• camillo nola alla conferenza per le elezioni regionali in calabria

    Camillo Nola (Confcooperative Calabria): Non siamo portatori di voti, ma portatori di idee

    L’Alleanza delle Cooperative Calabria ha presentato la propria proposta programmatica in vista delle prossime elezioni regionali.

    “Noi non siamo portatori di voti, ma portatori di idee.” Camillo Nola, coordinatore dell’Alleanza delle Cooperative in Calabria, sintetizza con queste parole lo spirito del documento di proposta presentato questa mattina in una conferenza stampa che si è tenuta a Cosenza e ha visto la partecipazione di tanti cooperatori e candidati al consiglio regionale in rappresentanza di tutte le coalizioni in corsa per le elezioni del prossimo 3-4 ottobre.

    Il documento, sintetizzato in 12 punti, racchiude al proprio interno sia proposte specifiche per il mondo della Cooperazione, come la richiesta di concertare una nuova legge regionale, di realizzare un dipartimento dedicato alla cooperazione calabrese e di intraprendere azioni di promozione del modello cooperativo tra i giovani e i disoccupati; sia una corposa parte di proposta di azioni e politiche sull’agricoltura e il cambiamento climatico, sull’educazione e la cultura, sull’innovazione del comparto sociale che può avere un effetto importante su tutto il mondo del Terzo Settore, oltre a proposte più generali che hanno poi impatto su tutti i settori: snellire la burocrazia regionale, bandi tutti in digitale e con tempi rapidi, tavoli di concertazione per trovare soluzioni efficienti alle crisi aziendali.

    Insomma, una proposta strutturata e concreta alla politica regionale che i tre presidenti Gennaro Raso per AGCI Calabria, Camillo Nola per Confcooperative Calabria e Lorenzo Sibio per LegaCoop Calabria hanno strutturato assieme per dare alla cooperazione calabrese e a tutti i territori della nostra regione idee, spunti, azioni concrete e fattibili in tempi rapidi per cambiare passo e affrontare le sfide che il mondo post Covid19 ci pone dinanzi.

    Lo ha sottolineato nel suo intervento Camillo Nola: “Riteniamo doveroso come organismi intermedi dare il nostro contributo alla politica. Consideriamo la cooperazione come il concetto trasversale che deve accompagnare la Calabria verso la crescita e lo sviluppo, perché solo insieme, unendo le forze si genera ricchezza. Per arrivare a ciò, abbiamo bisogno di sensibilità istituzionali, non sensibilità singole. Non chiediamo nulla di straordinario, semplicemente che come previsto dalla nostra Costituzione, il modello cooperativo diventi risorsa e forza anche per la Calabria. Poiché, non dobbiamo pensare solo a salvare le cooperative, ma anche a crearne di nuove tramite la creazione di programmi per le startup innovative, che sappiano realizzare nuove politiche sociali e di inclusione, soprattutto nelle aree interne e nei territori più difficili. Ad esempio, ci sono strumenti poco conosciuti in Calabria come i workers buyout, che nel resto d’Italia hanno funzionato molto bene e salvato posti di lavoro e aziende storiche.

    Come vedete, noi non siamo portatori di voti, ma portatori di idee. Siamo qui per fare sintesi dei problemi presenti nella nostra regione che nel nostro caso, essendo un’organizzazione di rappresentanza trasversale, comprendiamo e viviamo quotidianamente in tutti i settori in cui le nostre cooperatrici e i nostri cooperatori agiscono, spesso proprio sul confine cui la politica dovrebbe volgere maggiormente lo sguardo.”

    Dello stesso tenore le parole di Lorenzo Sibio: “La cooperazione è un modello che in Calabria anche durante le fasi più critiche della Pandemia ha garantito servizi, assistenza e i posti di lavoro dei suoi addetti. Per questo chiediamo alla Regione e a tutti gli enti di lavorare solo con cooperative sane, che siano in regalo sotto tutti i punti di vista, a partire dalla revisione, fino all’applicazione dei contratti di lavoro e al trattamento dei soci e dei lavoratori.”

    Infine, Gennaro Raso ha voluto porre l’accento su: “Come penso sia evidente dai contenuti del nostro documento, noi non chiediamo la luna o trattamenti di favore, vogliamo soltanto che la politica dialoghi e lavori quotidianamente con le parti sociali per dare alla Calabria quelle risposte che da troppo tempo aspetta. Il nostro mondo ha dimostrato serietà e concretezza in tutti i settori in cui opera, chiediamo lo stesso alla politica regionale.

