• Milanese (Confcooperative): la sanità riparta da una riforma dell’assistenza primaria

    Il presidente di Federsanità, Giuseppe Milanese, propone un’ampia riforma del Servizio Sanitario Nazionale che metta al centro l’assistenza primaria.

    Rifondare il Servizio Sanitario Nazionale affinché sia in grado di misurarsi con i bisogni assistenziali di una società destinata inesorabilmente a invecchiare: è questa una delle sfide cruciali che il Paese dovrà affrontare nei prossimi mesi. Così diventa urgente avviare una legge di riforma strutturale dell’assistenza primaria.

    Va in questa direzione la proposta di Confcooperative Sanità, organizzazione che rappresenta circa 400 tra cooperative di medici, farmacisti, professionisti sanitari e sociosanitari con un fatturato aggregato di oltre 10,5 miliardi, 140mila soci e 25mila occupati. 

    Proprio del futuro della sanità italiana si è parlato oggi a Roma nel corso della tavola rotonda “La sanità di domani, tra interrogativi e certezze”, organizzato nel Palazzo della Cooperazione a Roma.

    «Un progetto di riforma radicale che metta al centro la persona è quello che serve al sistema della salute – ha sottolineato il presidente di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanesee si tratta di un passaggio necessario per riconfigurare il nostro modello di welfare, perché sia maggiormente rispondente ai bisogni sociosanitari di una popolazione longeva con patologie cronico-degenerative e diffuse situazioni di disabilità o non autosufficienza». 

    «La nostra idea di assistenza primaria – ha precisato – è un sistema compiuto di servizi extraospedalieri, con al centro il cittadino e la sua quotidianità, volto a completare l’architettura del modello di cure e a rinsaldarne, al contempo, le basi». 

    Quale modello per la sanità del futuro

    Il confronto sul futuro del Ssn è entrato nel vivo con le linee progettuali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da una parte e con la riforma dell’assistenza territoriale in corso di approvazione dall’altra, fissando le coordinate entro le quali si muoverà la prossima sanità in termini di modelli, risorse e investimenti.  

    «Tale prospettiva di cambiamento, a tutti gli effetti imponente – ha concluso Milanese – prevede cospicue opportunità per l’ammodernamento e lo sviluppo del sistema, in virtù del complessivo rafforzamento della sanità di territorio, di investimenti importanti nella telemedicina, del riconoscimento del domicilio quale principale luogo di cura dei pazienti fragili. Tuttavia è fondamentale che la spinta riformatrice non si esaurisca nella sola costruzione o ristrutturazione di nuovi presidi, ma punti sulla messa a sistema delle esperienze virtuose, pubbliche e private, già esistenti nei territori; sulla formazione di personale specializzato che ad oggi manca; sul rafforzamento della committenza pubblica, lasciando l’erogazione dei servizi a coloro che li hanno garantiti efficacemente in questi anni; ad un sistema di cure domiciliari autenticamente improntato alla logica della Long Term Care».


  • part time lavoro

    Edilizia, caro materiali: urgono correttivi al Dl Sostegni

    Le associazioni di rappresentanza della filiera delle costruzioni chiedono di adeguare in modo i prezzi delle materie prime ai nuovi valori di mercato.

    Con il Dl sostegni ter il Governo ha fatto dei passi in avanti sul caro materiali, ma non ancora sufficienti per scongiurare il rischio di blocco dei cantieri. Occorrono dunque urgenti modifiche all’articolo 29 del decreto per adeguare in modo strutturale e vincolante i prezzi delle materie prime ai nuovi valori di mercato, sia per le opere in corso che per quelle ancora da bandire.

