dal ministro Martina per sbloccare i 25 milioni di euro di aiuti diretti agli allevatori, messi a disposizione dall’Ue dopo la crisi che ha colpito la zootecnia comunitaria, sono apprezzabili e condivisibili”.

    Aldilà dei contenuti dell’accordo, sono stati effettuati notevoli passi in avanti, se consideriamo la situazione di estrema tensione vissuta nel mese di Novembre, quando gli allevatori hanno bloccato l’attività dello stabilimento della multinazionale Lactalis inscenando diverse forme di protesta nelle industrie e nei supermercati di tutta Italia.
    “Positivo anche lo sforzo del tavolo negoziale – aggiunge a tal proposito Scanavino – dove non sono mancate diversità di vedute, necessario per giungere alla definizione del sistema base di indicizzazione del prezzo del latte. Anche in questo caso, così come sul decreto, soltanto la prova dei fatti ci dirà se il modello individuato sarà efficace e gli obiettivi attesi raggiunti”.
    Le organizzazioni di rappresentanza ribadiscono, inoltre, l’esigenza di tutelare il latte italiano, con delle norme specifiche sulla denominazione in etichetta che lo possano garantire dal latte importato e da quello in polvere.
    “Diamo atto alla gdo di aver dato visibilità sugli scaffali ai prodotti al 100% italiani, come previsto dal protocollo di intesa firmato a Roma – ha spiegato Luigi Barbieri, presidente della Federazione nazionale prodotto latte di Confagricoltura– ma chiediamo di essere parte attiva, perchè Confagricoltura può dare il suo apporto in termini di idee commerciali e prodotti agroalimentari: siamo pronti per lavorare a fianco di chi crede che il Made in Italy sia un valore da difendere dalle stalle al consumatore”.


  • professionisti legge

    Era atteso da mesi un decreto legge che disciplinasse in maniera dettagliata il lavoro autonomo.
    Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un provvedimento che disciplina alcuni degli aspetti più controversi relativi agli oltre 2 milioni di lavoratori professionisti e partite Iva presenti in Italia.

    Vengono stanziati in tutto 10 milioni per il 2016 e 50 milioni per il 2017. Ecco di seguito le principali novità introdotte dal decreto legge:

    • stop ai “contratti capestro“: il decreto legge vieta le clausole contrattuali che consentono al committente di modificare o di recedere dal contratto unilateralmente e senza il dovuto preavviso. Sono comunque ritenute nulle le clausole che sbilanciano il rapporto contrattuale eccessivamente a favore del committente.
      Il ddl sancisce, inoltre, l’obbligo di pagamento della prestazione al professionista entro 60 giorni dall’emissione della fattura;
    • collocamento: ciascun centro per l’impiego dovrà disporre di una sezione dedicata ai lavoratori autonomi con l’obiettivo di aiutare questi ultimi a trovare un’offerta di professionisti leggelavoro, soprattutto in materia di appalti pubblici. Viene disciplinata anche la parificazione dei lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori ai fini dell’accesso ai fondi strutturali europei;
    • invenzioni del lavoratore autonomo: in caso di scoperte innovative del professionista o delle partite Iva i relativi diritti di utilizzo economico dell’innovazione spetteranno a questi ultimi; l’impresa committente potrà al massimo trarre qualche vantaggio;
    • spese di formazione: una delle novità più rilevanti del decreto è la deducibilità al 100% delle spese di formazione del lavoratore autonomo fino ad un massimo di 10.000 euro. Con spese di formazione si intende i costi sostenuti per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale.
      È inoltre prevista la deducibilità al 100%  e fino ad un massimo di 5.000 euro delle spese per i servizi di lavoro e quelle sostenute per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni fornita da forme assicurative o di solidarietà;
    •  maternità: il ddl concede la possibilità di continuare nella propria attività lavorativa nei due mesi precedenti al parto e nei tre mesi successivi allo stesso; in questo modo la lavoratrice in gravidanza potrà percepire l’indennità di maternità continuando ad eseguire le prestazioni professionali;
    • congedo parentale: viene estesa la durata del congedo parentale per entrambi i genitori che potrà essere, adesso, di massimo sei mesi e dovrà essere circoscritto ai primi tre anni di vita del bambino;
    • sospensione del rapporto di lavoro e del pagamento dei contributi: il lavoratore autonomo ha diritto alla sospensione del rapporto di lavoro e della relativa retribuzione fino ad un massimo di 150 giorni durante tutto l’anno solare per motivi di gravidanza, malattia ed infortunio.
      Il lavoratore ha inoltre diritto di sospendere il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata della malattia e fino ad un massimo di 2 anni.
    • lavoro agile: il professionista e le partite Iva che lavorano da “remoto” attraverso computer o smartphone hanno diritto al medesimo trattamento economico dei lavoratori che svolgono la medesima mansione nel luogo di lavoro dell’impresa committente.
      Il lavoratore autonomo che eroga la propria prestazione da casa avrà diritto, inoltre, alla detassazione del premio di produttività.