    Di seguito la sintesi delle proposte dell’Alleanza delle Cooperative Calabria:

    • Un dipartimento Cooperazione che dia dignità e risposte alle cooperative che in Calabria creano valore e tengono insieme il tessuto sociale. In coerenza con i principi scolpiti nella Costituzione e nello Statuto regionale.
    • Una legge regionale moderna e al passo con i tempi, che permetta al settore di innovare ed innovarsi per dare ai territori calabresi ancora più cooperazione e risposte.
    • Attuazione della sussidiarietà nel campo sociale, sanitario e nei servizi alla persona basato sull’applicazione concreta dei processi di co-programmazione e di co-progettazione per garantire il diritto alla salute, al welfare e al benessere ai calabresi.
    • Politiche occupazionali che pongono lo strumento cooperativo al centro dello sviluppo e nella risoluzione delle crisi aziendali.
    • Politiche socio-educative. C’è bisogno di spazi, mezzi per la formazione e sinergie. È necessario aprire un fronte di dialogo costruttivo con tutte le scuole e strutture private che si occupano di bambini e giovani per un sistema educativo integrato.
    • Creazione di strumenti specifici di capitalizzazione, garanzia e finanza strutturata per le cooperative, che restano le aziende più resilienti e legate al territorio, essendo formate da soci che vivono nel territorio in cui operano.
    • Innovazione tecnologica e sociale, di metodo e di processo: la Calabria grazie alle sue università può generare StartUp e modelli da applicare alla cooperazione e all’impresa. Servono degli HUB condivisi tra mondo della ricerca e delle imprese per formare, creare prodotti e attrarre investimenti e acquirenti.
    • Esaltazione del sano modello cooperativo attuando scelte semplici, ma dirompenti: la PA deve lavorare solo con cooperative revisionate e non deve alimentare gare al massimo ribasso che mortificano i lavoratori e depauperano le aziende.
    • Attivazione di politiche per la mitigazione del rischio derivante dal cambiamento climatico e per incentivare la sostenibilità in tutti i settori produttivi. La risorsa idrica al centro delle politiche d’investimento.
    • Supporto al settore agricolo di fronte al rischio idrogeologico dei territori, al cambiamento climatico e alle difficoltà commerciali delle aree interne. Adattamento e sostenibilità sociale, ambientale ed economica devono essere scelte strategiche costruite insieme.
    • Burocrazia semplice: processi telematici e veloci per bandi e gare, attuazione di tutte le possibilità derivanti da smart working e innovazione tecnologica. Smaterializzazione, semplificazione e sussidiarietà, nel pieno rispetto delle regole e con la massima vigilanza e trasparenza.
    • Attivazione di processi culturali e formativi virtuosi che promuovano la cooperazione tra settori, territori e persone, per rilanciare la crescita e lo sviluppo della Calabria. Solo cooperando, insieme, si può crescere.

  • Il ricchissimo programma del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021

    Il programma del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021 che vedrà anche la partecipazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi.

    “Alla ricerca di senso. Persone, lavoro, relazioni”. Sarà questo il tema centrale del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021. L’iniziativa, che si svolgerà a Firenze dal 24 al 26 settembre, arriva in un momento cruciale per il futuro del mondo del Terzo settore. Ci apprestiamo a vivere, infatti, un periodo storico in cui valori come la solidarietà, la cooperazione e la sostenibilità, che hanno da sempre contraddistinto il Non profit, saranno al centro – o almeno si spera – dell’Italia post pandemica. Quale luogo migliore allora del Festival dell’Economia Civile per discutere di questi temi? A farlo saranno esponenti importanti del mondo dell’università e delle istituzioni, imprenditori, giornalisti, rappresentanti dell’associazionismo e delle organizzazioni del terzo settore.

    Anche Draghi al Festival dell’Economia Civile

    Dopo aver visto nelle passate edizioni la partecipazione, tra gli altri, dell’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quest’anno il programma del Festival è, se possibile, ancora più ricco. Si comincia venerdì 24 settembre, alle ore 11:30, con un panel sulla transizione ecologica e la digitalizzazione al quale parteciperà il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.

    Subito dopo, sempre venerdì 24 settembre alle ore 12:15, spazio al tema delle comunità resilienti ai tempi del Covid. Nell’ultimo anno e mezzo, i nostri territori hanno dimostrato di saper resistere alle crisi grazie soprattutto al contributo del Terzo settore e alla straordinaria capacità di resilienza degli italiani, in tutti i settori. Di questo tema si parlerà insieme al Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alla presidente di Banca Etica, Anna Fasano, alla Dirigente Generale del Dipartimento per le Statistiche Sociali e Ambientali dell’Istat, Linda Laura Sabbadini e al Direttore di Federcasse e del Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo, Sergio Gatti

    Sostenibilità ambientale significa anche dare la possibilità ad un maggior numero di persone di partecipare in maniera positiva allo sviluppo della nostra società. Quando parliamo di Green Deal dobbiamo parlare allora anche di Social Deal. I nuovi modelli di sviluppo sostenibile infatti devono migliorare il benessere generale delle classi sociali e creare nuove opportunità di lavoro. 
    Il Festival dell’Economia Civile affronterà questo argomento in un panel che si terrà venerdì 24 settembre, alle ore 15:15, nel corso del quale interverrà anche il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e la Presidente Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli

    Tra gli appuntamenti da non perdere c’è anche ovviamente il panel sulla scuola, in programma sabato 25 settembre alle ore 10:00, che vedrà la partecipazione del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che proprio in queste ore sta presentando il piano per la ripresa in presenza delle attività scolastiche. 

    Il Festival si concluderà poi domenica mattina con una tavola rotonda sul Next Generation Ue nel corso della quale saranno presentati i desideri, le aspirazioni e le proposte dei giovani delle scuole superiori. A ricevere queste idee e suggestioni ci sarà anche il premier Mario Draghi.

