• welfare-cooperative

    L’Alleanza delle Cooperative Italiane Lombardia, settore Welfare, alza voce nei confronti dello Stato italiano e della Regione Lombardia. Lo fa riunendo oltre 200 rappresentanti della cooperazione sociale e sanitaria lombarda nel corso dell’incontro “Dieci milioni di ragioni. A rischio servizi sociali e sanitari per migliaia di cittadini”. 

    La Legge di Stabilità 2016 ha provocato gravi danni economici alle cooperative sociali. Nel merito dell’Alleanza c’è l’aumento dell’Iva che ha messo in ginocchio welfare-cooperativediverse realtà lombarde, causando un buco da 10 milioni di euro. Il danno economico si potrebbe ripercuotere anche sulle persone.
    Rischiano, infatti, di saltare circa 10mila posti di lavoro e di venire meno i servizi sociali e sanitari che le coop forniscono ad anziani, minori, disabili ed in generale soggetti in difficoltà.
    La cooperazione sociale rappresenta allo stato attuale il baluardo del welfare italiano. Lo è ancora di più dopo che negli ultimi anni è stata certificata la crisi del welfare state. Le istituzioni non sono più in grado di garantire ai cittadini quelle prestazioni di natura assistenziale fondamentali per avere un’elevata qualità della vita.
    In questo modo cresce sempre di più il numero di poveri ed emarginati e diventa problematico il progressivo impoverimento della classe media.

    Le cooperative sociali sono quindi una straordinaria risorsa, perché in grado di sopperire alle mancanze dello Stato. Il tutto, però, a patto che la fiscalità non diventi opprimente, costringendo le coop a ridurre gli organici e tagliare di conseguenza le prestazioni erogate.
    In Lombardia le cooperative offrono servizi sociali e sanitari a più di 1 milione di cittadini. Un numero cospicuo che rischia però di subire una grossa erosione.
    Valeria Negrini, presidente di Alleanza Cooperative Lombardia Welfare, oltre a denunciare il gravoso aumento dell’aliquota Iva dal 4 al 5%, ha parlato anche di un quadro concorrenziale anomalo che danneggia le cooperative: “Assieme all’incremento dal 4 al 5% dell’aliquota, le cooperative sono ulteriormente penalizzate dall’impossibilità di optare, così come previsto dalla nuova legge, per il regime di esenzione, strumento ancora valido per altri soggetti erogatori come onlus, fondazioni, enti profit e no profit, con l’inevitabile effetto dumping“.

    L’Alleanza delle Cooperative ha inizio da diversi mesi un dialogo con la Regione Lombardia per trovare delle soluzioni all’aumento dell’Iva e agli altri problemi di natura concorrenziale.
    Era presente all’incontro anche il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che ha manifestato l’impossibilità della Regione di porre rimedio ad una decisione che è arrivata dal Governo Centrale. “Quello che posso dire – ha dichiarato Cattaneo – è che sul breve periodo sicuramente la Regione interverrà economicamente. Ma sul lungo periodo la battaglia è da fare con il Governo, e noi saremo al vostro fianco”.
    Si prospetta, dunque, un periodo complesso per il mondo della cooperazione sociale lombarda e nazionale.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Agroalimentare – Mercuri: CETA opportunità per il Made in Italy. Il presidente di Agrinsieme commenta l’accordo commerciale tra Ue e Canada.
    • Agroalimentare – Export record per l’agroalimentare italiano. Bene le vendite di spumante in Francia e di birra in Germania.
    • Cooperative – 37 BCC in sofferenza. I crediti deteriorati minacciano il sistema del credito cooperativo.
    • Cooperative – CoopUp RE lancia un percorso di formazione: 30 aspiranti cooperatori seguiranno un programma di Open innovation.
    Gli appuntamenti:
    • Venerdì 17 febbraio, alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea di Ferrara, ci sarà la presentazione del libro “La cooperazione secondo Sandro Pertini”, il volume che raccoglie la tesi di laurea dell’ex presidente delle Repubblica.

  • fiaschi forum terzo settore

    Sarà Claudia Fiaschi la nuova portavoce del Forum Terzo Settore. La sua elezione è arrivata oggi durante l’assemblea nazionale convocata per rinnovare gli organi direttivi.