    Sono queste le richieste avanzate dalle associazioni della filiera delle costruzioni (Ance, Alleanza delle cooperative – Legacoop produzione e servizi, Confcooperative lavoro e servizi, Agci-Produzione e Lavoro, Anaepa Confartigianato, Assistal, Claai, Cna Costruzioni, Confapi Aniem, Fiae Casartigiani, Oice, Ucsi), in occasione dell’avvio in Parlamento dell’esame del ddl di conversione in legge del Decreto Sostegni Ter. Secondo gli operatori del settore senza misure risolutive il peso dei rincari continuerà a gravare solo sulle spalle di chi deve realizzare le opere: i ristori riconosciuti finora, infatti, sono pari a meno della metà di quanto è stato pagato dalle aziende che, peraltro, a distanza di un anno non hanno ancora ricevuto i fondi.

    Filiera delle costruzioni: le misure richieste dalle organizzazioni di rappresentanza

    Tra le misure urgenti da inserire nel Decreto in fase di conversione, la filiera segnala la necessità di prevedere un meccanismo obbligatorio di compensazione, semplice e automatico, con cadenza semestrale e valido fino alla fine del 2023.

    È, inoltre, assolutamente necessario, integrare il paniere di tutte quelle voci finora non considerate e che sono di uso comune per le imprese della filiera. Per non bloccare le opere già in corso, occorre poi garantire che l’aggiornamento dei prezzari avvenga sulla base dei valori di mercato.

    È infatti inaccettabile mandare in gara opere sottocosto, compromettendo la possibilità di partecipazione alle imprese più serie e qualificate e la garanzia del rispetto dei cronoprogrammi oggi stabiliti.

    A regime occorre poi l’individuazione di un meccanismo strutturale di revisione prezzi sulla base delle migliori esperienze Ue e Banca mondiale con aggiornamenti dei contratti a rialzo e a ribasso in funzione dell’andamento effettivo dei costi dei materiali.

    Senza questi correttivi all’art 29 del Dl sostegni ter gli operatori di settore segnalano che nessuna impresa seria sarà in grado di partecipare alle gare, con il rischio di rallentare se non di bloccare opere fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Paese.

     


  • Caro Gasolio: le imprese del trasporto chiedono provvedimenti urgenti

    L’escalation da record dei prezzi dei carburanti sta mettendo in ginocchio le imprese del trasporto persone, tra cui taxi e noleggio con conducente.

    L’escalation da record dei prezzi dei carburanti per autotrazione sta mettendo in
    ginocchio le imprese del trasporto persone, 29 mila imprese tra trasporto di noleggio
    con conducente mediante auto e autobus e taxi.

    L’impatto dell’aumento del carburante è talmente penalizzante per un settore già
    colpito duramente dalla crisi pandemica che si scaricherà sui margini di profitto e
    sul valore aggiunto di ciascuna impresa, in particolare sul comparto taxi che opera
    con tariffe amministrate, sulle imprese di bus che operano in subaffidamento nei
    servizi di TPL, sulle imprese di noleggio con conducente auto e bus che non hanno
    più beneficiato della moratoria dei leasing in un mercato che non ha mai dato cenni di
    ripresa.

    Le Associazioni del trasporto persone di Confartigianato, Cna, Casartigiani,
    Confcooperative e Legacoop chiedono al Governo che si faccia interprete del forte
    disagio delle imprese mettendo in campo strumenti che possano alleviare le gravi
    ripercussioni derivanti da questa tensione sui prezzi che, peraltro, non vede tregua nel
    breve periodo.

    Le richieste delle associazioni di categoria

    Necessaria l’introduzione di una clausola di adeguamento dei costi di trasporto al
    costo del carburante; una variazione automatica applicata alle voci tariffarie legate
    al trasporto, riconducibile al valore del prezzo medio mensile nazionale del
    carburante da autotrazione al consumo.

    È giunto il momento di prevedere l’introduzione del cosiddetto “carburante
    professionale”, con prezzo calmierato alla pompa, come già avviene per il carburante
    agricolo e un credito d’imposta sui costi di acquisto del carburante.
    La situazione è talmente grave che le imprese non sono più in grado di garantire
    i servizi. Per tale ragione chiediamo al Governo strumenti nuovi che consentano
    di assorbire le perdite di fatturato a fronte dei maggiori costi e formule nuove che ridisegnano e riprogrammano la domanda di mobilità consentendo alle imprese di questo comparto di ricominciare a lavorare.