    I relatori dell’ultimo panel del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021

  • istat lavoro

    L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le cooperative sociali di produzione e lavoro possono accedere al cosiddetto “Superbonus 110“. 

    La pronuncia è arrivato in seguito ad un interpello effettuato da Confcooperative e dalla Federazione di settore che sono più volte intervenute sollecitando i Ministeri competenti, l’Agenzia delle entrate e diversi parlamentari, al fine di superare l’interpretazione restrittiva precedentemente fornita dall’Agenzia.

    Il parere dell’Agenzia delle Entrate sul Superbonus 110

    Oggi l’Agenzia ha affermato che non è precluso l’accesso al superbonus, con gli strumenti della cessione del credito e dello sconto in fattura, alle cooperative sociali che corrispondono retribuzioni per un importo non inferiore al cinquanta per cento dell’ammontare complessivo di tutti gli altri costi, quando la cooperativa percepisca anche dei redditi di capitale assoggettati a ritenuta a titolo di imposta sulla base della
    disciplina applicabile alle società cooperative quali soggetti esenti da IRES. 

    Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate è particolarmente importante per il mondo del terzo settore. Secondo le stime di Confcooperative, infatti, con la precedente interpretazione dell’Agenzia rischiavano di rimanere fuori dal contributo circa l’80% delle cooperative sociali di produzione e lavoro. E sappiamo tutti quanto le coop sociali svolgano un ruolo importante nel comparto delle ristrutturazioni e in generale nell’edilizia. 

    L’Agenzia ha però anche ribadito che il Superbonus, trattandosi di una detrazione dall’imposta lorda, non può essere utilizzato dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva ovvero che non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta.

    Sono esclusi inoltre tutti i soggetti che non possiedono redditi imponibili i quali, peraltro,
    non possono esercitare neanche l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del
    credito.


  • Fondazione Cariplo: 14 milioni per aiutare il settore della cultura

    Fondazione Cariplo ha stanziato 14 milioni di euro per aiutare i giovani che operano nel settore della cultura e valorizzare i beni culturali.

    Il mondo della cultura e dello spettacolo ha sofferto più di chiunque altro le chiusure imposte dall’emergenza Coronavirus. Per questo motivo non solo le istituzioni, ma anche i privati si stanno muovendo per aiutare i lavoratori e le imprese del comparto. 

    In questa direzione vanno le risorse stanziate da Fondazione Cariplo che attraverso il suo Consiglio d’Amministrazione ha destinato complessivamente 14,5 milioni per sostenere il settore della cultura.  Dal 1991, anno in cui è nata la Fondazione, sono stati investiti 1 miliardo e 200 milioni di euro per realizzare 14mila progetti in ambito Arte e Cultura. Investimenti importanti che hanno contribuito alla crescita di un settore strategico e centrale nel nostro Paese. 

    Le iniziative di Fondazione Cariplo

    Nei giorni scorsi Fondazione Cariplo ha approvato tre provvedimenti per la ripartenza del mondo della cultura, con un focus sui giovani, sulla promozione della lettura e sulla valorizzazione dei beni culturali
    Nello specifico sono stati previsti: 

    • 9,5 milioni di euro a sostegno di 94 progetti che puntano alla ripresa delle attività culturali, alla promozione del benessere delle persone e allo sviluppo delle comunità, con un’attenzione particolare ai giovani e alle fasce della popolazione più colpite dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria.
    • 3 milioni di euro per 75 progetti per promuovere la lettura come pratica quotidiana per fasce sempre più ampie della popolazione, in modo da favorirne l’inclusione sociale, economica, culturale.
    • 2 milioni di euro per il nuovo bando “SOS Patrimonio”. L’iniziativa sostiene interventi sul patrimonio storico-architettonico di pregio, anche in considerazione della significativa contrazione delle risorse dedicate alla conservazione dei beni culturali, avvenuta nel 2020, a causa delle nuove priorità legate all’emergenza sanitaria da Covid-19.

    Soprattutto nei momenti di crisi – sottolinea Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo – non possiamo permetterci di perdere ciò che rende il nostro territorio attrattivo e ricco di significato: l’azione di soggetti che creano e diffondono cultura rende le nostre comunità più unite e la presenza di beni storico-architettonici genera un valore simbolico, culturale e anche economico. Abbiamo un grande bisogno di bellezza, per questo Fondazione ritiene cruciale continuare a investire in Arte e Cultura, proteggendo il patrimonio esistente, fatto di competenze e di luoghi, e sostenendo percorsi che ne moltiplichino gli effetti in termini di coesione e di sviluppo sul territorio.

    Una ripartenza complicata

    Le ultime settimane sono state sicuramente una boccata d’ossigeno per gli eventi culturali e musicali, per gli spettacoli e le rappresentazioni teatrali. La ripresa delle attività con una parziale presenza del pubblico è un bel segnale per il Paese e l’intero comparto culturale, ma chiaramente non può bastare dopo più di un anno di chiusure e restrizioni. 