    Fiaschi, toscana di 52 anni, è attiva da diversi anni nel mondo della cooperazione sociale, ricoprendo, tra le altre cose, diversi ruoli nelle associazioni di rappresentanza delle cooperative. È stata, infatti, Presidente del Gruppo Cooperativo Nazionale CGM, ovvero la più vasta rete italiana di imprese sociali e dirigente del Consorzio Co&So Firenze. Dal 2013 al 2015 ha ricoperto l’incarico di Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Toscana e attualmente è Vicepresidente di Coopermondo, Presidente di Confcooperative Toscana e Vicepresidente di Confcooperative Italiane.

    fiaschi forum terzo settoreFiaschi succederà a Pietro Barbieri, rimasto in carica nel ruolo di portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore dal 2013 fino ad oggi. L’elezione della cooperatrice toscana arriva in un momento decisivo per il futuro del non profit in Italia.
    Siamo, infatti, nella fase di attuazione della riforma del Terzo settore, un impianto normativo che è destinato a rivoluzionare il sociale in Italia, dando più spazio alle imprese sociali e a chi vuole avviare attività di volontariato al servizio della propria comunità. “La riforma del Terzo settore, in piena fase di definizione dei decreti, è una grande occasione per dare piena cittadinanza e sostegno al variegato mondo del Terzo settore – ha dichiarato Claudia Fiaschi – che da sempre nelle nostre comunità si occupa di persone e beni comuni, ma anche per accompagnare le forme emergenti di partecipazione sociale e civile (sharing economy, economia sociale e collaborativa…) e per investire sulle nuove generazioni e sul loro potenziale di impegno sociale, civile ed economico. Non possiamo perdere questa sfida“.

    La cooperazione può svolgere senza dubbio un ruolo guida nei cambiamenti in atto. Le coop portano con sé l’esperienza e i valori giusti per recepire la voglia dei cittadini di partecipare alla vita d’impresa, proponendo allo stesso tempo modelli innovativi per adattare la propria struttura organizzativa ai nuovi bisogni.
    Claudia Fiaschi proverà ad essere, dunque, la portavoce di un mondo estremamente eterogeneo, ma unito dalla volontà di fare comunità e di aumentare il livello di inclusione sociale nel nostro Paese.
    Il Forum Terzo Settore raggruppa, infatti, al proprio interno ben 75 organizzazioni nazionali di secondo e terzo livello e rappresenta la voce di tutto il non profit italiano.


  • culturability 2017

    È partita ufficialmente la quarta edizione di Culturability, il bando per i progetti culturali innovativi che intendono rigenerare spazi abbandonati, ex siti industriali ed edifici vuoti. 

    L’avviso, indetto da Fondazione Unipolis, è stato presentato oggi a Milano nel corso dell’evento Cultura e inclusione sociale. La sfida della rigenerazione urbana”. Oggi più che mai siamo chiamati a far rivivere le nostre città e ad attivare quei processi di scambio culturale in grado di saldare i legami sociali.
    La cultura, oltre ad offrire occasioni di integrazione e partecipazione sociale, può essere un importante fattore produttivo. Rigenerare un teatro abbandonato o un ex sito industriale, costruendo qualcosa di socialmente utile, significa trasformare il degrado in valore economico.

    Culturability nasce con l’intento di dare una sostenibilità economica sul lungo periodo ai progetti culturali innovativi, a quelle idea capaci di creare partnership tra la società civile e le istituzioni. Il bando si rivolge nello specifico ai seguenti soggetti:

    • organizzazioni non profit, imprese cooperative e private che operano in campo culturale ricercando un impatto sociale, con sede in Italia e un organo di gestione composto prevalentemente da giovani under 35;
    • team informali composti prevalentemente da under giovani 35,
    • reti di partenariato fra organizzazioni.

    culturability 2017Il bando – specifica il regolamento di Culturability – è aperto a progetti innovativi nel settore culturale e creativo che, attraverso il recupero, il riuso e la riattivazione di beni immobili e spazi fisici (pubblici o privati, urbani e non, edifici o spazi aperti, dismessi, sotto utilizzati, con una destinazione d’uso diversa da quella culturale, con una destinazione culturale iniziale che ha necessità di essere recuperata o rinnovata), si propongano di mettere questi luoghi a disposizione delle comunità territoriali, generando un impatto sociale positivo e creando occasioni di rigenerazione a vocazione culturale e di sviluppo, favorendo processi e percorsi di collaborazione e cittadinanza, soprattutto giovanile.
    Il bando si propone, quindi, di sostenere progetti di innovazione non solo culturale ma anche sociale, in grado di generare risposte nuove ai bisogni sociali vecchi o emergenti, di creare nuova occupazione e di favorire partnership tra pubblico, privato e terzo settore, cittadini.