  • consumi frutta

    Caro energia: a rischio i servizi mensa nelle scuole e negli ospedali

    Il caro dell’energia e delle materie prime sta mettendo in ginocchio la ristorazione collettiva, un settore che vanta oltre 90.000 occupati.

    Serve un intervento urgente per arginare gli aumenti dei costi
    dell’energia, dei trasporti e delle materie prime nel settore della ristorazione
    collettiva. A rischio ci sono i servizi essenziali come le mense di scuole e ospedali.
    A lanciare l’allarme Angem e Alleanza delle Cooperative Italiane Servizi (Agci
    Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi).
     
    Tutti i giorni le nostre imprese e i nostri lavoratori consentono a milioni di persone di
    nutrirsi in modo sano e regolare, attraverso i servizi di mensa. Un settore che occupa
    oltre 90.000 lavoratrici e lavoratori.
     
    L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime sono diventati
    insostenibili, alcuni esempi: pasta +40, olio + 30%, frutta e verdura + 15%. Inoltre, alcuni prodotti iniziano ad essere irreperibili.

    Ristorazione collettiva e appalti pubblici

    Il nostro settore lavora prevalentemente nel regime degli appalti pubblici in assenza
    di un sistema normativo che preveda la revisione dei prezzi. Di conseguenza le nostre
    imprese si trovano costrette a fornire lo stesso servizio contrattualizzato con la
    previsione di costi molto lontani da quelli attuali. Senza un intervento urgente sono a rischio i servizi, la tenuta delle imprese e i posti di lavoro.

    Oltre a rendere strutturale la revisione dei prezzi nei settori dei servizi in appalto,
    chiediamo la sospensione dei CAM della ristorazione che impongono menù con
    prodotti irreperibili e costi non più sopportabili.
    Consapevoli del momento straordinario che l’economia europea e mondiale sta
    attraversando, crediamo che nessuno debba essere lasciato indietro. Chiediamo al
    Governo di aprire un tavolo di crisi del settore, già duramente colpito dalla pandemia
    e dall’uso massiccio e continuo dello smart-working che ha provocato la chiusura
    delle mense aziendali.


  • 8 marzo, Alleanza: le cooperative baluardo della cultura della parità di genere

    Nel giorno della Festa delle Donne l’Alleanza delle Cooperative ricorda che l’impresa cooperativa ha un tasso di occupazione femminile del 60%.

    «L’impresa cooperativa, con un tasso di occupazione femminile del 60% e con una presenza nella governance del 26%, in entrambi i casi ben oltre il 10% rispetto alla media delle altre imprese, conferma di essere un baluardo della parità di genere e uno strumento a disposizione delle politiche attive per la rimozione del gender gap nel sistema economico del nostro paese». Lo dice Maurizio Gardini, presidente di Alleanza delle Cooperative Italiane anche a nome dei copresidenti Mauro Lusetti e Giovanni Schiavone.

    I diritti delle donne sono un patrimonio di conquiste tanto da tutelare quanto da incentivare e sostenere. La cooperazione è al fianco delle donne in questo percorso che ci auguriamo porti ad un cambio di cultura, all’empowerment e alle pari opportunità.

    Nella funzione sociale che ci viene riconosciuta dalla costituzione all’art 45 non possiamo che sentirci responsabili di testimoniare concretamente la promozione delle pari opportunità sia all’interno del nostro movimento che nelle comunità di cui siamo espressione.

    «L’8 marzo è un appuntamento annuale per misurare i passi avanti fatti nella conquista dei diritti delle donne, ma anche l’occasione per proseguire, perseverare, prendere nuovi impegni per continuare a promuovere una cultura della parità volta alla tutela, all’empowerment e alla non discriminazione dalle donne» sottolinea Anna Manca, presidente della Commissione Donne e Parità dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, anche a nome delle co-presidenti Annalisa Casino e Alessia Stabile.