    Emblematici in tal senso i dati segnalati da Fondazione Cariplo che riporta come, per i loro bandi, siano arrivate ben 639 richieste per un fabbisogno complessivo di 66 milioni di euro. Richieste, dunque, ben più alte rispetto alle risorse stanziate dalla Fondazione.

    Questi numeri dovrebbero far riflettere le istituzioni. Non bastano i fondi e gli aiuti previsti fin qui e non può bastare neppure la pur lodevole re-introduzione del 2 per mille per la cultura. Il settore sta vivendo un momento di crisi drammatica: urgono allora interventi sistemici es strutturali per rilanciare un comparto che storicamente rappresenta il cuore pulsante del nostro Paese. 


  • non-profit

    Il bando per diventare Ambasciatore dell’Economia Civile

    Il Festival Nazionale dell’Economia Civile ha indetto il Premio Imprese per l’Economia Civile, destinato alle aziende che si sono distinte per l’approccio di sostenibilità ambientale e sociale.

    Il Festival Nazionale dell’Economia Civile ha indetto il Premio Imprese per l’Economia Civile, destinato alle aziende che si sono particolarmente distinte per l’approccio di sostenibilità ambientale e sociale applicato all’interno dei propri processi produttivi. 

    Le imprese vincitrici riceveranno il titolo di azienda Ambasciatrice dell’Economia Civile 2021 e potranno presentare le proprie pratiche virtuose nel corso del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si terrà a Firenze dal 24 al 26 settembre 2021. Possono partecipare al bando le imprese provenienti da tutti i comparti produttivi fatta eccezione per i settori: petrolifero, azzardo, tabacco e aziende che non hanno strategie e comportamenti rispettosi delle persone e dell’ambiente.

    Ogni azienda dovrà fornire una descrizione del progetto, attività o gestione, che ha
    realizzato o sta realizzando e che reputa particolarmente significativa come esempio di economia civile (max 3 cartelle). Non sono ammessi progetti o attività non ancora realizzati. E’ consentito allegare fino a 5 file con immagini, approfondimenti tecnici, presentazioni Power Point, articoli stampa relativi alle attività realizzate. 

    Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 23,59 del 13 agosto 2021 compilando il modulo online e il Questionario di Autovalutazione .

    Oltre al premio per gli imprenditori quest’anno il festival propone anche dei bandi per le migliori startup, le migliori scuole e i migliori comuni sui temi della sostenibilità ambientale, della solidarietà e dell’innovazione sociale.

    Il Festival dell’Economia Civile 2021

    Il Festival Nazionale dell’Economia Civile, giunto ormai alla terza edizione, è diventato un interessante laboratorio di proposte per il futuro del Terzo settore grazie alla presenza di esponenti di spicco del mondo istituzionale, accademico, imprenditoriale e sociale.

    Il tema di quest’anno sarà  “Alla ricerca di senso. Persone, lavoro, relazioni”. L’intento dell’iniziativa è quello di rileggere, attraverso i dettami dell’Economia Civile, la pandemia che stiamo vivendo e la contestuale crisi di carattere economico e sociale. Non mancheranno poi le riflessioni sul PNRR italiano, in particolare sugli asset strategici che riguardano da vicino l’universo del Terzo settore: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. 


  • alleanza delle cooperative calabria

    La cooperazione calabrese riparte dall’Alleanza

    Una nuova legge regionale sulla cooperazione, un settore dedicato all’interno delle Istituzioni calabresi, le strategie condivise per il rilancio delle coop calabresi.

    Il mondo della cooperazione calabrese ha dimostrato di svolgere un ruolo fondamentale durante la pandemia. In un contesto dove spesso le istituzioni non sono in grado di assicurare i servizi minimi essenziali, soprattutto in materia di sanità e di assistenza ai soggetti svantaggiati, le coop sociali rappresentano uno strumento insostituibile. 
    E da qui ripartiranno le organizzazioni di rappresentanza delle cooperative, cercando di dare alle proprie associate un ruolo da protagoniste nell’ecosistema dei media nel dibattito politico in vista delle prossime elezioni regionali. 

    Il confronto tra Concooperative, Legacoop e AGCI Calabria

    Una nuova legge regionale sulla cooperazione, un settore dedicato all’interno delle Istituzioni calabresi, le strategie condivise per il rilancio e il rafforzamento del mondo della cooperazione calabrese. Sono queste alcune delle tematiche chiave emerse dal confronto di quest’oggi all’interno di Alleanza delle Cooperative Calabria, che accoglie al suo interno le tre centrali regionali: AGCI, Confcooperative e LegaCoop.

    All’incontro hanno preso parte per Confcooperative Camillo Nola (Presidente) e Rocco Sicoli (Vice Presidente). Per LegaCoop erano presenti il Presidente Lorenzo Sibio, Claudio Liotti e Maurizio De Luca Vice Presidenti e Maurizio Stasi direttore della struttura regionale. Per AGCI il Presidente Gennaro Raso, il vice Presidente Antonio Orlando e i membri dell’ufficio di presidenza Tony Moscato, Luigi Canino, Saverio Caliò.