  • cooperative vino

    La cooperazione agricola resiste all’impatto negativo della crisi.
    Potrebbe essere questo il sunto estremo del rapporto presentato oggi a Roma dall’Osservatorio della cooperazione agricola italiana, istituito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e sostenuto dalle quattro organizzazioni di rappresentanza delle cooperative dell’agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare ed Unicoop).

    C’è un dato che più di qualsiasi altro spiega il rendimento delle coop nel periodo di crisi dell’economia mondiale: il fatturato del settore è cresciuto del 9% tra il 2011 ed il 2013. Quello dell’industria agroalimentare italiana è aumentato solo del 5%.
    cooperative vinoLa cooperazione agricola mostra, dunque, una crescita quasi doppia rispetto a quella del comparto dell’industria agroalimentare. È l’ennesima dimostrazione di come il modello cooperativo possieda gli strumenti per resistere alle fluttuazioni dell’economia, mantenendo inalterati i livelli di occupazione e costante il valore della produzione.

    Nel 2013 il fatturato annuo della cooperazione agroalimentare è di 36,1 miliardi di euro, grazie all’attività di 5.024 imprese collettive associate, 92mila addetti e 815.898 soci. Non è un caso che l’Italia si trovi al primo posto in Europa per numero di coop agricole (27% del totale) e al terzo per fatturato.
    Numeri di un certo peso, raggiunti per via di strategie di branding e di internazionalizzazione che hanno portato le imprese cooperative a vendere i propri prodotti in Europa ed Oltreoceano.
    Non si tratta, però, di un punto di arrivo.
    I margini di miglioramento, infatti, sono enormi. Lo sottolinea anche Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari.
    Ci sono quattro regioni, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che costituiscono il 75% del fatturato complessivo della cooperazione agroalimentare.
    È necessaria, dunque, una maggiore integrazione ed aggregazione tra le coop del Nord e quelle del Centro e del Sud: «I dati evidenziati dall’Osservatorio – ha detto Mercuri – se da una parte sono importanti e confermano il sistema vincente della nostra cooperazione, dall’altra indicano che ci sono ampi margini di miglioramento. È vero infatti che non possiamo ancora parlare di modello italiano della cooperazione se prima non omogeneizziamo, anche in termini di valore prodotto, il sistema associativo su tutto il territorio nazionale e se non proseguiamo nel processo di aggregazione e potenziamento delle nostre cooperative. In questo modo i nostri prodotti – ha concluso il presidente dell’Alleanza – potranno contare di più sui mercati internazionali, che costituiscono il futuro sempre più prossimo per le nostre organizzazioni»


  • latte prezzo

    Un nuovo meccanismo di indicizzazione dei prezzi del latte e la firma del decreto che fornisce aiuti diretti agli allevatori.
    Sono questi i risultati dell’incontro svoltosi oggi a Roma tra i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’industria, delle cooperative e della grande distribuzione del settore lattiero-caseario.

    C’era grande attesa per la riunione odierna dopo le tensioni dei mesi scorsi che avevano portato gli allevatori ad attuare diverse forme di protesta su tutto il territorio nazionale.
    latte prezzoQuella che è stata ribattezzata come la “guerra del latte” nasce per via della scarsa remunerazione del prezzo del latte denunciata dai produttori e del mancato rispetto degli accordi pattuiti con l’industria.
    In quell’occasione fu decisivo l’intervento del Ministro Martina che portò le parti a trovare un accordo temporaneo con il prezzo del latte passato da 34 a 37 centesimi al litro.