    Il lavoro femminile per ridurre il gender gap

    L’occupazione femminile è oggi la leva fondamentale delle politiche attive per le pari opportunità: infrastrutture sociali diffuse ed accessibili in ogni parte del paese, senza trascurare periferie e aree interne, lotta al gender pay gap attraverso una seria promozione di azioni positive capaci di valorizzare competenze e professionalità del capitale umano senza discriminazioni di genere, misure efficaci di accompagnamento e supporto all’autoimprenditorialità sono dossier strategici su cui operiamo da anni, e ne sono testimonianza gli indicatori di occupazione femminile e di governance.

    La pandemia ha fatto emergere il ruolo fondamentale delle donne impegnate in prima linea su più fronti e al contempo la loro vulnerabilità.

    Non possiamo non ricordare in questo particolare 8 marzo il dramma della guerra che forse ci appare più vicina proprio per la presenza di tante donne ucraine nel nostro paese che facilitano il nostro impegno lavorativo prendendosi cura dei nostri cari.


  • istat lavoro

    Edilizia: sicurezza, formazione e giovani al centro del nuovo contratto nazionale

    Le organizzazioni datoriali e i sindacati hanno firmato il nuovo contratto collettivo nazionale dei lavoratori dell’edilizia.

    È stato firmato da Ance, da Confcooperative, Confcooperative Lavoro e Servizi,
    Legacoop Produzione e Servizi e Agci produzione e lavoro e dai rappresentati
    di Fillea –Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei
    lavoratori dell’edilizia. 
     
    Punti cardine del nuovo contratto sono qualità, formazione e sicurezza grazie anche al
    contributo concreto del sistema bilaterale che è pronto a investire sulla professionalità
    dei lavoratori e sulla qualificazione delle imprese. Grande attenzione, inoltre, è rivolta
    a favorire l’ingresso dei giovani nel settore per i quali sono previsti premi e incentivi.
     
    Per la parte economica è stato raggiunta un’ipotesi d’accordo con un aumento di 92
    euro al primo livello e scadenza al 30 Giugno al 2024.
    Associazioni datoriali e sindacali hanno condiviso inoltre la necessità di portare avanti
    un impegno comune a sostegno di tutto il settore nella realizzazione delle opere
    del Pnrr e per affrontare in modo unanime urgenze quali l’aumento dei prezzi e le
    conseguenze su lavoratori e imprese.


  • coop agricole

    Biologico: l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari promuove l’approvazione della legge

    Francesco Torriani, Coordinatore del settore biologico, applaude all’applaude alla conclusione dell’iter che doterà l’Italia di una legge sul biologico.

    L’Alleanza Cooperative Agroalimentari esprime grande soddisfazione per l’approvazione del Disegno di legge per la “tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.

    Da oggi abbiamo finalmente una disciplina completa sull’agricoltura biologica”, ha
    commentato il Coordinatore del settore biologico Francesco Torriani – “ e ciò è un
    chiaro riconoscimento della valenza strategica della produzione agroalimentare con
    metodo biologico e della sua funzione non solo economica, ma anche sociale e
    ambientale”.

    Il tortuoso iter che ha avuto il DDl ha rischiato di rendere inutili le grandi
    opportunità contenute nella Legge per il settore biologico, rallentando in tal modo un
    processo che invece a livello comunitario sta correndo veloce”, ha proseguito. In tal
    senso “va riconosciuto alla Presidente del Senato Casellati il merito di aver deciso di
    calendarizzare in tempi brevi la votazione sul nuovo testo, dopo le ultime modifiche
    apportate alla Camera dei Deputati”.
    Torriani ha anche sottolineato come l’Alleanza “abbia sempre sostenuto la necessità
    di approvare un testo al quale ha contribuito fattivamente, individuando nelle filiere e
    nei distretti i due binari principali di sviluppo dell’agricoltura biologica”.