    Alla fine della prima fase di valutazione, i 15 progetti migliori potranno accedere ad un percorso di formazione e mentoring nel corso del quale i team potranno sviluppare le proprie competenze e migliorare le proprie idee progettuali. Il corso si svolgerà tra i mesi di giugno e luglio.
    Alla fine verranno scelti 5 progetti che riceveranno un contributo a fondo perduto di 50mila euro ciascuno più la possibilità di partecipare ad un ulteriore percorso di mentoring. Verranno poi premiati attraverso una menzione speciale altri due progetti che beneficeranno di un contributo di dieci mila euro ciascuno.
    Il termine per la presentazione delle domande è fissato per le ore 13:00 del 13 aprile 2017. Per inviare la domanda è necessario iscriversi sul sito culturability.org e compilare online l’apposito form.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Il 16 febbraio, alle ore 18 e 30 a Grugliasco, in provincia di Torino, presso il centro di educazione alimentare “La Sana Terra” della cooperativa sociale Terra Mia, si terrà l’evento: “Agricoltura sociale. Gli inserimenti lavorativi per le eccellenze del territorio”, promosso dalla cooperativa Terra Mia, dall’Associazione Solidarietà Giovanile, e da La Sana Terra.

  • banca etica

    Nel 2016 Banca Etica ha fatto registrare una crescita degli utili, arrivati a quota 4 milioni e 318mila euro. 

    Banca Etica è al momento l’unico istituto bancario italiano rivolto esclusivamente alla finanza etica. Attraverso la sua attività finanziaria ha abbracciato, banca eticanell’anno appena trascorso, quasi 9mila progetti che riguardano settori come quello della cooperazione sociale, dell’ambiente, della cultura, della cooperazione internazionale, della legalità e della nuova economia.
    In questi anni Banca Etica ha scelto la carta della trasparenza, mostrando, ad esempio, sul proprio sito tutti i finanziamenti erogati. Il progetto parte dalla convinzione che la finanza non possa prescindere da un uso responsabile del denaro e da un’attività costante a servizio delle piccole e medie imprese, del terzo settore e delle famiglie, che rappresentano il cuore pulsante della società.

    I principi ispiratori di Banca Etica hanno portato a ottimi risultati finanziari nel 2016, segno evidente che c’è bisogno di dare un taglio etico e sociale all’economia, a maggior ragione dopo gli effetti perversi generati dalla speculazione finanziaria ed emersi in tutta la loro potenza nel 2008.
    Oltre agli utili, infatti, crescono anche la raccolta ed i finanziamenti erogati da Banca Etica. La raccolta di risparmio è di 1 miliardo e 227 milioni di euro (+15% rispetto al 2015) e i finanziamenti accordati superano i 970 milioni di euro, con una crescita di 125 milioni di euro (+12% rispetto al 2015).
    Bene anche sul fronte delle sofferenze bancarie.  A fine 2016, infatti, il Cet 1 è del 12,47% e le sofferenze nette all’1% degli impieghi, contro una media del settore bancario pari al 4,80%.
    Banca Etica agisce anche in base ai principi della democrazia e della partecipazione. Questo ha fatto sì che riuscisse ad aumentare nel corso degli anni anche il numero di soci. Nel 2016 siamo arrivati per la precisione a quota 40mila soci, con un capitale sociale di oltre 60 milioni di euro.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    Gli appuntamenti:
    • Giovedì 16 febbraio, a Milano, nel corso dell’incontro “Cultura e inclusione sociale. La sfida della rigenerazione urbana” verrà presentata l’edizione 2017 di Culturabilty, il bando di Fondazione Unipolis sui progetti culturali ad alto impatto sociale di rigenerazione degli spazi.

  • welfare-aziendale

    L’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna ha pubblicato un avviso rivolto alle imprese cooperative per l’accesso ai finanziamenti del Fondo per lo sviluppo del sistema cooperativistico in Sardegna. 

