Cesare Baldrighi è stato confermato in data odierna come presidente di AFIDOP, l’associazione Formaggi Italiani DOP che aggrega i consorzi di tutela dei formaggi DOP.
Baldrighi, presidente anche del Consorzio di Tutela Grana Padano DOP, rimarrà dunque in carica per altri tre anni.
Insieme a lui sono stati nominati anche gli altri organi direttivi. È stato confermato Giuseppe Alai, Presidente del Parmigiano Reggiano Dop, nel ruolo di Vice Presidente così come sono stati gli altri membri della giunta esecutiva: Renato Invernizzi di Gorgonzola Dop, Renato Illotto di Pecorino Romano, mentre è stato eletto in data odierna Domenico Raimondo (Mozzarella di Bufala DOP).

Ecco le prime parole di Baldrighi dopo la sua riconferma al vertice di AFIDOP: «Sono convinto che le nostre DOP, provenienti tutte da storie di cultura millenaria e che assorbono tra l’altro oltre la metà del latte prodotto in Italia, sono e saranno un elemento strategico per il nostro settore, anche in virtù della loro funzione di traino per le esportazioni. Le nostre produzioni di eccellenza possono rappresentare i driver verso nuovi grandi mercati con particolare riferimento ai paesi Bric».
Il futuro prossimo del nostro Paese passa senza dubbio da un’incentivazione dell’export. Lo scenario internazionale, con la svalutazione dell’Euro ed l’aumento dei consumi negli Stati Uniti, permette alle nostre aziende agricole di avere una maggiore vocazione internazionale.
Del resto i nostri prodotti, in primis i formaggi, hanno sempre avuto un grande appeal sui mercati esteri. L’Italia ha quindi il dovere di raggiungere Germania, Francia e Spagna per quanto riguarda il valore delle esportazioni sul totale della produzione. I prodotti tedeschi esportati all’estero, per fare un esempio, valgono il 33% dell’intera produzione contro il nostro 20,5%.
Per incrementare questo valore bisogna attivare strategie di internazionalizzazione più efficaci ed attuare una dura campagna di contrasto all’Italian Sounding, ovvero la commercializzazione di prodotti che vengono venduti come italiani senza essere stati lavorati nel nostro Paese.
La filiero lattiero-casearia è uno degli ambiti maggiormente colpiti da questo fenomeno come dimostra la vendita del cosiddetto “Parmesan” in tutto il mondo, un formaggio che richiama evidentemente la specialità nostrana e la cui commercializzazione sottrae ingenti risorse al nostro export.






