  • digitalizzazione cooperative con google

    Alleanza delle Cooperazione e Google insieme per la digitalizzazione delle coop

    Nasce Cooperazione Digitale, il progetto dell’Alleanza delle Cooperative e Google per favorire la transizione digitale delle imprese cooperative.

    L’Alleanza delle Cooperative e Google annunciano la nascita di Cooperazione Digitale, il progetto per la digitalizzazione delle cooperative e delle imprese non profit. L’iniziativa, presentata ieri pomeriggio a Palazzo della Cooperazione a Roma, prevede uno stanziamento di 3.5 milioni di euro da parte di Google.org, la divisione filantropica di Google impegnata sulle principali sfide della nostra società attraverso finanziamenti, innovazione tecnologica e competenze tecniche, per supportare le comunità più vulnerabili e offrire una maggiore equità e inclusione.

    Cos’è Cooperazione Digitale

    La transizione digitale è una delle più grandi sfide dei prossimi anni, nonché uno dei pilastri del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il futuro del tessuto produttivo italiano passa, infatti, dalla capacità delle imprese di innovare e di sfruttare, ad esempio, le opportunità offerte da tecnologie come l’intelligenza artificiale e dall’emersione dei nuovi ecosistemi virtuali come il metaverso. 

    Anche le cooperative devono farsi trovare pronte. Per questo l’Alleanza ha scelto di intraprendere un percorso con una realtà come Google che negli ultimi anni ha promosso a vari livelli iniziative di inclusione sociale. 
    Il progetto Cooperazione Digitale vuole dare un’opportunità di trasformazione digitale anche alle piccole cooperative, in particolare a quelle che operano in contesti difficili e che, senza il supporto di competenze specifiche, perderebbero il treno della transizione digitale.

    L’Alleanza delle Cooperative selezionerà un gruppo di imprese che andranno ad accompagnare la trasformazione digitale di 500 realtà italiane, prevalentemente cooperative e non profit, dando priorità a quelle impegnate in contesti periferici o marginali, in particolare create da donne e giovani, rigenerate dai lavoratori (“workers buyout”), o ancora alle cooperative che gestiscono i beni confiscati alle mafie. Le imprese interessate potranno così intraprendere un percorso di innovazione digitale e di inclusione in un network collaborativo e sostenibile, grazie ad attività di consulenza e programmi di implementazione tecnologica.

    Il commento di Maurizio Gardini e del ministro Giorgetti

    Hanno partecipato all’evento di presentazione del progetto il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, il presidente di AGCI, Giovanni Schiavone, il President EMEA Google Matt Brittin e il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Il vertice del Mise ha espresso particolare soddisfazione per l’avvio di Cooperazione Digitale sottolineando quanto siano state importanti le cooperative nel periodo di crisi generato dalla pandemia: «Sono particolarmente soddisfatto – ha dichiarato Giorgetti – per la conclusione positiva di questo progetto con Google che valorizzerà la parte buona del mondo delle cooperative che potranno avere nuove opportunità di sviluppo grazie all’innovazione e digitalizzazione. In un periodo complesso e critico come quello che stiamo vivendo, dare il giusto sostegno alle cooperative rappresenta un riconoscimento nei confronti di una realtà che ha dimostrato negli anni di saper affrontare i momenti di crisi economica e sociale rispondendo prontamente alle esigenze dei mercati in cui operano. Da Ministro a loro tutela ho emanato una direttiva per contrastare i fenomeni distorsivi della forma societaria cooperativa e per migliorare le attività di vigilanza anche attraverso un sano meccanismo premiale».