    Come esplicitato nel bando, la Regione Sardegna ritiene la cooperazione uno strumento fondamentale per il progresso socio-economico dell’Isola e per questo intende promuovere la nascita di nuove coop e lo sviluppo di quelle già esistenti. Di qui la scelta di istituire un Fondo per le imprese cooperative e di potenziare in particolare le risorse a favore dei workers buyout.
    L’obiettivo principale dell’avviso è agevolare il processo di capitalizzazione delle imprese sarde, facilitando la crescita del patrimonio netto. Le cooperative vincitrici del bando potranno beneficiare di un prestito partecipativo, ovvero quello strumento finanziario che consente alla società cooperativa di ottenere, sin dall’inizio, le risorse finanziarie necessarie per l’attuazione di un programma di investimento che deve prevedere obbligatoriamente anche l’incremento del livello di capitalizzazione della cooperativa. Al momento della stipula del contratto i soci della coop devono assumersi l’obbligo di rimborsare la cifra erogata dal Fondo alla cooperativa.

    welfare-aziendalePossono partecipare all’iniziativa le cooperative, anche ne-costituite, o costituende che abbiano sede operativa in Sardegna, e i workers buyout, ovvero quelle coop nate sotto l’impulso dei lavoratori in seguito al fallimento di società di capitali.
    Ciascun partecipante dovrà presentare un piano di investimento accompagnato da un progetto di capitalizzazione.
    Per quanto riguarda, invece, i settori di appartenenza delle coop, queste ultime devono essere attive in uno dei seguenti ambiti:

    • turismo;
    • attività di biblioteche, archivi, gestione aree archeologiche, musei ed altre attività culturali;
    • tutela dell’ambiente;
    • energie rinnovabili;
    • welfare;
    • manifatturiero;
    • ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione).

    Quanto infine all’entità del finanziamento, il prestito partecipativo sarà di minimo 21.000 euro e massimo 120.000 per le cooperative esistenti, anche neo-costituite, o costituende, mentre sarà di 50mila euro per ogni socio-lavoratore per i workers buyout.
    Per la ricezione delle domande si seguirà la procedura a sportello. Le richieste possono essere presentate tramite PEC all’indirizzo fondofse.sfirs@legalmail.it oppure tramite raccomandata all’indirizzo “Fondo per lo sviluppo del sistema cooperativistico in Sardegna FSE c/o SFIRS S.p.A. Via Santa Margherita, 4 – 09124 Cagliari”.


  • growitup-startup

    Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato al Parlamento la Relazione annuale 2016 sullo stato di attuazione della normativa su startup e PMI innovative. 

    Sono passati ormai più di quattro anni dall’approvazione del Decreto Crescita 2.0, ovvero il provvedimento con il quale lo Stato italiano ha iniziato a promuovere la diffusione di startup innovative, provando a colmare il gap – esistente ancora oggi – con le altre nazioni europee.
    Ogni anno il Mise relaziona al Parlamento e mostra l’andamento dell’ecosistema innovativo nel nostro Paese. Negli ultimi anni ci sono stati ulteriori interventi legislativi. L’ultimo in ordine di tempo riguarda la Legge di Stabilità, approvata lo scorso dicembre, che cerca di incentivare gli investimenti nelle startup, aumentando le detrazioni per gli investitori e inserendo altre agevolazioni, come l’iper-ammortamento su beni 4.0.

    growitup-startupSecondo i dati del Ministero dello Sviluppo economico, al 31 dicembre 2016, sono iscritte nel Registro speciale della Camera di Commercio 6.745 startup innovative, un numero in crescita del 31% su base annua e del 112% rispetto a due anni fa. Come era facile prevedere, dunque, il ritmo di crescita è abbastanza sostenuto.
    L’area territoriale che cresce in maniera più spedita è il Nord-Ovest (+30,7%). Nel 2016, inoltre, abbiamo un risultato per certi versi storico: per la prima volta, infatti, una provincia italiana supera quota mille startup innovative. Si tratta, ovviamente, di Milano che può annoverare 1.040 startup, corrispondenti al 15% del totale nazionale.
    Se guardiamo, invece, all’incidenza delle startup sulle società di capitali, la prima regione è il Trentino Alto Adige, dove 10 società di capitali su 1000 sono una startup innovativa.