    L’incontro odierno si rivelava fondamentale per fornire maggiore stabilità ai metodi di calcolo dei prezzi, tenendo conto di variabili come i costi di produzione e l’andamento dei prezzi del latte e dei formaggi sul mercato interno ed estero.
    Il nuovo sistema di indicizzazione è stato elaborato da Ismea e prende in considerazione 4 gruppi di riferimento:

    1- prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone Val Padana fresco e maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico);

    2- prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura);

    3- prodotti esteri (Latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, Latte intero in polvere Germania);

    4- input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci).

    Per ogni gruppo vengono selezionati i cinque prodotti con il coefficiente più alto. Il meccanismo intende sfruttare l’ampiezza dei panieri e l’articolazione dei prodotti per evitare che l’indice si renda protagonista di fluttuazioni improvvise, ampie ed imprevedibili.
    Il nuovo sistema segue tecniche di statistica che limitano al minimo le imprecisioni ed escludono qualsiasi carattere di soggettività.

    È stato firmato anche il decreto che ripartisce 25 milioni di euro in termini di aiuti diretti agli allevatori. L’impatto stimato è un aumento del prezzo del latte attorno al centesimo in più al litro.
    «Continuiamo a lavorare concretamente – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – per sostenere tutto il sistema lattiero caseario italiano. Dopo l’accordo di novembre, siamo passati alla fase operativa, mantenendo gli impegni presi per interventi strutturali, a partire dalla definizione del meccanismo di indicizzazione del prezzo. Un punto centrale, atteso da anni, per tutelare meglio il reddito dei nostri allevatori, tenendo in considerazione parametri reali come i costi di produzione. La collaborazione tra le componenti della filiera – conclude Martina – va avanti e può diventare un fattore determinante per la ripresa del settore. Ora sarà importante applicare le decisioni prese e rispettare la durata minima dei contratti che deve essere di almeno un anno».



  • MCE 4×4 è la call lanciata da Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e Camera di Commercio di Milano rivolta alle idee d’impresa innovative e alle startup nel settore della mobilità.

    Negli ultimi anni fenomeni come il car sharing ed il bike sharing hanno rivoluzionato gli spostamenti nelle grandi città.
    mce 4x4Di conseguenza il campo della mobilità sta assumendo una rilevanza centrale nell’ecosistema dell’innovazione.
    Per questo motivo Assolombarda Confindustria ha deciso di lanciare una call per le imprese e le startup che operano in questo ambito.
    I partecipanti devono presentare progetti appartenenti ad una delle seguenti aree tematiche:

    • SuperVEHICLE: mezzi di trasporto e infrastrutture (Per esempio: IOT applicato ai mezzi di trasporto, smart car, road safety, droni Driverless car, co-modality, smart and green cities)
    • SuperENERGY: energie innovative e nuovi materiali (Per esempio: New Material/New Propellant)
    • SuperSHARING: sharing economy e on demand economy (per esempio: ridesharing, carsharing, on demand economy)
    • SuperENTERPRISE: nuovi processi e logistica aziendale (Per esempio: green logistics e processi sostenibili, e-mobility, transportation management, field force automation , eSupply chain automation, Fleet & freight management, Green logistics, 3D Printing).

    La call mette a disposizione dei vincitori tre tipi di premi:

    • Una Venture Competition: dodici progetti vincitori potranno presentare la propria idea davanti una platea di imprese ed esperti del settore dopo la quale verranno premiati le quattro idee vincitrici;
    • Una Business Speed Date: sedici progetti avranno la possibilità di incontrare le eccellenze nel campo della mobilità;
    • Una Exibition: sedici imprese avranno a disposizione uno spazio positivo durante la cerimonia di premiazione che si svolgerà l’8 Marzo a Milano.

    Ci sarà tempo per presentare la domanda fino al 31 gennaio 2016, mentre entro il 20 febbraio 2016 verranno selezionati i vincitori.
    La scelta dei progetti migliori della Venture Competition avverrà in base al potenziale innovativo del progetto rispetto all’ecosistema esistente, la qualità e la sostenibilità del modello di business e la qualità e completezza del team.
    Per ulteriori informazioni potete consultare il regolamento dell’iniziativa.