    Il confronto è stato aperto da Lorenzo Sibio, Presidente di LegaCoop Calabria che ha voluto evidenziare i passi avanti fatti dalla rappresentanza del mondo della cooperazione negli ultimi anni, ponendo l’accento soprattutto sull’impegno di tutelare e promuovere il modello cooperativo in tutte le sue forme, partecipando ai tavoli istituzionali regionali, delle ITL e delle Camere di Commercio. Alleanza delle Cooperative Calabria, ha concluso Sibio, ha rimesso al centro del dibattito il modello cooperativo, rigenerando interesse e capacità di attecchire nei territori. Dello stesso avviso Angelo Raso, Presidente di AGCI Calabria, che ha tenuto ad evidenziare quanto oggi serva questa sinergia tra le principali centrali cooperative della regione e del Paese, per ridare forza ad un mondo variegato che accoglie al suo interno sia piccole e medie cooperative del settore agricolo, sociale e sanitario, dopo lo shock del Covid che si è andato a sommare alle già difficili condizioni strutturali del nostro territorio regionale.

    Infine, Camillo Nola Presidente di Confcooperative Calabria, scelto come nuovo Portavoce dal direttivo di ACI, prende il testimone da Lorenzo Sibio, per coordinare i lavori delle tre centrali, in modo da garantire, nel rispetto delle differenti strutture e nature, il massimo risultato in termini di condivisione politica dei programmi di sviluppo delle tre centrali cooperative nel territorio regionale.

    Le priorità della ripartenza della cooperazione calabrese

    Nel corso dell’incontro, i temi caldi sono stati una maggiore presenza del mondo della cooperazione sui media, con una comunicazione che raggiunga e coinvolga gli associati per tutte le iniziative che vedono protagonista la cooperazione.

    Oltre alla piena condivisione di affrontare necessità ormai diventate non più procrastinabili, come una nuova legge regionale che dia la giusta dignità, il riconoscimento e gli strumenti all’intero comparto cooperativo; l’istituzione in seno ai dipartimenti regionali di un settore dedicato che sia capace di fare sinergia e di interpretare al meglio il mondo cooperativo con le sue mille sfaccettature; ed infine, l’attivazione di canali di confronto con i candidati presidenti alle prossime elezioni regionali, per avere un dialogo franco sui temi che i candidati intendono sviluppare per il rilancio della coesione sociale nei nostri territori, e per discutere del ruolo della cooperazione in Calabria che ha dimostrato di essere un modello resiliente, coinvolgente ed inclusivo, soprattutto verso i più fragili, le donne e i giovani che, diversamente, faticano ad entrare nel mondo delle imprese e nel mercato sano del lavoro.


  • false cooperative legge

    Merlo: istituire un albo nazionale della logistica per combattere le false cooperative

    Luigi Merlo, presidente di Federlogistica, propone di istituire un Albo Nazionale della Logistica per escludere le imprese del settore che sfruttano i lavoratori.

    Il mondo della cooperazione, nello specifico quello delle cooperative che operano nella logistica, è finito nuovamente sotto la bufera dell’opinione pubblica. La tragica morte del sindacalista Belakhdim Adil ha purtroppo riaperto una ferita dolente del nostro paese: quella dei diritti sindacali negati, dei contratti non rispettati, dei subappalti compulsivi e dello sfruttamento lavorativo nelle aziende della logistica. 

    Secondo uno studio della task force del Ministero del Lavoro, addirittura 7 imprese su 10 che lavorano in questo comparto presentano delle irregolarità. Molte di queste aziende sono cooperative ma di cooperativo hanno solo il nome. Fanno parte, infatti, di quella grande schiera di false cooperative che “drogano” il mercato pagando i lavoratori in maniera irrisoria e vendendo di conseguenza i loro servizi a basso costo. Ci troviamo a tutti gli effetti davanti a fenomeni di concorrenza sleale che penalizzano le altre imprese che rispettano le regole e gettano fango sull’intero mondo della cooperazione. 

    Di qui la proposta dell’Alleanza delle Cooperative di istituire una legge per combattere la piaga delle false cooperative. Il mondo della cooperazione ha raccolto più di 100mila firme per una legge di iniziativa popolare, depositata in Parlamento ma rimasta lettera morta. Adesso è arrivato il momento di agire e di farlo con urgenza. 

    La proposta di Federlogistica

    È intervenuto sul tema anche Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto. Sono diverse le idee sul tavolo per disciplinare un settore finito nell’occhio del ciclone ormai da tanto tempo. Una delle proposte avanzate da Merlo è l’istituzione di un Albo nazionale delle imprese della logistica con dei criteri molto selettivi per entrare e capace così di escludere chi opera fuori dalle regole del mercato e da quelle sindacali. 

    È paradossale che oggi – sottolinea Merlo – si tenti di delegare la responsabilità di questo sfascio a grandi gruppi internazionali che sono scesi nel nostro Paese e operano secondo regole del gioco industriali, regole nelle quali lo sfruttamento de lavoro, il lavoro nero e la terziarizzazione a soggetti non garantiti, non può rientrare e non rientra nei loro schemi organizzativo“.