    Per quanto riguarda, invece, i settori di attività, il 75% opera nel campo dei servizi: nello specifico il 41% è attivo nel settore dei servizi informatica e software, il 27% nei servizi R&S e attività professionali e tecniche ed il restante 7% rientra nella categoria “altri servizi alle imprese”.
    In settori dedicati principalmente alla ricerca di soluzioni innovative, come quello della ricerca e sviluppo, troviamo un’incidenza maggiore delle startup sulle società di capitali. Nei servizi R&S, infatti, ogni 100 società di capitali 25 sono startup innovative.

    L’universo innovativo cresce anche in materia di capitale umano. In totale, infatti, ci sono 25.622 soci (in media 4,12 per startup) e 9.169 dipendenti (3,49 per impresa), per un totale di 34.979 persone che operano nel settore delle startup innovative, con una crescita del 44,8% nell’ultimo anno.
    Anche le PMI innovative presentano un andamento simile, se non addirittura migliore delle startup. Come riporta il Mise, infatti, oggi in Italia ci sono 434 PMI innovative. La crescita è ancora più imponente rispetto alle startup, basti pensare che il 30 giugno 2016 erano solo 204 le PMI innovative registrate. Come rileva il Ministero dello Sviluppo, la maggior parte sono ex-startup innovative che hanno deciso di passare da un registro ad un altro della Camera di Commercio.



  • Le notizie del giorno di CoopTG: 

    • Terzo settore – Approvato decreto Servizio civile universale. Ampliata la platea di beneficiari, ridotte le ore di lavoro.
    • Cooperative – Lusetti: non siamo imprese capitaliste. Il presidente di Legacoop invita al rispetto dei principi cooperativi
    • Agroalimentare – La classifica delle catene di distribuzione. Prima Esselunga, la coop PAC 2000A miglior catena del Centro Sud Italia.
    • Bandi – I vincitori del bando Funder 35: 57 organizzazioni culturali per un contributo complessivo di 2,5 milioni di euro.

    Gli appuntamenti:

    • Domani, alle ore 9 e 45, presso il teatro Diego Fabbri di Forlì, si terrà “Innamorati della legalità” un incontro con il magistrato del Consiglio di Stato Michele Corradino, organizzato da Confcooperative Forlì Cesena.

  • Lusetti coopstartup

    L’intervento del presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, nel corso dell’assemblea di metà mandato di Legacoop Emilia Ovest, è destinato a fare discutere all’interno del mondo della cooperazione. 

    Lusetti non ha risparmiato toni e parole dure nei confronti di chi rinnega i valori cooperativi e agisce come se fosse un’impresa di tipo capitalista. “Non ce l’ha ordinato il dottore di essere cooperative” ha detto Lusetti in merito alle peculiarità delle coop, sancite tra l’altro dalla Costituzione.
    Lusetti coopstartupNei momenti di crisi le cooperative devono rispettare la loro funzione sociale e di tutela del territorio. Non possono pensare di de-localizzare o di tagliare il personale, hanno altresì il compito di rimediare ai fallimenti dell’economia capitalista attraverso strumenti come i workers buyout.
    Le coop non possono essere come le imprese tradizionali. Su questo punto Mauro Lusetti è categorico: “Chi si definisce un cooperatore-capitalista non è più un cooperatore – ha dichiarato il vertice dell’organizzazione di rappresentanza delle cooperative – Chi ha detto questa cosa, se ha voluto fare una battuta, ha fatto una battuta molto infelice”.
    Il riferimento, come riportato dal portale 7per24, sembra essere a Claudio Levorato, presidente di Manutencoop, che nei mesi scorsi ha gettato fango sull’operato di Legacoop e ha, per l’appunto, equiparato le cooperative alle società private.

    Lusetti è tornato a parlare anche di Mafia Capitale e di altri scandali giudiziari che hanno coinvolto cooperative associate a Legacoop. I danni d’immagine sono stati ovviamente enormi, sia per la lega delle cooperative che per tutto il mondo della cooperazione.
    In casi come quelli della Cooperativa 29 giugno e Cpl Concordia, Legacoop ha scelto di promuovere azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori e di salvare invece le cooperative coinvolte: solo così è stato possibile salvare migliaia di lavoratori.
    La tutela del lavoro e del territorio è un principio cardine del movimento cooperativo e deve essere promosso e difeso sempre e comunque. Come ribadito dallo stesso Lusetti, molte aziende capitaliste rivendicano per motivi di marketing alcuni valori cooperativi.
    Le coop hanno il dovere quindi di essere i portavoce di questi principi, evitando di inseguire le società private sul loro campo, ovvero il mercato.