    Soddisfatto anche il presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Maurizio Gardini, che evidenzia però quanto sia fondamentale investire nella formazione dei lavoratori per evitare che la digitalizzazione porti alla perdita di milioni di posti di lavoro: «Il progetto con Google.org assume una rilevanza strategica e ci dà la possibilità di supportare tante cooperative che possono trovare nella transizione digitale un’opportunità di sviluppo innovativo “dal basso”, ma con attenzione alla sostenibilità digitale. Noi diciamo sì all’innovazione che crea occupazione e si mette al servizio delle persone e non viceversa. La crescita e lo sviluppo sono tali se cresce il Bes del Paese. Lo scorso anno l’Italia è cresciuta di oltre il 6%, ma sono aumentate le diseguaglianze il cui contrasto è nel dna della cooperazione. In Italia, si stima che in 15 anni saranno a rischio obsolescenza oltre 3 milioni di lavoratori in agricoltura, nel commercio e nella manifattura. Questo ci deve portare a un investimento straordinario nella formazione e nell’istruzione delle persone e dei lavoratori».


  • per il suo bene bando beni confiscati

    Il bando per trasformare i beni confiscati in centri anti-violenza o asili nido

    L’Agenzia per la Coesione territoriale ha indetto Per il suo Bene, un avviso pubblico per i progetti di recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata.

    L’Agenzia per la Coesione territoriale ha indetto Per il suo Bene, un avviso pubblico per i progetti di recupero, ri-funzionalizzazione e valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata presenti nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). 

    Il bando rientra all’interno di un quadro ampio di iniziative, per cui sono stati stanziati 300 milioni di euro di risorse europee, volte al reinserimento dei beni confiscati nel circuito della legalità e alla loro valorizzazione sociale. Nel caso della call Per il suo Bene saranno premiati con un punteggio aggiuntivo i progetti destinati a creare all’interno del bene confiscato centri antiviolenza per donne e bambini o case rifugio, oppure ancora asili nido o micronidi

    Chi può partecipare alla call Per il suo Bene

    Possono inviare i propri progetti tutte le Regioni, i Comuni, le Province, le Città metropolitane – anche in forma consortile o in associazione tra loro – del Mezzogiorno. Ma il bando prevede dei punti aggiuntivi per i progetti che coinvolgono anche gli Enti del Settore. 
    Gli enti locali che vogliono presentare domanda dovranno però essere già destinatari di un bene confiscato ed averlo iscritto nel patrimonio indisponibile dell’Ente. 

    L’entità del finanziamento e le spese ammissibili

    Ciascun progetto potrà ottenere fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro. Il finanziamento sarà erogato tramite un anticipo pari al 15% del finanziamento complessivo, seguito da pagamenti intermedi – a seguito delle fatture emesse – pari ciascuno ad almeno il 10% del totale. Dopo il certificato di ultimazione dei lavori, sarà erogato il saldo del 10%.

    L’Agenzia per la Coesione territoriale specifica che sono finanziabili tutte le spese collegate alla realizzazione dell’opera, anche sostenute da azioni intraprese a partire dall’1 febbraio 2020, nel caso di lavori già avviati. Non sono previsti costi forfettizzati, né costi aggiuntivi del personale.

    Per quanto riguarda, infine, la varie tappe temporali per la realizzazione dei lavori, il bando spiega che l’aggiudicazione definitiva dei lavori deve avvenire entro il 30 giugno 2023. Successivamente, i progetti di importo fino a 600.000 euro dovranno concludere i lavori entro il 30 giugno 2025, mentre quelli di importo superiore avranno tempo fino al 30 giugno 2026.

    Le domande di partecipazione devono essere inviate entro le ore 12.00 del 31 marzo 2022.


  • Pnrr: 3 milioni di euro per le cooperative che investono in innovazione e sostenibilità

    Fondosviluppo promuove una nuova call per le cooperative sociali e le cooperative sanitarie aderenti a Confcooperative.