    È invece venuto il momento – prosegue il presidente di Federlogistica – che l’apparato pubblico, lo Stato, reciti un mea culpa e faccia i conti con le inefficienze, specchiate da opere infrastrutturali bloccate da anni, da apparati ministeriali insufficienti e non adeguati ai cambiamenti che si sono verificati, nonché da sistemi di controllo inesistenti che denunciamo da anni“. “Sparare oggi colpi a salve nelle direzioni sbagliate colpevolizzando gli unici operatori, quelli grandi – conclude Merlo – che hanno e rispettano regole del gioco, perché queste regole coincidono con l’efficienza del servizio, è terribilmente rischioso e può solo produrre anche per il governo ulteriore confusione e alibi per non intervenire seriamente nel settore“.


  • non-profit

    5 per mille: pubblicato l’elenco degli enti destinatari del contributo

    L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco degli enti che nel 2020 hanno partecipato alla ripartizione delle risorse del 5 per mille. Primo posto per la fondazione AIRC.

    L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco degli enti che nel 2020 hanno partecipato alla ripartizione delle risorse del 5 per mille, specificando il numero dei contribuenti che hanno scelto un determinato soggetto e l’importo totale erogabile. Scopriamo insieme chi sono i beneficiari del contributo e chi c’è in testa nella classifica degli enti a finalità sociale nel 2020.

    A chi è rivolto 5 per mille

    Secondo l’Agenzia delle Entrate il 5 per mille è destinato a sostegno delle seguenti finalità:

    1. sostegno degli enti del volontariato:
      • organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991
      • Onlus – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
      • cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali di cui alla legge n. 381 del 1991
      • organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49 del 1987 alla data del 29 agosto 2014 e iscritte all’Anagrafe unica delle ONLUS su istanza delle stesse
      • enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, Onlus parziali.
      • associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, Onlus parziali.
      • associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali.
      • associazioni e fondazioni di diritto privato
    2. finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università
    3. finanziamento agli enti della ricerca sanitaria
    4. sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente
    5. sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
    6. Attività di tutela, promozione e valorizzazione beni culturali e paesaggistici  
    7. Enti gestori delle aree protette

    L’elenco degli enti che hanno ricevuto il 5 per mille

    È sempre interessante analizzare l’elenco dei soggetti che hanno partecipato all’erogazione delle risorse, soprattutto per testare il grado di popolarità dei vari enti e in generale lo stato di salute del mondo non profit. Come ha fatto notare, ad esempio, Nicola Bedogni (presidente di Assif) su Vita, nel 2020 sono state espresse circa 600mila preferenze in meno rispetto al 2019. In poche parole ci sono stati migliaia di contribuenti che l’anno scorso non hanno indicato il codice fiscale dell’ente al quale volevano destinare il 5 per mille della propria imposta sul reddito.

    Una “dimenticanza” (se così vogliamo chiamarla) che costa caro ad un mondo, quello del non profit, che fa grande affidamento sul 5 per mille per lo svolgimento delle proprie attività a finalità sociale. Come fa notare lo stesso Bedogni, nel 2020 c’è stata una generale crescita del settore della ricerca sanitaria, come era facile prevedere in tempo di pandemia. Il comparto della ricerca scientifica e sanitaria è stato ben rappresentato dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro che si trova al primo posto della graduatoria con oltre 1 milione e 500 mila contribuenti che hanno scelto di destinare alla lotta contro il cancro il proprio 5 per mille. In crescita anche la Lega del Filo d’Oro e il Pascale, l’istituto dei tumori di Napoli. 

    Di seguito trovate l’elenco degli enti più scelti dai contribuenti. 


  • elenco associazioni ammesse due per mille 2021

    2 per mille: tutte le associazioni culturali ammesse (2021)

    È uscito finalmente l’elenco delle associazioni culturali ammesse alla ripartizione dei fondi del 2 per mille.

    È uscito l’elenco delle associazioni culturali ammesse alla ripartizione dei fondi del 2 per mille. C’era grande attesa da parte degli operatori del settore per una misura, il 2 per mille, che è stata re-introdotta nell’ultima legge di Bilancio e che si spera adesso possa diventare strutturale. Vediamo insieme quali saranno gli enti che quest’anno beneficeranno dello strumento fiscale. 

    L’elenco delle associazioni culturali ammesse

    Finalmente il Ministero della Cultura ha pubblicato la lista dei soggetti ammessi e di quelli esclusi. Come specificato dallo stesso Ministero possono partecipare alla corresponsione della quota del due per mille tutte le associazioni senza scopo di lucro di cui al libro I del codice civile che:
    a) abbiano, secondo il rispettivo atto costitutivo o statuto, la finalità di svolgere e/o promuovere attività culturali;
    b) risultino esistenti da almeno 5 anni al momento della presentazione della domanda.

    Di seguito trovate il PDF con tutte le associazioni culturali che potranno ricevere il 2 per mille. 

    https://www.cooperativeitalia.it/2-per-mille-associazioni-culturali-eliminato/

    Come destinare il 2 per mille alla cultura

    Vi ricordiamo che il 2 per mille non riguarda solo il mondo della cultura. In fase di compilazione della dichiarazione dei redditi, infatti, potete scegliere se destinare una quota pari al 2 per mille della vostra imposta sul reddito a favore di un’associazione culturale oppure di un partito politico. 