  • servizio-civile-universale

    Il servizio civile universale è ufficialmente legge dello Stato italiano. Il Consiglio dei Ministri del 10 febbraio, infatti, ha approvato il primo decreto attuativo della riforma del Terzo Settore. 

    L’obiettivo del provvedimento è rendere in maniera effettiva il servizio civile uno strumento di difesa non armata della Patria, come previsto dagli artt. 11 e 52 della servizio-civile-universaleCostituzione, di educazione alla pace tra i popoli e di promozione dei valori fondativi della Repubblica.
    I programmi di intervento del nuovo servizio civile dovranno riguardare i seguenti ambiti: assistenza, protezione civile, patrimonio ambientale e riqualificazione urbana, patrimonio storico, artistico e culturale, educazione e promozione culturale e dello sport, agricoltura in zona di montagna e sociale, biodiversità, promozione della pace tra i popoli, nonviolenza e difesa non armata, promozione e tutela dei diritti umani, cooperazione allo sviluppo, promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

    Cerchiamo, però, di fare ordine e di individuare i cinque elementi più innovativi del nuovo servizio civile, che, in base alle premesse attuali, dovrebbe venire in contro alle tante richieste dei giovani italiani e promuovere nel nostro Paese la cultura dell’impegno civile, del volontariato e della solidarietà:

    1. Il servizio civile diventa universale.
      Uno dei principali obiettivi del Governo è estendere la platea dei beneficiari, dando la possibilità di svolgere il servizio civile a tutti i ragazzi che fanno richiesta. Per il 2017 sono stati stanziati 260 milioni di euro che permetteranno la partecipazione di 47mila giovani.
      L’intento dell’esecutivo è arrivare progressivamente nei prossimi anni a quota 100mila volontari.
    2. Coinvolgimento stranieri e periodi all’estero.
      Potranno svolgere il servizio civile anche cittadini dell’Unione europea e stranieri regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni. Per gli italiani, inoltre, ci sarà la possibilità di effettuare un periodo di tre mesi all’estero in uno dei Paesi dell’Unione europea con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza all’Unione e di facilitare lo sviluppo di un sistema europeo di servizio civile, ovvero di usufruire di un tutoraggio finalizzato alla facilitazione dell’accesso al mercato del lavoro. Sono previsti, infine, dei meccanismi di premialità per gli enti che impiegheranno giovani con minori opportunità.
    3. Flessibilità.
      Il servizio civile diventa a tutti gli effetti un’attività volontaria a servizio della società e propedeutica allo sviluppo della propria personalità. Il Governo ha deciso, infatti, di accogliere le istanze dei volontari riducendo le ore settimanali di servizio che passano da 30 a 25 ore.
      La flessibilità viene garantita anche attraverso la durata dei progetti che andrà da 8 a 12 mesi e terrà conto delle esigenze di vita e di lavoro dei volontari. Verranno stabilite, inoltre, delle modalità per riconoscere e valorizzare le competenze acquisite dai giovani durante lo svolgimento del servizio civile.
    4. Ripartizione competenze.
      Sarà lo Stato ad adempiere alle funzioni di programmazione, organizzazione e attuazione del servizio civile universale nonché l’accreditamento degli enti, le attività di controllo, verifica e valutazione del servizio civile universale. Lo farà attraverso un piano triennale attuato ogni anno in base alle risorse nazionali, europee e a quelle derivanti da altri soggetti pubblici e privati.
      Le Regioni e le Province autonome parteciperanno alla predisposizione dei piani triennali e annuali e alla valutazione dei progetti nelle materie di loro competenza.
    5. Consulta nazionale per il servizio civile universale.
      Viene istituita la Consulta nazionale per il servizio civile universale e la Rappresentanza degli operatori volontari, sia a livello nazionale che regionale, quali organismi di confronto in ordine alle questioni concernenti l’attuazione del servizio civile universale.