    Tre milioni di euro per sostenere progetti di rafforzamento strutturale e patrimoniale, di innovazione tecnologica e organizzativa, di digitalizzazione e per favorire la sostenibilità sociale, economica e ambientale. Li prevede la nuova call “Innovazione Welfare e Sanità” promossa da Fondosviluppo Confcooperative dedicata a tutte le cooperative sociali (tipo A servizi sociosanitari ed educativi, Tipo B inserimento lavorativo di persone svantaggiate e miste A+B) aderenti a Confcooperative Federsolidarietà e a tutte le cooperative sanitarie aderenti a Confcooperative Sanità (cooperative di medici, cooperative farmaceutiche, mutue sanitarie, cooperative ad alta specializzazione sanitaria).   

    Come funziona la call “Innovazione Welfare e Sanità”

    La call riconosce ai migliori progetti la copertura dell’80% delle spese ammesse (massimo 200mila euro) di cui fino al 30% a fondo perduto, fino al 50% tramite finanziamento bancario BCC o altre banche di sistema. Fondosviluppo rimborserà gli interessi bancari e/o dei costi della garanzia fino a un massimo di 10mila euro. Per accedere al finanziamento la cooperativa dovrà deliberare  un aumento di capitale sociale da parte della cooperativa per un importo minimo del 20% del finanziamento stesso.   

    I progetti potranno essere presentati dal 1° marzo 2022 al 31 maggio 2022 tramite mail all’indirizzo email fondosviluppocallwelfaresanita@confcooperative.it      

    Gardini: le cooperative protagoniste dell’economia civile

    «Le nostre cooperative nel welfare – dice Maurizio Gardini presidente di Confcooperative – danno servizi a 6.000.000 di italiani. Dai minori, agli anziani, alle persone con disabilità varie. Il presidente Mattarella ha reso merito al ruolo di trincea, di prima linea tenuto da medici, infermieri, operatori della sanità che nell’adempimento del loro lavoro sono veri costruttori di bene comune. Protagonisti di una forma avanzata e autentica di economia civile, molto spesso in cooperativa. Questa call premia chi investe e si rafforza». 

    «La particolarità di questa call – dichiara Silvia Rossi direttore di Fondosviluppo Confcooperative – sta nel promuovere e sostenere percorsi di aggregazione e co-progettazione per favorire la messa a terra delle risorse messe a disposizione dal PNRR. Siamo a fianco delle nostre cooperative per cogliere queste opportunità per la ripartenza del Paese».


  • agricoltura lombardia

    L’Alleanza delle Cooperative agroalimentari applaude alle modifiche del Milleproroghe

    L’organizzazione di rappresentanza delle cooperative esprime soddisfazione per i nuovi termini del credito d’imposta per i beni strumentali e le modifiche al Granaio Italia.

    L’Alleanza cooperative agroalimentari accoglie con favore l’approvazione di alcuni emendamenti al testo del Decreto Milleproroghe che, dopo il via libera della Camera, è atteso ora all’esame del Senato. Sono stati infatti introdotte alcune novità che vanno incontro alle aspettative espresse a più riprese dalle cooperative agroalimentari.

    I nuovi termini del credito d’imposta per i beni strumentali

    In primo luogo sono stati prorogati i termini entro cui le imprese possono fruire del credito d’imposta in beni strumentali nuovi, disciplinato dalla legge di bilancio 2021: sarà ora possibile ricomprendere tra i costi agevolabili tutti gli investimenti effettuati entro il 30 dicembre 2022, e non più entro il 30 giugno 2022. Importante anche l’estensione della platea dei soggetti che possono beneficiare della facoltà di non effettuare una percentuale dell’ammortamento annuo del costo delle immobilizzazioni anche all’esercizio successivo a quello in corso al 15 agosto 2020, come richiesto dalla cooperazione.

    Le modifiche al Granaio Italia

    Molto apprezzabili sono anche gli emendamenti approvati al Decreto Milleproroghe che hanno modificato la disposizione nota come “Granaio Italia”, normata all’art. 178 della Legge del 30 dicembre 2020, ovvero la disciplina del monitoraggio delle produzioni cerealicole. Di particolare rilievo l’estensione della finestra temporale fino a quasi tre mesi dal momento in cui entra la merce per l’inserimento delle informazioni relative alle operazioni di carico e scarico.