    Questa la sezione del modello 730 dedicata al 2 per mille.

    Per esprimere la scelta a favore di una delle associazioni culturali ammesse al beneficio, il contribuente deve apporre la propria firma nell’apposito riquadro presente nella scheda indicando il codice fiscale dell’associazione cui vuole destinare la quota del due per mille. La scelta deve essere fatta per una sola delle associazioni culturali beneficiarie.

    Se invece volete optare per un partito politico dovrete indicare il codice identificativo dello stesso. Oltre al 2 per mille, inoltre, potete anche decidere di destinare l’8 per mille allo Stato o alla Chiesa e il 5 per mille ad un ente non profit o alla ricerca scientifica. 


  • bando isi agricoltura 2016

    Banca nazionale delle Terre Agricole: il nuovo bando per i giovani agricoltori

    Ismea ha lanciato la quarta edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole, il bando che mette all’asta oltre 16mila ettari di terreni.

    Ismea ha lanciato la quarta edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole, il bando che mette all’asta oltre 16mila ettari di terreni, con un potenziale di 624 aziende agricole da costituire. 

    In Italia l’agricoltura è cultura, distintività e radicamento al territorio, dunque non solo produzione di materie prime – ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli -. La Banca nazionale delle terre agricole è uno strumento fondamentale perché, offrendo terreni, rende operative le misure per realizzare un’agri-coltura 5.0, un modo anche per coinvolgere i giovani”.

    Cos’è la Banca nazionale delle Terre Agricole

    L’accesso alla terra è una delle questioni più rilevanti in agricoltura, soprattutto per le nuove generazioni. In Italia, infatti, sono sempre di più i giovani che vogliono investire energie e risorse nel comparto agricolo, ma hanno difficoltà a trovare terreni sui quali avviare il proprio progetto imprenditoriale. 

    La Banca nazionale delle Terre Agricole rappresenta, allora, un ottimo strumento per migliorare l’accesso alla terra e promuovere l’innovazione e il ricambio generazionale nel comparto agricolo. Quando parliamo della Banca nazionale delle Terre Agricole facciamo riferimento all’inventario completo dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti.

    Come funziona il bando e perché è un’opportunità per i giovani

    I soggetti interessati possono inviare la manifestazione d’interesse per l’acquisto di uno o più terreni fino al 7 settembre. Come detto in precedenza, la Banca mette a disposizione 6 mila ettari, che costituiscono 624 aziende potenziali, per un valore complessivo minimo atteso di 255 milioni di euro. 

    La maggior parte dei lotti è situato nel Mezzogiorno (74%), soprattutto in Sicilia, Puglia e Basilicata, ma ci sono anche diversi terreni in Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.

    Le manifestazioni d’interesse possono essere presentate esclusivamente in via telematica accedendo al portale della Banca Nazionale delle Terre Agricole.
    Tutti i soggetti che risulteranno in possesso dei requisiti soggettivi di partecipazione, saranno invitati a partecipare alla procedura competitiva (lettera di invito) con il sistema della vendita senza incanto.

    Le offerte economiche, corredate dal deposito cauzionale, dovranno pervenire in busta chiusa entro e non oltre 45 giorni dall’invio della lettera di invito. I partecipanti alla procedura saranno vincolati alla propria offerta per 180 giorni di calendario dalla data della presentazione della stessa. A pena di esclusione, il deposito cauzionale per partecipare alla procedura competitiva è fissato nella misura del 10% del valore a base d’asta di ogni singolo terreno o lotto per il quale si è manifestato interesse ed è versato tramite assegno circolare.

    Per gli under 41 sono previste delle modalità di partecipazione agevolative. Potranno infatti saldare il prezzo l’acquisto del terreno ratealmente e con un piano di ammortamento fino a 30 anni. 
    Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione e di svolgimento dell’asta potete consultare le FAQ di Ismea. 


  • antonio auricchio Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP

    Antonio Auricchio nuovo presidente di AFIDOP (Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP)

    Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio Tutela Gorgonzola, è stato eletto Presidente dell’Afidop – Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.

    Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio Tutela Gorgonzola, è stato eletto Presidente dell’Afidop – Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP nel corso della sua 31aAssemblea svoltasi oggi ad Albarese (Grosseto). Ad affiancare Auricchio nel triennio 2021-2023 sarà il Vicepresidente Gianni Maoddi, Presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano. 

    Completano la Giunta esecutiva Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio Tutela Parmigiano Reggiano, Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana, Renato Zaghini, Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano, Massimo Forino per Assolatte e Giovanni Guarneri per Confcooperative – Fedagripesca. 