    Altrettanto importante è la previsione di una fase di sperimentazione  che inizierà il 30 aprile 2022 e che le sanzioni a carico dei soggetti in caso di inadempimento alle disposizioni sono state equiparate a sanzioni amministrative e verranno elevate solo a partire dal 1 gennaio 2024. Il quantitativo di prodotto che fa scattare l’obbligo di registrazione è inoltre stato innalzato da 5 a 30 tonnellate. Si tratta di richieste che l’Alleanza cooperative aveva avanzato con una logica costruttiva in questi ultimi mesi e che consentono di superare alcune criticità da noi più volte denunciate.

    Slitta l’entrata in vigore dell’etichettatura ambientale

    Tra le altre novità per il comparto agroalimentare contenute nel Decreto Milleproroghe, quella che sposta al 31 dicembre 2022 (nel testo originario era indicata la data del 30 giugno) l’entrata in applicazione delle disposizioni relative all’etichettatura ambientale degli imballaggi, facendo salvi gli imballaggi immessi in commercio o realizzati entro il 1 gennaio 2023. Slitta al 30 aprile 2022 anche l’obbligo di registrazione in formato esclusivamente elettronico dei trattamenti relativi ai medicinali veterinari e ai mangimi medicati, per quelle aziende che non abbiamo i sistemi informatici allineati con quelli previsti dal Ministero della salute, sul punto la cooperazione auspicava un termine maggiore per superare determinate criticità che alcune imprese stanno riscontrando in particolare nel settore apistico.

    Le misure su Xylella e sull’influenza suina

    Positiva anche la proroga del termine per la presentazione alle autorità regionali competenti degli interventi in favore delle imprese colpite dalla xylella fastidiosa e quello che obbliga ai versamenti delle imposte per le imprese di allevamento avicoli e suinicoli colpite dalla recente diffusione di virus contagiosi, così come la proroga al 31 marzo della possibilità per le aziende agricole di accedere ad aiuti, benefici e contributi finanziari a carico delle risorse pubbliche, rinviando l’adempimento di alcune verifiche alla fase della corresponsione del saldo.



  • Le proteste degli autotrasportatori per il caro della benzina si stanno moltiplicando in tutta Italia con decine di tir, camion e furgoni che bloccano rilevanti arterie stradali. 

    Una situazione molto delicata soprattutto per il mondo dell’agroalimentare del Mezzogiorno, dove si stanno concentrando principalmente i disagi e le difficoltà produttive: “Gli effetti del blocco dei trasporti – avverte Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – si ripercuoteranno presto sui consumatori: stanno già arrivando segnalazioni di carenza di prodotti alimentari sugli scaffali o nei mercati. Ho scritto una lettera al Ministro Patuanelli per sollecitare un rapido intervento del Governo affinché siano adottate le misure più opportune ed efficaci per porre fine a questa drammatica situazione”.

    Mercuri: sopravvivenza delle imprese agroalimentari a rischio

    Mercuri si dice seriamente preoccupato per il futuro delle cooperative agroalimentari che già da mesi stanno combattendo con l’esplosione dei costi produttivi. Il blocco stradale, infatti, sta creando “un ulteriore ostacolo per le nostre imprese, già duramente colpite dai rincari delle materie prime e dei costi energetici, rendendo ancora più complessa e difficile la sopravvivenza quotidiana delle nostre imprese”.

    “Prodotti freschi e deperibili, come latte, carni, frutta e verdura – scrive Mercuri nella lettera – restano attualmente fermi o non raggiungono la loro destinazione e sono già irrimediabilmente perduti, con grave danno per il comparto agroalimentare. Siamo in presenza di una situazione che neppure durante il periodo di lockdown si era mai verificata e che mette a rischio il normale approvvigionamento alimentare”.

    “La protesta sta degenerando con ripercussioni per tutti, imprese e consumatori”, conclude Mercuri.