    Abbiamo vissuto mesi estremamente complessi – ha affermato Domenico Raimondo, Presidente uscente di Afidop – dominati dagli effetti di una pandemia che ha preso alla sprovvista tutti noi. Sebbene il settore alimentare abbia dimostrato di reggere l’urto dei vari lockdown e delle mutate abitudini di consumo, anche i nostri rinomati formaggi hanno subito i contraccolpi della pandemia. Il 2021 ci vede impegnati su molti fronti e gli anni a venire saranno caratterizzati da sfide stimolanti che dobbiamo riuscire a vincere, per poter stare al passo con i tempi. Lascio ad Antonio Auricchio l’onere di portare avanti le istanze a tutela degli interessi specifici della nostra filiera e l’onore di presiedere una Associazione che continua a dare una casa ai Consorzi di tutela dei formaggi italiani DOP augurandogli i migliori successi ed il raggiungimento dei più ambiziosi traguardi” 

    Le nuove sfide del settore dei formaggi DOP e IGP

    Siamo di fronte ad una trasformazione epocale del settore alimentare europeo e del sistema delle indicazioni geografiche che vede l’Italia ed i formaggi DOP e IGP leader a livello mondiale. Ci aspettano quindi molte sfide nei prossimi anni. Sfide che non mi fanno paura e per le quali mi impegnerò “anima e core”.  Con una squadra forte come quella eletta oggi sono sicuro che potremo affrontare a testa alta e con grande determinazione”, ha affermato il neo Presidente Antonio Auricchio. “Ringrazio Domenico Raimondo e la Giunta uscente per il grande lavoro svolto in un triennio complesso che nell’ultimo anno e mezzo è stato condizionato dai terribili effetti della pandemia. Sono certo che tutti insieme sapremo contribuire a far crescere ancora le nostre eccellenze casearie in Europa e nel mondo”.

    Il Coordinatore del settore lattiero-caseario di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giovanni Guarneri, nell’esprimere congratulazioni al neo Presidente, ha auspicato che “si favorisca il più possibile un lavoro comune e la massima unità di intenti tra le varie realtà in seno ad AFIDOP, anche alla luce delle grandi riforme che ci aspettano”.

    La Giunta esecutiva si completa con il Collegio dei Sindaci, formato da Gianluca Zampedri, Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Asiago e Libero Stradiotti, Presidente del Consorzio del Provolone Valpadana.


  • Lattiero-caseario: aumenta l’export dei formaggi Made in Italy (2021)

    Secondo il report dell’Alleanza delle Cooperative nel primo trimestre 2021 c’è stato un aumento dei volumi di formaggi venduti (+1,1%), soprattutto in Europa. 

    In occasione del World Milk Day vi abbiamo parlato dell’importanza del settore lattiero caseario in Italia. Un comparto, quello del latte e dei derivati, che nel nostro Paese ha sempre prodotto eccellenze apprezzate e vendute in tutto il mondo come il Parmigiano reggiano, il Grana Padano, il Caciocavallo Silano Dop e la Mozzarella di Bufala campana. 

    I dati degli ultimi mesi sull’export del lattiero-caseario confermano che i formaggi Made in Italy sono ancora molto appetibili nel mondo, nonostante la crisi generata dal Covid-19 abbia portato degli sconvolgimenti anche in questo settore. 

    I dati dell’Alleanza delle Cooperative sull’export dei formaggi

    Secondo il report elaborato dall’Alleanza delle Cooperative sui dati Istat, nel primo trimestre del 2021 c’è stato un pareggio del fatturato estero rispetto al 2020 (+0,1%) e addirittura un aumento dei volumi venduti (+1,1%). 
    Molto bene soprattutto le vendite sul mercato europeo che fanno registrare un aumento del +2,8%, trascinate soprattutto dai numeri del mese di Marzo quando l’Italia ha aumentato le vendite intracomunitarie del 22% sfiorando i 200 milioni di euro in un solo mese. 

    Si tratta di una inversione di tendenza rispetto all’inizio dell’anno – commenta il Coordinatore del settore lattiero-caseario di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giovanni Guarneri – che fa ben sperare in vista dei mesi estivi e di una progressiva e graduale riapertura del canale Ho.re.ca in molti Paesi. Valutiamo però con molta cautela i dati registrati a marzo, poiché si tratta di variazioni rispetto al marzo dello scorso anno, quando lo scenario vedeva il mercato già colpito dai primi grandi contraccolpi causati dalla pandemia”.

    Le vendite dei formaggi sul mercato extra-europeo

    Nei mercati extra-UE, continuano a soffrire il Regno Unito (-15,4% in valore rispetto al primo trimestre dello scorso anno) e il Giappone (-32% in valore), mentre gli Usa registrano una leggera crescita nel mese di marzo, che ridimensiona il dato negativo cumulato del trimestre che si attesta su un -10,5%. Continua a registrare incrementi record la Cina, che quasi triplica le vendite in valore registrate nei primi tre mesi del 2020.

    i formaggi in italia 2021

    Riguardo alle categorie, nei tre mesi, c’è da segnalare ancora la crescita dei freschi (soprattutto mascarpone e mozzarella) e del Provolone; calano tutti gli altri prodotti anche se con variazioni meno sostanziali rispetto al periodo gennaio-febbraio 2021. Il mese di marzo, infatti, ha mostrato crescite in doppia cifra per l’export di quasi tutti i prodotti rilevati: tra gli altri, Pecorino +31%, Gorgonzola +19%, Grana e Parmigiano +13%.